Game 5: Charlotte Hornets @ Sacramento Kings 118-111

Intro

King For A Day è un pezzo dei Jamiroquai che il cantante Jay Kay compose in occasione dell’uscita dal gruppo del bassista former Stuart Zender.

Le incomprensioni con il leader del gruppo Kay e l’essere malvisto dagli altri componenti della band, almeno secondo Zender, determinarono la frattura insanabile tra le parti.

Essere Re per un giorno è però anche l’obiettivo principale di Kings e Hornets visto che gli ex Royals e la squadra della Queen City sono erranti, senza regno, entità piuttosto decadute in una NBA meno nobile e più borghese.

Vincere un game in un’annata che darà avare soddisfazioni, allora diventa una maniera per interrompere qualche amarezza.

I Re, sullo 0-4, cercano la prima vittoria per far gioire i propri tifosi, i Calabroni ronzano cercando la prima vittoria esterna per dimostrare di poter salir di livello dopo le previste battute d’arresto a Los Angeles.

Analisi

Partiamo subito dagli eventi negativi.

Potrebbe sembrare una scelta curiosa ma ci sono alcuni fattori chiave da migliorare per vincere le partite.

Anzitutto la difesa degli Hornets deve migliorare: troppe volte sono stati lasciati tiratori liberi che ci hanno punito, ma anche nel mezzo alcune infilate non sono state contrastate adeguatamente, complice la serata mezza storta di Zeller.

Altra stecca difensiva quella di Bridges che ha sofferto spesso su azioni portate dai vari avversari di turno.

La testa deve rimanere sul parquet per 48 minuti o si rischiano finali peggiori contro squadre con più qualità.

8-1 nei TO all’inizio, insostenibile, c’è da regger meglio la pressione difensiva avversaria…

Di buono c’è che Charlotte non è crollata nel secondo tempo ma è salita di tono disputando un terzo quarto da sorpasso lanciato grazie a un elettrico Rozier ma non solo.

Monk è parso ritrovato nel ruolo di realizzatore e Graham si conferma quel discreto giocatore che sta venendo fuori, arrischiandosi anche a prender triple assurde m una di queste ha cambiato la gara consentendoci il sorpasso agognato.

P.J. e Marvin sono stati due fattori tra i lunghi.

Una buona vittoria (prima esterna) contro una squadra che aveva voglia di interrompere il digiuno.

Risalire da un -14 e andare a vincere con autorevolezza, eccetto un finale da rivedere nella gestione della sfera, non è cosa da poco anche se l’avversaria è in difficoltà oggi.

30-26 negli assist (i Kings nel gioco di squadra anche se sul perimetro hanno trovato spazi per il tiro hanno qualche lacuna), 46-39 a rimbalzo, 20-15 TO, 54,8% CHA (50,0% da 3 pt.) contro il 45,8% SAC (30,4% da 3 pt.) dal campo.

Dalla panchina il 41-22 ha favorito indiscutibilmente gli Hornets che migliorando le percentuali nel secondo tempo e perdendo meno palloni hanno ottenuto la W (nel primo il 6/9 ai liberi valeva per ambo le formazioni, gli assist (16) erano pari ed altre stats avevano scostamenti minimi.

P.J. Washington, felino e letale nei movimenti.

Starting Five

Rozier, Bacon, Bridges, P.J. Washington e Zeller per Charlotte, Fox (16 pt. + 10 assist), Hield (23 pt.), Barnes (22 pt.), Bjelica (11 pt.), Holmes (17 pt.) per Sacramento.

La Partita

1° quarto:

Hornets più svegli in avvio di partita con Rozier che in penetrazione si arrestava sotto canestro subendo il tocco di Holmes.

Due FT, dentro solamente il primo ma rimbalzo Scary di Rozier che convertiva in 3-0…

Barnes mancava l’entrata ma il pronto recupero gli consentiva di accorciare il punteggio sul 3-2.

Bacon grazie allo schermo di Zeller mandava dentro una tripla leggermente staccata dall’arco e successivamente Bridges da dietro copriva come un ombrello il tentativo di Fox così in attacco il semi-gancio di P.J. Washington che s’infilava nella retina trascinava Charlotte sull’8-2.

La fine del buon periodo degli Hornets coincideva con la tripla dall’angolo di Bjelica, , l’1/2 di Holmes ai liberi che successivamente in put-back dunk andava a impattare la partita a quota 8.

Bridges da tre dall’angolo sinistro dava la spinta ma ancora Holmes a rimbalzo andava in schiacciata, gli Hornets ci mettevano del loro perdendo due palloni in serie fino al canestro sorpasso di Barnes da tre a 7:40 (11-13).

Washington dal post basso destro batteva con mezzo giro sul piede perno, alzata altissima fuori misura anche per il raddoppio e parità, Bridges con il floater in entrata era “raggiunto” da Hield che guardando la successiva tripla di Fox lo imitava facendo scappare per la prima volta i locali (15-21) che tra buona difesa (pressione) e TO Hornets.

Un’altra tripla di Hield e il vantaggio della squadra di Walton andava sul +11 (15-26), i TO salivano sull’8-1 prima del taglio/ricezione/appoggio di Graham.

A 3:16 Fox metteva dentro subendo anche fallo di un Bridges pessimo nel primo tempo.

+12 (17-29) Kings che rallentavano nel finale così la tripla di P.J. era il primo di una serie di canestri a indicare la via del recupero ai Calabroni.

Williams con 4 punti consecutivi dava una mano (27-31) e Graham con un razzo dalla diagonale destra incendiava la retina per il 30-33, finale di primo quarto.

Graham e la visione di gioco mentre va in dribbling.

2° quarto:

Gli Hornets non colmavano il divario ma venivano subito coliti da 5 punti regali, in ogni senso, a poco serviva il canestro da tre di Monk a 10:37 se la difesa di Charlotte si mostrava incapace di fermare l’attacco avversario capace di colpire con facilità disarmante.

Bogdanovic realizzava da tre e chiudendo il cerchio a 8:35 (liberi splittati), dava una mano ai californiani portandoli sul +12 nuovamente (35-47).

A 7:51 una devastante two hand in corsa di Holmes in faccia a Cody costringeva al time-out Borrego che in 4 minuti, subendo un parziale di 5-16, non poteva esser contento.

Rozier da tre e Bridges in euro-step tentavano di rimontare ma lo steso Rozier in entrata con troppi difensori addosso lanciava con una specie di scoop largo la palla che si incastrava tra il cronometro e il tabellone.

Con lo scopettone delle pulizie ci pensava l’applaudito Marvin Williams (al terzo tentativo) a recuperarla senza lancio di scarpe o simili…

P.J. In post basso destro mostrava ancora quel movimento veloce in spin sul difensore con tocco morbido che sa fare e tenendo sul tentativo di anticipo del difensore in area, girava ancora bene trovandosi solo per la dunk.

A 6:10 era Cody a sfruttare il pitturato con l’entrata in terzo tempo abbassandosi oltre il difensore.

Walton chiedeva la pausa sul 46-53 favorendo la ripresa del ritmo dei suoi che con Bjelica in entrata andava troppo facilmente a segno (48-56) e ripetendosi su Miles a 3:33 lanciava i suoi sul 48-60…

Ancora una volta era il rush finale della frazione a riportare in gara Charlotte: P.J. A 2:45 rischiando la tripla accorciava di tre rimanendo perfettamente immacolato al tiro Zeller metteva dentro un tap-in su errore di Rozier e il “locale” Barnes interrompeva con un canestro per il 53-62.

Charlotte però trovava l’entrata di Rozier per l’appoggio easy di Cody più quella di Graham, bravo con un bound pass corto a liberare la potenza di P.J. Sotto canestro.

Rozier, aggressivo, in entrata battezzava l’anello con il floater per il 59-62 prima che Barnes lo abbattesse sull’altro fronte mettendo dentro il banker.

Da una second chance favorita da un tuffo a terra di Bridges, si estendeva l’azione sul fronte debole, la tripla di Rozier era fermata da Bjelica con il fallo.

2/3 prima che Barnes infilando il floater chiudesse le ostilità sul61-66.

3° quarto:

Avvio preoccupante dopo la tripla di Hield visto il secondo periodo ma la replica immediata da oltre l’arco di Bridges seguita da due liberi a segno di Rozier (10:33) e dal bis di Miles da fuori ci portavano in parità.

Holmes in mezzo alla nostra difesa sfortunata e brancolante segnava il nuovo vantaggio per i nostri avversari, l’apertura cambio lato di Bacon era poi spettacolare ma il passaggio era per gli spettatori di una delle prime file…

Barnes no ma Holmes su Zeller continuava a pasteggiare in schiacciata, sfortunato in & out di Bridges da marcato e Fox in entrata, la frittata sembrava fatta (69-75).

Ci pensava un caldo Terry Rozier a 7:46 a far scaldare gli Hornets con una bomba addensando il risultato a 7:01 con un’altra bomba.

Fox mancava in fast break il sorpasso ma Holmes tentava di far appiccicare il risultato al fondo Kings ma il ribaltamento della frittata avveniva con lancio spettacolare dalla padella: Graham da casa sua (qualcosa in meno della tripla vincente di qualche anno fa da parte di Daniels proprio a Sacramento) infilava da casa sua la retina per il 78-77.

Sulle ali dell’entusiasmo Charlotte scappava a 4:13 quando Rozier, capendo tutto in anticipo, rubava palla frapponendosi tra Bjelica e Ariza pronto a ricevere in punta: l’involata solitaria della nostra nuova PG produceva l’82-79.

Fox andava dentro troppo facilmente ma era un episodio poiché a 3:04 Monk mandava dentro la saetta frontale, e a 1:25 pulendo ancora la retinaci portava sull’88-81 con i Re al palo.

A sbloccare i Kings ci pensava Bogdanovic che sfruttava un rimbalzo non messo in sicurezza da Zeller, il quale rimanendo piantato costringeva al fallo in seconda battuta.

Out Cody, two and one per l’88-84 al quale replicava Williams, abile a realizzare dal corner sinistro su uno scarico intelligente di Washington.

Devonte’ in lunetta fissava con un 2/2 il quarto sul 93-84.

Frazione che arrideva decisamente agli Hornets che tirando nel periodo con il 48% avevano la meglio sui Kings nemmeno giunti al 40%…

Zeller fermato con l’intervento irregolare.

4° quarto:

L’apertura di quarto puntava a solidificare il risultato e il tap-in di Williams andava in questa direzione così come l’entrata diagonale di Malik con gran balzo e appoggio al plexiglass.

Hield toccando la linea laterale sinistra su pressione di Williams commetteva TO e gli Hornets continuando a metter dentro tiri con regolarità avevano il tempo, lesto a scorrere, dalla loro parte.

Marvin (9:42), spalle a canestro era bravo a prender la spinta del pur esperto Ariza e a lanciarsi in un turn around fade-away solo cotone, peccato sbagliasse la cosa più semplice, il libero…

Nonostante ciò, gli Hornets, sul 101-87 si potevano permettere di incassare due punti di Barnes in sottomano veleggiato senza soffrire, P.J. Rimediava in un fast break 3 contro 2 servito da Monk andando per la jam.

Al lungo due di Fox a 6:36 rispondeva un ritrovato Monk con la tripla da catch n’shoot sulla sinistra.

106-91, nulla sembrava impensierire gli Hornets che tuttavia mandavano i cervelli in spogliatoio così dopo due TO di Bridges, se avessero sfruttato meglio il secondo, dopo aver punito il primo , si sarebbero potuti trovare sul -4 ma nella fretta, in area, sulla transizione, la spicchiata si disperdeva così come le possibilità di vittoria.

La spuntavano così gli Hornets che la chiudevano sul 118-111.

Le Pagelle

Terry Rozier: 7

La miglior versione del play fino a oggi.

Elettrico nel terzo quarto, è meno fluido di Kemba (chi non lo sarebbe?) e usa troppo il braccio a protezione per allontanare il difensore, questo a volte gli costa troppi TO ma un paio di triple che piovono dentro, il floater e i 6 assist smazzati durante la gara oltre ai 22 punti, sono importanti. Mette in sicurezza con autorevolezza qualche rimbalzo anche se non sempre riesce a tenere l’avversario diretto e sui close-out su Hield è troppo lontano a volte, compensa con una steal d’anticipo, fuga e jam da antologia.

Dwayne Bacon: 5

3 pt., 2 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate.

Una delle steal gli arriva piovuta dal cielo o sugli stichi, con l’avversario senza tempo a provar l’impossibile. 1/8 dal campo, sparisce velocemente o evita responsabilità… spesso lungo e fuori misura, non si capisce che fine abbiano fatto le sue entrate. Nessun tiro dalla lunetta e 3 TO.

Miles Bridges: 6

17 punti, 4 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata in 33:57. Mah… puntato dai vari incursori fa una brutta figura spesso in serata e lui può fare meglio di così. Tira con 7/11 dal campo e 3/5 da fuori. Utile ma il voto che potrebbe sembrare ingeneroso, soffre anche delle due palle perse finali (5 TO totali) che non influiscono sul risultato ma sono preoccupanti nella gestione della sfera. Difficile potergli dare di più, il 6 è tirato per i capelli per la fase offensiva ma in difesa deve far meglio…

P.J. Washington: 8

23 pt., 8 rimbalzi, 3 assist. Chiude con 10/13 dal campo dopo esser partito nel primo tempo con 7/7. Bravo e sicuro a salire nei pressi del canestro a schiacciare rapidamente e potentemente. Big night per il rookie senza TO e senza paura. Oltre alle jam, alcune perle in post basso con mezzo giro molto veloce sul piede perno e floater o alzata morbidissima. Aveva chiuso con un 7/7 nei primi 24 minuti…

Cody Zeller: 6

12 pt., 15 rimbalzi, 5 assist. 6/14 dal campo, non proprio il massimo e anche dietro, nonostante sia il baluardo delle mura, a volte lascia a desiderare. Holmes nella notte lo fa secco almeno tre volte pesantemente ma non fa sfracelli anche se tira con l’80%. Prende più rimbalzi del dirimpettaio anche se ha la metà dell’atletismo e a volte la velocità non è il top mentre in attacco può giocare anche da fermo e scambiare per i compagni esterni che possono esser mandati al tiro dalle sue precise aperture.

Devonte’ Graham: 7

12 pt., 5 rimbalzi, 9 assist. 3 TO ma a fronte i 9 assist per una PG di riserva, fino a ieri dodicesima in statistica assist stagionale, migliorata ancora decimalmente vedremo se avrà scalato posizioni ancora. Tira con convinzione anche ben oltre la linea da tre. Ne mette un paio e quella siderale ci porta avanti per un vantaggio mai più lasciato…

Marvin Williams: 7

11 pt., 3 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Gli riesce bene stavolta ciò che non gli era riuscito contro le squadre ingelosirne, ovvero la difesa. In attacco con 4/4 da un buon contributo. Utile alla causa nella notte e fa anche da ragazzo bordo campo quando con il bastone dell’asciuga-parquet tira giù un pallone incastratosi sopra il tabellone. Qualche fischio ma più applausi, giunto al terzo tentativo.

Malik Monk: 7,5

18 punti, 4 rimbalzi, 2 assist. 7/12 dal campo. Buona prova di Monk che sbaglia poco e scaglia diversi fulmini come il catch n’shoot tripla dal lato sinistro nel secondo tempo o anche la bella entrata in diagonale 1 vs 1 con balzo ed appoggio al plexiglass. Sicuro, trova anche il tempo per cambiare mano in entrata. Finalmente una sua bella prestazione.

Cody Martin: s.v.

0 pt., 1 rubata. Scena quasi muta in 4:51. -8 di plus/minus.

Coach James Borrego: 6,5

La squadra presenta le lacune descritte in analisi. Molto deludente il primo tempo, un passo indietro rispetto alle altre gare giocate, tuttavia il team si riprende e gioca una buona pallacanestro come dimostrato dai 30 assist contro gli 11 dei solisti Kings.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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