Game 42: Charlotte Hornets @ Phoenix Suns 92-100

Intro

Senza una spiegazione logico mitologica alla base delle varie tribù e società umane sarebbe possibile costruire una società?

In genere i riferimenti mitologici fanno da specchio, le credenze tendono a organizzare quella società con determinati comportamenti e se in occidente Dio è morto ha detto Nietzsche, basterebbe dare uno sguardo alle radici dello stesso Dio con israeliani o in molti paesi musulmani senza bisogno di scendere troppo in profondità per scovare qualche gruppo indigeno in Amazzonia, nel Borneo, in Papua Nuova Guinea o sparso in qualche altro angolo del globo.

Prescrizioni, cose da non fare segnano il limite tra le società del limite e la nostra illimitata.

Certamente anche greci e romani avevano le loro credenze, abbastanza conosciute.

Presso i greci ad esempio, prima Elio e poi Apollo (importato anche dei romani successivamente) con il suo carro solare testimoniano l’importanza data al nostro astro madre.

Lo sguardo oggi è cambiato e la scienza è tornata ad occuparsene sotto il profilo fisico e se Borrego vuole vincere in Arizona avrà sicuramente dato un’occhiata a questi Phoenix Suns.

I Calabroni, dopo essersi ghiacciati nettamente nello spazio aperto a -270° contro i Jazz si avvicinavano a Phoenix per riscaldar l’esoscheletro in una delle due partite abbordabili (classifica alla mano) di questa serie composta da 4 trasferte (Utah, Phoenix, Portland e Denver).

Trovare le giuste distanze e il giusto equilibrio dai Soli di Phoenix sarà ovviamente la chiave del successo, se i Suns dovessero riuscire a distruggere l’equilibrio dello swarm i Calabroni rischierebbero di uscir bruciacchiati prima di volare nella città delle rose.

Analisi

Borrego mischiava le carte dando credito e minutaggio ai B&B (Bacon/Batum).

Il primo a metter piede sul parquet era il francese che giocherà una partita sufficiente tutto sommato mentre Bacon sarà autore provvidenziale di numerosi canestri, alcuni difficili, che terranno in piedi per tutta la gara Charlotte.

Il cuore di Zeller nel terzo quarto ci riportava a galla e dopo lo strappo Suns nell’ultima frazione era ancora Bacon a metter dentro il -1 (84-85).

Sul più bello però Dwayne perdeva palla palleggiandosela sul piede e dopo un two and one per l’87-89 si faceva portar via una alla in palleggio e poi, sulla stessa azione, dopo averla recuperata a tessa se la faceva porta via, arrivava così la schiacciata dei Suns che metteva a distanza di sicurezza la squadra di Monty.

Al riparo da brute sorprese i Suns giocavano con cronometro e liberi chiudendo sul +8, 92-100.

Per quel che riguarda le stats di squadra:

Cha: 37 rimbalzi, 25 assist, 10 rubate, 41,9% al tiro, 22,9% da tre, 66,7% dalla lunetta e 14 TO.

Pho: 51 rimbalzi, 22 assist, 8 rubate, 50,0% al tiro, 33,2% da tre, 61,1% dalla lunetta, 18 TO.

A poco sono valsi i minori TO, Charlotte stratifica partita dopo partita persa i problemi visti e rivisti in altre gare: troppi rimbalzi concessi in più agli avversari, percentuali avversarie sempre troppo alte (poca protezione del ferro), quelle di Charlotte dall’arco sono divenute troppo basse… vincere così è dura.

Quarta sconfitta consecutiva, buona solo eventualmente in ottica Draft e serie vinta dai Suns 2-0 quest’anno.

La partita

Starting five

Charlotte con il roster al completo utilizzava come starting five i seguenti 5 giocatori: Rozier, Graham, Bridges, P.J. Washington e Biyombo.

Phoenix, agli ordini di Monty Williams, rispondeva con: Rubio (10 pt., 9 assist), Booker (12 pt. +9 assist ma bad game), Kelly Oubre Jr. (25 pt., 15 rimbalzi), Saric (5 pt.), Baynes (18 pt.).

Oltre a Oubre Jr., dalla panchina come scorer è andato molto bene Ayton che ha chiuso con 18 punti +9 rimbalzi seguito da Mikal Bridges con 10.

1° quarto:

Palla a due conquistata da Phoenix che mancava con Oubre Jr. un layup facile mentre gli Hornets andavano a segno a 11:27 con una tabellata di Graham e raddoppiavano con un pallone mal passato in attacco da Phoenix preda di Bridges facilmente chiuso in transizione a 11:13 dallo stesso.

La partita diventava brutta e le conclusioni anche peggio ma mentre gli Hornets si astenevano dal realizzare altri canestri, Phoenix iniziava a ingranare segnando da tre a 9:01 con Rubio.

Lo spagnolo si ripeteva andando da due punti in rapido fade-away oltre Biz portando avanti i Suns che incrementavano il bottino con Oubre Jr che da sinistra arrivava schermato facile all’appoggio dopo essersi preso una stoppata di sinistra da Biz sull’azione precedente.

L’ingresso di Batum non portava benefici (mancato il jumper), dentro anche Bacon che a 6:16 metteva dentro in pull-up dalla media dopo 4:57 di digiuno.

A 5:11 Biz in lunetta spltittava per il 7-9 quindi per Phoenix seguivano due punti di Ayton che a destra del ferro recuperava un errore dei compagni e appoggiava al vetro e su un contatto Biz/Bridges (quello di Phoenix) un ½ produceva uno scarto di tre punti che avrebbe accompagnato per un tratto veloce del primo quarto l’elastico teso al massimo tra i due team.

Bridges in corsa metteva un tiro fuori equilibrio pur seguito dal difensore, Ayton rispondeva in alley-oop a una mano (11-14), Bacon chiudeva la drive con l’euro step e Zeller dal post pescava il taglio verticale di Bridges che in corsa appoggiava oltre Booker per il vantaggio Hornets (15-14).

Zeller in transizione con un passaggio bound in diagonale liberava il solitario Graham che saliva a schiacciare indisturbatamente.

Phoenix in time-out a 2:24 beneficiava dell’idea dell’entrata, portata a termine d Okubo.

Bacon imitava creando il contatto con Okubo per due punti più un FT mancato (19-16).

L’elastico di tre punti in favore di Charlotte si allungava con la finta di Zeller che faceva saltar Ayton mentre il nostro centro cambiava lato per schiacciare il 21-16.

Dopo due punti per Phoenix si arrivava agli sgoccioli con Rozier a prender spazio sulla top of the key seguito da Ayton, il quale nel tentativo di stoppata usciva dal cilindro andando addosso al tiratore.

:03.7 3/3 per Scary e 24-18 dopo il primo quarto.

Gli unici due punti di Batum in serata ottenuti in schiacciata. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Prima azione pirotecnica per Bacon che in area andava per lo spin in uno contro uno, salto verticale fluttuante e tiro jordaniano dopo il galleggiamento a segno.

Ayton rispondeva martellando Zeller ma Bacon sull’altro fronte apriva nell’angolo sinistro da dove un Monk perso completamente dalla difesa arancio-bluastra metteva altri tre punti per il 29-20.

Put-back dunk di Ayton su Zeller, risposta del nostro centro che scambiava in angolo destro con Bridges che arrivando lungo linea passava basso per Zeller che sfruttando l’inesperienza di Ayton freddava il centro con un tocchetto esperto da sotto.

Bacon tentava la tripla open (Rubio impastato su Biz) portando i propri punti a 11 e la gara sul 34-22 e da un recupero nascevano altri due punti di Dwayne in transizione per il +14.

Da qui però il gap scendeva a partire dal fing and roll di Oubre Jr. passando per l’appoggio al vetro di Rubio a 8:40.

A 7:59 Baynes mancava due liberi mentre P.J. spinto da Saric nel pitturato affondava uno dei suoi FT.

Oubre Jr. dava la spinta-rimonta ai Soli mettendo due punti da sotto da fermo e altri due in corsa passando P.J..

Un paio di triple a vuoto di Rozier e una gomitata di Oubre J.R. Sul volto di Biz durante uno scontro a rimbalzo mandavano in transizione i locali con il congolese a terra e dall’angolo sinistro la squadra di Williams capitalizzava il vantaggio con 3 pt. di Rubio a 6:33.

Biz era costretto ad uscire sul 37-33.

Zeller lo rimpiazzava rubando una palla a Rubio m P.J. si faceva stoppare la drive da Baynes e anche Zeller avrebbe fatto la stessa fine avvantaggiando la drive di Oubre Jr. per il -2.

Graham finalmente per Charlotte rispondeva ed erano tre punti pesanti dalla diagonale destra per il 40-35 ma da un brutto passaggio di Monk arrivava la steal di Oubre Jr. con completamento di Okubo in transizione.

Zeller recuperando una palla bassa nel pitturato rimbalzava via sul contatto multiplo mettendo però l’alzata.

Libero per il two and one ancora a vuoto così dall’altro lato P.J. si faceva batter da Saric che servendo sotto Ayton lo mandava a schiacciare.

A 4:04 fallo di Bacon su Ayton, 0/2 dalla lunetta e rientro di Biyombo.

Graham mancava da tre, Batum in difesa deviava un paio di palloni recuperando la sfera sull’ultimo tocco di Booker in rimessa laterale.

Charlotte a vuoto due volte sulle triple, Saric a 2:55 no ed ecco l’aggancio sul 42 pari…

Graham a 2:41 infilava la bomba del 45-42 ma era l’ultimo canestro per i Calabroni che all’intervallo andavano sotto superati da un appoggio di Saric e una dunk di Ayton per il 45-46.

3° quarto:

Primi due punti della ripresa per Phoenix con Baynes (primi personali anche) in gancio e a 10:27 per Charlotte P.J. da tre con spazio colpiva rompendo il suo sonno.

A spezzare il pari era un passaggio di Rubio che schiacciando sulla corsa di Baynes mandava il bianco dentro facile per la dunk del 48-50.

Charlotte andava in difficoltà su ambo i lati e un fallo di Rozier su Oubre Jr. dava la possibilità all’ala avversaria di portar sul +4 i suoi.

A 8:49 lo stesso scatenato giocatore colpiva da tre per il +7 Suns, fortuna Graham con un catch n’shoot da tre punti conteneva il divario ritoccando a 8:09 con un FT per fallo di Booker (52-55).

I Suns continuavano il loro buon momento con Oubre Jr. e Baynes che in post basso piazzava un altro gancio (54-60) ma dall’altra parte Zeller provava a non esser da meno del centro opposto chiudendo in alley-oop aggressivo un’alzata di Graham proveniente da destra.

Un open 3 di Oubre Jr. e la situazione precipitava (56-63) ma in attacco ai 24 uno step back da destra di Graham provvedeva a ridurre il gap ma su un’entrata dei Suns gli Hornets si mostravano senza difesa e Borrego chiamava il time-out a 3:45.

Sette punti da recuperare e tre arrivavano da Bacon dalla diagonale sinistra a 3:18 ma due FT di Oubre Jr. (fallo Graham) ci rimandavano a 6 punti tuttavia Miles entrava decisamente da destra convinto di schiacciare e così era.

Pugno di Phoenix, risposta di Batum in schiacciata da back door con assist di Zeller, Bridges al tiro no ma rimbalzo conteso Zeller/Ayton e palla a due vinta da Cody porterà Bacon in lunetta (T. Johnson foul) a splittare.-3 a 1:27 ma Johnson metteva il tiro dalla media sinistra su Graham.

Zeller, il quale stava dando una spinta anche con rimbalzi e palloni recuperati, metteva dentro a :51.8 un two and one portando i Calabroni sul 69-71.

Bacon con rapidissimo spin e appoggio lungo sulla continuazione del movimento pareggiava mandando le squadre agli ultimi 12 minuti in perfetta parità.

Dwayne Bacon ha giocato 31:45 in serata. Foto dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

Rozier a 11:29 segnava in floater dal pitturato l’unico canestro dal campo della sua serata.

Il vantaggio durava un po’ ma dopo la tripla mancata da Oubre Jr. un paio di tocchi da pallavolista di Ayton servivano a correggere e a pareggiare.

Il Bridges dei Suns colpiva da tre e dopo un layup clamorosamente fallito da Rubio tutto solo da sotto Oubre mancava la correzioni leggermente meno clamorosamente ma riprendeva segnando con la complicità di una difesa Hornets tra l’assente e incapace.

Finiva per chiamare time-out Borrego richiamando i suoi che piombati sul -5 iniziavano a dare alcuni segni di mancanza di concentrazione.

Bridges, questa volta il nostro, Miles, percorreva la baseline sinistra e batteva il difensore tagliando il floater ma un frustrato Booker trovava il miglior momento di serata per piazzare la tripla (75-81).

Pocket pass di Graham, appoggio in corsa di destra per Zeller a superare Ayton.

Altri due punti Suns e si arrivava a sette minuti dalla fine con la squadra dell’Arizona a conservare 6 punti di vantaggio (77-83).

Baynes in area lavorava di fisico e dopo aver rischiato di perder la palla ritrovava in gancio la via del canestro.

Un doppio sfondamento di Booker, prima su Batum, poi su Zeller favoriva i Calabroni che tuttavia sprecavano le loro azioni offensive sino a 4:17 quando sulla diagonale sinistra Graham passando il blocco lasciava attardato Okubo che spingendo regalava tre FT a Bridges poi segnati a 4:17.

Occasioni mancate da Ayton, Oubre e Rubio, alzata da destra di Miles per due punti ad arrivare sull’82-85 con 3.21 sul cronometro…

TO di Phoenix e Bacon in corsa segnava in uno contro uno in fade-away.

Ayton sovrastava la nostra difesa mettendo dentro due punti e Bacon sul più bello trasformava la sua bella partita in qualcosa di bipolare.

Palleggio sul piede con palla persa che portava in transizione Booker a 2:16 a realizzare su Graham il jumper per l’84-89…

Euro-step di Bacon con fallo di Oubre Jr..

Two and one per l’87-89, mancava Mikal Bridges il canestro ma Ayton era ancora micidiale segnando da sotto l’87-90.

Ci provava da tre Bridges ma il tentativo risultava corto.

Zeller fermava Booker poi con palala in mano Charlotte se la faceva togliere: sul palleggio Bacon se la faceva portar via, mischia, Bacon e Graham a terra a lottare, palla che alla fine era preda di Oubre Jr. a fotografar il risultato del match con Charlotte a terra sulla schiacciata dell’87-93.

Bacon da tre non funzionava, la difesa di Charlotte non rientrava consentendo a Mikal Bridges la schiacciata e la tripla di Graham direttamente dl North Carolina (su Ayton) serviva solo per il -5 (90-95).

Fallo di Bacon su Booker a :27.1 e strano ½ per uno dei migliori tiratori della lega a gioco fermo.

Graham mancava la tripla e i Suns allungavano dalla lunetta nel finale sino al 92-100.

Le pagelle

Terry Rozier: 4

5 pt., 2 rimbalzi, 2 assist. 1/10 dal campo, 0/5 da tre punti, 3/3 dalla linea. 1 TO, -15. Sufficiente in difesa dove qualcosa di buono la combina, in attacco a parte i te liberi guadagnati per inesperienza di Ayton segna solo a inizio ultimo quarto con floater ma poi Borrego lo toglie prima della fine del mach vedendolo assolutamente fuori serata. Lo aspettavamo per confermare un buonissimo periodo ma sceglie una brutta serata vista la partita abbordabile per il suo night-off. Completamente fuori ritmo.

Devonte’ Graham: 6,5

22 pt., 1 rimbalzo, 8 assist, 3 rubate, 1 stoppata. 7/18 FG, 2 TO. Risale dopo qualche prestazione non eccelsa… 4/13 da tre migliorabile, per il resto aiuta la squadra con buoni passaggi e 22 punti che raggranella in diverse maniere. In difesa i cm son quelli che sono e spende qualche fallo a volte. Mette una tripla siderale nel finale a partita chiusa ma poco prima, cercando di servire Batum non era stato preciso commettendo TO, episodio.

Miles Bridges: 6,5

14 pt., 5 rimbalzi, 5 assist, 2 rubate, 1 stoppata. 7/13. Una bella spinta in attacco, peccato per lo 0/4 da fuori con almeno tre triple approssimative. Lotta e segna un paio di buoni canestri con bravura dalla linea di fondo in avvicinamento, bella la dunk in entrata decisa. Parte subito attivamente in serata trovandosi un pallone da schiacciare in transizione e finisce con un +8 in plus/minus.

P.J. Washington: 4

4 pt., 3 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. 1/6 dal campo, -19. Non tiene in difesa e salvo qualche episodio come la tripla aperta e i due FT recuperati dorme ala grandissima in attacco. Inesperienza e tempismo lo bloccano o lo sconsigliano dal compiere certi tentativi in stoppatama ne risultano poi canestri molto facili per i dirimpettai.

Bismack Biyombo: 4,5

3 pt., 7 rimbalzi, 1 stoppata. 1/6 dal campo, -16. Prende una botta in faccia a rimbalzo offensivo da Oubre Jr.. Esce e rientra quindi nonostante non riesca a prender quello specifico rimbalzo chiuderà con 4 offensivi ma nei 18:33 ne rimarranno solamente tre difensivi. Insufficienti e in attacco si fa influenzare i tiri da Ayton.

Nicolas Batum: 6

2 punti, 6 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. 1/5 dal campo, 2 TO. Bene in difesa dove si piazza sapientemente sulle linee di passaggio e su un’azione devia la palla due volte riconquistandola. Prende uno sfondamento di Booker nell’ultimo quarto e forza a un TO i Suns nel finale, inoltre prende alcuni rimbalzi aggressivi in difesa (6, tutti difensivi). E’ anche vero che si fa battere con estrema facilità su un’azione da Rubio che mancherà il layup ma i Suns otterranno comunque i due punti. Resta drammaticamente spento in attacco dove gli assist non sono al plurale e i punti son due, guarda caso in schiacciata perché da fuori fa 0/3. Giudizio sempre senza guardare i contratto, per la prestazione nelle serate non fa testo.

Dwayne Bacon: 6,5

24 pt., 5 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. 10/15 FG, +7. Nota negativa i 3 TO, iniziamo subito da qui. Due sono nella parte finale e sul secondo a terra avrebbe dovuto riuscire a trascinare verso il corpo la palla per chiamare il time-out. Nel mezzo un two and one in entrata con euro-step. Le sue entrate sono variabili e difficili in diversi casi, ma dalla rallentata a quel paio meravigliose con spin e in un caso con jumper fluttuante a seguire, sono quasi tutte incursioni vincenti. In formissima rovina il voto nel finale con un paio di perse e un’entrata esagerata.

Malik Monk: 5,5

3 pt. in 7:15. ½ dal campo, tempo limitatissimo per lui, forse dopo il TO da passaggio scellerato che nel primo tempo apriva a due punti Suns comodi. Partito sparando la tripla dall’angolo sinistro aperta, mancava quella dal alto destro con meno spazio a disposizione. Come la temperatura quando prendi la macchina in una mattinata ghiacciata, avesse continuato a giocare si sarebbe modificata, in questo caso il voto probabilmente si sarebbe abbassato.

Cody Zeller: 7

15 pt., 8 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata. 7/11 dal campo. 1 TO, 4 falli. A parte un inizio difficoltoso a contener sotto i lunghi avversari, è mezza anima della squadra nel terzo quarto quando il suo impegno produce rimbalzi su ambo i lati, da sottolineare la jump ball vinta contro Ayton, il passaggio breve per la dunk di Batum e la steal a Rubio. Mette dentro in entrata senza paura trovando il varco buono e anche sui contatti mettendo a frutto l’esperienza sulla potenza sul lato offensivo. Riesce a prender uno sfondamento da Booker poi va a commetter un paio di falli su di lui innervosendolo ulteriormente. Ha dato quello che poteva dare non arrendendosi. Se avessimo visto un altro paio di giocatori così a strappar palloni, forse non avremmo perso.

Coach James Borrego: 5,5

Non so con chi ce l’avesse sulla palla persa nel finale. Dall’inquadratura stretta sembrava dicesse “C’Mon!” agli arbitri nel finale ma forse prima ce l’aveva anche con i suoi giocatori, in particolare Bacon e Graham, rei di aver perso la lotta in mischia e forse di non aver chiamato time-out. La squadra é giovane e si sta sviluppando è il refrain ma perde punti troppo velocemente e non è sembrata per nulla concentrata e se anche pronta a darsi una mano, in certe circostanze le amnesie pesanti hanno regalato punti. Altra persa, la quarta di seguito e ora si va su un altro campo modello “Fossa delle Marianne” come quello di Salt Lake City.

Il back to back previsto per le 04:00 AM domattina a Portland (pesonalmente vedrò solo il primo tempo causa lavoro) sperando per una volta di rompere con il passato negativo e di vincer l’altra gara alla portata di questo poker di trasferte.

Video Recap: Breve.

Video Recap: Lungo.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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