Game 43: Charlotte Hornets @ Portland Trail Blazers 112-115

Intro

“Che c’è in un nome?

Ciò che chiamiamo rosa Conserverebbe il suo dolce profumo Anche a chiamarla con un altro nome”.

La battuta è tratta da Romeo e Giulietta di Shakespeare nell’ atto II, sc. II.

Giulietta parlando di Romeo lo strappa virtualmente, in nome dell’amore, dall’essere un Montecchi, nemici giurati dei Capuleti dei quali fa parte Giulietta.

Forse se il poeta drammaturgo inglese fosse stato italiano e avesse saputo che in Giappone la rosa si chiama bara (il colore rosa bara iro) non avrebbe scritto quei versi…

Per fortuna di Charlotte che ormai ha diversi soprannomi (Buzz City, Fly City), l’originario di Queen City è armonioso e ben si abbina alla trasferta nella Rose City.

La prima volta che Portland venne chiamata “The City of Roses” fu nel1888 a una convention episcopale ecclesiastica.

L’anno successivo fu fondata la Portland Rose Society, che promosse la piantagione di circa 32 km di strade nel 1907 si tenne il primo festival delle rose, evento nella RIP City.

Per Charlotte però a Portland negli ultimi anni sono state solo spine senza toccare i vellutati dolci petali della vittoria.

L’ultima vittoria di un team denominato Hornets a Portland risale al 26/11/2010, un 97-78 ottenuto da quelli che erano però i New Orleans Hornets.

Nei cinque anni precedenti gli Hornets 2.0 hanno sempre perso in Oregon rischiando di strappare due vittorie solo nella stagione inaugurale (100-102) e un paio d’anni fa perdendo all’OT 103-109.

Per vedere una vittoria dei Charlotte Hornets nella Rose City dobbiamo risalire all’ultima stagione dei Calabroni a Charlotte prima del passaggio a NOLA, il 6 dicembre 2001 per 95-89.

Gli Hornets per rompere il muro di 4 sconfitte in Regular e invertire la tendenza ci proveranno, a patto di svegliarsi…

Analisi

Partita dal triplice volto per Charlotte a Portland.

Hornets che finivano il primo tempo sotto di 16 punti (46-62) a causa di un secondo quarto terribile dal punto di vista difensivo sull’arco.

Portland massacrava i nostri a suon di triple tanto da far sembrare le due squadre di due leghe differenti.

Era ancor più sorprendente quindi l’avvio di ripresa con Charlotte a rientrare immediatamente in partita grazie a una pioggia di triple finendo per far sembrare a volte la gara uno scontro tra soli backcourt con 57 punti combinati da Lillard/McCollum contro i 52 della coppia Rozier/Graham.

Comunque sia, 12-0 in avvio ripresa e Hornets sul -4 (58-62), anche se per l’aggancio bisognava aspettare due liberi di Rozier a 3:45 (78-78) con Willy a ritrovare il vantaggio subito dopo.

Contro-sorpassi nel finale del quarto con un’azione di Graham da 4 punti per l’89-88 ma Lillard allo scadere da metà campo segnava da tre per l’88-91.

Partita che rimaneva lì ma Tolliver tra punti e tap-out strappava favore della Rip City che si trovava prima sul +8 con una bomba di Tolliver conservando sette punti a 4:01 dalla fine sulla conclusione sotto dell’ex Pistons.

Charlotte piazzava un 7-0 di parziale ma nel finale Tolliver da tre spareggiava la gara e tra varie vicissitudini da parquet si arrivava ai liberi di Lillard che splittati davano un +3 alla squadra di Stotts.

112-115 con :06.2 sul cronometro.

Palla a Graham sulla rimessa laterale, slalom, potrebbe andar per l’appoggio ma non servirebbe, Rozier coperto scivolava, il tempo scorreva e Devonte’ cercando di seminar Bazemore usciva a destra provando il turnaround da tre ma la mano di Bazemore salvava i suoi dal supplementare facendo cadere gli “Charlotte Hornets” per la sesta volta consecutiva a Portland.

In classifica ora gli Hornets si trovano sempre al nono posto ma con uno stacco nettissimo dall’ottavo posto, sempre più risucchiata verso il basso dove anche gli altri team non fanno carte false per risalir in classifica.

Riguardo alle statistiche di squadra ecco i confronti:

Rimbalzi: CHA 42, POR 47, Assist: CHA 24, POR 26, Rubate: CHA 7, POR 4, Stoppate: CHA 3, POR 5, FG & FG%: CHA 40/90 (44,4%), POR 42/83, 50,6%, 3FG e 3FG%: CHA 18/38 (47,4%), POR 16/37 (43,2%), FT & FT%: CHA 14/18 (77,8%), POR 15/19 (78,9%), TO: CHA 8, POR 13.

Va da sé che finalmente non si paghino i numeri in attacco visto che Portland difensivamente non è un muro ma come il solito l’oltre 50,0% concesso ha finito per mandare a picco la gara.

La partita

Starting five

Charlotte: Rozier, Graham, Bridges, P.J. Washington e Zeller, quest’ultimo a sostituire Biz che per un colpo al naso non sarà della partita.

Portland: Lillard 30 pt. + 9 assist), McCollum (27 pt.), Bazemore (5 pt.), Anthony (17 pt. +8 assist) e Whiteside (7 pt. +11 rimbalzi con l’ex Heat era in dubbio inizialmente).

Dalla panchina, out Nurkic, degno di nota e decisivo nel finale, Tolliver con 16 pt. e 11 rimbalzi.

1° quarto:

Partenza pessima di Charlotte a Portland con palla a due vinta dai Trail Blazers e tripla frontale con spazio di McCollum a 11:42.

Bridges tentava il reverse layup ma Whiteside era presente e intuendo il cambio lato canestro lo bloccava vigorosamente quindi, nonostante un passaggio deviato da Zzeller, Whiteside raccogliava sotto e segnava con un tocchetto.

Il primo canestro per Charlotte arrivava grazie a P.J. che dopo aver sbagliato da sotto vedeva Zeller mancare il semigancio ma rimanendo lì correggeva il put-back dunk.

Whiteside a 9:41 ottenendo diue FT per fllo di Miles sotto canestro metteva dentro il 2-7 quindi Charlotte a 9:22 rispondeva con il fluido tre punti di Graham e dopo l’anticipo di Cody sul passaggio verticale per Whiteside era lo stesso Graham ad annullare completamente il gap portandoci sul 7-7.

Entrava l’ex Batum mentre Portland tornava a far da lepre segnando con Lillard arrivato al feto sul dribbling in palleggio ma a 6:55 in transizione uscivano due FT per P.J., il quale freddamente pareggiava.

McCollum ne metteva quattro di fila mentre Willy esordiva con un’entrata in salto con tocco al plexiglass acrobatico e ritardato per evitar la stoppata di Whiteside.

Funzionava…

Anthony degnava dalla media baseline destra, rispondeva P.J. alla stessa maniera ma più staccato dalla linea di fondo, Willy in aiuto stoppava McCollum rallentato da Rozier in entrata e Marvin Williams (presente mascherato) chiudeva in angolo Little costringendolo al TO.

Un passaggio dentro di Graham per Willy ed eran due FT ma da essi non usciva “nada” mentre Simons dal corner sinistro batteva da tre Bacon per il 13-18.

A riportare in linea di galleggiamento la barchetta Charlotte era la tripla di Marvin in transizione a 3:24 su assist corto laterale di Batum che costringeva i Trail Blazers a un TO deviando palla per penultimo.

A 2:19 per via da oltre l’arco e sempre da transizione (un po’ elaborata), Graham da tre punti chiudeva da fuori portando sopra per la prima volta Charlotte (19-18) che guadagnava punti da un attacco di Bacon sino al ferro per un two and one con fallo di Simons.

Charlotte sul22-18 era colpita dalla tripla di Lillard nonostante il close-out di Rozier che in attacco mancava il tiro ma Willy recuperando il rimbalzo dal pitturato metteva dentro a 1:11.

I Tracciatori di Sentieri segnavano con Simons a bruciar Willy e con Lillard ai liberi a :35.7, sorpassando Charlotte 24-25 ma l’ultima parola spettava al nostro iberico che con un tiro ortodosso al vetro segnava il 26-25 chiudendo le marcature nel quarto.

Marvin Williams ancora “in maschera”. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Nonostante P.J. stoppasse Simons, un paio d’attacchi a vuoto di Charlotte consentivano ai locali di riportarsi sopra con un up & under d’esperienza firmato Anthony.

Rozier da sinistra con un lungo due riapriva il rollercoaster tentando di estinguerlo con un coast to coast per il 30-27.

A riportare le montagne russe in fase di stallo era però McCollum che a mezzo tripla equilibrava sul 30-30 il match.

Rozier da tre non funzionava e Bacon nel traffico appoggiava male quindi rapidamente dal mid range McCollum piazzava il jumper su Bridges prima che Melo in post basso facesse ancora la differenza per il 30-34.

Decollo di Bridges con tentativo di dunk a una mano ma Simons con una mano lo respingeva così come il ferro faceva altrettanto con la sfera.

Due FT comunque guadagnati e infilati poi a 7:33 ancora Melo dentro con finte per il +4 Portland.

Rozier sullo scatto si trovava sotto canestro a sinistra, sandwich con fallo di Hoard, n° 6 e due FT.

½ e sulla tripla di McCollum le prime avvisaglie dell’accelerazione dei Trail Blazers cominciavano a preoccupare.

Charlotte non trovava sbocchi sull’azione offensiva con Monk e Bridges che si affidava alla tripla da marcato: nulla da fare ma Batum intuendo riusciva a tapinare nonostante il difensore per il 35-39.

Le finte di Anthony su P.J. facevano notare la differenza di esperienza tre i due oltre a fissare nuovamente sei punti di scarto, Charlotte in attacco lottava finendo per riuscire a segnare con un tocchetto di Zeller che faceva scavalcare alla spicchiata il primo ferro appena appena.

Ci metteva una frazione di secondo McCollum a infilarsi nella difesa di Charlotte e Borrego provava a chiamare un time-out a 5:38.

Purtroppo era qui che gli Hornets davano il peggio mentre Portland scendeva a tutta velocità dalle montagne russe con Hoard in area per il two and one assistito, Bazemore a 4:49 da tre punti e Trent in replica da oltre l’arco portando il parziale sullo 0-11…

37-52 con 0/5 da 3 per Charlotte nel quarto a fronte di un 4/5 avversario…

Batum rompeva il parziale grazie a un raddoppio su Whiteside andando a rubare e schiacciare mentre Zeller in protezione era sbattuto a terra da Whiteside.

FT mancato a 3:56 e si rimaneva sul 39-56.

Rozier con due liberi a 2:56 ci portava a quota 41, Lillard non faticava per la tripla dalla diagonale destra ma Rozier a 2:09 spingeva ancora in area per un soft touch vincente (43-55).

Non si arrestava la precisione di Portland da oltre l’arco con McCollum a 1:48 da tre.

Lillard in transizione comodamente metteva dentro il 43-60 al quale rispondeva da tre la nostra PG de facto (Graham) per il 46-60.

Anthony segnava contro Batum il 46-62 finale.

Tabellino Hornets del primo tempo

3° quarto:

Dopo 24 minuti l’attacco dei Trail Blazers sembrava segnare un solco inesorabile tra le due squadre come se quella di Borrego fosse di una categoria inferiore invece arrivava subito una sorprendente rimonta a suon di triple.

Bridges apriva con quella mancata (sul ferro) ma la mano rimaneva a Charlotte che a 1.35 inaugurava le marcature del quarto con Rozier.

P.J. a 11:04 metteva la seconda poi si faceva stoppare da Whiteside oltre il fondo.

Dalla rimessa Charlotte traeva un altro tiro pesante con Rozier e dopo il TO di Portland per un’irregolarità il canestro da fuori di Bridges veniva annullato.

Anthony sbagliava la conclusione mentre a 8:43 l’arcobaleno meraviglioso di Graham da oltre l’arco trovava il solo cotone e Charlotte dal -16 si trovava sul -4 (58-62).

A 9:31 McCollum pagava con la stessa moneta ma Charlotte tornava ad accorciare con l’assist fintato di Graham per uno Zeller a schiacciare in corsa frontalmente.

A 8:16, dopo un’entrata da destra con leggera chiusura a ricciolo nel traffico, P.J. metteva dentro trovando anche l’and one per il 63-65.

Gara riaperta con un 17-3 di parziale e se Whiteside schiacciava, Graham da tre a 7:50 ci portava al minimo distacco (66-67).

McCollum con un lungo due da sinistra sarebbe un tiratore che servirebbe a Charlotte e per un fallo di Graham in lunetta finiva Lillard, tiratore da oltre l’89,0% in stagione.

Il play splittava e la tripla sganciata a 6:55 da Rozier bruciava la retina così come quelle seguenti di Anthony e P.J. Washington (6:27), tutte senza respiro per il rapido 72-73.

Portland non volendo perder il ruolo di squadra leader metteva dentro due FT con Bazemore a 6:06 e su una persa di Rozier allungava sul 72-77 grazie all’appoggio fluidi di McCollum al vetro.

A 4:49 l’appoggio di Batum in corsa valeva il goaltending per la palla inchiodata al vetro da Whiteside e a 4.13 tornava a farsi vedere il nostro centro spagnolo in area per il 76-77.

A 3:55 il fallo di Bacon da sotto valeva un ½ di Whiteside a gioco fermo ma per un fallo di Hoard sull’ingresso in area di Rozier arrivava il pari, sempre dalla lunetta.

Lillard sfondava su Batum e a 2:30 Willy portava avanti Charlotte.

Lillard da sinistra a 1:54 metteva la bomba del controsorpasso ma a 1:39 Hernangomez faceva veder la cosa più bella della sua partita: uno contro uno vs Tolliver, finta con mezzo giro all’interno, contro-mezzogiro flash a molla opposto e il lungo saltato come un birillo rimaneva esterrefatto a lasciar strada allo spagnolo che depositando due punti realizzava l’82-81.

La propulsione Lillard per i bianchi non si arrestava e altri due punti del play cambiavano ancora la squadra lepre ma a 1:13 l’artiglieria Graham esplodendo la tripla realizzava l’85-83.

Ingenuo fallo a contenimento di Bbacopn che lasciava sull’entrata il tiro dal mid range a Lillard, il quale metteva dentro al vetro e dalla lunetta il controsorpasso.

A :48.8 Graham passando oltre il blocco sulla top of the key di Willy, pur toccato dal rientro di Simons, riusciva a infilare la tripla con fallo.

Azione da 4 punti e Hornets sull’89-86.

Trail Blazers che recuperavano due FT con Trent e altri tre punti quindi Graham da tre provando a sfruttare al massimo il tempo che arrivava vicino allo scadere tentava la tripla ma non andava e Lillard finiva per esser costretto a tirar da tre da metà campo riuscendo a segnare il sorpasso a fil di sirena vera.

89-91 sull’eccezionale tripla del n° 0 ma partita ancora aperta nell’ultima frazione.

Lo spagnolo Hernangomez sorge in attacco. Foto ufficiale tratta dalla pagina degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

Dopo quasi un minuto P.J. apriva le marcature dalla lunga per il 92-91 e McCollum cascava con le ripetute finte di partenza su Batum, nell’infrazione di passi.

Nella parte finale cominciava a farsi vedere Tolliver che segnava due punti in area fallendo il libero poi su assist di McCollum l’ex multi-team metteva dentro altri due punti per il 92-95.

Finita l’inerzia, Borrego chiamava un time-out ottenendo a 9:26 una put-back dunk firmata dal quasi perfetto Hernangomez.

Willy mostrava il suo lato debole in difesa facendosi battere, onestamente,da un tocco di Tolliver e da Anthony in jumper su di lui per il 94-99.

Tra punti frontali dello stesso Tolliver lanciavano la fuga della squadra di Stotts (94-102) che subiva una battuta d’arresto sul tiro mancato da McCollum e nonostante l’ennesimo tap-out di Tolliver P.J. mettendo una pezza all’entrata di McCollum riusciva a favorire l’azione offensiva chiusa da Bacon a 6:13 con la tripla del -5.

Reverse in corsa frontale a tutta birra su Zeller per un Tolliver scatenato ma risposta di Zeller a 5:28 nel cuore dell’ara in floater in mezzo ai difensori e ai cori “Defense, defense”…

5:09 colpo da K.O. di Lillard su Batum con la tripla del 99-107.

Sembrava che la forza di Charlotte non potesse stare al passo ma liberando Batum nel corner sinistro a 4:58 ecco che partivano gli attacchi dinamitardi con la tripla del transalpino per iniziare.

Bacon era fermato e Tolliver a 4:01da sotto portava a 7 le lunghezze di vantaggio dei suoi.

Era tardi ma gli Hornets non si fermavano: 3:46, step back di Rozier da tre punti, Lob per Cody che metteva dentro due punti da sotto e a 2:32 a mezzo FT ecco i due di P.J. per il pareggio a quota 109.

A 2:11 nemmeno Zeller riusciva a fermare Tolliver dalla top of the key per la tripla spareggio anche perché Zeller era fermato da Anthony in area quindi Rozier mancava la tripla ma Batum tenendo viva la palla sulla linea di fondo finiva per far giocare una seconda vita a Charlotte che tentava lo skip pass da corner a corner tra Rozier e Graham ma la sfera no arriverà mai con Anthony sulla sfera in due tempi a tenerla in campo con il salto fuori.

Molto vicino alla linea se non con una punta sulla linea, gli arbitri non rivedono l’azione, giusto così direi comunque mentre Lillard sullo scatto lasciava arretrato Batume e la chiusura di Williams sulla colonna del post basso destro era troppo statica per fermare l’appoggio del 109-114.

Urgenti erano i punti per Charlotte che a :13.0 metteva dentro con Graham da tre dalla destra (112-114).

Fallo di Batum su Lillard a :08.5 (112-115)… primo libero a segno, secondo fallito.

La grazia non bastava a :06.2 poiché sulla rimessa la palla giungeva a Graham che slalomeggiando trovava Rozier coperto e anche scivolato, la serpentina dal cuore dell’area proseguiva necessariamente verso l’esterno ma sul giro e tiro Bazemore metteva quella mano provvidenziale per i suoi a evitare rischi nel supplementare.

Le pagelle

Terry Rozier: 7

25 pt., 7 rimbalzi, 3 assist. 8/18 con 4/8 da tre, un solo TO, di fatto due, quelli nel secondo tempo con una palla persa banalmente in palleggio e sull’apertura con skip pass verso Graham in un momento delicato. Per il resto provvede all’attacco segnando con buona continuità da tre rimettendo in carreggiata i Calabroni a inizio ripresa. La sua partita era stata sufficiente nel primo tempo, migliorata nella ripresa poi non chiediamogli miracoli… l’anno scorso giocava come riserva a Boston, qui sta trovando il suo ritmo e la sua dimensione.

Devonte’ Graham: 7

27 punti, 3 rimbalzi, 10 assist, 1 rubata. 9/17 dal campo, 8/13 da tre. Serata dalla mano calda per Graham che ingrana e piazza bombe con il timer, spesso nemmeno banali come l’azione da 4 punti a fine terzo quarto. Sempre sua quella che ci da l’ultima occasione. Non riesce a trovare un compagno ben piazzato in poco tempo sull’azione finale e viene stoppato da Bazemore ma sarebbe riduttivo fermare 36:09 sul parquet in un istante per necessità. Una doppia doppia dalla quale ripartire con coraggio e fiducia a Denver dove non abbiamo nulla da perdere…

Miles Bridges: 5

2 pt., 2 rimbalzi, 1 assist. -5 in +/-. 0/7 dal campo con due triple mancate e sull’unica buona gli arbitri dicono che non vale. 2/2 ai liberi e solo due rimbalzi. Non malvagio in difesa nei 18:22 nei quali è stato impiegato ma fa un passo e mezzo indietro rispetto le sue ultime buone prestazioni.

P.J. Washington: 7

20 pt., 11 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate, 2 stoppate. +6. 6/15 dal campo è la nota dolente con un primo tempo da Salt Lake City. Si attiva molto bene nella ripresa dove si mostra attivo su vari fronti riuscendo a ottemperare spesso le esigenze offensive della squadra con la tripla oppure andando in area a segnare o a guadagnare tiri liberi. Cambia il suo voto alla gara con una doppia doppia, da 5 a 7.

Cody Zeller: 5,5

6 pt., 5 rimbalzi, 1 rubata. 22:54, 3/7 dal campo, +7. Pensavo sarebbe stato decisivo se non ci fosse stato Whiteside. Viene limitato offensivamente se non riesce ad arrivare in movimento. Bella schiacciata in corsa sull’assist fintato di Graham, non riesce a fermare Tolliver da tre e nel finale Anthony lo ferma in area.

Willy Hernangomez: 6,5

14 pt., 4 rimbalzi, 1 stoppata in 16:29. Lo spagnolo dal punto di vista offensiva è micidiale chiudendo con 7/8 dal campo. Motivato, dopo il 6/6 a Utah, anche oggi stacca nettamente con il passato. Concentrato e motivato, a volte un po’ ortodosso ma funzionale al tiro, lotta e recupera qualche rimbalzo ma in difesa dovrebbe guadagnarne di più e nel finale Tolliver e Anthony lo battono. Meglio dei suoi standard anche lì, meraviglioso l’uno contro uno vs Tolliver con mezzo giro a destra di spalle e contro-giravolta rapidissima che lasciava spiazzato il lungo.

Dwayne Bacon: 5

6 pt., 1 rimbalzo, 3 assist. 21:46 in campo, un paio di attacchi interessanti con la tripla nell’ultimo quarto a ridare ossigeno ma subito dopo facendosi fermare con una delle sue entrate troppo pretenziose lasciava Charlotte a bocca asciutta. 2/7 dal campo, -4 e un fallo troppo molle su Lillard per il two and one. Ripreso addirittura da Batum in quell’occasione…

Nicolas Batum: 7

9 pt., 7 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate. 30:34 in campo. Il suo rilancio probabilmente è dovuto in parte anche al Paris Game che si giocherà il 24 ma il transalpino non fa da comparsa come in troppe precedenti occasioni negli ultimi anni. In attacco chiude con 4/5 dal campo con una tripla importante dall’angolo sull’ultimo sforzo di rientro nel quarto quarto. Bella la steal da raddoppio poi è in difesa dove da il meglio. Spesso riesce a contener con una posizione attiva McCollum o Lillard che mancano diversi tiri e il play gli finisce anche contro una volta, costretto a ceder palla per sfondamento, nessun TO. Buono a rimbalzo, prova positiva sicuramente.

Marvin Williams: 5

3 pt., 1 rimbalzo, 1 assist, 1 rubata in 14:45. 1/5 dal campo e -2 in plus/minus. A parte la bomba catch n’shoot da transizione su pass di Batum è quasi nullo. La rubata ma poi prende anche il canestro decisivo da Lillard risultando troppo statico.

Malik Monk: 4

0 pt., 1 rimbalzo. 0/1 dal campo, 1 TO in 7:46. Con Monk in campo la squadra sbanda spesso e il suo perder palloni e sparare a salve producono break a volte incolmabili per gli avversari. Il -16 di plus/minus dice che in serata prendiamo più di due punti di differenza a minuto con lui in campo. Dal mio punto di vista, dispiace scriverlo, se qualcuno lo volesse, ben venga…

Coach James Borrego: 6

Primo quarto decente, secondo da incubo con la difesa a far acqua sul perimetro. Inizio ripresa incredibile in positivo, ultimo quarto con inerzia frenata e caduta finale. Qaul’è il vero volto di Charlotte e cosa potrebbe fare con una squadra più competitiva? Si trovano compagni facilmente per le triple nel terzo quarto ma non si disegna da un po’ un gioco decente e vincente nei finali. Partita dopo partita si delineano i giudizi sui singoli. Io ho il mal di mare per la discrasia di prove all’opposto dello stesso giocatore da una partita all’altra. Il backcourt in serata è sembrato dare più garanzie a anche altri giocatori hanno fatto la loro parte, purtroppo qualcuno continua con serate estremamente negative. La squadra comunque si mostra fragile e cade per la quinta volta consecutivamente. Di buono c’è solo lo scivolare in asso in classifica in ottica Draft.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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