Game 59: Charlotte Hornets Vs Brooklyn Nets 115-117


Intro

L’inizio di una nuova epoca può coincidere spesso con la fine di un periodo.

Fu così che la florida isola di Gorée, in Senegal (di fronte a Dakar), porto sicuro per i marinai europei dalla quale partirono marginalmente uomini nei famosi e tristi scambi chiamati “commercio triangolare” (gli schiavi attraversando l’Atlantico dalla costa occidentale dell’Africa al nuovo mondo erano scambiati con prodotti europei i quali “esportavano” in America la manodopera a costo zero per tornare in Europa strabordanti di materie prime), alla fine dell’era schiavista iniziò a declinare.

Gorée o come nel 1617 la chiamarono gli olandesi, Goede Reede (la buona rada) il 27 aprile 1848 a causa del decreto che aboliva la schiavitù in Senegal cominciò a perder d’importanza, non più tappa obbligata per le flottiglie transitanti da quelle parti cominciò a svuotarsi e al suo posto lentamente venne assorbita da Dakar, la quale prima, faceva parte dell’area di Gorée.

Gli Hornets, passato l’All-Star Game con una classifica sotto la soglia dei .500 speravano di aprire un’era nuova, non interessandosi tanto a un eventuale declino dei Nets (i quali arrivavano a Charlotte temendo la scia dei Calabroni che li tenevano ormai nel mirino) ma a salire in classifica più possibile aspettando le probanti sfide contro Warriors e Rockets che arriveranno a breve.

Nonostante un calendario non semplicissimo, i Calabroni avranno sei delle prossime sette partite (compresa quella della notte contro i Nets) da giocare in casa.

L’interruzione esterna a Brooklyn anticiperà le sfide allo Spectrum contro Trail Blazers, Heat e Wizards, gare che diranno se la squadra di Borrego saprà chiudere con il recente passato incerto o continuerà a soffrire di quella schiavitù delle giornate no di alcuni elementi.

Contro i Wizards l’attacco è parso più equilibrato, non solamente figlio di Walker o di Parker, per conferme ecco nella notte il test giusto contro un team che al momento sembra equivalerci.

Altra partita da titolare per Miles che non giocherà poi molto.

La partita in breve

Partita assurda allo Spectrum Center finita con lo stesso punteggio della L contro i Clippers, sempre in casa.

Brutta sensazione sin da subito con gli Hornets partiti meno aggressivamente degli avversari che sembrano avene di più (avrà inciso anche il back to back per la squadra di Borrego).

Il primo quarto è una partita sulla falsariga di quella precedente: Hornets in bambola in difesa e avversari che si avvantaggiano finendo sulla prima sirena sul 20-34…

Nel secondo quarto con un jumper di Russell i Calabroni scendono anche sul -18 (21-39) ma un parziale di 9-0 chiuso da Monk e procurato da Parker dimezzava lo svantaggio (30-39).

Parker arrivava a fare 6/6 nel quarto dal campo portando sul 47-59 la gara ma nel finale Carroll con 4 liberi mandava all’intervallo i Calabroni sul -13 (50-63).

Non era un bel modo iniziare la ripresa con due triple subite.

Quella di Harris valeva il +19 Nets ma Charlotte reagiva con il capitano che segnava tre triple consecutive e altri due canestri entrando in the zone.

Con l’ultimo canestro firmato Walker si arrivava sul 67-73 ma i Nets si armavano con Russell che nel finale, aiutato da Napier (5 punti in faccia a Biz) ipotecavano la gara andando sul 74-90 a 2:48 dalla terza sirena.

La reazione di Charlotte si concretizzava con un parziale di 10-0 chiuso da Parker per portare la gara sull’84-90.

Nell’ultimo quarto il pubblico s’infiammava quando a 8:35 Kemba con la bomba ci portava a un solo possesso (92-94) .

Tutto era pronto per l’aggancio che avveniva ancora con un jumper di Parker e si arrivava anche sul +4 (98-94) con un altro due punti di Tony.

Batum da tre a 5:06 (Parker assist) realizzava il 105-98.

Kemba a 3:11 con un’altra saetta frontale metteva dentro il 111-103 ma con gli Hornets sul +5 Zeller usciva per falli.

Sbagliava Borrego a inserire MKG per Cody togliendo solidità sotto le plance alla squadra, Biz accantonato in panca vedeva salire Russell al vetro per il 111-107.

Russell era on-fire e grazie a un sua tripla gli ospiti si portavano sul 113-112.

Era sempre lui con un tiro in movimento a firmare il sorpasso ma Kemba con l’alzata altissima al vetro oltre Allen segnava il contro-sorpasso a :48.8 dalla fine.

MKG era bloccato da Carroll che tra la trattenuta e la spinta verso canestro lo portava via, Russell non si faceva pregare per la tripla e il gioco era fatto anche perché, imprecisione o sfortuna, la bomba di Kemba per batter la zona dei Nets era respinta dall’anello con classico in & out.

Accademico possesso per Russell che faceva quasi scadere i 24 prima di tirare un lungo tre che non danneggiava gli Hornets.

Sette secondi sul cronometro, un fallo da giocarsi speso in due da LeVert e 5 secondi restanti.

La solita palla a Kemba che dalla diagonale destra fintava, Saltava LeVert che in diagonale probabilmente prima sfiorava, poi toccava il braccio del capitano al tiro che accentuava il contatto.

Per l’arbitro, ben piazzato, incredibilmente non vi era fallo.

Forse aveva da fare a casa perché non si andava nemmeno a rivederlo al Replay Center, era decretata la fine della gara con gli Hornets a perdere sul filo una partita sofferta nel recupero e poi vista sfumare per decisioni dubbie proprie e della terna.

Ci sarà da soffrire ancora…

Per gli ospiti nettamente il migliore Russell (40 pt.) a pareggiare il career-high personale e a festeggiare bene il suo compleanno, Harris chiuderà con 19, Allen andrà in doppia doppia con 11 punti e 11 rimbalzi mentre in doppia cifra saliranno anche Carroll e Napier con 10 pt. a testa.

Nelle stats di squadra parità nei rimbalzi (42) e nei TO (12), leggero vantaggio per Brooklyn nel tiro dal campo con il 46,0% contro il 45,3% Hornets. Charlotte ha la meglio ai liberi con 25/30 (83,3%) contro il 20/26 (76,9%) di Brooklyn, squadra che contrasta ogni tiro sotto e non solo…

Sugli altri campi Detroit batteva nettamente Miami 96-119 (in casa la squadra di Spolestra è 11-17….) scavalcandoci in classifica (28-30 Detroit, 28-31 Charlotte, ora ottava) e relegando gli Heat al decimo posto, ora superati anche dai Magic (27-33).

Le formazioni:

La partita

1° quarto:

Il vincitore della gara del tiro da tre punti Harris apriva subito con una tripla per la squadra di Atkinson che si vedeva colpita da pochi passi da una correzione volante di Bridges sulla destra del ferro dopo l’entrata con tiro di Zeller che sorvolava l’anello sulla pressione di Allen.

Un gancetto dello stesso Allen valeva il 2-5 ma a 10:18 Batum si schermava con Zeller andando leggermente sulla diagonale sinistra per pareggiare affacciandosi sulla linea da tre punti.

A 10:06 Russell con una parabola altissima mandava dentro un’altra tripla, Cody rispondeva in gancio contro Allen a pochi mt. Dal canestro ma Harris segnava il quarto tiro su altrettanti tentativi dei suoi calando nuovamente la tripla per il 7-11.

Un fallo di Cody, schermo in movimento su Russell, faceva perdere un turno a Charlotte che tuttavia vedeva proprio D’Angelo fallire il primo tentativo avversario (da fuori), quindi toccava Kemba penetrare e segnar da sotto di destro.

L’ex T. Graham era stoppato da Cody ma Batum, Williams e Zeller mancavano le triple tentate tuttavia in transizione un passaggio orizzontale di Williams per Batum segnava il pari proprio a mezzo tripla a 7:23.

A 7:00 Russell trovava il 2+1 con il jumper e il tocco sul movimento di Bridges.

Fuori Miles al secondo fallo, dentro Lamb ma era Allen in schiacciata a scavare il solco del -4.

L’ex Graham con l’alzata all’ingresso destro dell’area da baseline destra anticipava il pullup di Kemba dalla media ma toccava a due FT di Allen a 5:10…

Le realizzazioni portavano a quota 20 gli ospiti che beneficiavano anche di una tripla di Crabbe e una dunk di Kurucs per salire sul 14-25.

Un rimbalzo offensivo con jam di Davis chiudeva il parziale dei Nets interrotto da MKG ma Carroll dalla top of the key mandava dentro un altro tiro pesante mentre il floater di Lamb (servito in corsa) serviva solo a portare sul -12 gli Hornets (18-30).

Monk toccava una palla destinata oltre il fondo a nostro favore favorendo la rimessa dal fondo con tiro immediato di Kurucs al vetro per altri due punti evitabili.

Un floater di MKG faceva toccare anche a Charlotte quota 20 ma era Davis, al terzo tentativo dei suoi sulla stessa azione (i rimbalzi offensivi divenivano da 4-0 a 4-5….), a segnare in schiacciata per il 20-34, finale di quarto.

Parker guarda Walker tentar di fermare Russell, tre dei protagonisti di serata. Foto: USA Today.

2° quarto:

Parker a 11:44 si procurava due FT segnandone uno ma Napier rispondeva subito da tripla (6/11 Brooklyn da fuori contro il 2/8 di Charlotte) e Russell aggiungeva un jumper da due punti aggravando la crisi di punteggio di Charlotte ormai al collasso sul 21-39 (-18).

Parker dava spinta all’attacco segnando in pullup dal centrodestra, Cody aggiungeva una dunk con un assist di Monk in corsa a sorvolare avversari e ferro quindi toccava ancora a Parker colpire in transizione.

Un runner con alzata dell’ex Spurs più un ½ di Monk dalla lunetta a 9:06 mandavano il parziale di Charlotte sul 9-0 buono per tagliare del 50% il divario (30-39).

Marvin in aiuto arrivava a stoppare Russell in penetrazione ma sul rimbalzo era fischiato un fallo a favore di Davis che mancava ambo i liberi ma per una fiscale line violation di Batum il secondo tentativo era fatto ribattere e andava a segno mandando il match sul 30-40.

Parker con il jumper frontale segnava beneficiando dello screen roll di Cody, entrava Kemba, rimaneva in campo Tony ma era Batum a mancare una tripla tuttavia nonostante Russell scappasse in penetrazione perforando Parker e il raddoppio di Cody, andava a sbattere su Kemba davanti il semicerchio.

Sfondamento netto per tutti tranne che per Atkinson, che di parte, protestava inutilmente.

Un pick and roll di Napier favoriva Allen comodamente in fing and roll sino al ferro ma a 7:02 arrivava un altro pullup di Tony per il 34-42 prima che Russell dalla baseline si connettesse con il jumper alla retina.

Russell era anche leggermente falciato da Kemba che in uscita dal blocco andava a commetter fallo.

La guardia avversaria non perdonava portando sul +13 i bianconeri.

Marvin a 6:03 rispondeva da sinistra senza dover aggiustare i piedi trovando un buon canestro ma l’immediata replica di Russell da fuori ricacciava indietro i Calabroni (37-50).

Cody beneficiava del bonus quando l’ex Graham andava a commetter fallo su una palla vagante.

LeVert da tre segnava un altro tiro da fuori per gli ospiti ai quali Charlotte non riusciva a chiuder i rubinetti ma Batum a 4:46 almeno portava a casa due punti dai liberi.

Gli Hornets però andavano a vuoto tre volte sulla stessa azione con due tiri influenzati da Allen dopo la miss 3 di Walker mentre bastava un solo tiro a Carroll (angolo destro) per far crollare il castello di carta difensivo di Charlotte.

Borrego non poteva sottrarsi al time-out a 3:50 sul 41-56 con i suoi bravi a recuperar 4 punti anche grazie al turnaround hook dal post basso destro di Marvin su Harris (45-56) prima d’esser colpiti da LeVert in transizione da tre dopo l’ennesimo fulmine a vuoto di Walker da oltre l’arco.

Tony nel traffico metteva dentro anche oltre Allen con la palla ad arrampicarsi sul primo ferro per un 6/6 nel quarto quindi a 1:12 Marvin con due FT accorciava sul -10.

MKG con un ½ portava la gara sul 50-59 a:53.7 dalla fine del quarto.

Purtroppo era Carroll con 4 FT a segno a portare all’intervallo i Nets sul +13 (50-63).

Un paio d’immagini da uno stacchetto delle Honey Bees.

3° quarto:

Gli Hornets avrebbero dovuto rientrare decisi e carichi ma da pochi passi Allen aveva la meglio sul tentativo di Cody in schiacciata, quindi le triple di Graham (open diagonale sinistra) e Harris (corner destro) davano una spinta notevole al team di Atkinson che non sperava forse di trovarsi in breve tempo sul 50-69.

Bridges poi conquistava un rimbalzo offensivo ma andava a commetter sfondamento per il quarto fallo personale.

A 10:39 Walker segnava due liberi, successivamente prendeva una stoppata da Allen, netta, ma Miles con il crossover serviva il fing and roll del 54-69.

Kemba iniziava a infiammarsi centrando da tre i canestro dopo una finta a molla con cambio di direzione spalle a canestro per vedere Harris segnare da sotto ma Kemba sentendosi carico passava velocemente lo schermo per riproporre una tripla che s’infilava dolcemente nel cotone e a 7:59 lo stesso Walker per la terza volta trafilava al bronzo la retina con la soluzione esterna per il 63-73.

Kemba in pullup dal centro destra ne metteva dentro altri due, Russell dall’altra parte ingaggiava un duello con il capitano segnando da tre dalla diagonale destra praticamente da fermo mentre a 6:09 Harris in entrata di destro era toccato sul fianco leggermente da Williams che in corsa provava a resistergli.

Due liberi a segno per il vincitore del contest da tre punti e replica di Batum da tre punti per il 70-78…

Russell inventava un floater di fianco a Zeller mentre il nostro centro titolare andava a cercare guai contro Allen che tuttavia ricorreva inutilmente al fallo con il nostro centro un po’ fuori ritmo al tiro.

I due liberi a 5:30 entravano poi però Russell in ritmo su Cody da fuori faceva secco il centro ma dall’altra parte Allen commetteva ancora fallo girando Lamb all’attacco con la baionetta.

Altro 2/2 per resistere a 4:38 ma quando Russell mandava dentro il tiro dal mid range destro su Batum e Napier batteva due volte Biyombo, prima da due e poi da tre, la partita sembrava ormai persa.

74-90 a 2:48 dalla fine del terzo quarto con Borrego al time-out e MKG al rientro alla tripla da destra realizzata, soluzione poco classica ma efficace nell’occasione.

Biz tuttavia in attacco segnava 4 liberi consecutivi mentre Carroll ne mancava due e MKG li splittava portando il match sull’82-90.

Un rimbalzo di Biz sull’errore di Napier e il pullup di Parker per il 10-0 di parziale portavano la gara sul -6 a fine quarto.

CHARLOTTE, NC – FEBRUARY 23: Nicolas Batum #5 of the Charlotte Hornets shoots the ball against the Brooklyn Nets on February 23, 2019 at Spectrum Center in Charlotte, North Carolina. Copyright 2019 NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

4° quarto:

Napier segnava superando Kemba con l’entrata e il floater dal pitturato ma la gara rimaneva lì con la schiacciata di Biz, l’allungo di Davis al vetro imitato da Parker per l’appoggio al plexiglass dell’88-94.

Spirava il cronometro d’attacco dei Nets, usciva Biz, rientrava Cody che splittava i liberi a 9:01 dopo aver tentato la dunk.

Allen da sotto si schiantava in alzata su un bicipite di Zeller mentre dall’altra parte era Walker a mostrare i muscoli con la tripla del 92-94 a 8:35.

Il rientro clamoroso degli Hornets si concretizzava a 8:01 con Parker che dal mid-range destro emetteva la sentenza del 94 pari.

Parker metteva intensità in difesa portando da play le azioni offensive, il suo floater finiva sul primo ferro ma Zeller metteva dentro in tap-in il sorpasso e a 6:52 un altro jumper di Parker portava i Calabroni sul +4.

Harris in area a 6:27 si guadagnava due FT accorciando ma con il pubblico caldo gli Hornets tentavano di dare uno strappo al match con Zeller ancora in lunetta per un 2/2 (Allen foul).

Russell perdeva a metà campo banalmente palla su un passaggio così Kemba ne approfittava per la transizione chiusa con il goaltending.

102-96 a 5:54, Harris in layup di destro ma Batum da tre a 5:06 su scarico diagonale di Tony per il 105-98…

Due FT per Allen con Zeller che dava una manata netta sulla sfera…

½ ma un fallo che si rivelerà pesante per gli Hornets nel finale.

Persa di MKG e due di Allen da sotto su second chance su MKG.

A 3:40 Kemba esplodeva la tripla del 108-101 ma per un fallo su Russell ecco uscire Zeller e gli Hornets andare a perder la gara.

Borrego, invece di mandare in campo Biz, sceglieva MKG con 5 punti di vantaggio a 3:24 dalla fine.

A 3:11 i punti salivano a 8 con la bomba di Kemba, sembrava finita ma gli arbitri assegnavano a rimbalzo due FT per Harris.

Parker scivolava in attacco mandando la palla oltre il fondo, Russell segnava andando a batter cassa al vetro tuttavia Marvin arrivando in corsa disegnava un perfetto arcobaleno sopra Allen per il 113-107.

Succedeva però che Russell mettendo dentro un tiro ad Angelo contro Marvin (cercando il fallo che avveniva prima della shooting motion, fallo non fischiato) accorciasse prima di vedere un’altra persa di Parker e la tripla dello stesso Russell che a 1:29 trascinava i suoi a un solo punto.

Kemba a vuoto da tre e Russell a segno da due in corsa andando verso la linea di fondo destra per il sorpasso (113-114), tuttavia Kemba inventava un tiro altissimo da sotto che baciava il plexiglass e ricadeva nella retina, unico modo per evitare la stoppata di Allen.

Il sorpasso sul 115-114 era il penultimo della serata.

Quello decisivo arrivava a :39.8 con MKG trattenuto da Carroll in blocco a spinger verso il canestro, non si faceva pregare Russell da fuori che da tre mandava la gare sul 115-117.

Kemba da tre dal corner destro provava a batter la zona dei Nets ma un beffardo in & out perseguitava le fortune dei Calabroni che vedevano Russell tirare senza segnare a 7:00 secondi dal termine con Marvin a far buona guardia.

Un fallo da spendere per i Nets commesso da LeVert dopo due secondi esatti e una rimessa con palla a Kemba sull’ultima azione che tentava il o la va o la spacca ma il finale era un giallo.

Thriller, orrendo per Charlotte che sull’avanzata con finta del capitano vedeva LeVert entrare in diagonale (sfiorando o toccando?) sull’alzata.

Probabilmente con la spalla destra LeVert finiva sulla mano di tiro del capitano ma gli arbitri non assegnavano il fallo decidendo di non rivedere nemmeno l’azione al replay.

Kemba alza la palla dopo la finta, LeVert in volo cerca di spostarsi ma il contatto sembrerebe esserci, l’arbitro no.

Senza fare polemiche alla decisione, direi comunque che gli Hornets non sono tra le squadre in Paradiso nella NBA.

Finiva così… dopo una partita di sofferenza e aver intravisto una possibile vittoria, tra errori tecnici e fischi arbitrali da rivedere, ci sarà ancor da soffrire, anche perché le prossime due avversarie si chiamano Warriors e Rockets.

Pagelle

Kemba Walker: 7,5

32 pt., 1 rimbalzo, 3 assist, 2 rubate. 12/28. 6/15 del capitano che raddrizza un po’ i numeri nel secondo tempo dopo un primo passato da latitante ricercato dai suoi fantasmi. Tre triple di fila sono quelle che rimettono in carreggiata Charlotte, altre due quelle che gli danno il margine, quella mancata nel finale è un po’ “sfortunata” ma in generale, nonostante il 40% da oltre l’arco in serata dovrebbe limitare qualche conclusione esterna per andare a prendersi conclusioni più semplici e impreviste. Firma l’ultimo sorpasso poi accentua un fallo che probabilmente c’è e nel metro di giudizio degli arbitri ci sarebbe dovuto essere.

Nicolas Batum: 6

14 pt., 4 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 4/11 al tiro. Segna solo da fuori con un 4/9 che fa gran parte del suo bottino. Troppo periferico anche se utilissimo come nel caso della bomba dell’ultimo quarto, non incide negli assist lanciando anche con un bound pass troppo arretrato sulla corsa del compagno.

Miles Bridges: 6

4 pt., 4 rimbalzi. 2/4 al tiro. +2 di plus/minus, ancora starter, finisce però per giocare solo 12:23 anche perché ha qualche problema di falli (finirà con 4). Rimane marginale e coinvolto nel solito inizio problematico. Un TO in attacco per sfondamento netto.

Marvin Williams: 6,5

11 pt., 8 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 2 stoppate. 3/7 al tiro ma 1/5 da fuori. Meno efficace e fortunato in difesa, rifila comunque due buone stoppate e cattura qualche rimbalzo. Se si deve aggiustare con i piedi da tre sullo scarico parte già male, l’unico a bersaglio da oltre l’arco l’effettua da sinistra in un tempo unico ed è perfetto. Bello e coraggioso l’arcobaleno su Allen nel finale. Gli manca quell’in più nell’andare a uscire su Russell con MKG trattenuto nel finale. Finisce anch’esso imbottigliato da Carroll.

Cody Zeller: 6,5

13 pt., 11 rimbalzi, 1 stoppata. Quando entra nel finale al posto di Biz non sono felicissimo perché il congolese stava prendendo il ritmo tuttavia non lo fa rimpiangere catturando rimbalzi offensivi e prendendo tiri dalla lunetta andando senza paura a sfidare Allen sul quale gli arbitri dicono commetta poi un fallo che non c’è. Per quello su Russell che c’è finisce fuori e Charlotte, nonostante non abbia un centrone, perde solidità e probabilmente anche le spaziature difensive. Una doppia doppia in 26:26 non è malvagia.

Malik Monk: 5,5

1 pt., 2 rimbalzi, 2 assist. Un tiro a vuoto e un ½ dalla lunetta, Borrego dice che possono bastare 7:28 per lui che continua a faticare tremendamente pur avendo possibilità maggiori… Bello l’assist per Cody in penetrazione poi lanciato sopra i difensori.

Michael Kidd-Gilchrist: 5

9 pt., 2 rimbalzi, 1 assist. 26.13, circa gli stessi minuti di Zeller ma i numeri sono differenti. 2 perse e un 2/4 dalla lunetta con una difesa che a volte va bene, a volte va male come nel finale. Ha il merito di metter la tripla del 77-90 che inizia la rimonta.

Jeremy Lamb: 5

4 pt., 2 rimbalzi. 18:55 partendo dalla panchina. Ok, il segnale della shakerata Borrego l’ha dato ma non sempre può essere utile mettere in campo quel tipo di formazione. Ha avuto coraggio a lanciare Bridges ma Lamb viene fagocitato dagli spazi di Parker e degli altri finendo con un 1/3 dal campo (0/2 da tre) e due liberi a segno per fallo di Allen. Non è tutta colpa sua ma viene un po’ a mancare. Sui cambi lontano dalla palla ha sempre un attimo nel quale cerca di capire chi debba seguire…

Bismack Biyombo: 6

6 pt., 3 rimbalzi, 1 assist. Fatica durante le prime rotazioni a rimbalzo, prende 5 punti in faccia da Napier, poi quando il voto si attesterebbe sul 4,5 inizia a tirar giù punti con un 4/4 ai liberi e rimbalzi difensivi che smista con abilità anche caduto a terra. Esce quando stava prendendo il ritmo.

Tony Parker: 7,5

21 pt., 5 rimbalzi, 5 assist, 1 stoppata. 10/16 dal campo. +14 di plus/minus e una sentenza sui pullup. Bravo anche in penetrazione, porta palla splendidamente e offre assist come quello per la tripla del connazionale Batum nell’ultimo quarto. Va un attimo negli spogliatoi nel finale e quando rientra perde due palloni, veramente un peccato quelle due piccole macchie su una prestazione ottima.

Coach James Borrego: 5

Finisce per perderla lui. Dopo aver indovinato la mossa Parker, la rotazione di Lamb questa sera si rivela infruttuosa,il cambio Biz/Zeller funziona ma nel finale la solidità e le spaziature in difesa mancano e chissà che sul tiro di Kemba mancato nel finale non avrebbe potuto magari arrivare Biz, il quale come presenza sotto canestro avrebbe anche potuto aiutare Parker grazie allo schermo e al rullaggio sotto per eventuale scarico, cosa che MKG non può fare bene per caratteristiche perché non costituisce minaccia per i lunghi avversari sotto. La squadra si batte ma concede troppo negli inizi e dve spender energie per recuperare.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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