Game 40 – Charlotte Hornets @ Los Angeles Lakers 105-116

Intro

Là dove finisce la terra si sorge il mare.

Cambia il panorama e lo sguardo dei Calabroni si perderà all’orizzonte nella curva ed estesa marea oceanica contemplando la maniera per riabilitarsi in fretta.

Gli Hornets volano dalle vette del Colorado nella città degli angeli dove bisognerà capire se avranno ancora qualche segno addosso della larga sconfitta incassata a Denver.

I primi avversari saranno i Lakers che avranno out Davis, Gasol, Caruso, Antetokounmpo e Dudley mentre al momento nel quale scrivo James e Markieff Morris purtroppo sono in dubbio ma dati per probabili.

Poco male la L subita a Denver ma a una settimana esatta dalla deadline apre un interrogativo.

Questione di priorità nella vita.

Non è facile a volte distinguerle e classificarle in ordine di importanza perdendosi nelle nuance beige del ménage.

Gli Hornets che stanno cercando di crescere e raggiungere i playoff dovrebbero tentare una mossa per portare a casa qualche lungo (tanti i nomi sul mercato, da Aldridge passando per Collins a Drummond e Turner) che migliori il roster?

Tralasciando gli importanti aspetti pratici (contropartite e spazio salariale) forse l’entourage degli Hornets non vuole spezzare la magia chimica che si è stabilizzata di inizio stagione però è evidente che spesso su parquet di squadre di valore in trasferta si vada gambe all’aria poiché manca un abile difensore in uno contro uno tra i titolari o quasi e un centro che faccia la differenza.

Zeller gioca partite per ciò che può fare e Biz è semplicemente inadeguato se non proprio da G-League.

A una settimana dalla fine del mercato non si sta muovendo nulla, solo rumor.

La squadra impegnata stasera dovrà misurare le proprie forze e ambizioni contro una squadra priva sì di qualche elemento ma lunghissima.

La speranza è quella di giocare una partita ben diversa da quella di ieri a Denver anche se James, Morris e Harrell oltre Schroeder potrebbero evidenziare in fluorescenza la non immunodeficienza difensiva della squadra del North Carolina.

La parola passa al parquet…

Analisi

LeBron James chiude con 37 punti, le incursioni di Scroeder ne aggiungono altri 22, bastano questi due ai Lakers, pur privi di Davis e Gasol per vincere una partita riportata in bilico nell’ultimo quarto con due triple (Rozier e Ball) ma naufragarta con un parziale di 10-0 pro Lakers.

Troppo anche questi Lakers.

Gli Hornets dopo un brutto primo tempo hanno cominciato a giocare meglio a inizio ripresa ma non è bastato.

Qui le statistiche di squadra (notare i nostri TO second chance e rimbalzi pro Lakers che hanno deciso la sfida):

La partita

I quintetti:

1° quarto:

I Lakers cominciavano con palla in mano cercando di sorprendere Charlotte con un alley-oop dai contorni imperfetti, ne usciva un coast to coast chiuso da Rozier in terzo tempo per un two and one a 11:42.

James pareggiava con una tripla dalla top of the key su P.J. e dopo una stoppata subita da Rozier in entrata la transizione LAL si chiudeva con due punti facili dell’ex Cavs.

Hayward ritrovava il pari sorprendendo a sx la disattenta difesa gialloviola quindi un passaggio veloce per l’inserimento di Zeller era chiuso con una dunk feroce a una mano del nostro centro anche se ornato di taping sulla spalla sx.

Schroeder dalla media linea di fondo destra e James con spin in entrata ribaltavano la partita che tornava per un punto (10-9) dalla parte degli Hornets quando James, rientrante in difesa provava a chiudere P.J. ottenendo uno sfondamento finendo per commettere un blocking mentre l’appoggio finiva dentro.

L’entrata di Schroeder e due FT di James a (:06 erano contrastati dall’entrata decisa di Zeller che appoggiando al plexiglass mandava giù Schroeder che chiedeva il fallo ma la terna valutava negativamente la richiesta dell’ex Hawks.

Morris al piazzato dalla media destra su Zeller ma LaMelo metteva dentro in entrata con cambio mano per il 14-15.

I Lakers – dopo il time-out – prendevano un po’ di vantaggio con un fade-away di James dall’angolo sinistro anche perché Zeller mancava due liberi e sul pessimo close-out l’avanzata di Caruso si chiudeva con il passaggio corto per la dunk di Jones (14-20) prima che gli Hornets tornassero sul -4 dal -7 con Graham in second chance da tre punti (open con assist di Hayward).

Harrell mancava un appoggio da sotto semplice e Rozier faceva ballare sul ferro un flipper floater per il 19-21.

Altra accelerazione dei Lakers che a 2:34 con un 2/2 di Schroeder si portavano sul 19-25.Gli Hornets recuperavano tre punti con l’assist di Hayward per Biz che segnava subendo fallo da Kuzma poi mancavano il pari su un recupero di Bridges con le triple di Graham e Monk a infrangersi sul ferro nella medesima azione così i Lakers si allontanavano sul +6 prima di vedere nuovamente Biz segnare da sotto subendo fallo.

Questa volta il libero consisteva in un tremendo air-ball mentre sull’altro fronte Kuzma con un tiro frontale con poca parabola infilava il 24-31 a chiuder i punti del quarto…

Zeller in schiacciata. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Appoggio frontale al vetro di P.J. come aperitivo di quarto per i Calabroni e Kuzma fermato da Biz.

Alley-oop di James e tripla di Graham con gli Hornets tornati sul -4 (29-33) ma Charlotte, come a Denver, imbarcava acqua rapidamente in difesa allontanandosi con due FT di Harrell, due di Horton-Tucker e una schiacciata di Harrell per il 29-37.

Zeller, non in perfetta forma mancava altri due liberi e nonostante LaMelo mandasse a segno due tiri dalla lunetta a8:43, il punteggio rimaneva proibitivo anche dopo lo scambio Horton-Tucker, Rozier (31-39) che perdeva una palla in attacco con James a schiacciare il +10 a 8:10 in transizione.

Horton-Tucker arrivava al ferro senza paura e finalmente era imitato dai nostri con P.J. abile a trovarsi spazio nel traffico per appoggiare il 33-43 dopo una strong drive.

Lo scambio Monk/Matthews da oltre l’arco lasciava a bocca asciutta gli Hornets e i LAL con 3 punti, Ball mancava un paio di colpi, James un impossibile alley-oop ma gli Hornets erano brutti da vedere e il pass per Rozier risultava solamente toccato dal numero tre.

Palla persa che costava successivamente tre punti di Kuzma per il 33-51.

Ball perdeva un’altra palla ma Rozier in area metteva due punti, P.J. in stoppata su Kuzma reggeva in difesa e calando anche la tripla dalla diagonale destra portava sul 38-51 il punteggio.

Ball, in entrata finalmente trovava punti ma gli Hornets esaurivano la rincorsa sul 7-0 subendo un piccolo controparziale di 0-4 prima di vedere Bridges in alley-oop perfetto lanciato da Graham (42-55).

A :48.5 Rozier passava il numero 1 dei Lakers dalle parti dell’arco, sul fallo Terry trovava il passo lunghissimo per estender l’appoggio e il two and one.

Un -10 accettabile per tentare il recupero ma era ancora James (22 pt. a chiusura primo tempo) a mandare in frantumi le speranze di recupero con una tripla sul cambio Rozier/Bridges e un entrata oltre P.J. in appoggio sulla sirena.

3° quarto:

Inizio dal piglio vincente di Charlotte che al contrario di quanto accaduto a Denver non si disuniva: alla disperata Hayward ai quasi 24 in entrata trovava un tiro fuori equilibrio e il fallo per un two and one.

Un floater di Rozier soft dal pitturato valeva il 50-60, Bridges sulla baseline destra sfidava Jones mettendo dentro un up & under ma mancando il libero.

Dopo una stoppata di P.J. su James arrivava la palala due e il canestro in mischia dello stesso numero 23 ma Rozier metteva dentro un catch n’shoot 3 al quale mancava probabilmente anche il fallo di Schroeder in chiusura.

55-62 a 9:33, altri due di James al quale rispondeva P.J. con il classico prendi e tira dalla diagonale sinistra a 9:05 poi LAL bloccava l’attacco affidandosi a tiri poco fluidi, non in movimento con la difesa degli Hornets molto attiva e così una bomba esplosa da Ball a 8:39 valeva il -3, due FT dello stesso numero 2, pur splittati, il -2, quindi il prodotto di Chino Hills, continuando ad attaccare, perdeva prima una palla in apertura su Hayward ma trovava anche il pari con l’appoggio in entrata su Schroeder a 6:50 (64-64).

Un peccato che dopo l’1/2 di Caruso si incassassero ben tre triple (2 di Kuzma e una di Caldwell-Pope contrastate solamente da uno step-back jumper di Ball su James) finendo a 4:26 sul 66-74.

Charlotte provava a rientrare con un layup di Cody Martin e una tripla di Graham che era sfortunato sulla successiva, quella dell’ipotetico pari così James era aiutato dagli dei del basket nella bomba del 71-77.

P.J. realizzava da oltre l’arco il nuovo -3 (74-77) ma i Lakers puntavano a mantenere il vantaggio e il canestro con Caldwell-Pope per il 74-79.

A 1:35 LaMelo flasshava la difesa con un passaggio no look per la dunk irrequieta di Biyombo quindi Cody Martin infilava inaspettatamente una tripla fai da te per il 79-81.

I Lakers mancavano ai 24 la tripla con Harrell ma dall’ennesimo rimbalzo offensivo, Horton-Tucker recuperava due punti per chiudere il quarto sul 79-83.

4° quarto:

Partenza in salita per la squadra di Borrego che incassando la bomba di Schroeder si vedevano anche sviliti in difesa quando un fallo precedente di Graham era dato sul tiro ma a ogni modo Harrell mancava i liberi e a Morris era fischiato un fallo sul tentativo di rimbalzo.

Charlotte segnava da tre con Rozier (solo cotone) e con Ball in un back to back triple per avvicinarsi consistentemente sul -1 approfittando di James in panca.

Un personale parziale di Markieff Morris da 5-0 purtroppo riallontanava Charlotte che vedeva anche Hayward mancare da sotto clamorosamente un appoggio e così si finiva per incassare un’apertissima tripla di Schroeder da sinistra.

0-10 di parziale, 85-96, Charlotte allontanata da un possibile finale punto a punto.

Scoop di Bridges, entrata fast di Schroeder, coast to coast di LaMelo, tentativi di Charlotte per il recupero che a 7:01 erano però interrotti da una persa e un clear path che portava James a segnare due liberi per il 92-102.

Gli Hornets si riaffacciavano nel finale sul -7 con la dunk appesa di P.J. ma il punteggio andava ad elastico fino ad allungarsi sul 101-112 con il layup di Caldwell-Pope a 1:43.

La difesa degli Hornets non consentiva di recuperare terreno sui campioni del mondo e allora non c’era crunch time, gli Hornets chiudevano sul 105-116 con i canestri di James e Ball sugli ultimi possessi.

LaMelo Ball: 6,5

26 pt. (10/18), 5 rimbalzi, 7 assist, 1 rubate, -15 in +/-. 6 TO. 5 PF. Forse un po’ di emozione nel tornare a casa per il prodotto di Chino Hills. Brutto primo tempo e problema turnover. Finisce con 5 falli ma è molto sua la fiammata che nel terzo quarto riapre la partita. Attacchi in diagonale senza paura, a volte funziona nonostante la difesa di LAL. Sicuramente da spinta all’attacco (bello l’assist per Biz), prima di tutto però deve migliorare in difesa perché ha sofferto Schroeder sebbene in certe circostanze non abbia fatto male. Sale di tono e lascia in corsa con una tripla nel penultimo quarto (2/5 da fuori) i Calabroni ma ci sarebbe da rivedere qualcosa sui troppi turnover. Alla fine della sua vivace partita comunque può ritenersi mediamente soddisfatto, risultato a parte.

Terry Rozier: 6,5

20 pt. (8/19), 5 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, -15 in +/-. 2 TO. Pratica il suo solito variegato gioco fatto di stile e comprensione momentanea della situazione anche se non sempre all’intenzione segue e riesce l’idea. Meno performante da tre ma buone cose in entrata come un two and one da triplita nel secondo tempo o un soft floater in precedenza dopo aver saltato di netto il difensore. So il passaggio in orizzontale per la tripla di Ball del -1.

Gordon Hayward: 5

7 pt. (3/8), 9 rimbalzi, 10 assist, 1 rubata, -2 in +/-. 4 TO. Avrebbe potuto andare facilmente in doppia doppia e quasi in tripla poiché mette insieme 10 assist e 9 rimbalzi ma sbaglia tiri dal pitturato o tocchi da sotto. Uno in particolare ci priva di ulteriori possibilità di rientro. Si mangia le mani per un errore così facile mentre va a segnare in fade-away su James. Vediamo cosa accadrà nella prossima per sapere se Hayward sta diventando il nuovo Batum) (inteso solo come collante o continuerà a giocare anche per segnare poiché abbiamo bisogno dei suoi punti. Partita contrastante che avrebbe meritato di più in termini di voto ma gli errori sono pesanti. Poco importa, ormai è andata, ci sarà bisogno di riscatto con i Clippers.

P.J. Washington: 7

18 pt. (7/12), 8 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 4 stoppate, -6 in +/-. 3 TO. E’ vero che in appoggio qualche volta James lo batte, ricordo almeno tre situazioni identiche, una sulla sirena del secondo e una stoppata è fallosa ma data per buona, tuttavia ne mette insieme 6, prende rimbalzi e regge l’urto nel pitturato svariate volte. In attacco si toglie lo sfizio di buttare giù James segnando un two and one nel primo tempo e di tirare da fuori (¾) alla grande. Un paio di hook che non gli riescono purtroppo ma un 7/12 al tiro non è malvagio ma soprattutto non fa presenza rimanendo attivo.

Cody Zeller: 5,5

4 pt. (2/2), 2 rimbalzi, -15 in +/-in 11:18. Esce di scena presto con un taping nero sulla spalla sinistra da inizio partita. Borrego non lo schiera più nel secondo tempo. Molle in difesa, difetta probabilmente della condizione ottimale, chiude accademicamente su James da tre e gli incursori al ferro, grandi o piccini. In attacco segna con una super dunk a una mano e abbattendo Schroeder per il rilascio al vetro ma lo 0/4 in lunetta è pesante. Male ma considerate le attenuanti fisiche, mezzo voto in più.

Miles Bridges: 6

6 pt. (3/6), 9 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, -1 in +/-. Rimbalzi continua a garantirne così come l’alley-oop quotidiano. Imbeccato da Graham è veloce, funzionale ed elegante però si è abbonato ai 6 punti e non è più quel fattore offensivo trascinante di qualche partita addietro. Lo 0/2 da tre lo dimostra

Devonte’ Graham: 6,5

12 pt. (3/8), 2 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate, +4 in +/-. In 22:17 torna a giocare offrendo palloni ai compagni (vero Miles?) e segna 12 punti con un ¾ dalla lunetta mentre il resto dei tiri è preso esclusivamente fuori dall’arco. Un paio di steal, un plus ieri, anche se non eccessivo. Lo danno sul mercato ma potrebbero essere soltanto rumor o interessamenti timidi senza costrutto.

Malik Monk: 4,5

0 pt. (0/4), 1 rimbalzo, -5 in +/-. 2 TO in 13:31. Completo disastro per Monk che mette una bella virgola in casella ma oltre a due triple mancate forza un turnaround e perde anche due palloni. Niente di niente sugli altri fronti se non un rimbalzo. Se Graham fosse veramente sul mercato sarebbe meglio tenerlo perché Monk è troppo scostante. 4,5

Bismack Biyombo: 6

7 pt. (3/4), 2 rimbalzi, 4 stoppate, -2 in +/-, 2 TO in 13:46. Quasi due two and one servito e riverito sotto canestro. Il secondo decide di non realizzarlo con un air-ball clamoroso. Protegge meglio il ferro di Zeller ma a rimbalzo è lento e fuori posizione. C’è un’azione nella quale i LAL ne catturano tre. Vada per la sufficienza.

Cody Martin: 6,5

5 pt. (2/2), 1 rubata, +2 in +/- in 7:08. Una bella tripla fai da te e un layup. In difesa ci prova, aveva rubato anche palla a Schroeder ma la trattenuta del tedesco sul braccio è stata beffarda perché, trascinato a terra e in lotta, non solo non è stato fischiato un clear path ma ha anche perso palla. Una buona difesa su uno scambio Lakers con tiro di Kuzma sul quale va ancora lui dopo esser stato sul passatore.

Coach James Borrego: 6

Va beh… occasioni per passare avanti ne abbiamo avute, è mancato il tiro. Inconsistenza difensiva nel finale è il solito problema. Mi piacerebbe vederlo con un centro decente e un difensore di livello superiore. A James non abbiamo armi da opporre e a Schroeder nemmeno sempre pare. Il tentativo di copertura totale va bene fino al finale poi, incassato lo 0-10 di parziale non si riesce più a dare un vero stop agli avversari.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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