Game 48: Charlotte Hornets @ Washington Wizards 107-121

Intro

La “Biblioteca di Babele” è un racconto del bonaerense Jorge Luis Borges ed è datato 1941.

Lo scrittore argentino, attraverso alcune metafore (la biblioteca, il labirinto, Babele), rappresenta l’universo come se fosse composto da innumerevoli stanze esagonali all’apparenza tutte uguali dove poter leggere qualsiasi libro.

Il problema è che nelle stanze esagonali che si diramano in orizzontale e verticale, apparentemente all’infinito, i libri prima descritti contengono una serie di lettere e punti che creano qualsiasi tipo di combinazione, ciò fa sì che questi libri per lo più non abbiano un vero senso nelle lingue conosciute ma che siano di fatto uno sterminato archivio di informazioni incomprensibili, una “biblioteca assoluta”.

Questa biblioteca probabilmente rappresenta l’universo prima che un Dio, un demiurgo mettesse ordine al caos.

Se si cercassero le informazioni per entrare in possesso del sapere scientifico assoluto o si andasse alla ricerca del significato della vita umana in ottica finalista si andrebbe contro probabilmente a delusione.

In questo alveare privo di significato, in virtù di una ricerca potenzialmente infinita o troppo lunga perché un uomo riesca a trovare un senso consultando le informazioni mescolate nei tomi disposti sterminatamente su cinque lati per ogni alveolo, difficilmente un uomo riuscirebbe a trasformare quelle informazioni rendendole utili.
La biblioteca di Babele è distopia, l’assenza di significato, perché al suo interno esisterà anche il libro che stiamo cercando su tutta la nostra vita, sull’esistenza di un creatore e tutte le tematiche più importanti ma Borges fa intendere che trovarlo sarà impossibile.

Quando lo scrittore sudamericano scriveva non poteva sapere che in qualche maniera internet potesse essere in parte una cosa simile (una babele con tante informazioni) a ciò che aveva immaginato in maniera più modesta.

La rete dove è racchiuso parte del nostro sapere odierno è comunque oggetto di dibattito sul fatto che renda più stupide o più intelligenti le persone.

Dal mio punto di vista internet è un mezzo (non garantito, ognuno può inserire informazioni vere o false, consapevolmente o inconsapevolmente), basterebbe non cadere nella rete, saperla usare come mezzo d’aiuto, provando a distinguere le informazioni false da quelle vere (troppe le doppie e quelle mistificate).

Bisognerebbe saper guardare dall’esterno le cose, captare i vari segnali inevitabilmente offerti da chi immette dati in rete ed essere un passo avanti perché le parole possono talvolta influenzare finendo per essere pura illusoria mutevolezza.

Cosa farà Charlotte questa notte non ve lo so dire.

Analizzando i dati a disposizione sono a un bivio, la certezza è che per noi mortali qui non esiste un libro che abbia descritto già ogni evento che accadrà, siamo temporalmente ancorati un passo dietro all’evento ma in questo caso potremo per una volta innamorarci del futuro come qualcosa da andare a scoprire.

Analisi

Eric Collins e Dell Curry prima della partita. Dietro di loro le tute con il logo “vecchio”, sotto le canotte vintage viola con le stripes. Per la quarta volta però purtroppo si esce sconfitti con questa bella ma “sfortunata” divisa.

La partita

Gli Hornets salivano a Washington nella speranza di allungare la striscia vincente cominciata con New York e le premesse sembravano esserci, 26-6 nel pitturato nel primo quarto complice una difesa locale deconcentrata.

33-26 pro Hornets con il solo Beal a resistere (12 pt.).

Nel secondo quarto i Wizards recuperavano due punti chiudendo all’intervallo sotto 55-50 nonostante il 16/17 ai liberi contro il 5/7 Hornets.

Charlotte resisteva ancora un po’ nel terzo quarto perdendo progressivamente brillantezza offensiva fino al 74-69 quando per cinque minuti e trenta secondi gli Hornets rimanendo a secco, incassavano uno 0-13 di parziale.

Si passava al 74-82 con Brown al sorpasso a 5:06 (74-75) e l’allungo deciso per mezzo delle triple di Thomas e Beal.

Charlotte sbagliava tutto, compresi due FT di Williams andando fuori ritmo anche nell’ultimo quarto per la gioia dei fan di casa che passavano anche un finale tranquillo grazie al divario che andava via via aumentando.

Il finale sarà 107-121 grazie a 34 punti di Beal.

Hornets che mostravano ancora notevoli problemi a rimbalzo consentendo molte seconde possibilità ai Wizards, una delle chiavi della sconfitta: a rimbalzo i padroni di casa vincevano nettamente 38-57 mentre negli assist Charlotte si mostrava migliore con un 32-24.

Il 12/19 dalla lunetta contro il 25/27 avversario però era indice della chiusura troppe volte fallosa e di una mano nettamente meno precisa a gioco fermo.

Le percentuali dal campo di Charlotte, come spesso accade, sono inferiori a quelle avversarie; 43,4% contro il 47,7% dal campo e 30,0% da tre punti contro il 37,8% dei Wizards.

Gli Hornets non sfruttavano i TO con 7 commessi contro i 18 di Washington.

Altro fattore chiave: il vantaggio nel pitturato affievolito: dopo il primo tempo i Wizards riuscivano a contener la situazione chiuendo sul 66-42 mentre il 28-52 nello scambio punti tra panchine favoriva Washington.

L’uscita dal campo per problemi alal caviglia di P.J. ha privato poi Charlotte di un punto di riferimento.

Starting five

Tutti presenti per Charlotte con il quintetto vincente contro New York confermato: Rozier, Graham, Bridges, P.J. Washington, Zeller.

Washington con qualche defezione (vedi Hachimura) scendeva sul parquet con: I. Thomas (18 pt.), G. Payton II (2 pt.), Beal (34 pt., 9 rimbalzi, 9 assist), Bonga (9 pt.), Mahinmi (6 pt., 8 rimbalzi).

Dalla panchina i più prolifici scorer sono stati: Bryant con 21 pt., Brown Jr. con 12 e Ish Smith con 11 pt. e anche 7 assist.

1° quarto:

Prima partita casalinga per Washington dopo la scomparsa di Bryant, la figlia Gianna e le altre persone a bordo dell’elicottero.

Si iniziava con l’omaggio degli 8 secondi scaduti parte Wizards e i 24 da parte Hornets.

Il primo tiro era di Beal, cortissimo da fuori causa buona marcatura di Bridges che dall’altra parte andava invece a bersaglio firmando il 3-0.

Mahinmi in corsa riceveva palla sulla diagonale libera per la dunk mentre a 10:32 l’euro-step di Zeller creava lo scontro con lo stesso centro avversario.

Liberi splittati, tiro di Thomas in area con arresto e tiro sul ferro quindi Charlotte mancava un’occasione clamorosa con Rozier che dopo il crossover vincente, appoggiava malamente tutto solo.

Thomas di tripla a 10:00 puniva portando in vantaggio i Maghi che mancavano la tripla con Thomas ma un rimbalzo offensivo di Bonga faceva partire sulla sinistra Thomas fermato con una spallata-ancata da Graham a 9:08.

Due liberi a segno per il 4-7.

Bridges mancava il tiro ma anche Charlotte conquistando un rimbalzo offensivo metteva punti, direttamente con P.J. e il suo soft touch, peccato per il libero mancato.

Il sorpasso Hornets arrivava con un lancio da metà campo per Bridges che come uno tsunami saliva altissimo per schiacciare in alley-oop ondeggiando appeso al ferro dopo averci deliziato con l’8-7.

Terry in transizione a 7:55 metteva dentro due punti in fing and roll ripetendosi con la finta per far passare il difensore in corsa a 7:31 (12-7).

A 7:14 Beal in lunetta ne metteva dentro due ripetendosi a 6:39, quando dopo due tentativi a vuoto Wizards e altrettanti rimbalzi difensivi trovava il contatto per il -1 a mezzo lunetta.

P.J. da sotto il canestro opposto correggeva un suo tiro per il 14-11 ma Payton II rifilava una mazzata di sinistro al nostro canestro tuttavia sull’altro fronte Zeller, salvando dal fondo un pallone ormai là destinato, dava una seconda possibilità a P.J. che si riscattava con una flash dunk su Bertans.

Wizards ad accorciare ancora di uno dalla lunetta ma ancora P.J. in vena offensiva splendida, usava l’hook per il 18-14.

Willy recuperando un pallone in difesa grazie all’ottimo anticipo dava una possibilità offensiva ai suoi, Rozier non funzionava ma Bridges con rimbalzo e appoggio muoveva a quota 20.

Uno spin move dal compasso brevissimo e veloce di Rozier serviva al nostro numero 3 per trovarsi solo in appoggio mentre Scary doveva faticare un minimo sull’azione seguente per superare Bryant in crossover e appoggiare il +10 (24-14).

A 3:32 e a 3:04 Beal si presentava in lunetta altre due volte recuperando 4 punti per i capitolini che si portavano sul -3 grazie alla tripla dello stesso Bradley (il suo parziale di 7-0 portava al 24-21).

Martin con la corsa lungo la baseline sinistra e il reverse oltre il ferro dava un po’ di ossigeno ma la dunk di Bryant ripristinava il solo possesso di vantaggio.

L’elastico con gli Hornets come team leader non si interrompeva grazie all’hook in post basso sinistro di Hernangómez su Bryant quindi dal corner destro Monk infilava una tripla rapida per far tornare a scattare gli Hornets (31-23) che non esaurivano lo sprint sull’errore di Scary visto che Willy da sotto ne metteva due per poi andare in difesa a rincorrere e stoppare al plexiglass sorprendentemente Bryant.

Washington sprecava una transizione ma chiudeva il quarto con una tripla di Beal che lo portava a 12 punti.

P.J. Washington sorge nel primo tempo ma tramonta troppo presto nel secondo. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Giocata da 3 punti complessivi per Brown a 11:39 (fallo Monk) per accorciare sul -4 ma l’asse Monk/Hernangomez funzionava e Willy Charlotte recuperava due punti.

Bonga appoggiava liberato dalla drive di Ish Smith e dopo l’appoggio in corsa di Willy a 10:26, ecco a 10:17 altri due punti di Bonga ma a mezzo lunetta.

Graham con un bound pass verticale pescava Williams che segnava da sotto nel breve mentre la difesa Wizards rimaneva disorientata pensando a un passaggio per Monk (facendo un movimento nell’angolo destro lasciava preoccupati i capitolini).

Dunk e correzione di Bryant per 4 punti che riportavano a contatto i Wizards (39-37) ma ancora una volta Charlotte resisteva, al limite, Zeller riusciva, infatti, a pescare un jumper lungo da due punti dalla destra allo scadere dei 24 secondi.

Si andava veloce sull’azione seguente; Zeller era bloccato due volte da Bryant, dall’altra parte Washington sbagliava prima con Bonga e una second chance mentre sulla contro-transizione a 7:07 Graham si arrestava per la tripla lunghissima solo cotone.

Bryant e P.J. allungavano il brodo ma tra i lunghi era Zeller a 6:17, lanciato da Graham in pick and roll, a esaltare con l’hammer a una mano più fallo di Bryant.

FT a segno per il +10 (49-39) prima dell’appoggio di Smith.

Un paio di cadute facili regalavano gli sfondamenti su Smith e Zeller quindi toccava a Bridges segnare portando sul 38-16 il parziale nel pitturato.

Beal andava ancora a segno con un parziale di 7-0, prima dal campo, quindi dalla lunetta, alla fine da tre per il 51-48.

Charlotte però con due FT e un floater di Monk tornava a distanza di sicurezza (55-48) prima di un canestro da due di Thomas e uno spinning layup di Brown per il 55-52.

Ci voleva una giocata in area di P.J. per staccarsi nuovamente: in salto mulinando le braccia su Bertans per cercare un varco ecco arrivare il contatto più il tiro vincente in difesa più il libero a segno.

Rozier in transizione ne metteva dentro altri due ma sempre Beal da tre chiudeva il primo tempo restituendo il -5 ai Wizards (60-55).

Tabellino singoli primo tempo.

3° quarto:

Partiva bene Charlotte con l’imbucata per la jam di P.J. a 11:49 ma Thomas dopo 22 secondi da tre accorciava di un punto, Miles a 10:02 correggeva in schiacciata sopra il ferro un errore di Rozier, strappando letteralmente palla a Mahinmi quasi in possesso della sfera.

Thomas da tre andava per il -3 (64-619 e Mahinmi non trovava resistenza sulla sua schiacciata in corsa per il -1.

P.J. attaccava il ferro subendo fallo da Bertans ma lo 0/2 non era preludio di buona sorte, infatti la sua uscita per problemi alal caviglia lo dimostrava…

A 8:27 tuttavia Rozier, fermato ancora dai Wizards ricorrendo al fallo, piazzava il 2/2 per il 66-63 ma l’open 3 di Bonga a 8:13 valeva il pari a quota 66.

In arretramento oltre la linea dei tre punti, dall’angolo destro, Bridges esplodeva la tripla del nuovo vantaggio Charlotte

Beal andava in lunetta anche per 3 secondi rilevati a Charlotte quindi a 7:25 uno scontro nel semicerchio tra Bridges e Bertans era visto come falloso dagli arbitri nei confronti del baltico.

Palla scagliata per terra con rabbia, tecnico realizzato da Rozier e due FT per Miles che sembrava far risalire ancora una volta Charlotte verso la fuga (72-67).

Un floater di Thomas e un arcobaleno di Graham fissavano il punteggio sul 74-69 ma Charlotte si fermava lì.

Dai 6:47 del terzo quarto a scendere sino a 1:07 dalla terza sirena gli Hornets rimanevano a secco.

In questi cinque minuti e mezzo i Wizards piazzavano un parziale di 13-0 che oscurava ciò fatto di buono sino a quel momento dagli uomini di Borrego.

74-82 prima che a 1:07 Graham prendesse il suo tempo per segnare una tripla frontale.

Bryant in post basso ne aggiungeva due, Monk rispondeva andando a sbattere su Bryant per alzare una palla inarcando in salto la schiena indietro e Bryant chiudendo il quarto con altri due punti lanciava i suoi sul +7 (79-86) con ben 12 punti persi nel quarto dagli Hornets.

Willy e Cody Martin osservano nel cielo la luminosa sfera ma a rimbalzo gli Hornets sono stati scottati. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

L’inerzia o l’entropia non era con Charlotte nell’ultima frazione, il sorpasso non dava più stimoli ai ragazzi di Borrego che subendo un floater di Brown e una tabellata di Smith andavano sotto di 11 (79-90).

A sorpresa una tripla dalla diagonale di martin a 10:57 ci riportava allo svantaggio a singola cifra (82-90) ma un’entrata di Smith con appoggio rapido e la prima conclusione a segno di Bertans (pesante) a 9:45 chiudevano di fatto la gara (82-95) con gli Hornets poco brillanti nel far circolar palla o a mettere tiri.

Il -13 era ridotto sino al -9 da un turnaround in area con ferro amico di Rozier e sul -8 da Graham con una tripla in transizione ma 5 tiri liberi consecutivi Wizards portavano i capitolini sull’89-102.

Bridges, uno dei più positivi e degli ultimi ad arrendersi, da tre, ancora dalla mattonella dall’angolo, ripristinava un -10 a 7:12 ma la tripla d Brown eclissava definitivamente Charlotte (92-105) che sfaldandosi incassava ancora una tripla di Smith e una schiacciata di Bryant (97-112).

Finale un po’ in sordina con una tripla di Beal su Bridges, il primo aveva qualcosa da dire muso a muso a Miles e gli arbitri affibbiando un tecnico alla star di Washington facevano contento Rozier che portava a casa un punto supplementare gratis.

A :33.4 Martin chiudeva i giochi con due punti stuccando il risultato finale sul 107-121.

Le pagelle

Terry Rozier: 6

21 pt., 7 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 8/21 FG, 1/7 3 FG. Sufficienza un po’ stirata per Scary che disputa un buon primo tempo ma poi si arresta un po’ tornando a uscire nel finale quando Charlotte non riuscendo a chiuder gli attacchi dei Wizards, resta tagliata fuori comunque. Anche lui in angolo sembra portar via una palla a Smith che conservandola si butta dentro mentre lui segue ma resta a guardare invece di tentar la stoppata. Torna a forzare un po’ troppo azioni che non vanno da nessuna parte. Nel primo tempo trova canestri in penetrazione sfruttando la poca disponibilità dei Wizards a difendere mentre nel finale segna l’unica tripla di serata su sette tentativi.

Devonte’ Graham: 5,5

11 pt., 3 rimbalzi, 8 assist, 3 rubate. 4/13 FG, 3/11 3 FG. 1 TO, -11 in +/-. 8 assist, il buono della serata di Graham che con mani veloci annovera anche tre palloni soffiati agli avversari. Il buono l’abbiamo scritto, peccato che dal campo continui a stentare parecchio ultimamente e senza i suoi punti la squadra va in difficoltà.

Non è clutch nemmeno più nelle ultime uscite anche se è lui a rompere il parziale di 0-13 nel terzo quarto con una tripla a 1:07. Lì si è preso il suo giusto tempo usando lo spazio a disposizione, altre triple sono state troppo affrettate o fuori equilibrio.

Miles Bridges: 7

23 pt., 6 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate. 8/17 FG. +2 in +/-, 3/7 3 FG, nessun TO. Uno dei migliori nelle fila di Charlotte. Sbaglia qualcosa forzando nel secondo tempo ma è uno dei pochi che non arresta la sua buona vena continuando a produrre punti e non solo. Inizia bene contrastando Beal per l’air-ball e piazzando la tripla. Beal è in serata e gli Hornets, in generale, nel primo tempo cercano di limitarlo ricorrendo al fallo. Lui fa quel che può restando sempre molto vigile e attivo cercando di rispondere in attacco piazzando anche triple dalla mattonella in angolo.

P.J. Washington: 6

15 pt., 1 assist, 1 rimbalzo, 1 rubata. Nel primo tempo è un punto di riferimento in post, in area… Charlotte sfrutta il suo vantaggio nei confronti dei lunghi avversari che paiono non riuscire a fermare le sue iniziative. Anche nel secondo tempo parte così ma poi ci prova solamente una volta ancora sbagliando anche perché finisce in panchina troppo presto e senza problemi di falli. Tanta differenza tra il primo e il secondo tempo comunque con un solo rimbalzo a referto, decisamente gravemente insufficiente su questo fronte anche se compensa con buoni canestri ma FT orrendi, anche per lui, infatti, arrivava uno 0/2 pesante in un momento importante e poi purtroppo deve uscire per una distorsione (non sappiamo di che entità) alla caviglia destra.

Cody Zeller: 6

9 pt., 7 rimbalzi, 7 assist, 1 stoppata. Chiude con 4 falli, alcuni onesti, prendendo anche due sfondamenti a favore. Si impantana ancora in area con un 3/9 non positivo. Stoppato un paio di volte da Bryant nella stessa azione, soffre fisicamente. Si rifà con un hammer schiacciando a una mano per un gioco da tre punti e bello è anche il tiro fuori dal suo range dalla destra; un lungo due che per necessità (scadenza dei 24 sec.) andava a infilarsi in retina con un leggero fade-away. Uno dei pochi centri che sa fare un euro-step decente, da lì nascono nel primo tempo due FT, splittati. Meglio nel primo tempo che nel secondo.

Willy Hernangomez: 6

12 pt., 4 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 6/8 FG. Manca un paio di conclusioni e a parte un paio di falli spesi (4 in totale) è ancora un po’ morbido nonostante parta bene rifilando una mega stoppata a Bryant al plexiglass nel primo tempo. Fa vedere di aver mano ma manca nel momento decisivo un paio di tiri, uno con un handshake spalle a canestro di notevole fattura, peccato per il tocco troppo lungo. Nel complesso se la cava con una sufficienza ma in 19:40 bisogna catturi più rimbalzi.

Malik Monk: 5,5

7 pt., 4 rimbalzi, 3 assist. 3/12 FG, -14 +/-. Malik scende ancora di un gradino rispetto alle due ultime prestazioni non riuscendo a prendersi il tempo giusto per le sue entrate. Quando lo fa segna e anche in maniera non sempre facile, altre volte è decisamente wild mentre da fuori mette una tripla dall’angolo ma poi non prende più nel momento in cui ci sarebbe bisogno.

Marvin Williams: 5

2 pt., 2 assist, 1 stoppata. 0/2 FT, 3 falli, -11 in +/-. Fumogeno e in difficoltà nei 15:34 in campo con la macchia di due liberi mancati da un giocatore esperto come lui in un momento fondamentale. 1/3 dal campo, marginale e nemmeno positivo.

Cody Martin: 5,5

7 pt., 6 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata. 3/6 dal campo, -16 in +/-. Generoso ma un po’ confusionario, non sempre tiene la posizione ma prova ad andare in aiuto o in chiusura sotto canestro anche se non può tenere Bryant ad esempio. Riesce a mettere un bel reverse layup e un tiro da tre dalla diagonale destra ma lascia un po’ perplessi perché commette qualche ingenuità difensiva a causa della foga.

A parte i tre liberi di Bertans regalati per il contatto con il salto in avanti anche se prova a scansarsi (già su Beal in chiusura di primo tempo aveva rischiato, sfiorandolo, è sulla posizione che non mi convince.

Coach James Borrego: 5,5

Squadra brillante per un tempo poi, sorpassata, perde fiducia, voglia, trama di gioco e va sotto rapidamente non riuscendo più a rientrare.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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