Game 44: Charlotte Hornets Vs Sacramento Kings 114-95


Intro

A stretto giro di posta gli Hornets tornavano a battagliare con i Kings affrontati al Golden 1 Center nel sabato notte californiano.

Hornets sconfitti che ritrovavano un po’ d’orgoglio ma non ingranavano come a San Antonio dove arrivava un’insperata ma meritata vittoria.

I tifosi degli Hornets, tormati a casa dopo il lungo road tour, aspettano ansiosi oggi una risposta per capire quale sia la squadra vera tra quella svogliata vista almeno in un paio di trasferte o quella grintosa e tonica osservata a San Antonio.

Nell’era virtuale ormai il classico ma affascinante messaggio recapitato per posta sotto forma di lettera pare esser desueto, tutto corre veloce con i social media, internet, tutto scorre e trapassa spesso la nostra reale comprensione di fenomeni che sembrano esser stati digeriti ma che in realtà sono stati solo masticati a un ritmo che non è il nostro.

Così, Charlotte che si accingeva ad affrontare una delle squadre dal ritmo più veloce della lega, fattasi trascinare nel turbo-gorgo fast & furious dei Kings in serata prima di tutto per vincere doveva esser in grado di dettare i propri ritmi.

Sperando in buone notizie contenute nelle lettere da Charlotte la gara aveva inizio…

La partita in breve

Una partita “partita” male per Charlotte che dopo la tripla di Lamb incassava un parziale di 0-13 che preoccupava e spaventava al contempo perché l’aggressività dei Kings, unita al buon attacco, l’ottimo ritmo e il fatto che siano una buona squadra da trasferta non facevano intravvedere nulla di buono ma spesso gli inizi sono cornici alla gara, infatti, Charlotte ripresasi dallo shock arrivava a già a fine primo quarto tagliando lo scarto sul -5 (20-25).

Nel secondo quarto i benefici portati dall’energia di MKG, i rimbalzi di un aggressivo Willy si facevano sentire e, ironia della sorte, Lamb, uno dei peggiori a inizio gara,m trovava anche il sorpasso (44-43) a 4:45 con la tripla da sinistra.

I Kings contro-sorpassavano un paio di volte ma nel finale la difesa di Charlotte faceva la differenza mentre in attacco gli Hornets trovavano soluzioni valide sublimando il tutto con il fade-away di Walker sulla luce rossa a battere Cauley-Stein (proteso alla stoppata) per il 63-50.

Charlotte nel terzo quarto subiva due schiacciate di Cauley-Stein ma nel mezzo due fiondate da fori di Walker incrementavano il vantaggio che scendeva tuttavia quando gli Hornets, giocando un po’ troppo sugli allori, si concedevano quasi esclusivamente il tiro da fuori.

Con i Kings dal -16 ormai giunti al -7 (74-67) e un attacco bloccato per Charlotte, per rimanere in vantaggio la squadra di Borrego doveva ricorrere a un’ottima difesa che si vedeva su tre azioni consecutive, poi finalmente era Bridges a volare e correggere da sopra il ferro un errore di MKG da fuori sbloccando Charlotte che chiudeva il quarto sul +10 (83-73).

Nell’ultima frazione l’apporto di Parker e dello stesso Bridges (in generale di quasi tutta la panchina) portava a un canestro in entrata del primo e a un assist del primo con canestro da fuori del secondo per il 95-80.

Charlotte arrivava anche sul +20 dopo una tripla di Marvin Williams mentre nel finale concedendosi qualche licenza in un finale dal solito ritmo alto e convulso si avvantaggiava anche da qualche errore offensivo “semplice” dei Kings come quello di Cauley-Stein da sotto.

Sul +12 (101-89) arrivava un parziale di 8-4 con due punti in transizione di Walker che chiudevano la gara.

Il 46,2% dalla lunetta dei Kings contro l’86,2% di Charlotte è stato fattore determinante anche perché i Calabroni hanno segnato 25 dei 29 liberi a disposizione, mentre i Kings sono andati in lunetta poco con un 9/13… Vinta 46-42 la lotta a rimbalzo, persa quella negli assist (per i numerosi falli ai quali sono ricorsi i Kings) 21-28 negli assist, nelle stoppate Charlotte vinceva di misura 4-3 ma un altro fattore sono state le palle perse.

Questa volta i Kings ne hanno accumulate 17 contro le 13 degli Hornets che così hanno compensato un tiro da fuori piuttosto deludente in serata:

44,8% FG CHA, 44,3% SAC, 28,9% 3FG CHA, 33,3% SAC.

Le formazioni:

La partita

1° quarto:

Charlotte partiva aprendo bene con la tripla sicura di Lamb (11:46) dalla diagonale destra su passaggio d i Kemba ma subiva un parziale di 0-13 a causa di una difesa aggressiva dei Kings che portava sempre all’errore al tiro gli Hornets nel frattempo colpiti a 11:25 dal pullup di Shumpert, dalla tripla da second chance di Buddy Hield, dall’appoggio volante di Cauley-Stein e da altre due bombe di Hield (prima dall’angolo destro con multi-rimbalzo e la seconda dalla diagonale destra su transizione) che portavano gli Hornets a 8:20 al time-out necessario sotto di 10 punti.

Al rientro Charlotte cercando la palla sotto per Biz perdeva due palloni finendo ancora battuta da Fox nel mezzo delle azioni offensive.

Finalmente Kemba dopo un inizio incerto salvava a 6:58 in rientro salvando su Hield in transizione (persa di Lamb, pessimo inizio per il numero 3) e a 6:31 in entrata batteva Cauley-Stein guadagnando esattamente a metà tempo altri tre punti con una bomba arresto e tiro in transizione dalla top of the key per l’8-15.

Shumpert con un lungo due punti muoveva il punteggio, quindi dalla parte opposta MKG portava a 10 gli Hornets che guadagnavano altri due punti con la nostra ala che appoggiava dalla baseline destra oltre due difensori (rientro del centro in stoppata tardiva).

A 3:16 Bogdanovic segnava ai 24 dopo aver eluso Graham e la sua pressione mentre Bridges entrava in lunetta a 3:00 dalla fine splittando, la palla rimaneva a Charlotte dopo il secondo tiro (rimessa dal fondo) con Bridges a risolvere con la schiacciata lanciatissima un soffio prima dei 24 per il 15-19.

Bagley portava a casa 4 punti consecutivi tra schiacciata e jumper., Devonte’ da tre andava corto dopo un arresto con il quale mandava al mare la difesa dei Kings ma a 1:05, sull’azione successiva era Willy dalla top of the key a colpir da fuori su scarico di Parker per il 18-23.

Bogdanovic riceveva e appoggiava alto in entrata con la palla a mangiare il primo ferro per entrare in ricaduta e Willy da sotto chiudeva il punteggio nel primo quarto facendo tornare a -5 i Calabroni (20-25)

Walker contro Cauley-Stein. Associated/Press Photo.

2° quarto:

Gran ritmo nel secondo quarto ma brutto inizio per Charlotte colpita da Ferrell dopo una dozzina di secondi.

Bridges con uno spin lento andava oltre il difensore appoggiando in post basso destro ma Bogdanovic segnava da tre a 11:06 e appoggiava oltre i pochi cm di Graham (sfortunato sul tiro precedente il giocatore degli Hornets) sfruttando il mismatch per far salire la propria squadra sul +11 (22-33).

Parker ne metteva dentro due in appoggio ma dalla sinistra la finta di Jackson faceva scivolar via Monk come un toro sotto il mantello rosso per poi esser colpito dal jumper…

MKG a 9:28 iniziava a sprizzare energia offensiva inventandosi un circus shot dal cuore dell’area a contatto con Bagley che commesso fallo incassava anche il libero addizionale.

A 9:16 le parti s’invertivano ma sul fallo di MKG il lungo avversario guadagnava solo un punto in lunetta così l’appoggio di destro di Parker e l’entrata con palleggio behind the back di Monk con cambio direzione e separazione su Jackson era chiuso con un floater comodo per il 31-38.

Marvin dalla destra sbagliava la tripla aperta da scarico ma Willy guadagnava un rimbalzo offensivo (gran lavoro del centro spagnolo a rimbalzo) a 7:58 e 8 secondi più tardi Parker in entrata forzava la difesa dei Kings al fallo.

Pur presentandosi stanco in lunetta Tony metteva dentro due punti ma dall’altra parte Bagley dimostrava di saper tirare anche da fuori pescando la tripla dall’angolo destro.

Poco male se Tony in entrata s’inventava lo spin sotto canestro con il quale mandava a vuoto l’intervento difensivo del marcatore e sulla spinta appoggiava dall’altro lato del ferro eludendo l’intervento del lungo dopo esser passato nel collo di bottiglia dei due.

Era Parker con un pick and rolla fornire a Willy materiale per il sottomano in allungo del 37-41, lo stesso Willy rimproverato da Tony perché su un due contro uno in transizione si mangiava tutto non sapendo che fare finendo per servire la difesa dei Kings in rientro con un pasticcio.

Lamb mancava un appoggio facile mentre Fox a 5:50 attaccando il ferro guadagnava due FT ma ne realizzava solamente uno.

MKG aggiungeva due FT a 5:33 per il -3 mentre dall’altro lato del campo ricorreva al fallo per evitare due pt. certi di Bagley III che dalla lunetta splittava.

Gli errori costavano ai Kings che commettendo fallo su MKG ancora (questa volta Cauley-Stein) incassavano altri due precisi liberi del nostro n° 14.

Ormai prossimi al sorpasso, ironia della sorte era Lamb, fino a quel momento in difficoltà, a segnare il cambio di vantaggio con la tripla da sinistra per il 44-43.

I Kings riuscivano a stare al passo con un paio di contro-sorpassi: il primo era ottenuto da Bagley III al terzo tentativo Kings sulla stessa azione mentre dopo due liberi a segno di Lamb a 4:07 era Cauley-Stein a prendere i punti per il secondo sorpasso (46-47).

Su un’ottima difesa di Charlotte Batum era rapido a far uscir palla così in transizione MKG finiva per schiacciare indisturbatamente mentre su un’altra transizione a 2:32 gli Hornets iniziavano a costruire il vantaggio con il canestro di Lamb per il goaltending di Cauley-Stein rientrato un attimo troppo tardi.

Volava Lamb in diagonale per eludere il difensore e appoggiare in reverse layup ma Hield a 1:46 indovinava un’altra tripla rimettendo pressione a Charlotte, tuttavia dopo 16 secondi Williams rispondeva aiutando Charlotte a riprendere il ritmo partita con Kemba sull’entrata in terzo tempo faceva una mezza finta sul fianco destro nascondendo la palla in avvio di terzo tempo per poi volare oltre Hield e appoggiare due punti.

A :48.7 Batum in layup segnava il +9 e Kemba a :29.3 dall’intervallo portava a 61 i Calabroni mentre rimaneva al palo la formazione dei Re, colpita e affondata da un buzzer beater in fade-away di Walker che in separazione tirava fuori dal cilindro un tiro dal mid-range a una mano che si alzava oltre il braccio proteso alla stoppata di Cauley-Stein.

63-50 all’intervallo dopo la corsa nel finale dei Calabroni che preso il ritmo si fermavano sul più bello per 10 minuti.

3° quarto:

Iniziava con una schiacciata di Cauley-Stein il secondo tempo ma Kemba avvantaggiava gli Hornets con due triple consecutive quindi arrivava un’altra schiacciata del centro californiano che portava il match sul 68-54.

Bjelica in entrata appoggiava al vetro mentre gli Hornets sul largo vantaggio ora provavano comodamente quasi esclusivamente a sparare da fuori: Lamb andava lungo ma sull’azione successiva dopo l’errore di Kemba arrivava la second chance di Marvin che calava una tripla per il 71-56.

A 9:12 era Shumpert a colpire il bersaglio da fuori e dopo l’errore del nostro capitano da tre, Fox passava Lamb in coast to coast venendo colpito lateralmente da Williams sull’appoggio.

Marvin non evitava il canestro con l’impatto ma peggiorava il danno concedendo il terzo punto dalla lunetta al n° 5 ospite.

Ai 24 secondi Kemba infilava l cotone dopo uno scambio prolungato con Batum che portava il capitano a sparare dai 9 metri circa… A 7:30 Hield da tre su Batum contrastava l’avanzata Hornets e Hield mettendo dentro oltre il tentativo di stoppata di Bridges riduceva ulteriormente lo scarto fino ai 7 punti (74-67).

Floater di Kemba corto, dunk a una ano spalmata sul ferro di Lamb, passi di Kemba e tripla corta di Bridges…. Charlotte non riusciva più a segnare ma in difesa costringeva adesso i Kings a lavorare tanto senza ottenere successo: era il caso dell’azione seguente quando le rotazioni degli Hornets erano tempestive e chiudevano tutte le bocche da fuoco dei Kings sull’arco, finiva per tentare Bogdanovic in area ma sbagliava sull’estremo sforzo in stoppata di Bridges che se non arrivava sulla palla influenzava sicuramente il tiro.

Un’altra difesa con air-ball di Bogdanovic chiuso allo scadere dei 24 nell’angolo sinistro da MKG riconsegnava palla a Charlotte che dopo un errore di Lamb copriva ancora ottimamente con Batum un tentativo di taglio verticale con palla che finiva sul fondo…

Finalmente si sbloccava Charlotte con il volo sopra il ferro di Bridges a correggere l’errore da tre punti di MKG, dall’altra parte Bogdanovic al vetro metteva dentro oltre Batum ma dopo l’1/2 dalla lunetta di Bagley, Parker in entrata da sinistra con partenza in palleggio basso a batter l’uomo sul primo passo andava a segnare il 78-70 mentre Batum intuendo un passaggio orizzontale di un Fox raddoppiato e forzato sul post basso destro innescava due FT per MKG (fallo di Fox in rientro).

A 2:04 MKG metteva dentro ancora due liberi per il personale 7/7 mandando Charlotte sul +10.

Nel finale si ritoccava spesso il punteggio dalla lunetta ma la differenza restava invariata con la squadra di MJ a chiuder sull’83-73 il quarto avvantaggiandosi nei TO 10-12, un paio dei quali commessi nel finale dai ragazzi di Joerger.

Un paio di stacchetti delle Honey-Bees in versione leggins “mimetici”.

4° quarto:

L’ultimo sforzo per Charlotte andava in scena nell’ultimo quarto con Bridges subito a prendersi due liberi (splittati), Bagley al secondo tentativo in avvicinamento contro Willy riduceva il gap a 9 punti ma sull’errore in appoggio di MKG dall’altra parte del campo spuntava Willy in tap-in per rifarsi.

Monk serviva un assist verticale per Bridges che ringraziava sulla baseline depositando in leggera girata e poi si andava veloci con canestri da ambo le parti ritrovandosi con due punti di Parker utili a spostare più in là il divario (92-80).

Era lo stesso Parker a fidarsi ancora di Bridges che ultimamente stava solo sparando a salve da fuori: assist corto e semplice ma micidiale nell’angolo destro per Miles che faceva finalmente centro applaudito dallo Spectrum Center a 9:03.

Per un fallo duro di Willy su Giles in entrata verso la schiacciata arrivavano due liberi contro ma il lungo li falliva così Williams colpendo da tre allungava addirittura sul +20 100-80).

Lo scarto si riduceva a 14 e a 6:29 Borrego chiamava un time-out.

Ancora qualche tiro di troppo dall’esterno di Charlotte colpita a 5:13 da fuori da Hield per il 101-89.

A rimbalzo difensivo però era Batum a lottare e a ottenere un fallo dopo il tentativo di Cauley-Stein di portarsi a casa la canotta del francese.

Bonus per un 2/2 provvidenziale a 4:37 anche perché il finale era un po’ convulso a causa di un ritmo che non accennava a scemare.

L’entrata con hesitation di Walker oltre Bogdanovic e layup senza disturbi e il floater piovuto nel nostro cesto a opera di Fox mandavano il match sul 105-93 e nel finale un banker di Lamb e un tentativo di salvataggio di Cauley-Stein che innescava sulla lotta per la palla tra Lamb e Fox la transizione di Kemba per altri due punti, toglievano eventuali residui dubbi sulla squadra vincitrice (109-93)

Finiva 114-95 con gli Hornets a splittare la serie contro i Re dopo la L a Sacramento.

Pagelle

Kemba Walker: 7

23 pt., 4 rimbalzi, 5 assist, 1 stoppata. 9/21 al tiro che è peggiorato dal 3/10 da fuori. In un momento di stanca o di riposo Charlotte si affida alle sue triple ma non entrano come erano state catapultate le prime due a inizio ripresa, l’altra buona è su uno scambio con Batum presa ai 24 in ritmo e sparata da 9 metri circa… Nel finale non serve ristrutturare il condominio, con piccoli ritocchi da una sverniciata a Sacramento anche se incappa in una stoppata presa da Cauley-Stein che ce l’aveva con lui dopo lo splendido buzzer-beater incassato sulla sirena nel secondo quarto.

Jeremy Lamb: 6

14 pt., 5 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate. 5/14 al tiro con un inizio difensivo non eccelso anche se i suoi tre primi punti sono quelli che aprono al gara. Sbaglia troppo in attacco poi tre punti dalla sinistra segnano il sorpasso e il declino Kings. 2/7 da fuori e 3 TO. Si salva a malapena…

Nicolas Batum: 6,5

7 pt., 5 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate. Altra prova convincente del francese che gioca una partita difensiva a salir di tono diventando un baluardo nel secondo tempo. Guadagna due FT nel finale su un rimbalzo difensivo, chiude le linee di passaggio, cerca di stare dietro l’uomo se prova a trovare un vantaggio. Non sono grandi cifre e dal campo ha solo un 1/5 ma la sua difesa quando conta aiuta la squadra anche se perde tre palloni.

Marvin Williams: 6,5

10 pt., 5 rimbalzi, 2 assist, 3 rubate, 1 stoppata. Poco appariscente, mi chiedo a fine match se le sue cifre siano reali ma evidentemente sì, essendo quelle ufficiali. Non perde un pallone e segna nel finale da tre il +20 grazie all’attenzione posta su Kemba in possesso di palla e alla sua buona spaziatura, semplice ma efficace. 3/6 dal campo, in difesa si fa sentire eccedendo un paio di volte con il fallo su Fox in entrata laterale in aiuto all’ultimo secondo che consegna due punti and one alla guardia ospite e per un fallo su Giles in area con spinte che porta l’attaccante in lunetta ma con uno 0/2 che non arrecherà danni.

Bismack Biyombo: 5,5

0 pt., 2 rimbalzi, 1 stoppata. Gioca poco in serata (9:25), travolto dall’inizio dei Kings accumula un plus/minus di -13 non per particolari suoi demeriti. In attacco Charlotte lo cerca un paio di volte dopo il time-out ma è un centro troppo statico e non se ne fa nulla. A parte la buona stoppata gli riesce poco e Borrego sfrutta la buona serata di Willy.

Malik Monk: 6

5 pt., 1 rimbalzo, 1 assist. Gioca 13:10 perdendo un paio di palloni. L’assist è su una drive frontale con passaggio verticale per Bridges sulla linea di fondo a sinistra del canestro. In attacco può andare ma in difesa ancora lascia un po’ a desiderare a volte, soprattutto è la gestione della palla a non essere ottimale. Nell’ultimo quarto Parker prova a mandarlo in corsa sulla baseline ma lui nel frattempo si era fermato tentando di smarcarsi con una finta.

Michael Kidd-Gilchrist: 7,5

15 pt., 2 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate. 4/7 al tiro con uno 0/2 da fuori, non il suo pane. 7/7 ai liberi non è niente male, specialmente per lui che combina energia e precisione, non semplice… Una difesa-attacco che porta punti e gli porta in dote un +26 di plus/minus. Gli riesce anche un circus shot contro Bagley che lo porta a realizzare un gioco da tre punti. Quando entra Charlotte inizia a recuperare.

Miles Bridges: 7

15 pt., 4 rimbalzi, 1 assist. 6/9 al tiro e un +13 di plus/minus. Schiaccia il settantaseiesimo punto sull’errore di MKG da fuori con Charlotte bloccata da troppo tempo in attacco. Gli riesce finalmente di segnare anche una tripla dopo u po’ di tempo mentre nella prima parte, dopo aver splitatto dalla lunetta decide di chiuder l’azione offensiva di Charlotte (palla rimasta ai Calabroni con la rimessa dal fondo) lanciandosi a una mano per far esploder lo Spectrum Center con una dirompente jam delle sue… Una volta non schiacciava nessuno, ora è Fly City…

Tony Parker: 7,5

14 pt., 2 rimbalzi, 6 assist, 1 rubata. 5/10 dal campo con entrate che portano a sottomano semplici o lavorati come lo spin che inchioda Fox e batte Cauley-Stein o ancora a FT. “Spacciatore” di assist, da quelli semplici ai tentativi in corsa con passaggio bound dietro la schiena che non sempre i compagni valorizzano rendendolo poi assist da tabellino. Una forza per Charlotte che trova punti preziosi, sapienza cestistica e un +12 in plus/minus nonostante un paio di palloni persi. T.F.R., che non sta per Trattamento di Fine Rapporto ma per Tony Factor Ring. Esperienza pluri-anellare…

Willy Hernangomez: 7,5

11 pt., 16 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Carico e aggressivo prende rimbalzi in serie, alcuni dei quali (4) sono offensivi. Commette un fallo duro nel secondo tempo, lotta per tutta la gara. Questa versione dell’iberico mi piace. +20 di plus/minus, mette dentro anche un tre punti finalmente.

Devonte’ Graham: 5

0 pt.. Gioca 9:14 ma l’avversario diretto lo incenerisce. Lui ci prova tre volte da fuori ma è impreciso con lo 0/3 anche se uno gli gira male, tuttavia da Bogdanovic prende in faccia un canestro da sotto per questioni di cm e non sembra tenere molto. Purtroppo per questioni di esperienza, peso e cm, nonostante a tratti mostri una difesa aggressiva che lo stava portando anche a una steal, gli avversari lo individuano come punto debole.

Dwayne Bacon: s.v.

0 pt.. 1:20 per Dwayne, niente di che… finale senza numeri da mostrare nel tabellino.

Coach James Borrego: 7

Squadra inizialmente influenzata e condizionata dal ritmo avversario. Riesce a metter dentro quintetti ben composti che hanno capacità di attaccare, difendere ed essere fisici traendo beneficio qualche volta dal ritmo avversario ribaltando l’azione con fast break. Buona gara, non far deconcentrare la squadra sarà la sua missione per la prossima sfida contro i Suns.

Questo articolo è stato pubblicato in Uncategorized da igor . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.