Game 53 – Charlotte Hornets Vs Los Angeles Lakers 93-101

Intro

Ai fan che chiedevano a De André quando sarebbe tornato a comporre Fabrizio rispondeva in sostanza che si era preso del tempo per scegliere del materiale interessante, non banale da riproporre e condividere con il pubblico.

Insomma, un lavoro di ricerca e qualità.

Tra i veri artisti odierni (ben pochi) che fanno musica torna a giganteggiare – dopo circa 4 anni – Caparezza, il quale da circa due settimane ha lanciato il singolo Exuvia.

L’esuvia è semplicemente lo strato superiore (in genere l’esoscheletro di alcuni insetti) che alcuni insetti abbandonano.

Come dice Caparezza: “Un calco perfetto, talmente preciso nei dettagli da sembrare una scultura, una specie di custodia trasparente che un tempo ospitava la vita e che ora se ne sta lì, immobile, simulacro di una fase ormai superata”.

Ciò per rappresentare sé stesso e la sua “precedente” vita in confronto a quella odierna frutto di una profonda ricerca interiore che l’ha portato a scrivere l’ennesimo capolavoro.

Le condizioni personali, la pandemia che sta flagellando quella barriera difensiva chiamata routine (ciò che cerca di non far pensare) hanno lasciato sole le persone di fronte a sé stesse, chiamate a fare un’analisi introspettiva su ciò che le circonda.

“Michele” riesce a cogliere l’esigenza di un cambiamento sul quale entrare in contatto simbiotico, soprattutto se l’età o ciò che vi circonda si sta rivelando stretto.

“Gioco alla pari con l’età,

passati appassiti,

passati appassiti, come quadranti di Dalì,

passati parassiti, parassiti,

fame di me,

cannibali.”

Sicuramente Caparezza ha il merito di far pensare.

La mia personale interpretazione è che qui Caparezza sembri voler dar ragione a Mohammed Alì, il quale sosteneva che se un uomo a 50 anni vedesse lo stesso mondo che vedeva a 20, avrebbe sprecato 30 anni della sua vita.

Nella faticosa trasformazione sembra spendere energie per trovare il suo spazio tagliando quei sofferenti rami secchi che lo bloccavano.

Quei quadranti del pittore Dalì sono quell’irreale tempo sciolto in insoddisfacenti e opprimenti esperienze passate e quel “fame di me” sembra indicare la voglia di gettarsi in un futuro migliore.

Charlotte sembrava essere quasi uscita dalla propria esuvia quest’anno ma purtroppo gli infortuni hanno falcidiato un roster che sembrava potesse essere diretto ai playoff.

Gli imprevisti (un giocatore perso ogni poco più di due partite di media) hanno rimesso in discussione tutto.

Il dispendio energetico che sta sostenendo la squadra per uscire dalla propria esuvia è notevole in mancanza di molti pezzi pregiati e continua a mietere vittime.

P.J. che sembrava poterci essere sarà out e anche Rozier, trascinatore in molte partite, ha problemi al ginocchio.

Per Charlotte il percorso di ricerca di una nuova identità vincente è al suo apice, guadagnarsi la post season dopo aver acquisito Ball e Hayward potrebbe voler dire riuscire attratte un ottimo free agent in posizione di centro questa estate che completi la trasformazione rendendo più forte e stabile la squadra ma perché tutto ciò avvenga i Calabroni stanotte dovranno cercare di fare un altro impossibile sforzo per tornare a vincere (approfittando magari delle assenze di James e Davis) lasciando sul parquet un altro pezzo del mediocre recente passato ma la prova è più che ardua.

Analisi

Gli Hornets tentano di tener testa ai Lakers che senza il loro potente duo si presentava in North Carolina recuperando comunque gran parte dei recenti pezzi persi per strada.

Troppo per gli Hornets privi di 4 titolari e di Monk…

Nonostante la buona partenza e il gioco corale che andava a incidere nel pitturato, la mancanza di scorer si notava tra le fila degli Hornets che chiudevano il primo tempo con McDaniels e Biyombo i doppia cifra ma pagavano la minor concretezza andando sotto di due punti pur avendo espresso un gioco migliore.

Lo strappo dei Lakers nel terzo quarto con un 3 and one di Matthews era ricucito nel finale quando una bomba di Bridges e un appoggio di Graham mandavano la partita sull’88-89 ma la pala del possibile sorpasso viaggiando da Graham a Zeller era sporcata così LAL organizzava un attacco non troppo interessante ma il passaggio per Caruso pronto a tirare dalla leggera diagonale sinistra decideva la partita anche per il mancato close-out di Bridges ai 24.

Charlotte nel complesso gioca meglio ma i Lakers sono meglio da fuori e diverse incomprensioni difensive tra i nostri giocatori (lasciati spesso tiratori liberi fuori per coprire il pitturato portandosi a zona qualche volta) e la farraginosità nel costruire una manovra con contatti sicuri alla fine hanno condannato i Calabroni che hanno commesso 16 TO contro gli 11 avversari.

A poco sono serviti i 10 rimbalzi in più (56-46) quando la squadra ha tirato malamente da tre punti (25,7% contro il 36,4% avversario).

Occasione persa per una squadra in evidenti ambasce che ha messo sì voglia e grinta ma a cui mancano punti e un po’ di qualità.

In piena emergenza adesso la speranza è battere Cleveland in back to back per afferrare una vittoria che ci consentirebbe di non essere risucchiati nella pericolosa posizione di settima, squadra quest’anno che dovrà giocarsi una volta in più la qualificazione ai play-in.

La partita

I quintetti:

1° quarto:

Dopo la palla a due portata a casa dai Lakers il platinato Kuzma scagliava un air-ball da tre punti possibili, Bridges mancava l’appoggio e così il numero zero dei Lakers si rifaceva schiacciando su servizio corto dal pitturato di Drummond.

Charlotte pareggiava istantaneamente con un reverse in corsa di McDaniels e passava avanti quando Caleb Martin intercettava in anticipo un lob diretto a Drummond, tirava colpendo il ferro ma la sfera catturata da Biz era usata per il 4-2 da sotto.

Bridges sulla baseline sinistra appoggiava al ferro, Drummond si estendeva per la stoppata bloccando un tocco che sarebbe uscito: golatending più FT e 7-2 Hornets che incassavano sì il 7-4 ma continuavano ad ampliare il divario per via delle difficoltà al tiro dei gialloviola.

McDaniels in jumper dal pitturato su Drummond e un passaggio caricato schiacciato diagonale di Graham dalla trequarti per innescare la jam di Biz chiamavano al time-out i Lakers a 7:07 sotto 11-4.

Schroeder recuperava due punti in entrata ma Graham creava ancora dalla drive il passaggio per un’altra dunk di Biyombo.

I Lakers guadagnavano due FT di forza con Kuzma dopo un errore di Drummond a 5:21 recuperando due punti, altri due punti erano recuperati dallo stesso giocatore ma gli estremi per uno sfondamento c’erano, a ogni modo anche la chiara stoppata di Drummond su Cody Martin era punita per un contatto tra i corpi con la prepotente invasione del centro nel cilindro dell’attaccante.

Cody mancava i liberi ma spuntava Bridges a rimbalzo e Caleb Martin rimediava agli errori del fratello andando a schiacciare una bimane su McLemore con balzo impressionante a mostrare come Charlotte cercasse con continuità prevalentemente il pitturato.

Un’altra dunk firmata da Martin (questa volta da Cody) su assist di Wanamaker in drive, valeva il 17-12 ma dopo uno 0/8 da tre punti i Lakers pescavano due triple con Caldwell-Pope e Caruso dagli angoli opposti portandosi rapidamente in vantaggio (17-18) allungando con due FT di Harrell a 2:40 e la terza tripla firmata McLemore che allungava il parziale sullo 0-11.

Rientrati da poco Graham e McDaniels sul parquet, in realtà Cody Martin, palla in mano, non trovando nessuno di sicuro a cui passare la palla confondeva il difensore con un giro sul piede perno completo e un tiro vincente dal mid range a destra.

Harrell in entrata appoggiava ma Wanamaker da destra trovava l’appoggio più la manata in faccia di McLemore, two and one a :46.3 e 22-25 che resisteva sino alla fine del quarto.

Caleb Martin al tiro oltre il “Grande Pinguino” Drummond. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Caleb tentava dalla sinistra un tiro lunghissimo, solito errore da fuori ma riuscendo a recuperare il rimbalzo percorreva la linea di fondo per rilasciare un soft e perfetto floater a contatto con la chiusura del difensore.

Fallo offensivo di McLemore su McDaniels e prima tripla di Charlotte firmata proprio dal nostro Mc che dall’angolo destro sorpassava (27-25).

McKinnie replicava da fuori ma Cody martin aveva ancora la meglio su un McLemore disastrato difensivamente e si andava sul 29-28.

Partita incerta come il tiro di Schroeder che girava imprevedibilmente fuori dopo esser sembrato direttamente ineluttabilmente in fondo alla retina quindi sul lungo lancio per Biz ecco il fallo di McLemore in ripiegamento.

L’ex Rocket non aveva nemmeno soddisfazione perché il congolese infilava imprevedibilmente ambo i liberi mentre Charlotte prendeva il ritmo, McDaniels prendeva il tempo ai difensori per un ritmato terzo tempo vincente.

Mani veloci in difesa a rimbalzi, sulla transizione Graham trovava il ferro ma la palla toccata da Cody Martin che anticipava Kuzma diveniva un perfetto tocco volante per l’appoggio di McDaniels.

Miles con un fing and roll mandava sul 37-28 la partita ma i Lakers sfruttavano un po’ di confusione segnando con Horton-Tucker da tre punti il 37-31 prima e il 37-32 dalla lunetta a 6:51 con lo stesso giocatore.

Gli arbitri, su pressione LAL andavano a rivedere un fallo di Caleb Martin, ne saltava fuori un clear path (½ ai liberi) e un secondo possesso sfruttato a rimbalzo da McKinnie sull’errore da fuori di Kuzma.

Charlotte recuperava i tre punti con il pick and roll di Zeller che spinto da Drummond, in caduta, lanciava la palla sopra Kuzma pescando il jolly del two and one a 6:27 (40-34).

Drummond in attacco abbatteva Zeller a 6:08, terzo fallo, flagrant e out.

1/1 di Wanamaker che non era accompagnato da altro se non dal TO di Caleb Martin.

Horton-Tucker spingeva anche letteralmente quando in entrata con tocco laterale portava via Zeller in corsa riuscendo a segnare.

McKinnie da tre riduceva lo scarto, Zeller era perso dalla difesa per quel tanto che gli bastava a prendersi un vantaggio per appoggiare di destra.

Miles imitava Cody segnando il 45-39 ma su un altro fast break concesso Kuzma si esaltava con la schiacciata a una mao.

Il penultimo colpo Hornets era targato McDaniels che con una freccia dall’angolo colpiva il bersaglio (6/6 dal campo) ma proprio principalmente da oltre l’arco gli ospiti trovavano la spinta con Schroeder da tre ad arrivare sul 48-47 poi Bridges serviva il secondo filtrante rapido a Biz che schiacciava raggiungendo la doppia cifra ma Kuzma pareggiava da tre, Wanamaker mancava il tiro e Kuzma in fast break andava ancora per la jam mentre McDaniels mancava sul finire il primo tiro della sua partita.

50-52 in attesa della seconda metà.

3° quarto:

La prima occasione Hornets non andava bene: floater air-ball di Graham per scavalcare Drummond, rimbalzo difficoltoso di Biz e 24 scaduti sul giro palla.

Drummond, ancora a zero punti metteva dentro due gancetti e Schroeder non marcato infilava dalla media il suo tiro per il 52-58.

La partita rischiava di deragliare ma Graham, dopo aver sbagliato tutto al tiro da fuori, infilava un deep 3 dalla diagonale sinistra sul quale lo sfioramento di Schroeder in close-out valeva la giocata da 4 punti per il 56-58…

Kuzma continuava a mostrare l’ottima meccanica nel tiro da fuori dopo essersi ripreso dal pessimo inizio ma a sorpresa Caleb martin centrava due triple consecutive per il 62-61 quindi ancora Kuzma da tre prima che gli Hornets impattassero a quota 64.

Il vantaggio deciso i californiani lo prendevano nella parte finale del quarto: Caldwell-Pope dalla media, reverse volante di Harrell ma soprattutto a 1:24 un gioco da 4 punti di Matthews che fintando vedeva arrivarsi addosso e essere toccato lateralmente di lato da Cody Martin.

Per la terna erano tre liberi, per Borrego no, proteste, tecnico e un 4/4 che allontanava decisamente i Calabroni che non potevano far altro che giungere a fine quarto sul -10 (66-76).

4° quarto:

Charlotte tentava di rientrare affidandosi alle triple: Graham mancava il tiro ma Biz conquistava il rimbalzo e Caleb Martin metteva dentro seguito poco più tardi dallo stesso Devonte’ che ai 24 batteva il cronometro per il74-78.

A raffreddare la rimonta ci pensava Matthews da tre, Graham in lunetta a 9:33 per fallo di Matthews (terzo) splittava così i Lakers si riallontanavano con l’ennesima tripla sul 75-84 prima e con il floater di Schroeder poi per il -11 Hornets a 7:06.

Su un close-out Darling metteva la caviglia su Horton-Tucker, per la terna erano tre liberi e possesso.

Bene ai liberi il numero 30 ma sulla ricezione del seguente possesso si faceva cogliere fuori dal campo con un piede.

Wanamaker tentava di forza due volte ma sbagliava come sulla scorribanda successiva dove veniva chiaramente stoppato tuttavia Caleb Martin in coast to coast trovava un varco centrale per affondare la jam a una mano (80-86).

Gli Hornets soffrivano al tripla aperta di Caruso, Graham tentava di far qualcosa fintando e battendo sul primo passo Kuzma per arrivare dalla sinistra ad appoggiare l’82-89.

Miles splittava in lunetta e i Lakers dopo un errore al tiro, nonostante Drummond conquistasse il rimbalzo, passavano palla con il oro centro a McDaniels fermato in uscita dal time-out di Borrego.

La tripla di Bridges a 2.59 riportava a -3 i Calabroni e trenta secondi più tardi Graham in entrata appoggiando velocemente la spicchiata al plexiglass riduceva lo scarto al minimo: 88-89.

Schroeder realizzava da tre, Graham rimetteva in sesto il match con una tripla rim/glass e dopo l’errore da fuori di Kuzma si potrebbe passare avanti ma il passaggio di Graham verso Zeller in rollata era sporcato, sul TO la difesa di Charlotte si dimostrava ancora incerta sul perimetro: la palla passata a Caruso con pochissimo tempo per tirare finiva dentro poiché Miles, rimasto con due uomini sul lato sceglieva di andare a pendere quello più lontano non accorgendosi del tempo passato e ignorando la minaccia con la palla in mano.

91-95 a :43.3.

Graham senza ritmo tirava da fuori oltre Caruso ma ne usciva una conclusione orrenda e il fallo necessario commesso sullo stesso bandanato giocatore di italiche origini valeva il 91-97.

Graham in entrata segnava, Kuzma ai liberi faceva 93-99 e la gara si chiudeva su una tripla di Graham che già dentro decideva beffardamente di uscire.

Ad allungare il brodo due FT finali di LAL per il 93-101.

Devonte’ Graham: 6

19 pt. (7/19), 1 rimbalzo, 6 assist, 1 rubata, +10 in +/-. 4 TO. Come il solito, da quando i compagni più rinomati sono assenti, fa e disfa alternando cose buone ad altre molto meno. Purtroppo il 3/13 da fuori in larga parte condanna Charlotte. Segna per ironia un 3 and one… Nel finale è importante prendendo iniziative ma sul suo passaggio per Zeller si va fuori partita e poi è sfortunato.

Caleb Martin: 7

17 pt. (7/14), 10 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata, +8 in +/-. 1 TO in 35:07. Buona partita mettendo pressione agli avversari, ogni tanto va in confusione anche lui. Inizia malissimo al tiro da tre come il solito poi sorprende con tre preziose gemme da oltre l’arco di buona fattura e non solo come quando recupera un rimbalzo a inizio secondo quarto, percorre la baseline e infila un floater a contatto con il difensore. Si butta a canestro dove mette una bimane su McLemore e una jam a una mano in coast to coast. Non fa rimpiangere l’ultimo Rozier a livello di punti. Sperando abbia preso ritmo e fiducia, sarà importante si ripeta contro Cleveland domani notte…

Jalen McDaniels: 6

16 pt. (7/12), 8 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate, +4 in +/-. 2 TO, 5 PF. Bel primo tempo nel quale è il top scorer di Charlotte ma poi si eclissa: due sfondamenti offensivi e soltanto due punti nel secondo tempo. Gli avversari lo controllano un po’ di più e lui non riesce più a trovare il suo spazio. Aggressivo in attacco e in difesa stenta a tenere i piccoli in entrata con passo veloce.

Miles Bridges: 5

13 pt. (5/12), 7 rimbalzi, 3 assist, -14 in +/-. 2 TO. Mi piace poco in difesa. I close-out su Kuzma ci sono ma spesso è canestro e nel finale vanifica la sua tripla non chiudendo Caruso cercando di prendere Matthews in angolo. Era rimasto solo sul lato ma si va a chiudere il tiratore, se poi non ha secondi sul cronometro per un passaggio, l’errore raddoppia. 1/5 da tre, spesso poco convinto contro il platinato avversario.

Bismack Biyombo: 6,5

10 pt. (4/6), 12 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata, +10 in +/-. 1 TO. Il terminale offensivo del primo tempo cercato da Graham e Bridges che si muove bene sulle linee scompare nel secondo tempo tornando il cioccolataio che usa il surrogato. Peccato. Parte male subendo due canestri di Drummond nel secondo tempo poi lo fa sbagliare, anche ai liberi ne infila subito de poi, preoccupato, ne manca un paio. Complessivamente discreta difesa condita da una stoppata netta su un’entrata di Schroeder ma anche un alzata nel pitturato concessa con troppa libertà a Caruso. In ogni caso una doppia doppia per la quasi miglior versione possibile del recente Biz.

Brad Wanamaker: 4,5

4 pt. (1/11), 1 rimbalzo, 5 assist, 1 rubata, 1 stoppata, -26 in +/-. 2 TO. Inizia bene con gli assist ma poi diventa terribile prendendosi tiri legnosi o tentando di risolvere di forza nella seconda parte la partita: manca due tiri da sotto e si fa stoppare facilmente in transizione uno contro uno. Aggiungiamoci due TO e un ball handling da creare infarti multipli nei fan… Scompare alla distanza facendo venir meno la sua esperienza.

Cody Martin: 6

6 pt. (3/6), 3 rimbalzi, 1 assist, -16 in +/-. 2 TO in 20:40. Sbaglia due liberi (fattore fondamentale nella sconfitta di Charlotte) e poi porta pressione. Più confusionario del fratello trova buoni spunti come il canestro dopo il giro completo ma in toto è una sufficienza.

Cody Zeller: 5,5

5 pt. (2/3), 3 rimbalzi, 1 assist, -18 in +/-. 2 TO in 20:14. La voglia c’è, la lotta con Drummond anche (il centro LAL al terzo fallo esce per una spinta su di lui nel primo tempo) ma gli mancano presa e misura. Va vicino a recuperare palloni generosamente come quello nel finale gettandosi a terra che poi spedisce sulla gamba di Bridges oppure non riesce ad agguantare sulla rollata il passaggio di Graham con il quale saremmo andati sopra. Parte dalla panchina ma conquista pochi rimbalzi. In serata è degno di nota il suo two and one in caduta spinto da Drummond.

Nate Darling: 6

3 pt. (0/0), 1 stoppata, +2 in +/-. 1 TO in 6:12. La mossa della disperazione di Borrego alla ricerca di tiratori non si accende mai. Un pittoresco arbitraggio lo premia con tre liberi mentre ricade su un close-out con il difensore in avanzamento. Certo, è pericolosa questa situazione ma se ne vedono spesso. Il tiro era stato mancato ma arrivano tre liberi che segna più il flagrant, peccato che sul possesso seguente riceva con un piede fuori dal campo avendo anche una caviglia leggermente distorta. Per il resto fatica su Schroeder in difesa mentre in attacco si rintana in un angolino aspettando un pallone che i compagni non gli passeranno mai visto che è piuttosto marcato e senza movimento difficile anche solo fargli arrivare quella palla.

Coach James Borrego: 6

Politico. Con questa squadra è dura anche per qualsiasi mago voi scegliate…

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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