Game 58: Charlotte Hornets Vs Memphis Grizzlies 118-125

Intro

Charlotte è tornata a vincere contro un’avversaria (con tutto il rispetto) oggettivamente non irresistibile al momento.

La quindicesima vittoria di fila di Charlotte su Detroit però non compensa le sei sconfitte del periodo (ben quattro casalinghe) contro team più validi.

Memphis è un altro di quei team e per dimostrare di poter competere ancora e riacquistare la credibilità recentemente persa, nonostante Hayward sia out e Martin in forse, gli Hornets dovranno rialzare la testa allo Spectrum Center.

Né la W a Detroit né il buon inserimento di Harrell però mi hanno restituito la gioia di seguire una squadra (parliamo degli Hornets 2.0) che anno dopo anno non ha mai raggiunto i playoff se non in un’occasione venendo eliminata al primo turno in gara 7 ma sono passati quasi sei anni da quell’evento.

“L’amore non esiste ma esistiamo io e te” cantava il terzetto Fabi, Gazzè, Silvestri.

“E’ un assetto societario in conflitto d’interessi”… in fondo qui è racchiudibile il senso di amare una persona ma una squadra o altro perché l’amore risulta essere immateriale e irrazionale andando aldilà dell’inganno della specie (parlando di eros o philia), delle sovrastrutture psicologico-societarie o di qualsiasi altro assetto fisico o razionale spiegabile scientificamente.

La maieutica virtuale a contrasto del terzetto romano va contro l’utilitarismo e “la regola” creando una sorta di bolla speciale moltiplicabile quando uno spirito scevro da condizionamenti, riuscendo a librarsi aldilà di tutto, può essere libero di amare.

Va da sé, tornando a Charlotte, che, nonostante le recenti delusioni di una squadra potenzialmente sospesa tra la futura ascesa e uno status di mediocrità societaria, sarà mia cura andare fino in fondo alla stagione per vedere come andrà a finire.

L’obiettivo sono i PO ma per arrivarci ormai ogni partita è importante e i Calabroni per difendere l’Alveare dagli aggressivi Grizzlies dovranno tirare fuori i pungiglioni e dimostrare di aver di più dentro rispetto a un ricco ma banale conto in banca.

Andamento della partita

Dalla palla a due vinta dai Grizzlies al time-out giocato da Borrego (tardivamente) a 7:53 l’avvio degli Hornets risultava essere disastroso.

Morant appoggiava a due mani al ferro arrivando dalla baseline destra ed Adams in tap-in correggeva Morant per lo 0-4 quindi, dopo aver visto mancare una tripla a Miles ecco che Oubre Jr. saltava agilmente due giocatori sulla linea di fondo destra e depositava il 2-4 ma dopo un fallo non fischiato sul tiro a favore di Oubre Jr. assurdamente (9:41 Bane lo travolgeva cercando di fermare il portatore di palla degli Hornets che aveva appena lasciato a Oubre la sfera) era un massacro: TO di Plumlee, tripla aperta di Bane, Adams da sotto e 2+1 in corsa di Bane con una sportellata di Rozier in chiusura oltre a tre errori di fila (Rozier e due volte Oubre Jr.) sulla stessa azione più reverse layup di Morant che mandava sul 2-14 la partita.

Non andava meglio al rientro: palo di Ball dal corner sinistro, altro tap-in di Adams e tripla di Bane a 7:07 per il -17 prima che Rozier a 6:58 infilasse due liberi per il 4-19.

Melton da due, stoppata di Adams su Bridges e aggiunta di due punti da Morant prima che Rozier riuscisse a deviare al volo un tiro mancato da P.J. Washington per il 6-23.

Floater di Ball a 8:50 ma la difesa di Charlotte anche in aria era fragile così i tap-in di Adams e Clarke rispondevano al paio di colpi Hornets.

A 3:23 due liberi di Bouknight portavano a 10 i Calabroni ma l’impressionante alley-oop di Clarke era risposta decisa e pragmatica della squadra di Jenkins.

In mischia Harrell riusciva a catturare un rimbalzo difensivo e a depositare oltre le numerose divise bianche.

Bouknight si faceva stoppare e mancava un tiro da tre prima di segnare due liberi a :38.7.

Nel finale però Jackson segnava da tre punti e Bane a :04.3 otteneva due FT per uno slittamento di Oubre Jr. a metà campo non considerato regolare: 15-36 per il finale di primo quarto con un glaciale -21 da recuperare.

La panchina di Charlotte partiva bene con due punti di Harrell a 11:36 anche se il FT mancato… quindi – dopo una tripla di Bane – toccava a Memphis colpire con un tecnico assegnato a Rozier dopo una palla persa e un fallo tattico di Harrell a metà campo.

Jackson da tre segnava l’assurdo 17-40 quindi P.J. Washington segnava la prima tripla degli Hornets a 10:02 dopo una decina di squadra (almeno) a vuoto…

Rozier infilava due punti, P.J. Stoppava in aiuto Jones andando altissimo e sulla stessa azione Bouknight con il tappeto rosso segnava in fing and roll il 24-43.

La reazione di Charlotte si esauriva lì, un paio di colpi di Jackson costavano 5 punti alla squadra di Borrego che a 8:02 si trovava doppiata: 24-48.

Rozier provava dare qualcosa in attacco ma il team di Jenkins allungava fino ad arrivare a 4:28, dopo un alley-oop di Clarke, su un imbarazzante 28-60 da memorie olimpiche anni ’90 modello Angola-U.S.A….

Il divario arrivava anche a 34 punti prima di una dunk di Plumlee con passaggio stretto di Ball che dalla sinistra infilava da tre ma era un fuoco di paglia perché il -31 (33-64) risultava essere anche il divario a metà gara con un eloquente 43-74…

Il terzo quarto si apriva con un canestro di Adams da sotto e la risposta di Kelly nel pitturato quindi una spinta di Plumlee a rimbalzo offensivo su su Adams che finiva a terra non generava un flagrant ma un doppio tecnico.

Il kiwi, un po’ scosso commetteva un paio di falli e giunto al quinto veniva sostituito da Clarke così gli Hornets partivano da due FT di Rozier per infilare tre transizioni consecutive con Rozier, Bridges (2 liberi) e Oubre Jr. per il 53-78.

L’8-0 di parziale era interrotto da due liberi di Jackson che ingenuamente andava anche a respingere un floater corto di Ball regalandogli due liberi.

A 8:14 Morant andava in lunetta grazie al fatto di essere già in bonus: ½ ma l’alley-oop in transizione di Williams ampliava il divario sul 58-83.

Rozier batteva un paio di colpi da tre dagli angoli opposti trascinando sul 61-83 Charlotte.

Il divario stagnava e dopo un and one mancato da Morant con l’urlo MVP da parte dei fan dei Grizzlies ad anticipare il libero, Charlotte riusciva a tornare sul -18dopo una bomba di Bouknight (73-91) ma aiutati da un paio di triple consecutive di Konchar Memphis chiudeva comodamente il quarto sul +24: 75-99.

Ultimo quarto con inserimento di Thor subito al fallo in chiusura ma era Konchar a sfuggire a un ball distratto dalla palla per realizzare da sotto.

Ball si faceva stoppare da Bane ma la palla recuperata da Mason con contatto su Konchar valeva due punti e un and one mancato.

Bouknight proseguiva il buon momento di Charlotte lanciando da lontano la spicchiata per Harrell che mostrava esplosività andando per l’alley-oop rovesciato.

A 10:18 arrivavano due FT per Harrell che mancava il secondo ma la palla recuperata da Charlotte era buona per Ball che ai 24 infilava la tripla per il -18 (83-101) a 9:58.

Il divario rimaneva lì anche perché Adams (in mezzo un’altra bomba di Ball) in lunetta per sei FT ne realizzava soltanto 2 con uno 0/2 a 7:41 lasciando il tabellone sull’86-105.

Harrell costringeva Adams al sesto fallo segnando due punti poi Ball e Rozier accorciavano lanciando un paio di bombe mentre Harrell tornava in lunetta a 5:02 per chiudere il cerchio affondando i FT del -10 (88-98).

Morant tentava di chiudere una partita che pareva riaprirsi sotto la spinta del pubblico con un arcobaleno su Plumlee ed un euro-step rallentato.

Dal -12 si passava al -7 quando Ball, segnando 7 punti in 43 secondi mandava in time-out Jenkins andandosi a sedere in panca arrabbiato per il fallo non riconosciutogli sull’ultmo appoggio.

Charlotte stentava un po’ a fermare l’attacco ospite e così Rozier per tenere in corsa i Calabroni doveva segnare da tre (108-114) poi un’accompagnata fischiata a Morant e una schiacciata di Thor su passaggio smarcante di Plumlee portavano a soli 4 punti i Calabroni (110-114).

Bane a 1:48 prometteva di ammazzare la partita con la tripla dall’angolo ma di forza Harrell si buttava dentro ottenendo a 1:40 l’and one del 113-117.

Clarke nel pitturato ed Harrell in tap-in allungavano il brodo ed ecco l’episodio decisivo con il runner di T. Jones in corsa, molto bello ma anche clamorosamente da annullare per un quinto tempo in corsa partito forse dal passo -2…

Rozier e Ball mancavano le triple e dal mucchio usciva Bane che in transizione chiudeva il discorso sul 115-123 anche se Scary Terry da 3 a 20 secondi dalla fine realizzava il -5 ma non c’era più tempo per la rimonta.

Kelly Oubre in reverse layup. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

Analisi

E’ dura amare una squadra travolta nel primo tempo, in casa (quinta sconfitta consecutiva in N.C.), da una squadra che mostra la differenza nell’organizzazione di gioco tra i due team mettendo in risalto il “non gioco” dei Calabroni che sembrano improvvisamente regrediti a uno stato confusionale-primordiale.

Gli Hornets vivono sull’improvvisazione e si accontentano spesso del tiro da tre punti mostrando uno stato mentale preoccupante non credendo di poter far bene nel pitturato quando squadre forti come i Grizzlies riescono a intimorire i pochi driver dei Calabroni.

Il 4/26 ottenuto nel primo tempo da Ball, Oubre Jr. e Bridges al tiro e il 4/22 complessivo di squadra da tre punti (18,2%) oltre ad avere una difesa che subiva il 47,1% da tre e il 52,7% complessivo rimanendo staccata di 31punti la dice lunga su come gli Hornets hanno approcciato una partita che a rimbalzo vedeva un 30-38 per gli ospiti.

20-42 nel pitturato nel primo tempo con partenza di Plumlee sverniciato atleticamente da Clarke, Adams e anche Morant…

Il secondo, pregiudicato dal distacco del primo, è una risonanza magnetica (del pubblico che spinge) a contrasto: gli Hornets sfruttano il calo dei Grizzlies e i problemi di falli di Adams per ripresentarsi dal -24 (finale di terzo quarto) al -4 nel finale quando Borrego, schierando Plumlee, Thor e Harrell (fantastico) riuscivano a limitare l’attacco di Memphis.

Qualche transizione e alcuni errori dalla lunetta dei Grizzlies hanno contribuito a riportare in corsa i teal & purple.

Era però una corsa contro il tempo e l’episodio di T. Jones che, segnando in corsa il 115-121, era forse decisivo poiché il quinto tempo del giocatore di Jenkins non è ancora contemplato come valido…

Charlotte sbagliava due triple consecutive e Bane usciva in transizione a chiudere la partita.

Dal mio punto di vista, nonostante il tentativo (tardivo) del coach di cambiare le carte in tavola, è giunto il momento di cambiare guida tecnica per tutti i motivi sopra descritti anche se la rimonta parziale del secondo tempo infiammata da Harrell e portata avanti dal backcourt è sembrata entusiasmante ma questi Hornets continuano ad essere sostanza troppo volatile.

Grizzlies: Morant 26 pt., Bane 25 pt., J. Jackson Jr. 18 pt., 10 rimbalzi e 6 falli, Clarke 16 pt. Ed Adams 15 pt., 11 rimbalzi e 6 falli.

LaMelo Ball: 6,5

25 pt. (8/21), 4 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Specchio di una squadra bipolare, in difficoltà grave nel primo tempo, si ritrova nell’ultimo quarto quando lo si vede arrabbiatissimo in panchina dopo aver segnato un appoggio toccato da un difensore ma senza che il fallo venga chiamato. Scontroso anche con i compagni in un momento on-fire su tutti i fronti, manca una tripla nel finale che avrebbe potuto portarci vicinissimi ma il suo ultimo periodo è super e gli serve per raddrizzare la media al tiro, specialmente quello da fuori, lì fa 5/12.

Terry Rozier: 7

35 pt. (11/27), 10 rimbalzi, 9 assist, 1 stoppata in 41:07. Sfiora ancora la tripla doppia affondando 6 dei 17 tentativi da tre tentati. La media non è altissima: è del 35,5% da fuori, avrebbe potuto fare qualcosina di più mancando anche un paio di open e due tiri da fuori nel finale ma è stato uno dei pochi a provar a tener in piedi la baracca anche nel primo tempo passato sotto pressione e ha giocato molto.

Kelly Oubre Jr.: 5

8 pt. (4/9), 4 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata in 20:25. Accumula un -16 in +/-, un po’ fatiscente in difesa dove commette 4 falli e con lui la squadra sembra sempre essere un po’ spostata difensivamente. Ancora nulla da fuori (0/2), bene in avvio quando salta sulla linea di fondo il suo difensore in chiusura ed Adams in aiuto o quando chiude al ferro in reverse layup pur contrastato.

Miles Bridges: 4

8 pt. (2/13), 5 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, 2 TO, -17 in +/- in 30:54. Serata storta a parte un’affondata bimane sulla qualche chiede inutilmente un gioco da tre punti. Non centra il bersaglio né dal pitturato né da fuori (0/5). Il recente calo offensivo degli ultimi tempi unito a un difesa non eccelsa lo lascia fuori per gran parte dell’ultimo quarto con il rientro sul parquet solo dopo l’uscita per falli di Plumlee. Si fa rubare anche una palla in uscita da dietro in maniera ingenua e la cosa costa due punti.

Mason Plumlee: 5,5

4 pt. (2/2), 12 rimbalzi, 6 assist, 1 rubata, 3 TO. Finisce fuori per sei falli raggiunti nel finale. Primo tempo da incubo e ultimo quarto dove si fa sorprendere un paio di volte da Morant (sulla seconda qualche colpa la ha) ma a rimbalzo garantisce di più dopo un inizio terribile nel quale Adams e soci giocano sul velluto. Mezzo punto in più per gli assist: bello nel finale quello schiacciato per liberare Thor.

Montrezl Harrell: 7,5

20 pt. (7/8), 9 rimbalzi, 2 assist in 29:18. Sono commosso di vedere la palla in post qualche volta nel secondo tempo e anche di qualità con palla smistata quando viene raddoppiato. Nel marasma generale fatica pure lui nel primo tempo ma rimane un giocatore intelligente con qualche limite caratteriale come quando battibecca con un paio di fan dei Grizzlies dietro il tabellone. Nel bene e nel male porta energia riuscendo a ottenere falli e segnando anche un importante and one nel finale. Raddrizzata la mano dalla lunetta dopo esser partito male, fondamentale nell’ultimo quarto a formare il terzetto di lunghi con Thor e Plumlee risultandone il migliore. Alley-oop rovesciato ciliegina sulla torta.

P.J. Washington: 6

4 pt. (1/4), 2 rimbalzi, 1 rubata, 3 stoppate, -13 in +/- in 22:58. Segna la prima tripla di Charlotte poi fallisce gli altri tre tentativi ma compensa con alcuni buoni interventi difensivi materializzatisi in tre stoppate, una in aiuto altissima. Il suo contatto su Morant fa tremare i Grizzlies vedendo Ja a terra con la caviglia sinistra dolente.

James Bouknight: 5,5

12 pt. (3/11), 5 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata in 20:12. Inizia a giocare minuti ma deve trovare con più continuità la via del canestro. Difficile per lui segnare in penetrazione stanotte, manda a segno un paio di triple mancandone un paio aperte.

J.T. Thor: 6,5

2 pt. (1/2), 2 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata, +17 in +/- in 12 minuti. Borrego allunga il quintetto e nonostante l’inesperienza che lo porta a commettere un paio di falli, JT c’è tanto da andare a stoppare in angolo Bane sul recupero. Bane s rifarà poco dopo con Thor che non riuscirà ad arrivare sul close out ma JT pressa in difesa e fa perdere una palla in pressione oltre a farsi trovare pronto sulla linea di fondo per andare a schiacciare su bound di Plumlee.

Coach James Borrego: 4

Partita iniziata malissimo mentalmente, quadra irretita da pressione e fisico degli avversari alla quale riesce poco o nulla, time-out ritardato ed Harrell inserito già con un distacco importante. Bene sul challenge e sul tentativo di cambio nell’ultimo quarto ma è troppo tardi. La squadra non ha un gioco e alcuni suoi interpreti principali vanno a fiammate o sono svalorizzati. L’equilibrio trovato con i lunghi è un tentativo.

Questo articolo è stato pubblicato in Uncategorized da igor . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.