Game 49: Charlotte Hornets Vs New York Knicks 101-92


Intro

Siamo arrivati a buon punto della stagione, possiamo guardare finalmente con più certezze a quello che sarà il finale di stagione nonostante i Calabroni siano in una posizione incerta tra il primo posto di una Division in evidente stato di malessere e un ottavo posto a Est “insidiato” da Detroit e Washington che non fanno un granché per accaparrarselo comunque.

Charlotte è stata in testa alla Division e ha strappato più volte il comando agli Heat che ieri notte si sono imposti su una New York in disarmo e in infermeria.

La stessa New York in back to back che Charlotte affrontava nella notte per riavvicinarsi al comando della Division e cercare da qui a fine stagione di ottenerlo per avere finalmente un banner come vincitrice divisionale anche a Charlotte.

Se sul parquet i Calabroni non hanno mai avuto grandi fortune, l’animale simbolo trasposto, tra gli umani ne ha avuta ancora meno, considerato inutile, dannoso e pericoloso, menzionato in qualche caso in libri come flagello nonostante in realtà sia anche un insetto utile per l’uomo.

I gatti (animale più vicino all’homo sapiens) ad esempio hanno goduto d’alterne fortune pensando agli egizi e alla Dea Bastet, corpo di Donna e testa di Gatta per passare lentamente alla loro diffusione grazie ai fenici che sottraendolo agli egizi che lo veneravano iniziarono a commerciarlo visto che questi felini “proteggevano” le granaglie raccolte dall’uomo mangiando i topi fino ad arrivare al medioevo dove era visto come la reincarnazione del maligno, affine al Demonio e alle streghe e quando la peste portò via 3 abitanti su 4 in Europa, irrazionalmente la non conoscenza favorì l’uccisione dei gatti e favorendo così anche la morte nera stessa portata proprio dalle più numerose orde di ratti, ad arrivare a oggi dove il gatto tra miti e leggende è tornato a essere semplicemente un animale che alle nostre latitudini è anche apprezzato.

Per gli Hornets nella notte per “vendicare” la sconfitta clamorosa subita da New York proprio in casa nell’ultimo incontro tra le due compagini serviranno gli occhi della tigre da subito.

Mancano sempre meno partite e non si possono sbagliare quelle casalinghe contro team di medio/bassa classifica se si vuole puntare al primo posto divisionale scavalcando Miami che la scorsa notte ha ritrovato un Wade formato vintage da doppia doppia (15 pt. e 10 assist).

Percorso non proprio lusinghiero per i Knicks che hanno perso 17 sulle ultime 18 partite.
Batum invece è in netta risalita.

La partita in breve

Partita più difficile del previsto allo Spectrum Center che riabbracciava Walker e Parker mentre Zeller ancora out è in netto miglioramento e potrebbe rientrare dopo il 5 febbraio.

Charlotte partiva bene portandosi sul 5-0, illusorio, perché dall’altra parte si piazzava un parziale identico e si doveva aspettare la parte finale del quarto per vedere Charlotte accumulare qualche punto di vantaggio.

Parker con un gioco da tre punti e un assist per Willy firmava il 30-24 aiutato anche da un MKG che faceva valer oro i suoi tre rimbalzi offensivi.

Nel secondo tempo se Willy in difesa faceva da spettatore non pagante, in attacco riusciva a portare a casa punti, ad esempio su un passaggio di Monk era bravo a eclissarsi dietro la difesa distratta di New York e a metter dentro il +10 (44-34).

Sembrava poter ingranare Charlotte e travolger la squadra di Fizdale che tuttavia motivata per le tante sconfitte subite cercava di recuperare per vincere, così Knox a 3:43 con la tripla portava a solo un punticino gli arancio-blu (48-47).

Nel finale una tripla di Parker mandava negli spogliatoi Charlotte avanti sul 54-53.

L’incubo iniziava con il sorpasso di Knox a 11:07 e proseguiva con un parziale di 9-0 che mandava la formazione ospite sul 56-64…

Hornets che si affidavano troppo alle triple ma da una di essa arrivava il -4 (Bridges a 3:58) mentre sul finire del quarto Lamb pareggiava dalla lunetta e Batum conservava il 71 pari sulla sirena con la quarta stoppata di serata (su Trier nell’occasione).

Charlotte prendeva un leggero vantaggio a inizio ultimo quarto (78-75) poi ribaltava la gara a suon di triple con Monk, Walker e altre due di Malik che portavano a un parziale di 12-1 per il 90-76.

Si spegneva il sorriso di Fizdale nel terzo quarto e si assisteva a qualche protesta ma purtroppo per lui la modestia degli uomini rimasti (eccetto T. Hardaway Jr. e Knox) non gli consentiva di provare seriamente a rientrare nel finale.

Per gli Hornets più gli occhi di un gatto che di una tigre nella notte ma la vittoria da morale per la prossima mentre la panchina si è dimostrata un fattore e ci si porta a una W da quota .500, inoltre si vince la serie stagionale su New York per 2-1…

Charlotte vince a rimbalzo 53-46, negli assist 25-19, nelle stoppate 10-6 e ha percentuali leggermente migliori dal campo con il 41,1% contro il 40% dei newyorchesi che perdono meno palloni 10-7 e ne rubano di più 3-6.

Ai liberi Charlotte fa 12/16 (75%) mentre gli avversari ne mettono 17/26 con la particolarità d’aver sbagliato tutti e tre i “tecnici”, due per infrazioni difensive dei tre secondi e uno per tecnico a Williams.

Le formazioni:

La partita

1° quarto:

Partenza razzo per gli Hornets che con l’asse Lamb-Biyombo trovavano il primo canestro grazie all’assist schiacciato del primo e alla dunk del secondo lasciato tutto solo sotto mentre il 5-0 arrivava a 10:46 con la tripla di Lamb dalla diagonale destra.

Charlotte cominciava a pasticciare un po’ in attacco e a 10:08 un floater di Knox in penetrazione da sinistra scavalcava Biz in raddoppio sotto canestro.

A 9:47 la tripla di Hardaway Jr. superava il tentativo di stoppata di Batum e s’infilava per il pari.

Gli Hornets reagivano con un canestro di sinistra di Biz in avvicinamento e con Williams che rollando verticalmente su un lob di Lamb andava a metter dentro da sotto probabilmente anche toccato.

Sul 9-5 Charlotte si bloccava concedendo uno 0-7 di parziale ai giovani Knicks che iniziava con la tripla di avvicinamento (seconda) di Hardaway Jr., continuava con il sorpasso di Burke in penetrazione e si chiudeva con il jumper frontale in transizione di Hardaway Jr. a Batum (in marcatura) saltato per il tiro mancato in attacco che l’attardava.

9-12 e time-out necessario per riordinare le due fasi…

A 6:47 Lamb in uno contro uno trascinava Vonleh sulla linea di fondo sinistra per batterlo in fade-away e a 6:10 Kemba, dopo aver sbagliato un lungo due, segnava da tre punti grazie al rimbalzo offensivo di MKG.

Kemba riceveva sul lato debole (a destra appena fuori dall’area) elevandosi e fluttuando in avvicinamento pur distante da canestro per un appoggio al plexiglass fuori equilibrio per il 16-12.

Knox andava dentro approfittando del cambio Biz/Willy mentre dall’altra parte segnava Willy che recuperava la sfera dopo un hook non a segno di MKG.

Ancora un gran floater di Knox avvicinava i newyorchesi che però incassavano una tripla di Batum grazie ancora a un rimbalzo offensivo di MKG.

Lamb ripuliva la tabella offensiva dopo l’errore di un compagno per il +5 mentre dopo un ½ di M. Robinson ai liberi era MKG a conquistare il terzo rimbalzo offensivo (errore Willy) e a segnare direttamente in mezzo a due difensori.

Dall’altra parte Robinson faceva la stessa cosa segnando però in schiacciata e a 1:05 la difesa di Charlotte in ripiegamento dimenticava Dotson che con la wide open portava a -1 la squadra della Grande Mela (25-24).

Ci pensava Parker a :51.7 con l’allungo in entrata a metter dentro guadagnando anche il libero per il 28-24 e con una penetrazione con passaggio che mandava a bersaglio Willy bravo a percorrere la linea di fondo sinistra per trovare il varco del 30-24.

Sull’ultima azione MKG rubava palla e sulla sirena lanciava la tripla che colpiva il ferro.

La palla a due iniziale. Foto: Sam Sharpe-USA TODAY Sports

2° quarto:

Robinson diveniva un fattore per i Knicks giocando con energia segnando subito in alley-oop e andando a stoppare Willy che si vedeva stoppare una seconda volta di lì a poco ma questa volta la sfera sembrava raggiungere il vetro per un classico goaltending e due punti assegnati agli Hornets.

Parker invece continuava nella sua missione assist con un no look per Bridges che entrando in area allungava il braccio in sottomano trovando due punti e fallo.

Mancato il libero a 11:00 Charlotte rimaneva comunque sul +10 mentre 12 secondi più tardi i Knicks beneficiavano per la seconda volta in serata di un FT per 3 secondi difensivi che sbagliavano però ancora (questa volta era di Dotson l’errore).

Solamente sei secondi più tardi entrava in lunetta anche Hezonja che tuttavia splittava e mentre Monk perdeva palla con un passaggio avventato cercando di recuperare in salto sotto canestro sull’appoggio mancato di Dotson, dall’altra parte Charlotte sbagliava con Monk e Williams con una controffensiva di Trier che costringeva al fallo un flipperistico Monk.

2/2 seguito a 9:33 da un fade-away da fermo di Monk per il 36-29 prima di vedere il fing and roll vincente di Allen e il nice layup di Parker a 9:06 per il 38-31.A 8:47 Trier accorciava di uno dalla lunetta splittando dopo aver indotto Bridges a saltargli addosso sul tiro con una finta.

Parker di sinistro appoggiava oltre Allen ma dall’altra parte tornava in auge Robinson che schiacciava un altro alley-oop con Willy spettatore il quale si rifaceva in attacco con una finta in partenza che gli lasciava campo fino all’arresto in area per un floater originale ma efficace.

Era lo stesso Willy che involontariamente passava dietro tre difensori dei Knicks che in linea guardavano Monk scaricare allo spagnolo che preso il vantaggio metteva dentro la sfera da sotto a sinistra per il +10 (44-34).

I Knicks però si ravviavano segnando con Hezonja in jumper con Allen che recuperava un rimbalzo dopo la stoppata dal perfetto tempismo di Willy su Dotson mentre Parker continuava a fare il suo in attacco segnando dopo un appoggio corto in entrata con Allen e Trier a scontrarsi in salto sul tentativo di stoppata/recupero palla che li escludeva dal rimbalzo preso al volo da Parker che correggeva ringraziando.

Hezonja con una steal decisa in rientro su Walker e il passaggio teso per l’avanzato Vonleh mandava il match sul 46-40.

Un +6 che dopo un giro di lunetta per parte resisteva sino a quando Allen mandava giù Batum per andar dentro con azione ritenuta regolare e Knox spediva la palla dentro da fuori per il one point game (48-47 a 3:43).

Lamb a centro area spingeva via Knox sull’arresto colpendolo con il tiro ma Hezonja da sotto aiutava a resistere per i Knicks infilando il 50-49.

Lo stesso Hezonja con entrata decisissima depositava il sorpasso prima del pareggio di Batum dalla lunetta.

Per un fallo di Kemba su Trier in palleggio a un minuto dalla fine il n°14 grazie al bonus riportava in vantaggio i suoi.

Parker scavalcava con la tripla da appena davanti la propria panchina e Charlotte andava a riposo conservando un misero punticino sul 54-53.

Batum ha arrestato un po’ la vena offensiva in serata ma ha chiuso con 4 stoppate… Foto: Sam Sharpe-USA TODAY Sports

3° quarto:

Pessima partenza per Charlotte dopo l’intervallo con l’ennesima tripla i Williams mancata un lungo due di Knox s’infilava per far vivere un terzo quarto a Charlotte in un tunnel.

Walker a 10:42 assaltava l’area avversaria regalando l’ultima luce ai Calabroni con il vantaggio fragile ma Burke dal mid-range destro batteva in pullup Lamb a Knox missilava da tre per il 56-60 a 10:07 dopo un errore di Lamb in attacco.

Nonostante una stoppata di Batum sulla stessa azione Lamb si faceva toglier palla così dentro Parker e fuori un distratto Jeremy…

Le cose non miglioravano però perché se Kemba sbagliava e ci si salvava solo perché il canestro di Burke ormai da solo fronte a canestro in entrata rifilava una gomitata a Batum nel tentativo di recupero veniva giustamente annullato.

A 8:00 dalla terza sirena Knox portava a casa due FT e un libero per tecnico a Williams ma mentre i due normali FT andavano a segno la maledizione dei tiri senza avversari intorno colpiva ancora per lo 0/3 Knicks di serata…

Kemba e Batum erano due esponenti della corrente da tre punti che non portava a nulla se non a perdere occasioni.

Charlotte arrivava sull’1/9 al tiro nel quarto mentre Thomas con uno spin mandava dentro il quarto tiro su undici per gli ospiti per un 9-0 di parziale che lanciava la squadra di Fizdale sul 56-64.

Batum correggeva la sfera sopra il ferro rilasciata in maniera non corretta da Walker impegnato in entrata contro due difensori sbloccando l’attacco.

Un attacco che trovava a 5:08 un punticino dalla lunetta da Parker ma una difesa che veniva colpita da un 2/2 di Thomas a 4:54 per il 59-66.

Batum suonava la tromba per la riscossa andando all’inseguimento di Allen sulla baseline sinistra per stopparlo mentre Bridges dal corner destro realizzava tre punti importanti a 3:58 per il 62-66.

Hardaway Jr. in jumper su Batum allontanava Charlotte che splittava dalla lunetta a 3:29 con Willy (fallo di Vonleh) mentre dopo qualche errore lo sforzo sovrumano di Parker in fuga era stoppato da Vonleh facendo sorridere coach Fizdale che tuttavia non avrà poi molto da sorrider di lì a poco quando dopo il time-out si riprendeva con la rimessa dal fondo di Parker per il taglio perfetto di Bridges che lo portava a schiacciare una bimane per il -3.

Hornets sul -1 con l’assegnazione di un goaltending sull’ennesima alzata in corsa di Parker con un rallentamento nella rimonta con un rapido giro sul piede perno di Allen che dalla nostra area alzava un pallonetto che vedeva il cotone interno per il 67-70 ma Bridges dalla lunetta metteva dentro due FT a 1:15.

Robinson recuperava un pallone cadutogli addosso con la nostra difesa non sveglia pur addosso al centro avversario che comunque commettendo un errore in lunetta lasciava a Charlotte la possibilità di rientrare…

Erta uno scontro a centro area Lamb/Allena provocare due FT per Charlotte che dall’incidente traeva due punti che portavano a :24.7 dalla fine la gara in parità con gli Hornets sulla soglia della galleria finalmente a riveder la luce.

Nel finale la densità sotto canestro favoriva Batum che si elevava stoppando (4^ stoppata) il tentativo di Trier conservando il risultato.

Stacchetto variopinto delle Honey-Bees.

4° quarto:

Passava avanti Charlotte a 11:37 con Lamb agli autoscontri in area e l’arcobaleno che pioveva dentro il cesto come per magia.

Rispondeva di forza e grazia Robinson con il reverse alley-oop sull’altro fronte ma Charlotte accusava anche il jumper di Hezonja a 10:43 per il 73-75.

A ripassare avanti ci pensava Monk scaricando una tripla in faccia a Dotson dalla destra mentre Kemba intuendo una difesa lenta a rientrare si fiondava in coast to coast recuperando il fallo che voleva da Dotson per un 2/2 (78-75) utile.

Fizdale si arrabbiava perché su una palla vagante erano fischiati i 24 secondi a New York mentre avrebbe voluto il possesso di Charlotte con Williams, un possesso che però non esisteva perché erano proprio i suoi uomini, molto aggressivi a non render tale la presa definitiva di Marvin.

A Kemba interessava poco e con una drive sul fondo in salto mandava all’indietro un pallone sparato verticalmente per Monk che non si faceva pregare per infilare la sua seconda triple nel quarto a 9:05.

Hornets sull’81-75 che si salvavano con Walker, bravo a metter la mano sulla palla a Hezonja prossimo all’alzata finale sul fast break.

I Knicks accusavano il colpo ed erano colpiti da un ampio step-back di Walker dal corner destro (dopo una finta d’entrata) per tre punti che a 7:21 erano solo il preludio e l’accompagnamento alle bombe di Monk sganciate a 6:43 (sempre dall’angolo destro) e a 6:15 dalla diagonale sinistra che trascinavano gli Hornets verso la vittoria con l’unico punto messo a segno dai Knicks dalla lunetta da Vonleh in mezzo alle triple di Monk a fermare il parziale di 14-0…

Knox rispondeva da tre per il 90-79 ma su un errore di Williams dalla baseline destra spuntava Lamb, prossimo al ferro sulla sinistra per il tap-in del +13.

Nel finale New York si riavvicinava sino al -8 con Hardaway Jr. a spezzare la difesa con l’entrata in diagonale e si vedeva MKG uscire per il sesto fallo a 3:30 con gli arbitri a non tenerlo proprio in simpatia dopo due rapidi “falli” fischiati contro.

Bridges a 3:09 servito lateralmente da Batum faceva valere l’atletismo in salto superando con la mano destra larga in appoggio il difensore e Kemba con lo step back da due punti su Burke segnava a 2:40 il 98-85.

Una tripla di Williams a 2:12 e una di Hardaway Jr. a 1:40 aiutavano a definire il punteggio finale sul 101-92.

Pagelle

Kemba Walker: 7

14 pt., 5 rimbalzi, 5 assist, 2 stoppate. 5/16 al tiro. Non esagera se non nel terzo quarto dove gli riesce poco all’assalto dell’area. Innervositosi chiede anche un fallo ma a prendersi il tecnico sarà Williams. Prova a far giocare i compagni offrendo palla. Da un suo passaggio volante Monk sena il +6 nell’ultimo quarto e mette anche lo zampino tra le tre triple di Monk. Due stoppate, una perfetta su Hezonja in transizione, da incorniciare.

Jeremy Lamb: 7

15 pt., 9 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 6/12 dal campo. Non va male affatto. Apre con una tripla ma poi ne sbaglia altre tre tuttavia a rimbalzo è una presenza aggressiva e in attacco a cavallo degli ultimi quarti tira fuori 4 punti importanti attaccando il pitturato. Bello anche il tap-in nel finale sull’errore di Williams tagliando decisamente vicino il ferro sul lato opposto e sempre nell’ultimo periodo stoppa un tiro di Trier. Unica macchia quando perde palla banalmente facendosela soffiare dopo aver fallito un tiro e Borrego lo manda in panchina per un po’.

Nicolas Batum: 7

6 pt., 6 rimbalzi, 2 assist, 4 stoppate. 2/6 dal campo. Un solo TO ma gran presenza difensiva anche quando è battuto sul tiro. Allen e Trier nel terzo quarto sono sue vittime in stoppata dove ne mette ben 4… Serata non precisa al tiro anche con l’1/2 in lunetta ma di sacrificio difensivo.

Marvin Williams: 5,5

7 pt., 7 rimbalzi, 3 assist. 3/12 con un 1/8 da fuori e quell’uno è messo nel finale… Meglio in difesa ma in attacco sbaglia tutto il possibile da fuori e Charlotte ne risente. Serata no al tiro. Mette una specie di reverse layup ma anche quello a gara vinta.

Bismack Biyombo: 5,5

6 pt., 1 rimbalzo. 2/2 dalla lunetta ma un solo rimbalzo e un -14 in 12 minuti e trentanove secondi. In attacco segna un paio di tiri ma dura poco in difesa dove gli viene preferito Willy nonostante parta in quintetto ancora una volta.

Malik Monk: 7,5

14 pt., 2 rimbalzi, 3 assist. 5/12 dal campo. Parte male con un passaggio verticale (tre le palle perse) che diventa fast break per i Knicks sul quale ci mette una pezza in salto sul layup di Dotson fallito. Sbaglia troppo segnando un fade-away da fermo nel primo tempo poi si scatena con quattro triple nell’ultimo quarto che decidono il match. Da quella a destra in faccia a Dotson a quella su servizio di Kemba a quella nell’angolo destro fino a quella aperta dalla diagonale sinistra. Alla fine tra pregi e difetti è decisivo questa volta grazie a ritrovate doti da tiratore.

Michael Kidd-Gilchrist: 7

2 pt., 3 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Strana partita per MKG che in 9:58 fa ¼ al tiro e prende tre rimbalzi, tutti offensivi che portano a due bombe da second chance a segno per i compagni e ai suoi due punti, unici della gara. Tutto nel primo quarto poi gli tocca uscire per aver raggiunto tre falli. Rientra brevemente, commette il quarto fallo e nell’ultimo quarto gli arbitri completano l’opera assegnandogli due falli contro e mandandolo fuori anzitempo. Alla fine con lui in campo è un +10.

Miles Bridges: 7,5

11 pt., 8 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 1 stoppata. +19 di plus/minus e più efficace anche in appoggio oltre ad avere il merito di tenere bene in difesa e di aver segnato la tripla del -4 nel terzo periodo. 4/5 concreto dal campo. Buon movimento in taglio per la schiacciata su rimessa dal fondo si Parker.

Tony Parker: 7

15 pt., 1 rimbalzo, 4 assist. 6/13 dal campo. Rispedito dentro al posto di un assonato Lamb fatica un po’ mentre durante la prima rotazione era stato molto brillante al tiro e in fase assist. Prende un goaltending a favore anche una stoppata da Vonleh ma dalla rimessa offre l’assist a Bridges per la schiacciata.

Willy Hernangomez: 6,5

11 pt., 11 rimbalzi, 1 stoppata. 5/12 dal campo. Un paio di palle perse e una difesa un po’ allegra a tratti riesce a stoppare comunque perfettamente Dotson. Va in doppia doppia punti/rimbalzi.

Un’evidente mano è arrivata dalla panchina…

Coach James Borrego: 6

Squadra che alla fine la spunta ma che fa qualche passo indietro sebbene a livello di schemi e gioco non ci si può lamentare. Gli aggiustamenti prodotti nelle ultime settimane rendono la squadra più equilibrata in attaacco e solida in difesa con il difetto però di subire troppi fast break sui quali a volte “siamo” fantastici a rimediare…

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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