Game 54: Charlotte Hornets @ Minnesota Timberwolves 115-108

Intro

Dopo la quarta vittoria stagionale sui Pistons, Charlotte vola a Minneapolis dove sarà ospite dei Lupi della foresta.

I Timberwolves hanno vinto agevolmente la prima sfida tra le franchigie ma i Lupi di oggi non sembrano molto affamati avendo vinto solamente una volta nelle ultime 10 partite ottenendo l’unica vittoria in una gara pirotecnica contro i Los Angeles Clippers, il che aggrava i sospetti di tanking per una franchigia che spera di avere un impatto migliore il prossimo anno.

Non che a Charlotte si facciano salti di gioia pur vincendo essendo nella medesima situazione ma lo svecchiamento del team con Marvin a Milwaukee e MKG a Dallas ha messo in luce le nuove leve Caleb Martin, Jalen McDaniels e dato più spazio a un Monk sembrato più affamato ultimamente.

Due squadre che sopravvivono oggi (record di presenze per entrambe al loro primo anno NBA, oggi agli ultimissimi posti a livello di spettatori nelle partite interne) attendendo il break per l’All-Star Game prima di riprendere il cammino con l’ultima parte di una stagione che non avrà appendici per Lupi e Calabroni, due animali in difficoltà ma resilienti al cambiamento climatico della NBA.

Analisi

Partita dai due volti a Minneapolis con i Lupi a disputare un ottimo primo tempo mentre i Calabroni mostravano sprazzi orrendi di gioco, il tutto era un polpettone che racchiudeva un 50-66 pro Timberwolves, direi meritato.

L’inizio della ripresa era differente; quanto merito sia da attribuire a Charlotte e quanto demerito ai Lupi per aver mollato la presa è difficile da stabilire, probabilmente la verità sta nel mezzo.

Sta di fatto che il merito di Charlotte è quello di giocare e nel farlo sale di tono mentre i T.Wolves si fanno avvicinare sul -6 per risalire poi in doppia cifra di vantaggio, grazie ad alcune vicissitudini che porteranno anche Borrego a prender un tecnico fino a tornare a fine quarto sul +6 subendo un Monk in versione scorer.

Nell’ultimo quarto gli Hornets completavano il sorpasso con il pari di Caleb dalla lunetta e il rimbalzo/canestro di Willy sul secondo tiro mancato da parte di Martin (91-89).

Gli Hornets sembrerebbero destinati a vincer tranquillamente ma il rientro di D’Angelo Russell sul parquet dava 5 punti ai Lupi per il +2 (96-98).

Charlotte nel finale sfruttava la tripla allo scadere dei 24 di Bridges (2:27, 104-100), la doppia stoppata di Monk su Beasley e Juancho e l’assurda tripla da casa sua di Graham che portava gli Hornets sul 109-102, pronti a resister nell’ultimo minuto dalla lunetta.

Borrego ripescava come detto Biz, ottimo a dare subito una mano sia in difesa che in attacco.

Monk con 25 punti in 31:47 (tanto minutaggio concesso) si conferma in un ottimo stato di forma ma andiamo a vedere le statistiche di squadra.

Charlotte vinceva a rimbalzo 52-48 anche perché l’outscored nei tentativi dal campo di Minnie ci favoriva sotto questo aspetto.

Hornets con un 43/92 (46,7%) contro il 39/101 (38,6%) a evidenziare comunque il crollo delle statistiche al tiro dei T.Wolves nel secondo tempo.

Hornets al 41,2% da tre punti contro il misero 28,6% degli avversari mentre ai liberi gli Hornets superavano numericamente nel finali la squadra di Minneapolis con un 15/23 (65,2%) contro un 16/20 migliore nella percentuale (80,0%)…

Minnesota smistava più assist (22-25) mettendo a referto anche più rubate (7-10) e stoppate (4-7) con le tre di Johnson a far la differenza.

Non bastava nemmeno il 13-11 nei TO a Minnesota per compensare la differenza al tiro se dalla panchina Charlotte batteva gli avversari a livello punti 43-24…

La partita

Starting five

Rozier per Charlotte era indisponibile per la prima volta in stagione per un leggero dolore al ginocchio, Caleb Martin, Graham, Bridges, P.J. Washington e Bismack Biyombo quindi erano gli uomini scelti da Borrego che rilanciava anche il congolese .

Biyombo nel primo tempo parte deciso a non esser più accantonato in panca. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

K.-Anthony Towns out per Minnesota che mandava in campo alcune new faces.

Ryan Saunders spediva sul parquet: D’Angelo Russell (26 pt. +11 rimbalzi), Beasley (28 pt.), Okogie (9 pt.), Juancho Hernangomez (16 pt. + 12 rimbalzi) e James Johnson (5 pt., 5 rimbalzi, 5 assist, 3 rubate, 3 stoppate).

Poco profonda la panchina dei T.Wolves con Reid, unico in doppia cifra a 12 punti e 6 rimbalzi, a seguire McLaughlin con 6 pt..

1° quarto:

Charlotte vinceva la palla a due grazie a Biyombo, di nuovo titolare dopo diverse partite, il primo tiro da tre di Bridges non andava dentro come quello di Minnesota successivo, ci pensava quindi Graham con uno step-back e fade-away a battere James Johnson con un tiro dalla parabola alta proveniente dalla media baseline sinistra.

Juancho Hernangomez a 10:42 pareggiava grazie a due FT, quindi i Timberwolves passavano in vantaggio sfruttando il secondo TO consecutivo di Charlotte che lasciava campo a Beasley per la schiacciata aggressiva sulla quale in rimonta commetteva fallo Caleb Martin facendo volare a terra l’attaccante.

Due più uno pareggiato dalla tripla di Graham a 9:43 ma la tripla di Okogie a 9:15e la dunk appesa a 8:56 di Juancho Hernangomez, liberato in contropiede, portavano Borrego a chieder il time-out sul 5-10.

Gli Hornets reagivano con Biz che sotto canestro segnava sulla stessa azione dopo un tap-out e un rimbalzo offensivo.

Graham splittando a 8:17 accorciava il divario pareggiato poi dallo stesso Biyombo che pur con qualche difficoltà di ricezione sul pocket pass in traffico di Bridges, agganciava salendo per chiudere per i due punti del 10 pari.

Minnesota tuttavia aveva una rapida fiammata che portava a un parziale di 0-8; a 7:36 tripla di Johnson, a 7:07 la bomba frontale di James Johnson, infine Okogie in appoggio per il 10-18.

A rompere il parziale era Biyombo con due FT dei quali solo uno andava a segno a 6:29 ma per un tocco invisibile di Bridges sul tentativo di tripla di Juancho Hernangomez, il fratello di Willy, affondando te liberi, spediva sul +10 i locali (11-21).

McDaniels dall’angolo sinistro infilava la seconda tripla stagionale ma Okogie andava a metterne due dal pitturato.

Biz fungeva da uomo assist con un bound pass dal post basso per l’accorrente Graham che liberatosi sullo scatto appoggiava davanti al difensore attardato.

A 5:03 Beasley era letale con una tripla veloce mentre sull’altro fronte Biz, spalle a canestro lavorava su Juancho fino a disegnare una fuga in semicerchio da sinistra a destra con schiacciata finale.

Culver nel pitturato evidenziava la debolezza difensiva di Charlotte a 4:13 quindi Borrego ricorreva al secondo time-out a 4:13.

A poco serviva se P.J. da tre andava corto e Monk commetteva passi, Mc Daniels non agganciava un rimbalzo difensivo e dopo la rimessa laterale per i Lupi ecco Russell a 3:11 prendersi ed infilare due FT per il 18-30.

Graham da tre non funzionava e P.J. commetteva passi in partenza, continuava l’indecente momento della squadra di MJ che mandava in campo anche Bacon.

Era Monk a segnare l’open 3 da destra su un’azione che vedeva il possibile pick and roll tra McDaniels e Willy con la difesa risucchiata all’interno e il buon scarico del primo.

Reid affondava due liberi, Monk puntava a canestro segnando con un in & out ricalcolando tempi e traiettoria dell’appoggio per una doppia difesa quindi ancora Reid a gioco fermo a :40.3 infilava il dodicesimo su altrettanti tentativi dei Lupi dalla lunetta.

Bridges da tre con la bomba frontale per il 26-34 avvicinava Charlotte poi respinta da Reid in avvitamento in area ma a chiudere era Willy con un soft fast touch dal cuore dell’area per il 28-36 dopo i primi 12 minuti.

Graham in appoggio mentre J. Johnson osserva. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Monk con un sottomano in entrata segnava il -6 ma McLaughlin da tre punti spostava il vantaggio T.Wolves a 9 punti.

Una serie da tre punti fallita da parte delle due squadre e un’apertura volante per i fantasmi in angolo da parte di Johnson costituivano il bagaglio dei primi minuti del secondo quarto fino a quando Bacon, chiuso nel pitturato, lasciava la transizione a Johnson che in coast to coast estendeva a 11 il vantaggio dei bianchi.

Altro TO pagato a caro prezzo con un sottomano di Juancho che andando successivamente a mettere anche il layup spostava il vantaggio dei locali sul +13.

Biz replicava in schiacciata ma Culver segnava due punti dopo una palla persa in uscita da Graham.

Charlotte si affidava a Biz che in corsa andava per una running jam appesa ma Reid metteva a nudo le larghe maglie della difesa di Charlotte piazzando altri due punti (34-47).

Bridges in appoggio falliva l’occasione, Russell da tre no e così la squadra di Minneapolis toccava quota 50.

La gioia per tripla di Graham a 6:17 durava pochi secondi, tempo per Beasley di pareggiare la tripla del nostro numero 4 che in attacco non perdendosi d’animo forniva a Biz materiale per la quinta schiacciata di serata.

Beasley con l’arcobaleno in entrata sulla linea di fondo destra batteva la nostra difesa per il 39-55 e dopo un paio di tentativi a vuoto da tre per ambo le squadre il goaltending di Bridges su Reid consentiva ai T.Wolves di muovere il punteggio.

Da una rimessa dal fondo in attacco arrivavano due punti in taglio per McDaniels.

Gli arbitri sembravano assegnare anche il fallo di Russell ma dopo aver consultato la tecnologia a disposizione propendevano per non dare l’addizionale.

Monk in corsa, arrivando sulla linea di fondo destra all’incrocio del pitturato, segnava a una mano l’alzata in precario equilibrio oltre il n°20 e a 2:30 dall’angolo destro McDaniels da tre sfruttava il buon momento viola per realizzare il 46-57.

Gli Hornets si avvicinavano ulteriormente quando su un’uscita dalla nostra area Devonte’ passava a P.J. in mezzo all’area spalle a canestro, passaggio per lo stesso Devonte che sullo scatto appoggiava ottenendo anche il FT aggiuntivo, poi mancato.

Sul -9 gli Hornets si addormentavano consentendo un parziale di 0-9 ai T.Wolves aperto da Okogie e chiuso dall’alley-oop di Beasley per il 48-66…

A parziale consolazione arrivava il tap-in ad anticipare il suono della sirena da parte di McDaniels in correzione su un tiro corto di Monk.

Charlotte rientrava negli spogliatoi a quota 50 contro i 66 dei Lupi con un gap di 16 punti da recuperare.

Graham e Biz guidavano a 13 punti, seguiva McDaniels a 10.

3° quarto:

Gli Hornets in avvio di terzo quarto erano caldi: apriva dall’angolo sinistro Bridges scoccando un dardo da tre punti, rispondeva da fuori Russell sempre con la cannonata da tre ma dallo stesso punto dove aveva segnato Miles, ecco l’arciere Caleb spuntare per un’altra freccia conficcata sul lato dei Lupi.

Russell fuori equilibrio da tre andava a vuoto ma in entrata su Biz si rifaceva sfruttando la maggior velocità.

Bridges in appoggio rispondeva, quindi, tornato in difesa, non faceva in tempo a posizionarsi in aiuto oltre il semicerchio sull’entrata di Juancho che otteneva due FT mancandoli entrambi.

Graham segnava prima in teardrop e poi da tre dalla diagonale destra per andare a prendersi a 8:29 due FT per un contatto con Russell.

Realizzati i liberi ecco arrivare il 9-0 run che portava Charlotte sul -6 (65-71).

Dopo il time-out di Minnesota Reid riusciva a metter dentro due punti contrastati dai primi due della gara di P.J. in tap-in dopo un clamoroso errore di Graham in layup in solitaria.

-6 ma a 6:53 Russell dal palleggio catapultava da tre nel canestro degli Hornets un rapido tiro.

Ancor più rapido era il taglio di Caleb Martin che agganciava il passaggio schiacciato in diagonale di Graham per folgorare con una thunder la difesa dei Lupi.

Okogie era stoppato da Biz in modalità vintage alla Mourning ma dopo un errore di Martin da tre accadeva che sull’entrata di Monk una di quelle che potremmo definire mazzate, sul dorso della mano fosse data come una palla a due tra Juancho e Malik.

La palla era portata a casa da Charlotte e Monk colpito in testa ma gli arbitri ravvisavano un’irregolarità di Malik per la quale Borrego esplodeva dopo la seconda palla a due vinta e sfruttata in transizione dai Lupi.

Tecnico a Borrego battuto da Russell e +10 T.Wolves.

Monk e Juancho si scambiavano due punti poi Beasley da tre colpiva lanciando sul +13 i suoi prima che Monk a 2:42 ottenesse due FT realizzandoli.

Monk provvedeva ancora con il layup a portare punti in casa Hornets ma McLaughlin con un catch and shoot da tre punti riportava in doppia cifra il vantaggio dei locali (75-87).

Monk non si arrendeva segando dalla diagonale sinistra te punti a 1:41.

Un fallo su Willy (in partenza per la transizione) senza palla da parte di Johnson non provocava effetti essendo lo spagnolo un pessimo tiratore di liberi con lo 0/2 a confermare ciò.

Molto più fluido era Bridges che in crossover si infilava come acqua nella difesa dei Lupi per un two and one che chiudeva sull’81-87 il terzo quarto con 10 punti recuperati.

Monk punta a canestro. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

Johnson apriva il quarto con due FT, fallendoli, uno scambio tra Caleb e Willy serviva al taglio del gemello meno utilizzato dei Martin; back-door perfetto sulla sinistra nonostante la pressione e Charlotte arrivava a -4.

Passi di Beasley in partenza per superare Monk, TO sfruttato da Willy in tap-in su un tiro impreciso di Bacon.

Ormai sul -2, Charlotte doveva subire una piccola battuta d’arresto con Vanderbilt in lunetta a 10:37 ad allontanare il volo del Calabrone che però riprendeva subito con la tripla di Monk a 10:24 su McLaughlin.

-1 con Caleb a ottener la lunetta per il sorpasso.

Primo libero a segno per l’aggancio, secondo fallito ma i Lupi, distratti, concedevano a Willy il tap-in per il 91-89.

Caleb passava in mezzo a due difensori una palla che Willy metteva dentro proteggendosi con il ferro ottenendo il +4.

Russell in fade-away accorciava poi arrivavano le sue lamentele e quelle del coach dei Lupi per la mancata concessione di tre tiri liberi per fallo di Caleb Martin che, uscito da un blocco, a onor del vero, andava a commetter fallo nettamente prima della shooting motion.

Russell cercava ancora il fallo sul possesso successivo dopo aver passato il difensore ma perdendo il focus cercando il fallo sulla pressione da dietro e così ne usciva un air-ball da due punti tremendo.

Una stoppata di Willy non bastava a salvare il nostro canestro dall’aggancio se Baesley a rimorchio spuntava sulle teste dei ragazzi di coach Borrego.

Ci pensava Miles con un rapido giro da spalle a canestro a battere un resistente Beasley, il quale finiva per arrendersi alla decisione di Miles che elevandosi in schiacciata da quasi sotto la tabella, schiacciava con veemenza.

Un P.J. disastroso in area andava corto pur avendo cm in mis-match, Biyombo capiva tutto in anticipo recuperando il rimbalzo e subendo una chiave articolare vera e propria da Reed si portava in lunetta ottenendo un ½ per il 96-93.

A complicare i piani di una Charlotte avviata alla vittoria ci pensava Russell che con 5 punti consecutivi trascinava i suoi sul +2 (96-98) dopo la tripla a 4:54.

Dopo 19 secondi Devonte’ replicava con una freccia avvelenata da tre punti al collega per il 99-98 ma Beasley dalla media batteva P.J. per far toccare quota 10 ai suoi.

Allo scadere dei 4:00 (4:01) Monk dimostrava atletismo in entrata con il suo appoggio al vetro scendendo dall’elevazione per evitar la stoppata.

Minnesota mancava tre occasioni sulla stessa azione e a 2:27 era colpita da Bridges che tentava allo scadere dei 24 la tripla anticipando di un soffio il neon giallo.

Punti pesantissimi per il 104-100 che si conserverebbe se dopo l’errore da fuori di Beasley, Biyombo non provvedesse a mandar la sfera dentro cercando il rimbalzo ma de facto trasformando in un auto-canestro clamoroso il tiro del n° 5 avversario.

Russell in uscita su Bridges andava a commettere un fallo pesante perché dall’impostazione del tiro probabilmente il nostro n° 0 avrebbe ottenuto lo stesso numero di punti stampato sulla sua maglia.

Un buon 2/3 per ripristinare il +4 era fieno in cascina se Monk diventava anche un difensore stoppando prima Beasley e poi anche Juancho clamorosamente sulla stessa azione.

La sagra dell’assurdo terminava con un non consigliabile tre punti di Graham che dal confine canadese sparava una tripla che fischiava fin dentro la net avversaria.

109-102, T.Wolves che non replicavano il canestro e tentando di non commetter fallo perdevano secondi finendo per rischiare di riconquistar palla i pressione ma Monk, riuscendo a gestire passaggio ed entrata in fing and roll, scavava 9 punti di distanza tra i due team a :26.2.

Nel finale un paio di triple dei T.Wolves accorciavano il divario ma dalla lunetta Charlotte resisteva portando a casa la seconda vittoria consecutiva in trasferta, questa volta per 115-108.

Le pagelle

Caleb Martin: 6,5

8 pt., 3 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. 3/7 dal campo, 0 TO, +6 in +/-. Chiude con 0 punti, 0 assist, 2 falli e un -15 in plus minus un primo tempo penoso. Si sveglia nella ripresa. Pur non essendo precisissimo da tre e rischiando qualche fallo, fa una buona pressione in difesa come il gemello mentre si riscatta sul fronte offensivo con un buon back-door, una puntata a canestro fermata da una trattenuta e una tripla che arriva in un momento fondamentale. Va sul sicuro… un solo assist, nessuna palla persa, la vera regia la fa Devonte’ mentre per lui arriva un voto positivo anche per le iniziative intraprese a canestro culminate con una flash dunk assistita da Graham, dopo l’inenarrabile primo tempo.

Devonte’ Graham: 7

28 pt., 4 rimbalzi, 8 assist. 9/20 FG (5/11 3FG), 4 TO. Croce e delizia. Si mantiene statisticamente in linea su diversi fronti con il primo tempo ma nel secondo è decisivo. La bomba in Lillard style che chiude il match è un azzardo incredibile ma finisce per aver ragione. Qualche tiro fuori equilibrio che non va viene compensato da alcune buone iniziative a canestro tra le quali si annovera un layup mancato clamorosamente ma corretto da P.J. per due punti “sottratti” a un Graham che sarebbe arrivato a 30 altrimenti. Buona partita e top scorer degli Hornets.

Miles Bridges: 7

20 pt., 3 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 6/16 dal campo. 3/8 da tre punti, 5/6 ai liberi, +14 in +/-. Non sempre le sue iniziative vanno a buon fine ma rimangono negli occhi il giro con dunk su Beasley e la tripla allo scadere dei 24 che indirizza il match in favore di Charlotte a 2:27 dal termine. Difesa sull’uomo che va migliorando nel corso del match.

P.J. Washington: 4,5

2 pt., 9 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. 1/8 dal campo. 3 TO, 3 falli. A parte i rimbalzi (mezzo voto in più per quelli) e un assist nel finale, veramente imbarazzante. Lento, molle al tiro, senza forza sulle gambe da tre punti ma nemmeno da due, sbaglia tutto tranne un tap-in gentilmente offerto da Graham. Un fallo a metà campo su Okogie che gli va via prendendogli il tempo non crea danni ma da l’indicazione sulla testa di P.J. in serata, già a Chicago per l’All-Star Game.

Bismack Biyombo: 7

14 pt., 10 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata con 6/8 dal campo. Parte subito bene divenendo importante punto di riferimento come bloccante, passatore all’occorrenza ma soprattutto terminale offensivo. Chiude il primo tempo con 13 punti (5 dunk) e 7 rimbalzi. Bene anche nel secondo dove dice no a Okogie con una respinta alla Mourning a una mano. Se preso in velocità soffre contro i piccoli ma se lo aiutano allora può dare una mano a far sbagliare il tocco in entrata. Buona gara al rientro, chiusa in doppia doppia.

Malik Monk: 8

25 pt., 4 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 2 stoppate. 10/20 FG. 3/7 3FG, 3 TO, +10 in +/-. “Abbiamo bisogno di qualcuno con molto succo (dalla panchina) e mi sono appena messo in mente che sarò io … Quest’anno sono cresciuto e mi sono davvero preso la responsabilità di me stesso.” ha detto recentemente Monk. Dev’essersi preso sul serio perché mostra sul campo che la sua non è stata una dichiarazione avventata ma trasformando in realtà le parole, aiuta Charlotte a vincer la partita. Secondo miglior marcatore, ha potenzialità quando attacca il ferro; se a volte sbaglia di molto, altre volte se la cava con un timing perfetto, con una coordinazione ottima in grado di cambiare mano e tiro all’ultimo o di piazzare tiri anche discendenti dopo il salto. In serata trova anche al mattonella magica da tre punti realizzando tre bombe ma ciò che fa più impressione è la doppia stoppata nel finale su Beasley e Juancho sulla stessa azione che aiuta a conservare il vantaggio. Un Monk più attento in difesa che nel secondo tempo non fornisce assist ma segna 16 punti.

Willy Hernangomez: 6

8 pt., 7 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. 4/6 FG. Un altro giocatore che va meglio nel secondo tempo riscattando il brutto primo tempo. Segna due punti anticipando tutti dopo l’errore di Caleb dalla lunetta. Punti preziosi nel secondo tempo. Non sa tirare i liberi e finisce con 0/2 e una tripla mancata, un po’ involuto da oltre l’arco.

Jalen McDaniels: 7

10 pt., 6 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate. -14 con un paio di falli ma un 4/4 dal campo con un 2/2 da tre (due triple dagli angoli opposti). Un ragazzo con personalità che prova a star davanti all’avversario e che non si sottrae se c’è da andar a rimbalzo. Mostra un ottimo tiro e in un primo tempo disastroso per Charlotte giunge a 10 punti con la correzione sull’errore di Monk appena prima della luce rossa. Doppia cifra che fa ben sperare per il futuro.

Dwayne Bacon: 5,5

0 pt., 6 rimbalzi, 1 assist in 14:34. 0/3 dal campo, 1 TO. Se dovessimo aspettare lui per far punti saremmo fritti. La panatura croccante del ferro non attrae Bacon che sbaglia sempre per imprecisione prendendosi anche una stoppata, tuttavia prende 6 rimbalzi e gioca un momento felice per Charlotte ottenendo un +12 in plus/minus. Benino in difesa ma per il resto non convince.

Coach James Borrego: 7

Salva due volte i suoi da altrettanti TO nel finale su due rimesse dal fondo. La squadra reagisce bene e gli innesti di McDaniels e Biyombo son positivi così come quello di Caleb alla prima partita da starter. Aiutato da una panchina nettamente migliore di quella avversaria, dosa il giusto minutaggio avvantaggiandosi sulle rotazioni. Seconda vittoria in trasferta, sarebbe spettacolare arrivasse anche la terza a Chicago dopo il break dell’All-Star Game proprio nella Wind City.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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