Game 6 – Charlotte Hornets @ Philadelphia 76ers 112-127

Intro

Estratto dal libro “Lire 26.900” di Frédéric Beigbeder.

Ovvero frammenti di dialoghi (nel nostro caso sul parquet).

Aldilà della frase estrapolata dal libro, Beigbeder lavorava per l’agenzia pubblicitaria Young & Rubican, che lo licenziò per il rumore che fece il suo libro.
Raccontare la fabbrica dei desideri in maniera disincantata, ironica e cruda dall’interno rivelando il lato ingannevole oltre la patina dorata di questo mondo non è piaciuto all’azienda.

La consapevolezza di sé stesso nell’uomo che si perde nei desideri indotti e negli slogan, monologhi senza controparte che trasformano persone in consumatori.

Gli Hornets nell’ultima uscita sono sembrati incapaci di trovare un gioco corale, la selezione dei tiri non è stata buona con isolate consumazioni private che non hanno portato a nulla, il gioco frammentario non ha favorito il risultato.

Per battere la fortezza Phila, Charlotte dovrà cercare di portare transizioni vincenti e giocare coralmente senza eccedere in iniziative pubblicitarie personali solo per la gloria.

Le principali statistiche delle nostre guardie in stagione prima della partita e mentre Monk siede in panchina, Graham precipita ancora al tiro in una versione Bacon 2.

Analisi

Si sapeva fin dall’inizio che la disparità delle forze in campo sarebbe stata elevata ma la partenza del match è andata oltre le più rosee aspettative dei Sixers probabilmente; il buon gioco messo in campo dalla squadra di Rivers e le difficoltà difensive di Charlotte hanno fatto chiudere il primo quarto ai locali con 15 fatidici punti di vantaggio, quelli rimasti di differenza a fine match.

Charlotte ha provato a inseguire per tutta la partita riuscendo solo a giungere a un -10 con un elastico che ha sempre oscillato tra i 10 e i 17 punti in una partita che da questo punto di vista è stata noiosa poiché mai messa in discussione nel risultato finale.

43-53 a rimbalzo, 41,3% contro il 59,5% di FG (37,1% contro il 45,7% da tre di Philadelphia) sono i dati statistici che hanno deciso il match, già perché Embiid è quasi sempre stato un passo avanti fisicamente a Biyombo (42-52 nel pitturato) e i tiratori dei Sixers sono stati agevolati d una difesa che ha concesso troppi metri agli shooter avversari.

Troppo facile fare a fette la difesa di Charlotte appena cala un minimo d’intensità.

Phila si poteva permettere di avere un vantaggio interno che generando quello esterno ha prodotto quel doppio click (passaggio fuori e tiro da tre che ha generato quel grosso choc per gli Hornets.

In attacco torniamo a smistare assist seriali (35-34), infatti, la fase offensiva è discreta e il punteggio prodotto offensivamente è buono anche in virtù dell’88,5% (23/26) ai liberi degli Hornets.

15-10 nelle rubate, 12-21 nei TO di una partita a brevi tratti confusionaria, non sono bastati a Charlotte per arrivare a giocarsela fino in fondo.

35 punti di Rozier, 20 di Ball e 13 di Hayward non sono bastati, sull’altro fronte Tobias Harris ha chiuso con 24 punti seguito da Seth Curry con 21, Embiid con 19, Milton con 18, Ben Simmons in tripla doppia con 15 pt., 12 rimbalzi e 11 assist, infine Danny Green con 13.

Avremo un’altra importante partita contro i Sixers dopo un giorno di riposo, c’è da rivederla e aggiustare la difesa, entrare subito in partita e trovare le contromosse per il movimento palla dei Sixers che questa sera ha prodotto molti buoni tiri.

Piccola nota negativa, l’arbitraggio che è andato peggiorando rendendosi succube di Doc Rivers cambiando almeno tre decisioni a favore degli avversari, “aiutini” che non servivano ai locali per vincer la partita.

La partita

I quintetti:

1° quarto:

Una differente sfera color arancio nel vuoto, un’altra storia da scrivere.

Partivano male i ragazzi di Borrego che incassando un tiro frontale di Embiid e una tripla di Green andavano sotto 0-5…

Il primo canestro dei Calabroni arrivava a 10:30 grazie a un penetra e scarica di Hayward per Rozier rilocatosi sul lato opposto per sparare da tre.

Embiid a 10:11 restituiva la tripla ma Rozier a 9:57 si buttava dentro venendo toccato: 2 FT e 5-8.

Phila perdeva un pallone che intercettato da Rozier era utile allo stesso per lanciare Hayward in appoggio toccato da dietro da Embiid sull’appoggio: two and one e parità a quota 8.

Embiid continuava a fare il bello e il cattivo tempo con un jumper in girata su Biz e P.J., Harris colpiva da tre seguito da Green, infine, arrivava la dunk in transizione di Harris che mandava in pausa (7:41) Borrego dopo il veloce parziale di 0-10 incassato.

Al rientro il parziale si estendeva con la tripla di Curry ma finalmente a 6:04 un deep 3 di Hayward interrompeva il pesante parziale (13-21).

Gli Hornets continuavano a soffrire il tiro avversario sul perimetro: Green metteva dentro un’altra bombarda e anche se Rozier inventava il floater frontale perfetto (5:02) Green segnava da sotto e Harris andava a posterizzare pesantemente Biyombo.

LaMelo interrompeva l’accumulo di vantaggio dei padroni di casa segnando in sottomano poi toccava a un banker di Curry seguito da un secondo floater di Rozier ritoccare il punteggio sul 19-30.

Gli Hornets mancavano due transizioni con tiri facili da sotto con Hayward e Bridges mentre nel mezzo Milton inventava da sotto l’anello un circus shot vincente.

Gli Hornets non riuscivano a fermare gli attacchi dei Sixers e per una volta ricorrevano al fallo ma il 2/1 di Harris consentiva ai 76ers di volare sul 19-36 a 1:26 dalla prima sirena.

Caleb Martin da due, LaMelo con un ½ ai liberi, una bomba di Milton a :07.9 e un 2/2 di Ball a sei decimi dalla luce rossa chiudevano il quarto sul largo vantaggio Sixers 24-39.

Devonte’ Graham prova a passare Embiid con un passaggio mentre Biyombo e Green osservano. Foto di Eric Hartline (USA TOday Sports)

2° quarto:

La sfera passava nelle mani degli Hornets che segnerebbero con Graham se non fosse che gli arbitri interpretassero il suo tiro non in continuazione.

Al torto il numero 4 rispondeva con un passaggio sotto per liberare la schiacciata solitaria di P.J. Washington che beneficiava di un secondo assist del compagno poco più tardi: questa volta era orizzontale per un catch n’ shoot da tre punti (29-42).

La difesa di Charlotte non riusciva a fermare le incursioni avversarie: Simmons trovava una resistenza di facciata da parte di Caleb Martin, il quale offriva però sull’altro fronte materiale per la dunk volante di Bridges.

Charlotte con 29 schiacciate i 5 partite era in testa la NBA per questa particolare classifica ma poco importava se dopo un po’ di confusione e di errori, Maxey aggiustava la mira dalla diagonale destra – da dove aveva fallito poco prima – segnando il 33-47 che ci allontanava nuovamente.

Gli Hornets entravano in time-out a 8:47 ma il divario oscillava sempre intorno alla quindicina di punti.

Biz mancava un appoggio da sotto ma per fortuna dei nostri interveniva a correggere McDaniels, LaMelo trovava la giusta angolazione per appoggiare dal pitturato oltre Embiid ma Simmons non aveva problemi in area contro McDaniels.

LaMelo da 3 a 6:09 valeva più del possibile two and one di Embiid che a contatto con Rozier esultava prima di fallire il libero.

Rozier con un FT jumper mandava a segno il -12 (44-56) ma Harris in transizione riportava il divario all’inizio del quarto.

Scary Terry da fuori e una dunk appesa di Bridges in transizione sull’apertura lunga di Ball davano una spinta agli Hornets per rientrare sul -10 ma 5 punti di Seth Curry rispondevano all’approccio di rientro di Charlotte che segnava grazie a una dunk di Biyombo su Embiid ma subiva altri due punti easy di Simmons.

Nel finale di vedeva un jump hook di Biyombo ben servito da Hayward con un passaggio dietro la schiena ma gli aggiustamenti finali, anche dalla lunetta dicevano che nel quarto era successo tanto rumore per nulla poiché le squadre tornavano negli spogliatoi sull’identica distanza con la quale avevano iniziato il secondo periodo: -15 per il 58-73.

A fine primo tempo Rozier è già nettamente il migliore dei nostri.

3° quarto:

Riemersi dal mondo sommerso degli spogliatoi gli Hornets provavamo a strappare punti agli avversari ma P.J. era contenuto sotto canestro da Embiid e i suoi tre errori non aiutavano, in compenso i tre punti letali di Rozier in transizione davano una mano.

Harris da sotto mostrava la concretezza dei Sixers ma Rozier cominciava a esaltarsi con un fast floater che gelava Embiid e a 10:05 arrivava la tripla frontale di un Graham che aveva chiuso il primo tempo con uno 0/7 al tiro.

-10 (66-76) ma ancora una volta Phila rispondeva: era veloce Simmons in transizione ad appoggiare al vetro nonostante la spinta di Hayward che peggiorava solo la situazione (altro punto regalato dalla lunetta) così come la tripla del veterano Harris che un po’ più tardi era imitato dal letale Curry per il 75-92.

L’alzata di Hayward su Embiid valeva il solito -15 toccava a Curry a 6:06 affondare due liberi ma Rozier con uno spostamento e un top shot dalla destra s Simmons ci mandava a quota 80 (contro 94).

Terry era bravo a recuperare un pallone in difesa e partendo in transizione non ci pensava due volte a servire nel short corner la sfera a Hayward che caricava, rilasciava e colpiva da tre dalla destra per l’83-94.

Un passaggio sul lato debole valeva due punti in corsa – passeggiando sulla linea di fondo – per Maxey e un Milton che dalla panchina faceva vedere cose molto buone (nell’occasione una tripla) trascinavano nuovamente i Sixers sul +16 (83-99).

Una buona fase di Caleb Martin: (2/2 FT) a 2:22, deviazione volante difensiva per un salvataggio da possibile alley-oop e tripla consentivano agli Hornets di rientrare sul -11 (88-99) ma mai di scendere alla singola cifra nel divari anche perché sul rischi persa di Maxey interveniva Rivers che con la proprie proteste riusciva a farsi restituire palla in una situazione ambigua.

L’ex Howard splittava nel finale dalla lunetta e Milton con un rolling hook portava a 14 le lunghezze di istanza dei suoi mentre la corsa disperata di LaMelo con il runner sembrava portare due punti sulla sirena agli Hornets.

In teoria 92-104, in pratica i punti erano tolti nell’intervallo tra quarti rivista la situazione.

4° quarto:

12 minuti per cercare l’assalto vincente per gli Hornets ma i Sixers si dimostravano di qualità, esperienza e caratura superiori: la puntata a canestro vincente di Caleb Martin, il turnaround di Hayward, il bel reverse layup di sinistra prodotto da Bridges per andare oltre Howard e il canestro di McDaniels che in corsa riceveva infilandosi frontalmente per segnare il 100-110 mostravano un attacco più fluido di Charlotte ma a condannare gli Hornets era ancora la difesa.

Incassata la tripla di Milton Hayward allargava l’alettone sinistro, sicuramente sarebbe potuto esser chiamato fallo, di fatto Embiid accentuava il contatto volando per terra.

Canestro buono, Embiid frustrato da un paio d’azioni era toccato da dietro da McDaniels nel tentativo di rubar palla.

Ingiustificata la reazione con una gomitata tra il collo e la mascella del povero Jalen che cadendo a terra dolorante aveva la peggio.

Solo tecnico per la violenta e pericolosa gomitata del centro avversario a indicare la sudditanza della tena nei confronti del team di casa.

Il divario si allargava comunque quando Biz si faceva stoppare da Harris e il contropiede vincente sull’elegante alzata di Curry con alley-oop di Simmons chiudevano la partita anche perché Rozier segava sì da tre punti a 5:01 ma gli arbitri annullavano l’and one chiamato in precedenza grazie al quarto arbitro: Doc Rivers che protestando faceva togliere il fallo (contatto sulle gambe di Rozier in shooting motion sul close-out) ai suoi.

A 4:26 altra tripla esplosa da un Rozier differente rispetto la notte precedente per il 109-119 ma Embiid metteva dentro dal post sinistro oltre Biz che sull’altro fronte sbagliava un gancio.

Menzione d’onore per Bridges che nel finale con tempismo perfetto stoppava Simmons ma si finiva comunque sul -15, 112-127.

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Devonte’ Graham: 4,5

5 pt. (1/10), 3 rimbalzi, 9 assist, 1 rubata. -8 di +/-. La nota positiva è che smista 9 assist, belli i due di fila per P.J., per il resto combina poco. Prende in faccia la tripla doppia del diretto avversario, segna 5 punti che sarebbero 7 oppure 8 con un two and one “annullato” ma ha l’abbonamento da un paio di partite a un terrificante 1/10 al tiro ed è ancora una tripla (frontale) la sua unica gioia di serata. Involuto, serve un Graham con più fiducia per competere contro i Sixers.

Terry Rozier: 7,5

35 pt. (12/18), 2 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. -19 in +/-. Terry torna a far paura. 7/11 da tre punti con pull-up o catch n’shoot letali, floater veloci e precisi, 4/4 dalla lunetta. E’ in serata realizzativa chiudendo con 35 punti. Meglio i suoi raddoppi di gente un po’ troppo molle in difesa ma se la sua energia su ambo i fronti fosse incanalata meglio dal coach potrebbe rendere di più.

Gordon Hayward: 6,5

20 pt. (7/15), 6 rimbalzi, 6 assist, 4 rubate, 1 stoppata. -10 in +/-. Partenza un po’ slow, in sordina, viene fuori piano piano alla distanza. Non è una prestazione memorabile ma discreta. Bello l’assist entrando in area, arresto e passaggio dietro la schiena verticale con la sua figura a guardare la linea laterale destra. Alcuni dei suoi classici jumper morbidi sono belli da vedere ma non servono a dare speranza di recupero. Mi piacerebbe vederlo un po’ più reattivo in difesa sulle chiusure mentre è abile a trovare le posizioni per intercettare e rubare palloni.

P.J. Washington: 5

9 pt. (2/8), 5 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate. -15 in +/-. Si intestardisce sotto le plance, su un’azione sbaglia due volte e nel mezzo si fa stoppare da Embiid. Buona connection con Graham nel primo tempo dove mette insieme 5 pt. rapidi poi gioca meno (21:31) risultando piuttosto in ombra salvo recuperare qualche rimbalzo.

Bismack Biyombo: 5

9 pt. (3/7), 9 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata. -11 in +/-. Qualche rimbalzo e qualche punto Biz riesce a metterlo insieme ma fisicamente sembra il fratello minore di Embiid che di rimbalzi ne cattura 14 segnando 19 punti. Partita sofferta e non mi piacciono alcune sue posizioni difensive sulle penetrazioni avversarie in area. In qualche maniera smista 5 assist ma è lento e si fa portar via anche un banale pallone.

LaMelo Ball: 6,5

13 pt. (4/12), 4 rimbalzi, 5 assist, 4 rubate, 2 stoppate. 2 TO, -10 in +/-. Non tira benissimo in serata ma mette qualche canestro importante, peccato per l’annullamento sulla sirena del terzo quarto del runner ma almeno mostra di esser vivace. Buoni assist come quello “ribaltato” all’indietro per Rozier nell’ultimo quarto. OK… l’abbiamo visto anche stasera, in uno contro uno o ricorre al fallo o viene battuto spesso ma trova altri modi di rendersi utile come mettere a segno due stoppate o rubare palloni, anche “preventivamente”, andare a guardare la manata data alla palla arrivando alle spalle di Embiid come un ninja senza che questi se ne accorga per poi rimanere inebetito sull’accaduto. Insomma, non è il giocatore schizzinoso che gioca in punta di piedi, nonostante mantenga uno stile particolare negli assist ma si muove aiutando la squadra. Non sarà decisivo e deve crescere in difesa ma per ora non si può pretendere molto di più da un rookie.

Miles Bridges: 5,5

8 pt. (4/11), 4 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 2 stoppate. 3 TO, +2 in +/-. Tiratore da striscia. In serata è completamente negativo da tre punti tornando a uno 0/5 che intacca la sua prestazione. Qualche rimbalzo e un paio di stoppate, queste ultime stanno diventando la specialità della casa…

Caleb Martin: 5,5

9 pt. (3/7), 5 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. 0 in +/-. 19:06 in campo, Borrego lascia seduto il fratello Cody, giocatore più difensivo, preferendo aggiungere un tiratore che funzioni ma se Martin in attacco dona qualcosa e in difesa mette energia fino ad arrivare con un balzo da supereroe a deviare una palla lanciata per un possibile alley-oop avversario, in genere è piuttosto accademico e battibile. Potrebbe funzionare meglio con accanto una copertura adeguata.

Jalen McDaniels: 5

4 pt. (2/4), 2 rimbalzi, 1 TO. -4 di +/- in 12:01. Dopo una discreta partita d’incoraggiamento torna a stenderci ed Embiid stende lui con una proditori gomitata che avrebbe meritato ben altra sanzione. Certo che se Borrego lo usa anche da centro non è tutta colpa sua… Segna due punti e poi altrettanti anche grazie a una correzione su errore da sotto di Biz ma sembra un giocatore involuto rispetto lo scorso anno e palla in mano non crea nulla.

Coach James Borrego: 5

La difesa è terrificante, in attacco trova Rozier e 35 assist dei suoi, 112 pt. segnati a Phila possono andare ma lasciare troppo spazio a Harris, Curry e soci non è una buona idea. Meglio qualche raddoppio in meno, togliere un po’ di small ball per avere centri veri che coprano di più il ferro dal mio punto di vista. Borrego dice che queste doppie partite che lui chiama miniserie gli piacciono. Gli Hornets avranno tempo per passeggiare a Philadelphia un giorno ma se non ha intenzione di cambiare rotazioni adesso ha il vantaggio di aver visto all’opera i Sixers, ora tocca a lui trovare le contromosse tattiche migliori per limitare il gap e concederci qualche chance di vittoria nel “rematch”, oltretutto la striscia vincente di Phila su Charlotte sta diventando fastidiosamente lunga e sarebbe ora di romperla.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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