Game 41: Charlotte Hornets @ Portland Trail Blazers 96-127


Intro

Hornets nel profondo nord-ovest americano, in Oregon ospiti dei Portland Trail Blazers.

Alla “Rose Garden Arena” o Moda Center, spesso i Calabroni hanno rimediato sconfitte e la gara non si presentava certamente facile nemmeno quest’anno, tuttavia per tenere il passo di Miami gli Hornets avevano bisogno d’inventarsi qualcosa per sopperire alla mancanza di forza vista in trasferta.

Caso strano a Portland il nome non se lo sono inventato ma hanno tirato a sorte tra Boston (sì, quella nota nel Massachusetts) e Portland (nel Maine), appunto, città natale dei due contendenti.

Per decidere chi vincerà la partita invece bisognerà cumulare quei rapidissimi, quasi impercettibili istanti nel quale il pallone arancione gira in aria e vedere che fine farà, un po’ come la monetina lanciata per aria…

La partita in breve

Partita senza storia, senza troppe energie, senza gloria e anche sotto i 100 punti, fatto accaduto raramente quest’annata.

Portland, entrata con piglio aggressivo in difesa e decisione in attacco sembrava soffocare e sorprendere Charlotte in un inizio nel quale solo la tripla di Williams entrava per Charlotte a fronte di 13 punti della squadra di Terry Stotts.

Charlotte si riprendeva offensivamente trovando, grazie alla freschezza, tiri che entravano ma dall’altra parte la coppia di guardie Lillard/McCollum giocava su alti livelli, specialmente il secondo, on-fire nel primo quarto, così si arrivava alla fine dei primi 12 minuti sul 27-37 con Portland a conservare il frutto dell’aggressivo inizio.

Gli Hornets nel secondo quarto sorprendevano inizialmente la panchina dei Trail Blazers che incassava un 6-0 conservando 4 pt. di vantaggio (33-37) ma di lì a poco la squadra della Rose City si lancerà in un parziale di 14-0 porterà i Tracciatori di Sentieri sul 36-57 con un paio di canestri di Lamb quasi a metà quarto a interromper il digiuno della squadra di Borrego.

La difesa di Charlotte, già malmessa, peggiorava ulteriormente con l’ingesso in campo di un arrendevole Hernangomez e in generale consentiva a Portland i raggiunger l’intervallo con un +21 grazie all’alto punteggio dei padroni di casa arrivati sul 49-70…

Partiva ancora male Charlotte nella ripresa ma a 9:41 con un’azione di Walker da 4 punti (tiro da tre più fallo subito) portava un parziale di 9-0 (58-76) ma Lillard infilava due triple consecutive, Aminu ne aggiungeva una alla quale nel finale se ne sommavano due di McCollum (una con fallo di Bridges per una giocata da 4 punti) che favoriva l’allontanamento drastico e definitivo.

68-101 a fine terzo quarto con parziale di 19-31…

Nel garbage time Charlotte metteva a segno inizialmente un parziale di 8-0 ma finiva per cedere di 31 punti, 96-127…

Quei rapidissimi momenti dei quali si parlava nell’intro in serata sono stati colti da McCollum e Lillard i quali hanno finito per cumulare 30 e 20 punti rispettivamente, Turner ne ha aggiunti 15, Stauskas 13 mentre il Bosnian Bear Nurkic ha messo a referto una doppia doppia con 11 rimbalzi e altrettanti punti.

Il figlio di Dell, Seth, ha chiuso con un 2/4 da oltre l’arco per 6 punti aiutando la squadra a mantenere alto il tiro da tre chiuso con il 37,5% anche se Charlotte con il 43,3% è andata meglio ma dal campo il 55,9% dei Trail Blazers contro il 40,0% di Charlotte era chiaro indizio di vittoria.

43-47 nella lotta a rimbalzo, 23-31 negli assist, 2-16 le stoppate con Nurkic a 6 a pareggiare il proprio record personale precedente…

La difesa di Portland ha vinto la partita, quella di Charlotte non è pervenuta, così anche nei TO Portland ha perso meno palloni con 13-9, per quanto Charlotte sia prima e abbia commesso un TO in più rispetto alla media, ha fatto male la pressione sugli avversari e ancor peggio la fase di contenimento.

Undicesima vittoria consecutiva a Porland per i T. Blazers su Charlotte.

E’ dal 2008 che la squadra locale ha la meglio sulla città della Queen City (6 in era Bobcats) mentre in generale Portalnd ottiene la quarta vittoria di fila in stagione allungando la striscia positiva mentre Charlotte cade a due L.

Così non si va da nessuna parte…

Le formazioni:

La partita

1° quarto:

Lanciata in aria anche la palla a due era Nurkic a prevalere e Lillard passando dietro uno schermo a segnare in pull-up nonostante il tentativo tardivo di chiusura di Batum.

A 11:07 raddoppiava Lillard dalla lunetta (fallo sulla penetrazione e per gli arbitri erano due FT che non convincevano Borrego) mentre sull’azione seguente Charlotte otteneva gli unici tre punti di un inizio pessimo con Marvin Williams che servito a sinistra tirava precisamente.

Aminu segnava in transizione su una palla persa da Kemba con Batum lentissimo nel tentare di contrastare l’avversario e Williams in entrata si faceva strappare un altro pallone sull’azione successiva…

Lamb commetteva due errore “larghi” e a 9:06 in area Nurkic in turnaround alzava il gancio del 3-8 ma il parziale continuava con l’entrata in diagonale di Lillard tra Kemba e Biz con relativo layup e con la tripla di McCollum a 8:17 che fissava il 3-13 che allarmava Borrego, ormai deciso a chiamare il time-out per stoppare un inizio aggressivo dei Trail Blazers.

Al rientro un’entrata a ricciolo di Lamb dietro lo schermo altissimo di Biz valeva due punti, altre due venivano proprio da Biyombo che raccolto il passaggio sulla drive di Batum fintava per liberarsi dei difensori e schiacciare il 7-13 a 7:35.

Biz però era stoppato da Nurkic e McCollum dall’altra parte segnava da tre punti ai quali rispondeva Kemba creandosi e segnando con una bomba dalla diagonale sinistra.

McCollum in ritmo si scatenava con un turnaround baseline dopo aver passato il canestro in corsa…

Charlotte ora provava tenere il passo offensivamente segnando con Biz in jumper dall’altezza della linea del tiro libero mentre dall’altra parte in corsa con un finto arresto McCollum cacciava dentro una soluzione ibrida tra floater e arresto e tiro ma rispondeva Lamb che tagliando bene riceveva un passaggio schiacciato di Batum preciso.

A 4:53 però era ancora McCollum a inserirsi in mezzo alla difesa di Charlotte per recuperare lesto un rimbalzo e appoggiare al vetro il 14-22.

Kemba si faceva stoppare da Nurkic e provava un altro tiro a basso coefficiente non segnando mentre dall’altra parte Lillard in entrata era più concreto appoggiando oltre Willy.

A 4:01 un fade-away frontale di Batum cercato in uno contro uno finiva nella retina ma Nurkic a 3:41 in post alto si girava comodamente andando ad appoggiare trovando il contatto di spalla con il nostro centro spagnolo che per peso doveva cedere regalando anche il libero del16-27…

In attacco Bridges era stoppato in schiacciata ma Kemba finiva l’azione segnando il jumper.

Malik non riusciva a stoppare il pull-up di McCollum sempre più on-fire che , infatti, a 2:30 otteneva altri due punti in entrata.

Batum, l’ex, rispondeva da tre ripristinando almeno un -10 (21-31) ma sull’azione seguente finiva per schiantarsi su un blocco altissimo di Willy che si muoveva anche dalla stessa parte del francese…

A 1:25 segnava Kemba da fuori in transizione dopo due errori di Turner che si rifaceva con un sottomano semplice sull’azione successiva a quella del capitano.

Nurkic stoppava Kemba mentre dall’altra parte si notava tutta la differenza tra centri con Lillard al quale bastavano due finte per far recedere l’iberico dal tentativo di stoppata sull’entrata portata a termine dal n° 0 avversario.

A :35.1 era ancora Batum a reggere le sorti della partita segnando con un tiro da fuori e fuori equilibrio con il tronco spostato in avanti ma un floater di Lillard ristabiliva il -10 (27-37), punteggio finale di quarto.

PORTLAND, OR – JANUARY 11: Bismack Biyombo #8 of the Charlotte Hornets drives to the basket against the Portland Trail Blazers on January 11, 2019 at the Moda Center Arena in Portland, Oregon. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, user is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. Mandatory Copyright Notice: Copyright 2019 NBAE (Photo by Sam Forencich/NBAE via Getty Images)

2° quarto:

Apriva bene il quarto Monk con una tripla dalla diagonale sinistra, poi era Parker a incrociare da fermo in area con una finta su Seth Curry segnando e ottenendo il libero che a 11:17 illudeva gli Hornets di poter recuperare punti surclassando la panchina avversaria.

Illusione perché la squadra di Stoots rispondeva con due FT di Turner, raddoppiato da Williams che commetteva fallo in area, Leonard segnava l’alley-oop lanciato da Turner mentre a 10:29 la tripla open in ritmo di M. Williams (36-41) non spezzava il ritmo offensivo avversario.

Portland però trovava un tremendo break con un 14-0 iniziato da Stauskas oltre MKG, proseguito da Turner (reverse layup in area dopo mezzo giro) e fermato a livello di tempo da Borrego dopo un altro jumper di Stauskas per il 36-47.

Il time-out a 9:31 non risolveva la situazione perché il leader da tre punti NBA fatto in casa (Seth Curry) segnava da tre, Parker e Lamb sbagliavano le loro conclusioni da fuori mentre Stauskas otteneva tre FT a 7:13 per esser stato toccato da un Kemba troppo lanciato nel close-out.

2/3, Biz stoppato da Leonard e altra tripla di Curry dalla destra schermato da un buon blocco a 6:43 per il 36-57.

A rompere il digiuno era Lamb con l’appoggio a destra evitando la stoppata e ancora Lamb era bravo a segnare il teardrop dal pitturato per il 40-57.

Dall’altra parte Turner segnava facilmente da sotto attorniato dalle guardie Hornets senza i cm per contrastarlo.

Lamb e MKG dalla lunetta puntellavano lo svantaggio splittando entrambi per il 42-59 ma un passaggio da metà campo di Lillard esaltava Layman in alley-oop.

MKG rispondeva con il gancio in corsa (44-61) poi McCollum e Lamb alzavano il punteggio di due unità per parte, Lillard ne aggiungeva altri due in floater e ancora McCollum pescava il jolly da tre oltre Lamb.

Walker andava in lunetta in bonus a 2:15 ma segnava solamente un libero, Layman tentava la mega schiacciata a una mano ma la sparava sul ferro così dall’altra parte Kemba, tornato in lunetta a 1:56 per un contatto con Nurkic, aggiustava la mira segnando entrambe le occasioni per il 49-68.

Portland finiva per segnare con Layman il 49-70, punteggio all’intervallo, con un rimbalzo offensivo spuntando tra le divise viola dopo un air-ball di un compagno per appoggiare facilmente in mezzo a una difesa da presepe…

PORTLAND, OR – JANUARY 11: Kemba Walker #15 of the Charlotte Hornets shoots the ball against the Portland Trail Blazers on January 11, 2019 at the Moda Center Arena in Portland, Oregon. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, user is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. Mandatory Copyright Notice: Copyright 2019 NBAE (Photo by Sam Forencich/NBAE via Getty Images)

3° quarto:

Si notava subito che Charlotte dopo l’intervallo non ci credeva molto, Nurkic con un tocco oltre Biz segnava ripetendosi poi in schiacciata, Aminu a 9:59 metteva dentro in appoggio…

E Charlotte?

Tre palloni persi in vario modo, l’ultimo con un passaggio ravvicinato di Batum per Biz che non teneva la sfera…

A 9:41 rompeva alla grande il silenzio offensivo Walker che schermato (ampiamente) da Biyombo riceveva da Williams per sparare da tre toccato da Layman in uscita.

Azione da 4 punti che ispirava per un breve tratto Charlotte che segnava ancora con un tap-in di Biyombo e con Kemba dalla diagonale destra per altri tre punti che davano un parziale di 9-0 che portava sul 58-76 la situazione.

Un brutto passaggio di Kemba da drive and kick era recuperato da McCollum che andrà a segnare con un turnaround dalla baseline, cosa già vista nel primo tempo…

Lamb a 8:04 attaccava il ferro arrivando a pochi cm con il floater vincente sopra due teste Trail Blazers.

Lillard segnava da tre avendo ricevuto l’allarme rosso, Lamb a 6:56 rispondeva con il jumper frontale per il 62-81 ma ancora Lillard da fuori forzava segnando la seconda bomba consecutiva.

Aminu da destra ne aggiungeva un’altra ammazzando di fatto il tentativo di rientro dei teal & purple precipitati sul -25 (62-87) anche se Lamb serviva a Bridges materiale per l’easy hammer e lo stesso Miles dimostrava con una strong drive di riuscire anche ad appoggiare bene al vetro finalmente.

Un tap-out di Nurkic favoriva Layman, liberissimo sulla linea dei tre punti, non più contrastato da nessuno, che la buttava dentro ancora per il 66-90.

McCollum segnava ancora da fuori nella sagra delle triple di Portland mentre Monk tentando di tornare sull’avversario sbatteva su un Willy che era finito per prendere il tiratore di Portland e che danneggiava il rientro del nostro n° 1.

Un McCollum senza pietà infilava dalla top of the key dopo una finta con contatto cercato su un Bridges che rientrava male toccando di schiena il tiratore.

A 2:36 partita stra-finita con l’azione da 4 punti per il 66-99, Bridges mancava due tiri da fuori e andavano a chiudere il quarto Aminu ed Hernangomez con due punti a testa per il 68-101 con un parziale di quarto di 19-31.

PORTLAND, OR – JANUARY 11: Dwayne Bacon #7 of the Charlotte Hornets shoots the ball against the Portland Trail Blazers on January 11, 2019 at the Moda Center Arena in Portland, Oregon. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, user is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. Mandatory Copyright Notice: Copyright 2019 NBAE (Photo by Cameron Browne/NBAE via Getty Images)

4° quarto:

Nel garbage time Charlotte guadagnava inizialmente punti con due FT di Monk che scaricava da una drive all’ultimo istante per Willy appostato a destra del canestro pronto a ricevere e a schiacciare dopo esser rimasto solo per la chiusura del lungo su Malik.

Willy continuava a segnare da destra sul back-door pass verticale di Parker e Monk ancora con il pull-up dopo aver palleggiato dietro la schiena in uno contro uno creavano le condizioni per arrivare sul 76-101 con un parziale di 8-0 ma la squadra si scioglieva nuovamente prendendo un parziale di 3-9 con un pullup di Turner arrivato a 15 pt. (79-110).

Dentro anche Frank, Dwayne e Devonte’ nel finale ma il risultato era il medesimo, Portland finiva vincendo 96-127 una di quelle partite nelle quali non c’era storia sin dall’inizio.

Pagelle

Kemba Walker: 5,5

18 pt., 3 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. 5/19 prendendosi 5 stoppate, alcune da Nurkic in modalità easy. Finisce con 18 punti sfruttando una buona serata da fuori con un 4/9 per 13 pt. (già, perché c’è anche un FT aggiuntivo su un tiro da fuori per fallo subito) ma sarà quello con il plus/minus più freddo, glaciale… -29. Figlio anche di 4 TO e del fatto di giocare i momenti che contano con intorno poco. E’ quasi l’unico che accende può crearsi spesso da solo qualcosa in attacco ma in difesa stanotte non tiene.

Jeremy Lamb: 5,5

15 pt., 5 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. 7/14 al tiro. Va un po’ a periodi… inizia male sbagliando due tiri ampiamente influenzato dalla difesa poi nel secondo quarto rompe il muro di Portland e il parziale avversario di 14-0. Floater e teardrop, canestri ravvicinati attaccando in taglio o partendo da lontano sono il suo pane. 0/1 da fuori e solo un ½ dalla lunetta. Buona nel terzo quarto una difesa disperata in angolo sul tiro di McCollum ma anche lui fatica a tenere in difesa.

Nicolas Batum: 5

8 pt., 5 rimbalzi, 2 assist. Solita partita. Ottimo inizio che illude Charlotte di poter trovare dal francese la serata dell’ex che tuttavia si va perdendo. Borrego lo toglie dopo un suo passaggio orizzontale ravvicinato basso per Biyombo che il congolese sta cercando di capire ancora ora.

Marvin Williams: 5

6 pt., 5 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. 2/6 dal campo segnando un catch’n shoot rapido da tre dalla sinistra e un’altra tripla (aperta) dalla diagonale sinistra, poi altri 4 errori. Gioca poco più di 23 minuti. Bene a rimbalzo, per il resto sarebbe in panchina in qualsiasi altra squadra. Giocatore onesto ma che non da la spinta per cambiare il ritmo ma approfitta sovente degli scarichi dei compagni, è il suo ruolo offensivo ma è poca cosa se non trova serate da strisce di 4/5 triple…

Bismack Biyombo: 5

6 pt., 8 rimbalzi, 2 assist. A volte prima che si coordini su un rimbalzo sembra di rivivere un flashback da Holly e Benji da quanto tempo passa lasciando insicurezza su rimbalzi che dovrebbero essere saldamente suoi. Stoppato ben 4 volte per uno con i suoi cm, finisce con un 3/9 dal campo segnando buoni canestri con un FT jumper e su una finta con successiva schiacciata. Ancora adesso si sta chiedendo dove sia la palla sul passaggio laterale di Batum. -16 di +/-.

Malik Monk: 5,5

7 pt., 1 rimbalzi, 4 assist. 2/7 al tiro. Fatica in difesa quando conta e non è un fattore. Nel garbage time inizia bene segnando punti, due anche in pullup uno contro uno con palleggio dietro la schiena e tiro da due, innesca anche con bravura Willy con una drive and kick fin sotto canestro e scarico rapidissimo volante all’ultimo secondo.

Michael Kidd-Gilchrist: 5

5 pt., 3 rimbalzi, 1 assist. Stauskas lo fredda subito anche se la sua difesa non era malvagia, un po’ troppo distante sul jumper però. 2/4 al tiro prendendosi una tripla che manca. Un fallo speso e -14 di plus/minus.

Miles Bridges: 5

4 pt., 1 rimbalzo, 2 assist, 1 stoppata. Si prende una stoppata su una dunk timida, da fuori non segna più con uno 0/3, ha una fiammata mettendo dentro una schiacciata in solitaria su passaggio di Lamb e un appoggio a sinistra in uno contro uno con una strong drive e bel tocco e questo è già un progresso. Commette fallo ingenuamente rientrando su McCollum concedendo un’azione da 4 punti.

Tony Parker: 5,5

3 pt., 3 assist con un ¼ al tiro. La mette dentro dal cuore dell’area incrociando da fermo il passo su Seth Curry. Un bell’assist verticale schiacciato per il back-door di Willy poi altri errori al tiro in 11 minuti. Purtroppo in difesa con lui viene a mancare un po’ di equilibrio per questione di cm se il quintetto mantiene anche Walker e Turner ad esempio ne approfitta. Partita anonima per uno come lui.

Willy Hernangomez: 3,5

7 pt., 8 rimbalzi, 1 assist. Arrendevole. Come se non ci fosse nel ruolo di centro in difesa spesso e volentieri. Lascia passare gli avversari senza provare a intervenire spesso e sui cambi difensivi riesce ad andare a sbattere su Monk rimanendo “lontano” e disinteressato di McCollum che stava tenendo lui. Finisce con tre punti per la SG avversaria… In attacco porta un blocco muovendosi sulla parte scelta d Batum per passare e il francese finisce con il perder palla oltre i propri demeriti… Segna a fine terzo quarto e nel garbage time buoni canestri ma è tardi. In picchiata da inizio stagione. Uno dei motivi per i quali la difesa di Charlotte incassa troppo e non c’è da star allegri con gli altri centri. Kupchak se mi senti recupera un centro vero, i tre rimasti non ne fanno uno completo…

Devonte’ Graham: 6

7 pt., 1 rubata. Segna due triple e splitta dalla lunetta in 6:55 di garbage.

Dwayne Bacon: 6

5 pt., 2 rimbalzi, 1 assist. 2/3 dal campo. Una tripla e un buon canestro da sotto.

Frank Kaminsky: 5

5 pt., 2 rimbalzi, 1 assist. 2/3 al tiro ma un buco nero in difesa… Terribile.

Coach James Borrego: 4

Parlava di difesa in progresso ma l’ha vista solo lui. Altra prova sconcertante sotto il profilo del carattere quando non si gioca a Charlotte. Mi viene in mente una frase di Franco Scoglio: “Noi siamo il Genoa e chi non ne è convinto posi la borsa e si tolga le
scarpe. Noi non siamo il Roccapepe! Che poi dove cazzo sarà sto Roccapepe,
magari è un paese bellissimo”…
Parallelamente bisognerebbe ricordare ad alcuni giocatori di non entrare in campo se non sono convinti perché sono irritanti… Squadra morbida e lenta sulle palle vaganti con rare eccezioni. Personalmente non ci sto a fare la vittima sacrificale. Bisogna dare una sveglia alla squadra shakerando il quintetto. Le cose non vanno, urge cambiare, inutile perder tempo a ripeter gli stessi errori come faceva Clifford. Deve trovare la quadra con il miglior quintetto difensivo possibile perché è lì che siamo carenti oggi.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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