Game 52: Charlotte Hornets @ Boston Celtics 107-113

Intro

Nella giornata (solamente americana) dedicata alle donne nello sport, Charlotte viaggia a Boston cercando una vittoria sportiva sotto l’egida della Dea alata (greca) Nike che aveva una connotazione guerriero/sportiva.

Se è vero che ogni nazione ha i suoi pregi e i suoi difetti, in questo caso la celebrazione americana è da annoverare tra le cose positive degli States mentre nella culla della civiltà europea il retaggio culturale proprio del mondo anglosassone, senza nemmeno nessun pari riferimento a questa data, ha prodotto i soliti mostri di irrispettosità e reificazione nei confronti delle persone, in particolar modo verso il mondo femminile spesso in condizioni di maggior necessità.

Potrei citare diversi casi, conosciuti ed eclatanti (molti in questi anni sono stati i casi controversi nella ginnastica americana di violenza, nel tennis come il caso di Peng Shuai “rientrato” in qualche maniera, ecc.) e non ma se rimaniamo su un esempio banale e meno estremo, più standard e concreto su chi lavora non da professionista nello sport, basti pensare alla demenzialità di un sistema tecnologico dove si può recensire malamente una persona che cura dei campi sportivi perché si pretende di giocare aldilà dell’orario pattuito a orari notturni e poi fare anche la doccia con l’addetta di turno che dovrebbe andare a casa magari dopo mezzanotte perché il cliente affetto da un’incultura spaventosa o da una iattanza prodotta da quel nulla scintillante depositato sul conto decide di dimostrarsi microscopico come i suoi principali organi ludici così come il compiacente titolare di turno che lucra al di fuori dal contratto una flessibilità che nemmeno Dhalsim di Street Fighter possiede.

Probabilmente avremmo bisogno di qualcosa del genere in Italia (e anche molto di più in concreto) dove lo sport troppe volte è stato teatro di sfogo o utilizzato come base per raggiungere risultati personali in indotti poco chiari perché – se come nel caso citato non c’è rispetto per chi sta garantendo correttamente la fruizione di un servizio – dall’altra parte servirebbe a ricordare a frustrati dalla sottocultura abissale quei comportamenti di civiltà che non vanno forse più di moda.

Dalla pagina Twitter della sideliner degli Hornets.r

Fortunatamente non tutti gli avventori delle strutture sportive sono così e – per tornare alla partita – mentre Ashley ShaAhmadi da bordo campo ci narrerà l’evento (beata lei potrei dire), i nostri crazy bad boys tenteranno la difficile impresa d’espugnare nuovamente il parquet dei Celtics, serviranno le nostre ali sul parquet, serviranno le ali e la volontà dei Calabroni per cercare di ripartire in classifica.

Andamento della partita

Partenza falsa per Charlotte con Boston in transizione ad avvantaggiarsi sfruttando due errori al tiro per piazzare un paio di tiri in superiorità numerica con una tip dunk di Williams e un jumper di Brown mentre Charlotte infilava un catch n’shoot con Ball ai 24 a 10:13.

Gli Hornets passavano avanti con una puntata a canestro di Bridges ed allungavano con Rozier che agganciava in transizione e batteva in uno contro uno l’avversario appaiato a lui.

Dopo l’appoggio da sotto di Plumlee, Boston cominciava a rientrare con i colpi di Williams e Tatum (9-8) quindi ball in corsa e Tatum da tre dall’angolo pareggiavano la partita andando in doppia cifra (11-11).

Due FT splittati di Brown e un piazzato di Tatum da second chance consigliavano il time-out a Borrego (6:39 sull’11-14).

Mentre una volata veloce di Rozier con appoggio al vetro faceva ripartire Charlotte aiutata anche dal passaggio dall’angolo di P.J. per Bridges che prendeva vantaggio dal mancato anticipo di R. Williams e batteva G. Williams mancando l’and one del pari.

Peccato perché dopo i canestri B&B (Brown e Ball) la tripla aperta dall’angolo di G. Williams (mancava di poco quella successiva sullo sforzo in close-out di Rozier) apriva al vantaggio aumentato da Richardson e “chiuso” da Schroeder per il 17-25.

A interromperlo un passaggio di Ball con drag screen per Rozier che andava a colpire da tre con spazio prima che lo stesso recuperasse un pallone al playmaker tedesco per avviare il colpo da sotto di Oubre Jr. (22-25).

Tatum in lunetta a :36.8 chiudeva il primo quarto con due FT (fallo di Richards in chiusura) sul 22-27.

Purtroppo si apriva male il secondo quarto con un paio di colpi da tre punti di Richardson con Ball a provare a replicare con un runner, quindi ancora un caldissimo Richardson da tre punti infilava prima che LaMelo mettesse un altro floater e un ½ in lunetta a 9:55 fissando il 27-36.

Con gli Hornets attardati di nove lunghezze il canestro di Schröder in entrata su passaggio in corsa (9:44) non andava bene a Borrego che vedeva però aumentare i giri della propria difesa con una stoppata di Oubre Jr. su Brown, un buon close-out di Plumlee su Horford da 3 che portavano benefici unitamente alla pressione difensiva lontana dalla palla con un recupero di Rozier che capendo con largo anticipo il passaggio si involava in transizione prima che Oubre Jr. facesse lo stesso con Richardson per involarsi a infilare il 32-38.

Il rientro degli Hornets passava per 5 pt. consecutivi di P.J. Washington: un alley-oop e una tripla (6:32) per il -1 anche se Smart recuperava un fallo proprio dal nostro lungo per far toccare a 6:18 quota 40 ai Leprechaun.

Gli Hornets replicavano con arresto e tiro di Rozier su Horford e una steal con fallo subito di Oubre Jr. abile a infilare i due FT del sorpasso a 6:02 (41-40).

A questo punto la partita viveva il resto dei minuti del primo tempo su un sostanziale equilibrio anche se una dunk di Tatum su Plumlee minacciava di far scappare i bianco-verdi (41-46).

P.J. Infilava dalla diagonale sinistra su Williams ed Oubre Jr. pareggiava in lunetta dopo una stoppata scomposta dello stesso R. Williams (46-46).

Charlotte beneficiava di 4 punti da parte di Ball che sull’ultima azione offensiva degli Hornets segnava il primo libero ma mancava il secondo toccandosi il dorso della mano: 53-54 a fine primo tempo poiché nonostante il rimbalzo offensivo Rozier era stoppato da Williams.

Celtics avvantaggiati dagli assist (9-17) e dalle percentuali (42,2% contro il 53,7% con 45 tiri Hornets contro 41) mentre Charlotte rispondeva con un 11/15 in lunetta contro il 5/6 avversario oltre all’8-5 nelle steal e il 7-13 nei TO che produceva anche un 13-8 nei fast break.

Avvio preoccupante della terna con una chiamata per bad screen contro P.J. (dubbia) mentre Smart in area trovava lo spazio per piazzare il suo tiro e Rozier rispondeva andando incontro al proprio rimbalzo (tiro da tre mancato), girando fluidamente oltre il difensore in un tempo unico e battendo al vetro il lungo in aiuto.

Una tripla di Horford era replicata da Ball dopo una sua steal e mandava Charlotte sul -1 (60-61) ma con tre triple (due di Smart dopo la seconda di Horford) producevano uno 0-9 che lanciava i Celtics sul 61-70.

Con gli Hornets sull’orlo del baratro P.J. segnava dall’angolo sx su invito di Ball, il quale mancava dall’altro lato una tripla ma prendendo il rimbalzo in corsa passava il ferro per segnare un buon reverse layup.

Bridges in aiuto a Rozier parava a due mani l’alzata di Brown, Ball infilava la tripla da contropiede e nonostante Miles mancasse il tiro da sotto spuntava sull’altro lato del ferro P.J. a correggere per il 70 pari.

La risposta da 10-0 era interrotta da Richardson con un’altra tripla e mentre Ball pescava dal cilindro un floater dal paint e Tatum in cambio direzione corto appoggiava prima che G. Williams facesse altrettanto subendo la spinta di P.J. Washington.

72-78 dopo l’and one a 2:54, gli Hornets tentavano con Bridges di essere aggressivi (eurostep con fallo di Brown e labbro inferiore sanguinante) e, arrivati i due FT, Charlotte tornava sul -4 (74-78).

Un finale da 4-10 condito le triple di G. Williams e Richardson (colpevolmente lasciato libero) rilanciavano Boston verso la vittoria con un +10 da difendere in 12 minuti (78-88).

Martin e Richardson si rispondevano in avvio quindi Oubre Jr. da tre (frontale) e Ball in lunetta a 10:00 tagliavano il divario a 5 punti ma la replica del team di Udoka passava per una tripla di Richardson.

Il taglio di Oubre Jr. raggiunto sul back-door costava un fallo aggressivo a G. Williams: 66-93 a 9:23 però una palla vagante al 50,0% era sfortunatamente persa dagli Hornets che – sbilanciati – incassavano la tripla aperta di G. Williams dall’angolo dx a ristabilire il vantaggio minimo in doppia cifra.

Fallo di Schröder su Ball a 8:28 ma non venendo concesso su tiro LaMelo si rifaceva con una tripla che anticipava il suo passaggio per Plumlee che da sotto con gancetto laterale realizzava in maniera inaspettata sulla spinta di Horford.

Libero mancato (nemmeno a parlarne) ma 91-96, peccato che Charlotte incassasse 4 punti da Tatum trovandosi a 5:52 dalla fine distante nuovamente: 91-100 con 9 lunghezze da recuperare.

Brown catturava un rimbalzo da un errore al tiro di Smart e segnava da sotto andando poi all’ultimo istante a subire uno sfondamento da Plumlee servito da Ball con passaggio dietro la schiena.

Canestro annullato al limite così come Rozier produceva un crossover con esitazione chiuso liberandosi degli avversari.

93-102 e due FT pendenti per Ball a 3:20 dalla fine dopo il challenge chiamato ma perso da Udoka.

95-102 e Hornets in rimonta con la tripla di Rozier su Richardson (98-103) e tre FT di Ball (complice un tecnico a Tatum) per un fallo del numero zero su Ball in uscita.

-2 ma Brown faceva tutto da solo infilando il jumper dalla media su Rozier.

P.J. Washington dall’arco infilava il tiro pesante (104-105) e dopo due FT di Smart per ingenuo fallo di Oubre Jr., il passaggio orizzontale di LaMelo Ball, che, schermato da PJ. vedeva Rozier in uscita prendere e sparare la tripla dell’incredibile aggancio a 1:02 dal termine.

Peccato che Tatum a :35.0 dalla fine indirizzasse la partita verso i padroni di casa con due FT (fallo di Rozier) ed arrivasse la stoppata decisiva della partita con il close-out di R. Williams su P.J. Washington.

Gli Hornets erano costretti al fallo e su Smart che non mancava nuovamente le occasioni portando oltre il possesso Boston (107-111) a :15.6 dalla sirena finale.

Ball tentava un tiro rapidissimo con Brown addosso ma era catalogabile come air-ball veloce senza speranza e R. Williams chiudeva in schiacciata una partita giocata in volata per il 107-113 finale.

Plumlee al centro smistamento sotto canestro. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

Analisi

Una Boston praticamente al completo sfrutta la serata super di alcuni comprimari come Richardson (23 pt. 6/8 da fuori) e G. Williams (3/6 da 3 pt. per 12 totali) mentre la panchina Hornets, limitata a 3 giocatori offre poco chiudendo con 19 punti contro i 41 totali avversari.

Smart con 22 punti e Tatum con 19 hanno dato una mano ai Celtics che hanno portato Brown in doppia cifra così come Horford, 6 punti (due triple dagli angoli a dimostrare come il cambio di giocatori, un po’ più lenti ma soprattutto mancanti nel meccanismo di copertura difensiva, abbia prodotto la coperta corta nei corner) ma 12 rimbalzi.

Partita che Boston ha minacciato di chiudere più volte con un divario in doppia cifra ma che Charlotte ha riaperto per l’ultima volta a 1:02 dalla fine con Rozier da tre per il pari a quota 107, poi tutto è andato storto nell’ultimo minuto.

La sorpresa di Borrego per reggere a una squadra più fisica (Robert Williams ha chiuso con 10 punti, 8 rimbalzi e tre stoppate) funziona in parte perché il buon avvio di Charlotte era mortificato dalle triple (ottima maniera per Udoka di allungare il campo contro una squadra più alta e lenta rispetto alla possibile formazione originale con Martin) di Richardson in avvio secondo quarto e il 38,9% di Boston da oltre l’arco è dato superiore al 30,0% degli Hornets da fuori che continuano troppo spesso nelle ultime partite ad avere percentuali non all’altezza dell’inizio stagione che finiscono per costar care.

42,5% contro il 51,2% dal campo, 16 TO (troppi anche se contro 18) e un 18-31 negli assist sono altre ragioni per le quali Charlotte, nonostante il 51-47 a rimbalzo e il 24-10 nei fast break ha finito per perder la partita.

C’è da migliorar la difesa (battuta anche con un’altra impostazione concettuale) che ha funzionato a tratti, la squadra ci ha provato ma è caduta sul più bello giocando una partita più tosta rispetto ad alcune precedenti contro un team fisico, d’altra parte priva di Hayward e McDaniels con una rotazione corta di una panchina non all’altezza dal punto di vista offensivo, forse pretendere di più era impossibile ma contro Cleveland (next game), dopo due L consecutive, non si può più permettere di sbagliare, giocando in casa per di più.

LaMelo Ball: 7,5

38 pt. (12/24), 6 rimbalzi, 9 assist, 2 rubate. Serata buona per Ball che è il fulcro delle azioni offensive di Charlotte. Risponde varie volte agli attacchi avversari con floater, runner, una steal chiusa con una tripla dal lato, un reverse layup da rimbalzo. Transitano vari palloni dalle sue mani (compresi i tre importanti liberi realizzati nell’ultimo quarto) e peccato non sia andato per un assist in doppia doppia e che come spesso accade queste sue prestazioni preludano a una sconfitta perché non ha tantissimo intorno. Career high fresco di convocazione per le rising stars all’All-Star Game.

Terry Rozier: 6

23 pt. (10/22), 5 rimbalzi, 4 assist, 3 rubate. Fa il suo pur faticando in difesa. La tripla che pareggia la partita è coraggiosa, la deep 3 precedente su pressione di Williams è invece esagerata. Nel bene e nel male prende le sue responsabilità contro la sua ex squadra passando da azioni perfette come il rimbalzo catturato con spin in un unico tempo per passare il difensore ed alzare la sfera oltre al lungo o andar dentro con esitazione e crossover basso ad altre dove viene fermato. La difesa in anticipo è articolarmene attiva e ha buone letture in serata anche se viene coinvolto nelle spaziature difensive latitanti.

Miles Bridges: 5

6 pt. (2/8), 3 rimbalzi, 1 stoppata in 30:51. A parte la stoppata bimane in aiuto e l’entrata iniziale facile, quella in eurostep chiusa con un labbro sanguinante (più due FT a segno per il punto n° 74), c’è poca traccia di Bridges nella notte. Molto quieto offensivamente, non lascia il segno.

P.J. Washington: 6,5

16 pt. (6/11), 7 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate in 42:04. 4/9 da tre punti ma se fosse stato 5/9 con quell’ultima tripla stoppata da Williams… porta alcuni buoni blocchi per Ball e compagni dai quali nascono situazioni di scambi semplici per tiri da tre aperti, partita discreta dopo un avvio non brillante, sbloccata da un alley-oop e una tripla che hanno dato 5 punti consecutivi a Charlotte. Parte da starter e gioca tantissimo anche per lui, come per gli altri titolari di serata (eccetto Bridges) arrivano 3 TO.

Mason Plumlee: 6

5 pt. (2/5), 17 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Ancora tantissimi rimbalzi (11 quelli difensivi), più aggressivo e mi piacciono alcuni suoi close-out ma per il resto combina poco perché se è vero che segna un buon hook spinto, dalla lunetta fa 1/3, manca saltando i anticipo un alley-oop offertogli da ball che potrebbe avere un partner in crime più atletico in attacco. Buona la steal in raddoppio aiutando Ball ma rimane un gregario e alla voce stoppate anche questa notte segna zero.

Kelly Oubre Jr.: 5,5

15 pt. (3/12), 3 rimbalzi, 4 rubate, 3 stoppate. Parte benissimo in versione ninja intercettando e rubando palloni (bello quello su Tatum in due tempi) che lo portano anche in lunetta (8/8) dove la sua strana serata lo porta a esser perfetto. E’ il tiro che difetta, gli entra una tripla frontale nel secondo tempo e speravamo potesse mettersi in ritmo ma finirà con un 1/7 da oltre l’arco e 3/12 dal campo. L’impegno c’è e da una bella stoppata a Brown prima di rifilarne un altro paio.

Cody Martin: 6

4 pt. (2/5), 3 rimbalzi, 2 assist in 16:25. Un po’ a sorpresa coach Borrego decide di farlo partire dalla panchina alzando il quintetto. Produce un po’ d’intensità e segna con uno swooping hook in uno contro uno giocando poco con inserimento dalla panchina. Un po’ di riposo non gli ha fatto male ma qualche minuto in più, specialmente se Hayward sarà ancora out, contro Cleveland potrebbe essere utile.

Nick Richards: 5,5

0 pt. (0/0), 2 rimbalzi in 7:32. -13 in +/-. Poco in campo ma sulle drive and kick o sugli uomini in area fatica a chiudere andando anche fuori tempo talvolta. Mi aspettavo di meglio da un lungo, se non porta difesa diventa inutile perché in attacco è anche peggio anche nei movimenti offensivi senza palla nella notte.

Coach James Borrego: 6

Sconfitta di misura a Boston ma con un’idea sperimentale nuova in testa non errata nel concetto. Sono alcuni interpreti ad essere inadeguati (un po’ lenti e poco capaci di chiudere in angolo) e la rotazione a 8 uomini non mette in ritmo Oubre Jr.. Se lo schema per l’ultima azione di P.J. da tre è stato rischioso e un po’ telefonato almeno nel resto del match Charlotte non ha mai ceduto recuperando sempre anche i 10 o poco più, punti di svantaggio.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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