Game 41: Charlotte Hornets @ Utah Jazz 92-109

Intro

Giri di boa.

Charlotte avendo avuto un calendario accelerato, anche per via del fatto che tra la trasferta di Parigi (24 gennaio contro i Bucks, considerata sempre come gara casalinga) e le altre due gare all’Alveare (pre il 20 contro i Magic e post il 29 contro i Knicks) ci saranno finalmente stacchi più importanti, così è già giunta al proprio giro di boa, gara 41 sulle 82 classiche partite complessive per ogni team.

Per me che sono del dicembre 1974 e inizio ad avere memoria dal 1979 a oggi si potrebbe dire che, dividendo in ventenni i miei ricordi il giro di boa è stato quello del nuovo millennio e abbinando a titoli di brani musicali italiani del nuovo millennio le performance dei vari giocatori nelle pagelle (sicuramente scritte domani pomeriggio per via di impegni lavorativi e l’orario d’inizio della gara a Salt Lake City), proveremo per metafora a descriverne la gara.

Se dovessi invece pensare ai Charlotte Hornets in generale, il titolo potrebbe essere: “Il più grande spettacolo dopo il Big Bang” (Jovanotti) visto che nonostante le sconfitte e stagioni perdenti, le emozioni che regalano (sperando presto molto più positive che negative) ai fan sono moltissime mentre per descrivere la situazione attuale (sebbene questa sia una squadra che meriterebbe certamente più rispetto per quel che ha visto che sta facendo rispetto alle potenzialità e ai giudizi espressi da tutti, me in primis, in estate) sceglierei Goodbye Malinconia di Caparezza che è una critica alla ricerca di colpevoli ma che si chiude con un messaggio di speranza.

A Salt Lake City in genere per noi di luce in fondo al tunnel non se ne vede (12 sconfitte consecutive per chi tiene fede alla linea Bobcats/Hornets a Charlotte anche se la mia è quella Hornets anche a New Orleans) ma andiamo a vedere come finirà nell’occasione.

Analisi

La partita

Hornets in gita a Salt Lake City.

I Jazz sono sicuramente squadra più completa in tutti i reparti e con un gioco di squadra di buona fattura hanno saputo esaltare le proprie caratteristiche.

Prima della gara si evidenzia la forza dei Jazz in alcuni particolari settori.

Dallo sfruttare i cm di Gobert dalle parti del ferro (mai trovata in serata una soluzione difensiva su di lui) a servire con ottimi movimenti senza palla e passaggi rapidi i propri tiratori ad arrivare a un approccio più fisico del match con buon movimento sulle linee di passaggio e pressione si è arrivati presto a un gap che ha decretato da inizio ripresa sostanzialmente un tempo di garbage time.

A salvarsi negli Hornets in serata c’è sicuramente Terry Rozier, seguito con molta fatica da Bridges mentre per quasi tutti gli altri è notte fonda.

Dimentichiamo questa serata sperando che a Phoenix si esca dal tunnel per riveder le stelle.

Jazz con le seguenti statistiche di squadra: 40 rimbalzi, 28 assist, 6 stoppate (5 di Gobert), 50,6% al tiro con il 42,9% da tre, 78,6% ai liberi e 15 TO.

Hornets a raffronto: 37 rimbalzi, 20 assist, 3 stoppate (2 di Bridges), 46,7% dal campo, 30,8% da tre, 73,7% ai liberi, 20 TO.

Starting five

Hornets con il seguente starting five: Rozier, Graham, Bridges, P.J. Washington e Biyombo.

Quin Snyder per i Jazz sceglieva invece: Mitchell (4 pt.), Ingles (11 pt.), Bogdanovic (16 pt.), O’Neale (7 pt.), Gobert (15 pt. +13 rimbalzi).

Dalla panchina per i Jazz: Clarkson 20 pt., Niang 15 pt. e Mudiay con 10 pt. in doppia cifra a testimonianza del gioco di squadra.

1° quarto:

Inizio un po’ problematico per Ingles che si liberava per l’appoggio ma lo falliva clamorosamente e poi commetteva fallo in contenimento su P.J..

Palla persa in area avversaria da Biz e schiacciata volante di Gobert che portava in vantaggio i Jazz molto attivi in difesa sulle linee di passaggio di Charlotte e aggressivi.

Da una palla recuperata nasceva il 3 contro uno ritardato da Rozier e salvato in deviazione oltre il fondo da Bridges all’ultimo istante.

A 10:29 Miles si notava anche in attacco in uno contro uno, spin sul post medio destro, gancetto al vetro e pareggio.

Bogdanovic mostrava perché i Jazz comandano in percentuale da tre puntimentre Rozier recuperava due punti a 9:07 appoggiando di sinistro oltre Gobert.

Charlotte passava avanti con la tripla di Bridges a 8:24 (7-5) ma si fermava successivamente in attacco mentre i Jazz si portavano avanti con Ingles dall’angolo destro e incrementavano il vantaggio con una dunk del loro centro prima che P.J. dalla lunetta riuscisse a metter due liberi a 6:48.

Il peggio però doveva ancora arrivare poiché i Jazz piazzavano un parziale di 0-12 iniziato con una schiacciata di Gobert servito da un semplice lob che evidenziava le difficoltà di Biyombo in marcatura, passando per la tripla di O’Neale ai 24 su assist da drive di Bogdanovic il quale colpiva da tre due volte per mandare la gara sul 9-22…

Hornets in netta difficoltà su ambo i lati del campo con Graham a metter dentro due punti dalla media per far arrivare anche Charlotte in doppia cifra a 2:51 ma anche Niang segnava da tre , Bogdanovic altri due e Mudiay lavorando per il proprio centro vedeva Gobert alla schiacciata rude in corsa per l’11-29.

Gobert stoppava Zeller, Williams faceva altrettanto con Mudiay e si arrivava al finale con l’arresto e tiro sulla corsa finita in area di Monk che fuori equilibrio sulla sirena chiudeva con due punti il quarto sul 13-29.

P.J. controlla Niang o si arrende? Foto ufficiale dalla pagina degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Charlotte provava a riaprire il match a inizio secondo periodo grazie all’assenza di Gobert e mentre P.J. da tre metteva dalla diagonale sinistra il tiro pesante, Zeller si avvantaggiava dell’assenza del centro titolare con un tocchetto su Bradley e Charlotte tornava sul -11 (18-29 dopo esser stata sotto di 18 ma anche la panchina di Snyder prendeva piede con un catch n’shoot da tre di Niang e sue punti di Clarkson mentre Mitchell, rimasto sul parquet, mancava il tiro ma a correggere in tap-in ci pensava Bradley per ripristinare i 18 di vantaggio messi in piedi nel primo quarto (18-36).

P.J. al vetro e Rozier in pull-up dalla media avevano una piccola reazione ma al terzo tentativo offensivo (seconda palla recuperata con Tucker a spedirla sulla schiena di Rozier per la rimessa laterale) i Jazz segnavano con Mitchell in entrata a 8:22.

Gancetto in post basso di Williams poi dunk di Tucker per i Jazz e step- back due di Rozier per Charlotte che anticipava la tripla di Mudiay da tre punti per un divario che lievitava a 17 punti (26-43) grazie a un movimento palla spedito dei nostri avversari.

Una stoppata presa da Marvin (Gobert sulla necessità di tirare ai 24 secondi) portava sul 2-9 i TO quindi la gara deragliava con Clarkson da tre, poi da due in correzione (vanificata la buona difesa di Martin su Mudiay) per il 27-48.

L’unico a dare segni evidenti di resilienza offensiva era Rozier che recuperava un rimbalzo per andare a prenderne un altro dopo la quarta stoppata di serata di Gobert (su P.J.) mettendo dentro da sotto a 4:14 il 29-48.

La nicchia di Clarkson dall’angolo sinistro era buona per la seconda volta per il 29-51quind a 3.36 entrava anche Batum ma a segnare provvedeva ancora Rozier a 3:12 che da tre provava a riavvicinarci a una parvenza di decenza.

-21 con un finale dove il rientro di Biz produceva la schiacciata per il 34-57 (assist di Graham) e 4 FT consecutivi segnati nell’ultimo minuto (36-59) per il -23 dopo 24 minuti (38-61).

3° quarto:

Utah muoveva il punteggio per prima anche nel secondo tempo con Bogdanovic da tre a 11:28 quindi Graham in floater portava i suoi punti a 4 (10:38) e Charlotte cercava di risalire ma dopo la stoppata di Bridges su Gobert, Graham da tre continuava la modalità “struggle” e su un cronometro resettato per non possesso dagli Hornets, il secondo possesso sulla stessa azione per i jazz scendeva a 5 secondi, tempo sufficiente per Bogdanovic in qualche maniera di tentar l’appoggio nonostante una deviazione di Rozier che finiva per commetter fallo allo scadere.

2/2 poi scambio internazionale da due punti Biz/Gobert ma dopo un ritocco di Rozier in lunetta 1/1 (fallo con la palla non in gioco) per il -25 (43-68) i Jazz, grazie a due triple consecutive di Ingles, giungevano sul larghissimo +33 a 6:34 (43-76), quindi, per fortuna degli Hornets, Rozier a 6:08 dava una mano a una squadra sterile con la tripla che lo mandava sul 6/11 dal campo a 15 pt..

Cody era stoppato sul tentativo d’appoggio dall’ombrello Gobert ma Bogdanovic spingeva un po’ lateralmente Miles sul recupero appoggio e il n° 0 dalla lunetta non tradiva.

Rozier in uno contro uno forzava il pull-up contro il 23 avversario avendo ragione e finalmente anche Charlotte toccava quota 50 passata ancora da Rozier con altri due punti a segno.

Dopo un ½ di Clarkson Bridges con un semigancio in corsa estendeva il parziale pro Hornets sull’11-1 ma Charlotte rimaneva disperatamente lontana sul 54-77 e mentre Charlotte mancava un paio di canestri Clarkson e Mudiay con due punti a testa spedivano oltre gli 80 i “Charms” (le maglie ricordano molto il packaging di quelle caramelle negli anni ’80/90).

Bacon splittava dalla lunetta, Niang da second chance era un cecchino implacabile in serata annichilendo Bacon il quale almeno in attacco ne metteva due da sotto prima di osservare il pick and roll di Zeller a 1:02 con fallo di Bradley.

Il two and one non si chiudeva perché Cody andava cortissimo dalla lunetta lasciando sul 60-84 la gara, Graham riusciva a deviar un pallone ma sulla partenza della transizione Monk non controllava lasciando “sbandare” la palla oltre il lato destro del campo e oltretutto un close-out timido dello stesso Malik consentiva una tripla più agevole a Mudiay.

Graham aveva uno dei pochi buoni spunti in serata offrendo la palla per andar a schiacciar di corsa a canestro con Zeller come terminale a realizzare gli ultimi due punti del quarto.

-25 dopo 36 minuto sul 62-87.

Devonte’ Graham in entrata. Per lui la cromoterapia con colori caldi ha prodotto effetti negativi. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

Ovviamente era per regolamento che si andava a chiudere una partita dove gli Hornets sono sembrati inferiori in pressoché tutti gli aspetti del gioco ma Rozier comunque trovava ancora qualche perla personale quando passando Zeller puntava il canestro e rallentando apriva l’ala per l’appoggio acrobatico mettendo il tiro nonostante il contatto di Clarkson.

Two and one per il -22 poi una palla recuperata da Marvin non era finalizzata dallo stesso con il tiro pesante (run and gun mal consigliato)e Niang si confermava micidiale da tre facendo cifra tonda: 65-90.

Duello doppio (attacco e difesa) Zeller-Bradley vinto entrambe le volte dal secondo ea laltri esy two points di Mudiay a 10:11 per il 65-94.

Entrava a questo punto Willy Hernangomez, nota lieta del finale, che apriva subito il fuoco a 9:38 centrando il bersaglio con un lungo due tuttavia Niang e Clarkson da tre entrambi mandavano il match sul 69-100.

Tornava a farsi vedere Willy che con rapide finte spalle a canestro in post depistava il difensore alzando la parabola vincente anticipando il primo tiro della partita di Batum, un catch n’shoot 3 che finiva nella retina.

Charlotte nel confronto tra panchine (con i Jazz senza urgenze) recuperava qualche punto ancora con Willy in schiacciata per l’80-104, Bacon da tre a 2:36 per l’83-107 e ancora a 1:31 due FT di Willy per l’85-107.

A 1:09 Martin forniva a Willy un assist per la schiacciata quindi terminavano al gara Bacon con altri due punti e un Hernangomez benedetto dalla fortuna a :25.4, la sa tripla andava decisamente rivisitata in tecnica risultando lunga ma sul plexiglass sbatteva la palla per l’ossimoro dolce dei tre punti.

92-109, Charlotte riduceva un divario pesante nel finale ma la gara rimaneva da ricordare come a senso unico.

Le pagelle

Terry Rozier: 7

23 pt., 5 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata. 9/14 FG (¾ da tre). -13 ma tanto cuore in attacco e impegno in difesa quando ad esempio contrasta nel secondo tempo Mudiay da due facendolo sbagliare e nonostante il close-out in salto non ferma Clarkson dall’angolo sinistro. Preciso da fuori, forza anche un pull-up che va a segno poi si svita in entrata con la sinistra su tocco di Clarkson per un two and one. Una bella partita, di quelle in solitaria, modello Kemba con il quasi nulla intorno. Sta trovando un buonissimo ritmo offensivo con i suoi tempi, sia caricando da tre ma anche per l’arresto e tiro o l’entrata dove inizia benissimo la gara depositando di sinistro senza paura oltre Gobert. In attacco ha “La Soluzione”, Fabri Fibra.

Devonte’ Graham: 4

4 pt., 2 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata. 2/9 dal campo. 5 TO, 0/4 da fuori con tiri corti o imprecisi, un passaggio nel vuoto per Biyombo nel primo quarto mentre sul passaggio breve a Biz, sempre nel primo tempo, è bravo Mitchell a rubarla. Il dirimpettaio finisce stranamente basso a pari punti ma è magra consolazione. Graham gioca molti minuti in generale e sta vivendo un momento di appannamento che per ora lo sta ridimensionando nelle ultime gare. Deve tornare a credere in sé stesso, respirare profondamente, caricarsi ed esser più attivo perché il suo -29 è la testimonianza che si è sofferto son lui sul parquet nella notte. Pessima notte ma speriamo torni a fare il “Fenomeno”, Fabri Fibra.

Miles Bridges: 6

11 pt., 4 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 2 stoppate. 4/8 dal campo. 5 TO, due falli. Pesano un po’ i TO, uno in attacco in palleggio dando una botta troppo accentuata al difensore sul contatto. Cerca comunque si dare il suo contributo e se da fuori non gli riesce, da due punti fa vedere un turnaround all’inizio e un fade-away nel finale che lo riabilitano un po’ a livello di capacità tecniche. Fatica ma ci prova nel marasma generale. Fa “L’essenziale”, Marco Mengoni.

P.J. Washington: 5

7 pt., 2 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. 2/5 dal campo, 3 TO, 4 falli. -17. In difficoltà difensiva a parte una bella tripla in attacco non incide pur rimanendo ai margini dell’offesa prendendo pochi tiri ma ci sono anche diversi falli e TO a testimoniare una serata nata storta un po’ preso in mezzo. Sovrappensiero, Bluvertigo.

Bismack Biyombo: 5,5

8 pt., 9 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. 2/5 dal campo, 4/4 FT. 4 falli, alcuni sulle ripartenze per evitare di esser pescato fuori posizione sulle transizioni. I Jazz muovono palla su pick and roll ma non solo e se la copertura sul doppio uomo qualche volta gli riesce faticosamente, altre volte si fa trovare in altre circostanze fuori posizione. Nel finale di primo tempo mette dentro 4 liberi su altrettanti tentati con buona mano e concentrazione e se servito sotto mette anche qualche dunk. Generoso ma non riesce a contenere Gobert facendo molto meglio di Zeller comunque. A TO vien dato a 0 ma un paio di palloni verso di lui avrebbe potuto recuperarli invece se si deve abbassare non ne conquista una… Vive nel pitturato nel bene e nel male: “Dentro alla scatola”, Mondo Marcio.

Dwayne Bacon: 4,5

8 pt., 1 rimbalzo. ¾ dal campo. -8. Quando conta non c’è. Si ritrova nel garbage time ma è magrissima consolazione. I close-out dovrebbero essere migliori e la buona percentuale non compensa una prova non solida. Era titolare a inizio annata, si è perso, ha trovato qualche buono spunto ma è ricaduto, bisogna che continui a lottare e allora: “Pedala”, Frankie hi-nrg mc.

Monk: 4

2 pt., 1 rimbalzo, 1 assist. ¼ dal campo in 13:11. Non un gran minutaggio ma sbaglia due triple e anche un appoggio piuttosto fattibile. Continua a stentare e nel secondo tempo, prima non controlla una palla facile sulla ripartenza in transizione e subito dopo riesce anche a fare un close-out talmente di facciata che non disturba minimamente il tiratore che infila la tripla… Altra prova che fa allontanare Malik dalle belle speranze per l’annata. Tutti i miei sbagli, Subsonica.

Cody Zeller: 4

6 pt., 1 rimbalzo. 3/9 FG, -10 in 16 minuti esatti. Una bella rim run dunk su assist di Graham poi sbaglia tantissimo da sotto, non riesce a prender rimbalzi e dopo aver iniziato bene contro Bradley finisce alla pari mentre contro Gobert non se ne parla nemmeno… Quello che non c’è, Afterhours.

Marvin Williams: 5,5

3 pt., 2 rimbalzi, 1 rubata, 1 stoppata. 1/3 FG, -20. Gioca con la maschera, non gli si può chieder molto, splitta un paio di liberi mette una pezza in stoppata in una gara comunque in sordina. Ruba un pallone ma poi va a finalizzare dall’altra parte troppo velocemente da fuori sbagliando (nel secondo tempo a gara comunque terminata in pratica). Speriamo torni a buoni livelli appena si sarà ripreso e non dovrà giocar mascherato. Un uomo è vivo, Frankie hi-nrg mc.

Cody Martin: 5

0 pt., 3 assist. Di buono nel finale un assist per Willy e no sfondamento subito, pr il resto al tiro è più che rivedibile e per una buona difesa che fa quando serve tende a naufragare anche lui. Al tiro è una di quelle “Sere nere”, Tiziano Ferro.

Nicolas Batum: 6

3 pt., 3 rimbalzi. 1/3 FG. Prende pochi tiri e quando ormai è garbage pieno anche se è vero che entra tardi in partita ma tende a non prendere da molto le proprie responsabilità in attacco. Mette la prima tripla con il primo tiro per il 74-100 e poi manca un paio di conclusioni. L’età dei figuranti, Caparezza.

Willy Hernangomez: 7

15 pt., 6 rimbalzi, 1 assist. 6/6 FG, +12. I centri di Charlotte si sono dimostrati inadeguati in serata, Willy in pochi minuti, seppur con una controparte non all’altezza, prende rimbalzi e mette tutto il possibile. L’iberico chiede strada e forse visti i risultati dei compagni sarebeb ora di affidargli anche qualche minuto, parere personale, perché non provarlo anche in PF per qualche scorcio di match? Un tiro dalla media ce l’ha… Determinato e baciato dalla fortuna anche sull’ultima tripla, la tabella gli regala la perfezione anche se è solo garbage time. Salirò, Daniele Silvestri.

Michael Kidd-Gilchrist: 6

2 pt., 1 rimbalzo, 1 assist. Voto politico in 8:21, un canestro e un tiro fallito ma sempre in un contesto surreale con una seconda scelta uscita di scena e probabilmente non più nei piani di Borrego per il modo offensivo di giocare di MKG ma ci sarà dell’altro sicuramente. Al 99,9% il suo prossimo futuro sarà lontano da Charlotte. Il ragazzone di Camden/Philadelphia probabilmente otterrà nell’annata solo minutaggi del genere in occasioni con ampi scarti che vista la forza del team, saranno più negativi che positivi dato che quando si vince si arriva sempre sul filo (come i inuti per MKG). Quello dei Delta V?

Coach James Borrego: 5

Squadra senza energia e giusto atteggiamento. I Jazz muovono palla con un collettivo senza grandissimi fenomeni riconosciutoi ma buoni, buonissimi giocatori e/o specialisti da tre e gli Hornets vanno in barca ma con Caronte, sin da subito in una serata infernale. “Ci vuole molto coraggio”, Ex Otago, per presentare una squadra del genere.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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