Game 36: Charlotte Hornets Vs Detroit Pistons 105-102

Intro

Dopo una settimana i Calabroni cercano di riprendere nella partita “trappola” con i Pistons, la corsa ai playoff rompendo la lunga striscia altalenante composta alternativamente da una L e una W.

Dopo aver battuto i Timberwolves siamo a mezza W dietro Miami, ancora in corsa per il primo posto della Southeast Division.

Finalmente si torna a giocare in casa e dalla prossima riacquisiremo un po’ di pubblico che si spera possa aiutare in queste tre partite casalinghe fondamentali ad afferrare altrettante vittorie.

Dopo inizieranno nuovamente alcune trasferte tremende. Mettere fieno in cascina è l’imperativo e recuperare gli infortunati (nell’incertezza della vigilia di questo match) sarebbe importante.

Già, perché gli Hornets, come il titolo del libro di Dan Fante, nell’ultimo viaggio a Ovest composto da sei partite sono sembrati “Angeli a pezzi”…

Nel libro di Dan si racconta del padre morente attraverso il viaggio del figlio che tornando a Los Angeles ricorda come il babbo poeta e scrittore oltre che sceneggiatore abbia “forzatamente deciso” di barattare il suo talento di scrittore per dei copiosi assegni per lui e il benessere della sua famiglia provenienti dal dorato mondo di Hollywood risultandone però infelice, privatosi della sua vera verve artistica.

Un disperato figlio che sta autodistruggendosi nutre sentimenti di ambiguità per quel padre che sembrava freddo riscopre attraverso il genitore e le strampalate quanto crude vicissitudini losangeline il proprio talento dando così una sfida all’alcol che nelle ruvide pagine del libro costituisce il demone che lo divora.

Borrego dovrà dare più spazio ai giocatori che hanno toccato meno il parquet poiché sta attuando dei protocolli a ritmo ridotto che saltano allenamenti e shootaround per cercare di mantenere freschezza in questa lunga marcia finale di stagione.

Non avrà tempo d’aggiunger molto al playbook quindi saranno l’unione e il talento dei singoli a cercare di determinare l’entrata ai PO in una classifica così compatta.

“Le squadre dovranno lottare davvero, davvero per batterci” ha detto l’allenatore dei Pistons Dwayne Casey nonostante l’era D. Rose e Blake Griffin si sia ufficialmente conclusa durante il fine settimana.

I Pistoni sono in ricostruzione ma non vanno sottovalutati, necessitiamo di partire con il piede giusto per raggiungere la post season e ritrovare spirito e talento.

Analisi

Altra sfida all’O.K. Corrall per gli Hornets che la spuntano ancora dopo una partita tirata nella quale i Pistons non sono scesi in città per arrendersi certamente nonostante il buyout di Griffin.

Gli Hornets hanno portato a casa alla fine la partita grazie a Terry Rozier che si è ripresentato come l’uomo della provvidenza espandendosi a tutto campo per trovare giocate vincenti (una giocata da 4 punti, una tripla, una giocata da tre punti e un’alzata che metteva la parola fine alla partita).

Su sfondo originale del pittore giapponese Hokusai (La Grande onda di Kanagawa), un Terry Rozier disegnato da me. Ancora una volta la sua onda si è alzata di livello travolgendo gli avversari con lo tsunami personale nel finale.

Sul fronte Pistons 32 punti di Grant, 14 del charlorttean Bey e 11 di Mykhailiuk ma nessun altro Pistone è andato in doppia cifra così Detroit finiva per cedere nel finale.

Nonostante la serata no al tiro degli Hornets (40,0% contro il 44,7%) nel finale le bombe di Rozier ci hanno fatto passare avanti nelle percentuali da tre (33,3% contro un 32,6%) ma a far vincer la gara agli Hornets sono stati i 23 liberi su 24 messi a segno (95,8%) contro l’11/14 avversario.

Sotto di un rimbalzo (52-53) e di un assist (26-27), i Calabroni sono stati bravi in transizione (ma anche i Pistons se non in percentuale) partendo da 9 rubate a 6 con meno TO: 9-14…

Ecco qui le statistiche:

Alla fine, nonostante le difficoltà, contava vincere davanti al propri pubblico rientrato parzialmente allo Spectrum Center infastidito dal rumore finto del tifo troppo alto.

MJ in mascherina nera alla fine è sembrato soddisfatto.

Dalla prossima dovremo ritrovare il tiro se vogliamo battere Toronto: Detroit si è meritata rispetto ma per fortuna era una squadra alla portata che ha commesso tanti errori e siamo riusciti a prevalere.

La partita

I quintetti:

1° quarto:

Al via dopo una settimana gli Hornets non perdevano il vizio di perder la palla a due in un avvio dal ritmo frenetico e dal gioco aggressivo soprattutto da parte dei Pistons che con l’uscita in corsa di Mykhailiuk passavano in vantaggio 0-3 e dopo aver visto Zeller schiantare una bimane sul ferro un layup in corsa di Grant e un quasi recupero di Plumlee preoccupavano.

Hayward continuava a giocare servendo un pallone lampo in verticale a Zeller che si rifaceva in schiacciata prima di quella in corsa di P.J. per il 4-5.

Charlotte rimaneva dietro ancora per qualche minuto con Saddiq Bey che da fuori contribuiva ad allungare per gli ospiti sebbene il botta e risposta si facesse serrato: tripla di Hayward a 9:17 su cambio lato di Ball, Plumlee da sotto al secondo tentativo, Rozier, scoop alto in entrata e Grant con la dunk servita con il passaggio scarico dalla linea di fondo realizzavano il 9-12.

Al minuto “7” arrivava il sorpasso: 2 FT a segno per Zeller (spin che disorientava Plumlee e fallo) più la dunk di Zeller su passaggio baseball così Casey a 7:15 chiamava il time-out in svantaggio di un punto: 13-12.

Detroit cominciava a sbagliare i propri tiri mentre Charlotte allungava: dopo due FT di Hayward a segno ecco Ball in palleggio dietro la schiena a passare Plumlee per arrivare all’appoggio nel traffico e il tap-in di Zeller su un runner mancato da Ball prima che la pressione di Rozier su Grant portasse a una steal e transizione chiusa da Bridges per il 21-12 grazie al parziale di 12-0.

A romperlo arrivava l’appoggio del più esperto Ellington a 3:51 in transizione.

Due FT di Graham appena entrato e un arresto e tiro sulla media baseline sinistra di Cody Martin con tiro perfetto, riprendevano il discorso.

25-14, nove punti di vantaggio che divenivano 12 dopo la tripla a 2:17 di P.J. su scarico all’indietro di Graham (28-16).

Il quarto si chiudeva con la leggera rimonta degli ospiti che portavano il gap a 8 punti per il 30-22.

2° quarto:

P.J. Washington partiva bene andando alto a stoppare deviando al vetro le velleità di Jackson in appoggio in un avvio non proprio da “puristi” del basket se qualcuno si aspettasse di vedere canestro su canestro senza mai sbagliare.

Innumerevoli gli errori complice la difesa resistente e un po’ sporca dei Pistons al ferro con Monk (dopo vari errori in penetrazione) a reclamare un fallo non rilevato prima di infilare un alzata con armonia battendo due difensori.

Ellington cercava la tripla e ci riusciva, Monk si vendicava proprio sull’avversario registrando così il suo quinto punto quindi Jackson e l’entrata di P.J. Washington artistica con partenza da destra valevano il 39-27.

Si vedeva anche un po’ di confusione o battaglia con tanti Hornets impegnati al recupero palla con svariati tuffi a terra che portavano Charlotte sotto il canestro avversario ma dopo la stoppata di Plumlee, anche sull’altro fronte niente di fatto così il contro-ribaltamento portava Hayward a contatto con il difensore e Charlotte sul 41-27 a 6:26 dopo i liberi a segno.

Il +14 scemava velocemente anche per mano di un giocatore di Charlotte: Bey che con la madre Drewana, campionessa di UNC, mostrava qualche riflesso di buon tiro con la bomba del 43-30.

A 2:56 l’ennesimo TO Pistons e la dunk morbida di Hayward per il 12-0 pt. in TO e il più interessante 45-33 sul parquet.

Dopo due errori di Bey da fuori, riecco il “giocatore di casa” colpirci nuovamente per parificare le percentuali al tiro di quarto tra i team che giravano entrambi su un 5/18…

La tripla rimbalzante tra i bori interni del ferro di Mykhailiuk accorciava sino al -6 ma Rozier con una bomba allungava mancando la possibilità del quarto punto dopo esser stato colpito proprio da Mykhailiuk sullo slancio di un close-out fuori tempo e maldestro.

Un 48-39 che resisteva all’intervallo dopo due errori di Mason Plumlee in lunetta (fallo di Biz) così le squadre entravano a riposare negli spogliatoi dopo aver mostrato ritmo intenso sebbene il primo tempo sia stato numericamente avaro di punti.

3° quarto:

Avvio di quarto con primo canestro per gli Hornets a 11:22 che dopo l’errore di Rozier in entrata e quello successivo di P.J., lo trovavano sulla medesima azione con l’autocorrezione della nostra ala grande.

Due FT a segno per Bey, deep 3 di ball da posizione frontale per il 53-41 prima che uno scambio tra centri portasse due punti a Detroit e tre a Charlotte poiché l’entrata di Zeller subiva il contatto con Mason: 56-43.

L’allungo era tranciato dalla rimonta ospite che con l’open 3 di Wright chilometrico e la bomba dall’angolo di Bey tornavano sul -6 (56-50) ma ancora i Pistons non facevano paura.

La flessione di Charlotte era però prolungata anche dopo il time-out e dopo aver conservato soltanto due pt. di vantaggio il canestro di LaMelo in appoggio non dipanava la matassa dei problemi dei Calabroni che, infatti, andavano anche sotto dopo un terzo tempo rallentato di Grant su Bridges per il 64-65 a 3:45 dalla terza sirena.

Hayward provava a scuotere i nostri con un’entrata veloce sulla quale i Pistons ricorrevano al fallo ma il 2/2 in lunetta non bloccava il sorpasso.

Una tripla di Graham a 2:27 e un pullup di Monk trascinavano sul 71-69 i Calabroni ma i Pistons reagendo segnavano 5 punti sorpassando con la tripla di Smith Jr. dalla diagonale sinistra su Biyombo.

Un fallo di Ellington interrompeva Monk sulla possibile ultima azione del quarto e non essendo in bonus si procedeva alla rimessa sulla quale arrivava Graham che in penetrazione si arrestava alzandosi e tirando fuori equilibrio per il sorpasso a fil di sirena: 73-72.

Saben Lee tenta l’entrata contro Terry Rozier. Foto: AP Photo/Jacob Kupferman,

4° quarto:

Non cominciava bene il quarto con Plumlee perso sotto canestro con il solo Ball in tentativo di recupero impossibilitato a contenerlo.

Il sorpasso Hornets però si verificava semplicemente: lob verticale e due punti facili da sotto di Miles che ringraziava P.J. per il passaggio, l’allungo con bomba da destra di Cody Martin (78-74) era però restituito dallo stesso martin che commettendo fallo nel pitturato su Plumlee dava il gioco da tre punti al centro bianco.

Gli errori di Ball in floater e di P.J. da tre erano piuttosto pesanti perché McGruder da sotto appoggiava il +3 Pistons a 8:34 dal temine.

Time-out, entrata di P.J. finalmente per cercare di sfruttare il vantaggio sotto le plance e fallo di Plumlee.

2/2 ridotto lo svantaggio arrivava però l’open 3 di Jackson che dopo il tentativo di steal sulla palla di Zeller si trovava solo sul centro sinistra dell’arco.

Gli Hornets al massimo svantaggio recuperavano con P.J. e i suoi due punti in area dopo la drive su Plumlee e con Malik che in appoggio in salto riusciva a flettere la schiena in ricaduta per appoggiare al vetro l’84 pari.

Grant dalla diagonale colpiva da tre ma la steal di Rozier innescava un primo contropiede chiuso in lunetta con due punti da Hayward e ancora a Grant era toccata una palla sulla quale ripartiva il micidiale contropiede di squadra di Charlotte con altri due FT guadagnati da P.J. per l’88-87.

Un’altra tripla di Grant faceva rialzare la testa a Detroit ripresa da un tap-in di Zeller dopo l’errore di Hayward.

L’imprevisto arrivava con lo scarico per Stewart che caricava e segnava la sua seconda tripla di stagione (dalla top of the key) con Zeller in uscita.

Al solito, alla disperata ci pensava Rozier che uscendo dal passaggio/blocco (mezzo hand-off) di P.J. caricava sfiorato da Wright.

3 and 1 e sorpasso in un sol colpo da paura.

Il rispetto i Pistons se lo guadagnavano sul parquet con la bomba a segno di Mykhailiuk che faceva vedere i sorci verdi a Borrego sotto 94-96.

Rozier ci riprovava ma la sfera saltava via dai ferri, tentativo corto di Zeller di tap-in, rimbalzo del nostro centro veloce, apertura sulla sinistra e open 3 importante di P.J. per il controsorpasso.

Detroit si incartava con un off-balance ai 24 di Mykhailiuk ben lontano dall’anello quindi Rozier in entrata trovava contatto e canestro in allontanamento dalla zona baseline sx.

2+1 a 1.14 per il 100-96.

Grant in entrata nove secondi più tardi recuperava un fallo da P.J. e arrivavano due punti prima che una tripla no fear di Rozier a :54.3 mettesse 5 punti di divario tra le due squadre.

Detroit accorciava ma Rozier, al limite dell’autoscontro con McGruder, alzava in corsa la spicchiata che ricadendo nella retina faceva applaudire anche un mascherato MJ che vedeva ormai la vittoria (105-100) a portata di mano.

Le speranze di Detroit si riassumevano nel loro top scorer ma Grant sbagliava da tre, eppure spuntava ancora lui per recuperare un fallo sulla medesima azione.

105-102 ma a :01.3.

Sulla rimessa Charlotte trovava Hayward e i Pistons non trovavano il fallo così Charlotte portava a casa nelle ultime otto in crunch time, l’ottava partita.

LaMelo Ball: 6,5

7 pt. (3/11), 5 rimbalzi, 9 assist, 1 rubata, +3 in +/-. 5 TO. 4 falli. Come quasi tutta la squadra soffre di una settimana di “mancato lavoro” nel senso che tutta la squadra è parsa, specialmente inizialmente, meno confidente al tiro così le sue percentuali sono calate drasticamente. Parecchi tiri in corsa che di solito realizza sono stati sbagliati, si è rifatto con un deep 3 da posizione frontale notevole comunque. Guida la classifica rookie oltre che per punti e rubate, per assist e rimbalzi ed è qui che da il meglio di sé, riuscendo a recuperare rimbalzi e servendo con precisione i compagni anche quando porta fuori zona il centro con una semplice finta d’allargamento per servire poi ad esempio l’alzata per l’alley-oop di Biyombo.

Terry Rozier: 8

17 pt. (6 /14), 1 rimbalzo, 2 assist, 3 rubate, +2 in +/-. Sarà il figlio segreto di qualche Harlem Globe Trotters poiché pare ormai in una qualche trama fiabesca. Gioca maluccio offensivamente il primo tempo, poi rientra cheto ma nel finale spara tutto e gli finisce tutto o quasi dentro travolgendo gli avversari. Trascinatore che spazza via la tignosa difesa dei Pistons. In difesa lo vediamo fare alcune buone cose su Grant recuperando un paio di palloni ma lasciare anche libero Mykhailiuk per la tripla nel finale, tuttavia la sfida la risolve lui…

Gordon Hayward: 6,5

17 pt. (4/15), 3 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, +4 in +/-. O.K., quando non c’è sempre il giusto tocco in serata ci pensa l’esperienza. Quella di Hayward è preziosa perché aiuta una squadra che senza i suoi 17 punti avrebbe perso la partita sebbene le statistiche in generale non siano eccezionali. Gli mancano riconosciuti un paio di passaggi assist che portano ad esempio P.J. in lunetta in transizione ma a parte questo è lui stesso che procurandosi falli nei momenti di bisogno (a proposito, glie ne manca uno nel finale) finisce con un 8/8 dalla linea. Va bene, in attesa di ritrovar velocemente la mano migliore per la prossima (alcuni suoi tiri da due classici li ha sbagliati inusualmente), basta per battere i Pistoni.

P.J. Washington: 7,5

20 pt. (6/10), 9 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 2 stoppate, -8 in +/-. 2 TO. Qualche sbavatura difensiva compensata da altre difese decisamente migliori con stoppata su Jackson a inizio terzo quarto a incorniciare una prestazione che dalla parte della metà campo offensiva è stata importante con alcune incursioni su Plumlee e con una bomba dalla sinistra preziosissima nel finale. Indicato come fattore nel matchup key, lo è stato anche se Grant ha realizzato più punti ma con più tiri ovviamente. Sfiora la doppia doppia con i rimbalzi.

Cody Zeller: 7,5

15 pt. (5/11), 7 rimbalzi, 1 assist, +3 in +/-. Tanti punti per lui in serata autore di alcuni buoni stop difensivi e importanti rimbalzi offensivi così come tap-in che nel finale fanno restare attaccata un’arrancante Charlotte. La sua apertura sulla sinistra per la tripla di P.J., dopo averlo visto in precedenza chiuso da tre giocatori provare ostinatamente a salire per segnare con il rischio di perder palla, salvato da un fischio arbitrale, è altruista. 26:17 in campo, alza la media minutaggio e probabilmente carbura. Finisce sorridente e felice ai microfoni dopo un’importante W.

Miles Bridges: 6

6 pt. (3/6), 8 rimbalzi, 1 assist, -4 in +/-. Rimbalzi ed energia oltre a punti di rottura ma spesso manca d’efficacia difensiva. Qualche uscita attardata e fatica nel tenere alcune entrate sebbene ad esempio Grant sul terzo tempo rallentato sia bravo a mandarlo fuori tempo però è un -4 in 23:24. Qualche volta non fatica, vedi sul lob di P.J. per due punti comodi da sotto.

Devonte’ Graham: 6,5

7 pt. (2/7), 2 rimbalzi, 6 assist, 1 rubata, +2 in +/-. Anche lui un po’ in ambasce al tiro, mette comunque una tripla importante con convinzione e un buzzer beater a fine terzo quarto con poco equilibrio sebbene sprechi su altre conclusioni ma ha la scusante supplementare di essere rientrato dopo lungo tempo causa problemi al ginocchio. Parte dalla panchina giocando comunque 18:29, un discreto minutaggio che gli permette di mostrarsi come ottimo passatore.

Bismack Biyombo: 6

2 pt. (1/2), 5 rimbalzi, 2 rubate, 1 stoppata, -1 in +/-. 2 TO in 13:38. Se fosse meno lento sarebbe un altro giocatore. Grant lo sa e a volte lo batte dal palleggio in entrata tuttavia garantisce rimbalzi ed effettua anche due rubate sebbene compensi con altrettanti TO. Un paio di punti in alley-oop, pressoché inesistente come terminale offensivo, difensivamente una sufficienza stretta la porta a casa.

Malik Monk: 6

9 pt. (4/11), 3 rimbalzi, 1 assist, +1 in +/-. Parte attaccando sempre il ferro e non segna mai lamentando due falli. Si sblocca in floater e realizza 5 punti di seguito nel primo tempo con una tripla su Ellington. Porta spesso attacchi che non vanno a buon fine contro una difesa ostica ma si impegna.

Cody Martin: 6,5

5 pt. (2/3), 2 rimbalzi, -3 in +/-, 3 PF in 10:04. Buon inizio per Martin con ottima difesa poi la tripla dalla sinistra, peccato faccia fallo (onesto, alzando le braccia in arretramento) per contenere Plumlee e restituisca i tre punti ma sul parquet è molto attivo e disturba con la stessa moneta gli aggressivi Pistons.

Coach James Borrego: 6

Qualche open 3 preso di troppo e qualche tripla tentata di troppo quando si poteva tentare di percorrere di più l’area con i lunghi sebbene poi siano pochi quelli efficaci. Migliorare l’assetto difensivo è la priorità anche per spender meno energie sui close-out, il grande impegno e l’aiuto tra compagni c’è stato e ha irretito tante manovre di Detroit. Offensivamente alcune trame molto bene anche se è mancato il tiro ma dopo una settimana di stop ci poteva stare alla prima uscita. 18-18 in classifica al giro di boa, partiamo daccapo e cerchiamo di salire sopra i .500…

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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