Game 57: Charlotte Hornets @ Indiana Pacers 80-119

Intro

Diciamo che il 2020 non è stato foriero di grandi miglioramenti su scala globale.

Nei primi giorni del 2020 si parlava ancora della catastrofe australiana dovuta ai grandi incendi che hanno ucciso 28 persone e un numero incalcolabile di animali e per queste morti sono stati arrestati anche 183 individui.

Le temperature continuano ad alzarsi provocando grandi cambiamenti climatici ivi compresi i veloci scioglimenti di ghiacciai ai poli.

A livello cestistico c’è stata anche la morte di Kobe Bryant e anche MJ commosso è andato a portare un ricordo di quello che lui chiama “un fratello minore”.

Mancava solo il Coronavirus a creare una psicosi tale da bloccare follemente interi paesi o a far scattare la psicosi del virus e lanciarsi in scorte ai supermercati, una delle poche attività aperte visto che alcune dite hanno chiuso, le palestre sono serrate, teatri e cinema pure, alcuni eventi sportivi sono stati rimandati a data da destinarsi ma non si sa quando.

Non credo che un nemico invisibile possa essere combattuto con le armi intraprese qui in Lombardia e in altre regioni del nord Italia pur con il principio di massima precauzione.

Mi fermo qui perché sarebbero anche divertenti le profezie catastrofiche di Nostradamus che tra le varie lancia la fine del Regno di Elisabetta sulla Corona britannica, con buona pace di tutti i lanciatori di meme e lo scoppio di una specie di terza guerra mondiale.

Ma siccome tutto torna, vorrei tornare nella terra dei canguri e dei koala dove un bambino di nome Quaden Bayles, affetto da nanismo ha tentato il suicidio alcune volte.

La madre, un giorno ha deciso di riprendere il suo pianto disperato per mostrarlo agli altri e far capire che il bullismo non è una cosa positiva, se poi fatto contro chi non ha gli anticorpi per difendersi diventa una vigliaccata.

Quaden però è stato fortunato perché la sua squadra preferita di Rugby, gli Indigenous All Stars, hanno saputo della cosa e l’hanno invitato allo stadio per la partita contro i Maori All Stars.

Il bimbo di nove anni è così entrato in campo con l’ovale sottobraccio, accompagnato per mano da uno dei suoi giocatori preferiti.

Quaden ha affermato che è stato uno dei giorni più belli della sua vita mentre il capitano della squadra gli ha detto: “Ti sosteniamo e continueremo a farlo, amico.”

Le parole di MJ per Kobe (soprattutto la parte finale) e il gesto di questo team per questo bambino, pur in un contesto di distruzione totale fanno ancora sperare utopicamente che ci possa essere un mondo migliore se si riuscisse a ispirarsi di più a questi campioni.

In fondo, il nemico invisibile peggiore sarà sempre l’ignoranza.

Gli Hornets spero posano prendere esempio dalle parole proferite da MJ su Kobe, cercare di vincere la partita mettendoci tutta la passione possibile andandola a prendere volendola veramente.

L’impresa potrebbe essere impossibile ma il tentativo va fatto, tankare già adesso offrendo un’altra prestazione deludente come quella offerta contro i Nets vorrebbe dire tradire lo spirito del gioco, siamo solo a gara 57…

Analisi

Era una di quelle notti dove si sarebbe potuti stare a letto a dormire invece di seguire il match per poi dover andare a lavorare senza dormire poiché si capiva subito che non ci sarebbe stato confronto.

Da un Graham disponibile ma non sul parquet, all’inizio con uno 0/4 ai liberi, alle difficoltà a tenere difensivamente con un secondo quarto dal parziale di 19-34 che dava il 68,3% dal campo ai Pacers ormai sul +25 (44-69) a fine primo tempo per un non certo invitante (dal punto di vista degli Hornets) secondo tempo, tutto faceva presagire che l’andazzo sarebbe stato il medesimo anche perché gli Hornets in back ti back domani a Charlotte contro New York (a portata vittoria) erano privati a inizio ripresa dei titolari che rientravano alla spicciolata dopo aver visto in campo Biyombo, i gemelli Martin, McDaniels e anche Chealey che mettevano un po’ di intensità difensiva ma la qualità disponibile non era eccelsa.

C’è poco da deprimersi o pensare che la squadra sia così scarsa come da punteggio finale.

Basterebbe pensare che questi Pacers a Toronto hanno finito per soccombere di 46 punti (81-127), eppure sono una buonissima squadra anche senza Oladipo, out tonight, in game decision e Lamb, il quale ha appena subito un grave infortunio contro i Raptors.

Charlotte andava fuori ritmo ben presto, non solo in difesa, mossa dal giro palla Pacers dimostrava di essere incapace di difendere il pitturato ma anche in attacco la squadra di Borrego si accontentava di soluzioni troppo poco ad alta percentuale, inibita da Turner e soci, così i Pacers portavano a casa la serie stagionale 1-3 piuttosto convincentemente dopo la L patita a Charlotte nel supplementare grazie a un eroico Graham, mancato in serata come costruttore di gioco.

Charlotte rimane più scarsa su tutti i fronti salvo nei TO con 10 vs 14 e nelle rubate (10-7), ma negli assist va sotto 22-35, a rimbalzo è 39-57, nelle stoppate 1-12 (Caleb Martin…) e poi al tiro fa registrare il 33,0% dal campo che scende al 30,3% da tre punti con un 44,4% ai liberi (8/18) mentre Indiana finirà con il 57,0% dal campo, il 43,5% da tre e un con 11/13 dalla lunetta giungeva all’84,6% per una meritata vittoria.

La partita

Starting five

Hornets a Indianapolis con Monk al posto di Graham con il seguente quintetto: Rozier, Monk, Bridges, P.J. Washington e Zeller.

Indiana mandava in campo: Brogdon (15 pt. + 7 assist), Aaron Holiday (9 pt.), T.J. Warren (19 pt. con 9/12 da campo), Sabonis (21 pt., 15 rimbalzi, 9 assist) e Turner (6 pt., 10 rimbalzi e 8 stoppate).

Dalla panchina in doppia cifra troviamo Justin Holiday con 16 pt. e la coppia McDermott/Sampson con 10 pt. a testa.

1° quarto:

Discreta partenza a livello offensivo di Charlotte che portava a casa la palla a due con Zeller nonostante il duello con Turner.

Dopo essere andati a vuoto ecco il recupero difensivo con Monk che in cosat to coast azzardava l’appoggio orizzontale in uno contro uno che la Dea della Fortuna premiava dopo il rimbalzo sul ferro.

Brogdon da tre faceva saltare immediatamente il vantaggio e T.J. Warren intercettando un’apertura telefonata di Zeller in angolo verso Monk, chiudeva in transizione in schiacciata.

Charlotte resisteva con il semigancio di sinistro in area ma ancora T.J., che contro di noi si era già recentemente esaltato, ne aggiungeva altri due per il 4-7.

Rozier mancava la tripla e Brogdon il primo dei due liberi assegnatogli a 9:23, realizzando il secondo per doppiare Charlotte che tuttavia rientrava di colpo sul -1 con Bridges da fuori.

T.J. Warren dall’angolo sinistro mostrava di averci in antipatia con la tripla del 7-11 ma Bridges con l’arresto e tiro da due punti ci portava a quota 9.

Ciò che causava tuttavia il primo time-out era l’incapacità di difendere; un passaggio sulla diagonale destra per Turner consentiva al centro di avere tempo e km di spazio per sparare e mettere la tripla del 9:-14 a 7:50.

Sabonis con due capaci e caparbie entrate portava 4 punti nelle casse dei Pacers stoppati dal jumper frontale di Monk (11-18) ma la tripla di Aaron Holiday portava ben presto gli Hornets a collassare con gap in doppia cifra prima che P.J. assistito nell’angolo sinistro scoccasse la freccia da tre punti per il 14-21.

I nuovi entrati McDaniels e Martin producevano due punti, rispettivamente con la steal e il canestro in transizione 4:53.

Turner stoppava Rozier e T.J. Warren chiudeva in transizione ringraziando in una partita nella quale si correva molto per evitare la difesa schierata.

Sabonis riusciva a eludere la nostra difesa con palleggio spalle a canestro evitando un paio di raddoppi e girando su P.J. per batterlo da sotto.

Arrivava anche un FT e Indy allungava a 3:54 nuovamente a 10 pt. (16-26).

Il floater di martin era preda di Turner (terza stoppata) e il floater tagliato di Brogdon valeva lo 0-7 run per i locali.

McDaniels perdeva un pallone ma Charlotte non perdeva il giro punti con lo stesso rookie a rifarsi più tardi sparando la tripla dal corner sinistro (2.15 per il 19-28).

Una ISO di Bridges chiusa avanzando lentamente (contrastato) per l’hook valeva il 21-28 ma l’avanzata degli Hornets si fermava sui ferri dopo lo 0/2 di Biz a 1:14.

Dall’altra parte solo sei secondi più tardi Bitadze affondava i suoi FT.

Bridges rispondeva con un terzo tempo e cambio mano con chiusura di sx ritmato ma J. Holiday da tre a 44 secondi dalla prima sirena aumentava la percentuale di Indy da oltre l’arco inoltre Charlotte andava a vuoto sull’ultima azione offensiva consentendo a Sampson di correre e schiacciare prima della luce rissa per ripristinare il +10 dei gialloblu (25-35).

Monk parte da titolare. Foto tratta dalal pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Poco da dire sul secondo quarto, quasi tutta una sinfonia dei Battistrada che iniziavano sparando un parziale di 0-11 iniziato con una schiacciata di Sampson e chiuso da un pull-up di Holiday dalla baseline destra per il 25-46.

Charlotte favoriva il parziale limitandosi a prender tiri da troppo lontano e per rompere questo frustrante ritmo Pacers serviva la magia di Monk che con un passaggio di destra dietro la schiena faceva giungere a Zeller la palla nel pitturato; il nostro centro andava su a 8:12 e schiacciava nonostante un paio di mosconi intorno.

Il bottino si Sampson aumentava di due unità, quello di Sabonis di tre e Charlotte, precipitata sul -24 (27-51) era costretta al nuovo time-out a 7:29.

Rozier segnava da tre punti ma per Charlotte era tutto episodico; anche Martin più tardi scagliava un dardo da tre punti portando il totale Hornets da fuori sul 5/15 contro il 7/10 avversario e Bridges con la tripla frontale realizzava il 38-62.

Il problema principale risultava l’incapacità di fermare regolarmente il buon attacco di Indy, ispirato in serata; a fermare la tripla di Brogdon ci pensava lo shot clock sull quale la sfera rimbalzava almeno tre volte in alternanza con la parte alta della tabella e ovviamente a termini di regolamento il canestro era annullato.

T.J. Warren segnava il settimo canestro su altrettanti tentativi e nonostante a 2:16 Miles guadagnasse un brillante fluttuante 2 +1, gli Hornets distavano ancora 23 punti dalla squadra leader, sotto 41-64.

Aaron Holiday chiuderà poi i primi 24 minuti con un floater in corsa sopra Biz per il 44-69 facendo chiudere ai suoi su un surreale 68,3% dal campo accompagnato da un 66,7% da tre con gli Hornets bloccati a un 36,0% dal campo…

Statistiche dei singoli nel primo tempo.

3° quarto:

La partenza del terzo quarto risultava in linea con i due precedenti; dal canestro di T.J. Warren (giunto a un 8/9) al due punti di Zeller da sotto per passare a un parziale di 0-8 pro Pacers che evidenziava un parziale nel pitturato di 18-42 per i locali a far risaltare le difficoltà di Charlotte di difendere nel pitturato sui pick and roll e sugli scarichi ma anche a livello individuale nell’uno contro uno.

Era Sabonis a fissare prima del time-out il 46-79 per un -33 molto eloquente.

Da lì a breve Borrego mandava sul parquet, oltre a Biz, quattro facce da G-League, le due enigmatiche e molto simili dei gemelli Martin oltre a McDaniels e Chealey dando riposo ai titolari.

La cosa funzionava solo dal punto di vista dell’esperienza accumulata dai singoli perché al time-out 4:51 i punti di differenza divenivano 35 (50-85) con due FT precedentemente realizzati da Cody Martin a 5:09.

a 12 minuti dal termine tra FT e il rientro sul parquet alla spicciolata di Zeller, Monk e Bridges con Chealey e McDaniels ancora in campo, i Pacers arrivavano alle soglie dei 40 punti di vantaggio (55-94) continuando a giocare un buon basket.

In campo anche il 10- day contract Joe Chealey. Foto tratta dalal pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

Sarebbe stucchevole raccontare anche l’ultima frazione, passata come garbage time.

Di buono si vedevano un canestro dal pitturato di Rozier; caduto all’indietro sul tiro la palla andava comunque dentro dopo aver battuto sul plexiglass, altre due triple (recentemente gli era successo) in fila di P.J. Washington e un paio di canestri di Willy Hernangomez.

Nel finale, Chealey rubava palla con mani leste a Leaf lanciando de facto Cody martin che resisteva al fallo ed alzava a 1:27 per il canestro two and one pur con errore al libero annesso.

Si chiudeva sull’80-119, una sconfitta pesante ma che ci lascia in zona buone scelte al Draft, pronti a invertire però la rotta domani sera con gli arancioblù per dare qualche soddisfazione anche al pubblico amico dello Spectrum Center.

Le pagelle

Terry Rozier: 5

5 pt., 3 rimbalzi, 7 assist. 1 TO in 26:19. -27 in +/-. Plus/minus glaciale, senza il vero costruttore di gioco riesce comunque a dare ai compagni qualche buon pallone ma dal campo è freddissimo al tiro. Segna una tripla e nell’ultimo quarto un bel canestro cadendo all’indietro ma non da la spinta offensiva in termini di punti che ci sia aspetterebbe da lui. Sia in penetrazione o al jumper è impreciso finendo con un 2/13 dal campo.

Malik Monk: 5,5

8 pt., 1 rimbalzo, 3 assist, 1 rubata in 26:58. Nessun TO, -33… 0/4 da fuori a dimostrazione che questo tiro da tre deve “allenarlo” prima di provarlo costantemente. Chiude con un 4/13 dal campo riuscendo a mettere un paio di mezzi circus o comunque canestri acrobatici, rallentando o battendo l’avversario con bravura nello stretto. Sa farlo, continui a farlo con fiducia anche se una volta lo stoppano. Titolare a sorpresa per la defezione di Graham, non è ficcante come quando entra dalla panchina ma è coinvolto in una serata no della squadra.

Miles Bridges: 6

17 pt., 6 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. 7/16 dal campo, nessun TO, -23. Coinvolto nella tragedia è uno dei pochi che ogni tanto riesce a spezzare il ritmo dei Pacers infilando qualche canestro, soprattutto nel primo quarti dove dimostra che in partenza è sempre pimpante. Va un po’ spegnendosi inevitabilmente nei suoi 25:37 sul parquet.

P.J. Washington: 4,5

9 pt., 3 rimbalzi, 2 assist. 3/9 dal campo, 2 TO. 3/6 da fuori. Mezzo voto in meno perché da lui mi aspettavo di più su ambo i fronti. La difesa non mi piace e in attacco si accontenta spesso del tiro da fuori che sbaglia sino a quei due di fila nell’ultimo quarto che non servono a nulla se non ad alzare il punteggio nel suo tabellino. Si può dare di più senza essere eroi… In 25:12 è -33.

Cody Zeller: 5

9 pt., 4 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. 4/9 al tiro. -27. In attacco qualcosa di buono lo fa riuscendo ad appoggiare in corsa o a battere i lunghi da sotto ma dietro è panico più del Coronavirus. Non fa paura a nessuno e gli scambi rapidi dei Pacers lo eludono facilmente. Finisce, infatti, con zero stoppate e troppa libertà concessa agli avversari.

Jalen McDaniels: 5,5

4 pt., 5 rimbalzi, 2 rubate. 2 TO. 1/5 dal campo, -20 in 19:06. Anche il negativo del suo plus/minus supera i minuti nei quali è stato impiegato sul parquet. Alterna buone cose ad altre peggiori come palle perse e recuperate. A parte una bomba dall’angolo manca gli altri 4 tiri tentati. Prova a mettere intensità difensiva ma viene preso spesso in mezzo. Abbastanza atletico riesce a catturare qualche rimbalzo, in partite così sviluppa resilienza.

Cody Martin: 5,5

9 pt., 6 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate in 29:30. -12 e un solo TO. Altro giocatore, se non il giocatore principale del team per intensità difensiva, purtroppo dimostra perché non è un big sull’altro fronte del parquet dove finirà con un 3/12 in FG. 0/4 come Monk da fuori e 3/5 dalla lunetta. Buonissimo minutaggio per il giocatore mascherato. La mascherina non fa intaccare al virus le energie di Cody ma l’accompagnamento offensivo con lui in campo non è granché.

Bismack Biyombo: 5,5

2 pt., 5 rimbalzi in 12:28. Un unico tentativo dal campo ed è canestro ma anche un TO, 4 falli e uno 0/2 dalla lunetta dopo aver subito fallo sul suo rolling hook. Limita un po’ qualche attacco come può anche se regala qualche FT ma coglie 5 rimbalzi, peccato in attacco sia inesistente.

Caleb Martin: 6,5

11 pt., 3 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. 4/10 FG. Bravo da fuori con un ¾ dalla grande distanza, completa con altri due punti non andando mai in lunetta. Una stoppata più simile a una schiacciata da pallavolo rientrando su Aaron Holiday anche se sull’azione seguente l’avversario piazzerà due punti. 2 TO e -11 in +/-. Ci prova.

Joe Chealey: 5,5

0 pt., 1 assist, 3 rubate. Mani rapide, chiude con la steal su Leaf per i tre palloni recuperati. C’è anche un assist ma pure uno 0/2 dal campo e una difesa poco valida.

Willy Hernangomez: 6

6 pt., 3 rimbalzi, 1 assist. Entrato nell’ultimo quarto segna subito in schiacciata. Gioca 9:19 chiudendo sul +0 in plus/minus, unico a non averlo in negativo. Si districa nel garbage time.

Coach James Borrego: 5

Sarebbe quasi un senza voto. Non mi dispiace l’idea delle rotazioni che da, anche quella per risparmiare i titolari successivamente. Lancia Monk in quintetto come prova ma dov’è l’anima di questo team e dov’è la difesa di squadra in area e sulle situazioni di pick and roll e sotto canestro? Si ferma così l sriscia di vittorie in trasferta degli Hornets con la squadra di Borrego al secondo stop consecutivo ma domani c’è da andare a vincer la partita per giustificare questo match.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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