Game 4: Charlotte Hornets @ Los Angeles Clippers 96-111

Intro

I Los Angeles Clippers nascono a Buffalo come Braves se esordiscono nella stagione 1970/71 con un record di 22-60 ripetuto l’anno successivo.

Nella travagliata storia della franchigia, altre due città si intrecciano prima che la matassa si dipani trovando casa a Los Angeles.

San Diego è la tappa che gli allora già Clippers vissero prima di approdare a L.A.

Una permanenza non spesso felice quella dei Velieri con in città i più blasonati Lakers ma non solo… i risultati, salvo poche eccezioni, sono sempre stati magri.

A San Diego i pessimi risultati influirono sulla presenza del pubblico e Donald Sterling (sì, proprio colui che fu bandito a vita dalla NBA per i suoi commenti razzisti) li portò in quel di Los Angeles anche senza il consenso della NBA.

Arrivò una multa di 6 milioni di dollari ma risultati sul campo, nulla…

Solo negli ultimi anni, con l’arrivo di Cris Paul dagli Hornets di New Orleans e l’arrivo di giocatori come Blake Griffin, DeAndre Jordan, J.J. Redick e altri, hanno cominciato ad ottenere risultati apprezzabili e andare oltre il 60,0% in Regular Season anche se nei P.O. ancora latitano.

Quest’anno è arrivato Leonard, il che li rende, nell’insieme una delle favoritissime per il titolo ma chi non ha l’età o non ha memoria si scorda che questa fu una franchigia nettamente perdente fino a qualche anno fa.

La speranza è che gli Hornets non seguano l’esempio di San Diego né quello di Sterling (vero nome, Donald Tokowitz) ma che in breve si trasformino nei Clippers odierni.

Troppo spesso ho sentito denigrare e offendere squadre deboli, ciò, oltre che non essere sportivo è anche piuttosto stupido perché la ruota karmica (mi piace definirla così), nonostante i bastoni messi negli ingranaggi dalla NBA stessa, gira e anche se lo fa molto più lentamente con i team che hanno meno possibilità, se non si dovesse rompere e Jordan volesse dare una spinta, anche gli Hornets torneranno a essere una buona squadra.
Per ora accontentiamoci della solita sfida Davide contro Golia, senza speranze in partite che forse serviranno per far crescere qualche nostra attuale giovane speranza futura…

Analisi

Troppa roba questi Clippers per gli attuali Hornets, ovviamente.

L’accelerazione finale della squadra di Rivers ha prodotto il divario finale con gli Hornets ancora eclissati nel second time.

Aiutati da un Leonard al top e dalla panchina (in termini di punti) che nel secondo tempo ha riscattato la magra figura del primo, i Velieri hanno catturato 44 rimbalzi contro i 38 degli Hornets mettendoli in difficoltà offensivamente con una difesa attenta.

Nonostante ciò, nel primo tempo Charlotte è rimasta a tre lunghezze dagli avversari.

Il rush dei Clippers è avvenuto sul finire del terzo quarto mentre gli Hornets, come gli era accaduto contro i Lakers, sempre allo Staples Center, hanno sporcato le loro percentuali da tre punti (primo tempo sopra gli avversari) chiudendo con un 35,9% contro il 36,4%…

I TO sono stati 21 a testa e Rozier ne ha commessi ben 5, altra mezza stecca per l’ex play di Boston.

Per i Clippers Leonard ha chiuso a 30 punti, Shamet a 16 (12 veloci a inizio gara con un 4/4 da fuori), mentre l’eterno sesto uomo Lou Williams ha chiuso con 23 punti seguito da Harrell con 19.

Hornets sull’1-3 in classifica con il next game a Sacramento.

Starting Five

Beverley, Shamet, Leonard, Patterson e Zubac per i Clippers, Hornets con i titolari: Rozier, Bacon, Bridges, P.J. Washington e Zeller.

La Partita

1° quarto:

Hornets che invertono la solita buona partenza, l’avvio è tutto dei Clippers che vanno a bersaglio con il catch n’shoot di Shamet poi arrivano due FT di Leonard, 3 punti sempre dell’ex Raptors, quindi sullo 0-8, ecco la tripla di Zeller da dove l’aveva sparata contro i Lakers, il problema è che Kawhi non si fermava ma a 9:32 aggiungeva un FT per tre secondi chiamati agli Hornets, Shamet intervallava il compagno con l’uscita a ricciolo sulla diagonale sinistra per la tripla e ancora Leonard dalla baseline sinistra mandando a segno un jumper uno contro uno portava sul 3-14 la gara.

Borrego decideva che poteva bastare così e chiamava il time-out.

Al rientro un tap-in di Zeller e le triple di P.J. Washington e Rozier riavvicinavano sull’11-14 i Calabroni ma dalla distanza rispondevano ancor più decisamente i Velieri che,realizzavano con Shamet, Beverley e ancora Shamet (4/4 da 3 punti in avvio….) per 9 punti di parziale ai quali si aggiungevano i due per un assurdo tap-in altissimo e casuale di Zubac favorito dal plexigalass prima che a 4:24 Rozier da fuori interrompesse il parziale dei Clippers.

Monk, appena entrato, infilava dalla destra il suo primo tiro, sempre da tre, Harrell batteva con uno swooping hook elegante Biyombo ma Graham infilando due difensori arrivava sotto canestro e con un passaggio corto volante fatto passare sul fianco del corpo dei due favoriva la dunk di Biz.

Quando Shamet tagliava segnando in reverse layup i Clippers andavano sul 67% al tiro contro il 39% Hornets.

Biyombo e Marvin da sotto aumentavano le nostre percentuali, Graham su Harrell metteva una bomba e lo stesso numero 4 con un fade-away centrale impavido dava un altro strappo alla partita con un parziale di 9-0 che a fine quarto portava gli Hornets sul -1 (28-29).

“Scary” Terry Rozier in entrata.

2° quarto:

Monk in entrata portava subito per la prima volta in vantaggio i Calabroni che, dopo il 2+1 a 11:21 di Williams, trovavano il modo di andare sul +2 grazia a Biyombo che gettandosi dentro su un passaggio laterale di Graham, era toccato da Green.

2+1 a 11:09 per il 33-31.

A 10:31 Hornets sul +5 con il dardo avvelenato di Graham da tre (36-31), un vantaggio che scemava sino al -1 quando Leonard in plastico reverse layup dalla linea di fondo sinistra appoggiava oltre il ferro.

Borrego a 8:38 chiamava un break e Malik segnando faceva resistere gli Hornets al comando, almeno fino al pari del solito Leonard che in transizione depositava nonostante il tocco di Bridges in rimonta per la possibile stoppata.

P.J. Da tre andava in automatico e Monk controllando benissimo il corpo non commetteva sfondamento su Harrell che incassava il banker del 45-40.

Il treccioluto dei Clippers si rifaceva sfuggendo a Washington e segnando un two and one mentre gli Hornets con 4 possibilità in serie dalla lunetta compensavano con tre punti a quelli incassati da Harrell andando sul 48-43.

Zubac in dunk da transizione e Lou Williams ai liberi (3:15) tornavano a metter pressione a Charlotte che sul 48-47 trovava ancora la forza di spingere con Rozier in elbow jumper toccando quota 50.

A 2:28 però i Clippers erano back on top sul 50-51 anche se Rozier aveva un sussulto dal post basso destro con un little jumper per il nuovo vantaggio.

Il sorpasso definitivo sul finire del primo tempo avveniva con un 2+1 di Leonard che imitato da Zubac portavano sul 52-57 la gara.

Fase di two and one con P.J. Che servito con un bound pass da Graham metteva dentro ma senza convertire il libero.

Finivano così i primi 24 minuti perché a Rozier veniva (dal mio punto di vista) incomprensibilmente annullato un canestro in uno contro uno, non facile e veniva invertito anche il contatto.

54-57, ancora giocabile con gli Hornets a quota 11 TO, pari ai Clippers.

14 assist pari, 19-20 a rimbalzo, Clippers favoriti dal 4/6 ai liberi degli Hornets contro il proprio 11/13 e delle percentuali al tiro anche se gli Hornets da fuori con un 8/18 contro un 6/17 tiravano meglio…

Los Angeles Clippers forward Kawhi Leonard, front, goes up for a shot in front of Charlotte Hornets center Bismack Biyombo during the first half an NBA basketball game in Los Angeles, Monday, Oct. 28, 2019. (AP Photo/Kelvin Kuo)

3° quarto:

Avvio di secondo tempo con una tripla fallita da Rozier e un bad pass in transizione del nostro numero 3 con palla sul fondo.

La palla invece finiva nella nostra retina a causa di una tripla da fermo di Leonard che segnava anche in scoop nel pitturato oltre il corpo di P.J. Andato a chiudere in seconda battuta,

Patterson da 3 ed i Clippers soffiavano sul 57-65, Bridges era stoppato da Leonard e da Zubac sulla stessa azione ma Bacon a 9:30 indovinava la prima tripla di serata e l’intercetto di P.J. Lo portava a schiacciare in transizione per il 62-65.

Beverley in isolation metteva dentro andando oltre Rozier con un veloce crossover.

Lou Williams e Harkless mettevano due punti a testa e i Clippers saltavano via sul +9 (62-71) mentre nonostante gli sforzi i Calabroni non riuscivano più a rientrare veramente: il canestro di Graham valeva per il -6 (67-73), e anche la buona vena di Monk che produceva 4 punti consecutivi (la seconda azione con steal a Williams e dunk dinamitarda a una mano) servivano solo per tornare sul -6 (74-80) ma il finale di periodo era tutto di marca rossoblu e il divario raddoppiava sino al 74-86 dopo la tripla di Green.

4° quarto:

Partita sulla falsa riga di quella giocata nella notte precedente.

Hornets fuori dai giochi rapidamente dopo le triple di Harkless e Bridges per il 79-89, elastico ripristinato da Leonard che in entrata batteva il lento Biyombo per un two and one.

Rientrava Zeller ma le cose peggioravano: Leonard a 7:44 mostrava un’altra entrata con la difesa di Charlotte in imbarazzo sul 79-96 (-15…).

Gli Hornets nonostante un 7-0 run chiuso con una bomba da Bridges che li portava sul 90-98 a 4:14, incassavano ancora chiudendo sul 96-111, tornando sul -15 finale.

Le Pagelle

Terry Rozier: 5

Non riesce dare un gran ritmo e sbaglia tiri o appoggi per i compagni semplici. Gli arbitri lo tartassano per l’uso delle braccia eccessivo? (con Leonard però non si usa lo stesso metro) in attacco e gli annullano anche un buon canestro. Spesso dal palleggio arriva lento e corto per il floater, l’appoggio o il jumper, qualche buona difesa alternata a fughe in uno contro uno degli avversari come quella di Beverley. Non sono uno di quelli che lo boccerà subito a prescindere ma la prestazione di stasera con pochi assist, troppi TO e non molti punti non è d’aiuto alla squadra. Deve capire ancora qualche meccanismo.

Dwayne Bacon: 5

Non gioca molto ma rende anche poco. L’atavico problema degli Hornets negli ultimi anni, una guardia tiratrice vera e regolare che abbia magari un minimo di difesa. Prima tripla a bersaglio e unica nel secondo tempo, il che per una SG titolare in una squadra che tira da 3 spesso, non è molto…

Miles Bridges: 5,5

Brutta serata nonostante l’impegno difensivo. Qualche volta ha anche ragione su Leonard ma ciò gli costa energie in attacco e alla fine perde il duello. Non ripete la prestazione contro LAL. Si riprenderà. Queste sono partite dove devi essere aiutato per fare bene anche in attacco se in difesa ti devi spremere.

PJ Washington: 6

Nì… difesa ancora da perfezionare, punti normali per un titolare “di punta” che superi 25 minuti. Non tira male ma il gioco non è tutto lì e a parte la dunk in transizione e un paio di triple veloci, risulta un po’ avulso dal gioco a volte. Per il rookie of the year direi che è presto ancora per dire che sarà tra i protagonisti ma lo aspettiamo…

Cody Zeller: 6,5

Si muove molto puntando a creare spazi o a fare da perno per il gioco sugli esterni o in eventuale infilata dei compagni. Mette dentro tre triple! Di contro prende tre stoppate e soffre molto Zubac. Spende 4 falli abbastanza velocemente. Va ancora in doppia doppia con 14 punti e 13 rimbalzi. Lottatore senza paura anche quando la palla gli sfugge. 4 i rimbalzi offensivi.

Marvin Williams: 5

2 pt., 1 rimbalzo, 1 assist in 17:15. Assolutamente marginale. 1/3 dal campo sbagliando le due triple, una tirata male per colpa dei compagni che gli forniscono la classica bomba che sta per scoppiare in mano, vedi cronometro…

Devonte’ Graham: 6,5

14 punti ma soprattutto 12 assist, deciso passo avanti in regia dove sforna ottimi assist rimbalzanti ma mostra anche l’assist volante in entrata sotto le braccia del difensore. Indovina un paio di triple. Palleggio in ritmo sempre alla ricerca di mandare fuori ritmo l’avversario, il limite è nella difesa che, a parte i 3 TO, sarà per l’esperienza, sarà per i cm, ma è poco utile in molte situazioni. 5/11 dal campo e un +3 nel plus/minus, cosa non da poco in serata.

Bismack Biyombo: 6,5

10 punti (4/4), 3 rimbalzi, 3 assist. La novità è che mette dentro tutto quello che gli capita anche se lo fa da attaccato al ferro. Riesce però ad esempio in un’azione a liberarsi del marcatore con buona finta e a metter dentro con coordinazione, la stessa che non ha ai liberi dove non flette, troppo legnoso… Trova comunque un two and one e gioca discretamente anche se non lo devono lasciar solo contro gli esterni. Leonard lo punta e lo batte guadagnandosi anche l’addizionale nonostante la trattenuta di Biz. Un TO nel pitturato avversario con 3 a chiuderlo sul palleggio spalle a canestro, troppo lento… +8 di plus/minus.

Malik Monk: 6

15 punti con 7/12 al tiro e il resto delle caselle è occupato da una riga di 1… Però, 1/5 da 3 e 4 TO, limite insieme alla difesa che a tratti però stasera è migliorata, riuscendo a far commettere un paio di TO in serie ai Clippers. Due sue giocate ci riavvicinavano dal -10 al -6, peccato per la tripla mancata che avrebbe tagliato il divario. +4 in plus/minus in 20:49.

Cody Martin: s.v.

3:44 di gioco, 0 pt. (0/1 FG), +7 di plus minus.

Coach James Borrego: 6

Fa ciò che può con il materiale a disposizione e qualche idea è buona ma il test era davvero eccessivo. C’è da dire che la squadra mi è sembrata sempre la stessa ma ha finito per mollare la presa quando ha capito che non sarebbe più rientrata. Sacramento sarà un test vero per vedere se dall’inizio stagione a oggi qualcosa è andato migliorando.

Questo articolo è stato pubblicato in Uncategorized da igor . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *