Game 40: Charlotte Hornets Vs Milwaukee Bucks 114-106

Intro

Scatta una possibile rivincita contro i Milwaukee Bucks, squadra che nel novero delle 30 NBA personalmente è anche tra le più simpatiche, parlando personalmente, sebbene il mio tifo sia solo per gli Charlotte Hornets.

Le ingiustizie subite a Milwaukee nel finale però sono state palesemente atte a favorire i Bucks e il loro campione Antetokounmpo, un ragazzo per il quale sono lieto – vista la sua storia personale – oggi sia in NBA e non in fondo al Mediterraneo come purtroppo troppe persone avvinte dalla demenziale e spietata denarocrazia odierna.

Che la NBA, decaduti i miti del passato degli anni ’80 e ’90 (ma anche di inizio 2000 come Iverson e Bryant) abbia bisogno di innalzare nuove stelle nei propri mitologici cieli non pare un segreto, il problema è quando le regole valgono solo per alcuni.

Il controverso caso Djokovic in Australia o quella volta che un giovane utente mi disse: “Grazie, non lo sai che la NBA è una lega fondata sui soldi?”

Sfortunatamente, avendo un’età, non sono così ingenuo da pensare che la Lega più famosa al mondo non si muova per interesse o che le chiamate pro-star non esistano, il punto è quando questo interesse glassa il prodotto ricoprendone il sapore come un’invitante ciambella colorata (per restare in America) che è bella alla vista ma assaggiandola in realtà è solamente rancida.

Il punto è che i soldi non possono rovinare lo spettacolo alterando le regole di correttezza sportive, pena la non credibilità della lega.

E se archertipicamente tutte le culture hanno avuto una propria età dell’oro (anche il cristianesimo con il Paradiso di Adamo ed Eva), dove più o meno gli uomini erano felici, non soffrivano, erano contornati dalla bellezza e in alcuni casi non conoscevano la morte, la nostra età del ferro e della guerra, come la descrisse per metafora Esiodo ai suoi tempi ci ricorda il professor Barbero che: “La giustizia è il diritto del più forte e la coscienza non è niente”, un refrain che Charlotte, per mancanze proprie e vessazioni da parte di terne a tutelare i big man contro lo sparring di turno ha patito spesso.

Ci si augura nella notte di vedere una partita vera, non rovinata dalla terna, qualsiasi esso sia il risultato perché Charlotte avrà un trittico di possibili complicate partite partendo dalla doppia sfida casalinga con Milwaukee per passare a Philadelphia dove Embiid e i 76ers negli ultimi anni hanno sempre steso Charlotte con almeno tre partite regalie in punto a punto.

Andamento della partita

Le assenze in casa Bucks.
Per gli Hornets tutti presenti eccetto Carey Jr. alle prese con il Covid-19.
I quintetti.

Inizio rampante per gli Hornets che con un inserimento – anche se mancato il canestro in layup – di Bridges facevano capire l’aggressività della squadra brava a recuperare un pallone passato da Nwora con Rozier che alzava il primo fuoco d’artificio in transizione per l’alley-oop di Miles quindi Ball perfezionava una palla recuperata con un assist schiacciato rovesciato da metà campo per Plumlee che imitava il compagno con una reverse dunk per il 4-0.

Il primo fallo su Antetokounmpo costava due liberi – splittati – dal greco quindi Portis in turnaround sulla baseline destra alzava una buona parabola vanificando l’ottima difesa di Hayward.

Rozier si creava il jumper vincente in area ma a 9:23 Antetokounmpo resisteva al raddoppio schiacciando il 6-5, preludio del sorpasso di Matthews che da tre portava sul +2 la squadra di Ham, allenatore temporaneo dei Bucks vista l’assenza di Budenholzer.

A 7:18, su un cambio da pick and roll, il fallo di Washington (subentrato a Plumlee per problemi di falli) costava un 3+1 che lanciava i Cervi al doppiaggio (6-12) prima che continuasse l’elastico da triple con Bridges su Nwora, Antetokounmpo oltre Hayward, ancora Miles su Portis e quella di Matthews in corsa per il 12-18 che generava polemiche vista la mancata chiamata di un fallo evidente su un appoggio appena mancato sull’altro fronte da P.J..

Ball e Portis provvedevano ad allungare il brodo con tiri da due punti (14-20) ma mentre Oubre jr. rimaneva freddo Middleton si mostrava caldo infilando due punti prima che Kelly guadagnasse due liberi a 4:07 (un po’ travagliati per via di un discorso sulla continuazione o meno).

Charlotte incassava un tap-in di Mamukelashvili soffrendo a rimbalzo mentre Middleton e ball sparavano le loro triple vincenti e in lunetta altri due punti per i Bucks portassero gli ospiti lontani sul 19-29.

La reazione dei Calabroni iniziava smorta con un ½ di McDaniels in lunetta a 2:11 ma da un raddoppio in angolo sul greco il passaggio fuori era preda di martin che andava in rimorchio anche a correggere la transizione mancata da McDaniels prima di vedere P.J. Washington catapultare una tripla che anticipava il circus in corsa di Rozier che battuti il greco e il georgiano in corsa infilava di sinistra oltre Galloway il 27-29 con il quale chiudeva il quarto.

Tante occasioni mancate in avvio di seconda frazione e Milwaukee sotto i 10 minuti allungava con un jumper del greco su Washington ma Rozier con due dardi avvelenati consecutivo faceva centro scavalcando il greco e i Bucks per un 33-31 che era allungato da Oubre Jr. nel pitturato con un little fade-away.

Oubre Jr. continuava con una tripla (unica personale del primo tempo) a 7:11 per poi sporcare due palloni a Middleton in avanzamento che sull’azione seguente batteva per cm in pull-up Martin.

A 6:09 era ancora Middleton da fuori la risposta dei Bucks che arrivavano sul 38-36 costringendo Borrego a bloccare il gioco.

Oubre ripartiva con un errore da fuori ma anche con il floater su Portis per il 40-36 mentre la mano di Matthews dall’angolo sinistro faceva partire la palla prima del volo di ripiegamento di Martin trovando il -1.

Bridges, al limite, andava in autoscontro con Mamukelashvili, concesso anche l’and one (fallito), gli Hornets trovavano ancora da sotto, alla terza conclusione consecutiva (rimbalzi di martin e Bridges) altri due punti da Miles.

A 3:15 gli Hornets colpivano per l’ultima volta nel primo tempo con la tripla di ball in transizione dalla sinistra per il 47-39 ma Hayward, rientrato a 4:03 per Oubre Jr. rimaneva freddo al tiro mancando un paio di conclusioni e benché P.J. stoppasse Middleton e i Bucks facessero tremendamente fatica in attacco a sfuggire ai rapidi raddoppi degli Hornets, un rimbalzo di Porter (sull’ennesimo errore al tiro di Nwora) consentiva alla squadra di Ham di giungere a riposo sul 47-41, comunque un buon +6 per Charlotte nei primi 24 minuti.

Con un 30,6% (29,2% da 3 punti) i Bucks andavano al riposo mentre gli Hornets collezionavano un 38,3% al tiro (33,3% da tre punti) concedendo un paio di tiri in più (47-49) così come i rimbalzi (32-34) mentre a favore di un paio di unità erano le rubate (5-3) e le stoppate (2-0).

Terzo quarto che vedeva subito i Bucks salire nelle stoppate ma Plumlee, fresco di blocco, non si perdeva d’animo aprendo in angolo sinistro per la tripla vincente di Terry che era imitato dalla sinistra, un po’ più alto, da Bridges che andava oltre Portis alle sue calcagna: 53-41.

Una schiacciata sul primo ferro di Antetokounmpo rimbalzava dentro a 10:53 e arrivava anche la chiamata per l’and one del -9 quindi Ball lasciava in corsa Middleton appoggiando in reverse un appoggio roulette che finiva dentro.

Antetokounmpo era fermato con solidità da Plumlee ma Nwora sull’azione seguente approfittava di un minimo di libertà per segnar da 3 dalla sx.

Due liberi di Hayward a 10:01 costituivano i primi punti di Gordon nella partita poi Middleton segnava il 57-50 da fuori ma Charlotte rispondeva con lo scambio tra Rozier e Plumlee che restituiva a Terry la sfera per un due in leggero step-back sul greco prima dell’auto tap-in di Ball (61-50).

La difesa di Charlotte coglieva l’occasione di recuperare una palla persa da Middleton in palleggio con il tuffo di Plumlee che prolungava la corsa della sfera verso centrocampo con palla toccata e persa in tuffo da Giannis…

Rozier depistava Middleton segnando in pull-up dimostrando di essere Terry-ble…

A 7:12 arrivavano anche i primi tre punti dal campo di Hayward mentre dopo due liberi a segno di Giannis la palla toccata da Nwora in stoppata su Rozier salvava i Bucks da una violenta dunk ma nessuno fermava a 6:23 il preciso tre punti di Oubre Jr..per il 71-56.

Anche Portis mostrava discreta balistica da fuori andando a bersaglio quindi Hayward da destra colpiva da due punti per poi tornare sotto le nostre plance a soffrire Portis che da sotto alzava di due il punteggio di Milwaukee.

Il time-out di Charlotte non fermava Middleton sulla baseline destra oltre P.J. (73-63), Galloway era stoppato sulla successiva da Hayward e sulla transizione Rozier alzava per l’alley-Oubre come menzionato da quel simpatico pazzo di Collins, telecronista Hornets.

Il georgiano dei Bucks pescava un two and one ma una palla in volo toccata da Oubre Jr. per Rozier valeva il catch n’shoot da risposta pesante a 3:24 (78-66) mentre l’intercetto su un passaggio orizzontale di Hood da parte di Rozier catapultava il nostro numero 3 in un fast break risolto in caduta sulla schiena al vetro per battere l’ultimo difensore.

Antetokounmpo realizzava 4 punti ma su un altro fast break il bound pass verticale sul contemporaneo taglio in back-door di McDaniels chiuso in appoggio rovesciato valeva anche il punto aggiuntivo su un fallo del georgiano.

Rozier a :57.9 realizzava da oltre l’arco ancora mentre Giannis rispondeva dalla distanza me Oubre Jr. in transizione andava per esaltare il pubblico in schiacciata prima che Portis con il floater dalla sinistra chiudesse le ostilità del terzo quarto mandando la partita sull’89-75.

LaMelo Ball in entrata. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

La tripla di apertura del greco era replicata da un fast pass verticale di martin per la corsa di plumlee che passando il ferro metteva la jam rovesciata mentre ball dopo lo spin con un balzo in jump stop batteva la difesa Bucks per il 93-78.

Charlotte cercava di conservare la quindicina di punti di vantaggio ma nel finale, nonostante due punti ossigeno di Bridges al plexiglass per il 101-89 e la tripla di P.J. a 5:17 (entrato per sostituire Ball al quinto fallo) del 104-89, sotto la spinta del greco il vantaggio si assottigliava anche per 6 liberi che portavano gli ospiti al 106-97, in singola cifra.

A 2:10 il disastro di avvicinava con un two and one per trattenuta netta di Plumlee sul solito 34 avversario.

A 1:38 però si rasentava il ridicolo perché né la spintarella (decisiva) con la quale Giannis prendeva posizione nei confronti di Plumlee né la chiave articolare sul centro di Charlotte venivano chiamate così il lungo avversario portava a casa altri due punti mentre plumlee rimediava una ferita sanguinante che rimaneva impunita.

Dal 108-102 si passava al 108-104 quando su un cambio difensivo il blocco di Antetokounmpo sganciava Middleton da Martin lasciandolo accoppiato con il frastornato Plumlee che in ripiegamento concedeva il pull-up dalla media.

Il time-out di Borrego a :47.5 era provvidenziale perché nel balletto del metti e togli Ball a seconda dell’azione attacco/difesa ecco LaMelo fare un po’ di fumo in punta distraendo la difesa dei Bucks, insolito taglio orizzontale di Rozier in uscita sulla diagonale destra e catch n’shoot libero con i piedi a terra e compagni già con le braccia alzate.

Colpo partita quello a .34.1 per il 111-104 perché se anche Antetokounmpo rimediava altri due liberi 8pressione di Hayward)l’1/2 di Balla :25.2 e il lungo due di un Nwora uomo in meno dei Bucks chiudevano una partita rifinita da Bridges in transizione nonostante lo stucchevole challenge fallito da Ham a :10.7.

Finiva 114-106 con un’importante vittoria di Charlotte in chiave classifica.

P.J. Washington prova a rimanere davanti a Giannis Antetokounmpo. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

Analisi

Nonostante Antetokounmpo realizzi ancora una quarantina (43 per la precisione) di punti contro Charlotte questa volta il supporto dei compagni è latente poiché se Middleton con 27 pt. e Portis con altri 19 hanno dato una sostanziale mano a coach D. Ham, solo altri tre Bucks sono finiti a referto nel tabellino punti: Matthews con 9, Mamukelashvili (cestista georgiano dalle origini milanesi? Poiché ma muchela significa ma finiscila) e Nwora con 3 (1/11 devastante dal campo come previsto).

Altri 4 giocatori sono andati a vuoto: Galloway e Hood con uno 0/5 a testa, Ojeleye con uno 0/1 e il fratello della star greca, Thanasis che non ha mai tentato dal campo.

Alla fine la rapida e solida (tralasciando qualcosa sotto le plance) difesa di Charlotte ha risolto al partita costringendo al 38,9% i Bucks che hanno concesso il 44,4% a Charlotte, la quale, nonostante il 10/17 ai liberi contro il 24/26 ospite (altro 18/20 per il n° 34) ha retto a rimbalzo finendo soltanto a -1 dai campioni NBA (59-60) mentre il 10-6 nelle rubate e il 10-15 nei TO hanno prodotto un 18-14 nei fast break.

Bene con i punti nel pitturato (46-36) e negli assist con un 29-21 decisivo.

Con Charlotte al comando dal secondo quarto e un vantaggio arrivato al +17, la rimonta nel finale dei Bucks che ha spaventato i fan è stata arrestata dalla tripla di Rozier, il quale ha interpretato la maniera di Charlotte di giocar la sfida dal punto di vista offensivo, provando molto di più degli avversari da fuori (16/48 Vs 12/37) su 99 conclusioni provate dai teal & purple che ancora una volta hanno ottenuto una W con una divisa quasi talismano.

Una partita giocata con una certa fisicità che i Bucks, forse un po’ stanchi in back to back e un po’ rimaneggiati hanno sofferto mostrando una grande differenza tra le panchine.

Il 33-5 a punti tra le bench è stato eloquente e fondamentale.

LaMelo Ball: 7

19 pt. (8/19), 9 rimbalzi, 8 assist, 1 rubata, 2 TO in 26:20. Ha voglia di giocarsela da subito e si vede con l’apertura meravigliosa da metà campo in reverse bound pass per Plumlee che spiana al centro il 4-0 ma nel primo tempo esagera finendo con un -9 in plus/minus indicativo di un po’ troppa confusione fatta sul parquet con un 3/10 al tiro. Raddrizza un po’ la mira nel secondo mostrando qualche ingegnosa entrata come quella con spin e jump stop chiusa tra gli esagoni del pitturato. Per problemi di falli nel finale balla tra dentro (in attacco) e fuori (quando si difende) dal campo e dopo una palla arrischiata su Plumlee e un paio di errori (lui si lamenta troppo ma è anche vero che non gli viene mai fischiato un fallo a favore in entrata, ½ ai liberi solo nel finale sul tattico) ma se prima era stato bravo a sorprendere Portis con il passaggio per Miles, ancora meglio era servire l’assist vincente a Rozier facendo fumo in palleggio. Riconteggiati rispetto alla tabella ufficiale presa dopo la partita, i rimbalzi sono 9 in realtà.

Terry Rozier: 8,5

28 pt. (11/19), 4 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate, +15 in plus/minus. Indeciso tra lui e Kelly Oubre Jr. su chi sarebbe stato l’uomo degli Hornets ho preferito un più caldo Kelly ma Rozier si è stagliato nel cielo del North Carolina con una prestazione super chiusa con un 6/10 da dietro l’arco compresa la tripla che ha chiuso il match. Una difesa che mi piace, una palla rubata a Hood capendone le intenzioni con largo anticipo e finalizzata in fast break in caduta al plexiglass. La spinta su ambo i fronti di Rozier si fa sentire e sa farsi trovare al posto giusto al momento giusto, vedi anche lo scambio con Plumlee e il suo step-back dalla destra da due punti oltre il greco. Peccato per la dunk fermata da Nwora in qualche maniera ma il duello a distanza è stravinto 28-3.

Gordon Hayward: 5,5

9 pt. (3/12), 5 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. Chiude il primo tempo a zero punti dopo 4 conclusioni.. Nel terzo quarto parte con un 2/2 dalla lunetta a 7:12 infila una tripla poi un altro paio di jumper ma percentuale bassa al tiro e mentre prova a resistere di fisico con buoni esiti a volte la posizione non è ideale come quando Nwora lo infila dalla sinistra, altre volte semplicemente è la better offense a battere la sua buona difesa. Anche con lui la terna non è magnanima e le lamentele si sprecano fino al finale quando tocca Antetokounmpo in pressione e arriva subito il fischio.

Miles Bridges: 7,5

21 pt. (9/16), 8 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. Se dall’altra parte Antetokounmpo è più tutelato di una mucca sacra in India, da questa parte anche Miles è abbastanza tutelato sulle sue entrate “maschie”da autoscontro che spesso vengono premiate. Se il metro è quello fa bene a giocare pesante riuscendo spesso a segnare da sotto ma mettendo anche inizialmente tre triple. Bello l’alley-oop passando dietro le linee con elevazione strepitosa. Buoni gli 8 rimbalzi e una difesa che aiuta la squadra a tenere fisicamente.

Mason Plumlee: 6

4 pt. (2/3), 4 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate, 5 PF in 17:10. Esce quasi subito per un paio di falli sul greco sfiorando l’espulsione nel finale anche se è proprio lui a subire un colpo da Giannis che lo lascia sanguinante a il risultato è semplicemente canestro del n° 34 nonostante la chiave articolare subita. Poco prima una sua trattenuta aveva concesso un two and one al greco. Pochi i rimbalzi anche se gioca 17:10, generoso come quando in tuffo su Middleton fa recuperare palla agli Hornets. Un paio di steal e 4 punti in avvincente reverse jam style che sta diventando un marchio di fabbrica.

Kelly Oubre Jr.: 7

18 pt. (7/17), 4 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata, +12 in +/-. Caldo contro Detroit da tre, freddissimo contro Milwaukee da fuori finendo con un 2/11 non proprio top (bisogna scalargli però due palloni con il tempo allo scadere e tiri non proprio ottimali,, uno da metà campo sulla sirena) ma il 5/6 in area tra floater e un misto di schiacciate esaltanti compreso un alley-oubre (neologismo del commentatore Collins) lo riportano in galleggiamento per quanto riguarda l’offesa mentre in difesa è una piacevole sorpresa spinto dal pubblico da veramente fastidio anche se ruba solo un pallone cattura rimbalzi importanti e sporca palloni concedendosi solo di lasciare una volta ad Antetokounmpo una tripla. Buona prestazione nel complesso sperando torni on-fire anche da fuori.

Nella scorsa partita Kelly era andato meglio al tiro da fuori con una super prestazione.

Cody Martin: 7

4 pt. (1/2), 6 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate in 26:08. Poco visibile, numeri bassi ma decisivo nel mandare in tilt l’attacco dei Bucks. 6 rimbalzi per un piccolo non sono male, 2 palloni rubati e difesa. In attacco prova poco ma il suo 2/2 ai liberi nel secondo tempo aiuta Charlotte a non trovarsi con due soli punti di vantaggio.

P.J. Washington: 7

7 pt. (2/3), 8 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata, 6 PF. Entra per i problemi di falli di Plumlee e alla fine è lui che deve lasciare il parquet dopo aver giocato 22:38. Si gioca tutte le carte a disposizione riuscendo anche a stoppare Middleton una volta prima di fermarlo con il fallo tattico. Quel paio di triple che cadono nella retina deliziosamente sono preziose. Tira poco ma si concede 8 rimbalzi giocando una partita più mobile e solida di Plumlee al contempo.

Jalen McDaniels: 5

4 pt. (1/8), 2 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. A parte qualche assist, uno in angolo per Rozier e un reverse sulla baseline con and one (assistito) fa flanella al tiro, poco convinto e impreciso. In 18:05 la palla tra le sue ani per il tiro è una condanna. Alla prossima, speriamo meglio.

Coach James Borrego: 7

Ottimo piano partita. Gioco fisico ma anche raddoppi molto veloci per cercare di ripartire. Il pick your poison funziona benissimo nel primo tempo con Milwaukee inabile a salire oltre il 27,0% da tre mentre nel secondo Charlotte fa la sua partita riuscendo a resistere all’esplosione di Antetokounmpo che in lunetta andava diverse volte. Bene il time-out nel finale con 14 secondi da giocare e Rozier che risolve. Protesta il giusto quando P.J. è toccato e non arriva il fallo ma la tripla contro presa in transizione e sul fallo di Giannis su Plumlee sebbene non venga ascoltato.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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