Game 52 – Charlotte Hornets Vs Atlanta Hawks 101-105

Intro

“Ecco Dite, ecco il luogo dove conviene armarsi di coraggio”.

La citazione dantesca arma e affascina poiché Dante e Virgilio si affacciano nel 34° canto di fronte al sommo del male, l’angelo decaduto Lucifero.

Satana è rappresentato come una grassa figura dalle tre teste intenta a fagocitare Giuda Iscariota, Bruto e Cassio, tre famosi traditori.

Qui l’ignoranza (che altro se non essa all’origine di tutti i mali?) del demone si mette al servizio del karma restituendo con atroce la punizione a chi in vita è stato infingardamente capace di tradire per i propri interessi un uomo al prezzo della vita d’esso.

Sorprendentemente Satana non è avvolto da fiamme come nell’immaginario collettivo ma bruciato nella parte inferiore del corpo dal ghiaccio di uno dei fiumi che scorrono negli anfratti infernali.

Dio l’ha bloccato tra i ghiacci e l’ex angelo spunta in tutta la sua maestosità dal petto in su.

Affrontare i propri demoni (non nel positivo senso etimologico del termine) dev’essere di casa a Charlotte nell’ultimo periodo.

Dopo le partite con i Thunder e i Bucks nelle quali la sorte ha dato una mano alla squadra di Borrego, i Calabroni si affacciano allo showdown contro Atlanta, squadra molto impegnativa che ha in Trae Young il proprio diavolo coadiuvato da Capela e Gallinari.

Il diavolo però muta faccia e se Young e Gallinari sono (secondo il last minute out) rimangono, Lou Williams e Bogdanovic a far da spauracchio.

Gli Hornets hanno una possibilità, se vogliono vincere dovranno bloccare nel ghiaccio la demoniaca trinità, sono loro i nuovi tre sono i volti del demonio odierno che dovrà affrontare Charlotte per tornar a riveder le stelle della prima posizione divisionale.

Analisi

Gli Hornets sfiorano “l’impresa” di rimanere al comando della divisione ma alla fine cedono all’esperienza e alla maggior concretezza degli avversari andando sul 7-2 contro le rivali della divisione e perdendo per la prima volta quando si trovano in vantaggio a fine terzo quarto.

Per uscire dall’inferno e cercare di ristrappare ai Falchi la più alta vetta i Calabroni dovranno cercare di sconfiggere i Lakers privi del tandem Davis/James ma pur sempre temibili.

Charlotte butta via in crunch time una partita che avrebbe potuto essere vinta considerando le numerose assenza tra gli uomini di McMillan ma le assenze dei Calabroni si sono rivelate maggiormente devastanti.

Dopo un pessimo avvio i calabroni hanno lentamente ingranato fino a mettere vanti il capo nel terzo quarto.

A 7:18 dalla fine grazie a Wanamaker i Calabroni si trovavano sul +10 ma Lou Williams e un Bogdanovic da 32 punti davano una mano a Capela nella rimonta.

Sul 101 pari Charlotte decideva di tentare di risolver la partita in un colpo, Miles sbagliava, Lou Williams in entrata no.

Dopo un paio di sofferenze a pochi secondi dalla fine, sul medesimo punteggio Rozier aveva l’occasione buona ma propendeva ancora per la bomba dall’angolo destro, palla lunga, errore fatale perché costretti al fallo su Bogdanovic gli Hornets incassavano il 2/2 che portava fuori range gli Hawks.

Una battaglia dalla quale rimane l’amarezza per una sconfitta di misura e la perdita della leadership divisionale.

Forse gli Hornets hanno già fatto miracoli considerando le assenze anche se questi Hawks erano alla portata ma a fare la differenza alla fine è stata la mancanza di un vero valido centro.

Capela ha chiuso con 20 punti e 15 rimbalzi oltre a procurare involontariamente l’infortunio di P.J. che avrebbe potuto dare una mano nel finale.

Bogdanovic ha chiuso con 32 punti (8/16 da 3), Goodwin con 17 pt., Lou Williams con 13 pt. e Huerter con 13.

Il 43-52 pro Atlanta e la miglior percentuale da oltre l’arco sono i due fattori che condannano gli Hornets così come la shot selection nei momenti decisivi.

La partita

I quintetti:

1° quarto:

Pessima partenza di Charlotte nonostante le assenze nelle fila dei Falchi: Huerter in penetrazione segnava in floater, Hill rubava a Rozier e Goodwin raddoppiava prima che Huerter dalla baseline destra trovasse il canestro dal bordo pitturato per lo 0-6.

La difesa aggressiva dei Falchi costringeva Charlotte a lavorare in attacco: McDaniels dal corner destro riusciva ad avere un minimo spazio per tagliare il divario con una bomba tuttavia i ragazzi di McMillan piantando un altro parziale di 0-7 chiuso da una tripla di Goodwin a 7.20 mandavano Borrego in time-out a 7:20 sul 3-13…

Il parziale si estendeva sullo 0-10 quando Bogdanovic capitalizzava con la tripla da sx il gioco di passaggi degli Hawks.

Bridges “cangurizzava” un euro step per battere il sandwich di difensori depositando di destra ma ancora Bogdanovic trovava da oltre l’arco la via della retina prima che a 5:06 Zeller riuscisse a infilare due FT grazie al recupero e al passaggio di P.J..

Charlotte era però continuativamente colpita dalle triple di Hill a Borrego sul 7-24 andava in time-out per nulla contento della difesa offerta dalla squadra.

17 punti di differenza ridotti dal top shot da tre di Graham dalla destra, Capela da sotto ne metteva due ma ancora Bridges realizzava da fuori su passaggio di Graham per il 13-26 inducendo Atlanta al primo time-out.

Goodwin ne segnava due, Zeller anche ma passando dalla lunetta a 2:05 poi su scarico dalla baseline di Bridges colpiva da fuori per la seconda volta Graham (1:34) per il 18-28.

Wanamaker regalava in transizione l’assist a Martin (Cody) per la jam ma Lou Williams da tre realizzava alla sua maniera e Bridges si mangiava un appoggio in solitaria chiudendo il quarto sul 20-33 Atlanta.

Capela ostacolato da Bridges e dall’oscurato Caleb Martin. AP Photo, Nell Redmond.

2° quarto:

Charlotte recuperava altri tre punti con l’incursione frontale di Bridges.

Gli autoscontri con Okongwu conducevano a un two and one a 11:47 per il 23-33.

Huerter realizzava a 11:36 un tecnico per tre secondi difensivi ma la panchina di Atlanta soffriva quella di Charlotte che ripagava con la stessa moneta (pressione sulla palla) e a 9:46 Caleb infilava due FT, Bridges era fermato ma solo in goaltending, P.J. andava con la drive decisa a fornire materiale per la dinamitarda bimane a McDaniels…

Gli Hornets si ripresentavano sul -5 (29-34) ma Bogdanovic da tre dal corner destro infilava mentre una dunk di Capela serviva agli Hawks per riportarsi sul vantaggio in doppia cifra (29-39).

Wanamaker con rapida entrata e cambio mano eludeva la stoppata di Capela infilando quindi a 5:57 finalmente anche Rozier, dopo un pessimo inizio, coglieva tre punti con un wide-open 3 per il 34-39.

P.J. tentava fisicamente di opporsi a Capela e ci riusciva ma poi era costretto a concedere due FT a 5:40 per il 34-41.

Si rifaceva la nostra ala/centro andando a swoppare a rimorchio tuttavia Charlotte nonostante riuscisse a far sbagliare una tripla a Bogdanovic e a sottrargli una palla in procinto di tiro (ottima steal di Wanamaker) non segnava anche perché il contatto sul nostro numero 9 era al limite e così sulla controtransizione la tripla di Huerter ci riallontanava.

Si formava l’elastico: Rozier da tre dal corner destro per il 39-44 non poteva impedire la tripla di Bogdanovic oltre la buona difesa di Bridges che dall’altra parte metteva le alette ai piedi con un terzo tempo e cambio direzionale impressionante per Bogdanovic e Hill che rifilandogli una manata in fronte lo privava di poco di un two and one.

Purtroppo Bridges splittando non completava l’opera ma la stessa sorte capitava a Capela sull’altro fronte per il 40-50.

Le ultime giocate valide erano costituite da un’altra decisa e veloce entrata di Wanamaker, una tripla di Graham a 1:13 gentilmente offerta dall’extra pass si Miles che esaltava il gioco di passaggi prodotto e da un turnaround fade-away nel pitturato di Huerter che andava a fissare il primo tempo sul 45-52.

Un -7 che dava speranze specialmente visto il divario bench con gli Hornets rimasti handicappati dalla falsa partenza.

3° quarto:

La tripla di P.J. Washington su assist di Graham apriva bene il quarto per Charlotte che tuttavia scivolava lentamente indietro poiché Bogdanovic realizzava due liberi e due triple, la seconda una sfrontata frontale veramente tirata da lontanissimo su Graham…

51-60 e time-out.

Gli Hornets rientravano caricando con Graham la bomba vincente (assist di Rozier) quindi toccava ancora a Bogdanovic colpir da fuori oltre McDaniels.

Charlotte rispondeva con un appoggio di Rozier, Bogdanovic mancava l’appoggio in transizione tre contro uno e Rozier, ancora lui, cambiava direzione per prendersi un pullup dalla media diagonale sinistra che accarezzava il cotone portando il match sul 58-65 a 7:12.

P.J. condiva con l’open 3 per il 61-65 ma una tripla di Goodwin continuava a lasciar gli Hornets a rincorrere.

Gli Hornets si salvavano in difesa ma P.J. rimaneva giù per infortunio alla caviglia mentre era impegnato in marcatura, attacco 4 contro 5 insensato come gli Hornets che andavano a mettere un two and one con Wanamaker a 5:45, incredibile…

66-68, sfondamento di Knight su McDaniels e tripla di Rozier che si elevava altissimo su Goodwin per far piombare gli Hornets per la prima volta davanti dopo l’eterna rincorsa (69-68).

Lou Williams raffreddava la difesa di Charlotte servendo a Capela l’assist ma a 4:20 Rozier con l’open 3 ci rispediva avanti sul 72-70.

Dopo un controsorpasso e allungo firmato Goodwin (tripla ed entrata) per il 72-75 arrivava a 1.38 il 2/2 di Zeller in lunetta (rimbalzo offensivo e fallo subito) per il 74-75 mentre a 1:02 Graham chiudeva le ostilità del quarto con l’ennesimo dardo al curaro per il 77-75.

Schiacciata di Miles a parte, l’altra gioia di serata per gli occhi visto che il risultato non ha arriso ai teal & purple.

4° quarto:

I primi a segnare nell’ultima frazione erano i Falchi che con Bogdanovic pareggiavano, Miles in entrata ci riportava sul +2 quindi Okongwu trovato sotto pareggiava in schiacciata.

Un reverse layup di Bridges da fermo segnava l’81-79, Okongwu in lunetta splittava mentre McDaniels nel pitturato opposto segnava un turnaround fade-away con ferro amico.

Bogdanovic sbagliava, Biz tutto solo schiacciava su invito volante di Graham a 9:01 (85-80),quindi un arzigogolata drive di Hill valeva il -3.

Bridges dal corner destro esplodeva la tripla, Wanamaker in entrata per ben due volte faceva valere il fisico e i Calabroni strappavano un +10 insperato a 7:18 dal termine.

Sembrava filare tutto liscio con gli Hornets saldamente al comando ma un fallo di Biz in close-out su Bogdanovic regalava 3 FT allo scorer avversario e andava già bene sbagliasse il primo.

Lou Williams con un lungo due dalla linea di fondo sinistra passava lo schermo di Miles, Caleb Martin in entrata sporca segnava con un tiro altrettanto poco pulito ma gli Hawks conquistavano due volte il -5 con le triple di Lou Williams (in mezzo quella di Bridges presa in solitaria).

Charlotte sembrava un po0′ sfaldarsi in attacco andando troppo per conto proprio e Capela a 4:16 in alley-oop pescava anche il -3 (97-94).

A 3:45 Miles cercava di dare una scossa alla squadra e ci riusciva: avrebbe potuto venir giù il palazzo per la velocità con la quale si lanciava e la potenza espressa usata con il terminale del braccio destro che posterizzava Capela.

Il 99-94 durava poco perché Bogdanovic si riprendeva dal gelo al tiro infilando la tripla e un altro alley-oop di Capela a 2:42 equilibrava la partita.

Rozier in entrata batteva il centro dalla banda gialla ma gli Hawks riuscendo ad avere ben tre tentativi offensivi ripescavano il pareggio con Capela.

Gli Hornets rimanevano legati al concetto di Tripla e l’angolo destro era fatale: Miles andava corto, Lou Williams in entrata metteva spazio tra sé e McDaniels appoggiando al vetro il +2 Hawks.

Charlotte sopravviveva a una palla persa e a una tripla mancata di Bogdanovic, sulla corsa dall’altra parte con pochi secondi da giocare, Rozier faceva saltare l’avversario ma preferiva ricollocarsi nell’angolo destro tentando di vincer la partita in un sol colpo ma la sua bomba andava lunga sulla pressione difensiva, il fallo a :06.3 su Bogdanovic non dava speranze.

2/2 in lunetta con Charlotte a provarci vanamente con Graham da tre, niente da fare, la partita sfuggiva di mano (101-105) come la vetta della division.

Hornets troppo poco concreti nel momento decisivo.

Atlanta è riuscita a trovare gli uomini giusti per vincer la partita mentre gli Hornets evidenziano l’atavico problema di un centro che possa contrastare efficacemente i giocatori modello Capela.

Devonte’ Graham: 6,5

16 pt. (5/13), 2 rimbalzi, 7 assist, 1 rubata, 1 stoppata, -2 in +/-. 3 TO. Solita partita da Devonte’ in attacco passata tra tentativi di triple dalle alterne fortune e sfornando assist. Prende in faccia una tripla da trequarti campo di Bogdanovic senza troppe colpe e in difesa non fa male rispetto il solito ma manca un paio di triple decisive oltre a prendersi un tiro da due (unico in partita) fuori equilibrio cercando il fallo (non tocca il ferro). Il suo lo fa nella giusta misura.

Terry Rozier: 5,5

18 pt. (7/17), 6 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, 1 stoppata, -18 in +/-. 1 TO. Pessima partenza nella quale sbaglia tutto e latita anche un po’ in difesa a mio avviso poi si riprende come spesso gli capita, infilando due triple. Nella seconda parte del match sale di tono e segna buono canestri da tre ma non solo anche in pullup con un’ottima partenza e crossover oltre all’appoggio che elude Capela nel finale. Peccato decida di provare a vincere la partita con la tripla finale che va oltre il ferro. Un ottimo recupero nell’ultimo quarto intercettando con il teletrasporto una palla diretta verso l’angolo ma anche una sfera che gli sfugge lemme lemme tra le gambe nel finale per una rimessa Hawks. Un Rozier che nelle ultime partite è uscito dal formato super di qualche tempo fa mostra la sua umanità. La voglia di rivalsa deve spingerlo per la prossima partita: per troppo tempo stasera si è nascosto in attacco lasciando spazio ai compagni, un attacco bilanciato va bene ma deve prendersi/concedersi qualche azione in più per aiutare una squadra latitante di veri scorer.

Jalen McDaniels: 6

9 pt. (4/7), 3 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata, +3 in +/-. Si fa male cadendo cercando di conquistare un rimbalzo tra Bogdanovic e Rozier che gli frana addosso. Rientra con un cerotto sotto uno zigomo che non vanifica l’attacco dove prende meno tiri delle ultime partite anche se rimane abbastanza performante, 28:59 sul parquet con qualche problema di falli (4). Qui si vede come paghi in esperienza in difesa. Bogdanovic lo beffa da tre mentre se girato su Capela in ripiegamento diviene eresia. La palla che Lou Williams poggia per il vantaggio decisivo su un McDaniels che tiene pulito ma si distanzia troppo dall’attaccante non era facile da fermare ma giocando un po’ d’anticipo, forse…

Miles Bridges: 7

23 pt. (9/17), 7 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, -4 in +/-. 2 TO. Il 3/10 da fuori non è granché ma il 6/7 da due punti sì. Mette insieme buone difese ma a volta i suoi sforzi sono vanificati dalla perfezione di Bogdanovic e Williams. Trascina Charlotte con punti importanti (un paio di reverse precisi e diverse entrate nelle quali mostra incredibile rapidità e bravura in repentini cambi direzionali) ed è quasi l’ultimo a suonare la carica con una mazzata tremenda che posterizza Capela. Peccato per la terzultima tripla (mancata) lanciata in partita da Charlotte, nata male e senza troppa convinzione…

P.J. Washington: 6,5

8 pt. (3/7), 2 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 1 stoppata, -10 in +/-. Dal mio punto di vista stava facendo bene in difesa contro Capela. Lo sforzo di portarlo un ruolo più in su ovviamente rimaneva impari e il centro degli Hawks aveva vantaggi ma la stoppata rifilata in caduta nel primo tempo all’avversario è notevole poi cerca di usare il fisico arrangiandosi senza commettere troppi falli. Un bel passaggio da drive per la dunk di McDaniels poi mette anche due triple importanti per la rimonta ma sul più bello, mentre marca Capela, va giù e non rientra più sul parquet.

Cody Zeller: 5,5

6 pt. (0/2), 9 rimbalzi, 2 assist, +3 in +/-. 3 TO. Sei punti tutti ottenuti dalla lunetta. Rimbalzi difensivi e un paio di offensivi per conquistare i FT ma la tenuta difensiva lascia a desiderare moltissimo in serata ed ecco perché no a Cody come centro titolare. Avrebbe potuto far la differenza ma in realtà in difesa non la fa. L’attacco si muove meglio con lui anche perché Biyombo incaglia Charlotte nelle secche e Atlanta rimonta.

Cody Martin: 6

2 pt. (1/2), 2 rimbalzi, +1 in +/-. 1 TO in 8:36. Poco in campo, missione disturbare le frequenze di Atlanta e non far connettere la squadra. Ci riesce così così e si regala una emozionante schiacciata a una mano in transizione. La sua partita finisce presto per via dei problemi in attacco ma uno come lui su Bogdanovic ci sarebbe stato bene.

Caleb Martin: 6

4 pt. (1/3), 3 rimbalzi, 2 assist, +4 in +/- in 18:39. Gioca più del fratello. Dovrebbero vietargli il tiro da tre in società ma almeno mette dentro con un’entrata di fisico un po’ ortodossa due punti importanti, il problema è che sbaglia triple aperte ed è uno che dovrebbe avere una mano migliore del fratello… La difesa non mi dispiace, anche lui concentrato a portar pressione. Tre rimbalzi, due assist.

Bismack Biyombo: 5

2 pt. (1/1), 1 rimbalzo, 1 assist, +1 in +/- in 7:44. A me è simpatico ma pare un ex giocatore. Quasi stupito di essere rimesso sul parquet in un momento decisivo (P.J. out e Zeller a rifiatare) conferma che non dare spazio a Carey Jr. è un’ignominia. Disastroso sul close-out che regala un 2/3 al giocatore degli Hawks (non solo quello) e in qualche maniera fa partire la rimonta, sempre fuori tempo… anche in schiacciata solitaria per un attimo da l’impressione di esserlo.

Brad Wanamaker: 7

13 pt. (6/11), 3 rimbalzi, 5 assist, 1 stoppata, +2 in +/-. 2 TO. Da Wanamaker non ci si aspettava un granché se non esperienza e difesa. Le mette entrambe con qualche saltuaria mancanza: esperienza nel finale quando in salto Graham lancia la palla sopra la sua testa pensando si trovasse sulla linea da tre punti (da dove è meglio che non tiri) mentre lui convergendo verso il centro intendeva incunearsi verso canestro, cosa che gli riesce bene per stazza fisica intesa come peso. Si fa valere spingendo finché Hill non lo innervosisce facendolo commettere un TO offensivo per l’uso eccessivo dell’avambraccio destro. Assist anche in transizione e rimbalzi: Non è lui l’anello debole.

Coach James Borrego: 5,5

Nessuna scusa e possibilità da giocarsi per chi ha giocato meno a oggi aveva detto Borrego ma pare che la squadra entri sul parquet bloccata dalla pressione avversaria.Troppo tempo per giocarsi il time-out a inizio gara, l’inserimento di Biyombo a garantire solidità si rivela una rovina perché Biz viene scongelato in fretta e furia. La mentalità di prendere triple sempre e comunque questa volta non paga. Non riusciamo a solidificare la difesa nel finale e l’attacco s’inceppa andando per conto proprio lanciando triple e commettendo TO.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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