Game 38 – Charlotte Hornets Vs Sacramento Kings 122-116

Intro

Il Ritorno del Re potrebbe essere il sottotitolo alla partita.

I Kings, dopo essere stati scavalcati a proprio domicilio all’ultimo istante da Monk in una partita pirotecnica che parevano aver già vinto si recano nella Queen City cercando di avere una rivincita grazie al rientro (rispetto alla gara d’andata nella quale non era presente) del loro Re: Haliburton.

Gli Argonath, “Le Colonne dei Re” sono due statue colossali che raffigurano Isildur e Anárion ne Il DSignore degli anelli.

Nel film sono poste al confine nord di Gondor come ammonimento agli invasori.

Saprà Charlotte difendere le proprie colonne e continuare la striscia di vittorie casalinga?

Il giovane rookie tenterà di raccogliere le speranze di un regno ormai in frammenti e decadente da troppi anni osservando i risultati.

Non sembra essere però ancora la stagione giusta per Sacramento.

Charlotte pare essere più affamata e dopo cinque anni vuole tornare a giocare i playoff.

Per farlo, in vista di difficili trasferte nelle quali ipoteticamente potremmo raccogliere ben poco, deve cercare di battere tutte le squadre alla portata e i Kings attuali paiono esserlo ma ci sarà da faticare spesso.

Sicuramente le due squadre sono espressioni lontano ancora dal vincere un anello ma in fondo ai loro tifosi, in attesa di miglioramenti che sconvolgano un po’ il panorama elitario della NBA, piuttosto noioso, importa vivere al momento: le due franchigie sono sopravvissute ai vecchi trasferimenti e a quelli ipotizzati, adrenalina e risultati sono il carburante per i fan che garantiranno una base per la futura presenza in città di Re (Kings) e Regine (Queen City) con Charlotte messa meglio a Est a chiedere strada…

Analisi

Scegliete voi a seconda delle preferenze come descrivere questa partita.

Con una difesa assente gli Hornets hanno consentito ai Kings di comandare per quasi tutta la partita.

In una partita giocata a viso aperto con i Kings paradossalmente a mostrare una difesa migliore della nostra, l’eterna quanto frustrante rincorsa di Charlotte si è materializzata nel finale.

Dovessi intendere le colonne menzionate nell’introduzione come i nostri lunghi, lasciamo perdere, per fortuna l’inarrestabile schiacciata di Hayward con contemporaneo intervento irregolare di Fox ci ha dato il +2 ma dopo il nuovo pari ci ha pensato Rozier con una bomba e due FT a tornare clutch nel crunch time.

Gli Hornets vincono la nona partita sugli ultimi nove crunch time mentre i Kings rovinano nel finale un vantaggio di +15 nel terzo quarto e un +7 conservato a pochi minuti dalla fine.

Come il solito è successo di tutto, errori inusuali, triple mortifere su ambo i lati del campo, la noia non pare ammessa, la frustrazione, la gioia e altre emozioni sì.

Era importante vincere per affrontare il difficile viaggio verso le terre dell’Ovest più sereni.

E’ arrivata un alta vittoria che potrebbe far scritturare questi ragazzi in qualche cast di film hollywoodiano.

Dalla battaglia finale è emersa la difesa di Charlotte che ha concentrato e ottimizzato in pochi minuti tutto ciò che avrebbero dovuto far prima, massacrati nel pitturato (54-68 alla fine) e colpiti ogni volta nella qual ci si è riavvicinati seriamente.

Per i Kings sono stati 29 i punti di Fox, 23 quelli di Hield, 17 di Holmes (più 15 rimbalzi), 13 per Barnes mentre in 15:55 Bagley ha realizzato ben 12 punti ma è dovuto uscire per infortunio alla mano sinistra.

Leggero predominio degli Hornets (51-47) a rimbalzo e negli assist (30-28) ma decisivo è stato il tiro da tre punti (40,0% CHA, 29,0% SAC) nonostante i Kings avessero tirato meglio dal campo (47,9% CHA, 55,8% SAC) anche in virtù di un primo quarto ad altissima percentuale.

Anche i liberi hanno giocato a favore: 20/25 (80,0% ) CHA, contro un 11/17 (64,7%) di SAC.

Quarta vittoria consecutiva prima di altrettante trasferte proibitive sperando Charlotte riesca a portare a casa qualcosa.

La partita

I quintetti:

1° quarto:

Dopo la solita palla a due concessa agli avversari i Calabroni passavano anche in svantaggio dopo tre azioni: Bagley stoppava P.J. e correva in transizione per un euro step che lo portava a due punti.

Zeller splittava due FT a 10:47 ma su un’alzata da lontano che colpiva la tabella la palla rimbalzava beffarda oltre l’allungo di un poco reattivo Zeller che lasciava via libera a Hield contrastato fallosamente a Ball, two and one e 1-5…

Il primo quarto si sviluppava sull falsariga di un tentativo di recupero di Charlotte prolungato poiché i Calabroni soffrivano in difesa, in particolare nella zona adiacente il canestro dove i lunghi non riuscivano a farsi valere.

Hayward per il 3-5, Fox e Bagley per il 3-9, P.J. in entrata per il 5-9, Fox in accelerazione realizzava altri due punti per gli ospiti prima che Rozier accorciasse a 8:49 con un catch n’shoot da tre punti che valeva l’8-11.

L’alzata dal post sinistro di Holmes e la finta di tiro con leggera penetrazione all’interno della linea da tre punti e successivo tiro dalla baseline di Rozier alzavano il punteggio ma Fox con due punti facili a 8:10 mandava in time-out Borrego, per nulla contento della sua difesa e sotto di 5 punti.

Hayward con una bomba dalla sinistra faceva toccare all’home team il -2 (13-15) ma dopo essere giunti anche al -1 (18-19) grazie a una tripla di Rozier dall’angolo sinistro, una corsa di 0-7 dei Kings portava al +8 gli avversari che chiudevano il parziale con Hield da tre punti prima che Rozier, sempre lui, lo interrompesse con una bomba da tre punti cambiando angolo a 4:49.

Cambiava centro (entrava Biz) ma i nostri subivano ancora un canestro da sotto firmato Bagley e Barnes con lo spin in corsa appoggiava a tabella il 21-30 prima i portare con un gioco di prestigio i suoi sul +11 battendo ancora il congolese ormai con il mal di testa.

Bridges e Hayward scorribandavano nel pitturato ma dopo la stoppata pulita di Holmes su Biyombo, la tripla di James ricacciava i Calabroni sul -10 (25-35).

Charlotte dimezzava lo svantaggio nel finale con il rimbalzo/tiro di Cody Martin, un gancetto di Biyombo e la tripla a tre decimi dalla sirena di P.J. Washington per il -5 (32-37).

P.J. Washington, scarpe verde fluo, intento a scaricare palla al volo. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Trovare il pari o il vantaggio per i Calabroni rimaneva un miraggio anche nel secondo quarto vista la povera difesa espressa.

L’appoggio di Cody Martin a tabella, la buona difesa di Bridges su Bjelica poi costretto al fallo sul nostro numero 0 (½ ai liberi) e la stoppata di un attivissimo Miles su James oltre ai primi due punti di Ball (entrata) davano a Charlotte lo sprint per tornare al -2 (37-39) ma “mollato” Bjelica ecco arrivare tre punti per i Kings che ne incassavano due con l’incursione arricciata fino alla baseline destra di Bridges che esplodeva in elevazione per una dunk non contrastabile.

Il fallo di un inesperto Haliburton (giunto al terzo) su Ball a 9:10 portava al 41-42.

Joseph ne metteva due da sotto mentre Miles veleggiando in aria cambiava mano appoggiando in allungo diagonale con la destra il 43-44.

Sacramento tornava ad allungare: Fox dalla linea a 6:26 segnava il 43-49, P.J. rispondeva con un rolling hook ma era frustrante vedere Holmes colpire con una bimane il nulla nel pitturato di Charlotte.

Bagley su un close-out colpiva il braccio di Rozier a tiro rilasciato: errore ma 3 FT a segno provvidenziali a 5:29 per tornare a un possesso (48-51).

La partita rimaneva abbastanza piacevole per gli spettatori neutrali con le squadre votate all’attacco: Fox con il piccolo arcobaleno sul lungo per il 50-55 era contrastato da un taglio in area di Hayward che cambiava mano in volo per appoggiare in orizzontale .

Fox dalla lunetta non mancava le due occasioni, Zeller sì lo scriteriato tiro in corsa fuori equilibrio ma sullo slancio auto-correggeva l’errore.

Gli Hornets potrebbero pareggiare su una rimessa be riuscita che liberava Rozier ma il suo open era insolitamente sbagliato mentre dall’altra parte Hield non falliva da oltre l’arco rimandando i Calabroni sul -6.

Nel finale succedeva ancora un po’ di tutto, dai tre punti di Hayward al nuovo allungo Kings che con il taglio verticale di Bjelica, la ricezione e l’appoggio si portavano sul +10 (57-67) prima che un FT di Rozier (3 secondi in area) e una bomba dal corner destro di P.J. Washington in catch n’shoot riportassero Charlotte al -6 che resisteva grazie ai due insoliti errori di Bjelica dalla lunetta.

3° quarto:

Nonostante Hayward mettesse a segno immediatamente un turnaround la squadra della North Carolina incassava altri due punti di Barnes in penetrazione e sullo scambio di Two and one i Kings avevano la meglio (fallo di Holmes su Ball 2 pt. ma FT mancato, fallo di P.J. su Fox due pt. e gioco completato) quindi una transizione veloce di Fox e un’entrata di Hield rimandavano al massimo svantaggio i Calabroni, -11 (65-76).

Le cose peggioravano ulteriormente e decisamente quando Bridges spalancava a Hield (nel tentativo di un cambio) la via per la tripla frontale mentre la bomba di Fox segnava il -15 (67-83).

Miles in entrata e Rozier con un floater davano un piccolo aiuto a Charlotte mentre la stoppata a Fox di Biz oltre il fondo valeva un mezzo secondo rimasto ai Re per il tiro. La palla rimessa lontana era presa da Barnes e infilata da tre punti ma si aspettava il responso del Replay Center.

Graham andava in solitaria a colpire da tre punti, Holmes ne metteva 4 con 2 tiri però…

75-89 ma arrivava un doppio colpo per Charlotte che vedeva realizzare Graham da 3 punti a 5:04 mentre era contemporaneamente annullata la bomba precedente di Barnes rilasciata per un soffio dopo l’accensione della luce rossa sulla tabella.

Sul 78-86 Charlotte sprecava e Hield riallungava colpendo dalla lunga distanza ma da una palla intercettata nel pitturato da Hayward nasceva una transizione chiusa da Biyombo in potente schiacciata.

Da una palla persa in palleggio arrivava l’entrata di Fox per l’80-91 ma Biz tapinava l’errore di Monk e Cody Martin dava un giro d’arresto a Fox mentre sull’altro fronte la tripla di Devonte’ per il -6 (85-91) funzionava a 1:18.

LaMelo toccava una palla in difesa facendo partire il fast break, Monk passava con i tempi giusti a Cody martin che si inseriva subendo fallo e realizzando il canestro.

-3 (88-91) con un 8-0 di parziale.

L’esperienza e la precisione di Barnes lo interrompevano con una bomba dalla destra sulla quale nulla poteva uno zampillante Miles.

Charlotte replicava con l’entrata con cambio di direzione di Monk e relativa schiacciata.

Reclamava un fallo o un’eccessiva esultanza coach Walton, l’effetto era quello di ottenere un tecnico contro che Monk realizzava a :12.1 riportandoci a -3 ma Bjelica sull’ultima rimessa tirava al vetro con :01.3 e chiudeva il quarto sul 91-96.

Hayward in schiacciata di fronte a Bridges. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

Charlotte in avvio ondeggiava tra il -7 e il -5, ripristinato da un floater di Ball (95-100) e mantenuto da due incredibili errori di Fox dalla lunetta.

A 9:03 una transizione di ball avvicinava ulteriormente Charlotte sul -3 (99-1029, un divario che rimaneva nell’aria per un po’ anche dopo un runner di Ball per il 101-104.

Ball mancava completamente un tiro, Fox al vetro restituiva il +5 agli ospiti a 6:53, Haliburton (una delle poche cose buone della sua partita) con un bel movimento segnava il +7 Kings.

Rozier per due volte dal -7 riportava i Calabroni al -5 (105-110) a 4:26 con due FT poi ci pensava Graham, supplemento clutch di lusso per la bench a 3:43 con la freccia avvelenata al curato da tre punti su un gioco a due con Hayward e il cambio di marcatura Holmes/Fox che non pareva esser buono per gli ospiti.

Il veleno sembrava far effetto soprattutto su Hield che andava da solo al tiro con una tripla rimbalzante che lo beffava mentre il passaggio schiacciato di Rozier per Hayward era preda del veterano che aveva la meglio su Haliburton in marcatura completamente fuori posizione.

110 pari dopo una lunga rincorsa, un punto sotto a 2:47 quando Fox in lunetta sprecava uno dei due liberi.

Gli Hornets passavano avanti a 1:33 quando su una transizione Hayward andava a tutta forza in schiacciata a canestro mentre Fox incrociava su di lui in un tentativo coraggioso quanto controproducente.

Two and one, +2 Hornets che erano raggiunti però dall’unica giocata buona di Hield nel finale, bravo a incunearsi in area per allungare i punti del pari a quota 113.

Gli Hornets provavano a sfondare con Hayward ma la difesa di Sacramento si chiudeva a riccio contestandogli la sfera tuttavia l’ex Celtics passando fuori la sfera trovava il terminale ottimale: Rozier in crunch time dalla diagonale sinistra abbatteva la tripla del 116-113.

Inspiegabile la giocata sulla rimessa laterale d Sacramento con Hield a girarsi sul lato sinistro nel tentativo di colpire immediatamente ma Cody Martin in perfetto close-out influenzava il tiro che non entrava.

Fallo immediato su Biyombo che funzionava.

Indecente la maniera di battere i liberi e uno 0/2 che dava possibilità ai neri ospiti.

Fox scappava centralmente a Biyombo che sul tentativo di recupero influenzava la guardia la quale faceva sbattere al ferro la palla sull’alzata.

Il pericolo scampato chiudeva la partita nonostante il piccolo giallo nel finale.

Sulla rimessa di P.J., Walton chiedeva un tocco di Rozier, difficile da identificare, gli arbitri (a mio parere erroneamente per la correttezza del gioco) sceglievano di non verificare la possibile infrazione di campo, ne risultavano un fallo e due FT per Rozier che a :26.1 chiudeva il match definitivamente sul 118-113.

Due FT di Hayward dopo un altro errore di Hield, una tripla di SAC e il punto esclamativo di Cody Martin a :03.4 chiudevano la partita anche a livello di tempo sul 122-116.

LaMelo Ball: 6,5

16 pt. (7/15), 4 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, -5 in +/- in 25:28. Freddo nel primo tempo, si scalda a tratti nel secondo. Un po’ condizionato dai falli iniziali, nell’ultimo quarto tiene botta ai canestri dei Kings con le sue incursioni con dei runner quasi unici per stile di rilascio, parabola e rotazione della sfera. Funzionano. Esce a pochi minuti dalla fine per lasciar spazio a Graham. Gioca un po’ con la sicura, nessun TO ma soli 4 assist, bella la steal alle spalle, difesa da migliorare, percentuali buone.

Terry Rozier: 7,5

26 pt. (7/18), 4 rimbalzi, 3 assist, -2 in +/-. Partenza di primo quarto con tre bombe esplose in serie che con fanno cadere il castello dei Kings solo perché concediamo. Inizia a sbagliare qualche tiro nella fase centrale poi riesce a mettere un floater e un mezzo runner al vetro dalle diagonali opposte. Nel finale porta tanta pressione su Fox o il portatore di palla, ha voglia di vincere anche se sembra scoraggiato a tratti non cede. 8/8 dalla lunetta, una garanzia così come la solita tripla quando la palla scotta la prende lui e spariglia la partita in maniera decisiva. L’anno scorso non era per nulla clutch, quest’anno è assolutamente incredibile.

Gordon Hayward: 8,5

25 pt. (9/16), 8 rimbalzi, 4 assist, 4 rubate, +1 in +/-. 2 TO. I suoi tagli in mezzo all’area la sua maniera intelligente di giocare prendendo il vantaggio sul piccolo o sull’inesperienza di Haliburton lo portano a segnare molto di più rispetto la partita precedente. Serve il passaggio decisivo a Rozier ma ha voglia di prendersi più tiri e i compagni lo servono in area costringendolo anche a un paio di canestri volanti non semplici. In difesa intercetta diversi palloni finendo con 4 steal, inoltre nel finale va a schiacciare in faccia a Fox in maniera deflagrante per un two and one. Chiude con due liberi per alzare un po’ la sua media punti pur essendo il top scorer di Charlotte.

P.J. Washington: 6,5

10 pt. (4/6), 2 rimbalzi, 5 assist, +6 in +/-. 1 TO in 25:54. Non replica la super prestazione in casa Kings. Ancor più problematica rispetto a Ball la situazione falli, alterna interventi a qualcosa che lascia andare per non uscire dal campo (5 i falli finali). Inizia bene con una power drive usando il fisico e con una tripla dall’angolo, finisce con un 2/3 da oltre l’arco. Bene per il servizio ai compagni come si nota anche nell’assist per il back-door di Monk.

Cody Zeller: 5

3 pt. (1/7), 9 rimbalzi, 6 assist, -13 in +/-. 1 TO in 18:48. Non bastano i 6 assist e i 9 rimbalzi a garantirgli la sufficienza. Non ha risposte contro due lunghi discreti ma non di primo piano, in attacco va con un 1/7 e un ½ ai liberi, sotto le plance lo mangiano. Impacciato e lento, si fa rispettare un po’ a rimbalzo e nell’ultima parte della sua partita lascia spazio a Biyombo…

Miles Bridges: 6,5

10 pt. (4/5), 3 rimbalzi, 1 stoppata, +10 in +/-. 1 TO. Ottima partenza tra difesa e attacco. Produce una rimonta per Charlotte poi diventa meno performante pur giocando 27:50 ma ritrova un po’ di difesa. Per quel che tira spreca poco anche se nel secondo tempo la palla preferisce passarla non creando però mai l’assist. Lascia a Hield una tripla spostandosi su un ipotetico cambio marcatura ma non si molala l’attaccante con palla in mano sulla top of the key, specialmente se è Buddy…

Devonte’ Graham: 7

12 pt. (4/10), 1 rimbalzo, 4 assist, +19 in +/-. 2 TO in 21:34. Tutti i punti di Devonte’ arrivano da triple. Ormai è una consuetudine che la maggior parte dei suoi punti arrivi da lì. Ci prova svariate volte, non sempre in ritmo (4/8 da 3) ottenendo una buona percentuale. Aggiunge un congruo numero di assist, peccato per le due palle perse ma a guardare il plus/minus e la partita direi che è stato più che importante con i suoi tiri per l’avvicinamento. Bello il gioco a due con Hayward e la tripla su Fox che aveva cambiato marcatura con Holmes.

Malik Monk: 6,5

5 pt. (2/8), 3 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate, +8 in +/-, 1 TO in 14:17. Le sue incursioni in appoggio o al tiro spesso non vanno a buon fine ma se sale a schiacciare non lo bloccano. Fa da solo spostando Fox ed esultando come un forsennato, poi realizza il libero per le proteste di Walton, ottimo back-door sulla destra con passaggio di P.J. e schiacciata numero 2. Attivo, riesce anche a rubare un paio di palloni e fornisce un assist accattivante dai tempi giusti a Cody Martin sulla transizione per il two and one.

Bismack Biyombo: 5,5

6 pt. (3/5), 10 rimbalzi, 2 stoppate, +5 in +/-. Riesce a mettere qualche tiro ma si fa stoppare ancora una volta molto facilmente nel primo tempo quando viene travolto peggio di Zeller. Non mancano duelli persi nel secondo tempo ma migliora un po’ nel finale quando ne vince qualcuno come un paio con Fox, prima stoppato, poi influenzato sull’appoggio (nonostante si fosse fatto battere facilmente in velocità stava rientrando in recupero) dopo due suoi errori dalla lunetta. Inguardabile in lunetta, le sue scarpe rosso-aranciate spiccano mostrando l’orribile ed instabile posizione dei piedi che muta clamorosamente durante il tiro con il piede arretrato a muoversi in avanti. Meccanismo completamente da rivedere. Sarebbero potuti costare caro quei due liberi mancati.

Cody Martin: 7

9 pt. (4/4), 2 rimbalzi, +1 in +/- in 15:42. Il vero upgrade recente dalla panchina degli Hornets poiché nessuno forse se lo aspettava così solido. Gioca poco ma nel primo tempo ferma su un’azione insistita Fox, nel finale rimane lì e fa sbagliare Hield da tre. Attento, in attacco trova un rimbalzo offensivo e due punti, altri due facendo batter la sfera sul plexiglass poi con un two and one nel secondo tempo si esalta. Punti importanti, difesa essenziale nel marasma di Charlotte.

Coach James Borrego: 6

Risicata. Tutto quello che vogliamo, l’attacco sì, il gioco di squadra e la coesione del gruppo vanno bene, sono fantastici ma la difesa rispetto alla scorsa partita ha fatto due passi indietro tra singoli (lunghi specialmente) inadeguati e qualche disattenzione. Va bene consumare meno energia ma contro squadre più navigate e/o più forti, così si esce dalla partita e non si rientra più… Monito per le prossime trasferte, oggi è andata bene.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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