Game 55: Charlotte Hornets Vs Toronto Raptors 101-116

Intro

Forse gli Hornets oggi sarebbero meno “disperati” alla ricerca di una vittoria se a Charlotte, contro Cleveland, si fosse presentata una terna decente.

Dopo aver penalizzato Charlotte in diverse circostanze (basti ricordare Allen in avanzamento dopo aver impattato con il ginocchio di ) con fallo offensivo fischiato agli Hornets e relativa palla persa la terna ha pensato di compensare con tre punti di Rozier a gioco fermo.

Un errore che ah certamente favorito Charlotte ma che non ripiana i debiti.

Ufficialmente il capo degli arbitri, Sig. Forte l’ha spiegato come un errore di comunicazione sui tempi e dopo le lamentele di Bickerstaff, quando gli Hornets – palla in mano ed avanti di uno nel punteggio impensabilmente – hanno cercato di vincere la partita si sono trovati a fare i conti con un incredibile trattenuta di Okoro non vista e un fallo dato contro Rozier sul tiro ma che non lo era affatto.

Con il cronometro a meno di due secondi dalla fine, non essendo in bonus la palla sarebbe dovuta tornare a Cleveland, invece i due liberi di Love hanno affondato lo Spectrum Center e gli Hornets, oltretutto sembra che il paio di favori a Cleveland, per quanto clamorosi, contino più di tutti quelli rifilati a Charlotte, un po’ come quando vai a comprare i pasticcini e al banco oltre a quelli che hai chiesto tu parte il gioco delle tre carte per rifilarti quelli che non vanno mascherati abilmente.

Insomma, perdonate la noblesse oblige ma alla squadra meno mediatica della lega dicono che piove ma non è esattamente acqua quella che arriva addosso…

Diversi giocatori sono andati in black-out contro Miami e hanno bisogno di riprendersi per il bene della squadra.

Non consiglio di fare come Dash Kappei (o forse sì), alias Gigi La Trottola e per chi non lo conoscesse magari, eccolo nella finale di liceo tra il suo Seirin e la Sakuranooka.

Il video mostra come un giocatore avversario in grado di leggere nella mente cerchi di entrare dentro di lui per capirne le mosse in anticipo che non riusciva a leggere come con tutti gli altri giocatori affrontati ma pare che a Gigi non importi molto della partita quanto la sua Anna (Akane in Giappone) e la sua fissa per gli slip bianchi.

Se andate a 15:40 nel video, ecco la parte descritta:

C’è stato anche il caso Bouknight (si è presentato in borghese con una lunga fasciatura nera al polso andando in panchina), frustrazione e tensione dell’ambiente che si è riverberato in un episodio capestro, quindi l’aspetto mentale conterà moltissimo stanotte contro i Raptors per tentare di aprire una nuova striscia vincente ed infiammare il pubblico di casa che dovrà rispondere con un sostegno osmosi.

Andamento della partita

Palla a due tirata giù da Plumlee che rimediava a rimbalzo anche all’errore di Miles da tre punti bravo a rifarsi sul proseguo da sotto per il 2-0.

Siakam pareggiava dal rimbalzo sull’errore da fuori di Anunoby e Barnes beffava plumlee con un pallonetto.

Rozier non funzionava, Anunoby sì e da tre punti (2-7)… si attivava così LaMelo che in

velocità passava il primo difensore e cambiando mano oltre il difensore in aiuto ed il ferro infilava l’appoggio rapido a destra.

A 9:13 prima di una rimessa laterale Barnes (richiamato in panchina per il secondo fallo) concedeva un tecnico a Ball per fallo su Plumlee e Rozier sul successivo possesso centrava con una parabola alta in pull-up la retina con tiro frontale per raggiungere gli avversari a quota 7.

Trent e VanVleet sparavano un colpo a testa da tre prima che Bridges passasse in crossover Siakam per arrivare a una jam aggressiva.

Achiuwa ritoccava con un punto dalla lunetta mentre ball provvedeva ancora a portar tre punti con finta e tiro frontale da tre punti 812-14) mentre VanVleet e Hayward da fuori alzavano il punteggio sul 15-17 a 6.42.

Gli Hornets perdevano Hayward che rimaneva a terra su un appoggio di Trent, Charlotte giocava l’azione offensiva in 4 e beffardamente subiva anche il canestro dei Raptors del 15-21 prima di riuscire a chiamare time-out e capire che Hayward per l’infortunio alla caviglia sx (distorsione) non sarebbe più rientrato in serata.

Siakam su P.J. E Washington servito in corsa alzavano le cifre sul 17-23 ma i canadesi dilagavano già nel primo quarto giungendo sul 17-30 dopo una steal di Trent su Ish Smith chiusa dalla stessa guardia in fast break con facilità.

Ish era anche stoppato da Boucher mentre VanVleet continuava con buona mano a colpire anche dall’esterno così suoi tre punti fissavano a fine quarto il 21-35.

Toronto si dileguava a inizio secondo periodo continuando a segnare con una certa regolarità: Siakam in terzo tempo prima e con una tripla frontale (su Oubre Jr.) poi dopo esser andato a recuperar palla deviatagli fino al proprio canestro, Anunoby da sotto e dalla steal di Boucher si arrivava a toccare il -21 (23-44) prima che Borrego andasse in time-out.

La risposta di P.J. Washington a 8:14 e lo scoop atletico di ball contrastato valevano il 27-45 ma VanVleet al 4/4 da oltre l’arco faceva giungere il distacco a un nuovo massimo: -23 (29-52).

Gli Hornets cominciavano a mettere qualche colpo dopo essersi ripresi da qualche TO anche grazie a Ball che pur sbagliando qualcosa segnava e invitava i compagni a canestro: 31-52 in area poi Rozier – invece – in autonomia allungava il passo in corsa e batteva al vetro per il 39-54 mentre LaMelo con la drive arrivata fuori dal campo passava in corsa per Kelly che infilava il 42-56, finale di primo tempo con 8 punti di Charlotte recuperati dopo la quarta tripla di VanVleet.

Oltre alle difficoltà offensive si registrava nel primo tempo la caduta degli Hornets nelle percentuali sul tiro da tre punti con un 2/18 che valendo l’11,1% non aiutava di certo (Oubre Jr. 0/6, Rozier 0/3 e Ball ¼) mentre Ball e Oubre Jr. chiudevano con 10 punti a testa e LaMelo aggiungeva 5 assist e due rubate ma anche 4 TO.

Per Toronto Siakam realizzava 14 punti, VanVleet 12, Trent 11.

24-30 a rimbalzo, 6-11 nei fast break nonostante i TO fossero 9-10.

Partita che pareva già avviata al de profundis ma ad inizio ripresa – dopo un ½ di Barnes in lunetta a 11:40 (fallo contro Bridges) – gli Hornets infilavano un catch n’shoot da tre con Rozier dall’angolo destro, un appoggio ritardato di Plumlee e da una steal di Ball nasceva la transizione con Rozier ad alzare l’alley-oop per lo stesso LaMelo che esaltava il pubblico così dopo l’azione farraginosa fallita da Siakam, Oubre Jr. rifiniva in transizione sotto la spinta del pubblico per il -7 (50-57).

Il time-out di Nurse serviva anche aiutato da un po’ di fortuna perché una palla non agganciata da Ball provocava due punti facili per i canadesi che indovinavano ancora un paio di triple in sequenza (Siakam e Trent) allontanandosi sul 52-65.

Plumlee da sotto, Miles in corsa e Rozier da tre dall’angolo destro valevano per il 59-68 ma Barnes da tre dall’angolo destro e la dunk di Anunoby riportavano il divario a ben 14 punti.

Due liberi di Bridges, una tripla aperta di P.J. Washington e due punti in entrata dello stesso numero 25 consentivano ai Calabroni di gettarsi sul nuovo -7 ma una battuta d’arresto la si accusava quando non rimanendo connessi ai tiratori sulle possibili penetrazioni si concedeva a Trent una tripla dalla destra per il 66-76.

Bridges toccava da dietro una pala a Trent, Rozier usciva in corsa in coast to coast per sparare una bomba a una mano prima di infilare anche una tripla a 3:08 e quando Bridges a 2:33 si infilava tra le maglie rossastre per appoggiare il -3 (73-76) i calabroni ronzavano nelle orecchie dei Predatori.

Peccato che un pull-up di VanVleet in uno contro uno su P.J. Si infilasse dalla destra e da un TO di Ball arrivasse una dunk appesa di Achiuwa con Miles a chiudere il quarto in lunetta per il 75-80.

La tempesta Hornets non aveva seguito dopo il break perché Charlotte lasciava sul campo due rimbalzi offensivi nonostante la presenza sul parquet di P.J. Washington e Plumlee contemporaneamente così Boucher realizzava da sotto.

Ball passava in un fazzoletto a Plumlee che ringraziava ma lo stesso Mason non teneva Siakam che l’aggirava intorno al semicerchio antisfondamento appoggiando un two and one (mancato).

Oubre jr. in lunetta a 10:21 splittava per il 78-84 ma gli Hornets stentavano a realizzare così Anunoby ai 24 tirava fuori di bravura un altro pull-up ed Anunoby splittando a 9:02 ampliava lo scarto a 9 punti: 78-87.

Poco importava se Banton ne mancava un paio, a 6:50 un 3 di VanVleet tagliava le gambe alle possibilità di rientro: 80-92.

Bridges si connetteva da oltre l’arco alla retina ma un deep 3 dello stesso VanVleet raccontava che non era serata per Charlotte che non riuscendo più a dare giri di stop continui ai canadesi finiva per soccombere nel finale 101-116.

Sconfitta preoccupante nel modo di giocare (troppi tiri da tre) e anche alcune rotazioni tentate dal coach (vedi inizio ultimo quarto con Plumlee, P.J. e Smith) per equilibrare quintetti di riserva avendo rotazione corta in panca non hanno funzionato.

Terza sconfitta casalinga consecutiva, scivolati sul 28-27 (dopo esser stati 28-22) con Chicago e la deadline alle porte gli Hornets affrontano due eventi da win or die per non disperdere nell’oblio un’altra stagione iniziata bene.

Hayward, di nuovo out per una distorsione alla caviglia sinistra, al tiro in serata. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

Analisi

Gli Hornets giungono alla quinta sconfitta consecutiva eguagliando il record di L d questa stagione.

La cosa si fa più preoccupante perché oltre a McDaniels, ancora out, alla vigilia del match in lista infortunati si aggiungevano Cody Martin e James Bouknight, inoltre, nel primo quarto una distorsione alla caviglia sinistra di Hayward privava i Calabroni di un altro pezzo importante.

Subentrava Oubre Jr. ma la sua percentuale da tre pari allo zero (0/8) è l’icona di questi Hornets con percentuali crollate da oltre la linea del tiro d te punti: 9/40, 22,5%…

Non è stata solo la pressione canadese a far mancare tiri di questo genere agli Hornets ma la poca fiducia e consistenza nei tiri di Bridges, del suddetto Oubre Jr. ma anche di P.J. Washington e Ball che hanno chiuso entrambi con un 1/6 da fuori.

42,9% per Toronto da tre punti, 14-21 nei fast break e dominio a rimbalzo con un 49-61 per i canadesi.

I soliti problemi con i lunghi, una difesa che staccandosi dai tiratori perimetrali (flottando in maniera lenta e distratta a volte) concede troppo.

Ball non è riuscito a far scoccare completamente la scintilla fermandosi insieme a Rozier sul -3 (dopo esser stati sotto di 23) nel terzo quarto.

Per Toronto 24 punti e 11 rimbalzi da Siakam, altrettanti punti sono arrivati da Trent e a referto se ne contano 20 per la coppia Anunoby – VanVleet, 88 punti in 4…

La testa dei giocatori non pare essere ancora serena e le difficoltà incontrate nel primo tempo hanno permesso ai Raptors di andare a nozze contro una squadra che disunita balbettava anche in difesa ma come detto, dopo i 10 minuti dell’intervallo abbiamo visto per un quarto un’altra squadra prima di tornare a vedere quella più paurosa e problematica dell’ultima frazione.

LaMelo Ball: 6,5

15 pt. (5/19), 4 rimbalzi, 9 assist, 4 rubate, 7 TO, 5 PF in 44:05. Fresco della chiamata per l’All-Star Game reale tra le riserve per sostituire l’infortunato Durant ma stanco per aver giocato quasi tutta la partita va ad alti e bassi con numerosi assist ma anche TO. Non riesce a dare la scintilla costante agli Hornets per rimanere in partita. Primo tempo dove tenta d’inventare qualcosa per sé e per i compagni. Molto attivo, poco preciso ma in possesso di talento, deve essere più oculato nello scegliere certe soluzioni personali che paiono difficili sin dall’inizio.

Terry Rozier: 6,5

20 pt. (8/19), 5 rimbalzi, 6 assist. Falsa partenza ma terzo quarto da trascinatore con buona parte del merito dell’avvicinamento al -3. 4/11 da tre punti, una buona spinta che poi si arresta. La fiammata del piccolo Terry è una delle poche note positive della serata che danno un briciolo di speranza per il futuro anche perché a questa unisce al voglia di giocarsela e non arrendersi così è su diversi rimbalzi anche. Bene nei passaggi come quello in salto per uno skip in favore di Miles che dall’angolo destro catapulta la tripla aperta.

Gordon Hayward: 6

3 pt. (1/3), 1 rimbalzo. Prima l’infortunio al piede destro, poi il Covid-19, una partita dove agli arbitri risulta antipatico, una steccata completamente e questa dove resiste 6:26 prima di abbandonare il parquet per una distorsione alla caviglia sinistra… Lourdes lo aspetta o forse anche un altro team non avesse una penale nel contratto per un’eventuale trade. Un pezzo importante nello scacchiere degli Hornets che ci abbandona in un momento difficile… Un 6 politico per la tripla infilata ed il rimbalzo per una squadra leggermente in difficoltà ma che aveva retto sino al momento della sua caduta a terra nel tentativo di chiudere sotto canestro.

Miles Bridges: 6,5

25 pt. (8/17), 6 rimbalzi, 5 assist, 3 rubate, 1 stoppata in 42:28. Altro cardine per Borrego, si affatica sotto un lungo minutaggio ma non si risparmia. Commette qualche fallo in difesa dove cerca di andare a contrastare i lunghi avversari. Una bella palla rubata a Trent da dietro, iniziative al ferro come il crossover su Siakam con dunk aggressiva e un 7/7 in lunetta subendo fallo. Attorniato dalle giubbe rosse canadesi riceve diversi contatti. Non basta ma fa un po’ di tutto. Peccato per il 2/7 da fuori. Meglio dall’angolo che quando prende triple un po’ indecise dalle diagonali.

Mason Plumlee: 5,5

6 pt. (3/3), 7 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate. Fa quasi tenerezza nell’intento di proteggere il ferro perché non ha atletismo e anche due/tre rimbalzi (uno in attacco) gli scappano tra le mani o li lascia in balia degli avversari. Buono nel far girare i compagni e a chiudere da sotto assistito.

Kelly Oubre Jr.: 5

17 pt. (7/17), 6 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata. -18 in plus/minus. Entra al posto di Hayward ma la sua difesa flottante è lenta e diversi close-out di facciata senza alzare nemmeno il braccio vengono puniti dagli avversari sul perimetro. In difesa regala due recuperi volitivi ma è un abbaglio anche in attacco dove quando sfrutta la baseline arriva fino in fondo (7/9 da due) ma lo 0/8 da tre è il classico esempio di come un giocatore così atletico venga sfruttato male quando non è in serata. Lo sdeng da tre su ogni tiro (anzi, c’è anche un air-ball dall’angolo) è sottolineato dal pubblico che rumoreggia ormai. Ritrovare l’armonia al tiro modificando con un assistente coach la tecnica ed evitare di insistere quando parte male la serata visto che trattasi di giocatore umorale, sarebbe un buon metodo per Charlotte per non sprecare tiri.

Ish Smith: 5

0 pt. (0/3), 1 TO, -14 in 8:05. Più che anonima, direi prestazione leggermente dannosa di Ish che non offre un assist, si fa soffiare un pallone che ci costa due punti e sbaglia i suoi pull-up. Altra serata dal quale si riceve zero, giocatore da tutto o niente.

P.J. Washington: 6

15 pt. (7/14), 9 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata in 32:06. Anche per lui meglio quando attacca il ferro trovando sue buone alzate in corsa. Da fuori è 1/6, difesa dove risulta essere il miglior rimbalzista con 8 ma per un uomo in possibile partenza che per quanto limitato sembra essere comunque maglio di Plumlee, ne deve arrivare uno più consono eventualmente.

Coach James Borrego: 5

Solito gioco da tre punti e black-out offensivi e difensivi. Si salva la parte finale del primo tempo ed il veemente avvio di ripresa che ci trascinano dal -23 al -3 m poi non si riesce più a seguire il flow. Slump di Charlotte a cinque sconfitte consecutive con un gioco preoccupante e un team che perde pezzi. Dura contro Chicago, servirà davvero una generosa prestazione di cuore, polmoni e cervello per tentare di battere i Tori.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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