Game 43: Charlotte Hornets @ San Antonio Spurs 108-93


Intro

La vita ci ha provato più volte andando per esperimenti.

570 milioni di anni fa nel Vendiano la fauna di Ediacara (organismi pluricellulari ma forme di vita ancora molto semplici ovviamente) fa la sua esplosiva comparsa ma dall’epoca di Avalon nella quale compare la gamma di forme allora esistenti a quella della White Sea dove aumentano a partire però dal morfospazio completo precedente, all’era di Nama si arriva al declino.

33 milioni di anni più tardi, nel Cambriano sorgono ed esplodono forme di vita con piani anatomici e soluzioni adattative differenti da quelle descritte precedentemente che potrebbero non essere imparentate con quelle del Vendiano.

Questo vorrebbe dire che la “Vita” ci ha provato più volte e alla fine di queste sei trasferte, alla vigilia di Spurs-Hornets mi chiedo se la seconda vita semplice degli Hornets sia un esperimento destinato a declinare e scomparire viste le ultime partite disputate a Ovest dove la squadra non solo ha dimostrato evidenti limiti con un gioco corale molto limitato, una difesa labile e un atteggiamento poco battagliero in diverse occasioni.

Se trovassimo solo alcune pagine strappate di un libro avremmo difficoltà a rimettere insieme la storia raccontata ma essendo recentissima la storia degli Hornets è reperibile e benché non abbiano mai vinto nulla, sicuramente per una decina d’anno durante la prima epoca è stata di una squadra di successo.

Oggi non è più così, il panorama generale NBA è mutato e le contingenze che questa nuova specie di Calabroni deve affrontare sono più ostiche, va da sé che non abbiano potuto modificare i propri tratti genetici come avrebbero voluto ma gli ultimi Calabroni visti sembrano poco imparentati con quelli che tra gli anni ’80-2000 riuscirono a essere una delle squadre più amate globalmente.

Il nucleo pluricellulare della squadra attuale è sempre quello con Walker, M. Williams, M. Kidd-Gilchrist e Zeller (tre scelte al Draft), inoltre da tempo si sono associati altri elementi come Batum, Kaminsky e Lamb dei quali solo l’ultimo apporta qualche beneficio all’organismo degli imenotteri.

E se non nutro grandi speranze, augurandomi per una volta di essere smentito, la testa va al “mercato”, anche se Walker probabilmente rimarrà sino a fine stagione almeno per capire che cosa hanno intenzione di fare Jordan e Kupchak che potrebbero tuttavia mirare a un obiettivo più attuale, quello di vincere finalmente per la prima volta la Division nell’anno dell’All-Star Game in casa ma è evidente che questa squadra ha bisogno d’innesti tosti che portino beneficio ai nostri Calabroni che sembrano inesorabilmente ormai colpiti da un virus.

La partita in breve

A fine partita possiamo dire che l’esperimento di Borrego è andato bene, quintetti nelle varie fasi a volte originali hanno prodotto un risultato sostenuto dalla buona vena della squadra che si è affidata a molte triple per eludere il muro difensivo nel pitturato di San Antonio comunque rotto a più riprese da Walker e Lamb.

Biyombo in difesa finalmente ha dimostrato solidità e anche Willy dopo aver concesso troppo a Aldridge è parso nell’ultima fase di partita disputata più aggressivo facendo sbagliare l’avversario un paio di volte.

Che questa forma di vita dei Calabroni più tenace e resistente adattatasi ai cambiamenti di classifica sia quella buona?

Troppo presto per dirlo ma nella notte Charlotte ha giocato duro vincendo meritatamente contro una squadra priva di Belinelli ma sempre di ottimo livello.

Charlotte inizoiava male la gara subendo un parziale di 3-11 ma tre bombe di Kemba (la prima era stata quella degli unici tre punti iniziali) aiutavano la squadra a risalire dal burrone mentre a 7:12 Lamb sorpassava con due punti sul 16-15.

A 2:43 una tripla di Williams segnava il +10 Hornets ma a fine quarto il vantaggio scemava a 4 punti con il 28-24.

Secondo periodo nel quale ci si trovava ancora a +10 circa a metà (6:12) con un canestro di Lamb su Bertans per il 44-34 ma anche questa volta San Antonio diminuiva il gap rientrando negli spogliatoi in svantaggio 49-43.

Nel terzo quarto la squadra andava in difficoltà offensivamente, un po’ appannata e poco lucida così 4 punti consecutivi di Mills e una put-back dunk di uno scatenato Aldridge segnavano il sorpasso sul 71-72 a 29 secondi dalla fine.

Sembrava finita, classica partita da lasciar andare invece da un errore di Tony al tiro nasceva il volo del Calabrone Bridges che sopra il ferro schiacciava a due mani, inoltre Parker costringeva Forbes all’infrazione di campo e regalava l’assist per il buzzer-beater di Williams che sulla luce rossa generava ossimoricamente te punti gelando il pubblico texano sceso sul -4.

Nell’ultimo quato Kemba arrivava a 7 triple ma era MKG a 5:15 a pescare il bonus con un open 3 dalla destra per il 93-87 in una fase punto a punto del match.

A 4:46 Biyombo raccoglieva su un’entrata contrastata da Aldrige e contestata da Kemba che chiedeva il fallo ma i due punti del congolese più l’and one ci lanciavano sul 96-87.

A 3:10 ecco arrivare la bomba definitiva di Kemba che mandava la partita ai titoli di coda sul 101-89 perché San Antonio ci provava anche con i raddoppi ma veniva punita un paio di volte sul giro palla, prima con due liberi di Marvin e poi con il sottomano di Batum a 1:03 (105-93) che indovinava anche la tripla finale a :22.4 spezzando la lunga serie di sconfitte della franchigia (Bobcats/Hornets) ad Alamo.

Finiva con Tony dagli occhi lucidi acclamato dal pubblico nonostante il risultato, finalmente un bello spot per lo sport…

9/11 dalla lunetta per Charlotte e 10/12 per gli Spurs che avrebbero dovuto vincere a rimbalzo invece hanno finito per perdere 45-36 grazie al gran sforzo difensivo di Charlotte che ha aggiunto 7 rubate e 4 stoppate.

Nelle percentuali di tiro : 46,7% FG CHA, 46,3% SAS, 36,1% 3FG CHA, 35,0% SAS.

Sui 7 TO pari Charlotte nel finale, oltre a trovare una striscia di 7 canestri consecutivi non perdendo più palla, ha costretto San Antonio a perdere altri 5 palloni chiudendo quindi la statistica TO sopra 7-12…

Le formazioni:

La partita

1° quarto:

Gasol portava a casa la palla a due e Aldridge i primi due punti con leggero fade-away da fermo oltre Biyombo pur da distanza non ravvicinata.

A 11:23 Kemba faceva mettere il capo avanti ai Calabroni grazie a una tripla ma White dal corner destro colpiva pesantemente per il controsorpasso sul 3-5 mentre dall’altra parte Batum da fuori era sfortunato con un in & out da tre punti.

Gli Speroni allungavano con un jumper di DeRozan marcato da Batum mentre gli Hornets che continuavano ad affidarsi al tiro da fuori rimanevano fermi un altro turno con un impreciso tiro da tre di Lamb.

Gasol con due FT (fallo di Biz per clamorosa dimenticanza di Kemba sulla rotazione) metteva dentro due punti e Aldridge dalla baseline allungava ulteriormente con un tiro oltre Williams per il 3-11.

Charlotte rimontava con un FT jumper di Lamb, una tripla di Marvin a 8:43 e anche se DeRozan infilava un turnaround banker dal bordo sinistro dell’area a 8:16 Walker dalla diagonale destra colpiva il bersaglio con un altro tiro pesante per l’11-13.

Forbes sbagliava il tiro ma il rimbalzone di Aldridge costringeva al fallo preventivo Lamb che consegnava a 7:51 due punti al lungo avversario dalla lunetta.

A 7:42 arrivava la terza tripla su tre tentativi per Charlotte firmata Kemba e su un passaggio corto di Lamb per Biz la nostra guardia si vedeva tornare indietro la palla sul tocco dei difensori in chiusura, floater ravvicinato e vantaggio sul 16-15.

A 6:58 White di forza portava a casa un due punti and one ma dopo la stoppata di Biz sul turnaround di Aldridge Lamb metteva dentro un altro pullup per andare a pareggiare a quota 18.

Jeremy diveniva protagonista sbagliando un altro tiro, andando a stoppare Forbes e segnando a 5:07 dalla diagonale destra una tripla che portava Charlotte sul +3.

A 4:50 il nostro numero 3 lasciava il campo per fare entrate un applauditissimo Parker mentre sull’altro fronte DeRozan mancava un paio di tiri gli Hornets ne mettevano due con Kemba intervallati da un errore di Parker che ci riprovava successivamente all’uscita di Biz ma il suo tentativo era stoppato da dietro da Bertans.

A 2:43 Williams da sinistra apportava altri tre punti alla causa della squadra di Borrego portando sul 28-18 la partita mentre lo sforzo in uscita di Monk probabilmente influenzava la tripla di Baertans finita sul ferro.

Parker non teneva fisicamente sull’entrata di DeRozan con l’ex Raptors a metter dentro due punti ma si permetteva a 1:56 di sbagliare l’addizionale.

Parker, evidentemente emozionato sbagliava il jumper dalla media mentre San Antonio rimontava con il pullup di Bertans su Bridges e Aldridge che lavorando in post basso alla fine aveva ragione sulla nostra difesa (28-24) nonostante il raddoppio.

Finiva così il primo quarto.

Buona serata per Batum soprattutto a livello difensivo dove contiene DeRozan ma devia anche un passaggio a Bertans, in generale aiuta lo sforzo della squadra a non far avvicinare gli Spurs a quota 100…

2° quarto:

Bridges inaugurava il secondo mettendo a segno due punti, ci riprovava da tre ma andava stortissimo, tuttavia in difesa recuperava un buon rimbalzo e a 10:52 il little floater del compagno Monk agevolava l’aumento di gap sino al +8.

Monk prendeva una stoppata cattiva da Poeltl e Bertans dalla diagonale destra con il siluro da fori colpiva per il -4 (32-28) con Borrego lesto a chiamare la pausa a 9:58.

Il rientro di Lamb portava subito a due punti grazie al suo floater poi era Devonte’ a lanciare lunghissimo dalla nostra metà campo sopra Cunningham che sfiorava la palla in salto, sfera che perveniva a Bridges per due punti semplici.

Poeltl in sottomano facile segnava grazie all’uscita di Willy in rotazione ma a 8:35 Bridges segnava con un soft floater di destro accolto benevolmente da ferro e tabella.

Parker sbagliava il quarto tiro ma da dietro il difensore spuntava Willy bravo a metter dentro in tap-in senza spingere per il 40-32.

White da sotto accorciava ma una sorprendente dunk aggressiva a due mani di Hernangomez dopo un pick and roll con pocket pass di Graham era manna per gli occhi.

White nel traffico era stoppato da Batum che faceva buona guardia successivamente anche sul tiro di DeRozan mentre a 6:12 il tiro dalla parabola alta di Lamb su Bertans dal mid-range sx finiva dentro per il +10 (44-34).

Il time-out di San Antonio portava benefici ai locali che lentamente rimontavano con 4 punti di Aldridge intervallati da una tripla di Kemba a 4:22 data erroneamente per due punti dagli arbitri e corretta all’intervallo.

Kemba iniziava a sbagliare qualche tiro, Lamb anche, San Antonio arrivava sul 47-43 con un turnaround di Aldridge che da sotto, ben posizionato tagliava fuori MKG dietro di lui, troppo sotto il ferro.

Una transizione chiusa da Kemba con il soft floater decretava la fine delle marcature nel primo tempo anche perché Walker con un passaggio troppo basso su un altro fast break mandava la palla in rimessa laterale e Bridges, entrato a :03.5 secondi dal termine era attento andando a disturbare l’ultimo tentativo da fuori di Bertans.

Parker prova a contenere Mills. Photo: Ronald Cortes/Contributor

3° quarto:

Biz inaugurava il secondo tempo con due liberi, i primi per gli Hornets (questo la dice lunga sulla considerazione della squadra anche se SAS non ha commesso molti falli nel primo tempo, un paio mancano, quelli di Walker colpito in faccia in penetrazione) che conquistavano un rimbalzo difensivo con Biyombo che in attacco a rimorchio di Kemba riceveva nel cuore dell’area e tirando a una mano sul ferro lungo vedeva impennarsi la sfera ricadendo nel cotone per il +10 (53-43).

Aldridge da sotto si alzava facile su un paio di difensori ma Kemba un soffio prima dei 24 ricevendo da Lamb sparava ben oltre la top of the key e Aldridge un dardo avvelenato da tre punti che s’infilava nella retina direttamente…

Un fallo dato contro Biz su Aldridge portava l’ex Pioniere a metter dentro a gioco fermo mentre DeRozan schermato ne aggiungeva due per il 56-49.

Batum rispondeva con un runner dalla parabola bassa che s’inabissava nella retina ma Aldridge da sotto ne metteva altri due arrivando a quota 20.

Lamb con l’arresto in area si faceva spazio grazie al body contact con il difensore per una specie d semigancio che finiva dentro ma White e DeRozan ne mettevano due a testa per il -5 (60-55), Kemba a 6:38 aveva ancora la forza per risponder da tre (andando a destra dietro lo schermo di Willy) per la sesta tripla di serata.

Rispondeva Bertans con la specialità da fuori poi toccava a Willy metter dentro ma dall’altra parte con out Biz per 4 falli, Aldridge trovava vita facile contro lo spagnolo.

Gli Hornets resistevano dopo il canestro di White con Willy a metter dentro di sinistro sullo scarico di Parker ma dall’altra parte Aldridge passava Willy facilmente per il poster a una mano.

A 3:53 il sottomano di Kemba che arrivava a 26 punti in 24 minuti (qui manca un altro libero per la spinta subita) valeva il 69-64 ma a 3:38 DeRozan perso per un attimo sotto canestro rimetteva il possesso lungo tra i due team.

Bridges in raddoppio aiutava a far sbagliare il tocco in entrata di Forbes mentre sull’altro fronte Parker segnava i suoi primi due punti in pullup.

Finalmente Willy (Borrego durante il time-out deve averlo spronato) difendeva di fisico costringendo all’errore sul jumper Aldridge ma un paio di tiri di Mills portavano a ridosso la squadra del Pop che sorpassava inevitabilmente d’inerzia a:29.9 quando su una transizione arrivava la put-back dunk di Aldridge.

Parker mancava un’altra soluzione in jumper ma sopra il ferro volava Bridges che schiacciava a :09.6 per il vantaggio, Tony con la pressione sulla linea di metà campo sulla rimessa Spurs costringeva Forbes alla persa per infrazione di campo e sulla sirena il Tornado parigino scaricando a Marvin in angolo sinistro regalava la tripla alla nostra PF che sulla luce rossa decretava il 76-72.

33 punti per l’incontenibile Walker che torna a spingere… Photo: Darren Abate/Associated Press

4° quarto:

Parker iniziava bene anche l’ultima frazione con il piazzato lungo, DeRozan rispondeva con il turnaround su MKG poi Mills con il canestro da posizione frontale minacciava ancora da vicino gli Hornets (78-76) ma Parker aiutava con uno swooping right hand, tuttavia un incredibile turnaround 3 di Mills oltre Williams riduceva lo scarto al minimo (80-79) a 10:46.

MKG difendeva bene sulla linea di fondo, DeRozan palleggiava su Kemba e alla fine a 8:15 segnava Parker a 8:15 in coast to coast dopo un tiraccio storto di Mills alla destra.

Poeltl invece sembrava ormai prommimo a metter dentro due punti lanciatosi olrtre Kemba ma il capitano praticamente faceva velo a MKG che andava come una porta a scorrimento a bloccarsi davanti al pitturato stoppando alla grande l’austriaco e a 7:53 Lamb, spostato in entrata allungava dalla lunetta sull’84-79 arrivando a 17 pt..

DeRozan da tre non segnava, palla ancora ai texani che dopo il rimbalzo offensivo ci provavano con White tenuto da Williams ma nulla da fare…

Charlotte non sbagliava un colpo, questa volta la corsa di Walker a passare il lungo austriaco per l’appoggio aveva una replica sull’altro fronte con Mills da tre punti a batter MKG.

Charlotte chiamava il time-out e Lamb al rietro falliva l’occasione mna a rimbalzo Biz subiva fallo quindi gli Hornets avendo un’ulteriore occasione andavan dentro con il runner di Walker che regalava l’88-82 a Borrego.

Un turnaround sulla baseline sinistra di Aldridge era elegante ed efficace ma il fade-away di Lamb per il 90-84 dava un po’ di respiro prima che SAS dimezzasse lo svantaggio a 5:39 con la tripla di White.

A 5:15 Lamb passacva corto in orizzontale per MKG che piazzato sul lato destro spiazzava la difesa di San Antonio trasformando la tripla aperte per farci riprendere i sei punti di vantaggio e quando un’azione in entrata di Walker sulla quale lo stesso Kemba chiedeva il fallo inutilmente mentre alla fine Aldridge chiudeva era continuanta da Biz che appoggiava due punti (4:46) in caduta ottenendo anche il libero del 96-87 la gara prendeva la via di Charlotte.

DeRozan forzava su MKG e Biz non segnando mentre a 4:15 Biz andando ancora in lunetta portava sul 7/7 complessivo le occasioni di Charlotte a gioco fermo.

Anche Aldridge cadeva vittima di un raddoppio fallendo il tiro ma Forbes a 3:33 con un lungo jumper da due riportava a una cifra il divario (98-89).

Marvin non segnava ma un rimbalzo offensivo di Biz dava l’opportunità di second chance agli Hornts presa ancora dal capitano che a 3:10 sferrava il colpo decisivoscagliando la freccia da tre pnti del 101-89.

Batum a mani alzate in salto fermava da vicino la rimessa laterale destra di DeRozan, poi dopo lo 0/2 ai liberi di Biz arrivava il lungo due di Forbes per il -10.

Charlotte batteva il raddoppio sull’uomo facendo girar palla arrivando in lunetta a 1:26 con Williams fermato sul sottomano da Aldridge in maniera irregolare.

2/2 poi azione simile con Batum a metter dentro da sotto a 1:03 il +12, francese che poi a :22.4 segnava l’ultimo tiro della partita da fuori fissando il 108-93 finale per l’insperata ma meritata vittoria di Charlotte.

Pagelle

Kemba Walker: 8,5

33 pt., 4 rimbalzi, 5 assist, 2 rubate. 13/27 al tiro con 7/13 da fuori con una sola palla persa. +16 di plus/minus. Già carico prima della gara mentre sprona i compagni, inizia infilando tre bombe consecutive. Finirà con 7 con quella decisiva a 3:10 dalla fine. Prende almenno una manata in faccia e uno spintone su due entrate differenti ma alla terna non è simpatico e non fischiano. Pazienza, le entrate vanno entrambe a segno. Ha una fase nella quale spara a salve ma per lo più è pericoloso. Nel finale DeRozan lo omaggia del pallone tirandoglielo addosso così arriva la steal e sui raddoppi finali è bravo a far girar palla senza rischiare di perderla in palleggio.

Jeremy Lamb: 8

19 pt., 7 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 8/15 al tiro. 2 TO ma un +19 che la dice lunga. Con l’attacco un po’ incartato quando rientra a prime rotazioni in corso mette subito il tiro, più preciso in jumpe rispetto l’ultima gara, riesce a ritagliarsi spazi per il tiro in varie maniere. Il floater è sempre morbido, elegante e soprattutto preciso. Bello in canestro contro Bertans da sx dell’area con l’arco/parabola alto/a.

Nicolas Batum: 7,5

7 pt., 3 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate, 1 stoppata. Più solido in difesa, DeRozan non combina quasi nulla quando c’è lui, tocca un pallone a Bertans e addirittura su una rimessa nel finale, saltando con le mani alzate riesce a portar via la palla a San Antonio. Bella una sua entrata con il runner dalla parabola quasi orizzontale.

Marvin Williams: 7

11 pt., 5 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. 3/6 al tiro. Un paio d’errori nel finale che questa volta non costano caro perché i compagni rimediao ma anche due punti dalla lunetta sul giro palla che lo porta a spingersi in area e recuperare il fallo di Aldridge.

Bismack Biyombo: 8

9 pt., 6 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Bella la stoppata in post basso sul turnaround di Aldridge. Lui ne prende due ma mette gli altri due tiri, compreso quello sulla barra orizzontale che collega tabella a canestro ch e s’impenna e finisce nella retina. Nel finale è attento. Si pianta per terra reagendo bene alle finte di Aldridge che lo batte un paio di volte con la sua classe in turnaround o da sotto ma poi nel momento topico è lui a vincere il duello. 5/7 ai liberi per lui è un ottimo risultato, i cinque punti ottenuti nei momenti che contano mentre lo 0/2 arriva a partita quasi vinta.

Malik Monk: 5,5

2 pt., 1 rimbalzo in 4:51. Gioca poco, anche perché è un prendi e tira ma alla fine fa 1/2 da due punti e 0/3 da fuori, statistiche che avvantaggia il rientro degli Spurs.

Michael Kidd-Gilchrist: 7

3 pt., 7 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Una difesa al limite sulla linea di fondo accompagnando l’attaccante oltre, una stoppata a due mani su Poeltl notevole sull’82-79 e almeno un paio di raddoppi decisivi, uno su DeRozan e un altro insieme a Biz a influenzare un tiro mancato da Aldridge nell’ultimo quarto. A 5:15 mette la tripla aperta sullo scarico di Lamb per l’83-97. Se prima battaglia a fasi alterne, nell’ultimo quarto a parte un tiro mancato e poco altro, diventa un fattore nonostante l’1/5 dal campo. Una palla persa e -3 di plus/minus.

Miles Bridges: 7,5

8 pt., 6 rimbalzi, 1 assist. 4/5. Solido, a fine secondo quarto entra in campo a tre cecondi e mezzo m è bravo a contrastare la tripala dgli Spurs che non segnano. In attacco raggiunge il top con il volo con schiacciata atomica sopra il ferro nel finale di terzo quarto. Un canestro importante perché ferma l’inerzia Spurs e ci permette di tornare

Tony Parker: 7

8 pt., 3 rimbalzi, 4 assist. 4/12 al tiro e con un inizio da 0/4 (emozionato?) dove si prende anche una stoppata. Gioca bene invece a cavallo del terzo quarto e l’ultimo mettendo canestri importanti o smistando assist. Recupera nella seconda parte un inizio brutto. Acclamato dal pubblico di San Antonio, nel finale ringrazia con gi occhi lucidi.

Willy Hernangomez: 6,5

8 pt., 3 rimbalzi, 2 assist. Qualche canestro con buoni movimenti in attacco compresi i pick and roll ma in difesa viene passato troppe volte. Dopo un time-out nonostante la differenza di peso con Aldridge a vantaggio del secondo inizia a lottare e a far sbagliare il lungo avversario ma vien tolto presto per il rientro dei titolari.

Devonte’ Graham: 6,5

0 pt., 4 assist. Gioca quasi 11 minuti, nel finale si fa battere dall’attaccante un paio di volte mentre da tre chiude con uno 0/2 da fuori ma è un buon uomo assist. Bello quello undiagonale che passa appena sopra la mano alzata di Cunningham in salto e pesca Bridges per due punti ma anche quello rapido tascabile per il centro spagnolo.

Coach James Borrego: 7

Forse vuol far bella figura contro il suo maestro Pop e a tratti ci riesce con la squadra che si cerca di più e in alcune occasioni riesce a depistare la difesa avversaria anche se ad esempio un tiraccio open da tre di Bridges non concludeva l’azione in maniera altrettanto bella. La difesa vince la partita e forse, almeno per un breve pezzetto di gara, riesce a motivare anche Willy. Gli uomini son sempre quelli, i alcuni frangenti i quintetti particolari funzionano o comunque si cambia in corsa. Una mano gliela danno Kemba e Lamb in attacco ma anche Bridges è più coinvolto, Devonte’ gioca e serve assist, Monk l’unico giovane che nella notte non rende ma almeno giocano e imparano al contrario dell’era Clifford… Mi piacerebbe vedere anche Chealey presto, l’unico mai sceso in campo (contratto two-way).

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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