Game 53: Charlotte Hornets Vs Los Angeles Clippers 115-117


Intro

Cambiano paesaggi, condizioni, esigenze e “tempi” percorrendo vie del tutto personali e differenti rispetto agli altri.

Ognuno con la propria storia si lega a qualcuno, a qualcosa o al nulla.

Storie umane che possono essere eccitanti, emozionanti o noiose come una partita di basket punto a punto, magari combattuta ai supplementari o essere segnate dalla disparità di forze in campo con poche variabili a favore per cambiare il risultato…

A tal proposito, ricca di metafore che si addicono allo sport, invertendo il senso dato al testo, questo energico pezzo di Pino Scotto e Caparezza fa al caso se scriviamo sul fatto di poter cambiare il corso degli eventi…

Basse percentuali di successo anche se qualcuno grazie all’impegno e alle contingenze riesce ad affermarsi, per gli altri non ci sarà nulla da fare, tuttavia questo non è un buon motivo per riprovarci nonostante magari non ce la faremo mai a ottenere ciò che volevamo ma almeno non potremo dire di non esserci impegnati al massimo scongiurando il rammarico per aver lasciato perdere ciò che consideravamo importante.

E a proposito di riprovarci, se al momento un anello non è contemplabile, Charlotte conoscendo i propri limiti (non pensando all’attualmente irraggiungibile), a casa propria provava a mutare le condizioni che l’avevano portata a perdere sui mari dei Velieri per tentare nella notte d’ottenere la terza vittoria di fila per allungare su Miami, macinar vittorie che consentano ai Calabroni di volare ai playoffs i quali magari renderebbero un filo più attraente a livello cestistico la città della North Carolina per nuovi futuri acquisti di livello che oggi direbbero di no a MJ (discorso economico e di salary cap a parte).

La partita in breve

Partita selvaggia allo Spectrum Center.

Senza il Gallo i Clippers trovano comunque in Tobias Harris uno dei protagonisti della vittoria striminzita ma importante sul nostro campo.

Zeller ha disputato al rientro una partit controversa, buona nell’insieme ma malvagia nel finale dove Borrego avrebbe dovuto rimetter in campo Biz per bloccare le folate degli uomini di Doc Rivers.

Un’operazione e 16 partite salytate per Cody che non fa proprio un buon rientro.
Biz e Willy durante l’assenza di Cody.

Dopo un avvio equilibrato con un primo quarto chiuso in vantaggio sul 26-25, gli Hornets provavano ad allungare nel finale del primo tempo con un duello Walker-Harris che oltre far salire il punteggio, infiammava la gara.

Walker segnava nel breve tratto 11 punti mentre Harris si fermava a sei con due triple, prerogativa di serata determinante per i Clippers.

Gli Hornets raggiungevano gli spogliatoi sul 58-53 grazie a 25 punti di Walker…

Un Walker che si chetava nel terzo quarto lasciando spazio ai compagni che non se la cavavano male…

Lamb passando dietro blocchi o creandosi il tiro batteva in serie Gortat, Harris e Harrell, Bridges a 3:18 esaltava il buon lavoro offensivo di Charlotte con la bomba dell’incredibile +20 (88-68) a 3:18 dalla terza sirena.

Charlotte però non teneva in difesa e in due minuti e mezzo si trovava con un vantaggio dimezzato a 10 punti che divenivano 8 a fine frazione per effetto di un siluro di Lou Williams scagliato contro Zeller (92-84).

Gli Hornets nel quarto guadagnavano tre punti ma l’inerzia sembrava girare a favore degli ospiti come nella gara precedente disputata dei Velieri a Detroit.

In più, fattore determinante, Parker non tornava per problemi alla schiena…

A 10:38 ancora Bridges da tre punti sembrava ricacciare via i fantasmi con la tripla per il 97-88 ma Harris, con un 5/5 da tre punti (fattore determinante il tiro da fuori nella NBA odierna) segnava il 102-96 per poi depositare a 6:49 anche il 102-100…

Lou Williams raggiungeva 29 punti con la tripla del sorpasso ma Kemba rispondeva con un big 3 a 6:04 per il 105-103.

La partita rimaneva punto a punto e quando Batum segnava dall’angolo destro tutto isolato il 113-111, si tornava ad avere fiducia.

Nel finale però Borrego faceva l’errore di lasciare in campo un Cody che soffriva le penetrazioni veloci di Harris che depositava il pari mentre Lou Williams andava a cercare l’entrata con il raddoppio di Cody altissimo interpretato dagli arbitri come blocking foul.

2/2 e Clippers in vantaggio.

Fallo di Beverley sotto le nostre plance su Williams, anche questo molto discutibile e pari di Williams a :21.1 dalla fine.

A decider la gara era Harris che contro Walker dal semicerchio dell’area riusciva a tirare in corsa lanciandosi sulla sinistra.

Un canestro da NBA che Charlotte pagava a caro prezzo perché sul cronometro rimanevano :04.3.

Gli Hornets non riuscivano per due volte a fornire a Kemba il pallone per provare a crear qualcosa così Batum per non fa scadere i 5 secondi (Borrego aveva già fermato il cronometro poco prima) dava la palla a Williams che con un lungo ed indeciso due punti non batteva Harrell evitando ai Clippers il supplementare.

Peccato… ma ormai è andata, nonostante il rammarico per esser stati a +20, non bisogna demoralizzarsi e continuare a giocare, domani a Dallas ci sarà un importante back to back per cercar di agguantare una W per i PO nonostante la stanchezza.

Nella notte Detroit è andata a battere New York mentre Orlando soccombeva a OKC ma nella gara più importante, mentre scrivo, Miami a Portland a 7:48 dalla fine del primo tempo era avanti 42-38, sperando poi la squadra della città delle rose possa farci un regalo…

15/42 con un 35,7% per Charlotte da tre punti, contro un surreale 18/24 da tre dei Clippers e la sconfitta si spiega tutta qui, con la big night di tiratori come Lou Williams (31 pt. con 5/6 da fuori), T. Harris (34 pt. con 6/7 da 3), Beverley (15 pt. con ¾ da fuori) e Scott (9 pt. con ¾ da oltre l’arco). 44-48 e 19-25 pro Clippers nei rimbalzi e assist rispettivamente con un 22/26 dalla lunetta per Charlotte e un 15/17 per i Clippers.

Hornets che non ce la fanno sul filo nonostante il 9-6 nelle stoppate e il 5-11 nei TO.

Le formazioni:

La partita

1° quarto:

Ci volevano due palle alzate prima che per un soffio gli arbitri la dessero buona e Charlotte portasse a casa il primo attacco che Williams sprecava dall’angolo sinistro pur avendo tanto spazio così Walker cercando di contenere T. Harris in avvicinamento a canestro gli saltava addosso a 11:30 provocando due liberi e un punto per gli ospiti che segnavano lo 0-3 prima che gli Hornets trovassero il primo canestro a 10:15 con Lamb ad appoggiare in uno contro uno in entrata con la sinistra a sinistra.

Charlotte continuava a far girar bene palla ama mancava diverse finalizzazioni con Lamb, Walker e Batum arrivando sull’1/7 contro il 2/7 dei Clippers quando Harris in entrata mancava l’allungo ma segnava in tap-in per il 2-5.

Lamb si arrestava in area aspettando il passaggio davanti a lui di Beverley che come stella cometa in corsa non riusciva a frenarsi tagliando davanti a Lamb che lo batteva una volta avuto campo libero.

Beverley e Kemba in entrata portavano la gara sul 6-7 e Harris con l’appoggio al vetro mandava sul +3 gli ospiti

A 7:28 Batum riceveva per un passo e tiro che finiva dentro da appena dentro la linea dei tre punti, Bradley sulla sirena della second chance allungava nuovamente ma finalmente, dopo il time-out voluto da Borrego a 6:37 Lamb a 6:19, al quasi scadere dei 24, centrava da fuori il bersaglio raggiungendo la parità a quota 11.

Kemba mancava la tripla ma Cody, appena rientrato sul parquet, conquistava il rimbalzo offensivo e sugli sviluppi dell’azione MKG nel traffico conquistava due liberi da sotto convertendoli nel vantaggio del +2.

Batum allungava con un turnaround fade-away in uno contro uno (15-11) ma Harris da sinistra segnava con un open 3 al quale però anche Kemba a 4:26 rispondeva con la prima bombarda della propria serata per il 18-14.

Harris, sempre da sinistra segnava la seconda tripla e Harrell beneficiando del secondo assist in poco tempo di Lou Williams portava sopra (18-19 gli ospiti).

Lo step-back di Walker dalla media serviva a Charlotte per tornare avanti ma Beverley da fuori su MKG mandava sul -2 i viola che recuperavano con un rimbalzo offensivo nel traffico di Batum convertito in due punti da sotto.

Fuori Walker e Batum, dentro Parker e Monk ma era Harrell due volte a colpire da sotto.

Charlotte nel mezzo sbagliava con Parker un floater ma dopo il 22-26 recuperava tre punti con la bordata di Monk (:29.1) dalla diagonale sinistra su Lou Williams che chiudeva i giochi nel primo quarto sul 25-26.

CHARLOTTE, NC – FEBRUARY 5: Nicolas Batum #5 of the Charlotte Hornets shoots the ball against the LA Clippers on February 5, 2019 at Spectrum Center in Charlotte, North Carolina. Copyright 2019 NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

2° quarto:

Per tornare avanti ci voleva ancora una giocata di Monk che partendo da lontano sulla sinistra faceva fuori Scott con un passaggio largo per sé stesso dietro la schiena e in entrata rallentava sul salto sotto canestro dell’aiuto per andare a far picchiare la palla sul plexiglass chiudendo una bella azione personale.

Quarto TO per i Clippers con Lou che cercando Harrell vedeva la sfera andare oltre il fondo.

Se ne avvantaggiava Charlotte con Monk che a 10:27 tramutava con tanta confidenza la possibilità in tre punti con un’altra mina dalla diagonale sx per il 30-26.

Charlotte in difesa stoppava Scott da sotto a destra con MKG,m l’attaccate recuperava palla ma arrivava sul secondo tentativo Williams (Marvin) che, lanciatissimo respingeva con la left hand la seconda conclusione.

Ci provava a altre due volte Los Angeles ma da sotto la densità degli Hornets aveva la meglio anche su Harrell che tuttavia con atletismo arrivava sull’alzata in penetrazione di Bridges mentre in attacco il lungo dei LAC recuperava un rimbalzo convertendo per il -2.

Un goaltending di Marvin su Lou in un duello tra Williams valeva il pari e uno spin con fade-away dello stesso Lou su MKG valeva anche il sorpasso.

Harrell da sotto portava il parziale Clippers sull’8-0 grazie alla penetrazione con passaggio ravvicinato di un Lou abile anche nei passaggi.

Charlotte era senza centro con Marvin e MKG in difficoltà…

Batum sull’altro fronte scaricava per Williams che in angolo sinistro caricava e scaricava la tripla nella retina per il 33-34 prima che un jumper di Parker a 7:14 segnasse il sorpasso.

L’ex Spurs allungava sul +3 fintando in area su Harrell che saltando lasciava spazio per l’allungo dopo l’arresto del francese bravo a metter dentro il 39-36.

A 6:39 Lou si dimostrava la solita macchina da punti pareggiando a mezzo tripla e mentre Parker tentava da tre venendo stoppato, sull’azione successiva, il rientro di Biz su Harrell dava una bella mano a Batum salvando Charlotte che a 5:25 si avvantaggiava con uno step-back 3 (Bradley si staccava arretrando) di Walker per il 40-37.

Beverley pareggiava da fuori ma a 4:46 per un fallo su un tiro di Kemba schermatosi con Biz, arrivava il vantaggio a mezzo lunetta.

Beverley toccava con il piede la linea laterale lasciando a Charlotte l’attacco che Kemba dalla destra chiudeva a tutta velocità in appoggio passando Bradley e Harris.

A 4:06 tre secondi difensivi contro Charlotte e -3 LAC che tuttavia mancavano il pari poiché Walker rubava la palla a Harris andando in transizione sotto canestro in salto a servir con una mano dietro di sé Lamb a rimorchio bravo a chiudere di sinistro subendo anche fallo.

Per effetto del fallo di Beverley gli Hornets salivano sul 47-41 dopo la realizzazione a gioco fermo.

Gilgeous-Alexander al secondo tentativo otteneva a realizzava due FT a 3:06 e appoggiava anche sulla sinistra per il rientro sul -2 dei Clippers grazie alla nostra scelta al Draft.

Walker si accendeva nel finale con un pullup dalla linea di fondo destra al quale rispondeva Harris da tre ma a 1:27 una finta di Walker su Harris da appena fuori l’arco valeva il contatto con gioco da tre punti e l’and one per il 53-48…

Non era finita perché Harris con il secondo tiro pareggiava a 6 il parziale di Walker che stimolato decideva di sparare un’altra tripla per il 56-51

Altra dunk di Harrell mentre Kemba si portava sull11-6 nel parziale contro Harris con due FT a :38.8 e poi lo conteneva in difesa costringendolo all’errore al jumper.

Si andava negli spogliatoi con 25 punti di Kemba sul 58-53.

Honeybees in serata.

3° quarto:

Harris con un turnaround partiva bene per i Clippers che tuttavia incassavano due liberi di Biyombo a 11:23 che nel primo tempo non aveva mai provato la conclusione.

Sul 60-55 Marvin conservava il risultato in stoppata e con l’aggiustamento in step-back oltre la linea dei tre punti a destra ci portava sul +8 a 10:58 anche se Beverley restituiva la pariglia ma a 10:17 un passaggio verticale per Biz serviva al congolese per girare su Gortat allungando il passo mantenendo un piccolo vantaggio sul polacco e segnare nonostante il raddoppio, anzi… arrivava anche il fallo che Biyombo convertiva in un punto.

Dopo due punti per la squadra di Rivers entrava in scena Lamb che con un soft floater batteva Gortat a 9:32 e poi ancora lui con una strong move andava a depositare a sinistra del canestro il 70-60.

Gilgeous-Alexander era stoppato da Batum sotto canestro e Biz dava uno spazio pubblicitario a Lamb andando a schiacciare dopo aver preso un rimbalzo offensivo posterizzando a 8:15 Harris che ci provava a stoppare il nostro centro rimediando magra figura.

Biz in tuffo era falciato involontariamente da Gortat anche in difesa ma anche se l’azione ripartiva da rimessa Lamb in fade-away realizzava il 74-60 staccandosi con il corpo da Harris.

Il Williams di Los Angeles con un’entrata fuori equilibrio chiusa sulla baseline destra interrompeva l’egemonia Hornets che tuttavia si ripresentava sotto il nostro tabellone con Williams a bloccar l’entrata di Harris e a 6:47 quando per il quinto fallo Rivers scuoteva la testa con Lamb in bonus per il 2/2 che allungava il 13/13 dalla lunetta degli Hornets.

A 6:25 una palla toccata da Kemba a Gortat serviva a Lamb per lanciare il capitano in fast break per il 78-62.

I Velieri resistevano con la tripla di Bradley dal corner destro ma Lamb batteva anche Harrell con il jumper dalla sinistra dell’area per l’80-65 mentre sull’altro fronte Harrell mancava l’alley-oop a una mano così si passava rapidamente sull’altro fronte dove Jeremy, sentendosi hot, sparava una deep tre esagerando, rimbalzo di Zeller e passaggio fiori per una comoda tripla di Williams che anticipava un ½ di Cody dalla lunetta con Charlotte alle soglie del +20 (84-65 a 8:04 dalla fine del terzo).

Scott da te colpiva dall’angolo facendo il suo gioco ma a 3:47 Cody era spinto sullo schermo andando in lunetta con Charlotte ampiamente in bonus.

Ancora un ½… ma si rifaceva in difesa con due stoppate consecutive su Thornwell delle quali solo la prima era ritenuta valida per il fischio di jump ball.

Cody portava a casa la palla e Miles colpiva da tre a 3:18 per il reale +20 (88-68).

La forza della squadra dei velieri però in serata consisteva nel tiro da fuori trovando ancora Scotta a 3:02 pronto a colpire.

Harrell aggiungeva una dunk e Borrego chiamava un time-out a 2:23.

Bridges salvava il nostro canestro con una spettacolare stoppata su Harrell ma a 1:56 il fallo del rookie su Williams consentiva agli ospiti di accorciare ulteriormente.

Il parziale di 0-9 arrivava con due FT per Harrell al quale non era chiamato un dribbling discontinuo o accompagnata e a :51.5 per un fallo di Zeller, uscito dal cilindro sul tentativo di stoppata contro Bradley al tiro sulla linea di fondo sinistra valeva anche il -10 (½) con i Clippers a dimezzar lo svantaggio in due minuti e mezzo circa.

Miles dalla linea di fondo penetrando allungava con la sinistra al centro per Cody che metteva dentro e segnava nel traffico ma mancava ancora il libero.

Un tre punti fortunoso di Williams anticipava l’azione strategica di Rivers: raddoppio su Kemba e passaggio per Cody che andava a subir fallo da Harrell.

De FT per il +11 ma prima della sirena Williams riusciva a battere da fuori Zeller tenendo una media altissima per i suoi da oltre l’arco.

CHARLOTTE, NC – FEBRUARY 5: Jeremy Lamb #3 of the Charlotte Hornets shoots the ball against the LA Clippers on February 5, 2019 at Spectrum Center in Charlotte, North Carolina. Copyright 2019 NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

4° quarto:

Ultimo quarto che partiva con due punti di Lou Williams ma Kemba tornava a inventare pur nel traffico con un’alzata oltre Harrell che teneva a bada gli arrembanti avversari.

Miles dalla diagonale destra a 10:38 sfruttava, dopo un paio di passaggi, il raddoppio portato su Walker per la bombarda del 97-89.

Un brutto passaggio di Miles verso Monk e un lunghissimo tre punti di uno scatenato Lou consentivano ai Clippers di rinvenire sin sul -4.

Bridges guadagnava due liberi salendo sotto canestro in salto trovando il contatto con Harrell.

Nuovamente +6 ma Charlotte aveva un blackout offensivo; se Monk vedeva saltar via la sua sfortunatamente la tripla dai ferri, riprovandoci sulla seconda dimostrava di esagerare per come andava a prendersi il tiro… Williams nel corner sinistro con la finta faceva passare il difensore come un toro sotto il mantello ma andando troppo verso il centro pendeva una stoppata dal mai domo Harrell, anch’esso rientrante.

Finalmente Monk, al terzo tentativo faceva centro e Charlotte a 7:55 andava sul +9 (102-93).

Harris con un 5/5 da fuori riportava a 6 lo svantaggio, gap che diminuiva dopo due FT di Beverley a 7:20.

Harris in appoggio a 6:49 realizzava il -2 e Batum alla cieca passava in angolo sinistro estendendo al volo il passaggio a sua volta ricevuto ma il problema è che nel corner non c’era nessun Hornet…

Williams, quello LAC, ne approfittava con la bomba del sorpasso per un parziale di 10-0 portato dai californiani.

A 6:04 Walker cercava di far passare la paura lanciando un big 3 e Monk a 5:32 splittava in lunetta ma Harris con l’entrata frontale chiusa di destro recuperava due punti persi.

Lamb da te mancava il tiro ma Marvin in sottomano dava una zampa ai Calabroni per il 108-105.

I Clippers facevano girar palla e con un extra-pass trovavano ancora uno Scott che non sbagliava da fuori…

Lamb in uno contro uno segnava dal mid-range contro Scott ma dall’altra parte Harris beneficiava dell’effetto tra palla e sfera con la prima a impennarsi sulla tabella, la quale risultava decisiva per far ricader la spicchiata una volta ancora dentro.

110-11 Clippers ma da una kick and drive sorgeva l’opportunità per Batum che dal corner destro si faceva perdonare il passaggio per nessuno precedente.

113-111 ma pari raggiunto facilmente da Harris che in entrata dimostrava di battere Cody senza problemi con Borrego che sbagliava a lasciar in campo il rientrante giocatore.

Un fade-away pretenzioso di Lamb non entrava e un blocking foul al limite di Cody regalava a L. Williams altri due punti a gioco fermo.

Un finale da batticuore dopo le triple mancate di Kemba a L. Williams sulla quale Marvin riusciva in qualche maniera ad acquattarsi come una tigre scavallando Beverley che non credeva ai propri occhi sul fischio contro.

Altra decisione dubbia ma due tiri per Marvin che a :21.1 pareggiava a quota 115.

Rimaneva un pallone giocabile per gli ospiti che l’affidavano a Harris, il quale in corsa diagonale da destra a sinistra, sullo slancio faceva partire un tiro in salto dal semicerchio interno dell’area oltre Walker nonostante l’equilibrio non ottimale.

La palla finiva dentro a :04.3…

Hornets che sulla prima rimessa di Batum erano stoppati da Borrego prima di perder palla per infrazione di 5 secondi.

Se i Clippers avevano frequentemente raddoppiato Kemba nel secondo tempo, si faceva asfissiane la difesa sulla rimessa che tutti sapevano avrebbe dovuto esser indirizzata verso il capitano ma non riuscendo a fornire la palla al nostro leader ecco arrivare la sfera a Marvin che con un indeciso e lungo due tirava corto su Harrell consegnando la vittoria ai Clippers in una partita tirata con un po’ di rammarico per non esser riusciti a chiuderla anche per l’assenza di Parker nel finale.

Pagelle

Kemba Walker: 7

32 pt., 5 rimbalzi, 9 assist, 3 rubate. 11/23 dal campo. Una bella steal a Gortat con rifinitura in transizione mentre su un’altra serve meravigliosamente a una mano dietro di sé Lamb che porterà a a casa tre punti. Si scatena nel finale di primo tempo con 11 punti chiudendo con 25 le prime due frazioni. Nel terzo osserva i compagni giocare mentre nel quarto, raddoppiato spesso, stenta un po’ a trovare buone conclusioni anche se forzando la mano in entrata mette dentro un tiro spettacolare oltre Harrell da sotto. ) assist con i quali sfiora ancora una doppia doppia dopo i 37-10 vs Chicago. Non riesce a fermare Harris sull’ultimo tiro (impossibile per cm) dopo esser stato bravo nel primo tempo, in altra circostanza, a fargli sbagliare il jumper. Non riesce a ricever la rimessa sull’ultimo pallone e Charlotte cade.

Jeremy Lamb: 7

22 pt., 4 rimbalzi, 1 assist, 3 rubate. 9/17 dal campo. Jeremy impazza soprattutto nel terzo quarto quando è uno degli artefici del +20. Batte in serie ogni difensore che provi a fermarlo tra fade-away, floater e appoggi. Difetta del tiro da fuori dove non è la prima volta che finisce con un ¼… Fa una buona partita segnando i primi due punti di Charlotte, l’undici pari con una tripla allo scadere e anche due punti nel finale ma esagera nel fade-away successivo uno contro uno in un momento delicato…

Nicolas Batum: 5,5

9 pt., 6 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. 4/9 dal campo. A parte il bound pass verticale i angolo per la panchina dei Clippers (rilasciato d’inerzia senza controllare), fa una partita non eccezionale ma senza mancare troppi tiri. Sta in campo 40:18, più di Walker e a parte una stoppata sotto canestro data, non è super aggressivo, infatti, non riesce a rubare o intercettare palloni.

Marvin Williams: 5,5

13 pt., 7 rimbalzi, 1 assist, 4 stoppate. 4/15 dal campo con 3/12 da fuori. Imbarazzo totale nel dare un voto a Williams che va su Harris e altri a far spesso belle chiusure. Una bela rejected anche su Scott, non può molto su Harrell in genere ma l’ambiguità nasce da una buona difesa e un attacco pessimo specialmente nei momenti che contano. Nel finale sbaglia due triple nonostante il rimbalzo e la second chance offertagli. E’ indeciso anche sull’ultimo tentativo… Il problema è che gli avversari da fuori segnano, lui non troppo e questo produce la differenza.

Bismack Biyombo: 6,5

7 pt., 6 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. +14… un po’ di solidità in più con Biz in campo. Avrebbe dovuto rimaner lui sul parquet nel finale. Gli esiti sarebbero stati diversi forse… Non tenta un tiro nel primo tempo ma nel terzo quarto segna due liberi, poi batte Gortat e l’aiuto allungandosi rapidamente in girata esterna oltre il polacco sul pass in post alto per portare a casa canestro and one, infine, mette dentro anche una dunk che posterizza Harris.

Perché Borrego non lo metta nel finale è mistero, ma non tanto buffo visto l’esito della gara.

Malik Monk: 6

12 pt. 4/11 al tiro. Una riga di zero nelle altre statistiche. Monk prova solo a segnare ma questa volta non gli va benissimo anche se il 3/8 da fuori non è malvagio, tuttavia si prende un tiraccio da tre nell’ultimo quarto che non avrebbe dovuto tentare. Rimedia con una tripla sempre nell’ultimo quarto che a 7:55 da a Charlotte il +9 ma i Clippers porteranno un parziale di 10-0. Bello il suo canestro con passaggio per sé stesso dietro la schiena ed entrata “rallentata” con appoggio oltre il difensore a sinistra.

Michael Kidd-Gilchrist: 5

2 pt., 2 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata in 19:28 minuti. -17 di plus/minus. Elimina gli zero dal tabellino ma a parte i due punti non assegnati per sfondamento, stanotte fa poco, riesce a dare poco con Harrell e gli altri che in genere lo battono facilmente. Solo un tiro mancato mentre dalla lunetta conferma precisione e freddezza ma non basta proprio…

Miles Bridges: 5,5

8 pt., 2 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. -19 di plus/minus. Una palla persa nell’ultimo quarto con brutto passaggio verso Monk. Miles mette due triple importanti; quella del +20 e quella del nuovo +9 nell’ultimo quarto. Poi va a metter anche due liberi, sempre nell’ultima frazione. Un 2/3 da fuori che diventa 2/8 in totale con la stoppata presa da Harrell nel primo tempo e restituitagli con gli interessi poi… Il fallo su Lou Williams dopo la stoppata a Marvin indica che è un rookie un po’ irruento in alcune situazioni. Forse avrebbe dovuto esser nel corner sinistro su quel passaggio di Batum a vuoto? Non lo so, ma il plus/minus con lui è molto negativo…

Tony Parker: 6

4 pt., 1 rimbalzo, 1 assist. 2/5 dal campo poi è costretto a lasciare per problemi alla schiena… Limita la sua presenza. E’ quasi un 6 politico in ragione di quello che riesce a offrire in 9:14 minuti. Bello il suo jumper solo cotone ma per lui è normale amministrazione.

Cody Zeller: 5,5

6 pt., 11 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Una bella stoppata su Thornwell e tanti rimbalzi. Buono e utile quello offensivo con apertura per open 3 di Williams ma non è ancora al massimo e se dalla lunetta mostra problemi con un 4/7 che si rivelerà decisivo, ancor peggio fa nel finale quando non riuscendo a contenere Harris diventa un problema.

Diventa un problema anche sul generoso tentativo di raddoppio su Williams che consente al piccolo avversario di segnar due liberi in un momento critico del match. Su altri giocatori era riuscito a far meglio in chiusura. Non mi va di stroncarlo ma non è riuscito ad avere il cambio passo per fermare Harris o il tempismo per stoppare Lou Williams da tre sul finire del terzo quarto. Fatica e commette 5 falli…

Coach James Borrego: 5,5

Buono il time-out chiesto nel finale prima di regalar palla ma consegna la gara ai Clippers mettendo dentro il convalescente Zeller al posto di Biyombo, per il resto i Clippers trovano una serata super fuori dall’arco che rovina il buon gioco della squadra fatto di passaggi e vantaggi, subito, portato dall’inizio anche se nel finale ci si affida a qualche individualità di Lamb e Walker che purtroppo non sempre possono risolvere gli uno contro uno…

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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