Game 45 – Charlotte Hornets Vs Phoenix Suns 97-101 (OT)

Intro

Mi sono a volte chiesto se scrivere sul basket non sia stata una perdita di tempo rispetto ad affrontare tematiche più serie.

La domanda resta aperta ma perde di peso in alcuni suoi punti quando penso che basterebbe chiedere al “più grande eroe canadese” (così fu definito in Canada) se per lui correre fosse una perdita di tempo.

Terry Fox è un giovane nato nel 1958 quando a 19 anni scopre di essere affetto da un osteosarcoma, un tumore che dalle ossa si spande ad altri organi quali i polmoni.

Terry è un ottimo sportivo ma deve subire l’amputazione della gamba destra e praticare chemioterapia.

In ospedale vede soffrire e andarsene persone che entravano a far parte della sua vita e decide di far qualcosa perché ciò in futuro avvenga il meno possibile.

Terry così decide di unire la sua passione con l’utile e nel 1980 cerca di lanciare una campagna di sensibilizzazione correndo dall’Est all’Ovest del Canada ogni giorno per 42 km, una vera e propria maratona a tappe sostanzialmente.

Nonostante lo faccia su un arto e una protesi e il suo tentativo venga inizialmente ignorato se non accusato di essere solo una pubblicità egocentrica, le fortune cominciano a cambiare quando il proprietario della catena di alberghi Four Seasons, Isadore Sharpe, che ha perso un figlio per tumore si offre di aiutarlo creando un effetto farfalla.

La polizia inizia a scortarlo, per la gente il suo passaggio diventa un evento e qualcuno lo incita correndo insieme a lui.

A Toronto ci sono circa centomila persone ma dopo 143 giorni, nonostante i numerosi problemi fisici che ha deve fermarsi poiché inizia ad avere dolori al petto.

Portato in ospedale scopre di avere nuovamente il tumore ai polmoni.

Ha raccolto un milione e settecentomila dollari quando riceve nel settembre 1980 la massima onorificenza civile del paese facendo in tempo ad assaporarne il gusto ma la maratona non sarà da lui mai completata poiché Terry Muore il 28 giugno 1981.

A Fox vengono intitolate vie, strade, monete ed esiste ancor oggi una fondazione che persegue il suo obiettivo di raccolta fondi.

Forse in un’era che appare appiattirsi mediocremente su nessun valore la storia di Fox può essere considerata pazzia, novello Don Chisciotte ma può essere richiamata facilmente forse solo da altre “gesta epiche” di qualche sportivo del cuore e chissà che Rozier essendone un omonimo non ci regali un’altra serata magica serata.

Il messaggio di fondo per gli Hornets e nella vita è quello di non arrendersi, così lo riassume lo stesso Isadore Sharp tributando a Fox l’onore di aver fatto partir qualcosa di speciale: “Terry è stato come una meteora che passa nel cielo, la cui luce viaggia al di là della nostra vista. Una luce che ancora brilla, nella notte più buia.”

Analisi

Charlotte affrontava la seconda corazzata a Ovest cercando di mantenere imbattuta dopo la pausa la propria arena.

La squadra di MJ cerca di alzare il ritmo nel primo tempo dei Suns che non sono eccessivamente a proprio agio nel farlo così i primi 24 minuti si chiudono in perfetta parità.

Il rientro sul parquet degli Hornets è diesel, la squadra viene colpita da un parziale di 0-11 quando abbassa il ritmo e investita anche da alcune decisioni dubbie che sfoceranno in vere e propri controversi fischi nell’ultima frazione quando gli Hornets, alla disperata rincorsa dopo aver accumulato un ritardo di 16 punti con la panchina dei Suns già a festeggiare visto il quintetto inedito e con tre guardie posto sul parquet da Borrego, riusciva a rientrare.

Da un canestro, a mio avviso annullato ingiustamente a Bridges in alley-oop, dal possibile -3 si passava al -8 grazie a due punti di Booker ma Graham riusciva con 8 punti a portare la partita al supplementare prima di forzare la palla della possibile vittoria sbagliandola.

All’OT Mikal Bridges spareggiava la partita, l’altro nostro Miles commetteva un fallo ingenuo su CP3 3 e sul -5 era ancora Graham a realizzare la bomba della speranza.

Nel finale Graham si profondeva per il recupero toccando palla a CP3 che sul tuffo del n° 4 calciava la sfera fuori.

Charlotte, ancora una volta affidava a Graham la palla ma il suo tiro non proprio in equilibrio non entrava e sul finire, nonostante da una sua deviazione sembrava potesse nascere la transizione del nuovo pari, arrivava il recupero di Phoenix con CP3 in lunetta a mandare oltre il possesso i Suns che se la cavavano dopo una partita tiratissima.

In negativo da segnalare a mio avviso l’uso smodato che Borrego è tornato a fare della small ball perpetuando anche un gioco con il centro sul perimetro che non ha aiutato sotto le plance spesso dove i Soli sono riusciti a sfruttare meglio le seconde possibilità a rimbalzo offensivo con un 16-21 pro Suns nell’OREB.

Questo tipo di gioco ha sfibrato P.J. Washington nell’impegno difensivo, apparso in attacco più che opaco.

A condannare Charlotte anche il 16/23 dalla lunetta mentre i Suns hanno tirato meglio (a Phoenix era avvenuto il contrario).

Gli Hornets non hanno saputo sfruttare il misero 20,0% di Phoenix da tre punti contro un 30,9% superiore ma scarso.

Mentre gli Hornets hanno contenuto Paul a 16 pt. (in media) ma solo un assist, Booker è esploso con 35 punti aiutato da 14 pt. e 14 rimbalzi di Ayton. Mikal Bridges ha chiuso con 13 punti anticipando Craig con 9 mentre 2 sono stati i punti di Crowder con uno 0/9 al tiro…

Charlotte perde in crunch time dopo tanto tempo ma esce a testa alta e con qualche recriminazione sebbene di errori ve ne siano stati su entrambi i fronti.

La squadra c’è ma Borrego deve gestirla meglio…

La partita

I quintetti:

1° quarto:

Balzava più lesto sulla sfera il centro dei Suns che dava la possibilità ai suoi di portare il primo attacco chiuso in maniera vincente da Booker con una tripla frontale.

Graham, replicava a 11:23 alla stessa maniera trovando il pari prima che i contatti di Ayton su P.J. finissero per dargli una piccola separazione sul gancio del 3-5.

Charlotte sorpassava con Rozier che zigzagava invertendo la rotta per ricevere il passaggio del perno/schermo Biyombo.

Alla prima tripla seguiva la seconda a 8:54 per il 9-5 ancora con la firma di Rozier.

Booker batteva Biz sul tiro ma il congolese imbeccato sotto canestro si elevava come una ballerina per depositare un elegante reverse a una mano anticipando a 7:55 il canestro di Graham che dal runner lasciava partire l’arcobaleno perfetto per il 13-7.

La reazione dei Suns li portava sul -2 prima che una finta nel pitturato di Hayward valesse due liberi (a segno) a 6:37.

Mikal Bridges pescava Ayton in alley-oop e Paul pareggiava a quota 15 ma gli Hornets riprendevano il vantaggio con l’entrata in diagonale di Hayward che fintando il passaggio a sinistra addormentava e passava il guardiano Ayton così il deposito finale era facile.

Ancora palla dentro per Ayton e nuovo pari per i Suns.

Gli Hornets provavano a staccarsi con tre bombe sul medesimo possesso ma nessuna andava a segno tuttavia Charlotte conquistando anche il terzo rimbalzo offensivo andava dentro con Bridges dalla baseline destra per un reverse vincente.

Un pull-up di Rozier su Ayton valeva il +4 che resisteva poiché Saric, spinto via Hayward sotto canestro riusciva solo a colpire il ferro così lo stesso Terry ne approfittava segnando da tre punti il +7.

Sbarazzarsi così semplicemente dei Suns però non era così semplice e il secondo rientro in orbita dei Soli passava per una tripla di Booker che ai 24 realizzava il 25-23 prima che Bridges decidesse di fulminare la difesa di Phoenix con un cambio passo che ne esaltava lo stacco e la thunder jam di destra.

Paige dal corner destro trovava il -1 ma Hayward ritoccava sul 29-26 il finale di primo quarto.

2° quarto:

Ci mettevano un po’ le squadre a segnare il primo canestro della seconda frazione.

Accadeva che sull’entrata con scarico di Graham nel pitturato, Saric mancasse l’anticipo e Zeller, agganciata la palla in qualche maniera appoggiasse in mezzo a tre difensori poco reattivi il 31-26.

Graham dava una spinta in più con una confidente tripla per il +8 ma Charlotte cominciava a subire anche perché Caleb Martin non solo non è Monk ma faceva anche danni.

Paine con un two and one cominciava la rimonta che Mikal Bridges in corsa completava con sorpasso a 8:49 per il 34-35.

A 8:34 Craig mancava due liberi ma lo stesso Mikal Bridges estendeva il parziale sullo 0-11…

Era Cody Martin da fermo con una caparbia alzata oltre il corpo di Saric a far piovere la sfera nella retina per il -1 e ancora lui ad intercettare un lob per ripartire in coast to coast, depistare in crossover CP3 e appoggiare in fing and roll il 38-39.

Partita molto equilibrata che aveva cambi di squadra leader frequentemente: Paul da due, Rozier in tap-in, floater di Paul, reverse layup di Hayward e tap-in di Mikal Bridges su errore di Booker fino a che a 3:26 Cody Martin non incocciava sull’incrocio di CP3 per andar a battere due liberi che splittati impattavano la partita a quota 43.

Booker e Paul dalla lunetta portavano avanti gli ospiti sul 43-46 ma a 2:09 un fallo di Booker in uscita dallo schermo su Graham valeva il pari per il nostro numero quattro in lunetta.

Peccato che P.J. mancasse due liberi e che Booker dopo l’errore da due fosse perso in angolo sinistro sulla medesima azione e ancora una volta il ferro si dimostrasse benevolo con i rimbalzi risucchiando almeno il terzo tiro di quel genere dei Suns mentre agli Hornets ne erano già usciti un paio.

La precisione non mancava però a Graham che in palleggio tambureggiava freneticamente prima di spostarsi con il teletrasporto a destra e colpire in ritmo con un velocissimo tre che chiudeva il punteggio nel primo tempo.

49 pari, partita in bilico ancora tutta da giocare con gli Hornets a provare a metterla più sul ritmo.

3° quarto:

Charlotte rientra abbassando il ritmo nel secondo tempo e subisce dal canestro di Paul dalla sinistra su Biyombo – con rimbalzo sul ferro a scavalcare lo stesso – alla tripla di Paul a 9:02 un parziale di 0-9 che porta avanti la squadra dell’Arizona 49-58.

Booker dalla baseline batteva Hayward estendendo a 0-11 il parziale e dopo alcune azioni controverse con falli fischiati in attacco a Charlotte e Phoenix, Bridges, nel tentativo forse di andare a prender posizione, rifilava una gomitata a Crowder.

Gli arbitri interrompevano la partita per un discreto numero di minuti, infine, propendevano per un tecnico (battuto e segnato da Rozier) a Crowder e Flagrant 1 a Miles con due liberi e un possesso per gli avversari che portavano a casa 4 punti dalla lunetta allungando sul 50-64 nel momento più drammatico di una Charlotte incapace di segnare.

La tripla di Hayward dal corner destro interrompeva la stregoneria della difesa di Phoenix mentre P.J. stoppava lo “scarpette gialle” di Phoenix e sul ribaltamento Rozier resisteva allo strappo di CP3 e metteva dentro di sinistro con palla che girava sul ferro prima di entrare.

Difficile rientrare se Booker segnava ancora (55-66) ma gli Hornets ci provavano a rientrare con una putback dunk di Bridges (errore di Hayward al tiro) un two and one di Miles a 4:03 (altro errore di Hayward al tiro) e anche Cody Martin riusciva a prendere un rimbalzo costringendo Crowder al fallo ma il suo ½ aiutava a metà per raggiungere il -9 (61-70).

Anche Rozier a 2:24 splittava quindi arrivavano un reverse di Miles e una steal di Cody Martin su un bad pass di Craig, sulla prosecuzione il tiro di Martin era fortunato e portava la partita sul 66-72.

L’ingresso di Wanamaker dava poco e il quarto terminava con un +9 Suns (67-76).

Cody Martin in entrata. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

Hornets alla disperata nell’ultimo quarto ma la panchina aiutava poco la causa nel complesso finendo sul -16 (67-83) con una formazione da small ball completamente sballata.
Graham a 9:55 indovinava la tripla e Rozier realizzava il 72-83.

Bridges con la dunk a una mano sopra il ferro a 8:31 faceva raggiungere agli Hornets quota 74 superata dallo stesso Bridges in alley-oop sull’assist di Cody Martin.

Il 9-0 run dava qualche speranza che sembrava infrangersi sulla tripla del -10 ma a 5:02 Rozier colpiva da tre per il 79-88 a 4:19 Bridges imitava il compagno per l’82-88.

Charlotte potrebbe andare sul -3 ma sulla transizione con alzata altruista di Rozier per Bridges la terna valutava che il nostro numero zero non avesse la continuità sull’azione poiché il fallo dell’ex Wake Forest era stato commesso prima che questi toccasse la palla, quindi niente two and one ma solo rimessa laterale.

Onestamente rimango dell’idea che questo giudizio per il metro NBA (anche visto in partita) rimanga ipocrita.

Gli Hornets sembravano crollare quando Rozier mancava il tiro mentre Booker trovava l’angolazione giusta per battere P.J. Washington.

-8… a questo punto entrava in scena il Deus ex machina di Charlotte Graham che in penetrazione si affidava agli angeli per mandar dentro una palla contrastata fino all’ultimo dal difensore e poi a 1:21 e :33.5, mentre la difesa teneva in qualche maniera, catapultando dalle opposte diagonali due triple che facevano 6 punti, pareggiava la partita.

Booker mancava il tiro contro Miles ma l’ultima possibilità era mancata da un Graham che sentendosi caldo andava da solo non coinvolgendo la squadra.

OT

Charlotte entrava meglio mentalmente nel supplementare ma subiva due liberi di Booker a 4:15 (sullo step-back P.J. aggressivo andava a toccarlo in chiusura) ma ecco il pari di Hayward che a 3:37, lanciato in transizione, sbatteva su Booker che tagliandogli la strada in corsa commetteva fallo.

Sul 92 pari la sfortuna di Charlotte era che Mikal Bridges indovinasse la tripla dalla sinistra.

Hayward mancava il tiro, altrettanto da oltre l’arco faceva Phoenix con Bridges e Crowder, P.J. non in ritmo prendeva un open tre corto e Graham era leggermente impreciso nell’alzata per Miles che toccava con le due mani la sfera senza riuscire a farla finire dentro.

Un fallo di Miles con il braccio troppo avanti in marcatura su CP3 provocava due liberi quando Paul, semplicemente alzando le braccia disegnava il contatto per il -5 ai liberi.

Rozier mancava la tripla ma Booker, raddoppiato dallo stesso Rozier in angolo a metà campo, andava in panico lanciando un pallone raggiunto da Hayward e capitalizzato da Graham a :45.8.

La pressione di Charlotte valeva la steal: Graham toccava la sfera a Paul che calciandola involontariamente in rimessa laterale dava a Charlotte la possibilità del pari o del vantaggio.

Graham provava ancora a far da solo ma falliva una tripla con poco equilibrio contrastata da Mikal Bridges.

A pochi secondi dalla fine, il botta e risposta ai liberi tra Booker e Graham valeva il 97-99 a :08.3.

Sul lob da rimessa laterale di Phoenix Graham riusciva a toccare la palla ma quando Rozier sembrava potesse avanzare da dietro Crowder toccava palla e così si finiva per dover commettere fallo su CP3 che a :03.2 non falliva i liberi portando oltre il possesso la squadra di Monty Williams per il 97-101 che interrompeva una lunga serie di successi degli Hornets in crunch time senza togliere però il merito all’impegno della squadra.

Devonte’ Graham: 6

30 pt. (9/21), 1 rimbalzo, 3 assist, -9 in +/-.4 TO. Fa e disfa, i genitori danno al diciottenne talentuoso pilota le chiavi della macchina. Borrego si affida a lui che sembra on-fire, percorre i vicoli su sue ruote segnando 8 punti nel finale incrociando le due triple del pari (7/16 da tre punti) poi ridà speranza nell’OT con 5 punti finendo a quota 30 ma congela un pallone che andava giocato con la squadra sul finire del quarto periodo ed esagera con un paio di triple sentendosi invincibile. Va bene non aver paura ma giocare un attacco ragionato negli ultimi secondi dovrebbero essere le istruzioni di Borrego, invece no. Lui esagera e va a sbattere fornendo pochi assist ai compagni in serata. L’impegno difensivo c’è, non è incredibilmente efficace ma nel finale compie un ottimo lavoro su CP3 toccandogli la palla e poi in tuffo recuperando la sfera che finisce fuori per l’ultimo tocco dell’ex Clipper. Difficile assegnargli un voto per la meraviglia di partita che ha fatto e la sciagura su quel paio di azioni che avrebbero potuto farci vincere.

Terry Rozier: 6

22 pt. (8/19), 10 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, +9 in +/-. 4 TO. Alcuni canestri dal lato e dalla diagonale da tre punti notevoli scavalcando Ayton ma il 4/12 da fuori abbassa le sue medie, inoltre nel crunch time sbaglia un tiro importante. La determinazione c’è (anche quando resiste al tentativo di Paul di strappargli la palla finendo per segnare di sinistra) la precisione non sempre. Sembrato fuori ritmo e stanco dall’applicazione difensiva non riesce a essere il solito uomo in più che emerge nel momento decisivo anche se causa la tripla di Graham andando a raddoppiare Booker in OT.

Gordon Hayward: 5,5

15 pt. (4/15), 6 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, +1 in +/-. 1 TO. Discreto primo tempo con iniziative atte a chiudersi al ferro o in lunetta poi stenta un po’, perde un po’ ritmo e tiro. Sono queste le partite che mi aspetto di veder giocare meglio dall’ex Celtic. Un uomo della sua caratura non può rimanere troppo avulso dal gioco. Nell’OT segna due liberi e recupera una palla preziosa ma non basta per lui.

P.J. Washington: 5,5

0 pt. (0/7), 12 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate, 2 stoppate, +4 in +/-. 2 TO. 5 PF. Passo indietro deciso per P.J. che ha la complicità di Borrego a mio avviso. P.J. va a prendere chiunque, anche chi ha un passo più veloce, vedi Booker che ogni tanto lo saluta o lo batte ma P.J. in generale fa una buona prestazione difensiva catturando rimbalzi, dando qualche stop e due stoppate oltre a due steal. Il problema è l’attacco dove arriva appannato e affannato, sbaglia tutto ciò che c’è da sbagliare compresi due liberi e una tripla aperta senza ritmo nell’OT. Finisce con zero punti. Partita controversa.

Bismack Biyombo: 5

2 pt. (1/2), 4 rimbalzi, 2 assist, -9 in +/-. 2 TO in 15:11.Gioca poco e viene punito dai tiri di CP3 che usa il palleggio e il tiro rapido per batterlo sul tempo. Troppo basso fatica su Ayton, troppo alto è inutile in difesa. A parte l’elegante reverse in attacco non combina nulla oltre un paio d’assist.

Miles Bridges: 7

18 pt. (8/13), 12 rimbalzi, 1 assist, +7 in +/-. 4 TO. Parte male poi si esalta a suon di schiacciate e alley-oop. Peccato per qualche TO di troppo, un 1/5 da tre e il fallo su Paul nel finale, evitabile. Diverse buone difese e ben 12 rimbalzi (5 offensivi che gli portano punti) sprecando poco in attacco.

Caleb Martin: 5

0 pt. (0/1), -4 in +/-, 1 TO in 3:11. Sciagura. Fa più danni della grandine in poco tempo sbagliando anche un layup in torsione che nell’idea originaria avrebbe dovuto essere forse una dunk da all-star game. Quasi impossibile da commentare a parte la rubata. Monk, torna presto.

Brad Wanamaker: 5

0 pt. (0/0), -7 in +/-, 1 TO in 3:46. Altro elemento che entra sul parquet inutile. OK, è spaesato poiché è alla prima ed entra in un quintetto allestito in maniera inguardabile ma anche lui partecipa con una palla persa in maniera inguardabile. Il talebano del parquet fa esplodere solo la pazienza dei fan.

Cody Martin: 7

8 pt. (3/6), 6 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate, 1 stoppata, -7 in +/-. 1 TO. Gran partita in pressione su Paul e non solo. Si lancia sui palloni e sull’avversario non temendo nulla. Conquista 6 rimbalzi andando anche a battere dei tiri in lunetta. Peccato faccia solo un 2/4. Gioca per la squadra e in 26:15, 13 minuti esatti meno di Graham, offre un assist in più del compagno. Incarna lo spirito di questa Charlotte.

Cody Zeller: 5,5

2 pt. (1/1), 1 rubata, -5 in +/- in 11:24. Qualcuno gli dica che non è vietato prendere un rimbalzo. Oggi se ne dimentica. Posso capire che con due centri nella forma odierna tenti di far giocare P.J. ma giacché in attacco danno poco e in difesa faticano a rimbalzo, l’acerbo Carey Jr. siamo sicuri sia poi così peggio?

Coach James Borrego: 5

Sbaglia tatticamente nel proporre poco un centro. I Suns mangiano in testa alla sua squadra e capitalizzano cannibalizzando la patita. Graham gliela risolleva ma poi come l’aveva ripresa la getta via. Sono favorevole a qualche libertà presa dai giocatori ma devono giocare anche con intelligenza e nei momenti decisivi sarebbe preferibile muover palla anziché congelarla. Più performanti sull’arco ma vulnerabili in mezzo.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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