Game 47: Charlotte Hornets Vs Atlanta Hawks 91-113

Intro

La morale purtroppo dovrebbe essere non fidarsi mai di ciò che si vede.

Mislabeled TikTok convinces Florida woman to go to Gastonia | Charlotte Observer

Questa storia che ha convinto questa donna ad andare a vedere Gastonia, ingannata dalle foto con relativo tag che avrebbero dovuto invece riferirsi alla Svizzera è stato solo uno scherzo probabilmente nemmeno voluto ma che ha illuso la povera vittima di trovarsi a pochi km da un posto meraviglioso.

Anche a Charlotte ci sarà da tenere gli occhi bene aperti, la classifica degli Hawks potrebbe essere ingannevole e questa squadra in risalita si presenta affamata a Charlotte ma anche i Calabroni paiono esserlo ed in casa sembrerebbero aver ritrovato antichi entusiasmi sopiti, vittoria dopo vittoria.

Non sto nemmeno a scomodare Kant per ricordare che l’uomo dovrebbe essere trattato come fine e non come mezzo ma la collettività del gruppo Hornets e l’interesse nel gioco di squadra (un po’ come gli Hawks targati Budenholzer per chi li ricorda) potrebbe essere il mezzo per arrivare al fine di vedere da molto vicino il cielo stellato ad alte quote se gli Hornets dovessero riuscire nel poker di vittorie.

Parquet old school per l’occasione.

Andamento della partita

I quintetti.

Prima palla della partita e Bridges si inventava un quasi tre punti danzando su Collins per sparare un perfetto pull-up rapido.

Nel giro d’un paio d’azioni Capela pareggiava in alley-oop imbeccato da Young e successivamente Hunter portava in vantaggio gli ospiti con una drive prima che Young estendesse sul 2-7 il punteggio.

Rozier mancava il canestro in appoggio ma Capela all’ultimo lo toccava: due FT splittati che anticipavano il canestro di Capela da sotto e la rimonta Hornets con il reverse alley-oop di Plumlee (ottima alzata di Ball), l’assist in corsa di Mason per Bridges a chiudere in alley-oop e, infine, in uscita dalla difesa, il passaggio lungo di Martin per Ball valeva la dunk in solitaria a 7:18 (9-9).

Potrebbe passare in vantaggio Charlotte ma Plumlee si mangiava due FT e Huerter nel pitturato segnava in alzata toccato da ball in ritardo: two and one e -3.

A 5:30 Rozier splittava ancora due FT mentre dall’altra parte Collins metteva dentro il +4 rintuzzato da un assist in corsa dietro la schiena di LaMelo per una reverse dunk di Plumlee che incrociava sotto canestro esaltando il The Hive.

Arrivava anche il pari in mezza transizione con Rozier raddoppiato bravo a cedere palla ad alta quota a Miles per l’alley-oop del 14 pari.

A 4:22 McMillan andava in time-out ma era Young a trovare lo spartiacque tra le due squadre colpendo con due triple personali con grande lestezza su Martin e P.J. Washington.

Charlotte andava in difficoltà e subiva un colpo dal pitturato di Hunter oltre a un floater dello stesso play avversario (18-24).

Gli Hornets infilavano 4 punti ma a :03.2 Lou Williams dalla baseline realizzava il 22-30.

Un siparietto nel primo tempo delle Honey Bees.

Il secondo quarto cominciava con 2 FT di Wright splittati (fallo di Ish Smith mandato sul parquet da Borrego) quindi gli Hornets attaccando il ferro mettevano un paio di colpi con Washington ed Oubre (26-31) solo che l’attacco da fuori non funzionava ancora con Oubre ad allungare il nulla da oltre l’arco (0/7 complessivo) e Knox a realizzare due punti.

Il fallo di Gallinari su Oubre Jr. funzionava perché Kelly splittava due liberi quindi Charlotte andava a vuoto con Rozier e P.J. Washington da oltre l’arco consentendo, nonostante una tripla orribile di Knox al vetro e due salvataggi di Rozier su doppia transizione Hawks (la seconda con il fallo) di tornare ad allungare.

Nonostante Borrego mandasse sul parquet anche Bouknight al posto del deludente Smith, Okongwu segnava, Oubre mancava la dodicesima tripla per gli Hornets e a 5:35 il fallo di Plumlee in attacco su Capela mandava in bonus il centro avversario che splittando dava sei punti di vantaggio alla squadra georgiana.

La transizione vincente con schiacciata finale di Hunter consigliava a Borrego un altro time-out ma nonostante Bouknight arrivasse al ferro senza più trovare resistenza dopo il crossover su Young (dunk bimane finale), i biancorossi non mollavano.

Due liberi di Young a 4:50 pareggiati da due di P.J. 10 secondi più tardi tripla di Hunter e sottomano di Ball (36-43), long 3 di Huerter mentre Charlotte era incredibilmente ancora al palo da tre ed allungava la serie con Ball (0/15) mentre a Bridges era fischiato un fallo (forse uno sfioramento leggerissimo sull’incrocio in salto?) nonostante la stoppata grandiosa su Hunter.

Gli Hornets sul -12 si affidavano a Bridges che svitandosi tra le cellette del pitturato oltre Gallinari era spinto dallo stesso ma la scarsa serata al tiro nel primo tempo degli Hornets portava anche Miles a fallire l’and one a 2:31.

Gallinari con cm in più segnava da sotto al secondo tentativo al ferro mentre Charlotte si complicava la vita in attacco ma da un passaggio sotto di P.J. arrivava libero l’accorrente Martin per una free jam: 40-50.

Il gap arrivava a 13 punti prima che Ball pescasse una deviazione volante quasi casuale sull’errore di Rozier fissando sul 44-55 un difficoltoso primo tempo con uno 0% al tiro da tre punti…

Gli Hornets speravano di rimontare velocemente qualche punto ma una deep 3 di Young condita con un fallo di Martin portava una serendipità di 5 punti in un unico possesso prolungato per il team di McMillan che vedeva la propria stella mancare il libero ma trovare il rimbalzo di Collins e il canestro di Huerter dalla baseline destra.

Charlotte rispondeva lentamente con una schiacciata di Martin a 10:43 e un two and one a 9:44 di Miles che dall’angolo sinistro passava Collins ed abbatteva Capela nella restricted area per poi segnare il 49-60.

Huerter da tre punti mortificava il rientro di Charlotte mentre Rozier era stoppato dallo stesso ma intuendo successivamente un passaggio in orizzontale tra gli esterni rubava palla e si involava per la schiacciata.

Gli Hornets rimanevano lontani anche dopo la jam di Plumlee (53-66) ma subivano la beffa pesante su un’azione nella quale Ball era allontanato dalla palla da una spinta in allungo di Hunter, palla recuperata dallo stesso a terra e manata in ritardo di Ball, fallo tecnico contro LaMelo (Flagrant 1) e possesso per Atlanta che recuperava 4 punti da Hunter con Charlotte crollata sul -19 (53-72) esattamente come il numero di triple mancate.

A 6:25 Young rincarava la dose con un deep 3 dalla diagonale destra ma il -22 era recuperato dalla prima tripla di serata di P.J. che a 5:38 rompeva almeno la maledizione oltre l’arco.

P.J. Si esibiva anche sul floater di Young con una stoppata al limite e mentre i Calabroni provavano a rientrare visto il buon momento complice un rimbalzo offensivo con trasformazione di Oubre Jr. per il 58-75, Young forzava contro Rozier mancando il tiro mentre l’apertura di Terry in angolo dx consentiva a P.J. Washington di sparare la seconda tripla di serata per il 61-75 a 3:22.

Purtroppo dopo il time-out ospite i canestri di Collins in turnaround e quello di Wright da 3 dopo 8 secondi rendevano vani gli sforzi di rientro nonostante Miles in corsa e fuori equilibrio andasse a metter dentro un difficile reverse per il 63-80.

Martin realizzava dalla destra anche il colpo del -14 ma la squadra del North Carolina si raffreddava quando lo stesso Martin, invece di affondar la schiacciata, passava palla, si finiva per trovare Rozier libero ma l’open 3 era ancora una volta impreciso mentre Gallinari alzava la parabola sopra P.J. Ritrovando il +17 per i suoi.

Oubre mancava due triple e nel mezzo Lou Williams ne metteva due decretando la fine reale del match sul 66-85.

L’ultimo quarto con 19 punti da recuperare era proibitivo e dopo una schiacciata di Knox la scorata e scollata squadra di Borrego finiva sul -27 (66-93) per non riuscir più a recuperare realmente nonostante un avvicinamento inconsistente anche perché l’orologio a sfavore premeva su Charlotte che tentava qualche giocata non ideale per accorciare i tempi.

Nel finale panchine sul parquet e distacco finale di 22 punti: 91-113.

Rozier in serata no contro Huerter che è anche riuscito a stopparlo una volta in serata. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

Analisi

Atlanta gioca un brutto scherzo a Charlotte allo Spectrum Center.

Charlotte perde Hayward per un problema al piede destro (sperando non sia qualcosa di grave) e sulla pressione difensiva degli Hawks propende troppe volte per giocate personali, inoltre parte con uno 0/19 letale dal campo che viene interrotto soltanto da P.J. Washington a 5:38 del terzo quarto quando Atlanta è già saldamente al comando del match.

Dopo un avvio alla pari le giocate rapide di Young in serata super si materializzavano sotto la forma di due triple che cominciavano a divider le due squadre.

Gli Hornets non sono più riusciti ad avvicinarsi nonostante i tentativi di Borrego di cambiar ritmo alla partita con Smith prima e Bouknight (andava a prendere il posto dello stesso n° 10) poi.

Serrata stortissima al tiro per Charlotte che ha chiuso con un 39,1% inficiato dall’11,1% da tre punti (4/36), piuttosto clamoroso per una delle migliori squadre della lega in questo particolare contesto.

Dall’altra parte il 45,5 e il 38,5% da tre punti degli Hawks è bastato per avere ragione del MJ team poiché la squadra di McMillan non ha vinto a rimbalzo (63-52) né ha dominato negli assist (23-25) o in lunetta (19-27 CHA, 18-24 ATL) anche se si è aiutata un po’ con i TO (16-10) ma il 23-7 nei fast break è stato pro Charlotte.

Va da sé che la statistica più pesante, imprevedibile e decisiva sia stata la percentuale da tre punti, arma a doppio taglio.

Sul fronte Hawks, Young ha messo insieme 30 punti (8/15 da tre), Hunter ne ha recuperati 20, Huerter a seguire con 11 mentre Gallinari che sembrava in forte dubbio è sceso sul parquet risultando essere l’ultimo uomo di McMillan in doppia cifra con i suoi 10 punti e quasi miglior rimbalzista dei suoi con 7, anticipato da Capela con 8.

Caduta in casa per uno dei migliori home team quindi, ci sarà da provare a ricompattarsi e a battagliare nelle prossime due sfide in trasferta la prima delle quali sarà in Canada, a Toronto dove sperano i fan Hornets di vedere il vero Rozier in serata no come Oubre Jr., espulso nel secondo tempo per un fallo su Hunter considerato severamente come Flagrant 2.

LaMelo Ball: 5

19 pt. (6/17), 6 rimbalzi, 4 assist, 1 stoppata, 4 TO, -18 in +/-. Comincia veramente bene nonostante un paio di TO dipesi più dalla maniera di giocare in automatico con compagni inesistenti in quel momento sui suoi intelligenti ma non avveduti passaggi in posizioni dove avrebbero dovuto trovarsi. E’ lui che sbroglia le prime matasse dell’attacco fornendo palloni buoni per l’alley-oop o finalizzando in transizione, delizia il passaggio dietro la schiena no look per Plumlee ma al contempo è anche croce perché a lungo termine i suoi tentativi (spesso deep) di recuperare con tiri da fuori senza ritmo portano solo a perdere occasioni più semplici. Un playmaker dovrebbe limare questo aspetto quando nota di non essere in serata Finisce con 7/7 ai liberi ma 0/8 da fuori. Anche lui, come tanti altri, meglio in entrata nonostante le colonne dei lunghi avversari.

Terry Rozier: 4

7 pt. (2/14), 5 rimbalzi, 7 assist, 3 rubate, -5 in +/-. Cominciamo da ciò che funziona: uomo assist, buona difesa sulle linee di passaggio e in qualche occasione come su Young affaticato dopo secondi di possesso e tripla a vuoto su un tenace Terry ma parte male al tiro anche in lunetta dove chiude con 3/5 ma peggio fa da oltre l’arco con uno 0/6 sbagliando anche inusualmente piazzati che non fallisce. Mancano i suoi punti in una serata parsa subito fuori ritmo, un po’ per la pressione avversaria su di lui ma soprattutto per una leggera mancanza di fiducia interiore non metabolizzata vedendo colpo dopo colpo i tiri non entrare. Alla prossima per rivedere il vero Terry.

Cody Martin: 5

7 pt. (3/5), 3 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata, -19 in +/- in 28:35. Young non lo avrebbe fermato nemmeno la forestale nella notte per quanto fosse infiammabile, lui non riesce a mettere una pezza al ritmo del playmaker avversario andando spesso fuori tempo. Il fallo in avvio di ripresa nettamente dopo il tiro (deep 3 che entra) ne è un’ulteriore prova. Solita tenacia ma inefficace. Buona la tripla piazzata dalla destra sulla drive di Rozier.

Miles Bridges: 6,5

19 pt. (8/13), 6 rimbalzi, 1 stoppata, 3 TO, -17 in +/-. Dimentica la sua vena da passatore ma in entrata è sempre letale. Segna un reverse fuori equilibrio in corsa, batte Gallinari svitandosi in area (unico FT mancato in quell’occasione sui 4 battuti) mentre a inizio partita stoppa Young dopo che Ball l’aveva già fatto sullo stesso tiro in precedenza da dietro ma la sfera era partita, decisivo per quella transizione. Anche lui però non può fare molto e oltretutto da fuori anche lui cilecca le 4 conclusioni tentate.

Mason Plumlee: 6

6 pt. (3/5), 11 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. Non è il centro che vorremmo soprattutto quando va in lunetta. Fargli un fallo è quasi una garanzia che non porterà a casa i due punti, infatti, a inizio gara fa 0/2… In 19:24 però riesce a prendere diversi rimbalzi e a contrastare Capela diverse volte, gli murano un paio di passaggi sulla stessa azione nel secondo tempo. Anche stasera mostra la sua reverse dunk, in alley-oop, grazie a Ball.

Kelly Oubre Jr.: 4,5

12 pt. (5/13), 5 rimbalzi. 1/9 da tre punti ed espulsione finale per aver agganciato Hunter su un tentativo di stopparne la schiacciata. Flagrant 2 forse troppo ingeneroso della terna, sta di fatto che l’ala degli Hawks cade di schiena e rimane giù, rialzandosi tra gli applausi del pubblico (sportivo) poco dopo. Anche se mette dentro dei buoni canestri da sotto purtroppo la sua cattiva mano di serata (diversi tiri corti) contribuiscono a portar fuori partita Charlotte.

Ish Smith: 6

0 pt. (0/3), 6 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata in 13:30, +7 in +/-. Ingresso non brillante ma nel complesso in qualche maniera aiuta la squadra come può (non sembra l’uomo collante ma più la scheggia imprevedibile), peccato non sia proprio in serata al tiro mancando anche un’occasione abbastanza semplice.

P.J. Washington: 6,5

12 pt. (4/7), 7 rimbalzi, 4 assist, 2 stoppate, 3 TO, -5 in +/- in 31:13. Uno dei pochi a salvarsi. A parte la prima tripla messa in serata per Charlotte a 5:38 del terzo quarto che ci salva da un clamoroso 0/20 da fuori e il bis poco più tardi, va in stoppata altissima su Young, cattura rimbalzi e commette anche un paio di falli cercando di concedere poco agli avversari Bella anche la sua drive diagonale con reverse.

James Bouknight: 5,5

9 pt. (3/8), 2 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata in 17:02. Borrego gli concede minuti veri vista l’assenza di Hayward e la prima parte incolore di Ish. Finisce con 0/4 da oltre l’arco mentre quando attacca il ferro fa vedere cose migliori come la bimane e l’allungo con appoggio di destra, bella anche la drive fino al ferro per l’assist di P.J.. Non era facile entrare subito in partita e non ci è riuscito molto. La difesa è ancora acerba ma ha punte di miglioramento, ginocchia basse e qualche volta tiene come su una tripla tentata da Young.

Kai Jones: s.v.

0 pt. (0/1) in 2:24. Prende un tiro per caso quasi, non lo segna, si vede poco se non su un raddoppio sul quale Atlanta si salva in time-out.

J.T. Thor: 6

0 pt. (0/1) in 2:24. Tiro ancora un po’ approssimativo, in compenso un suo veloce rientro fa desistere l’attaccante dai propositi di schiacciata.

Nick Richards: 5,5

0 pt. (0/0), 1 rimbalzo in 2:24. 0/2 ai liberi nel finale, sembra sempre in ritardo, sia nel muoversi sul post che in difesa, certo, gioca tempo inutile ma pare un po’ troppo lento.

Coach James Borrego: 5

Perso Hayward manca l’equilibrio alla squadra. Troppe conclusioni personali e i tentativi di rimediare e sopperire all’assenza con Ish Smith e Bouknight vanno a vuoto. La squadra è imprecisa e in difesa ha dei black-out che costano velocemente la fatica di un paio di buoni recuperi.

Versione 1.
Versione 2.
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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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