Game 52: Charlotte Hornets Vs Chicago Bulls 125-118


Intro

Ferdinand the Bull è una storia animata della Disney prodotta nel 1938 vincitrice del premio Oscar per il miglior cortometraggio nel 1939.

E’ il racconto di un toro al quale non piaceva combattere e mentre i suoi simili correndo furiosi per i campi venivano scelti per esser deportati nelle arene spagnole, lui se ne stava seduto ad annusare i fiori ma un giorno sedendosi non avvistò una vespa che lo punse provocandogli dolore che lo fece correre furiosamente proprio mentre una selezione di uomini stava decidendo quali tori portare a Madrid.

Venne scelto per combattere ma nell’arena una donna gli lanciò dei fiori e lui si mise lì in mezzo ad annusarli mostrando la sua gandhiana voglia di non combattere.

Il torero provò inutilmente a convincerlo a combattere ma lui se ne stette lì per tutto il tempo, così venne rispedito sano e salvo a casa.

Il libro venne bandito in Spagna e bruciato dalla Germania nazista guerrafondaia.

Nella notte allo Spectrum Center s’incontravano quindi come da programma queste entità con i Calabroni bisognosi di pungere e i Bulls con l’incognita d’aver contro una squadra non motivata o furiosa…

La partita in breve

Chicago a Charlotte arrivava per giocarsi seriamente la partita cercando di vincer la serie stagionale in parità sull’1-1.

Niente Ferdinand the Bull dunque.

Gli Hornets a 2:58, dopo un inizio equilibrato, riuscivano a mettere 5 punti di margine tra i due team grazie a un 3/3 di Kemba dalla lunetta per fallo di Arcidiacono.

Con l’entrata della panchina di Charlotte i Bulls rimontavano trascinati da un Portis travestito da Michael Jordan che iniziava da sotto a martellare i ragazzi in nero e teal per poi passare al tiro pesante.

Portis, entrato per dare riposo a Markkanen gravato da un paio di falli diveniva il Bulls jolly segnando 28 punti nel primo tempo con un tiro dalla baseline che anticipava la tripla di Seldon a 1:43 dall’intervallo per un clamoroso 45-60 pro Bulls.

Hornets al collasso che dopo il time-out portavano a casa un parziale di 6-0 chiudendo il quarto sul 51-60.

Nel terzo quarto Batum portava a casa tre punti dal corner sinistro, mattonella che sarà amica degli Hornets per tutta la serata ma i Bulls reggevano comunque sino al -1 (70-71) di Williams a 6:09 sempre dall’angolo sinistro da fuori.

Charlotte, dopo esser tornata sotto di sei, agguantava il pari con Kemba in bonus a 2:37.

Due FT a segno per il 79-79 e quarto chiuso avanti grazie a un fallo di Harrison su un tiro di Monk da tre che non falliva nessuna occasione per l’88-86.

Charlotte, con l’inerzia a favore s’illudeva di chiuder i conti quando il nuovo +5 firmato da Monk con una saetta in uscita dalla linea dei tre punti dava buone sensazioni ma i Tori caricando a testa bassa rifilavano una cornata parziale alle Vespe che dopo sorpassi e contro-sorpassi si trovavano sotto di uno (99-100) a 7:28 quando Marvin, commettendo il quinto fallo di squadra dava la possibilità al finlandese dei Bulls di realizzare complessivamente il diciottesimo tiro su altrettanti dalla lunetta.

Qui però esplodevano gli Hornets, in particolare Kemba che prima realizzava da tre trafiggendo Markkanen (non ha mai tenuto il passo del capitano in marcatura), poi con un paio di canestri magistrali che aiutavano gli Hornets a scrollarsi di dosso i Bulls grazie a un parziale di 15-0…

114-100 dopo un suo circus shot su Lavine mentre nel finale Kemba si concedeva il lusso di due step-back e tripla su Markkanen che continuava la sua personale sfida ai liberi senza fallirne uno.

Bulls che arrivavano sul 120-113 ma un gancio di MKG a :47.3 chiudeva ogni spiraglio di rientro ai Bulls semmai vene fossero ancora rimasti.

Hornets a fatica, dapprima schiacciati dai Bulls a punger nel finale per una W importantissima dato che nella notte a Charlotte dagli altri campi giungono solo buone notizie con la L di Miami contro Indy, la L di Detroit colpita dalla rimonta dei Clippers, da Orlando dove i Magic battono i Nets e anche dalla capitale dove i Maghi cedono ai Bucks.

Hornets ora a quota .500…

Tornando al match, tra le fila dei Tori l’infernale Portis del primo tempo, pur raffreddandosi nel secondo, rimane top scorer con 33 punti reggendo ai 30 di Markkanen. Lavine rimarrà in terza piazza, staccato con 18 punti.

Statistiche di squadra principali equilibrate con il 36-39 a rimbalzo pro Bulls, il 25-20 negli assist per Charlotte che vinceva 6-4 nelle rubate pareggiando nelle stoppate (basse) 2-2.

Hornets che dal campo tirano leggermente meglio con il 52,4% contro il 51,9% con il tre punti a 43,8% contro il 35,5% avversario.

Pazzesco 25/25 dei Bulls dalla lunetta mentre Charlotte è leggermente più umana con un 25/29…

Charlotte si avvantaggia nei turnover con sole 6 palle perse contro le 10 ospiti.

Alcune Honey-Bees durante la presentazione del quintetto di Charlotte.

Le formazioni:

La partita

1° quarto:

Lopez portava a casa la palla a due e un turnaround di Dunn ai bordi dell’area sinistra portava a casa i primi due punti della gara mentre Lavine con un arresto e tiro incartava lo 0-4 con Lamb staccatosi automaticamente in corsa sul rientro.

Era proprio Lamb a 10:56 a trovare i primi due punti per Charlotte con un soft floater al quale replicava Seldon dalla parte opposta per il 2-6 (3/3 Chicago) prima che lo stesso Lamb mancasse un fade-away, Walker uno step-back e Marvin anticipando un passaggio dentro per Lopez con una deviazione favorisse il nuovo attacco che avrebbe poi chiuso lo stesso Williams per il 4-6.

Markkanen portava a 8 gli ospiti ma dopo una drive and kick sparata a massima velocità Kemba lanciava i componenti sul lungo-linea destra dove al capolinea trovava Batum che pescava la bomba dall’angolo per il 7-8 che diveniva 7-10 dopo che il canestro del finisher Markkanen con appoggio ritardato sul tentativo di stoppata di Biyombo e 7-12 con Lavine che prendeva il mezzo schermato.

A 7:10 arrivava il primo fallo di Markkanen per impedire a Kemba il canestro comodo ma il 2/2 del capitano portava a casa comunque i due punti per poi metterne altri tre a 6:42 e impattare il match a quota 12 con gli Hornets ad avvantaggiarsi dell’anticipo di Batum sul quale Kemba era lesto a lanciarsi in transizione ma dopo lo spin fantastico arrivava lanciato Dunn alle spalle a inchiodare la sfera sul plexiglass, non calcolando però il rimorchio dello stesso francese che gelava i Bulls per il 14-12.

Dopo due FT di Lopez a segno per fallo di Batum, Biz schiacciava da sotto a sinistra grazie all’ottimo assist di Kemba prima che il finlandese dei Bulls ritrovasse il pari e Lamb a 5:22 riportasse sopra di due gli Hornets con un pullup dalla media.

Biz raccoglieva il rimbalzo sull’appoggio fuori misura di Lamb e guadagnava due liberi a 4:52 per il secondo fallo di Markkanen segnandone uno.

Un hook perfetto di Lopez su Biz riduceva lo scarto al minimo ma a 3:31 Bridges segnava dalla diagonale destra tre punti per il 22-18.

Portis iniziava il suo show offensivo dopo essere entrato in campo con due punti contro Bridges mentre a 2:58 Kemba recuperava tre liberi per fallo di Arcidiacono sul tiro andando a trasformarli per il 25-20.

Felicio appoggiava il layup mentre Lamb in entrata diagonale andava con balzo felino ad allungare la destra oltre il difensore per recuperare altri due punti acrobaticamente.

Portis segnava il 27-24 e poi anche il -1 con la panchina degli Hornets ad avere qualche difficoltà con Parker a non trovar spazio per le sue entrate.

Per uno schermo in movimento di Arcidiacono i Bulls perdevano l’ultimo pallone, entrava Monk per gli ultimi sei secondi per liberarsi grazie allo scambio con Marvin a metà campo ma perdeva la sfera nell’area avversaria facendo così scadere il tempo con gli Hornets sul 27-26.

CHARLOTTE, NC – FEBRUARY 2: Kemba Walker #15 of the Charlotte Hornets goes to the basket against the Chicago Bulls on February 2, 2019 at the Spectrum Center in Charlotte, North Carolina. Copyright 2019 NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

2° quarto:

I(l giro di palla degli Hornets per Willy era buono ma la sua tripla si schiantava contro la fisicità dell’anello, tuttavia Charlotte con una strong drive a ricciolo di MKG otteneva il nuovo allungo.

Portis da sotto metteva dentro ancora, MKG rispondeva ma ancora Portis era bravo a sostenere l’attacco degli ospiti questa volta a mezzo tripla per il pareggio a quota 31.

Willy mancava da sinistra l’appoggio, Portis la tripla, invece segnava Bridges da destra con un lungo due punti pareggiato però ancora da Portis che con un buon movimento in area si girava per alzare oltre MKG il nuovo pari all’età di Cristo.

Portis diveniva decisamente on-fire bruciando MKG e retina a 8:46 per il sedicesimo punto in soli 8 minuti della sua partita.

A 8:22 Monk sparava dalla media sinistra trovandosi la patata bollente in mano recuperando due punto ma da una steal dei Bulls Felicio beneficiava per la dunk appesa.

Anche Harrison dal corner sinistro partecipava al festival delle triple facendo allungare i Bulls sul +6 e mentre Kemba mancava la seconda bomba consecutiva sull’altro fronte Portis entrava in the zone calando la tripla del +9 (35-44).

Malik assisteva in entrata con passaggio verticale e teso Willy finito dietro tutti per la salita di Felicio in chiusura.

Facile per il centro spagnolo schiacciare e per Jim Boylen, coach dei Bulls, chiamare il time-out.

Dopo due punti Bulls ecco arrivare ancora l’assist di Monk, questa volta per Biz che si muoveva sotto cambiando lato del ferro per depositare il 39-46.

Kemba a contatto a destra appoggiava al vetro senza che gli arbitri dessero anche il fallo oltre il canestro ma dall’altra parte a 4:45 Portis calava un lungo due arrivando a 21 pt. con 9/11 dal campo e dopo un errore dello stesso numero 5 ospite ecco arrivare una steal su Monk di Bobby per l’appoggio facile in transizione.

Monk esplodeva a canestro appoggiando di sinistro dop il crossover che lasciava Arcidiacono a brancolare nel buio.

Portis da tre e Markkanen che segnava due punti ai liberi a 2:47 (fallo all’ultimo di Marvin per bloccare l’appoggio in transizione) trascinavano gli ospiti sul 43-55 prima che Batum segnasse in schiacciata il 45-55 non incontrando resistenza.

Ci provava Marvin a fermare Portis sulla baseline sinistra ma il tiro in girata scivolava dentro il cotone e Seldon lasciato liberissimo nell’angolo destro acuiva i problemi di Charlotte finita sotto di 15 punti (45-60) con Borrego costretto alla pausa a 1:43 dall’intervallo.

Gli Hornets in questo lasso di tempo chiudevano tutti i varchi ai Bulls finendo per recuperare sei punti con Marvin che con una strong drive da sinistra chiudeva in sottomano, con Kemba a recuperare e segnare due FT e poi ancora con Williams che recuperava da sotto un rimbalzo offensivo depositando il 51-60, punteggio che rimarrà fissato per 10 minuti all’intervallo.

Monk in palleggio. Foto: Dal sito ufficiale dei Charlotte Hornets.

3° quarto:

Charlotte apriva bene con tre punti di Batum dal corner sinistro a 11:06 ma Markkanen in terzo tempo con palla sottobraccio appoggiava al vetro e Dunn danneggiava gli Hornets con una granata dal corner sinistro rispedendo sotto di 11 punti i calabroni (54-65).

Gli Hornets recuperavano un punticino dopo aver preso due stoppate da Lopez, la prima su Kemba, la seconda su Marvin, giudicata fallosa per il contatto con il corpo.

½ che anticipava una drive and kick di Kemba chiusa ancora da Batum dal corner sinistro per il -7 ma Lavine con un pullup dopo aver preso vantaggio dal blocco rallentava la rimonta di Charlotte che segnava due FT con Lamb a 8:00 dalla terza sirena portandosi sul 60-67.

A 7:55 Kemba fermava Lavine in entrata con il fallo.

60-69 senza pietà ma a 7:24 Walker in entrata forzava al fallo Dunn.

Kemba segnava il primo libero, mancava il secondo ma recuperava il rimbalzo e uscendo dall’area scagliava un dardo avvelenato da tre punti che valeva il 64-69.

Lavine aggiungeva due punti ma Lamb da sinistra con l’open 3 riceveva e segnava su assist di Marvin che riusciva a uscire dalla pressione dei Bulls da sotto canestro.

Da una transizione nasceva il -1 per gli Hornets che dall’angolo sinistro trovavano la mattonella amica, questa volta era Williams a segnar da fuori per il 70-71…

Hornets a un passo ma Lopez con uno spin lento girava su due difensori depositando a canestro e ottenendo anche un FT che a 5:46 valeva il +4.

Lamb si buttava dentro a destra del canestro contro Markkanen dopo un esitazione vedendo la palla entrare mentre cadendo fuori dal campo realizzava il -2.

Leggero contatto sulla schiena Biz/Markkanen e due FT che facevano respirare i Bulls che con la ricezione in post basso di Lavine allungavano sul +6 grazie all’appoggio con vantaggio su Marvin.

Charlotte recuperava due FT con Bridges ma ne metteva solo uno e Lavine per un fallo di Batum (trattenuta iniziale) con la palla ancora fuori dal campo recuperava immediatamente il +6.

Kemba però su un attacco a vuoto dei Bulls andava in coast to coast per il -4 ingranando poi su un’altra azione offensiva dove riusciva a passare in crossover sul blocco in mezzo a due giocatori Bulls per poi andare a depositare il -2 in fing and roll.

Su un attacco dei Bulls Portis si faceva toccare da dietro la sfera da Marvin, la spicchiata giungeva a Kemba immediatamente tranciato sulla ripartenza.

Bonus per Charlotte che raggiungeva a 2:37 la parità a quota 79 ma Portis sparava gli ultimi fuochi d’artificio guadagnando due FT per fallo di Williams che andava a toccarlo con l’anca fuori dal cilindro nonostante su di lui vi fossero altri due uomini.

Nuovamente sul -2 ci pensava Monk con l’entrata rallentata sulla quale Felicio abboccava andando a travolger il n°1 per regalargli il pari a mezzo lunetta.

Portis era stoppato sotto da MKG e Marvin per una jump-ball che vedeva Williams recuperar palla fornendo a Bridges materiale per l’attacco che andava a condurre rilasciando un bouncy floater benedetto dal ferro.

Con il 10-2 di parziale Charlotte tornava sopra dopo il lungo incubo ma Arcidiacono a :53.7 realizzando dalla lunetta ambo le occasioni lasciava sulla soglia dell’uscita del tunnel Charlotte.

Netto fallo di Portis sulla mano di MKG in jumper e nuovo due per la squadra di MJ ribaltato dalla bomba di Markkanen (85-86) prima che a 4 secondi dalla fine venisse fischiato un fallo contro Harrison e Chicago su un tentativo da tre di Monk dalla top of the key con il coach dei Bulls a lamentarsi…

88-86 dopo il 3/3 di Malik che mandava Charlotte avanti prima dei minuti decisivi.

4° quarto:

L’inerzia sembrava a vantaggio di Charlotte ma nonostante Monk in uscita sulla diagonale destra a 10:49 sparasse dentro la tripla del +5 i Bulls reagivano con Harrison che arrestandosi a centro area vedeva scivolare indietro Lamb (contemporaneamente in campo con Monk) finendo per colpirlo con il jumper.

A 10:08 Monk segnava in entrata ma non c’era tempo per rilassarsi perché l’azione volgeva veloce sull’altro fronte con Harrison abile a chiudere in appoggio sul salto di MKG nella restricted area.

Gioco da tre punti che valeva il 93-91.

Monk era una bocca da fuoco importante per Charlotte che lo utilizzava ancora per mandarlo a segnare in appoggio di sinistro (qui mancava anche il fallo) ma Portis a rimbalzo offensivo chiudeva con un’altra giocata da two and one…

95-94 che dopo il deep 3 di Monk finito prima sul ferro e poi inarcatosi sulla parte alta del tabellone per perdersi sul fondo, diveniva -1 con Markkanen in spin in area a sopravvivere all’onesto contatto depositando abilmente il 95-96.

Bridges imitava l’avversario battendo Seldon con il giro e il fing and roll ma lo stesso avversario con un lungo due scavalcava ancora Charlotte che contro-sorpassava a 7:44 con Walker in facile layup.

A 7:28 i Bulls conquistavano il bonus (Hornets al quinto fallo commesso contro nessuno dei Tori) e continuando a non sbagliar nulla a gioco fermo passavano avanti sul 99-100 prima che Charlotte, trascinata dal proprio capitano, esplodesse nel finale.

Ecco la tripla dalla diagonale destra di Kemba a trafiggere Markkanen, poi Bridges conservava il +2 costringendo Seldon al wild shot da sotto così Walker sfuggendo a Markkanen che non poteva contenerne il passo provava il layup ma il fallo di Portis impediva la realizzazione.

2/2 a 6:42 e con la palla non trattenuta (un po’ larga) da Seldon che si perdeva sul fondo gli Hornets andavano ad attaccare nuovamente con Kemba che in frenata ripartiva lestamente dopo l’hesitation per andare ad appoggiare oltre Lavine il +6.

Dunn mancava il tiro sul rientro in salto di Batum e Monk cuoceva in crossover Portis che rimaneva sul posto guardando Malik appoggiare facilmente il +8.

Portis da tre andava corto mentre Batum con l’open 3 offerto da Malik con il pass a una mano non falliva dalla mattonella amica del corner sinistro a 4:52 per il 111-100.Marvin con la chiusura su Seldon arrivato a sfiorare l’appoggio a sinistra e il recupero sulla palla vagante sparata addosso a Markkanen che finiva oltre il fondo (veniva comunque fischiato fallo contro il finlandese) compiva una terrificante difesa e Kemba in entrata da crossover era ancor più devastante trovando un circus shot in entrata sul contatto con Lavine che quasi andando a falciarlo non credeva ai propri occhi.

FT realizzato e parziale di 15-0 chiuso a 4:02 con la dunk successiva di Dunn che non danneggiava molto gli Hornets che provavano a far scorrere ora il cronometro visto il largo vantaggio.

Kemba però a 3:24 decideva di regalarsi ancora un highlights con un doppio step-back su Markkanen ormai alle prese con un emicrania pazzesca vedendo infilarsi la tripla di Walker per il 117-102.

I Bulls nel finale accorciavano un po’ continuando a non fallir nulla dalla lunetta, specialmente con il finlandese che a 1:47 con un 3/3 portava i Bulls al 20/20 ai FT.

Lo stesso scandinavo realizzava da sotto il 120-113 ma a :47.3 MKG in area chiudeva in gancio ogni discorso.

Le triple di Williams dal solito corner sinistro e quella finale di Lavine dalla diagonale sinistra chiudevano il discorso fissando il 125-118 finale, ma che fatica scrollarsi di dosso questi Bulls.

Devonte’ Graham in panchina non crede a una delle giocate di Kemba…

Pagelle

Kemba Walker: 9

37 pt., 6 rimbalzi, 10 assist, 1 rubata con 10/23 dal campo. +14 e 0 TO. 15 punti nell’ultimo quarto con una tripla per il sorpasso che inizia il parziale di 15-0 e un paio d’entrate spettacolari. In precedenza, sull’unico errore dalla lunetta era andato a prendersi il rimbalzo e uscendo aveva trafitto i Bulls con la tripla per un’azione da 4 punti. Ha un passaggio a vuoto quando scarica due bombe che non vanno a segno e i Bulls allungano ma è anche il collante della squadra con servizi da drive and kick che favoriscono Batum o con passaggi quando raddoppiato come nel finale che danno la possibilità a Bridges ad esempio di metter dentro la tripla aperta. Trascina Charlotte alla vittoria ed è indubbiamente il migliore sul parquet tra caracollanti movimenti, esitazioni e anche un circus shot, è lo spettacolo oltre il risultato.

Jeremy Lamb: 6,5

13 pt., 9 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. 5/11 al tiro. Discreta gara anche se con un -1 di plus/minus. Bene a rimbalzo e trova l’unica tripla buona della serata (4 i tentativi) in un momento topico della partita. Attacca poco il ferro sino in fondo, probabilmente mancano due liberi ma i due assegnati li realizza. Gioca uno spezzone di ultimo quarto insieme a Monk. Non mi piace sugli scivolamenti in corsa o sui contatti che lo distanziano dal tiratore avversario.

Nicolas Batum: 7

16 pt., 5 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. 4/7 da tre con l’angolo sinistro benedetto. Una Batum machine al tiro con un 6/10 complessivo e momenti di buona difesa anche se pure lui nel primo tempo stenta un po’ se gli capita per caso Portis per lui che era partito su Lavine, il quale alla fine farà una partita normale per le sue possibilità.

Marvin Williams: 7

13 pt., 4 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate, 1 stoppata. Una steal da dietro a Portis in un momento cruciale che favorisce il pari di Kemba. La bomba precedente per il -1.+13 di plus/minus meritato perché a parte qualche eccesso nel finale la sua difesa inibisce Seldon, chiude Markkanen facendogli perder palla e successivamente a rimbalzo lo costringerà anche al fallo. 5/9 al tiro con 2/4 da fuori.

Bismack Biyombo: 5,5

5 pt., 2 rimbalzi. Biz battaglia a centro area con Lopez o Markkanen che viene toccato sulla schiena dalla mano del congolese che fila lesto verso la panchina per non dire ciò che pensa di una giocata simile. Un fallo come se ne vedono tanti (magari a volte gli arbitri soprassiedono) comunque legittimamente fischiato a favore dei Bulls. Una dunk offerta da Walker e un ½ ai liberi più un paio di rimbalzi in 18:40. Non un fattore in chiusura e a rimbalzo nella notte.

Malik Monk: 7

18 pt., 3 rimbalzi, 5 assist, 1 stoppata. 6/9 al tiro e 5/5 dalla lunetta. Non fosse per la tendenza alla persa o farsi portar via palla sarebbe devastante. 4 in totale… Sbaglia poco ed è concentrato in lunetta. Nel secondo tempo Charlotte con la panchina in campo si affida a lui che non tradisce la fiducia. Cuoce Portis con un crossover notevole. Sua anche il catch n’shoot del +5 a 10:49 dalla fine. Gli manca un libero su un’entrata chiusa di sinistro mentre è bravo e fortunato sul tiro da fuori a fine primo tempo quando Harrison lo sfiora regalandogli tre FT. Bello anche il layup con rallentamento su Felicio che lo travolge. Il canestro non c’è (i due FT sì) ma l’idea di andare a trovare il proprio ritmo era ciò che gli mancava.

Michael Kidd-Gilchrist: 6

8 pt., 2 rimbalzi, 2 assist. 3/6 dal campo. Discreta gara di MKG che in lunetta recupera due FT importanti andandosi a prendere il jumper con il tempo agli sgoccioli. Nel finale mette dentro il gancio della sicurezza. Un paio di falli evitabili e una stoppata in contemporanea con Marvin su Portis assegnata però al compagno. Sale di livello piano piano dopo esser stato distrutto dalla vena incredibile di Portis nel primo tempo che comunque mortifica anche gli altri occasionali marcatori.

Miles Bridges: 6,5

13 pt., 1 rimbalzo, 1 assist, 1 rubata. 5/7 dal campo con un 2/3 da fuori. Ritrova un po’ di mano Miles che va dentro per mettere un top shot con rimbalzo sul lato del ferro fortunato. In doppia cifra, a tratti esprime una difesa ingenua, in altri, come su Seldon nel finale, è bravissimo a limitarne le possibilità. E’ un rookie e deve imparare a usare ancor meglio il suo fisico. Non perde palloni ma splitta in lunetta come peccataccio veniale.

Tony Parker: 5,5

0 pt., 2 rimbalzi, 2 assist. 12:31 in campo. Tony non è in gran serata. Lo si vede perché da subito non tenta le sue incursioni limitandosi a passar palla.

Prova un unico jumper che non entra. Un paio di falli e un -7 di plus/minus con due assist buoni.

Willy Hernangomez: 5

2 pt., 2 rimbalzi. In poco più di 10 minuti fa 1/3 dal campo sbagliando un appoggio ma soprattutto accumulando un -10 che lo indica parzialmente come un problema. Manca un open 3 da destra nel primo tempo ma almeno se lo prende dimostrando fiducia.

Coach James Borrego: 7

Seconda partita ribaltata con rientro dall’incubo di un -15 inaspettato e pesante. Squadra resiliente e casalinga, adesso basta convincersi anche in trasferta a dare quella spinta in più che gli Hornets riescono a dare in casa. Ci sono terreni sui quali si possono andare a vincer le partite ma solo con la giusta mentalità. Strana situazione con Lamb e Monk in campo nell’ultimo quarto. Il Kemba in più quando rientra gli risolve la gara.

Questo articolo è stato pubblicato in Uncategorized da igor . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.