Game 51: Charlotte Hornets Vs Memphis Grizzlies 100-92


Intro

Il vortice di bassa pressione che sta portando neve in varie zone della nostra penisola (compresa questa) deve avere qualcosa di simile con quello che sta sconvolgendo la NBA in queste ore.

Giocatori “sferzanti” che non sposano più i progetti dei loro team in difficoltà pur essendone la punta di diamante preferendo andare a giocare per una contender e magari riuscire a prender qualche soldo in più alla scadenza del contratto.

Mentre Anthony Davis aspetta la trade (possibilmente con i Lakers, almeno lui questo pare che speri), l’Unicorno Magico Porzingis ha dichiarato di non esser contento di come vadano le cose nella Grande Mela, così da quelle parti non ci hanno pensato su troppo e l’hanno spedito a Dallas in una trade (dove sembra indubbiamente New York a rimetterci nonostante l’arrivo di D. Jordan) a più giocatori e per un paio di scelte future.

Da qui alla deadline potrebbero arrivare altri sconvolgimenti mentre i nostri avversari in serata hanno messo sul mercato Conley e Gasol, l’asse portante del team, i Bulls (avversari nel back to back di domani) hanno acquisire Carmelo Anthony dai Rockets anche se come da progetto è stato tagliato.

A poche ore dalla gara Charlotte sperava di ritrovare lo spirito di una Yuki-Onna.

Non so se avete presente quelle Donne bellissime dalla pelle bianchissima quasi diafana con i capelli neri che nelle leggende giapponesi poi sono state anche trasposte in film dell’orrore e storie simili essendo in realtà spiriti narrati in passato attraverso molte leggende divergenti, per lo più figlie della paura umana e quindi associando a questo tipo di spettro una valenza negativa (vi sono anche storie semi positive o positive con yuki-onna che possono sposare uomini non malvagi, dal cuore puro), ad esempio donandogli la capacità di congelare attraverso il getto di vento emesso dalla bocca la propria vittima.

Charlotte per vincere in primis sperava così di tornar a congelare l’attacco dei Grizzlies, il quale negli ultimi match contro i Calabroni non è stato molto prolifico.

La partita in breve

Avrebbe dovuto essere una partita abbastanza semplice sulla carta contro i Grizzlies in disfacimento per cercar di conservare energie per l’arrivo dei Bulls nella nottata di domani.

Grizzlies oltretutto che dovevano rinunciare anche al pezzo pregiato Conley ma si capiva subito che la compagine di Bickerstaff non era venuta in North Carolina per una passeggiata.

Con una partenza da 5-13 costringevano Borrego al time-out ma dopo i canestri dei neo

entrati Parker e Hernangomez a ridurre lo scarto a tre punti, la squadra ospite riprendeva il pallino del gioco in attacco e mostrando i denti in difesa.

Charlotte era così costretta a chiuder sotto 17-29 il primo quarto.

Charlotte lentamente rientrava in partita nel secondo quarto arrivando sul 37-40 con MKG da sinistra nonostante il 10-24 nel pitturato per la squadra di Gasol che nel finale si faceva raggiungere da un Parker a quota 8 punti sul 45 pari, punteggio che accompagnava le squadre negli spogliatoi.

Nemmeno nel terzo quarto Charlotte riusciva a scrollarsi di dosso i caparbi avversari che sorpassavano rapidamente ogni qualvolta Charlotte riuscisse a mettere il capo avanti.

Nel finale i Grizzlies riuscivano a prendere anche un margine di tre punti (70-73) che estendevano a 5 a inizio ultimo quarto.

La reazione di Charlotte portava il match in parità a 7:46 (83-83), quando sull’uscita di Monk sulla diagonale destra, Caboclo non riusciva a stoppare la tripla della nostra guardia lanciatissima nel minutaggio al posto di un Lamb sottotono.

Gli Hornets andavano in apnea finendo sull’83-89 dopo due liberi di Noah a 6:07 tirati in maniera orrenda a due mani ma con perfetta rotazione.

Sull’85-90 Charlotte però piazzava un parziale di 11-0 che annichiliva i Grizzlies fatto di due bombe di Williams che prima pareggiava a quota 90 e poi portava in vantaggio Charlotte con la seconda bomba consecutiva personale per puntellare dalla lunetta il 96-90 mentre in difesa Charlotte faceva un ottimo lavoro con Biz a salvaguardare il risultato durante questo break con due stoppate (una su Green e una su Mack).

Nel finale, dopo una dunk di Gasol Charlotte era salvata da una chiamata per “blood rule” che mandava su tutte le furie Bickerstaff che protestava anche sulla rimessa seguente ma arrivavano solo due FT per Walker e il 2/2 finale di Monk per il 100-92, punteggio che non racconta l’immane fatica per superare una compagine martoriata dagli infortuni, meritevole nonostante il risultato.

Per Charlotte quindi lo spirito refrigerante è entrato in scena all’ultimo salvando da un’eventuale sconfitta clamorosa Borrego che otteneva nuovamente il primo posto divisionale a causa della sconfitta casalinga di Miami contro OKC.

40-40 nei rimbalzi, negli assist i Grizzlies vincono 15-23 ma anche a causa dei falli commessi che portavano più volte Charlotte in lunetta a chiudere con un 24/28 contro il 13/17 ospite. Equilibrio totale anche nella FG% con il 43,8% da ambo le parti anche se Charlotte ha tirato meglio da fuori con il 41,4% contro il 31,0% avversario. 7-3 pro Charlotte nelle stoppate e un 11-12 nei TO.

19 punti per Mack parlando di singoli avversari, 15 a testa per la coppia Rabb-Justin Holiday, 10 pt. per Green, egual punti e 11 rimbalzi per Noah.

Le formazioni:

La partita

1° quarto:

Sulla palla a due vinta da Biyombo nella nostra metà campo s’inseriva Carter che recuperava palla per il primo tiro della gara per i Grizzlies che in realtà non avveniva perché un primo pass di Holiday era interrotto dal piede di Batum e un secondo passaggio dentro sbatteva sulla tabella finendo tra le mani di Charlotte che tuttavia mancava l’entrata con Lamb.

Gasol mancava la tripla ma Biz non poteva contenere un pass di Walker troppo laterale e forte quindi finiva per segnare da tre Holiday isolato nell’angolo destro e Mack dava manforte con il jumper per lo 0-5 dalla diagonale destra. Charlotte recuperava con cinque punti firmati dal capitano: Prima una corsa sulla baseline oltre il ferro con twist and turn a spostare Mack che rimaneva dietro non riuscendo a fermare il rapido appoggio e poi con la bomba frontale in transizione a 9:36.

Charlotte accusava un jumper di Holiday da sinistra con hand-off del compagno Gasol e mentre Lamb sbagliava altri due tiri (4 in totale) a Batum era fischiato un fallo dubbio sul tentativo d’anticipo da dietro a Gasol in post basso così il possesso tornava ai Grizzlies che segnavano con il jumper di Holiday che subiva un reaching foul di Biz finendo con un gioco da tre punti per il 10 a 7:23.

J. Green infilava una tripla e i Calabroni andavano in difficoltà sul -8 così Borrego mandava in campo Parker ed Hernangomez che iniziavano bene con il primo a esser girato in entrata sul rilascio da pochi passi per un gioco da tre punti a 5:41 e il secondo a recuperare un pallone in mezzo alla difesa e ad appoggiare ottenendo anche il FT.

Lo spagnolo mancava il libero ma con i due punti ottenuti sembrava poter dare una mano a Charlotte tornata sul -3 (10-13) invece Rabb da sotto segnava facilmente e Mack lanciando un floater riportava a 7 le lunghezze di vantaggio degli ospiti che passavano ancora con Rabb e con Mack che su un passaggio in girata dalla linea di fondo sbagliato di Willy recuperava andando in coast to coast per depositare il sorprendente 10-21.

Bridges di rabbia strappava un rimbalzo offensivo sull’errore al tiro di MKG che a 2:19 ci riprovava segnando il 12-21 anche se Rabb continuava a non sbagliare un tiro dall’altro lato…

Seguivano i canestri di Parker e Mack da due punti non cambiavano la sostanza con gli Hornets ad arrivare al 33% dal campo contro il 61% avversario.

Rabb con una finta faceva saltare Willy e depositava altri due punti quindi arrivavano la tripla di Monk a :54.6 e il tap-in di Noah sulla tripla mancata da Mack per il 17-29, finale di primo quarto.

Il quintetto al completo, quasi…
Copyright 2019 NBAE (Photo by Brock Williams-Smith/NBAE via Getty Images)

2° quarto:

Il welcome back nel secondo quarto era servito da Parker che sul secondo tentativo offensivo di Charlotte recuperava due liberi a 11:14 sul fallo di Washburn per un 2/2 mentre MKG in pressione su Rabb faceva perder palla all’avversario ma un fallo di Bridges su un tiro del brasiliano Caboclo dava la possibilità di fuga ai Grizzlies che andavano così sul +13 (19-32)…

A 10:18 un pullup di Parker dalla media dopo esser passato dietro lo schermo di Biz valeva il -11 mentre a 8:55 un ½ dalla lunetta di Williams accorciava ancora prima che in attacco Malik venisse stoppato sulla baseline da Caboclo che approfittando dell’indecisione spediva la palla oltre la linea di fondo.

Arrivava un’altra possibilità quindi ma il floater di Marvin non voleva saperne d’entrare così gli Hornets andavano nel quarto sull’1/6 dal campo e dopo la tripla fallita da Mack anche i Grizzlies accusavano uno 0/5 in un inizio tutt’altro che brillante dei due team…

Carter mancava la transizione ma Rabb in tap-in correggeva quindi con il rientro di Kemba gli Hornets cominciavano a recuperare seriamente grazie alla tripla del capitano solo cotone dalla diagonale sinistra anche se intervallata dalla dunk di Noah su assist di Mack seguito dal raddoppio che lasciava libero il centro avversario.

Kemba in crossover passava tra due giocatori per andare nel cuore dell’area a servire in salto con un passaggio schiacciato Williams che metteva la ciliegina sull’azione con il reverse layup a 6:24.

Rabb in area superava Williams con un altro tocco in connessione con la retina ma a 5:35 Walker con un deep 3 mandava anche gli Hornets a girare la prima cifra sul 3 (30-38) e se Batum mancava la tripla dalla diagonale sinistra, l’energia di Charlotte serviva a contenere gli attacchi avversari dando la possibilità di un nuovo attacco a Monk che messosi in ritmo, dal palleggio saliva per la tripla dalla diagonale destra a 4:26 su Rabb.

MKG in entrata spostato da Gasol recuperava due FT che a 3:53 valevano il 35-38 mentre dalla parte opposta Gasol mancava il tiro contro Biz e Batum in raddoppio ma su un’altra azione offensiva (con Biz salito fuori dall’area, cosa che spesso avveniva nel primo tempo) metteva dentro in girata spanciando su MKG.

10-24 i punti nel pitturato pro Grizzlies ma MKG non se ne avvedeva tirando dal mid-range sinistro per colpire per il 37-40.

J. Green per un fallo sotto di Biz batteva segnando due FT a 2:44 quindi arrivava un fallo contro lo stesso Green che sul rimbalzo difensivo affossava MKG abile poi in lunetta a chiudere il benefit.
E dopo due FT di Batum per il -1 Parker superava in corsa un paio di difensori per allungarsi in sottomano portando avanti Charlotte sul 43-42 anche se Mack lestamente con una tripla ci ricacciava sotto ma altrettanto velocemente Parker con il jumper pareggiava a quota 45.Batum stoppava Mack costretto ai 24 a sparare con il francese appiccicato mentre sull’ultima azione dalla rimessa Monk scambiava con Marvin rapidamente per una corsa a battere i :05.1 del cronometro con Malik che in entrata non riusciva a metter dentro oltre i difensori lasciando il punteggio sul 45 pari.

CHARLOTTE, NC – FEBRUARY 1: Marvin Williams #2 of the Charlotte Hornets fights for the rebound against the Memphis Grizzlies on February 1, 2019 at Spectrum Center in Charlotte, North Carolina.
Copyright Notice: Copyright 2019 NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

3° quarto:

La partenza della ripresa era segnata dalla tripla a 11:25 del rookie Carter ma anche dalla stoppata al plexiglass di Batum sul rookie lanciato in transizione e restituzione della bomba da parte del francese a 10:20.

Lamb a 9:12 finalmente segnava il primo canestro della sua partita (rimasto in panchina lungamente nel primo tempo) portandoci avanti ma J. Green con una put-back dunk pareggiava quindi a 8:30 toccava ancora a Lamb segnare due punti, questa volta dalla lunetta per un blocking foul di Gasol.

Green dalla destra però riusciva a sorpassare nuovamente dando vita a sorpassi e contro-sorpassi con Batum a metter dentro il pullup dalla diagonale destra per il 54-53 seguito dalla tripla di Holiday da sinistra che era succeduta dl floater di Mack per il 54-58 a 7:12.

Un fade-away di Walker dalla baseline destra dopo il time-out, un ½ ai FT di Gasol a 6:36 più un fade-away atletico di MKG in area preparavano il terreno al nuovo sorpasso firmato Kemba a 5:46 con due FT (60-59) prima che il saliscendi continuasse con la tripla di Mack dalla top of the key e un appoggio di Lamb dalla destra pareggiasse i conti.

Gasol con un piazzato da pick and pop batteva dal mid-range Biz in uscita ma a 4:20 sgommava a centro area rischiando di slittare via ma il rilascio dell’alzata ravvicinata nel traffico incontrava solo il cotone per il nuovo pari (64-64).

Holiday segnava istantaneamente due punti ma Kemba rilasciava un quick 3 a 4:00 dalla terza sirena per il 67-66.

A 3:39 una manata di Gasol sull’entrata di Kemba valeva un punticino al capitano dalla lunetta ma Charlotte non riusciva ad allontanarsi anche dopo un TO dei Grizzlies così Noah metteva dentro di sinistro da sotto in post sinistro su MKG in svantaggio fisico.

MKG da sotto sbagliava due volte mentre Mack a 2:20 segnava da fuori il +3 ospite.

Holiday portava a 5 le lunghezze di vantaggio del team di Bickerstaff mentre serviva arrivare all’ultimo minuto di gioco per vedere un canestro di Charlotte con Parker che a :59.3 si buttava dentro per il rilascio della sfera da pochi passi oltre l’ultimo difensore che valeva il 70-73.

Finiva così il terzo quarto.

Esulta Monk che finirà con 20 punti la gara.

4° quarto:

Carter apriva il quarto mandando Charlotte sul -35 ma la prima bomba di Williams mandava in scena la strenua resistenza degli Hornets che pareggiavano con un canestro di Williams ai 24 (bravo a ritagliarsi lo spazio per l’alzata in uno contro uno).

Carter non segnava ma il rimbalzo offensivo dava a Noah la possibilità di segnare il 75-77.

Per un contatto nel semicerchio con MKG Rabb andava ai liberi ma splittando avvantaggiava di poco i suoi così Monk con un top pullup dalla destra batteva Noah per il 78 pari.

Noah ci riprovava ma non segnava, tuttavia dal suo rimbalzo offensivo nasceva la tripla di Carter che a 8:22 metteva avanti ancora i ragazzi in divisa bianca.

Dall’altra parte Parker lanciava teso e lungo dalla nostra metà campo per Monk che emergeva in salto spiccando dietro il difensore per schiacciare un meraviglioso alley-oop dopo aver percorso la bsl dx.

Rapida era però la Caboclo jam e si andava a rapporto da Borrego non felicissimo…

A ritrovare l’equilibrio a quota 83 era ancora Monk che su una classica uscita laterale era servito da Parker che innescava così i tre punti del nostro numero 1 a 7:46 su Caboclo in uscita.

Il brasiliano dall’altra parte del campo era fermato dal fallo di Marvin all’ultimo momento sul tentativo in schiacciata.

Il 2/2 valeva a 7:27 il +2 e una fuga di Carter con servizio ravvicinato per Rabb costringeva al fallo Parker.

Canestro e FT mancato ma a 6:07 ancora due FT per Noah davano l’83-89 nonostante lo stile a due mani non proprio da manuale del centro ospite.

Kemba perdeva la palla e Charlotte andava in apnea ma una stoppata di MKG su Rabb favoriva la transizione di Monk che dalla linea di fondo destra appoggiava di sinistro per il -4.

Dopo un ½ di Gasol, Monk con due FT segnava l’87-90 e a 2:55 Marvin rilasciava una tripla dalla diagonale sinistra per pareggiare a quota 90 per ripetersi dalla diagonale opposta a 2:18 trascinando Charlotte sul +3.

Biz si esaltava per una stoppata last second su Green e a 1:38 in mezzo alla mischia recuperava un fallo che gli consentiva di splittare per il +4.

Ci provava allora Mack in entrata ma Biz tenendo il passo sull’entrata dell’avversario andava su a cancellare il tentativo d’appoggio.

Charlotte alzava lo scudo difensivo e con il mestiere otteneva due liberi per un fallo di Green su Marvin trascinato giù a rimbalzo offensivo (con anche Marvin a tenere dietro l’avversario aggrappandosi con furbizia a due mani).

Il 2/2 dava il +6 a 1:15 con un parziale di 11-0 interrotto solamente a :33.1 dalla schiacciata di Gasol lasciato andare.

Gli Hornets sulla rimessa chiamavano un time-out ma poi facevano fatica a uscire dalla metà campo, quindi, prima di un intercetto avversario arrivava un fischio per la blood rule che “comprensibilmente” imbestialiva coach Bickerstaff.

Gli Hornets erano salvati e quindi tornavano a chiedere un altro time-out nel marasma generale tra proteste di Gasol e del coach di Memphis che si adirava ancora quando Monk saltava tre difensori a metà campo chiedendo non si capiva bene cosa, se passi della nostra SG, 5 second dalla rimessa o che… di fatto Walker finiva in lunetta allungando così come Monk che dopo la tripla sbagliata da Gasol fissava il risultato sul 100-92 contro i Grizzlies al quale sicuramente va almeno l’onore delle armi.

Pagelle

Kemba Walker: 7

23 pt., 3 rimbalzi, 4 assist. Kemba nel finale perde una palla sul -6 in dribbling ma a 2:55 regala lo scarico per il 3 punti di Marvin. In precedenza aveva tenuto a galla Charlotte con un paio di bombe nel secondo quarto che avevano contribuito a produrre la rimonta. 7/17 dal campo ma mezzo voto in meno perché 6 TO sono decisamente troppi anche se regala perle passando in dribbling in mezzo a due avversari per passare con il bound pass saltato a Williams che chiuderà in reverse esaltando la rapida e plastica azione del compagno.

Jeremy Lamb: 5,5

6 pt., 3 rimbalzi, 2 rubate. 2/7 al tiro. Parte con uno 0/4 dal campo e insieme alla squadra non riesce a contenere le folate avversarie. Tra Parker e Monk finisce per giocare poco più di 13 minuti e ha un buon momento a inizio ripresa quando segna 4 punti. Un paio di palloni rubati e un secondo tempo migliore del primo che lo alza di un punto.

Nicolas Batum: 6,5

7 pt., 10 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate, 2 stoppate. Ridicolo il pallone che prende in testa su passaggio di Biyombo mentre girato di spalle parte per la transizione e non si avvede del passaggio del compagno anche se con un po’ di fortuna riesce a recuperare la sfera. Non entra mai nei finali da protagonista ma fa un lavoro da factotum segnando pochi punti ma influenzando diversi tiri come quello di Gasol nel finale sul quale finisce in rotazione a centro area. Un paio di tiri che elegantemente accarezzano il cotone che danno il 2/4 dal campo. Una sola palla persa anche se gli assist non sono molti.

Marvin Williams: 7,5

16 pt., 4 rimbalzi, 1 rubata. Partita scialba sino a un certo punto con Rabb che nel pitturato lo batte facilmente in un’occasione. Si scatena nel secondo tempo, in particolare nel finale quando due triple consecutive ribaltano la frittata dal -3 al *3 per poi fissare il +6 con due liberi. 5/10 dal campo e 3/7 da fuori, caparbio nel finale nell’andare a prendere un rimbalzo conteso.

Bismack Biyombo: 7

1 pt., 7 rimbalzi, 1 assist, 3 stoppate. Due stoppate per salvare la partita nel finale, una su Green e una su Mack dopo uno 0/3 dal campo e un ½ ai liberi che comunque valeva il +4 nel finale. Ombrello protettivo come un karakasa (per rimanere in tema di spiriti giapponesi, quel vecchio ombrello animato da un occhio e da un sandalo solo) Sale di voto controllando bene il centro spagnolo nel finale favorendo anche a 3:09 lo scadere dei 24 secondi dei Grizzlies che non trovano sbocchi per il tiro. Ricorre a 5 falli ma alla fine regge all’espulsione restando pulito quando conta.

Malik Monk: 7

20 pt., 3 rimbalzi, 1 stoppata. Partita sulla falsariga di quella con New York. Non inizia bene sparando un po’ a salve con il layup sulla sirena del secondo mancato ma nell’ultimo quarto la tripla dalla destra sparata in faccia a Noah vale parecchio così come l’appoggio precedente per il -4 sull’83-89. Fa 6/15 con 4/4 dalla lunetta e acquisisce un +17 in 25:38, lanciato nel finale al posto di Lamb. Da menzionare anche l’alley-oop da urlo con balzo felino su lancio da casa sua di Parker.

Michael Kidd-Gilchrist: 6,5

10 pt., 4 rimbalzi, 1 rubata, 1 stoppata. A volte vince, a volte perde nella lotta difensiva ma nel finale stoppa Rabb, inoltre, oltre al 3/6 dal campo con uno splendido fade-away nel pitturato in uno vs uno, dimostra di esser più abile in lunetta rispetto al passato finendo con un 4/4 importante.

Miles Bridges: 6

0 pt., 4 rimbalzi. Non coi prova mai in poco più di 11 minuti ma è deciso a rimbalzo e ne strappa letteralmente uno di forza dalle mani di un avversario in attacco. Deciso anche in difesa, finisce con un -3 che sono anche i liberi concessi per un suo fallo a Caboclo.

Tony Parker: 7

15 pt., 1 rimbalzo, 7 assist. Innesca una tripla di Monk e anche il suo alley-oop. Lo trova bene. All’inizio non sbaglia un colpo in attacco al tiro. La prima entrata gli vale un gioco da tre punti. 3/3 dalla linea con un -3 di plus/minus. Va un po’ perdendosi al tiro in attacco quando estende il destro sulla frenata in corsa sotto canestro per allontanare il difensore e il canestro viene giustamente annullato nonostante le proteste. Senza di lui però a memoria Charlotte non ha mai vinto è l’upgrade rispetto a Devonte è visibile. Entra negli spogliatoi a un tratto ma ne esce per fortuna…

Willy Hernangomez: 5

2 pt., 1 rimbalzo in 5:24. Rabb lo sbeffeggia e in attacco non tiene un pallone dopo essere andato a segno subito con un buon movimento in mezzo a due difensori e aver freddato Gasol ma essersi “dimenticato” di segnare il FT aggiuntivo. Il coach dice che può bastare così e non ha torto…

Coach James Borrego: 6,5

La squadra fatica a segnare ma resiste nei momenti di difficoltà mandando in tilt un attacco, quello di Memphis, con tantissimi problemi nel finale. I time-out nel finale aiutano mentre per il resto ha ragione schierare Monk al posto di Lamb.


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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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