Game 45: Charlotte Hornets @ Boston Celtics 111-102

Intro

Con un record sul 24-20 maturato giocando più partite in trasferta, gli impronosticabili Hornets vanno a fare visita a dei Celtics che al momento si trovano dietro i Calabroni in classifica e cercheranno di accorciare il divario nella standing.

Per me però è tempo di bilanci, nei sette anni precedenti solo una volta Charlotte è emersa dalla mediocrità e quest’anno pare stia tentando di guadagnarsi la fama di mina vagante dell’Est però nell’ottica del tempo eterno potrebbe essere tutto inutile per Giansenio…

Questo teologo del diciassettesimo secolo pensava che solo alcuni uomini fossero eletti mentre gli altri non lo fossero e non avessero possibilità di salvarsi perché corrotti dal peccato originale.

La Chiesa non la prese bene poiché questo principio vanificava l’uomo come arbitro ed artefice del proprio destino ultraterreno.

Se esistesse un Dio del basket probabilmente condannerebbe il fondatore dei nostri Calabroni George Shinn, il suo progetto era più afferente alle proprie casse che a un titolo.

Mourning per Rice, Johnson per Mason, Eddie Jones per Rice, giocatori sulla carta buoni ma leggermente inferiori ai predecessori che si sono esaltati nella Queen City oltre i propri limiti andando meglio dei partenti non sono bastati e così la squadra attuale pronta al decollo secondo il dogma di Giansenio probabilmente non arriverebbe mai a un titolo con un proprietario come MJ troppo “mite” nel perseguire l’obiettivo.

La kenosis degli Hornets, scesi agli inferi nelle recenti annate, oggi trova spazio per riempire nuovamente i cuori dei fan teal & purple anche di quelli che nella vita privata sperimentano l’invalicabile giansenismo del Dio denaro sulla propria pelle come risvolto etico e sociale nella concezione di un destino già segnato.

Certamente sappiamo mancano dei mattoncini e la chiave di volta per svoltare verso il titolo ma se rimiriamo gli obiettivi perseguibili in questa stagione, Charlotte sta facendo bene il suo lanciando la sfida al giansenismo dallo sport, un ambito certamente non più intonso ma che ancora può far valere la piccola forza del mortale sul destino con buona pace di chi, come il teologo, pensa sia tutto già scritto e il destino ineludibile.

Andamento della partita

Gli starting five.

La prima palla del match era giocata sotto da Tatum che mancava un reverse su pressione di Hayward mentre dall’altra parte Bridges era impreciso in fade-away.

Boston passava al terzo tentativo con un piazzato di Brown dal mid range.

Lo stesso numero 7 non poteva contenere l’uno contro uno di Plumlee che in palleggio, spalle a canestro si avvicinava a contatto e lo batteva in girata con un gancetto.

A 9:37 Bridges in corsa andava su Tatum in seconda chiusura: fallo e 2/3 della star in verde, pareggio però trovato dalla stella degli Hornets Ball che in entrata veloce seminava tutti.

Hayward rubava due palloni in due azioni consecutive differenti ma le triple di Miles e Terry non funzionavano così toccava a LaMelo avvolgere il difensore allungandosi da fermo oltre il corpo del pilastro verde servendo nel mezzo Plumlee che in corsa faceva centro.

Jumper di Schröder dal mid range e dopo un paio di canestri a testa a 6:52 il fallo su Horford sotto canestro costava un two and one per l’8-11 Boston.

Charlotte rispondeva con il layup di sinistra da parte di Ball e l’appoggio al vetro di Rozier trovando il sorpasso (12-11) ma dall’angolo sinistro prima (Schröder) e dall’angolo destro poi (G. Williams) Boston indovinava due triple per issarsi sul 12-17.

Dopo un opinabile fallo offensivo di ball con un piede sul movimento del tiro entrava Cody martin che dava fastidio per tre volte a Boston sulla stessa azione, non si materializzava l’offesa dei Celtics ma lo stesso martin spediva da oltre l’arco una conclusione sul ferro con gli Hornets giunti a 0/5 da fuori.

Una bella entrata di Miles con alzata swooping era contrastata da Brown che sorprendeva in verticale la difesa di Charlotte in velocità. Stessa cosa che faceva Martin passando tre difensori in orizzontale e chiudendo in reverse per il 16-19.

Per un tocco di Miles in chiusura Schroeder otteneva l’and one dopo aver messo il tiro dalla media e a 2:49 la squadra di Ime Udoka (sostituiva fisicamente Stevens) scappava sul +6.

Gli Hornets tagliavano il divario con il primo tentativo del neo entrato Oubre Jr. che valeva anche la prima freccia pesante a bersaglio per Charlotte.

Rozier con un pull-up colpiva due volte sullo steso tiro ferro e vetro prima che la palla flipperasse dentro, Tatum però si liberava del nostro numero 3 riuscendo a batterlo per arrivare fino al ferro e Boston rimaneva avanti nel finale dopo una tripla di Richardson dalla destra rintuzzata con un little floater di Oubre Jr. che dalla lunetta a :21.2 splittava due FT (fallo di Tatum) ritoccando sul 25-27 il punteggio di primo quarto.

Era ancora Oubre Jr. a prendere l’iniziativa mancando da sotto l’appoggio ma rimanendo da solo con Tatum scivolato via batteva facilmente l’aiuto tardivo.

Oubre con due close-out mandava a vuoto due tentativi dei verdi ma dopo l’errore di P.J. da fuori Boston tornava avanti con Tatum prima che McDaniels risultasse bravo a piazzare la bombarda del sorpasso (30-29).

McDaniels in corsa rimontava e stoppava Richardson solarmente di fronte al ferro e ci pensava Oubre Jr. in transizione (dopo una palla a due guadagnata contro Brown, persa ma intercettata da Hayward) correva dall’altra parte segnando il 32-29

Il team del Massachusetts si riportava sotto con Langford e passava avanti a 7:21 con Richardson in appoggio.

Brown ne infilava altri due ma il divario era azzerato che da una rimessa dal fondo nella metà campo avversaria di Ball bravo a pescare con il lancio lanciasse lungo McDaniels e il catch n’shoot da tre pesante.

Con Tatum a tre falli, la partita si infiammava da fuori a 6:18 con la tripla di Rozier (38-37) seguita da quelle di Brown, Ball e Langford che alzavano sul 41-43 il punteggio con il nuovo perfetto equilibrio dopo un’altra stoppata imperiale di McDaniels che a 5:06 in corsa subiva fallo.

Liberi vincenti per il 43 parie Hornets in vantaggio con un fade-away rilasciato su una gamba in corsa di McDaniels che battendo al vetro inaugurava l’ottimo finale di quarto dei Calabroni che tornavano a segnare a 4:20 con due FT di Rozier bravo poi con un’esitazione ad andare nel pitturato a prendersi e segnare un altro tiro costringendo Udoka al time-out a 4:00 dalla fine con Charlotte sul 49-43.

Un arcobaleno in corsa di Miles oltre al difensore non era facile ma l’abbraccio del cotone rendeva grazia al talento della nostra PF prima che Schröder da tre interrompesse il parziale da 8-0 degli Hornets.

Boston sbagliava triple aperte finendo per pagare l’entrata di Bridges con fallo di G. Williams già battuto.

Dopo questo due più uno arrivava anche l’anticipo di martin su una rimessa di Boston con palla per Rozier in fast break a portare sul +10 gli imenotteri.

L’ultimo colpo lo batteva Schröder ma a Charlotte rimanevano 8 punti di vantaggio grazie al 52,5% complessivo dal campo contro il 40,4% avversario.

Anche i rimbalzi (29-21) sorridevano a Charlotte come gli assist (12-11).

Partiva bene per Charlotte il secondo tempo con la tripla di Miles dall’angolo sinistro su Horford che restituiva andando in corsa di peso ad appoggiare su Miles.

Boston riusciva a recuperare due punti dopo due terrificanti liberi a salve di Plumlee con Freedom che dall’altra parte non falliva in lunetta per il 61-54.Balla mandava Plumlee a bersaglio con l’alley-oop, Tatum segnava in entrata quindi LaMelo entrava in un piccolo loop di frustrazione mancando alcuni tiri, recuperando comunque alcuni palloni.

Hayward approfittava della distrazione di Tatum che si faceva leggermente velare lasciando la pazza idea della tripla (a segno) a 7:56 per il +10 (66-56).

Brown segnava due punti, Tatum commetteva il quarto fallo poi a 7.11 Rozier inaugurava la prima delle sue tre triple consecutive (contrastate dall’attacco di Boston con le bombe di Schröder e Horford) che valevano il 75-64 prima che Schröder in fast break mancasse un facile appoggio così Oubre Jr. sulla sinistra fintava liberandosi del difensore ricollocandosi un paio di passi più verso il centrocampo prima di emettere la sentenza da tre aperta (78-64).

Charlotte tentava di mantenere il vantaggio con un turnaround hook di Miles su Horford nel pitturato (80-67) ma Boston rientrava di un paio di punti con la complicità di qualche cambio che non funzionava sempre a dovere nonostante le percentuali non alte.

86-74, 12 punti da difendere che divenivano problematici per il quintetto Hornets intriso di bench nella prima parte dell’ultima frazione.

Kelly Oubre Jr. tenta di andare a canestro oltre Tatum. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

Quando Langford recuperava un air-ball di Pritchard infilando un and one e Richardson a 9:40 buttava la bomba a canestro i Celtics gettavano un’ombra sul match di Charlotte che rimaneva con 6 punti di vantaggio: 86-80.

Ball rientrava sparando un missile verticale corto per McDaniels che dietro le linee schiacciava, tuttavia Freedom – o meglio… Kanter – a 9:05 pescava un altro and one per i suoi portando a -5 i folletti (88-83).

In transizione arrivava all’ultimo l’aiuto di McDaniels su Langford ormai pronto a depositare il sottomano.

Un ½ ai liberi lasciava un +4 a Charlotte che finalmente rispondeva con Ball da tre nell’angolo destro grazie al passaggio di un Rozier raddoppiato.

Tatum era triplicato sull’entrata in area ed arrivava la stoppata di P.J. sull’asso avversario.

Richardson mandava a vuoto due triple mentre due entrate di Bridges oltre Brown facevano allungare Charlotte sul 95-88 mentre Tatum giungeva al quinto fallo e sbagliava un’altra conclusione da fuori nella sua serata no.

Quando Oubre Jr. a 4:55 tirava fuori dal nulla un deep catch n’shoot i tre punti andavano a sommarsi al vantaggio con un +10 (98-88) che sembrava non mettere paura ai Calabroni nel finale però Brown segnava da tre tuttavia Williams e Horford non avevano il passo per contenere un twisting reverse di Bridges (100-91).

Quando la difesa di Charlotte toglieva palla all’attacco dei Celtics e in fast break Bridges si produceva in una wind-mill per il 102-91 tutto sembrava chetarsi ma non ci si poteva distrarre perché arrivava immediata la risposta volante di Tatum sull’altro fronte.

La pratica da tre che condannava i Celtics sembrava funzionare nel finale perché Horford mandava a segno il 102-96, Charlotte rispondeva con le bombe di Ball e Rozier auto prodotta la prima (su assist ribaltato di LaMelo la seconda) ma Schröder indovinava due triple veloci per far tornare Boston al -6 a 1:14 dal termine.

Il pubblico di casa si spegneva quando a :54.0 dalla fine Terry – dopo aver congelato la sfera – andava sulla diagonale destra e con un passo laterale si assestava per sparare oltre il difensore che poteva solo constatare la morte della partita.

La Melo Ball (scarpa sx gialla e destra rossa) e Miles Bridges, due protagonisti di serata. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

Finiva 111-102 con gli Hornets vittoriosi al TD Garden dopo lungo tempo.

Analisi

Charlotte torna a vincere a Boston dopo tanto tempo e anche se ai Leprecauni mancavano elementi di pregio come Robert Williams e Marcus Smart mentre Charlotte ha potuto contare su un Kelly Oubre Jr. in più, la squadra di Borrego non ha rubato nulla giocando intelligentemente, diligentemente rimanendo attenta in difesa, una delle chiavi per vincere questa partita.

La buona difesa ha limitato il mobile Tatum a 12 punti in una serata da 5/19 per lui…

Schröder con 24 punti e Brown con 21 hanno sostenuto l’attacco dei padroni di casa con Horford in doppia doppia a 13 pt. e 10 rimbalzi a dare una mano così come Langford arrivato a 11 punti.

Richardson ha segnato 10 punti ma con un 4/12 dal campo.

I Celtics hanno fatto largo uso del tiro pesante sbagliando anche qualche open in una serata storta finita al 30,4% contro il 39/90 al tiro complessivo (43,3%) mentre Charlotte si è espressa al 41,0% da fuori e al 48,8% dal campo.

15 TO per Charlotte contro i 14 dei Celtics sono una piccola, leggera nota a favore dei verdi ma il 57 a 45 a rimbalzo e il 6-3 nelle stoppate ha favorito Charlotte mentre gli assist sono finiti pari (27-27) mentre ai liberi le squadre si sono equivalse: 11/15 CHA, 10/13 BOS.

Gli Hornets come nella scorsa partita hanno preso un leggero vantaggio a fine secondo quarto per estenderlo nel terzo e controllarlo (nonostante la resistenza di Boston) nel finale grazie al trio Ball, Rozier e Bridges coadiuvati da Oubre Jr. e il 18-9 nelle 2nd chance dimostra quanto i Calabroni tenessero a una vittoria che li avvicina a Cleveland sconfitta a Chicago.

LaMelo Ball: 8

15 pt. (5/15), 10 rimbalzi, 10 assist, 1 stoppata, 8 TO. Gioca con la scarpa destra rossa e la sinistra gialla. Confonde dapprima sé stesso, poi gli avversari. Tripla doppia (se non la toglieranno un’altra volta sui riconteggi) per Ball alla fine che contribuisce in maniera pesante al gioco di squadra con assist preziosi nel finale che facilitano la vita a McDaniels e Rozier tra gli altri. Va a riprendersi qualche pallone dopo aver mancato qualche tiro insistendo a rimbalzo offensivo mentre nel finale ne cattura uno difensivo subendo una manata di Tatum. In ripresa dopo un primo tempo un po’ letargico condito da 6 TO, spesso banali, in palleggio o per imprecisioni. Secondo tempo al contrario di livello, quando conta da la spinta nel finale.

Terry Rozier: 8,5

28 pt. (10/18), 4 rimbalzi, 10 assist. Inizia male, freddo tanto da pensare che l’aspetto psicologico che l’ha spesso condizionato a Boston contro la sua ex squadra possa fargli vivere un’altra serata da incubo ma Terry si riprende lentamente e dal vetro baciato per il 12-11 passa in forma clutch segnando tre triple consecutive poi nell’ultimo quarto quando smista un pallone provvidenziale su Ball (intelligentemente perché raddoppiato) in angolo che fa centro nel momento più delicato della partita e si permette il lusso di infilarne un altro paio nel finale (la seconda da urlo con passo laterale a uscire dal raggio di stoppata del difensore) che decidono la partita. Doppia doppia grazie a tanti assist che migliorano il gioco di tutta la squadra. Grande prestazione da ex.

Gordon Hayward: 7

5 pt. (2/4), 3 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate, 5 PF in 20:56. Non gioca molto alternandosi con Martin ma si spende diverse volte contenendo bene Tatum o qualche avversario di passaggio. Arriva a 5 falli ma contribuisce con alcuni pregevoli assist e difesa. Le sue steal consecutive nel primo tempo non portano punti ma tracciano la via.

Miles Bridges: 8,5

22 pt. (9/17), 7 rimbalzi, 2 assist. Sgabello d’oro degli Ashanti. Secondo la leggenda sceso dal cielo per Osei Tutu durante una riunione dei capi clan, ne decretò il suo potere. Dopo una guerra vittoriosa contro una popolazione vicina oggi si ritiene che in quello sgabello sia contenuto lo spirito di questa etnia. Lui fa piovere dal cielo teardrop, alzate in corsa che finiscono impressionantemente oltre al difensore e spesso è solo cotone. Incursioni utilizzando il vetro come le due nel secondo tempo che fanno sembrare Brown quasi un rookie sono in realtà due conclusioni non semplici e se poi trova qualcuno senza il suo passo (Horford e Williams) si infila in mezzo e va a segnare in reverse. La windmill in fuga è solo la ciliegina di una partita dove non brilla dall’arco (1/6 con l’unica tripla dall’angolo a inizio terzo quarto) ma domina concretamente quando vuole andare a canestro. Difesa buona.

Mason Plumlee: 6,5

6 pt. (3/4), 10 rimbalzi in 27:54. Nonostante ai liberi paia più un giocatore di morra cinese che un cestista (vedere il primo terrificante libero rilasciato come air-ball alle foglie morte), Plumlee cattura 10 rimbalzi, da una mano, mette un hook giocando intelligentemente contro Brown e poi è lesto a capire il passaggio per lui raffinato in alley-oop. Non è un centro che sposti ma tiene abbastanza bene in serata.

Kelly Oubre Jr.: 7,5

18 pt. (7/14), 3 rimbalzi, 2 rubate, 1 stoppata. Rientra alla grande dopo il fermo per il protocollo di sicurezza NBA Oubre Jr. che da quello sprint in più alla bench di Charlotte. Prima conclusione e prima tripla di tutti gli Hornets nella partita, poi attacca il canestro confondendo anche la difesa con finte. Nel primo tempo si nota anche per due buone chiusure (una da sotto e una sulla linea dei tre punti) sulla medesima azione. Un paio di bombe di spessore ancora nel quarto finale.

Cody Martin: 7

3 pt. (1/5), 4 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Sakoku. La politica autarchica del Giappone che per quasi due secoli si chiuse in sé stesso blindandosi (con qualche concessione a cinesi, coreani e olandesi) dalle minacce esterne. Entra così, non riuscendo a recuperar palla ma facendo sbagliare tre tiri ai Celtics sotto la sua influenza. L’egida di Martin difensiva si fa valere soprattutto nel primo tempo con qualche traccia nella ripresa sebbene non possa far molto sul secondo triplane di Schröder se non un close-out senza rischiare. A parte una bella entrata in reverse, serata imprecisa al tiro forse per aver speso un po’ troppo difensivamente.

P.J. Washington: 6

2 pt. (1/4), 3 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 2 stoppate. Una bella stoppata in aiuto su Tatum, peccato per il solito tiro al piccione da fuori (0/3). Segna su alley-oop offerto da Oubre dopo che Brown aveva interrotto con una manata in salto il primo tentativo di passaggio dell’ex Warriors.

Jalen McDaniels: 7,5

12 pt. (4/5), 3 rimbalzi, 2 stoppate, 4 PF in 18:59. Ottima performance iniziale di Jalen che infila con sicurezza due triple per rimanere a galla e in rimonta si frappone tra Richardson e il canestro balzando con il tempismo giusto per respingere solarmente il tentativo oltre il mittente ma ne piazza anche un’altra. Più periferico e meno protagonista nel secondo tempo quando viene anche colpito ai “gioielli di famiglia” e stenta un po’ a stare in campo.

Coach James Borrego: 7

Rischia forse un po’ concedendo qualche tripla a Boston ma imbriglia Tatum e senza un paio di punti di riferimento i Leprecauni devono affidarsi spesso al tandem in backcourt, solo che se Schroeder da 3 fa 5/8, Brown fa 2/11 da oltre l’arco. La difesa esiste e funziona, forse un po’ dispendiosa ma ritrovati 9 uomini in rotazione con i cambi Hayward/Martin (altra serendipità) tutto va liscio sino alla fine soffrendo leggermente nell’ultimo quarto ma la squadra “calma”, trova i colpi anche se con un paio a rischio.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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