Game 59 – Charlotte Hornets Vs Cleveland Cavaliers 108-102

Analisi

Dopo la inqualificabile prestazione fornita nella Wind City gli Hornets (risparmio la intro visto l’entusiasmo prodotto), di rientro a Charlotte, si portavano dietro il vento della voglia di lottare rubata ai Bulls, e un po’ di talento, forse in modalità alieni in Space Jam.

L’effetto Spectrum Center si fa sentire nonostante le difficoltà in partita e una squadra che continua ad avere tre uomini chiave out.

Gli Hornets danno battaglia riuscendo a spuntarla nel finale quando Love manca la tripla e Sexton fa 0/2 così il love sex-tonic non fa innamorare Cleveland e gli Hornets escono trovando un Miles Bridges che ammazza la partita in crunch time con canestri micidiali.

Si vince una partita nonostante si vada pesantemente outrebounded (43-58) e si tiri dal campo decisamente peggio: 42,6, contro il 51,2%.

Un 4-11 nei fast break per gli avversari che hanno sfruttato anche il pitturato meglio danno l’idea di una vittoria impossibile da mancare per gli ospiti ma un 5-16 nei TO così come un 18-9 nelle seconde possibilità sono stati fattori chiave per la vittoria di Charlotte unitamente all’indispensabile fatto di aver difeso aggressivamente e aver attaccato alla stessa stregua il pitturato avversario.

Per i Cavs sono 28 i punti di Sexton e 27 quelli di Garland mentre la coppia J. Allen – K. Love si fermerà rispettivamente a 15 e 12 pt. completando gli uomini in doppia cifra in blu.

Gli Hornets così strappano una vittoria importante rompendo il muro delle due sconfitte e riguadagnando una partita su Miami, battuta nello scontro divisionale ad Atlanta.

La partita

I quintetti:

1° quarto:

Solita partenza con palla a due vinta dagli avversari a cui si univa la dunk di Allen.

Bridges (air-ball) e Rozier andavano a vuoto da tre e Allen tornava più concretamente a segnare da sotto lo 0-4.

Bridges in entrata costringeva al fallo Allen segnando il 2-4 dalla lunetta a 10:15.

Dopo l’arcobaleno in runner di Garland gli Hornets andavano sul -1 con una tripla frontale di Graham a 9:08 che non muoveva la retina (5-6) ma Sexton ghiacciava immediatamente Charlotte con una tripla.

Miles in entrata riusciva con il cambio direzione ad appoggiare oltre Sexton che tuttavia a 7:53 infilava la propria seconda bomba di serata per il 7-12.

Bridges agganciando in area andava a scaricare una tomahawk incontrastata mentre in difesa P.J. stoppava in salto avvitato Love sotto il canestro e Okoro ai 24 rilasciava un alzata floscia che non arrivava a canestro.

Cody Martin difendeva bene sul pull-up di Love e in attacco a rimbalzo recuperava una palla facendola sbattere sulla mano di Love per poi guadagnare la rimessa dal fondo.

La drive di Miles era utile per riguadagnare il -1 quindi un passaggio diagonale spalancava la contro-diagonale a McDaniels che percorrendola in pochi passi tentava di imitare Miles in schiacciata per il 13-12.

Allen riportava sopra i Cavs in schiacciata tra Biz e McDaniels e allungava con un alley-oop ma McDaniels dall’angolo destro aveva il tempo per mirare e segnare il tre punti del pari a quota 16.

Un libero di Allen faceva risalire sul +1 gli ospiti quindi Rozier con un crossover facile passava Dellavedova e segnava frontalmente senza trovare ulteriori resistenze.

Wanamaker segnava in fade-away in uno contro uno facendo sbattere la palla sul plexiglass e P.J. in post sinistro metteva in turnaround il tiro per il 22-17.

Gli Hornets subivano quindi una tripla di Love ma il punteggio durane il finale di primo quarto non si muoveva più lasciando Charlotte al comando sul +2.

Bridges in schiacciata. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Ci metteva poco a ribaltare la situazione Cleveland che iniziando da due punti di Sexton si trovava in breve sul 22-24 fino quando a 10:47 era chiamato uno sfondamento a Bridges.

Borrego non ci stava chiamando il challenge che vinceva.

P.J. trovando la schiacciata riequilibrava la partita ma una specie di appoggio volante rimbalzando più volte sul cerchio aiutava il play dei Cavaliers a restituire un vantaggio ampliato da Hartenstein in alley-oop ma ridotto da P.J. Washington a mezzo tripla: 27-28.

Un fallo di Dellavedova (9:08) su Martin (Cody) in entrata valeva il 29-28.

La coppia di piccoli degli Hornets funzionava: Graham stoppava Dellavedova e poi su passaggio di Wanamaker dal fondo colpiva con spazio da tre punti per il 32-28.

Ancora una volta però Cleveland trovava le risposte giuste: Nance Jr. da tre e Hartenstein da sotto bastavano a trascinare avanti i blu notte (32-33) che tuttavia erano silurati da una tripla di Bridges sparata in faccia a Hartenstein.

Altro back-door di Sexton per il pari (35-35) e vantaggio di Wade a mezzo schiacciata.

Bridges continuava a essere terminale offensivo importante scoccando un’altra freccia da oltre l’arco per il 38-37 ma Okoro dalla diagonale sinistra pur non essendo tiratore eccezionale da fuori segnava la tripla con precisione.

Una drive di Garland forniva ad Allen due punti facili da sotto a 5:0 e Borrego voleva parlarci sopra.

Due buone difese in uno contro uno di Bridges su Garland e Nance Jr. (stessa azione) influenzavano gli errori al tiro degli avversari già sicuri di segnare ma Charlotte andava a vuoto da oltre l’arco sia con Graham che con P.J. mentre Garland colpiva da fuori.

La scena – con protagonisti differenti – si ripeteva poco dopo, altro couple di tiri da fuori imprecisi (Rozier e McDaniels nonostante il rimbalzo di Biz) e tre punti a segno di Sexton sull’altro fronte per il +10 Cleveland (38-48).

Ottimo turnaround di McDaniels ma l’entrata di Sexton, viziata da un fallo di un bloccante sul difensore funzionava per il 40-50.

McDaniels falliva il tiro, Biyombo catturava u altro rimbalzo offensivo ma Graham andava ancora distante da segnare tuttavia il congolese con un altro rimbalzo in attacco riusciva a favorire gli sviluppi di un nuovo possesso con ribaltamento per P.J. Washington che dall’angolo sinistro era bravo a sparare per il -7.

Il finale era nervoso.

A Graham non venivano fischiati due falli sul tiro da tre (Sexton sul primo, netto con le braccia su quelle di Graham in alzata e quello successivo disegnato dal play che spessissimo viene chiamato) e le sue proteste portavano solo a un tecnico.

Devonte’, giustamente innervosito vedeva Rozier segnare e Biz mancare un FT sulla stessa azione per terzo fallo di Sexton che in contemporanea spingeva Biz.

Il divario rimaneva di 7 punti dopo la tripla di Miles e la dunk di Allen: 48-55.

Le Honey bees in uno stacchetto. Affascinanti anche in versione kunoichi.

3° quarto:

I primi a segnare dopo l’intervallo erano gli ospiti con Sexton ma P.J. Washington trovava la maniera di accorciare con la bomba.

Garland in entrata sbagliava ma correggendo sé stesso con una zampata dava fastidio a Charlotte.

Rozier dal corner sinistro rispondeva colpo su colpo (53-59) ma ancora Garland trovava nel parco-giochi del pitturato degli Hornets altri due punti.

P.J. con uno sfrontato frontale realizzava il -5 ma Love replicava per il 56-64.

Una palla intercettata da Bridges portava l’ala in lunetta dopo il fallo subito in transizione.

½ a 9:51 e qualche problema per Charlotte al tiro con Rozier due volte a vuoto dalla destra da tre punti ma Cody Martin non si faceva tagliar fuori da Love e anticipando il lungo metteva dentro.

Da una steal di Martin nasceva la transizione finalizzata da Rozier (62-66) ma Garland continuava a essere una spina nel fianco così la stoppata di P.J. arrivava appena in parabola discendente per il goaltending.

Un passaggio sotto per Martin da parte di Rozier dava due punti a Charlotte ma un’altra scorribanda di Garland in diagonale valeva il 64-70 (troppo veloce anche per Martin).

Rozier però metteva in difficoltà Garland con crossover e penetrazione dal quale ricavava anche l’and one per il 67-70 a 6:00 esatti.

I Cavalieri tornavano sul +5 rischiando di allungare ma una buona difesa di Biyombo su Garland costringeva la guardia a lanciare un pallone amorfo oltre il fondo per il dodicesimo TO dei Cavs a fronte dei soli due occorsi agli Hornets che recuperavano lo svantaggio di tre con l’entrata di Rozier.

Biyombo con due canestri consecutivi portava Charlotte sul 74-76.

Gli Hornets arrivavano al finale sempre sul -2 ma P.J. forzando dal mid-range un difficile jumper in uno contro uno scavalcava Dellavedova osservando la palla accarezzare dolcemente la retina per il 78 pari di fine quarto.

Curiosa foto di squadra (nelle espressioni e atteggiamenti) in un momento della partita. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

Uno sfondamento di Sexton su Graham e una tripla di P.J. a 11:18 aprivano il quarto nel migliore dei modi tuttavia Nance Jr. aveva vita facile per realizzare il -1.

Charlotte tornava sul +3 ma tornava sotto poco dopo, quando su un’alzata di Hartenstein il punteggio premiava la squadra di Bickerstaff (83-84).

Gli Hornets rischiavano grosso dopo la tripla di Garland a 7:43.

Sul -4 la risposta arriva a a 6:29 da Rozier che in entrata segnava in fing and roll oltre Okoro e Allen subendo anche fallo.

86-87, trampolino di lancio per un parziale di 8-0 che comprendeva anche una put-back dunk di McDaniels dopo un errore osceno di Biyombo da sotto (imbeccato da Rozier) e il canestro a 5:28 di Wanamaker che a contatto con Garland in caduta metteva dalla media il tiro e il libero per il 91-87.

A interrompere il parziale era lo scontro in reverse: Garland subendo fallo dal numero 9 realizzava uno dei due liberi portando a un possesso le due squadre.

Rozier andando nel pitturato nero scavalcava con un pull-up il lungo di turno per un rim-glass efficacie.

Sexton recuperava e segnava due FT (Biz foul) per il 93-90 e la partita viveva sull’elastico fino a che uno scambio stretto tra P.J. e Rozier portava il secondo a prendersi la tripla del +6 (98-92) a 3:31.

Non era ancora ora di scappare però perché Cleveland opponeva valida resistenza con l’open Love (98-95).

Miles entrava in crunch time con uno spin nel pitturato e un balzo che valeva due punti grazie alla levitazione e il tocco preciso per sfuggire alla stoppata dei difensori.

Bridges segnava da 2 punti (al confine) poi Sexton mancava due FT cruciali a 1:52.

21 secondi più tardi Miles ammazzava la partita con la bomba da destra del 105-95.

Tre tentativi da fuori (corti di Cleveland) segnavano nervosismo e resa della squadra dell’Ohio. Che nel finale accorciava con gli Hornets troppo sicuri della vittoria ma Rozier, spinto da Okoro prima che possa ricevere la rimessa dal fondo, faceva a :59-3 1/1 in lunetta per il 106-97.

Il finale era 108-102 con gli Hornets a battere all’ultimo tentativo dell’annata 2020/21 Cleveland.

Devonte’ Graham: 6,5

8 pt. (3/16), 2 rimbalzi, 10 assist, +3 in +/-. Nessun TO in 36:08. 2/13 da tre punti. Discrasia. Come direbbe Eric Collins, la mia mente sta esplodendo… già, perché come playmaker mostra ottima visione di gioco servendo come esempio McDaniels nel primo tempo (corridoio che sfrutterà per la schiacciata). Importante da quel punto di vista ma manca la doppia doppia pur tirando 16 volte dal campo con un pessimo 2/13 da fuori. In serata va bene a Charlotte poiché soli tre elementi combinano 75 punti ma ogni tiro in una squadra in difficoltà diventa fondamentale e l’azzardo preso spesso da Graham non porta lontano se le percentuali sono queste.

Terry Rozier: 8

25 pt. (9/20), 1 rimbalzo, 6 assist, 1 rubata, +4 in +/-. 2 TO. Primo tempo quieto come su una spiaggia a Honululu con aperitivo, con ombrellino e fetta d’arancia alla brezza marina di notte sotto la luna o quasi. Secondo tempo molto più hot contro la squadra di “casa sua” con canestri importanti, sia da fuori che da due punti nell’ultimo quarto compreso un and one fondamentale.

Cody Martin: 7

6 pt. (2/4), 3 rimbalzi, 1 rubata, -9 in +/-. 1 TO in 23:51. A volte fatica come sul back-door per Sexton o quando Garland prende la moto e appoggia oltre al povero Cody che con la riga a zigzag tra i capelli deve anche vedere zigzagare gli avversari ma lui tiene bene e a volte da degli ottimi stop agli attaccanti avversari mettendo pressione. Rigettato nella mischia come titolare è l’ultimo attaccante pensabile e per questo ha qualche occasione passando quasi inosservato, andando da solo in drive o servito dai compagni come quando Rozier gli butta una palla dentro. Un bell’appoggio oltre Allen, millimetrico per battere il lungo.

Miles Bridges: 8,5

25 pt. (9/15), 10 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate, +3 in +/-. 1 TO. Chiude il primo tempo con 17 punti tra entrate e triple. Le entrate non sempre hanno il passo giusto: le accelerazioni sulla pressione a volte lo fanno sbagliare ma gioca bene e nel finale decide la partita tra circus shot e tiri, anche pesanti che mandano a gambe all’aria i Cavs. Aggiungiamo la doppia doppia con 10 rimbalzi e una bella dunk in avvio.

P.J. Washington: 7,5

25 pt. (9/18), 5 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1stoppata, +4 in +/-. Torna sulla Terra P.J. dopo essere passato nell’Ade a Chicago. 25 punti con buona media anche perché nonostante i Cavs possano sembrare temibili sotto le plance, Love non è un difensore aggressivo al contrario di Allen. Ancora alcune triple frontali precisissime e punti preziosi anche se in difesa è sufficiente, non eccezionale. Da quelle parti i Cavaliers passano troppo spesso, responsabilità da condividere.

Bismack Biyombo: 7

4 pt. (2/6), 11 rimbalzi, 1 assist, +8 +/- in 27:05. Rigettato nella mischia finalmente fa valere il suo fisico mettendo anche un po’ di colla sulle mani. Eccezionale in attacco dove prendendo 9 rimbalzi, smista per second chance che a volte diventano canestri importanti. Fondamentali i suoi unici due canestri (in serie) per arrivare sul 74-76 anche se qualche tiro lo manca da sotto malamente e di parecchio.

Brad Wanamaker: 7

5 pt. (2/6), 2 assist, 2 rubate, +5 in +/-. 1 TO in 18:27. Buona regia con un paio di canestri notevoli: dal fade-away a fine corsa del primo tempo a quello in caduta contro Garland con l’and one nella ripresa. Peccato per un TO perché spinge buttandosi in avanti con la spalla o avrebbero forse fischiato per gli Hornets.

Jalen McDaniels: 7

10 pt. (4/9), 6 rimbalzi, 3 assist, +12 in +/-. Si rivede McDaniels che segna alcuni buoni canestri come la put-back dunk dopo l’errore di Biyombo a sotto. Dalla panchina rende di più. Battibecco con Allen a parte riesce a stare in partita e a sembrare un giocatore degno dei 24:41 d’impiego.

Coach James Borrego: 7

Stavolta azzecca quasi tutto: dal cambio dello starting five alle rotazioni, al challenge (sfondamento di Bridges su Hartenstein annullato e palla restituita) all’utilizzo di una squadra più aggressiva (buono lo spirito infuso anche se non perdonerò mai l’atteggiamento nella sconfitta di ieri perché si può perdere ma lottando) con in rotazione meno uomini: 8. Oggi la squadra vince cercando di rimanere in zona PO.

Questo articolo è stato pubblicato in Uncategorized da igor . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.