Game 58: Charlotte Hornets Vs Washington Wizards 123-110



Intro

Un nuovo inizio.

Rosa Parks, compagna di Martin Luther King, il primo dicembre 1955 viene arrestata per non aver ceduto il suo posto autobus ad alcuni passeggeri bianchi.

Un posto di quelli centrali, messi a disposizione di tutti.

Nonostante ormai la schiavitù (come la intendiamo noi) fosse un ricordo, le persone di colore erano ancora sottoposte a norme di segregazione negli Stati del sud.

Fu così che si arrivò a una lunga marcia su Washington per reclamare quei diritti civili violati.

Martin Luther King (SCLC) e altre cinque sigle importanti (Roy Wilkins (NAACP, Withney Young (NUL), Philiph Randolph (Brotherhood of Sleeping Car Porters), John Lewis (Student Nonviolent Coordinating Committee-SNCC) e James L. Farmer Jr. (Core))il 28 agosto 1963 marciarono (“Marcia per il lavoro e la libertà”) sulla capitale chiedendo alcuni miglioramenti come il salario minimo a 2 dollari e la protezione dalla polizia che spesso non autorizzava le manifestazioni dei neri o li picchiava, lo stesso King entrerà e uscirà dal carcere più e più volte…

Gli Hornets dopo l’All-Star Game affrontano quindi un nuovo inizio non dovendo nemmeno affrontare una trasferta marciando su Washington, ma avranno nella notte i capitolini in casa con i quali, per rispettar la tabella di marcia, si dovrà per forza vincere, avendo ormai esaurito le partite “scorta” di vantaggio sulle formazioni inseguitrici.

E come disse Martin Luther King (in altri ambiti vi sono altri sogni, ma parlando di basket):

“I have a Dream”, ovviamente i Calabroni ai playoffs, magari passando il primo turno, ma per ora andrebbe bene anche un rush finale a portarci ai P.O. …

La partita in breve

Un paio di dati dati da Fox prima della gara.

Ci mette un tempo Charlotte per capire d’essere in campo.

Difesa imbarazzante nel primo quarto con i Maghi a fine quarto capaci di realizzare 38 punti contro i 27 di Charlotte.

Tutto cambiava nel secondo quarto quando due steal di Lamb (estromesso dal quintetto iniziale a favore di Bridges) portavano Charlotte, insieme alle giocate del rientrante Parker a contatto.

Il primo vantaggio di serata gli Hornets lo ottenevano a 7:02 quando Kemba, su assist di Parker a toccato da Johnson, due punti e libero per il 43-42.

Nel finale di quarto, sul 60-58 pro Hornets, Batum colpiva da tre agevolato da una serpentina di Walker e Kemba in penetrazione a mezzo secondo dalla luce rossa mandava all’intervallo la gara sul 65-60.

Un’altra steal di Lamb nel terzo quarto a 4:46 chiusa dalla nostra SG in caduta valeva l’allungo sul +15 (86-71).

Potrebbe anche finire qui, specialmente per gli uomini di Brooks, quasi per tutti tranne che per l’irriducibile Beal che iniziava a far lievitare il suo punteggio nel finale di quarto con 5 punti consecutivi e una poderosa dunk di destro per il 96-87.

Una sua conclusione valeva il -7 a inizio ripresa poi a 10:49 era Portis a metter dentro il -5.

Due rimbalzi offensivi catturati da Cody finivano in lunetta.

Il centro con un 4/4 aiutava Charlotte a mantener le distanze, poi si sparava spesso da tre punti con fortune alterne.

Charlotte, brava ad avvantaggiarsi nei punti in area, mostrando un gioco meno periferico e basato esclusivamente sulle soluzioni esterne, chiudeva la pratica con la tripla di Walker a 7:24, quella di Batum dall’angolo sinistro e quella di Marvin a 2:17 che valeva il 121-106 mentre Beal arrivava alla fine a ottenere ben 46 (inutili ai fini del risultato) punti.

Le statistiche individuali e di squadra del team di Scott Brooks. Per Charlotte come il solito, le troverete prima delle pagelle.

Le formazioni:

La partita

1° quarto:

Prima palla a disposizione dei Wizards e first bucket di Beal al jumper lungo da sinistra oltre Zeller.

Washington andava a segno ancora in transizione con Green che ottenendo anche un fallo da parte di Miles allungava sullo 0-5.

Charlotte mancava diversi canestri sulla stessa azione: Miles dalla baseline destra, Marvin da tre, Zeller dal pitturato ma finiva per segnare Marvin con un floater e a 9:34 su un’entrata a ricciolo di Bridges, gli Hornets pescavano il pari grazie al fallo in chiusura di Satoransky e il libero del pari.

A 9:19 Satoransky sfruttava i cm scagliando sopra la testa di Walker la tripla del nuovo vantaggio ospite mentre Kemba danzando sulla baseline destra era chiuso irregolarmente da Bryant: 2 FT ma solo uno valido.

Ariza metteva dentro un open 3 dalla diagonale sinistra al quale Batum riusciva a opporsi tirando su dal palleggio ritmato la sfera per un uno contro uno chiuso con l’ottimo jumper da fuori.

Sul 9-11 Beal trovava il varco per l’appoggio sull’entrata in diagonale da destra mentre Batum tentando di replicare la tripla si vedeva toccar la palla da Bryant mentre un lancio lungo per il centro ospite aggravava la situazione di punteggio sul 9-15, situazione un po’ attenuata da Batum in entrata prima del time-out.

Sul secondo fallo a 6:55 del francese si andava in pausa sull’11-15, entrata di Lamb per Miles ma una stoppata su Kemba e un turnaround di Cody da pochi passi che andava oltre il ferro avvantaggiavano i Maghi che di rimessa trovavano il fallo di Lamb a 6:05 e due liberi di Green a segno.

Marvin nel pitturato accorciava ma la difesa di Charlotte traballava subendo un open 3 da sinistra da parte di Randle mentre Beal con il pullup frontale segnava anche il 13-22.

Kemba a 4:41 si elevava in uno contro uno dopo lo step-back da tre punti ma Green e Beal portavano due punti a testa nelle casse ospiti mandando sul -10 Charlotte che si trovava sotto di una dozzina di punti prima di risalire sul -10m con una bimane del neo entrato Biz (18-28).

Dopo il canestro in corsa di MKG anche i capitolini chiamavano il time-out beneficiandone perché arrivavano subito due punti in area e anche se Lamb a 2:09 sparava frontalmente una tripla vincente su una transizione calma e MKG usava bene i piedi in mischia nel pitturato per realizzare il 25-34, Beal andava a segnare l’easy dunk a 1:03 in transizione.

Borrego sul 25-36 non era contento, time-out e grido d’allarme…

Help raccolto da Tony Parker che con una doppia finta (in due tempi) faceva scivolar via due difensori anche a palleggio chiuso per poi allungarsi e appoggiare due punti.

Beal a 13:3 chiudeva con un pullup oltre Biz per il 27-38 finale di quarto.

CHARLOTTE, NORTH CAROLINA – FEBRUARY 22: Nicolas Batum #5 of the Charlotte Hornets drives to the basket against the Washington Wizards during their game at Spectrum Center on February 22, 2019 in Charlotte, North Carolina. (Photo by Streeter Lecka/Getty Images)

2° quarto:

Dopo aver mostrato una difesa imbarazzante nei primi 12 minuti gli Hornets si ritrovavano: buona la partenza di Lamb con palla a picchiare al vetro per il -9, Parker sfrecciava in mischia chiudendo esternamente a sinistra in appoggio per il -7 mentre a 10:58 una steal (anticipo sul passaggio) di Lamb valeva il -5 (in schiacciata solitaria).

Lamb rubava un pallone simile poco dopo ma in transizione questa volta era chiuso e non riusciva a metter dentro pur lamentando fallo, non c’era nemmeno troppo tempo per le proteste perché sulla contro-transizione Washington si vedeva scippare un altro pallone con l’intercettata di Bridges che cedeva a Parker per essere lanciato il soft alley-oop per il 35-38.

Tony a 9:56 era chiuso fallosamente in entrata: primo tiro storto, secondo a segno, -2…

A 9:56 Ariza mancava un FT per tre secondi difensivi a Charlotte mentre Monk faceva una delle poche cose buone del primo tempo respingendo il tentativo di Ariza da sotto.

Lo stesso Monk andava corto con la soluzione al jumper da lontano e Portis da sotto realizzava il +4 ospiti.

Monk buttava via una palla con un brutto passaggio ma Cody in rimonta cancellava l’alzata di Randle mandando la sfera oltre il fondo.

Malik recuperava due generosi FT a 8:23 attaccando il ferro e ci si riportava sul-2 ma l’oscillazione continuava con Washington capace di resistere con altri due punti.

Tony in entrata faceva registrare il ventiduesimo punto per la panchina di Charlotte contro i 9 degli avversari mentre Walker, subendo un tocco di Johnson, a 7:02 portava Charlotte per la prima volta avanti in serata (43-42) dopo il FT.

Durava poco il vantaggio perché un parziale di 0-5 tutto firmato Satoransky ci ricacciava sul -4 a 6:02, poi toccava a Bridges infilare dal corner destro un lunghissimo due (maledetto alluce) e stoppare Washington (Portis) ma in goaltending.

Batum con una tripla ci teneva attaccati al match ma nonostante a 4:24 Satoransky commettesse il terzo fallo personale per sfondamento su Kemba gli Hornets faticavano con il capitano in fase d’appannamento tuttavia un attivo Marvin stoppava Portis che mancava anche il tiro volante sull’azione successiva così Marvin, scaricando in entrata su Batum piazzato sotto a sinistra trovava nel compagno due punti e un FT che a segno significava il 51-49.

A 3:14 la tripla da destra di Green valeva il sorpasso, Batum rispondeva con la stessa moneta per il 54-52 e anche se Kemba da fuori continuava la lotta con sé stesso, l’ottima chiusura di Williams su Ariza impediva il tiro facile alla vecchia volpe di Washington.

Kemba di sinistro appoggiava oltre Bryant ma nel finale Charlotte ricorrendo a qualche fallo sotto le plance vedeva gli avversari andare in lunetta a sfruttare le occasioni per accorciare due volte con Beal e una volta con Green (sempre 2/2) sino al 60-58 a :44.2.

Charlotte cercava Kemba che andava a prendesi la pala sull’hand-off con Cody, serpentina e scarico in angolo a destra da dove Batum piazzava un’altra tripla.

Beal con uno scambio largo a sinistra si vedeva restituir palla in corsa per poi appoggiare abilmente in uno contro uno ma c’era ancora il tempo per la replica di Kemba che faceva valere anche il plexiglass dalla parte opposta sfuggendo al salto di Bryant in chiusura per depositare a mezzo secondo il 65-60.

3° quarto:

A 11:42 un euro-step di Cody non andava a buon fine ma oltre le giubbe rosse spuntava Bridges a ribadire in schiacciata.

Rispondeva Satoransky ma Marvin con la finta dalla linea di fondo destra trovava il varco per arrivare nei pressi dell’area e alzare il teardrop del 69-62 a 11:08.

Marvin segnava ancora pescato da Kemba con la difesa avversaria assente.

Batum era stoppato da Bryant e Beal iniziava a infervorarsi segnando una tripla, Kemba segnava due punti ma Ariza immediatamente era lanciato in attacco per la risposta immediata (73-67) prima della tripla vincente di Bridges da tre punti per il 76-67.

Cody eseguiva una doppia stoppata su Bryant andando a rimorchio sulla transizione di Kemba abile a crearsi lo spazio in salto per il bound pass verso il compagno.

Lo spettacolo valeva il +11 comunque subito riassorbito da due FT per Beal a 7.28.

Marvin dal post basso destro eseguiva un turnaround su Satoransky mandando Charlotte a quota 80 poi superata a metà tempo da un ½ di Cody dalla lunetta (fallo subito sulla put-back dunk).

Dopo la dunk di Green per l’81-71 Charlotte allungava nel finale con lo scambio sulla destra tra Lamb e Zeller con il centro che restituiva per il numero tre il quale otteneva altrettanti punti al tiro e con un’altra palla intercettata da Lamb che chiudeva in caduta alzando oltre Satoransky la transizione per l’86-71.

Una tripla di Beal anticipava il canestro di MKG nel viola pitturato (89-73) e il 2+1 di Portis (fallo di Biz) a 2:49.

Il canestro di Satoransky da fuori era contrastato da una penetrazione con depistaggio del difensore e avanzamento con chiusura in floater di Lamb.

Si chiudeva con i canestri di J. Parker da due, di Monk da tre (1:47), la dunk di Biz a 1:18 (36-15 il parziale bench) e 5 punti di Beal ottenuti da tripla e da una thunder dunk di destro dopo una penetrazione verticale dal palleggio.

Il tutto per un conteggio sino al 96-87.

Charlotte Hornets center Bismack Biyombo, left, dunks against Washington Wizards forward Jeff Green (32) and Washington Wizards forward Bobby Portis (5) during the first half of an NBA basketball game in Charlotte, N.C., Friday, Feb. 22, 2019. (AP Photo/Chuck Burton)

4° quarto:

Beal apriva il quarto estendendo il proprio parziale segnando oltre Parker, Miles sbagliava un appoggio e si faceva schermare in raddoppio il passaggio sul tentativo di back-door ravvicinatissimo, arrivava quindi la dunk di Portis per il -5 a 10:49 a preoccupare Borrego.

Monk era fermato nel traffico ma la palla rimasta vagante era raccolta da Cody che recuperava anche due liberi fatti ben fruttare.

Un giro di triple da parte delle due squadre non andava a buon fine sino a quella di Walker che a 9:45 giungeva così alle soglie dei 20 punti (19) quindi a 9:05 era Cody a recuperare un altro rimbalzo offensivo e a esser fermato con il fallo da J. Parker.

2/2 ai liberi e allungo sul +12 prima dell’entrata di Beal con scarico su Portis in schiacciata velato dallo stesso corpo della stella in divisa rossa.

Marvin faceva un gran lavoro difensivo su Portis spingendolo fuori dall’area prima della ricezione sino a fargli commetter fallo.

A 7:57 la difesa di Washington mancava Zeller che optava per il varco frontale e la dunk spaziale a una mano.

Sul +10 Charlotte otteneva una nuova tripla a 7:27 con Walker bravo a realizzare contro due avversari dalla diagonale destra a 7:22 il 108-95.

Dall’altra parte Beal rispondeva con lo stesso strumento portandosi a 39 punti.

Un fallo (dubbio) chiamato contro Batum (a favore di Beal con il francese a saltare in avanti scostandosi sul tiro) faceva infuriare il pubblico appena vistosi scippare in precedenza di due punti con l’appoggio al vetro di Parker respinto da suo omonimo…

A 5:14 Beal scavallava anche quota 40 portando la gara sul 108-110 ma Batum con finta su Satoransky e spostamento verso l’angolo sinistro calava una tripla ma la gara non andava in archivio perché Ariza aveva la forza di replicare con una bomba per il 111-103.

Lamb in entrata sull’alzata subiva il fallo di Portis a 3:53.

Il tempo e i due liberi realizzati giocavano a favore dell’MJ team che incassava la tripla di Beal al season high ma a 3:21 Kemba segnava appoggiando al vetro subendo fallo da Green che si staccava dal proprio marcatore per andare in chiusura risultando però dannoso.

116-106, Beal alla tripla non faceva centro mentre Kemba subiva il quarto fallo personale proprio dell’avversario.

2/2, Ariza da te sbagliava, Marvin da tre no (2:17).

121-106.

Brooks meditabondo, Beal errabondo, “The District” is destroyed.

C’era tempo per un’altra infilata di Beal e una dunk di Miles aiutata da un tuffo di Marvin a metà campo con i Wizards in raddoppio su Kemba e il rischio persa.

123-110 era il punteggio finale che per gli Hornets vale la prosecuzione dell’obiettivo PO.

Pagelle

Kemba Walker: 7

27 pt., 5 rimbalzi, 11 assist. 9/25 dal campo con 3/11 da tre. Si risolleva nell’ultimo quarto dopo le innumerevoli triple mancate e un paio di layup alla ricerca del fallo che probabilmente in un’occasione ci sarebbe anche stato. Smista diversi assist (bello quello per Batum da tre punti dall’angolo) e si fa trovare pronto nell’ultimo quarto quando va a segnare anche oltre Green ottenendo un gioco da tre punti. Prende uno sfondamento da Satoransky. Non è ancora al top al tiro ma se non esagera da fuori riuscendo a sprecare meno può diventare una minaccia ancor più completa, comunque buona doppia doppia.

Miles Bridges: 7

14 pt., 6 rimbalzi, 3 rubate, 1 stoppata. 6/9 al tiro per Miles che parte a sorpresa in quintetto, cedo per dare più vigore alla squadra. Più coinvolto non delude in attacco. Buoni gli splash da due e da tre unti dagli angoli, ruba tre palloni anche se uno lo spreca allungandoselo troppo oltre la linea di fondo. Mega-dunk nel finale anche per lui come punto esclamativo di una buona prestazione difensiva dopo il primo quarto.

Nicolas Batum: 7

20 pt., 8 rimbalzi, 5 assist. 7/13 al tiro con 5/9 da fuori. Si riaccende la fiamma di Nicolas dopo le ultime prestazioni scadenti. Una buona mano da fuori aiuta molto Charlotte ma anche a rimbalzo va deciso e i 5 assist sono in linea bene o male con il suo standard.

Marvin Williams: 8

13 pt., 9 rimbalzi, 1 assist. Potrebbe sembrare esagerato per un giocatore che non stuzzica la fantasia e sentendolo parlare forse nemmeno l’interesse femminile. Comunque, divagazioni a parte, è nel cuore della difesa. Svariate volte effettua buoni close-out o buone marcature come quella su Portis d’esperienza nel secondo tempo: spinto fuori dall’area lo costringe poi a sbracciare e gli arbitri danno fallo all’attaccante. In attacco si muove un po’ di più e con un paio d’entrate in alzata mette dentro punti importanti come i due facili su assist di Kemba. Avere una soluzione più ravvicinata e non muoversi solamente sul perimetro permette di allargare il campo e divenir più imprevedibili come voleva Borrego a inizio stagione. Sfiora la doppia doppia con i rimbalzi.

Cody Zeller: 7

11 pt., 9 rimbalzi, 3 assist, 3 stoppate. Chiude con 3/7 dal campo ma due stoppate di fila su Bryant. Aiuta nell’ultimo quarto Charlotte in un momento di crisi con due rimbalzi offensivi e 4 punti. Manca un canestro ravvicinato nel primo tempo, saltando direttamente il ferro poi segna con una super schiacciata nel secondo… Per fortuna si riprende nel momento che conta dopo un primo quarto nel quale lui e compagni sembravano non essersi presentati sul parquet. +25 di plus/minus…

Malik Monk: 5,5

5 pt., 1 rimbalzo, 1 assist, 1 stoppata. Chiude la gara con una quasi sufficienza per la stoppata sulla girata di Ariza, la tripla nel terzo quarto e poco altro. Due palle perse con un 1/6 al tiro. Continua a giocare a ritmi frenetici, spara una drive and kick al pubblico.

Michael Kidd-Gilchrist: 6

6 pt., 6 rimbalzi, 1 assist. ¾ al tiro con un appoggio in terzo tempo nel primo, un bel jumper in area nel secondo. Non sempre riesce a fermare gli avversari come quando becca in faccia una bomba di Beal ma nonostante i 4 falli non commette TO. Prende un -12 di plus/minus con la panchina ma aiuta.

Jeremy Lamb: 7,5

16 pt., 6 rimbalzi, 1 assist, 4 rubate. 6/12 l tiro. Parte dalla panchina. Questo avrebbe potuto smontare qualche giocatore ma non lui. Parte un po’ in sordina, coinvolto nel marasma difensivo di Charlotte che sembra penalizzarlo anche perché non è fortunato sul close-out a Beal ad esempio, poi con due steal di seguito (finirà con 4) fa salire Charlotte di tono in difesa. Agli Stealers forse farebbe comodo comunque gioca una buona gara andandosi a cercare canestri semplici come una tripla in transizione, una tripla da destra con scambio e a procacciare anche due FT nel finale.

Bismack Biyombo: 6

4 pt.. In 7:54 non riesce a catturare un rimbalzo o a stoppare nessuno ma segna con due decise schiacciate salendo sul difensore.

Tony Parker: 6,5

7 pt., 3 rimbalzi, 3 assist.3/9 al tiro e -5 sono elementi negativi per Tony che nel secondo tempo fatica anche sui tiratori avversari con tutta la buona volontà. Meglio nel primo quando da sprint e spinta alla squadra facendo risalir la squadra sul -2 con importante contributo. Buono il canestro in allungo con doppia finta nel primo tempo, male i passi dopo l’arresto nel secondo, icona di una gara a doppia faccia ma sicuramente l’apporto per il rientro è stato fondamentale.

Coach James Borrego: 7

Squadra più tonica e viva, capace di andare a cercar punti nel pitturato non esagerando con il tiro da fuori. Sbanda inizialmente sul tiro da tre ma anche sulle infilate degli avversari.
Borrego ha detto che voleva affidarsi a Bridges per la protezione sul miglior giocatore offensivo (Beal) perchè crede che il suo rookie abbia le capacità atleiche e il talento per farloare. Sarà un work in progress, Bridges ha faticato un po’ quando ha cercato di coprire Beal ma non è stato certo l’unico… Stringendo le maglie la squadra si riprende e porta a casa una vittoria molto importante dopo le sconfitte degli altri team come Miami e Brooklyn ieri e i Magic oggi battuti per un punto da Chicago in casa mentre i Pistons sopravvivono vincendo ad Atlanta.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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