Game 56: Charlotte Hornets Vs Chicago Bulls 109-121

Intro

“Strade? Dove stiamo andando non c’è bisogno di strade”, così si esprimeva Doc in Ritorno al Futuro sul viaggio spaziotemporale.

Casualmente ambientato (per una parte) e girato nel 1985 (anno nel quale Shinn organizzava la nascita degli Hornets avvenuta nel 1988) a oggi la storia dei Calabroni e di Charlotte si scinde e divide in molteplici atti a sé stanti.

Chissà se tornando indietro nel tempo quel fan che ha scritto l’altro giorno “Welcome back Bobcats” non avrebbe più motivo per farlo perché come Marty McFly nel film riesce a modificare in meglio il futuro, anche qualcuno di noi potrebbe correggere i numerosi errori dell’era recente targata Bobcats/Hornets.

Forse le Linci di Bob non esisterebbero e saremmo una squadra di successo.

Per ora tra chi è arrabbiato e chi è deluso (io contemplo ambo i sentimenti anche se la delusione prende il sopravvento) dalle brutte recenti cadute che fanno temere, unitamente all’infortunio di Hayward, di gettare al vento un’altra promettente stagione a prendere il sopravvento è la preoccupazione.

“Niente panico” ha detto Borrego alla vigilia, il gruppo ci crede e Miles anche ma passare dalle parole ai fatti non sarà semplice contro i talentuosi Bulls.

Eppure una strada va sempre ricercata per non cadere nell’oblio, anche un cunicolo spaziotemporale (wormhole) che porti fuori gli Hornets dal non gioco e restituisca interesse ed entusiasmo ai tifosi va trovato.

Solo giocando intelligentemente e duramente davvero potremo tornare a sorridere, al contrario il mercato sarebbe l’ultima ancora di salvezza ma dopo cinque sconfitte urge una reazione seria che mostri come i Calabroni respirino ancora.

La Shahahmadi prima della partita con alle spalle la squadra.

Andamento della partita

Per una violazione di Vucevic sulla palla a due il primo attacco era affidato agli Hornets che mancavano la tripla con Miles prima di passare in vantaggio grazie allo stesso Miles che subiva fallo in entrata da J. Green.

Dal 2-0 si raddoppiava con un bound pass verticale di Plumlee che incrociava Rozier sulla linea di fondo, passaggio oltre il ferro e reverse.

Alley-oop di Green per i Bulls ma a 9:45 Oubre Jr. puntava il ferro realizzando il 6-2 sebbene il libero aggiuntivo terminasse sul ferro.

I Tori trovavano il pari con due tiri ravvicinati di Vucevic in ritmo ma Charlotte ripartiva a 8:35 con Oubre Jr. bravo a sfuggire alla guardia del suo diretto avversario virando frontalmente per una dunk aggressiva.

Ball murava un passaggio diretto in angolo e sulla ripartenza realizzava da tre dall’angolo destro grazie allo spin pass di Miles.

La risposta dei Bulls arrivava con un inusuale ma efficace tre di DeRozan dalla destra ma Ball a 7:20 si produceva nello sforzo di un’altra (deep) 3 trovando il 14-9.

LaVine accorciava dalla lunetta sul 14-13 mentre Rozier dall’angolo magico a destra ai 24 faceva esplodere il 17-13 anticipando la bomba di Oubre Jr. dallo stesso angolo per il +7.

Le entrate di P.J. ed Ish non favorivano gli Hornets che incassavano le triple di White e LaVine (2) con il giro palla degli ospiti a favorire il sorpasso: 20-21.

A 3.10 la squadra di Donovan allungava grazie a due FT di LaVine ma Ish con un pull-up dalla destra batteva DeRozan dal mid range.

Dopo aver incassato due punti gli Hornets rispondevano con una schiacciata di Richards che non faticava grazie all’entrata di Miles bravo a portare via i lunghi di riserva dei Bulls.

Chicago faceva scadere i 24 offensivi e Miles puntava i lunghi andando a schiacciare di destra con la bordata per il 26-25.

La difesa degli Hornets era lenta su un rimbalzo lungo così il tiratore Thomas infilava frontalmente da 2nd chance una tripla.

Gli Hornets ripartivano dalla difesa complicandosi un po’ la transizione ma ball in uno contro uno sceglieva la mattonella diagonale destra per effettuare la tripla del sorpasso: 29-28.

Kelly Oubre Jr. in schiacciata. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

Gli Hornets cercavano di sfruttare la panchina dei Bulls sul parquet e grazie ad un’altra steal di Ball con appoggio di P.J. Washington contrastato andavano sul +3 prima di raggiungere il +6 grazie a un ¾ di Richards dalla lunetta ma il rientro di Vucevic e LaVine unito a un pessimo avvio al tiro conduceva i Bulls in vantaggio grazie a un parziale da 0-7 finalizzato da una tripla di LaVine a 8:05 che dava il 34-35 sul tabellone.

Time-out per Borrego che rispolverava Plumlee e Rozier.

Il secondo con un catch n’shoot dall’angolo sinistro mandava a bersaglio la tripla, Vucevic pareggiava fluidamente con un jumper lungo dalla baseline destra ma Rozier, dopo uno scambio con Plumlee, batteva al vetro un banker per il 39-37.

I rossi pareggiavano con facilità grazie al tempismo di Vucevic per poi passare in vantaggio con i canestri di LaVine al ferro, White da tre e ancora lo stesso White che finalizzava una palla rubata da Green a P.J. Washington per il 39-46 a 4:53.

Brown da sotto e Vucevic che tapinava sé stesso mandavano sul -11 Charlotte (39-50) che trovava in ripartenza una schiacciata con Bridges grazie alla difesa avversaria non riposizionatasi ancora correttamente.

DeRozan però pescava due impreviste triple spedendo lontani i Tori (41-56) prima che Plumlee segnasse due punti.

Gli Hornets mancavano due triple sullo stesso possesso e per una mancanza di comunicazione perdevano palla su un possibile terzo tentativo così dopo due FT di Miles a :31.5 arrivavano due punti in turnaround dell’ex star dei SAS su Bridges a fissare il risultato del primo tempo sul 45-58.

-13 a certificare gli Hornets attaccati al respiratore.

Rozier con 10 punti, Ball con 9 e Bridges con 8 tentavano di contrastare i 18 di DeRozan, i 15 di Lavine e i 10 di Vucevic con una differenza fatta proprio al tiro: 35,6% Hornets contro il 56,1% Bulls…

Hornets che smettevano di attaccare il pitturato con continuità e commettevano troppi TO nel secondo quarto (6-7 il parziale ma solo una palla persa nel primo) e 1-5 nelle stoppate con Oubre Jr. vittima preferita di Vucevic a tre stoppate su di lui.

0-7 nelle second chance mentre il 12-4 nei fast break teneva in vita flebilmente le speranze degli Hornets di ribaltare la partita.

Non c’era tuttavia lo stesso risultato come contro i Raptors nella partenza del terzo quarto: Bridges spalmava sul ferro la schiacciata e Rozier mancava due triple mentre Vucevic centrava un lunghissimo due punti.

Ball, ed Oubre Jr. appoggiavano due punti a testa ma White da tre mandava sul -14 gli Hornets che ripristinavano il -13 dell’intervallo con due liberi di Plumlee splittati a 9:42.

Ball segnava due liberi ma lo stato comatoso di Charlotte portava i Calabroni sul -16 anche perché a 5:39 Plumlee mancava due liberi sul 56-60 e il montenegrino batteva la difesa a zona di Charlotte con Mason troppo staccato sul jumper dalla linea del libero.

Ball con un nice rainbow su Vucevic anticipava due open 3 di Miles che davano un segnale di vita alla macchina ferma sulla line piatta: – ma il time-out di Donovan serviva anche perché per ben due volte l’impresentabile difesa sulla sinistra consentiva a Hill di mettere due triple prima che gli Hornets battessero un paio di colpi e con Rozier a 1:58 riuscissero a ritrovare almeno un -10: 70-80.

Un 2+1 di DeRozan arrivava prima di due FT assegnati a Bridges per una spinta della star dei Bulls su un tentativo di jam quindi Ish alzava per l’alley-oop di Richards ma a :01.5 la tripla di LaVine sul centro giamaicano portava a un nulla di fatto nel quarto con i 13 punti ancora tutti da recuperare (76-89).

Le Honey Bees, unica nota positiva in serata.

Non di buon auspicio il rolling hook di P.J. Washington completamente fuori bersaglio ma nemmeno lo 0/2 di Bradley dalla lunetta avvantaggiava i Bulls.

Il lungo si rifaceva agganciando palla sotto e battendo Richards grazie alla solida posizione.

Ball e Brown si rispondevano da tre poi due FT di DeRozan a contatto con P.J. a 9:27 trascinavano sul +15 la squadra della Wind City (81-96).

Oubre Jr. provava a dare un po’ di pepe alla partita con due triple consecutive ma fermare DeRozan pareva una chimera e altri suoi due punti a 8:20 lasciavano Charlotte sull’87-100.

Quando LaVine batteva un ectoplasmatico P.J. da tre punti la partita era chiusissima.

Finale inutile come nelle ultime partite, gli Hornets non avevano da opporre altre soluzioni per rientrare nonostante un lieve avvicinamento.

Terminava 109-121 in favore ospite.

Bridges cerca di trovare una linea di passaggio oltrepassando Vucevic e DeRozan. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

Analisi

Se nel primo match della storia tra le due franchigie gli Hornets avevano compiuto “il miracolo di Natale” (23 dicembre 1988) contro i Bulls di MJ che tornava in North Carolina da professionista per la prima volta, questa notte si registra l’assoluta normalità.

Una squadra in difficoltà sotto ogni punto di vista ha resistito un quarto e mezzo prima di concedere il vantaggio ai Bulls.

Dopo aver giocato aggressivi e con una buona circolazione di palla, i 5 TO del secondo quarto ed il calo d’intensità oltre ovviamente alle difficoltà realizzative hanno permesso di prendere il break decisivo al team dell’Illinois.

La strada smarrita di Charlotte ha consentito alla squadra di Donovan di amministrare affidandosi ai colpi di DeRozan (36 punti), LaVine (27) e Vucevic (18 pt. e 15 rimbalzi).

L’ispirato trio dei Bulls ha dato una mano agli ospiti a chiudere al 56,1% dal campo e al 48,5% da tre punti…

Gli Hornets si sono attestati al 42,6% con un 30,2% da tre punti, ancora basso, complice il fatale secondo quarto ma non soltanto.

Partita statica e stanca nonostante un paio di mini-break di Charlotte abbiano tentato di riaprirla però il supporting cast dei Bulls ha dato una mano con 15 punti di White, 8 di Brown e 6 di Hill con questi ultimi due a infilare un paio di triple a testa in momenti nei quali gli Hornets avrebbero potuto riavvicinarsi pericolosamente.

Hornets ai quali non è bastato un 27-6 nei fast break perché a difesa schierata il non gioco di Borrego dice che siamo andati nettamente peggio al tiro.

La difesa di Borrego non tiene, specialmente dagli angoli e il resto l’han fatto le qualità di tiro degli avversari apparsi fluidi e confidenti.

Passa per l’ultimo giorno di mercato la sorte di questi Charlotte Hornets giunti alla sesta sconfitta consecutiva e privi di Hayward, vedremo quanto potrà stare a cuore la cosa al momentaneo proprietario di questa franchigia.

LaMelo Ball: 6,5

33 pt. (12/25), 9 rimbalzi, 5 assist, 4 rubate, 4 TO, +6 in +/- in 37:43. Alla presenza del padre cerca di mostrare di aver migliorato ulteriormente il livello di gioco. Tre palle rubate nel primo tempo ma anche due falli ne limitano un po’ l’aggressività. Arriva a un rimbalzo dalla doppia doppia e cerca di esser ovunque attaccando anche il ferro tra floater, arcobaleni e layup oltre a mettere un 5/10 da fuori. L’unico per me sopra la sufficienza anche se tira un air-ball da tre clamoroso con una selezione di tiro indecente in una occasione.

Terry Rozier: 4,5

16 pt. (6/18), 4 rimbalzi, 6 assist, -7 in +/- in 38:43. Finché regge lui al tiro va bene poi c’è il buio chiudendo con un 2/11 da tre comprese un paio di triple a inizio ripresa (una super aperta) che avrebbero potuto dare sprint alla squadra. Qualche buon canestro ma se il tiratore principale tira con il 33,3% dal campo siamo rovinati. Un paio di chiusure sull’esterno contro Brown non vano a buon fine.

Kelly Oubre Jr.: 5,5

19 pt. (8/19), 4 rimbalzi, 1 stoppata, -20 in +/- in 36:02. Difesa sul tiro e scivolamento che non mi piace. Parte bene attaccando il canestro con atletismo che lo spinge a due dunk esaltanti, poi, vittima del bullismo di Vuc nel primo tempo (tre stoppate rifilate) si accontenta troppo del tiro da fuori o si eclissa. Dopo aver tentato di dare l’ultima scossa ai calabroni nell’ultimo quarto con due triple va a speronare il montenegrino con un’azione di forza simile a quella di Cody Martin lo scorso anno proprio sullo stesso centro. Mega dunk di rabbia ma è troppo tardi anche perché bisogna giocare aggressivi per 48 minuti se si vuol vincere.

Miles Bridges: 6

22 pt. (7/16), 5 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata, +5 in +/-. Dovrebbe capire cosa è più utile alla squadra in questo momento. Non lo fa perché dicendo che non rinuncerà mai a un tiro da tre la mette in difficoltà. Termina con due su otto da fuori e non è un caso che le due bombe a segno siano degli open con spazio… Ancora farraginoso da fuori spinge in entrata pescando buoni punti tra schiacciate e tiri liberi (6/6). Sicuramente frustrato nel non riuscire parecchie volte a fermare DeRozan nonostante una difesa che fa il possibile regala anche un fallo sul tiro all’asso avversario nel secondo tempo.

Mason Plumlee: 4

3 pt. (1/2), 11 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, 3 PF, -12 in 26:57. Altro che upgrade, questo è il floppy disk nell’era di internet. Vucevic lo porta a scuola e la difesa a zona non lo esalta di certo sebbene dia qualcosa a rimbalzo cercando di partire bene nel primo quarto ma con scarsissimi risultati di protezione al ferro ma anche sulle corsie esterne se è chiamato in causa non siamo nemmeno all’ABC… ¼ dalla lunetta. Da salvare solo qualche pallone dato dentro come il bound pass verticale per il reverse di Rozier.

Ish Smith: 5

2 pt. (1/4), 2 rimbalzi, 4 assist, -17 in +/- in 14:41. Inizia bene con un difficile pull-up su DeRozan poi al tiro è pessimo. Bravo a smistare assist come nel caso per l’alley-oop di Richards o una tripla di ball nel secondo tempo ma rimane un minus profondo.

P.J. Washington: 4

5 pt. (2/7), 8 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 2 TO, -14 in 34:12. Se ci fosse Ciccio Graziani probabilmente gli direbbe: “Fatti un altro sono”. Addormentato e lento in difesa, in attacco è anche peggio. Rimbalzi e tre punti più una rubata a partita finita. Qualche fallo, uno datogli contro su DeRozan nel finale che gli costa anche un tecnico per proteste. Papabile di trasferimento sinceramente lo rimpiangerei poco in questa versione.

Nick Richards: 5,5

9 pt. (3/3), 1 rimbalzo in 12:43. Mette i suoi tiri (facili) da sotto e in alley-oop ed il ¾ dalla lunetta lo porta a un passo dalla doppia cifra. Il problema è che a parte la palla persa che gli sfugge dalle mani in attacco a rimbalzo non c’è. Troppo lento e non par essere la soluzione difensiva ideale anche quando DeRozan in entrata lo spinge via.

Coach James Borrego: 2

Dopo il primo quarto giocato come una squadra di basket, aggressiva, commettendo un solo TO e cercandosi, la squadra cala di tono a metà ripresa andando fuori partita senza più avere la capacità di riprendersi e riavvicinare i Bulls davvero. Il non gioco di Borrego (per quanto paia una brava persona) è parte di ciò che affossa una squadra scesa al .500 in classifica (la difesa che non riesce a dare stop nei momenti decisivi fa il resto) e rischia seriamente di non veder i PO nemmeno per questa stagione. Tante belle parole prima della partita sull’aggressività, sulla compattezza della squadra che ci crede, ecc., ma il suo joystick non risponde. I giovani non giocano e la squadra non pare tale.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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