Game 41: Charlotte Hornets Vs Milwaukee Bucks 103-99

Andamento della partita

Borrego doveva rinunciare a Kelly in serata.
Nonostante il rientro di DiVincenzo i Bucks riproponevano il passato quintetto con Nwora sul parquet.
Lo starting five di Charlotte.

Dalla palla a due guadagnata dagli Hornets alla correzione volante di Plumlee a rimbalzo sul rimbalzante tre di ball passava poco ma a replicare in crossover con dunk arrivava Antetokounmpo.

Hayward scambiava con il nostro centro rapidamente schermandosi per un arresto e tiro con jumper vincente per il 4-2.

Tiro vincente da fuori anche quello del sorpasso di Matthews e tap-in di Ball sul tocco da sotto errato di Plumlee (tre difensori intorno a lui) poi Nwora andando in area continuava la saga dei sorpassi proseguita anche da Bridges a 8.34 con Antetokounmpo pescato in chiaro goaltending (8-7).

I Bucks tornavano avanti con la tripla di Nwora prima del fing and roll by Rozier (10-10) ma i Bucks sembravano staccarsi dopo la tripla di Middleton (10-15) che segnava ancora dalla linea di fondo a 7:09 mandando Borrego in time-out costretto dallo 0-7 di parziale.

Gli Hornets riordinavano le idee passando in vantaggio con un 16-0 di parziale: tripla di Rozier, due liberi splittati da Bridges (fallo di Giannis), jumper frontale di Hayward sul georgiano dei Bucks (16-17) seguito a 3:59 dal floater di classe dello stesso Gordon saltando un paio di giocatori e alzando sul lungo, poi altra tripla di Rozier che in transizione propiziava prima con l’alzata l’alley-oop di Rozier e poi continuava con una tripla a 1:47 dopo aver intercettato una palla da fast break per il 26-17.

A fermare il parzialone di Charlotte era Mamukelashvili che in area sfruttava i suoi cm prima di vedere un altro fast break condotto da Terry con passaggio all’ultimo istante per l’appoggio di Hayward al vetro che andava a cristallizzare il 28-19 di primo quarto.

Il secondo periodo cominciava male con un parziale di 0-5 complice la seconda tripla di serata di Nwora ma Plumlee con una finta appoggiava su Portis il 30-24.

Antetokounmpo finiva due volte in lunetta ottenendo il 30-28 respinta da Bridges che dalla baseline destra entrava deciso alzando in mezzo ai lunghi titolari il +4.

Hood però segnava i suoi primi 3 punti in queste due partite con il catch n’shoot dal corner sinistro e dopo i passi di Portis in area su Hayward il centro della Cream City ci riprovava dalla media bucando la difesa di Hayward indovinando il sorpasso: 32-33.

A 5:33 Martin su drive and kick di Rozier segnava la tripla dalla destra prima che i Bucks tornassero sopra con un ¾ dalla lunetta (35-36).

Per una fallo di P.J. A 3:23 su una palla vagante il bonus di Milwaukee diventava importante: due FT a segno di Middleton e nuovo -1 di Bridges in hook dal pitturato.

A 2.37 la tassa ai liberi di Middleton colpiva ancora una volta benché a 2:22 Ball indovinasse finalmente un tiro da tre pareggiando a quota 40.

P.J. Stoppava Mamukelashvili ma a rimbalzo Middleton riusciva a anche a metter dentro da sotto oltre i nostri difensori.

Rozier scappava dietro un blocco colpendo in corsa con un’ottima tripla in ritmo ma Nwora con un deep 3 a 1:38 rispondeva (43-45) mentre il nuovo equilibrio era dettato dalla caduta di Mamukelashvili inabile a resistere di fisico sulla rivoluzione a 360° in palleggio di Miles che si spalancava la via per il sottomano.

Steal di Rozier e swooping per il 48-47 ma da un passaggio di Middleton in area per un Antetokounmpo smarcatissimo nasceva il 47-48 a chiudere il primo tempo con due bombe di ball a vuoto nel finale.

½ ai liberi per Charlotte contro l’11/12 di Milwaukee, fattore decisivo nel primo tempo mentre le percentuali rimanevano basse per ambo le squadre con Milwaukee ad avere la meglio di poco mentre l’8-3 nelle steal era ottimo fattore per Charlotte.

Dopo essersi riposati nell’intervallo gli Hornets partivano con un floater di LaMelo e una tripla dello stesso su assist smarcante di Rozier per un 52-48 che scemava a un solo punto di vantaggio quando Hayward, lacrimante e con un taglio sotto l’occhio sinistro (colpito da Portis involontariamente sull’azione precedente) non poteva intervenire in angolo sulla tripla di Matthews.

Time-out e Hayward negli spogliatoi ma a 10:18 sulla finta di tiro di Ball, Matthews commetteva fallo finendo per regalare tre punti a Charlotte.

I tre punti erano recuperati dal diagonale destra da Middleton che in cm guadagnava e sparava su Martin il 55-54 e Matthews rincarava la dose con un open frontale per il 55-57.

Il contrsorpasso era però firmato con una tripla al vetro da parte di un Ball ben differente rispetto a quello osservato nel primo tempo.

Antetokounmpo da sotto, fade-away di Rozier dalla sinistra su Portis, alzata di Giannis su Mason in area e tripla di Martin che si ricollocava dopo aver passato sotto un bel pallone per Mason che restituiva contornato da tre difensori: 63-61.

Portis conquistava due punti da rimbalzo mentre quasi sulla luce gialla del neon Rozier inventava il fade-away che bussava al vetro oltre un aggressivo Antetokounmpo per il 65-63.

A 5:49 Rozier, sfiorato da Portis si buttava all’indietro ottenendo forse tre generosi FT comunque battuti e realizzati per trascinare Charlotte sul 70-63, punteggio che si divaricava ulteriormente quando Ball con uno scoop atletico vedeva la sfera arrampicarsi sul sostegno del ferro e finire dentro quasi ormai inaspettatamente.

A 3:30 P.J. finalizzava in schiacciata su due difensori Bucks trovando anche l’and one grazie al rapidissimo passaggio di Bridges in avanzamento in corsa: 75-63.

Le Honey Bees mascherate contribuiscono alla bella serata per Charlotte.

I Bucks che non segnavano da 7:24 mancavano anche un tecnico (3 sec. difensivi) con la loro star a 3:07 e così Ball faceva volare con una tripla in transizione gli Hornets sul +15 a 2.51: 78-63.

Hood interrompeva il digiuno ospite nel finale avviando un processo di rimonta che Nwora approvava con la tripla dall’angolo da dietro la tabella per l’80-74 a :32.7 ma, per fortuna di Charlotte, sulla sirena un catch n’shoot di McDaniels dall’angolo destro (assist di Bridges) valeva l’83-74.

Hood contro McDaniels. Altra serata difficile per il n°6 di Charlotte ma buona tripla a fine terzo quarto. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

Partiva male per ambo le squadre il battagliato ultimo quarto con uno 0/6 al tiro per Charlotte e uno 0/3 per Milwaukee che tuttavia segnava per prima a 9:42 con Middleton in area mente Charlotte a 8:56 cercava di respingere l’assalto con Hayward da tre (86-78) prima che Middleton segnasse da fuori e il taglio di Bridges in diagonale venisse visto da Gordon per favorire l’88-81.

Antetokounmpo con la prima schiacciata soft e Middleton al vetro a 5.55 trascinavano ormai in partita i Cervi (88-87) ma DiVincenzo in uscita commetteva fallo sulla tripla di Terry.

90-87 dopo un 2/3 del nostro tiratore.

Un bad pass di P.J. mandava Antetokounmpo in coast to coast a segnare ancora il -1, gap che rimaneva dopo in running hook di Miles su Nwora e il tap-in di Connaughton.

Il cross court pass di P.J. muoveva palla sulla destar da dove Hayward a 4:57 indovinava la propria seconda bomba personale di quarto benché Middleton replicasse dalla linea di fondo cogliendo il 95-93.

Il pareggio arrivava a 2:39 quando il n°34 avversario girava su P.J. che al quinto fallo lasciava andare la star avversaria a quel punto libera di segnare.

Finale thrilling con un paio di gialli: la stoppata di Portis con il body ceck (intervento laterale) era sanzionata dalla terna che osservava al replay un possibile flagrant per il secondo affondo del centro sul volto di un nostro giocatore.

Nulla di fatto in questo caso ma FT confermati.

Rozier glaciale affondava mentre sull’altro fronte un malinteso per troppo relax tra Nwora e Middleton costava una palla persa al team di Ham.

Dopo un paio di passaggi a vuoto delle due squadre il bound (hockey) pass di P.J. Iniettava a Bridges il ritmo giusto per appoggiare in tempo al vetro prima del ritorno di Antetokounmpo.

99-95, sembrava quasi fatta, ma il quasi con gli Hornets non è mai sicuro, appunto…

In un sol colpo arrivava un canestro di Antetokounmpo con l’aggravante del fallo chiamato contro Miles.

Borrego chiedeva il challenge spinto dai giocatori perché il primo fallo avveniva nettamente prima del tiro a ogni modo la terna accordava la penalità e dopo aver mancato l’addizionale succedeva di tutto al rimbalzo selvaggio: Matthews portava a casa i due punti dell’aggancio a :35.4.

Passavano esattamente 20 secondi e ball tirava su una palla con uno swing move runner per andare a lasciare sul posto Matthews e correggere un tiro non semplice sulla corsa in orizzontale.

Un canestro decisivo perché i Bucks sull’azione seguente provavano a muovere palla con Antetokounmpo che lanciava la sfera in angolo, un po’ troppo alta e potente per Connaughton che cercando di deviarla verso il compagno in lungo linea finiva per perderla uscendo dal parquet.

Time-out Charlotte e rimessa per Miles con fallo velocissimo (2 decimi) di Portis.

Bucks senza time-out appesi a un errore della nostra PF che non c’era così gli Hornets chiudevano sul 103-99 (tripla di Giannis fuori tempo massimo) battendo in back to back casalingo i Bucks, campioni in carica.

LaMelo Ball in mezzo alla difesa dei Bucks. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

Analisi

Charlotte vince la seconda partita contro i campioni in carica dimostrandosi un osso duro per quelli della cream City anche senza Kelly Oubre Jr. fermato dal protocollo di sicurezza NBA, ormai protagonista sempre più frequente in tempi difficili.

Milwaukee ha percentuali migliori al tiro, va leggermente meglio a rimbalzo e negli assist ma gli Hornets con un 12-7 nelle rubate, un 15-9 nei fast break e un 14/16 ai liberi contro il 12/16 degli avversari approfittano di questa statistiche e di un Antetokounmpo che si derma a 26 punti per infliggere il secondo stop stagionale ai Cervi all’Alveare.

A livello di punti nelle fila dei Bucks è andato Middleton con 27, Nwora si è riscattato con 18 e 13 sono stati quelli ottenuti da Matthews ma ancora una volta dalla panchina avversaria non è arrivato molto: DiVincenzo, Connaughton e Galloway hanno chiuso con un complessivo di due punti (di Big Ragù) spedendo al ferro o in aria uno 0/16 al tiro (0/15 da tre punti)…

Non che gli Hornets da oltre l’arco abbiano fatto faville finendo con il 29,5% ma la difesa su Giannis ha funzionato piuttosto bene limitandolo anche ai liberi.

Spesso in appoggio nel primo tempo si è portato Ball in raddoppio sull’idea di non far prendere velocità da fuori area al greco che in quella maniera risulta quasi immarcabile, nel secondo tempo con alcune chiusure e continuando a flottare, Charlotte ha reso la vita difficile spesso e volentieri anche a Middleton (non solo con Martin) e agli altri interpreti descritti.

Una vittoria che nasce quindi ancora una volta dal gruppo (benché Borrego schieri solo 8 giocatori sul parquet) e dall’impegno difensivo con quella goccia di talento finale di Ball che dopo aver biascicato una tripla strisciante sul ferro, ha pensato di inventarsi qualcosa di più follemente concreto alla sua maniera pescando il canestro decisivo a :15.4 dall’ultima sirena.

LaMelo Ball: 7,5

23 pt. (8/19), 5 rimbalzi, 3 assist, 4 TO. Succede ancora. Dopo un primo tempo non all’altezza (2/10 al tiro e -13 in +/-), si sveglia a inizio terzo quarto trascinando sul +15 Charlotte con alcuni colpi come una tripla al vetro poi esce di scena sparando anche un paio di colpi a salve sconsigliabili e una tripla a segno ma con tallone sul bordo laterale del parquet (annullata) ma solo per riprendersi la scena nel finale quella specie di velocissimo terzo tempo in driving con floater lasciando attonito Matthews. Canestro decisivo de facto.

Terry Rozier: 8

27 pt. (8/17), 7 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate, +15 in +/. In certi momenti ancora on-fire come quando batte Portis in step-back, allontanamento dalla sinistra e poi sfugge all’artiglio ruspa di Antetokounmpo in fade-away al vetro ai 24. Ci prova spesso riuscendo a realizzare quasi la metà dei tiri con buona mano (4/11 da oltre l’arco) utilizzando come parte importante i liberi (7/8) trovati su due tentativi da fuori e un appoggio in entrata. Il ragazzo rifirmato da Charlotte convince ancora anche in difesa dove balza all’occhio la voglia di essere su ogni rimbalzo e cercare di anticipare e rubare palloni rimanendo attivo. Anche 4 assist, uno per ball lanciato fuori e un altro da drive and kick per Martin da tre sulla destra. Forse nel finale esagera con un paio di soluzioni a vuoto da fuori ma era stato sempre lui a procurarsi il vantaggio decisivo (95-93) andando in entrata.

Gordon Hayward: 7

14 pt. (6/12), 4 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Due buonissime triple da piazzato nel secondo tempo dopo aver preso una manata in faccia da Portis che lo costringeva a un momentaneo rientro negli spogliatoi per una ferita sotto l’occhio sinistro. Un paio di TO a fronte di una rubata a Portis nel primo quarto e tre assist oltre ai soliti buoni jumper. L’importante è che non scompaia ma continui ad aiutare come sta facendo.

Miles Bridges: 7

17 pt. (7/19), 11 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata, +15 in +/-. Un po’ frenetico sul tiro da fuori che sbaglia sempre (0/3), è invece bravo su tagli ed entrate, in generale nel pitturato come nell’occasione del jump hook nel primo tempo del 37-38. Deciso, si fa trovare anche per il 99-95 da P.J. sulla linea di fondo appoggiando prima che arrivi Giannis. Respinge in aiuto Portis poi si fa stoppare, sempre in aiuto, dal georgiano. Il fallo su Giannis nel finale è piuttosto scontato. Ne prende meno ma risulta esser più preciso nel secondo tempo anche se non riesce a smistare molti assist, bello e utile però quello sul finire del terzo quarto per la tripla in angolo sulla sirena di McDaniels che ringrazia.

Mason Plumlee: 6,5

6 pt. (3/7), 9 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. Vero è che colleziona un relativo -9 in +/- in 22:01 ma 9 sono anche i rimbalzi che cattura e tutto sommato fa il suo senza forzare come quando colleziona l’assist per Martin da tre con un passaggio intelligente giacché portava addosso tre difensori. Partito subito bene son la schiacciata bimane volante dopo la tripla sul ferro emessa da Ball.

Cody Martin: 7

8 pt. (3/5), 3 rimbalzi, 2 assist, 3 rubate, 2 TO. A parte una palla persa in angolo si butta a capofitto sul parquet con i soliti pregi (intensità) e difetti (cm, ma su quelli non sii può lavorare). Aggiunge ai pregi una certa decisione che lo porta ad effettuare anche buone entrate mentre, dopo aver servito un passaggio tascabile volante in corsa a Plumlee – sul quale collassano tre difensori – si ricolloca sulla top of the key ricevendo dal nostro centro e sparando senza esitazione una tripla vincente, una doppio malto insieme a quella servita a Ham dalla destra. Il lavoro principale però lo fa in difesa dove influenza gli attaccanti di passaggio.

P.J. Washington: 7

5 pt. (2/10), 7 rimbalzi, 5 assist, 4 rubate, 1 stoppata, 3 TO. 5 PF e 0/5 da oltre l’arco. In genere, considerando le statistiche offensive e qualche errore grave come il passaggio molto indeciso che fa verso l’angolo nell’ultimo quarto intercettato e convertito da Giannis in transizione, avrebbe un voto basso però si riscatta soprattutto da un primo tempo dove al tiro è nefasto (1/8 complessivo con 0/4 da fuori) conoscendo i propri limiti e servendo nell’ultima frazione due assist decisivi: il primo con un cambio alto per la tripla di Hayward e poi con l’hockey pass per Miles. Fa ancora un discreto lavoro in contenimento su Giannis ed è bravo in chiusura su di lui nel finale a fargli perder palla oltre il fondo. Notare le 4 steal ed è bella la dunk appesa con and one su servizio di Miles.

Jalen McDaniels: 5

3 pt. (1/7), 2 rimbalzi, 1 assist, -14 in +/ in soli 10:22. Indovina solo la tripla in catch n’shoot dall’angolo destro poi è bravo a recuperare un fallo su un rimbalzo offensivo ma per il resto influisce poco in difesa e soprattutto pesa in attacco con tiri imprecisi, un po’ corti che in genere mette con più frequenza. ¼ da fuori, prestazione ancora insufficiente.

Coach James Borrego: 7

Il treno Antetokounmpo non è in arrivo sul binario perché James aziona lo scambio mettendo una barriera davanti a lui portandolo su un binario morto. E’ vero che il greco sforna 8 assist e “grabba”, scusate il pessimo neologismo dall’inglese per cambiare un po’, 13 rimbalzi ma passa dai 43 punti della scorsa serata a 26. Si raddoppia già in partenza flottando o si va a chiudere cercando di aiutarsi, se poi il supporting cast dei Bucks da fuori, spesso indotto da generosi close-out dei nostri, non fa centro da fuori, il piano partita è un po’ come quello di Hannibal Smith dell’A-Team e a me piacciono i piani ben riusciti.

Versione 1.
Versione 2.
Il finale della partita.
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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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