Game 40: Charlotte Hornets @ Milwaukee Bucks 138-109

Doppia doppia (punti/rimbalzi) per Mason Plumlee qui a rimbalzo.

Doppia doppia (punti/rimbalzi) per Mason Plumlee qui a rimbalzo.

Partita sorprendente a Milwaukee al Fiserv Forum dove gli imenotteri turchese-viola del North Carolina surclassano quasi inspiegabilmente (viste le premesse sulla carta) una delle contender per il titolo NBA con la quale avevano perso in dicembre contro una squadra ampiamente rimaneggiata (Antetokounmpo e Holiday non c’erano ad esempio) ma ogni partita è a sé e Charlotte lo dimostrava immediatamente.

Le partite perse per infortunio con il numero di partite saltate per ogni giocatore questa stagione in casa Charlotte.

Una commistione tra la serata negativa dei Bucks, una difesa Hornets fisicamente finalmente valida e un ritrovato tiro da fuori, unito al gioco di squadra ha permesso a Charlotte di portare a casa l’undicesima vittoria di stagione e di abbandonare l’ultimo posto in classifica a spese di Detroit.

I Calabroni, dopo aver incassato la tripla di Holiday, pareggiato con Ball a 11:08 alla stessa maniera e subito quella di Allen su McDaniels (3-6) sorprendevano in avvio giocando bene e piazzando un parziale da 11-0 sino a 8:40 composto da un pick and roll tra Ball e Plumlee chiuso dal secondo, una finta a una mano in area con giro e palla alzata dal pitturato da parte di Rozier che puntava poco più tardi e appoggiava sulla sinistra, floater di P.J. Washington dopo entrata a ricciolo dalla sx con blocco di Plumlee e tripla dalla destra di Ball per il 14-6.

Time-out Bucks ma sorprendentemente, nonostante il canestro di Connaughton da due interrompesse il parziale, la furia degli Hornets, in particolare di Rozier (17 punti a fine quarto, firma con la tripla il 20-8 in transizione ad esempio), non si placava e a 5:00 dal termine della frazione Budenholzer prendeva anche un tecnico così gli Hornets doppiavano incredibilmente i Bucks sul 34-17…

Il momento magico degli Hornets non si interrompeva con Plumlee a correggere un tap-in su miss di Rozier, poi T-Ro tornava preciso con un floater un the paint e la tripla del 43-17 dalla sinistra, i Calabroni esageravano anche con la bench sul parquet superando il record dei 45 punti in un quarto ottenuto contro Atlanta a ottobre con un jumper dalla lunetta di Martin e quello all-time con 2 FT di McDaniels a 3 decimi dalla sirena: 51-28, imprevedibilmente assurdo.

20/29 al tiro (7/14 da tre), 15-6 a rimbalzo e 4/4 ai liberi.

Nonostante nel secondo periodo gli Hornets non segnassero nemmeno un tiro libero (solo 0/2 da parte di Martin) e i Bucks pescassero dalla panchina punti da oltre l’arco prima con Green e poi con Carter, i calabroni non mollavano la presa; Ball metteva la tripla del 60-37 prima e quella del 63-37 poi con uno step-back letale a 7:11 altro dardo avvelenato di Rozier per il +27 (68-47) e fade-away da 2 punti dalla baseline destra difficile: 70-45.

La squadra di Clifford puntava a superare il record di 79 punti pareggiandolo prima con Thor che sulla stessa azione al terzo tentativo faceva centro e infrangendolo con un no look pass dello stesso Thor per LaMelo che con spazio in angolo destro faceva centro da oltre l’arco: 82-56.

Gli Hornets chiudevano all’intervallo con un buon margine di 24 punti: 84-60 tenendo Antetokounmpo a 6 punti (non in serata nel primo tempo con 4/9 dalla lunetta).

Le 14 triple su 30 tentativi aiutavano Ball ad avvicinarsi ai 20 punti (19, per rompere il record di Glen Rice con almeno 20 partite da 20 punti o più consecutivi) e Rozier ad avere una big night (25) mentre il 31-23 a rimbalzo ed il 21-12 negli assist erano numeri eloquenti per spiegare il vantaggio uniti al 30-10 nel pitturato, il 10-4 nei fast break e il 15-6 da second chance.

Rozier intervistato all’intervallo.

Il terzo quarto veleggiava sulla falsariga del secondo quarto con gli Hornets impegnati a costruire un attacco che mantenesse circa i punti di vantaggio accumulati poiché Holiday era l’attaccante di talento di turno che si scaldava a intermittenza infilando un paio di triple ma la strong jam di Mason (92-69) e il fade-away di Rozier oltre due difensori (7:04, 96-72) ripristinavano l’esatto +24 del finale primo tempo.

Con i Bucks a provarci ma a non crederci nemmeno troppo visto il divario, il margine saliva a 2:51 sino al +31, cortesia di Williams da sotto mentre Rozier firmava il trentottesimo punto (season high del team) per il 110-79 più avanti.

L’ultimo quarto vedeva gli Hornets non partire bene al tiro con troppe triple a vuoto ma a 7:39 P.J. Washington realizzava da tre il 120-93 sbloccando l’attacco.

Di Antetokounmpo nemmeno l’ombra sul parquet nell’ultimo quarto (Budenholzer lasciava ampio spazio alla bench) se non quella del fratello che si “sbatteva” con alterne fortune per non dire poche come quando saltando dietro Rozier in terzo tempo franava sulla schiena del nostro numero 3 per finir seduto sulla caviglia del nostro giocatore a terra.

Terry si riprendeva, segnava un libero e poi usciva mentre la sfida volgeva al termine con Charlotte che allungava ancora con Thor grazie a due triple nel finale sino al 138-109.

Per i Bucks, dopo aver segnato cifre pazzesche da 43, di media nelle ultime uscite sono stati solo 9 i punti del più famoso Antetokounmpo mentre l’aiuto maggiore è arrivato da Portis con 19 punti e 12 rimbalzi, una dozzina a testa anche i punti da parte di Allen e Holiday mentre 13 sono stati quelli realizzati da AJ Green in una notte piuttosto spenta per Milwaukee.

Forse agli Hornets ha portato fortuna la divisa Bucks anni ’90 o forse la determinazione e la fiducia (anche al tiro finendo con il 52,0% con un 41,7% pari da 3 punti) unite al gioco di squadra (32-22 negli assist, 54-22 nel pitturato) hanno finito per invertire i ruoli per una volta e regalare la miglior uscita dell’anno ai Calabroni con un Rozier da record a 39 punti, Ball a 24 punti e 12 assist, Plumlee a 17 punti, 15 rimbalzi e 6 assist oltre 11 punti e 9 rimbalzi di McDaniels e 23 punti di un P.J. Washington determinante al tiro (9/14), specialmente in avvio, quando è in serata.

Tutta la squadra ha giocato bene, Thor ha chiuso con 10 punti, M. Williams con 6 rimbalzi e anche chi deve carburare un po’ come D. Smith Jr. e Cody Martin hanno aggiunto un po’ di difesa più un pizzico d’attacco.

Prima gioia (inattesa) quindi per Charlotte che domani alle 23:00 italiane se la vedrà con i Pacers.

Le pagelle.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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