Game 36: Charlotte Hornets Vs Boston Celtics 92-109

Intro

Come il solito l’unica cosa ad essere in rosso a casa Charlotte è il conto.

Se a Capodanno avete anche voi l’usanza d’indossare qualcosa di rosso perché vi hanno detto che porta bene ma non sapete perché, il tutto è da ricercare in una forma ancestrale di mitologia proveniente dalla Cina.

Il Nian, un mostro che uscirebbe in primavera e nei giorni vicini al Capodanno cinese (non quello da calendario gregoriano quindi) ha come tallone d’Achille la sensibilità ai forti rumori (ecco perché si esplodono i fuochi per tenerlo lontano) e teme il colore rosso…

In Cina, in qualche remota e sperduta area pare ancora che qualcuno creda all’esistenza di questo mostro confinato in boscaglie lussureggianti.

L’unico mostro che si vede a Charlotte in questo periodo è quello della sconfitta.

A quota cinque consecutive, la gara con i Celtics non promette bene.

Per battere i Leprechaun, i Calabroni dovranno iniziare a sparare in attacco fuochi d’artificio da oltre l’arco visto che nelle ultime cinque partite Charlotte ha tirato male, sotto il 30,0% e difender su ogni pallone, a ogni metro.

La squadra sta scemando in classifica tornando su livelli quasi prevedibili e il tanking è un’ipotesi accattivante ma di tanto in tanto serve scuotersi e dare un senso alla stagione.

L’ultima al the Hive targata vecchio decennio meriterebbe una Danza del leone con botto da punto esclamativo, la realtà però è dietro l’angolo e vedremo se almeno la squadra di Borrego saprà lanciar la sfida non stando a guardare come accaduto a Memphis.

Analisi

La differenza tra i due team sulla carta era notevole e la realtà ha confermato che gli Hornets, nonostante i buoni propositi iniziali, andatisi perdendo come quelli di chi solitamente ne promette di impossibili a inizio anno, non sono all’altezza dei top team NBA, relegati al rango di sparring partner, amaramente, troppo spesso.

Cosa potrebbe smuovere una situazione da sei sconfitte consecutive a chiudere pessimamente l’anno è difficile dirlo.

Gli Hornets girano l’anno sul 13-23.

Per cercare di spingere la squadra offensivamente Borrego ha rispolverato anche un Dwayne Bacon che, dopo un paio di tentativi a salve ha funzionato per un po’ perdendosi come il resto del team nel finale quando la partita diventava più vera.

Tornati qualche volta sin sul -4 gli Hornets non sono mai riusciti nel secondo tempo a portarsi a un possesso singolo di distanza da Kemba & soci fino allo scioglimento veloce del ghiacciaio arrivato in avvio dell’antropocenico ultimo quarto.

Le statistiche in questo caso non mentono: se negli assist le squadre hanno chiuso sul 25 pari e ai liberi i Calabroni hanno tirato meglio con il 75,0% contro il 70,0%, per il resto, a partire da un 41-54 a rimbalzo, continuando con un 7-12 nelle rubate, passando per un 4-9 nelle stoppate, è stato tutto un monologo avversario.

Charlotte da fuori ha superato finalmente il 30,0% con il 35,3% contro il 36,8% avversario ma è rimasta molto più bassa nelle realizzazioni dal campo, complici il minor talento e la difesa dei Celtics pronta a raddoppi e chiusure più valide.

39,5% per Charlotte contro il 45,4% degli avversari e i TO sono stati 17 a 10…

Da salvare Bridges per gli Hornets, in doppia doppia con 14 pt. e 10 rimbalzi.

Conta poco che giochi i non giochi Batum, il gioco in attacco sembra ancora poco fluido eccetto rari momenti di puro talento con no look o smarcanti rapidi ma a preoccupare ancor di più è una difesa che salvo momenti di massima concentrazione a far muro (grazie a questa arrivano break per recuperi come un paio in serata da 9-0 e 8-0), fa acqua troppo spesso nonostante gli interpreti.

La partita

Starting five

Per Boston: Walker (22 pt. + 7 assist), Smart (7 pt. + 7 assist), Hayward (21 pt., 10 rimbalzi), Tatum (24 pt.) e Theis (5 pt.).

In panchina importante Kanter con 13 pt. +14 rimbalzi in 22:35 seguito da Wanamaker con 7 punti e Ojeleye con 6.

Charlotte: Rozier, Graham, Bridges, P.J. Washington e Zeller.

1° quarto:

Partenza convinta di Charlotte che facendo girare la sfera innescava la miccia P.J. Washington da oltre l’arco sulla sinistra per il 3-0, perfetto.

Un alley-oop di Theis accorciava il divario ma Graham dalla diagonale destra faceva secca la difesa ospite anche se la squadra di Stevens recuperava due punti con un’entrata chiusa di sx di Tatum su Bridges.

Rozier subiva un fallo sul tiro non rilevato ma si rifaceva in transizione poco dopo per l’8-4.

Un brutto passaggio orizzontale di Bridges spianava la strada alla steal con canestro in transizione di Tatum.

Un jump hook di Biz in area e gli Hornets toccavano la doppia cifra, Theis ai liberi splittava e Bridges restituiva la steal intercettando un passaggio di Hayward con chiusura acrobatica in fuga per il 12-7.

Boston a 6:39 calava la tripla con Tatum e perveniva al pari con Hayward al tiro open dalla destra.

Time-out Hornets, Monk e Zeller in campo ed era la Cody dance da sotto a procurare il +2 Hornets ma Kemba, proprio lui, restituiva con gli interessi.

La sua tripla valeva il primo vantaggio ospite (14-15) a 5:21.
Miles dalla lunetta per un fallo in blocking di Williams nella restricted metteva due FT ma Kemba depositava con il minimo sforzo oltre Zeller e Tatum continuava a esser un problema con la tripla del 16-20.Due pessimi tiri di Rozier erano compensati dal “palo” di Williams dalla sinistra e finalmente Monk a 2.28 trovava lo spunto vincente per il riavvicinamento di Charlotte a 2:28.

Purtroppo al palo rimaneva l’attacco della squadra di Borrego che sul 18-20 si staccava subendo 4 punti nel finale di quarto scemando sul -6 (18-24).

Un’entrata del rookie P.J. Washington. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Wanamaker e Kanter spingevano i Celtics sul +10 (18-28) mentre gli Hornets fallivano in serie occasioni open for 3 con Williams e Monk, Malik poi perdeva palla in entrata e Martin da tre andava lungo finché finalmente da fermo sula destra in uno contro uno Graham trovava da tre il più inaspettato dei canestri a 9:07dopo più di cinque minuti e mezzo…

Risposta di Hayward da tre frontale usando il blocco e contro-risposta di Martin da oltre l’arco a 8:34 per il -7 (24-31).

Boston però pareva più decisa e Kanter risolveva da sotto velocemente una mischia, Wanamaker commetteva fallo su Graham lanciato a canestro beffandolo perché gli arbitri non assegnavano i liberi e finiva per segnare Hayward in entrata spingendo molto fisicamente.

Martin in entrata chiudeva allargando la sinistra dando un bello spin alla palla mettendo fuori gioco Theis e la sua chiusura.

A 5:55 Bacon arrivava sul fondo con la drive and kick per P.J. che scagliava una saetta da tre punti senza pensarci per il 29-37.

Boston poi piazzando due bombe (nessun giro sull’esterno sulla prima e troppo spazio per Hayward pur ricevendo) viaggiava sul +14 (29-43) anche grazie a 10 punti dell’ala piccola di Stevens.

Miles con un buon primo passo bruciava Theis trovando l’appoggio dall’angolazione voluta più il fallo.

La giocata da tre punti inaugurava la rimonta proseguita con P.J. che deviando in difesa si faceva servire in attacco da Bridges proponendosi come ottimo finalizzatore al ferro.

A 2:54 jumper lungo di Bridges dalla sinistra e a 2.26 Bacon a contatto in area in caduta lanciava gli Hornets a quota 38 contro i 43 dei Celtics.

Il 9-0 di parziale era arrestato da Walker, il solito tuffo al cuore che faceva il minimo sforzo per appoggiare sul primo ferro e veder la spicchiata finir dentro per amicizia di lunga data.

Bacon da tre punti a 1:21 trascinava gli Hornets sul -4 (41-45) ma Hayward in area aveva tiro e vita facile da fronte a canestro.

Più complicata l’entrata in uno contro uno di un ottimo Bridges che dava il giusto spin al gancetto per il 43-48.

A :42.7 chiudeva il quarto Walker con la tripla facendo infilare ai due team la galleria degli spogliatoi sul 43-50 con gli imenotteri bisognosi di più sostanza offensiva.

3° quarto:

Partiva male Hayward che mancava il primo tiro, ne prendeva un secondo sulla stessa azione ma Bridges stoppandolo dava una possibilità a Charlotte che tuttavia lasciava sul campo lo stesso n° 0 perdendo palla in palleggio.

Confusione nella metà campo difensiva degli Hornets e dopo un paio di rimbalzi offensivi dei bianco-verdi arrivava il canestro di Tatum da sotto con finta su Biz, saltato via.

Biz rispondeva con l’hook ma la tripla di Kemba a 10:20 lanciava sul +10 gli ospito (45-55).

Tatum ricevendo in corsa dalla baseline destra schiacciava e gli Hornets ripiombando sulla dozzina di punti di svantaggio si affidavano a Rozier che finalmente ne metteva due dal pitturato grazie a un granitico blocco di Biz che fermava un Walker non convinto della bontà del congolese.

P.J. mancava un facile appoggio in transizione ma si faceva perdonare rientrando a spazzare da pallavolista il tentativo d’appoggio di Walker tuttavia Hayward con il suo jumper da due risultava fastidioso e preciso ancora una volta.

Un raddoppio su Graham, la palla a Rozier, lo skip pass per la tripla con spazio di P.J. dalla destra, l’in & out da tre di Walker che salvava Charlotte, una palla deviata da Biz dalle parti del ferro con recupero di Rozier e tripla dello stesso numero 3 anticipavano lo swooping hook di Biyombo servito in entrata verticale da un ficcante pass di Graham per l’8-0 di parziale e il -4 in divario (55-59).

Hayward da tre batteva il close-out di Rozier ma dall’altra parte teneva il passo Biz con l’hook.

Un elastico tra il -5 e il -7 con Tatum di sinistro in infilata e un passaggio volante magico di Miles per Bridges da sotto (59-64).

Smart da tre sopra Graham, Risposta di Rozier da fuori con il catch n’shoot (62-67), Walker drive easy e quindi arrivavano due FT per P.J. per un duro fallo di Smart lanciato alle spalle sul tentativo di dunk in transizione del nostro rookie.

P.J. litigava ancora con il ferro ai liberi non segnando i due tentativi ma a 3:57 un hook di Cody riportava sul -5 i Calabroni.

Walker in entrata decisa metteva a segno il diciassettesimo punto, dall’altra parte Zeller in versione scorer andava nel viola servito da Graham per il 66-71 ma dopo delle lamentele di Walker per un possibile fallo sul movimento del suo tiro arrivavano due punti veri di Smart che avrebbe anche l’occasione per l’and one ma la falliva così Bacon a 1.30 da tre mandava a segno la tripla per il -4 (69-73).

Ojeleye dal corner sinistro da fuori realizzava il 69-76, Graham ai liberi a 1:02 segnava i suoi primi due in una partita con pochi FT che incrementavano nel finale, ecco ad esempio il 2/2 di Wanamaker a :53.1.

Cody a .33.2 alzava la media FT con un 2/2 prima che Hayward chiudesse il quarto sfuggendo con buon veloce primo passo a Martin per arrestarsi nel pitturato e tirare sopra l’ombrello di Zeller con le stecche troppo corte.

73-80, distacco invariato, tutto rimandato all’ultimo quarto.

Zeller in mismatch su Smart. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

La differenza tra i due team a livello di possibilità si notava immediatamente nonostante continuasse la cantilena dei liberi con Monk a segnarne un paio dopo 15 secondi (75-80).

Tatum da tre non la metteva ma Hayward catturava il rimbalzo, girava per la provincia e segnava su Marvin…

P.J. perdeva palla cercando un varco verso il ferro, Wanamaker dalla steal allo sbaglio da sotto grazie all’arrivo di un imperioso Monk (stoppata a una mano plastica) ma la palla era preda di Kanter che faceva la differenza.

Ancora Wanamaker offriva cibo a Kanter dopo l’errore, ecco il tap-in del turco e il +11 Boston.

75-86, partita in ghiaccio anche perché Bacon esauriva le abilità mentre Tatum segnando da tre evidentemente no, un po’ di gloria per P.J. in jam servito da un bullet no look pass smarcante di Martin.

Risveglio tardivo di Dwayne con la steal & dunk ma Zeller si buttava addosso a Kanter facendosi stoppare e Bacon andava a vuoto da tre e Wanamaker con la tripla dalla diagonale sinistra realizzava il 79-92.

Kanter e Walker ne mettevano due a testa, Graham trovava tre punti frontali e a 5:43 Bacon, splittando dalla lunetta realizzava l’83-96.

Un abisso di gap e nel finale il divario si ampliava anche perché gli Hornets ormai non credevano più alla rimonta e deconcentrati concedevano punti in più ai verdi.

A :48.7 un Bridges rimasto sul parquet colpiva da tre per il 90-109 e Hernangomez trattenuto segnava ugualmente (sbagliando malamente l’aggiuntivo) per chiudere il match sul 92-109.

Le pagelle

Terry Rozier: 5

10 pt., 2 rimbalzi, 5 assist. 4/13 dal campo. -13. Pessime scelte in entrata, non convinte, fuori ritmo con grossolani errori al tiro e palla che non si avvicina nemmeno al ferro alcune volte. Pare il Rozier di inizio stagione anche se dopo i due punti del primo tempo pareva aver ingranato (bella l’azione con recupero difensivo e tripla dall’angolo sx) salvo perdersi nel finale. Inaffidabile.

Devonte’ Graham: 5

11 pt., 4 rimbalzi, 7 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 3/12 dal campo, 3/9 3 FG, 3 TO. -7 in +/-. Non funziona più benissimo al tiro. Accettabile ma non formidabile da fuori, rientra nei ranghi. Sarà per stanchezza o perché iniziano a conoscerlo ma è il periodo meno brillante di questo avvio di stagione per Gamberone. Basse percentuali dal campo per lui dal quale ormai ci si aspetta trascini la squadra. Serata difficile anche per fornire assist ma in quello rimane discreto. Apporto offensivo insufficiente e difesa non buona penalizzata dai cm.

Miles Bridges: 7

14 pt., 10 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 5/9 dal campo. 3/3 FT, 2 TO, -2. Spesso non ha convinto quest’anno ma oggi è partito deciso sin da subito, ha accettato i duelli, anche sui cambi e altre marcature eventuali. Ha giocato con grinta su ambo i fronti e ha messo tiri non semplici in avvicinamento. Suggella la prestazione da doppia doppia e alcuni buoni assist con la tripla finale.

P.J. Washington: 6

15 pt., 5 rimbalzi, 3 assist, 3 rubate, 1 stoppata. 5/11 FG. 5 TO, 4 falli, -4. Il 3/5 da oltre l’arco sugli scarichi è buono, meno i 5 TO, alcuni palleggiando troppo alto allegramente contro avversari più rapidi. Fatica all’inizio a tener Tatum, poi gli prende un po’ le misure. Top scorer di serata per Charlotte cerca di essere polifunzionale. Ci riesce ma se lui è tra i migliori, da rookie, auguri…

Bismack Biyombo: 6

8 pt., 3 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. 4/5 FG. 1 TO, -3. Biz è ancora una volta in fase offensiva a render di più. Sicuro con quell’hook dal pitturato quasi una garanzia, in un caso anche in corsa. Qualche deviazione e recupero difensivo ma a rimbalzo e in opposizione deve dare di più. Ultimamente è moscio.

Malik Monk: 5

4 pt., 2 rimbalzi, 1 assist. 1/7 FG (0/4 3FG), -11. L’ho detto spesso che da fuori non c’è. Se sia un discorso di velocità, concentrazione, fiducia o tecnica nel tiro è difficile dirsi, forse è tutta la somma ma continuare a sparacchiare non aiuta. L’unica volta che trova spazio vero va dentro e mette il floater solo cotone ma è pochissimo. In difesa fa registrare una splendida plastica stoppata a una mano su Wanamaker anche se Kanter recuperando andrà a segnardue punti.

Cody Zeller: 5,5

10 pt., 4 rimbalzi, 1 assist. 4/8 con 3 stoppate subite. -12 in +/-. prova a portare energia ma come Williams è meno atletico dei dirimpettai. Segna con buona costanza sul finire del terzo quarto quando nel pitturato infila 6 punti ma va a prendersi anche tre stoppate, una andando in bocca al lupo Kanter. Prevedibile e in difesa prende in media troppo pochi rimbalzi concedendo troppo.

Marvin Williams: 4

0 pt. (0/2), 3 rimbalzi, in 12:33. -13 in +/-. Inguardabile. Fuori tempo e molle in marcatura, da quando girano voci sul suo conto per andare in un’altra squadra a livello cestistico si è afflosciato. Fortuna non sta molto sul parquet. Purtroppo senza i suoi punti la panchina non regge.

Cody Martin: 6

7 pt., 3 rimbalzi, 1 assist. 3/7 FG. ¼ 3 FG, -13 in 17:58. Uno dei pochi giocatori che a livello difensivo si impegna anche se di tanto in tanto deve cedere il passo. Alterna buone difese in serata e qualche volta lascia ai talenti avversari il canestro come quando Hayward lo batte sul primo passo. Da fuori continua a combinare poco, meglio l’inserimento e il taglio a fari spenti senza esagerare. Rimane un giocatore prettamente difensivo per portar pressione con la zona o in marcatura stretta.

Dwayne Bacon: 6

11 pt. 3 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. 4/8 FG. 2/4 3FG. -10 in +/-. Titolare a inizio anno, scomparso in panchina, rieccolo riesumato da Borrego in una serata dove sperava di avere un paio i giocatori sopra i 20 punti. A quella quota non arriva nessuno ma lui arriva in doppia cifra grazie alla parte centrale del match che tiene vive le speranze. Nel finale naufraga inconsistentemente anche lui perdendo un paio di palloni e non segnando quando serve ma è già un passo in avanti il Dwayne visto stasera, sperando si ritrovi. Anche dalla panchina avere un discreto Dwayne sarebbe importante.

Willy Hernangomez: s.v.

2 pt., 2 rimbalzi, 1 assist. ¼ FG. Gioca gli ultimi 2:05 e ha fame di canestri anche se sbaglia malamente l’ultimo libero e praticamente tutti i tiri dove non subisce fallo. E’ garbage di quelli pesanti, dargli un voto sarebbe eccessivo e falso.

Coach James Borrego: 5

Sperimenta anche Bacon come arma offensiva, Batum è giustamente out, spazio alla linea verde con tutto il roster a disposizione ma non si trova una quadra difensiva efficace. Offensivamente in certi frangenti il team è brillante nei passaggi ma manca di finalizzazione. Liberare giocatori che falliscono tropo spesso il tiro è indice di una qualità inferiore rispetto la media NBA e nelle ultime uscite il team sta tirando male. Rozier è tornato a bassi livelli e Graham non funziona più da fuori.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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