Game 37 – Charlotte Hornets Vs Toronto Raptors 114-104

Intro

Siamo all’anabasi.

Mentre in Italia riesplode inevitabilmente il problema pandemico (quotazioni SNAI a 1.01 per togliere per una volta all’amico Paolo l’esclusività dei pronostici) a causa di un sincretismo composto da approssimazione, sottovalutazione del rischio, menefreghismo ed errori, dall’altra parte dell’oceano, mentre rientrano 3.000 spettatori allo Spectrum Center, gli Hornets si addentrano nel cuore della stagione.

Prima partita dopo il giro di boa a metà stagione (gara 37 su 72) per i Calabroni che li vedrà di fronte a dei Toronto Raptors alle prese con i problemi legati al Covid-19.

McCaw, Flynn, Anunoby, Siakam e VanVleet saranno out per il discorso legato al protocollo Covid-19.

Con gli Hornets bisognosi d’incamerare più vittorie possibili in attesa di improbe trasferte su campi quali L.A. Lakers, Clippers e Nets, i ragazzi di Borrego non dovranno fare l’errore di sottovalutare un team composto non certo da prime scelte ma che in questi anni ha saputo avere uno dei migliori record NBA, coronato anche dal primo titolo.

Charlotte ha indubbiamente una buona possibilità di ottenere una “vendetta sportiva” dopo le due gare patite a Tampa Bay con arbitraggi più che discutibili, soprattutto nella seconda partita culminata con l’episodio del fallo di Johnson su Rozier allo scadere nemmeno rivisto dalla terna .

Gli Hornets si affideranno alla forza del gruppo e a un Rozier in un periodo di forma smagliante ma alla base ci dovrà essere il pensiero, attenzione e cura per i dettagli in fase difensiva per non concedere a Toronto tiri facili da tre punti e rimbalzi troppo easy.

Dal saturday night speriamo di ricavare una vittoria che ci porti oltre quota .500.

Analisi

Con Toronto decimata dal protocollo, Charlotte in avvio scaraventa subito fuori dalla partita i canadesi trovando un buon gioco composto da ritmo e passaggi veloci, buone spaziature e precisione di tiro da oltre l’arco tanto che a fine primo quarto si è sul +20 (44-24) e a metà tempo si giunge al record di bombe di franchigia con 16 (30 i tentativi).

Su tutti spicca, in una partita da drive and kick, LaMelo Ball, sapiente passatore, facilitatore di gioco.

Nonostante una pausa nel secondo quarto e il minor scarto (+15 a riposo), Charlotte entrava nuovamente in ritmo mandando i titoli di coda nel terzo periodo chiuso sul +25 (98-73).

Nonostante i tantissimi TO, amplificati nel finale dalla panchina, ma già numerosissimi (28-16), Charlotte ha goduto dell’assenza di alcuni importanti scorer nelle fila avversarie che hanno chiuso con un 38,5% dal campo e un 32,6% da 3 contro il 48,8% dal campo e il 42,9% da tre punti con 21 bombe a sole due dal record di franchigia ottenuto invece quello in un solo tempo.

55-52 i rimbalzi, 25-30 gli assist, 11-10 le steal.

Toronto chiuderà con 19 punti di Lowry, 16 di Boucher, 13 di Powell, 12 di Paul Watson e 11 di Bembry.

La partita

I quintetti:

1° quarto:

La partita iniziava con Baynes che portando a casa la palla aveva subito qualcosa da recriminare con gli arbitri anche se pareva essere lui quello che eventualmente avesse commesso invasione, comunque sia i Raptors mancavano il tiro con Lowry (lungo e storto due pt.) ma anche gli Hornets con Hayward da oltre l’arco fallivano l’occasione, Baynes con una tripla inguardabile colpiva il vetro mentre dall’altra parte un floater non in ritmo di Ball era recuperato dallo stesso numero 2 che tenendo vivo il possesso vedeva Rozier in angolo sinistro caricare l’open 3 e abbattere il 3-0 sul canestro dei Raptors colpito una seconda volta proprio da LaMelo a 10:27 per il 6-0.

Una reverse passando dalla sinistra alla destra della linea di fondo costituiva i primi due punti dei rimaneggiati canadesi che cadevano ancora sotto la seconda bomba di Ball.

Dopo una fase vivace e confusionaria a 8:59, gli Hornets tornavano a segnare con Hayward che passando Baynes saliva alto per la bimane prima che a 8:15 LaMelo trovasse anche la terza tripla di serata nonché il 14-2.

Charlotte incrementava il vantaggio a 8:03 con un 2/2 di Rozier dalla lunetta prima che una rimbalzante tripla scaricata da P.J. Washington dall’angolo sinistro e Rozier da oltre l’arco facessero cadere più che una foglia d’acero, la foglia di fico a coprire le vergogne della squadra di Nurse sotto 22-4.

Zeller aumentava il divario a 21 punti con un two and one per il fallo di Lowry mentre le proteste di Baynes per un abbattimento contemporaneo rimanevano inascoltate probabilmente perché il lamentoso lungo stava chiacchierando già da molto…

Anche Toronto cominciava a segnare con più frequenza: i due punti di Lowry continuavano una striscia di botta e risposta nella quale Hayward colpiva da tre (28-6) seguito da Powell e Rozier (5:08) con tre punti per entrambi quindi anche Baynes entrava nel gruppo dei triplisti prima che Graham (4:15) e Lowry proseguissero la folle corsa di colpi abbattuti da oltre la linea dei tre punti portando sul 34-15 la partita.

Il divario rimaneva intorno alla ventina di punti e il giro triple era interrotto da Lowry in appoggio in transizione.

Dopo il time-out voluto da Borrego per dir qualcosa alla squadra a livello difensivo si registrava il 36-20 di Paul Watson a mezzo tripla e l’alzata in area di Bridges prima che i Calabroni decidessero di riprendere il discorso meteoriti a segno per battere il record di triple in un quarto.

La visione di Ball, appena rientrato sul parquet, innescava Graham sulla sinistra che colpiva nuovamente da oltre l’arco prima di essere rifornito una seconda volta e mandare a bersaglio la terza tripla per il record (11) e il 42-20.

Boucher a 1:19 realizzava l’iconico -20 prima che lui stesso in schiacciata e Ball a :08.5 (FT) mandassero il quarto in archivio sul 44-24.

2° quarto:

Partiva bene Monk che non si fermava al casello nonostante il traffico nel pitturato dei Raptors per allungarsi di sinistro e battere Lowry prima che Davis dal corner destro dicesse quanto ormai i giocatori NBA si siano specializzati nel tiro da fuori.

Bel giro palla perimetrale di Charlotte ma tre secondi offensivi fischiati a Biyombo, gli Hornets quindi ci riprovavano con Cody Martin ma il tiro non entrava, tuttavia era preda di Biz che regalava a Monk un deep 3 (49-27) prima che Lowry e P.J. Washington allungassero sul 52-30.

Davis mandava a segno un altro colpo da tre ma sull’altro fronte i Calabroni con un gioco rapido fatto di perfette spaziature e passaggi innescavano Cody martin che sfruttava lo spazio per riportarci sul +22 (55-33).

Powell dalla linea di fondo era una garanzia dalla media e mentre P.J. conservava in stoppata il vantaggio, Graham si esaltava nuovamente dalla diagonale sinistra per l’ennesima bombarda di serata (58-35).

A 7:14 Monk arrivava all’apice del vantaggio affondando due FT (60-35) ma gli Hornets entravano improvvisamente in una fase di scarsissima vena realizzativa, così Toronto accorciava prima sul -20 (Boucher ½ in lunetta per il 60-40), poi con un lungo 3 di Thomas riduceva il gap a 14 (60-46) mentre Rozier sulla successiva mancando la tripla, falliva il settimo tiro consecutivo di squadra per Charlotte.

Per fortuna P.J. intercettando nel pitturato un passaggio verticale di Thomas avviava la “stilosa” transizione sulla quale Ball, dopo il balletto essenziale per far saltar via il difensore in ritardo, chiudeva con un armonico tiro.

Qualche difficoltà per i lunghi degli Hornets che avendo già Zeller al terzo fallo registravano un altro fallo offensivo di Biyombo e il terzo di P.J. in chiusura difensiva.

L’elastico tra il -13 e il -15 era dettato dai colpi di Lowry, Ball in arcobaleno, ancora Lowry (pullup rapido su Graham) e da Devonte’ che a 9 decimi mandava a segno il floater del 67-52 conservando un +15 con gli Hornets al record triple di franchigia in un tempo.

3° quarto:

Charlotte, ristorata, tornava a macinare gioco e punti in avvio di ripresa con P.J. Washington e 2 liberi dopo 14 secondi.

Nonostante la tripla di S. Johnson dall’angolo destra, Ball, con un cambio lato a 10:29, individuava quasi allo scadere dei 24 Hayward sulla media baseline sinistra che realizzava il tiro poi in entrata cedeva sulla destra altruisticamente a Rozier che nell’angolo destro infilava altri tre punti per il 74-55.

Zeller, completando in aiuto una steal a 9:46 si involava solitario per schiacciare anche se quasi sbagliando, innescava l’ilarità dei compagni in panchina nonché la propria.

Andava bene, così come gli andava bene con un classico movimento da lungo che sfruttava la marcatura di Lowry nel pitturato impossibilitato bloccarlo sul tocco ravvicinato.

+23 con un 9-0 run.

Una deep 3 di ball a sfidare Lowry valeva l’81-57.

Charlotte otteneva punti ancora da Graham a 5:19 con la classica bomba di serata e da Terry che in entrata a 4:58 compiva mezzo avvitamento in reverse sullo slancio per l’88-62.

Monk mandava a segno il 91-65 ma anche Lowry da fuori realizzava (2:53, 93-70) e dopo il +25 di Hayward dal mid range i Calabroni conservavano il vantaggio nonostante l’uscita dal terreno di gioco di Rozier che si rivedeva in panca con una vistosa fasciatura bianca contenente ghiaccio.

Si scopriva che per fortuna si trattava solo di una contusione e non di una distorsione alla caviglia.

+25 anche a fine quarto sul 98-73.

4° quarto:

In avvio di quarto si capiva come se gli Hornets avessero un lungo capace di realizzare da vicino le qualità di ball sarebbero esaltate: Biz saliva facendosi stoppare prima e poi con un gancio scoordinato sprecava dal post basso sinistro anche se sul fronte difensivo compiva due buone difese perimetrali.

I Raptors mangiavano 5 punti in avvio ma Monk in entrata e P.J. Washington con un pick and roll da two and one ripristinavano il vantaggio a 25 pt. (105-80) a 7:57.

Gli Hornets viaggiavano sul +26 dopo un tecnico a Boucher e sul +27 dopo una tripla di LaMelo (109-82) prima che lentamente gli avversari recuperassero qualche punto anche grazie all’inserimento del panchina profonda di Borrego sul parquet (McDaniels, Richards e persino Carey Jr. accanto ai due Martin).

McDaniels perdeva un pallone, i Raptors mancavano due tiri semplici da sotto in transizione prima che Thomas si facesse cancellare dallo stesso McDaniels il tentativo.

Toronto si riavvicinava ma era tutto calcolato per chiudeva vanti nonostante la panchina non desse soddisfazioni.

La tripla di Jalen Harris a :05.1 chiudeva la partita sul 114-104.

LaMelo Ball: 8,5

23 pt. (7/11), 9 rimbalzi, 6 assist, 1 rubata, 1 stoppata, +25 in +/-. 2 TO. Ritmo. Da vivacità alla squadra attraverso passaggi che fa sembrare semplici anche se viaggiano lungamente tra le maglie delle difese avversarie, inoltre inizia sparando tre bombe che danno il via al distacco decisivo. Ottimo al tiro da oltre l’arco (6/9) a rimbalzo assicura diversi palloni a Charlotte lottando così come da fastidio in difesa toccando palloni o infastidendo gli attaccanti avversari. 31:09, risparmiato nel finale, forse con lui avremmo raggiunto il record di franchigia di triple, solo sfiorato.

Terry Rozier: 7

17 pt. (5/13), 2 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, +20 in +/-. 2 TO. Stasera non serve il suo apporto finale nel crunch time così può rimanere tranquillo vista la contusione dalle parti del polpaccio sinistro avvolto da una bendatura con ghiaccio. La solita partita offensiva, qualche errore da fuori (4/11) ma trova anche dei piazzati da cecchino importanti. Una bella entrata in mezzo reverse, giunge a 17 punti senza nemmeno sforzarsi troppo in attacco mentre in difesa è valido sulla marcatura e sui close-out.

Gordon Hayward: 7

9 pt. (4/7), 7 rimbalzi, 5 assist, 2 rubate, 1 stoppata, +20 in +/-. 3 TO. Non sembrerebbe molto attivo in serata soffermandosi solo sui punti. Timido, lascia giocare i compagni fornendogli anche assist, limitandosi spesso a prendere buoni tiri oppure richiesti (quello ai 24 su passaggio cambio lato di Ball). Il tiro dalla media è una garanzia vista la coordinazione che mostra meno quando è sbilanciato dal fallo o in particolari situazioni con stretto spazio vitale ma tra assist, rimbalzi, alcune ottime difese, tra rubate e interventi sotto canestro o semplici marcature, merita un 7.

P.J. Washington: 7

11 pt. (3/9), 6 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate, 1 stoppata, +21 in +/-. 4 TO. Sicuramente in un periodo felice, sembra più deciso in difesa dove gli si comminano falli commessi in chiusura con il corpo che in altre circostanze ad altri giocatori non vengono assegnati ma è apprezzabile il tentativo di difendere attivamente. Molto meglio di ciò che dicono le cifre, manca un paio di triple nell’ultimo quarto facendosi ingolosire dalla possibilità di record e ha qualche TO di troppo ma la sua serata è positiva. Bel pick and roll per un two and one con Ball, dalla lunetta non trema mai e sta mettendo su ottime percentuali (3/3 in serata). In 25:52 cattura 6 rimbalzi.

Cody Zeller: 7

10 pt. (4/4), 7 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate, +27 in +/-. 2 TO. Si toglie lo sfizio di rubare due palloni, su uno quasi sbaglia la schiacciata ma la porta a casa poi batte Lowry nel pitturato. 4/4 dal campo, 2/3 in lunetta vanno bene come punti di rottura. Prezioso a rimbalzo, ottimo elemento complementare nonostante qualche iniziale problema con i falli.

Miles Bridges: 6

2pt. (1/2), 6 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, +1 in +/-. 4 TO. Si riprende nel terzo quarto dopo un primo tempo insufficiente dalla scarsa efficacia trovando una discreta difesa, rimbalzi e anche un bel passaggio assist per Biyombo nel terzo quarto. Troppi i TO, compreso quello sulla sirena del terzo periodo.

Devonte’ Graham: 8

17 pt. (6/11), 2 rimbalzi, 4 assist, +2 in +/-. 1 TO. 5/9 da tre punti. Nonostante non parta titolare si ritaglia bene il ruolo di cecchino confermandosi specialista nel tiro da fuori. Appostato spesso sulla diagonale, traccia traiettorie che finiscono per scuoter poco la retina con buona mano. Punti importanti con pochi errori, un bel floater quasi allo scadere del terzo, inoltre partecipa al gioco di squadra garantendo 4 assist.

Caleb Martin: 5

2 pt. (1/2), -14 in +/-. 1 TO in 6:53. L’incursione in fing and roll e poi nulla più, 2 falli, icona della farraginosità finale, perde un pallone collezionando per demeriti altrui anche e soprattutto, un -14 in plus/minus.

Jalen McDaniels: 5

0 pt. (0/1), 1 rimbalzo, 1 assist, 1 stoppata, -15 in +/-. 3 TO in 5:04. Poco solido, perde tre palloni evitabili anche se dopo due errori Raptors riesce a cancellare con una stoppata da pallavolista Thomas. Un assist ma anche un errore al tiro, forse il 5 è anche troppo generoso.

Malik Monk: 7,5

16 pt. (6/10), 2 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, +4 in +/-. 3 TO. A parte qualche errore in connessione, ottima stoppata da dietro su Boucher, un deep 3 confidente, un’entrata nell’ultimo quarto ad abbattere le velleità di rientro degli ospiti. Una buona partita su ambo i fronti condita da una capacità di prevedere il gioco prima come quando su una rimessa si infila sulla linea di passaggio e si invola andando a mettere un bel reverse evitando con bravura la decapitazione per mano del rientrante Bembry. Atletico ed elastico mette dentro nel traffico anche un appoggio di sx oltre Lowry.

Cody Martin: 6,5

3 pt. (1/3), 3 rimbalzi, 3 assist, -1 in +/-. 13:55 sul parquet partecipando nella prima parte alla vittoria reale. Nel finale è coinvolto dalla bench in una mezza debacle e finisce in negativo sul plus/minus ma è una buona prova. Difesa e nessun TO.

Nick Richards: 5,5

1 pt. (0/0), 1 rimbalzo, -15 in +/-. Rischia un TO ma non lo commette. Va in lunetta per un tecnico al coach avversario e per una dunk interrotta dal fallo ma porta a casa un 1/3. In difesa alterna difesa buona ad altra sovrappensiero quasi.

Bismack Biyombo: 5,5

3 pt. (1/6), 3 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata, -2 in +/-. 2 TO in 20:04. Si vede a inizio ultimo quarto che se gli Hornets in attacco avessero avuto un centro come Chandler ai tempi di NOLA quando CP3 lo serviva per alley-oop., gli Hornets avrebbero sicuramente score migliori. Quando sale non ha fantasia, dritto, viene chiuso da più uomini che riescono sempre a toccargli palla e spesso a fermarlo. Segue un mezzo gancio pessimo. La difesa nel complesso non è malvagia anche quando esce sul perimetro. Rientra stanco in panchina nel secondo tempo e lì Borrego lo lascia non essendoci più esigenza per un suo rientro. Stoppata a parte (ne colleziona un’altra non conteggiata poiché arriva prima il fischio dello sfondamento su Martin) non basta a salvarlo.

Vernon Carey Jr.: 6

0 pt. (0/0), 2 rimbalzi, -12 in +/-, 1 TO in 4:35. Se coach Borrego gli ha detto di usare la testa lui ha preso letteralmente l’indicazione poiché con un colpo di nuca, sembrato il classico riflesso da cestista che prende posizione per fintare spalle a canestro di prendere una direzione veloce in uscita, rifila di nuca una botta in faccia a Boucher che sanguinante deve far pulire buona parte del parquet agli inservienti. Si fa notare per un bel rimbalzo e un’apertura che avrebbe potuto uccidere qualche panchinaro andando in salto a cercare con l’automatismo il compagno in angolo che tuttavia non c’è.

Nate Darling:s.v.

0 pt. (0/1), -11 in 03:34. Garbage time. Prende un tiro in uscita dalla diagonale ma è frettoloso e la palla non lo premia. Per il resto sta un po’ a guardare…

Coach James Borrego: 7

In attacco ottime spaziature e gioco veloce generano il divario. Più attenzione anche alla difesa, per fortuna Toronto era priva dl quasi totale nucleo di buoni giocatori ma la W resta importante e il gruppo sembra cementificarsi. Manda sul parquet tutti per avere indicazioni e dare un po’ di sfogo e soddisfazione a chi non gioca mai che purtroppo in media sembra imbalsamato.

Questo articolo è stato pubblicato in Uncategorized da igor . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.