Game 44: Charlotte Hornets @ Denver Nuggets 86-100

Intro

Sistemi che forniscono un quadro di riferimento con qualcuno o qualcosa da venerare vivono sul bisogno della gente di credere in qualcosa anche se questo comporta il rinunciare alla ragione abbandonandosi irrazionalmente a un sogno.

Il senso di molte cose sta lì.

Personalmente la partita di Portland ha lasciato il segno.

Non tanto perché il trend da zarathustriano di rivivere sempre le stesse sconfitte contro le stesse squadre è abbastanza spiacevole e monotono ma perché, a guardarla con gli occhi del tifoso, le speranze di inizio stagione (dopo le prime vittorie) sono andate in fumo.

Perdere quasi sempre non fa piacere a nessuno anche se nella logica delle cose, razionalmente, sapevamo sarebbe stata una stagione anche più amara delle recenti.

Charlotte, con il 2-11 incassato nelle ultime 13 partite, si è separata nettamente dall’ottavo posto e sta tornando nei bassifondi della classifica, a capo (nona piazza) della pattuglia delle squadre fuori dai playoffs.

Considerando che dietro di noi a Est ci sono sei squadre (due flebilmente: Chicago e Detroit) mentre a Ovest con la vittoria dei Pelicans a Detroit rimangono dietro di noi solo i Warriors, ci troviamo al ventitreesimo posto globale con un 6,0% di pescare la prima scelta contro il 14,0% lasciato dal nuovo sistema “anti-tanking” appannaggio delle ultime tre squadre…

Scendere in classifica avrebbe l’unico vantaggio di aumentare le possibilità da lottery, sempre che si creda che tutto sia regolare e con qualche caso più che strano successo in passato, da questo punto di vista non sarei tranquillo a meno che MJ non inizi a farsi sentire.

Il senso della stagione e più ampiamente dell’esistenza dei nuovi Charlotte Hornets qual’è?

Denver sembra essere l’ultima tappa tombale di un road tour andato malissimo con tre sconfitte inanellate dopo le due casalinghe.

L’entusiasmo è pochissimo e l’attender la lottery potrebbe non compensare nemmeno questa stagione con qualche vittoria in più del previsto a oggi ma che sta tornando a essere molto mediocre.

Volare alto nella Mile-High City per i Calabroni sembra essere impresa proibitiva.

Analisi

Tutto come previsto o quasi.

Denver vince agilmente una partita dal divario notevole considerando anche qualche assenza nelle fila dei Nuggets alle quali si aggiungeva quella per infortunio di Murray a metà gara.

Spicca il 13-52 prodotto dalle rispettive panchine in termini di punti.

I Nuggets sono stati trascinati dal momento on-fire di Porter Jr. durante il secondo quarto finendolo sul +15 (42-57) quindi nel terzo quarto Charlotte provava a rientrare in scena arrivando sul -5 con un catch n’shoot frontale di Graham a 1:34.

Da South Carolina però usciva inaspettatamente un P.J. Dozier Jr. che terminerà a 12 punti aiutando la squadra a riprendere il largo.

Denver non rischiava più chiudendo in scioltezza una partita che la solerte terna provvedeva a incanalare (non ce n’era davvero bisogno) con scelte discutibili in diversi momenti, nelle man della squadra di Malone.

La difesa dei Nuggets ha fatto la differenza: Charlotte ha uno dei migliori backcourt dal punto di vista realizzativo da fuori, per percentuali è il migliore attualmente ma non ha altri validi costanti supporti intorno (P.J. ha avuto un’ottima serata ma ha anche serate no da rookie comprensibilmente) che possano alleggerire ilm carico di lavoro a Rozier e Graham i quali a volte, visto l’andazzo, vanno a provarci da soli.

Gli Hornets hanno limitato Jokic e i rimbalzi poi una mano l’ha data la terna con liberi extra (dimenticandone qualcuno sul fronte opposto) contro una delle squadre meno fallose della NBA.

Il break per Charlotte, giunta alla sesta sconfitta potrebbe essere salutare, next game in casa contro i Magic lunedì sera.

Prima di iniziare a scriver della gara c’è da ricordare che nei Two-way Contract Franks (mai impiegato in prima squadra in Regular Season) è stato tagliato dalla società e al suo posto è arrivato Ray Spalding che ha nel cognome il nomen omen.

Tutti i giocatori hanno come amico Spalding, battute a parte, vedremo se troverà spazio il lungo di Louisville che l’anno precedente con Mavs e Suns collezionò 14 presenze segnando 3,9 punti di media.

https://www.nba.com/hornets/press-releases/hornet-sign-ray-spalding?fbclid=IwAR3H0q7smkXEeHbyOcxjSdgoufbjz_OY4IeiY7m834DMHfeiFgQPtxqOBJk

Link dalla pagina ufficiale degli Hornets sull’acquisto di Spalding.

La partita

La pessima terna arbitrale.

Starting five

Hornets al Pepsi Center con il seguente starting five: Rozier, Graham, Bridges, P.J. Washington, Biyombo.

I Nuggets di M. Malone rispondevano con:, Jamal Murray (5 pt.), Will Barton (13 pt.), Torrey Craig (4 pt.), Jeramy Grant (14 pt.), Nikola Jokic (12 pt. + 8 rimbalzi e 8 assist).

Dalla panchina 19 pt. e 8 rimbalzi per Porter Jr., 15 pt. per Mason Plumlee e 12 pt. per P.J. Dozier.

1° quarto:

Pessimi segnali sul primo attacco dei Nuggets con Jokic dal mid range destro ad alzare un arcobaleno fuori equilibrio sopra Zeller per il solo cotone…

Graham appoggiava appena dopo i 24 e sulla penetrazione di Grant, P.J. rimediava concedendo due FT per lo 0-4.

Il primo canestro di Charlotte arrivava per mano di Zeller che spingendo su Jokic arrivava al ferro creando una piccola separazione con l’arto per il tiro fino a segnare il 2-4.

TO di Grant per esser saltato e sceso con la palla, steal di Rozier su Murray e Cody con le perse di Denver approfittava a 8:59 per alzarsi sul ferro e depositare oltre un paio di difensori.

Giro palla Denver e immediato vantaggio ritrovato con tripla di Barton (4-7) ma un’altra persa di Murray lanciava Rozier in transizione che con l’arresto e tiro in corsa catapultava il 7 pari a 8:17.

Rozier poco più tardi vestiva i panni dell’uomo assist con un perfetto bound pass diagonale sulla solitaria corsa centrale di Cody che segnava senza disturbi a 7:45 portando il parziale in area sul 6-0.

Nel pitturato rispondevano i Nuggets con i canestri di Murray e Jokic a ribaltare il risultato (9-11) fino alla tripla dall’angolo destro di P.J. che riportava avanti Charlotte (12-11) a 6:29.

Non funzionava l’alley-oop di Grant mentre P.J. andava a segno ancora con mezzo fade-away in uno contro uno sull’entrata circolare e con un alley-oop fornito da metà campo da Rozier.

7-0 P.J. run a 5:36 con Charlotte sul 16-11.

Charlotte però andava in TO con P.J. troppo aggressivo a sfondare in attacco e subiva una tripla alla quale rispondeva Rozier a 4:39 per il 19-14.

Rozier però decideva sulla successiva azione offensiva di incunearsi per il floater ma Grant stoppandolo nettamente faceva ripartire M. Porter Jr. che segnava in coast to coast subendo anche fallo a 4:30.

FT mancato e a 3:40 tripla di Bacon inguardabile, larga sulla sinistra.

Tre secondi contro Charlotte, Murray 1/1 dalla lunetta poi Grant stoppato da Biz che in attacco sul contatto commetteva passi per gli arbitri, Plumlee appena entrato schiacciava in alley-oop a a 2:47 Borrego usava un time-out sul 19 pari.

Fallo fischiato a Bacon (in attacco) lontano dalla palla quindi Porter Jr. portava avanti i Nuggets con un 2+1 ma il libero era nuovamente sbagliato ma per una trattenuta di Biyombo su Plumlee la terna assegnava altri due FT al centro di riserva in blu.

½ a cui seguiva un tecnico per proteste con Plumlee a splittare..

19-23 a 1:40 con Borrego irritato per tutta una serie di episodi…

Finalmente a 1:16, muovendo palla, Bacon si infilava nel corridoio centrale depositando in caduta subendo anche fallo ma non completando l’unica cosa buona del primo quarto con il libero a segno…

Seguivano nel finale due punti di Plumlee, due liberi per Hernangomez e altri due di Porter Jr. recuperati da Bridges con uno scoop nel traffico prima che chiudesse dalla linea le marcature lo stesso Plumlee con un ½ che portava il match sul 25-28.

Miles va a schiacciare a una mano nel secondo quarto (1). Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

Miles va a schiacciare a una mano nel secondo quarto (2).

2° quarto:

Partiva bene ancora Plumlee che non trovava opposizione in Bridges e Hernangomez vicino a lui, Miles si faceva perdonare ricevendo un lob appostato a sinistra del ferro per chiudere in schiacciata ma un reverse layup di Porter Jr. portava il giovane a 8 punto.

A 10:32 Bridges in entrata stappava il Pepsi Center con una mazzata micidiale a una mano tuttavia non ci si riavvicinava perché la tripla di Rozier e il gancetto da second chance di un iperattivo Bridges, non entravano.

Porter Jr. trascinava i suoi con una tripla inframezzata da quella di Graham a 9:45 ma ancora Porter Jr. in salto a contatto con Bridges trovava l’appoggio a tabella riuscendo questa volta anche a centrare il canestro sul libero aggiustando il mirino.

32-38 ma Porter Jr. aveva ancora fame realizzando da tre oltre Miles.

La gara si metteva male già a 9:02 quando Borrego provava a ristabilire un equilibrio giocandosi un time-out.

A 8:21 un floater di P.J. muoveva il punteggio dal lato Hornets ma Plumlee in reverse, con il marcatore alle spalle frapposto al canestro, riusciva comunque a metter dentro prima che Bridges rispondesse da tre allo scatenato Porter Jr..

Batum e Hernangomez come second chance mancavano le loro triple, usciva quindi Willy mentre subentravano Zeller e Jokic nelle fila blu notte.

A segnare da tre era però Murray ed era notte fonda per Charlotte che aveva “bisogno” delle reiterate proteste dalla panchina per vedersi assegnare una rimessa dal fondo dalle parti del canestro di Denver su un tocco su Batum.

Passava un po’ di tempo e dopo un tiro mancato da Zeller, Rozier lottando portava a casa la sfera che finiva sugli sviluppi dell’azione nuovamente nelle amni del nostro centro per la schiacciata (39-43).

Due triple a vuoto Nuggets dipingevano da oltre l’arco la squadra di Malone al 29,0%, Batum tentava con un tiro da due ma la palla si addormentava sull’anello finendo per uscire mente Bridges in rientro metteva una pezza su Porter Jr. pronto all’appoggio.

Murray da sotto e Barton da tre in transizione allungavano, Graham era stoppato da Craig e su un rimbalzo offensivo prodotto da un pick and roll, Jokic andava a segno.

Bacon era stoppato da Barton lasciando via libera a Craig in transizione per due punti facili nel momento nero di Charlotte.

Uno skip pass di P.J. verso il solissimo Graham nell’angolo destro costituiva una buona idea ma nella realizzazione si frapponeva l’ostacolo struttura tabella e la palla tornava indietro in rimessa laterale pro Nuggets…

Charlotte segnava da tre punti dall’angolo sinistro con Rozier e durane questa azione Denver perdeva Murray che atterrava con la caviglia sinistra sul close-out su un piede di Rozier.

Il -10 non durava molto perché Barton, servito per l’open da Jokic, scagliava la bomba del 42-55.

Lo stesso giocatore dei Nuggets infilava due liberi a :48.8 così le Pepite chiudevano il primo tempo sul +15 (42-57).

3° quarto:

Ci volevano 59 secondi prima che una delle due squadre trovasse la via della retina ed era Charlotte per nostra fortuna: il tiro pesante di P.J. faceva sospirare ma entrava.

Borrego provava a portar pressione alta con il raddoppio ma il taglio dall’angolo di Craig era l’occasione per servir il compagno che arrivava indisturbato al ferro.

Morris da tre sembrava far continuare il trend del secondo quarto (4-31 i punti della panchina) mentre i Nuggets si divertivano con l’artistica dunk di Grant da euro-step che portava alle soglie dei 20 punti il divario (45-64)…

Rozier sosteneva l’attacco degli Hornets con la tripla a 9:09 ma poi un floater di Barton e un assist volante di Morris verso Grant che superava P.J. facevano ripartire i locali.

A 6:50 Rozier centrava un’altra bomba per il 54-68., Jokic dava il settantesimo punto ai Nuggets dal mid range sinistro ma Charlotte provava con la propulsione da triple a rientrare: era il caso di Graham che, nonostante la marcatura, riusciva a battere l’avversario con la deep 3 dalla diagonale sinistra per il 57-70.

Dentro Batum, Biyombo e Bacon, il canestro tuttavia lo realizzava P.J. con uno swooping hook.

Grant provava il 2+1 fallendo il libero e a 4:35, Rozier fuori equilibrio metteva dentro il 61-72, Biz stoppava Jokic graffiandolo e questa volta dopo tanti fischi contro andava bene, Williams mancava la tripla, Biz si faceva portar via palla da Jokic ma in disperato rientro stoppava Porter Jr. facendosi l’ennesima vasca centrale per andare a ricevere e segnar due punti.

Jokic creava per Dozier il 63-74 quindi Rozier (meglio la R iniziale in questo caso) a 2:34 infilava la propria sesta tripla di serata, Plumlle vinceva dall’altra parte la lotta a rimbalzo e il fallo di Biz non produceva danni visto che entrambi i liberi erano battuti male.

A 1:34 dalla top of the key gli Hornets avevano l’ultimo sussulto con la bomba catch n’shoot di Graham da tre punti a incendiar la retina per il 69-74.

Charlotte teneva in difesa ma Graham falliva da fuori, Biz era fermato sotto e Bacon continuando a sparacchiare male da fuori senza convinzione non aiutava la causa.

Si andava agli ultimi 12 minuti di gioco sul -5.

P.J. Washington (contro Grant) suona la carica. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

Partenza lampo dei Nuggets a piazzare uno 0-5 con tripla di P.J. Dozier che a 11:08 riportava a 10 punti di distacco i Nuggets.

Batum tirava da tre ritrovandosi la palla in mano dopo la respinta del ferro e sulla second chance Graham appoggiava in entrata rompendo il parziale.

Zeller teneva stoppando Porter Jr. per poi andare ad arrangiarsi con il fallo su Plumlee, Barton non metteva la tripla contro Bridges ma Charlotte sbagliava ancora con Bacon concedendo anche la transizione con Dozier per il nuovo +10 Nuggets (71-81).

Plumlee splittava due liberi e poi rifiniva sul preciso passaggio di P.J. Dozier a 9:05.

Pepite ormai sul 71-86 che andavano ancora a bersaglio con una reverse dunk e un’infilata, due azioni firmate Plumlee che si portava a 15 punti.

Graham splittando due liberi alzava bandiera bianca mentre P.J. Dozier da tre infieriva su Biyombo prima e a 6:28 realizzando due liberi lanciava sul +19 i Nuggets (72-91)…

A 5:43 arrivava un tecnico contro Rozier, “reo” di proteste sulla palla contesa da tre Hornets a Grant che da terra chiamava time-out in tempo secondo gli arbitri.

A 5:12 Biz schiacciava e nel finale entrava qualche panchinaro di Charlotte ma a chiudere sul -14 era Bridges a :50.3 con un two and on per l’86-100.

Le pagelle

Terry Rozier: 7

20 pt., 3 rimbalzi, 9 assist, 1 rubata. 7/14 FG (6/9 3 FG). Nessun TO, -11. I problemi principali di Charlotte sono quelli elementari, percentuali in attacco e difesa. Per gli standard attuali difensivi di Charlotte è uno dei migliori difensori, dei più resilienti, non lo aiutano i cm, nemmeno in attacco, infatti, fatica quando a poco tempo ad andare a una conclusione in fade-away o in arresto e tiro ma se riesce ad avvicinarsi al ferro o ad avere spazio per la tripla diventa micidiale. Anche ieri le percentuali sono state alte ed è stato il top scorer della squadra segnando sei bombe che avevano riavvicinato Charlotte. Nell’ultimo quarto si spegne un po’ e prende un tecnico che avrei preso anch’io visto che le decisioni nella notte sono spesse state prese in una certa maniera. L’energia c’è, il tiro si sta sistemando…

Devonte’ Graham:6

14 pt., 2 rimbalzi, 4 assist. 4/11 FG (3/9 3 FG). 3 TO, -28. Una percentuale dal campo normale, sua la tripla per il -5 prima del riallontanamento definitivo di Denver ma in difesa si soffre. Stesso problema di cm e ancor più di contenimento se gli avversari usano pick and roll o altre soluzioni per prender vantaggio.

Miles Bridges: 5,5

14 pt., 8 rimbalzi, 1 stoppata. 6/16 FG (1/5 3 FG), 3 TO, 4 falli. -5. Tira giù una mina galattica in schiacciata che agita e stappa il Pepsi Center, una schiacciata che gli avversari si guardano bene dal fermare mentre altre volte sul salto per la schiacciata viene fermato tra tocchi, stoppate e falli. Ci prova spesso cercando di diventare il terzo incomodo nel cuore della difesa avversaria ma da fuori non funziona e le percentuali rimangono basse anche se da due avrebbe un 5/11… Lotta con Porter Jr. durante il primo momento intenso del match nel quale Denver scappa e pur facendo buone cose, perde di misura il duello.

P.J. Washington: 7

14 pt., 4 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate. 6/7 FG, 3 TO, 5 falli, -2 in plus/minus. Non sbaglia un tiro fino al finale risultando una macchina non banale. Uno swooping hook molto bello su uno di quei movimenti che ha nel pitturato esalta, le sue difese meno dove regala anche un FT supplementare a Plumlee inutile e in generale rischia di andar fuori non riuscendo a esser sempre solido ma è un rookie e se mette a posto la difesa usando il suo fisico con più esperienza, può diventare davvero un giocatore fastidioso per le squadre avversarie su ambo i lati del campo.

Cody Zeller: 5

11 pt., 1 rimbalzo, 1 assist, 1 rubata, 2 stoppate. 5/10 FG, 4 falli, -17. Una bella stoppata su Porter Jr. nel secondo tempo nel momento di passione degli Hornets, qualche punto ma una prestazione che non colma le lacune di Charlotte. Gioca deciso a tratti per il resto non è nemmeno fortunato all’inizio con Jokic a piazzargli due punti sopra la testa dal mid range e fuori equilibrio.

Willy Hernangomez: 6

5 pt., 6 rimbalzi. ½ FG. 3/6 FT. Un po’ meno impiegato rispetto il solito, entra comunque in campo e gioca 11:08 minuti, anche veri, non tutti nel garbage time. Si guadagna la sufficienza, nulla più. Regredisce un po’ rispetto le gare precedenti anche fallendo la metà dei liberi a disposizione. Un buon rimbalzo offensivo conquistato lo portava in lunetta. Tre i totali presi in attacco.

Nicolas Batum: 5,5

0 pt., 7 rimbalzi, 7 assist. 0/4 dal campo, -2 in +/-. Aiuta la squadra con assist e rimbalzi ma non mette un tiro e fatica un po’ di più in difesa. Controverso, gioca 20:34 probabilmente in preparazione del Paris Game dove non sarebbe bello finire a zero punti…

Marvin Williams: 5

0 pt., 2 rimbalzi. 0/4 FG in 10:08. 2 falli, +1. Gioca la metà di Batum e spreca altrettanto, oltretutto la sua difesa non mi piace anche se finisce con un +1 di plus/minus ma affretta o sbaglia tiri che avrebbero meritato più attenzione nell’impostazione. Se è distratto dalle voci meglio vada, ultimamente, discorso naso a parte è uno scempio da osservare.

Bismack Biyombo: 5,5

4 pt., 6 rimbalzi, 3 stoppate. 2/6 dal campo, 2 falli, +1. 15.21 sul parquet per il congolese che piazza tre ottime stoppate, grafia anche Jokic ma poi dall’altra parte ha difficoltà venendo bloccato una volta e sbagliando tiri. Duelli fisici, Borrego dal mio punto di vista dovrebbe usare una doppia torre e mantenere il congolese in area perché quando gli eventuali centri tiratori escono sul perimetro se si crea una situazione da pick and roll è lento a contenere e non può andare in aiuto dei passaggi all’interno in generale. Le linee di passaggio sono occupate dal fisico perché non è uno stealer.

Dwayne Bacon: 4,5

2 pt., 3 rimbalzi, 3 assist. 1/5 dal campo, 0/3 3 FG, 1 TO, 3 falli, -15. 23:54 di assurdità. E’ il primo a non esser convinto di sé stesso quando tira da tre e la stoppata che prende da dietro in entrata non aiuta ma è già dal TO fischiatogli in attacco lontano dalla palla ad altre giocate lontane dal miglior Bacon che si capisce che non girerà in serata. Momento di felicità l’attacco frontale nel primo tempo con appoggio in caduta con fallo. Libero mancato però…

Cody Martin: 6

2 pt.. ½ in 2:15. Politico nel poco tempo a disposizione a fine match piazza un paio di punti. Sempre convinto che in certe partite serva. In questa Charlotte ha fatto buona guardia ma non ha avuto buoni attacchi e lui stenta da quel punto di vista quindi “sposo” nel caso la scelta di Borrego.

Coach James Borrego: 5,5

Sesta sconfitta consecutiva. Ha in mano una Panda e anche se la modifichi, la tarocchi e gli metti il motore di un dragster qualcosa che non andrà ci sarà inevitabilmente. La squadra tiene benino complessivamente in difesa pur con i limiti dei singoli ma i Nuggets tenuti a 100 punti con un inizio veramente slow sono una buona cosa, non da tutti, dall’altra parte però Rozier non basta a colmare le lacune offensive, quelle lasciate in estate. Si lavora per sviluppare i giovani ma che pena così…

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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