Game 60: Charlotte Hornets Vs Milwaukee Bucks 85-93

Intro

Charlotte torna a casa dopo aver vinto quattro delle ultime cinque partite giocate in trasferta in maniera corsara.

Se dovessimo fare un parallelismo, sulle ultime quattro partite casalinghe, il bilancio vittorie/sconfitte sarebbe quasi invertito con un 2-3 (le vittorie su New York).

Il concetto di casa che è arrivato fino a noi si è affermato su alte parole come villa, palazzina, talamo, maniero, ecc., forse perché più popolare e rappresentativo di una modestia abitativa plastica che indica un luogo amato, sicuro e vissuto…

Per estensione casa indica ormai tante altre cose, dalla casa zodiacale alla White House come luogo simbolo rappresentativo degli States a un’azienda (casa automobilistica, casa madre, ecc.) oppure si usa in espressioni come: “A casa mia”… indicando un particolare comportamento…

La casa dovrebbe però essere un luogo piacevole per trascorrere con gli amici e la famiglia bei momenti o per tagliar fuori il mondo esterno e rifugiarsi nel pensiero e nella tranquillità in alcuni momenti.

La casa degli Hornets, detta “The Hive”, l’Alveare dai suoi stessi tifosi, a partire dagli anni ’80 è diventata iconica per i fan che amano questa franchigia.

Brillano ancora gli occhi ripensando ai vecchi iconici parquet riproposti anche negli ultimi anni in talune occasioni ma troppo spesso, proprio in Charlotte, i Calabroni si sono dimostrati troppo “ospitali” facendosi depredare.

Con la partita di oggi inizia un ciclo di ben quattro partite casalinghe, non semplici (in ordine temporale: Bucks, Spurs, Nuggets e Rockets) e dal mio punto di vista perderne almeno tre significherebbe un mezzo tradimento in nome dei bei ricordi passati sebbene la logica suggerirebbe di “rientrare” ai piani più bassi in ottica lottery.

Sappiamo che la forza del team non è quella passata ma i giovani che stanno emergendo in queste ultime settimane come i due gemelli Martin, McDaniels ma anche la coppia Biz/Willy, ce la stanno mettendo tutta per vincer le partite.

Cosa potranno fare da qui a sabato prossimo è difficile dirsi, di certo una piccola critica al pubblico la si può fare.

Al vecchio Hive Drive 100, ormai abbattuto, fuori città immerso nel verde, metaforicamente, forse erano i kami (gli spiriti, in particolare quelli della natura) ad esaltare lo sventolio di towel di un caldissimo pubblico, il più imborghesito spettatore dello Spectrum Center oggi si sente poco, si esalta solo in particolari momenti nei quali è la squadra a trascinarlo e non viceversa.

Mi piacerebbe riascoltare quell’entusiasmo, quell’ardore che era nell’aria, immersi in un liquido infiammabile che oggi accende poco la scintilla.

I Bucks sono una corazzata e per battere una poderosa nave così ben fortificata, i Calabroni avranno bisogno d’essere uno sciame imprevedibile in volo come uno stormo di caccia decollato da una portaerei pronto a colpire da ogni posizione ma qui fortunatamente non si faranno morti, aldilà del risultato.

Analisi

Charlotte è viva e vegeta e si vede ma vincer la seconda partita contro un big team, mh… “Troppa grazia sant’Antonio” e dato che la prossima partita sarà proprio con San Antonio chissà non si riesca a recuperare una vittoria mancante.

Charlotte se la gioca alla pari contro dei Bucks ai quali manca Middleton ma possono contar sempre su un team di ottimo livello, un Antetokounmpo in forma smagliante al quale però è concesso qualcosa di troppo anche in relazione alla scarsa qualità difensiva dei nostri che compensano dando tutto e alla terna affascinata dal greco.

In generale, in una partita nella quale ci cono stati molti contatti, Charlotte è penalizzata da almeno tre decisioni più che dubbie, se non macroscopiche a sfavore, dai passi di Giannis (quelli non contano) a una stoppata di Caleb assegnata come fallo contro e a una palla a due trasformata in fallo contro.

Anche Milwaukee può recriminar qualcosa ma credo che nel complesso il metro di giudizio abbia favorito la squadra ospite.

Da lì si vede meno intensità nella difesa di Charlotte che esce di scena dopo aver ben retto per tutto il confronto (dall’81-82 si passerà all’83-92) avendo tenuto Milwaukee bassa nel punteggio pagando la versione XXL di un Giannis da 4 pt. e 20 rimbalzi.

Gli Hornets però sparano un 8/35 da fuori con una punta negativa di 2/15 sganciata dal duo “alare” Bridges-P.J: che finisce per dare adito a qualche recriminazione su taluni fischi.

Pazienza, sarà per la prossima si spera, contando su due mastini formidabili e atletici come i gemelli Martin.

A livello di statistiche ci penalizza molto il 47-61 a rimbalzo con Milwaukee decisamente con più cm e talento sotto le plance ma a sorpresa gli Hornets grazie al movimento e all’intensità difensiva vincono 8-6 nelle stoppate e nei TO 10-16.

La terna premia Milwaukee ai liberi con Charlotte al 90,0% (9/10) contro il 76,2% (16/21) avversario.

Dal campo scendiamo al 35,4% contro il 40,2% mentre da tre ambo le squadre sono bassissime con il 22,9% per i Calabroni e il 22,6% per i Cervi.

Chiudiamo con gli assist, 22-20 in favore degli Hornets.

La partita

Starting five

Milwaukee a Charlotte messa in campo da coach Budenholzer era la seguente: Bledsoe (4 pt.), DiVincenzo (2 pt.), Matthews (8 pt.), Antetokounmpo (41 pt. +20 rimbalzi), Brook Lopez (16 pt.). Dalla panchina George Hill segnava 11 pt. mentre Connaughton ne aggiungeva 6.

Hornets con il quintetto delle ultime uscite: Rozier, Graham, Bridges, P.J. Washington e Biyombo.

1° quarto:

Pessima partenza difensiva di Charlotte che concedendo due possibilità sul primo possesso dei Bucks concedeva a Matthews la tripla dalla diagonale destra.

Gli Hornets avevano l’unico buon momento nei primissimi minuti grazie a due azioni consecutive: nella prima Rozier puntava il canestro e con un esitazione andava ad appoggiare in mischia, poi lo stesso Scary recuperava in salto un lob in area e in transizione a 10:50 arrivava il goaltending di Antetokounmpo sull’alzata di Biyombo.

4-3 ma in attacco Charlotte faceva fatica a sfondare mancando anche le soluzioni da fuori mentre in difesa non riusciva a tenere Antetokounmpo.

A 10:26 il greco saliva in jumper contro P.J. scivolato sul contatto e non bastavano le mani di altri due giocatori in aiuto poi a 9:53 con una finta faceva passar avanti Biyombo per appoggiare il two and one del 4-8.

Seguiva la dunk a 8:19 e lo scoop di Bledsoe per il 4-14.

Dopo due occasioni mancate dai Bucks entrava Cody Martin che piazzandosi sulla sinistra sganciava subito la bomba per portare gli Hornets a quota 7 ma su un contatto Cody Martin/Antetokounmpo il secondo secondo la terna beneficiava anche dell’and one oltre il canestro a 6:26.

Lopez stoppava oltre il fondo Rozier che non demordendo si piazzava largo a destra per scaricar dall’angolo un lungo due che a 5:28 mutava la situazione sul 9-17.

Bledsoe rompendo un raddoppio andava dentro in fing and roll ma su un passaggio di Marvin Williams, Bridges otteneva una steal e un assist per McDaniels che lanciatissimo in transizione schiacciava toccato da dietro da Connaughton.

Schiacciata buona, nessun fallo per la terna ma il cattivo atterraggio mandava negli spogliatoi Jalen.

Charlotte provava ad accorciare con foga e sul tentativo a luci spente di Caleb Martin che arrivando da dietro in salto per la dunk sul rimbalzo alto invadeva il cilindro di Connaughton che in bonus andava in lunetta a splittare dopo questa decisione arbitrale.

L’elbow jumper di Rozier e la tripla di Caleb Martin (2:20) da circa la medesima posizione di quella sganciata dal fratello prima, riportavano Charlotte a galla (16-20) ma Connaughton da tre dall’angolo destro faceva arretrare i nostri ancora una volta.
I nostri però non arrancavano più cominciando anche a prender rimbalzi, quello offensivo di Willy sulla tripla mancata da Bridges valeva la jam diretta quindi ecco un pezzo di euro-bravura del centro spagnolo con la swooping hook a :38.3 per il 20-23.

Hill a :29.3 tuttavia chiudeva il quarto con la tripla del 20-26.

Hernangomez contro Robin Lopez. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Partiva bene il greco dei Bucks nel secondo quarto tirando giù un’altra schiacciata dopo aver passato facile Willy ma gli Hornets rispondevano con un parziale di 10-0; Cody Martin segnava gettandosi senza paura fino all’appoggio al plexiglass subendo il tocco di Lopez per il two and one poi P.J. Washington aggiustava la mira da tre punti (ben assistito) e Bridges con un floater in area pareggiava prima che su una steal prodigiosa di Caleb Martin la P.J. spin dance nel pitturato servisse a portarci avanti 30-28.

Milwaukee raggiungeva il pari dopo un errore di Bledsoe sul quale indisturbato Antetokounmpo segnava raccogliendo e schiacciando.

Caleb Martin subiva uno sfondamento, l’ex Marvin Williams mancava la tripla dall’angolo, Charlotte resisteva segnando due liberi con Biyombo e dopo un suo blocco sulla transizione era il congolese a correggere troppo presto il layup di Caleb in uscita facendo risultare palese l’interferenza a canestro con palla ancora sull’anello.

Ci provava anche il gemello Cody senza fortuna ma questa volta la correzione di Biz era buona.

Un gancio in corsa di Cody Martin dal post basso destro faceva fuori Lopez ma il +4 Hornets diveniva -1 con i due canestri di Antetokounmpo che con una tripla a 3:24 portava sul 36-37 il megascore.

A 2:52 Graham rilasciava il tiro del sorpasso frontalmente ma G. Hill in appoggio e Antetokounmpo che finalizzando una transizione portavano sul +3 i Bucks sembravano far pender la partita dal lato Cervi finché, ancora Graham, passando il blocco di Willy da fronte a canestro, mandando a bersaglio la tripla, impattava a quota 41.

L’ex Marvin Williams si lancia in tuffo sulla panchina di Charlotte con Joe Chealey che tenta di pescarlo.

Hill e Connaughton mettevano dentro due punti a testa ma Graham staccandosi dal difensore realizzava il -2 conservato da Cody Martin in stoppata su Hill al termine del primo tempo per il 43-45.

Statistiche individuali del 1° tempo.

3° quarto:

Brutta partenza di Charlotte che concedeva a Lopez una drive and dunk e a 10:12 un’altra jam al greco in transizione, in più il FT jumper di Matthews su un raddoppio mancato, valeva a 9:34 il +8 Bucks.

Un floater corto di Graham era accolto benevolmente dal primo ferro ma Lopez segnando oltre il passaggio a livello posto da Bridges a 8:55 coglieva l’occasione per un two and one.

P.J. con terzo tempo e fing and roll ravvivava l’attacco spento degli Hornets ma un suo fallo su Lopez mandava in lunetta il lungo a 8:28 per il 2/2.

Graham da sinistra risultava perfetto al tiro da tre (50-56)ma diveniva impossibile fermare Antetokounmpo con il suo lungo euro-step che anticipava il fing and roll.

Biz lamentava su fallo sul tiro, gli arbitri accoglievano la richiesta mandandolo in lunetta.

Il congolese piazzava i FT, tuttavia il greco regalava il punto numero 60 ai suoi.

Gli Hornets erano resistenti e con Rozier andavano a prendersi un long two per il 54-60 ma sembrava tutto perduto quando dalla diagonale sinistra Lopez mandava a segno un lungo tre punti e Caleb Martin sparando un tre affrettato e mancando un alley-oop faceva perder due turni a Charlotte.

L’altro Lopez, Robin, mancava però il canestro, Charlotte prendeva la palla al balzo e trasformava dall’angolo sinistro l’occasione con Cody Martin per il 57-63 a 4:33.

Tripla dell’ombroso Brown venti secondi più tardi con Hill alla steal sulla seguente azione con appoggio ad aggravar la situazione (57-68).

A 3:05 step-back 3 di Miles ma Lopez segnava il 60-70 buttando giù Willy.

Insperatamente Charlotte trasformava gli ultimi minuti del quarto in un monologo per l’8-0.

Si partiva con il 2/2 di Willy per fallo di Connaughton, si continuava con il magnifico alley-oop in reverse di Caleb Martin su assist del fratello in transizione per passare alla transizione con appoggio più fallo di Graham a 1:34.

Il libero purtroppo non entrava ma sull’ennesima ripartenza Willy in mischia correggeva a 1:06 per il 68-70 prima che Hill venisse stoppato da Bridges sul finir di tempo.

P.J. Washington in entrata sul blocco di Biz sotto canestro. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

DiVincenzo era fermato da Miles e Willy da Lopez, Antetokounmpo segnava ma probabilmente commettendo passi, a Willy in attacco non restava altro che segnare alzando morbido dal pitturato per riparare all’ingiustizia quindi uno sfondamento di Antetokounmpo su McDaniels dava la possibilità a Charlotte d pareggiare ma il legnoso Biz non vi riusciva e si finiva così per incassare la tripla di Matthews chiuso da McDaniels con un attimo di ritardo (70-75).

Graham mancava un tiro e in ripiegamento per bloccare il greco, a metà campo finiva per tagliargli la strada finendo sotto.

Caviglia sinistra con qualche problema e uscita dal parquet.

Big Ragù mancava la tripla, rimbalzone di McDaniels che apriva la giocata di PJ. Per il two and one a 7:57.

McDaniels in difesa faceva buona guardia sulla linea di fondo su Matthews ma P.J. mancava il sorpasso ben due volte su due azioni offensive differenti andando sull’1/8 da oltre l’arco.

Matthews sbagliava ancora (contro Caleb) ma da terra recuperava andando in time-out, senza però esimersi dal prendersi un tecnico per recriminazioni su un fallo del Martin meno famoso.

Rozier per il 74-75…

Biz forzava Giannis al tiro alla Nowitzki ma dopo un rimbalzo alto sul ferro ecco la palla spiovere al centro della retina per nostra sfortuna.

Rozier a 6:11 andava dentro in appoggio nel traffico senza problemi ma Antetokounmpo eludeva con agilità sorprendente Biz con uno spin completo andando a sparare una dinamitarda schiacciata senza che McDaniels potesse realmente intervenire con tempismo.

Fallo oltre il canestro, Milwaukee sul +4.

P.J. in avvicinamento in area dava dentro corto in verticale sotto canestro a Bridges che aveva il tempo per salir in schiacciata per la bimane a 5:19.

Brook Lopez a contatto con Caleb Martin ed ecco altri due liberi a segno.

Crossover micidiale di Graham che dalla top of the key, dopo aver lasciato il difensore disorientato lateralmente, realizzava la tripla del -1 a 4:49.

81-82 ma qui finiva il match perché dopo una stoppata di P.J. su Giannis la palla arrivava a Lopez che sa sotto subiva la stoppata alle spalle di Martin (Caleb).

La mano-pala del n° 10 andava sullo spicchio di palla libero, poi finiva per toccare inevitabilmente sull’alzata anche la mano.

Coach’s challenge voluto da Borrego sul fischio pro Milwaukee ma niente da fare, la decisione controversa rimaneva e Lopez si apprestava a batter i liberi.

Finalmente un errore per il centro che tornava in lunetta poco dopo quando sulla pressione del solito Martin finiva per ingaggiare un uno contro uno con P.J. ma alla possibile palla a due la terna preferiva assegnare altri due FT che Lopez splittava nuovamente.

81-84, niente di perduto ma Charlotte mancava la tripla con Rozier e Hill, questa volta seriamente, sul reverse layup subiva fallo da Graham.

Sull’81-86, la perdita di ritmo di Charlotte era palese, la difesa si affievoliva e l’attacco si affidava a un’altra tripla che non entrava (Bridges) ma la stoppata del nostro n° 0 su Giannis e la jam di P.J. in sandwich tra due difensori dava speranza di ritrovarsi.

Illusione, perché Antetokounmpo in fade-away in post basso su Miles metteva dentro con bravura e la partita scappava via definitivamente quando anche Graham collezionava l’errore da oltre l’arco e i compagni concedendo il rimbalzo e due FT ad Antetokounmpo facevano scattare la squadra del Wisconsin sull’83-90.

Antetokounmpo batteva Cody Martin sula baseline con buon primo passo, Rozier al vetro batteva dalla linea del tiro libero il greco.

L’ultimo punto dalla lunetta di Giannis poi andava a fissare l’85-93 finale.

Diversi giocatori nelle pagella avrebbero potuto “ballare con un mezzo voto inferiore” ma voglio premiare l’imegno in relazione al rapporto di forze tra le due squadre ritenendo più corretto il voto effettivamente elargito.

Le pagelle

Terry Rozier: 6

13 pt., 3 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata. 2 TO, 6/18 FG (0/3 3 FG) e -20 di +/-. Qualche buona puntata a canestro e qualche buon tiro dalla media ma manca tre triple segnando un due molto lungo dall’angolo. In difesa è più molle dei fratelli Martin perché porta pressione ma non in maniera esasperata anche se in qualche occasione è brillante.

Devonte’ Graham: 6,5

17 pt., 2 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. 7/18. -14 in +/-. Tre tiri a segno da fuori, l’ultimo in crossover lascia lì il difensore e porta la gara sull’81-82. Continua a rimanere impreciso su alcuni floater, probabilmente la distanza o la visione in diagonale non sempre gli danno quella fiducia necessaria. Si fa male la caviglia lanciandosi sotto Antetokounmpo in transizione ma rientra. Compie un paio di buone difese in contenimento riuscendo solamente a portar via un pallone in 32:21. Come Rozier è un pelo meno intenso del backup ma è il top scorer dei nostri. I pochi assist non fanno testo se Charlotte la mette raramente.

Miles Bridges: 6

7 pt., 4 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate, 2 stoppate. In 35:15 fa 3/13 dal campo ma l’1/7 da fuori è ancor peggio. Sbaglia troppo anche se colleziona statistiche per eliminare gli zero e gli uno. Non ha uno schema binario ma quando stoppa Hill va a dirgli che il binario è morto. La difesa nel complesso l’ho trovata discreta anche se quando fa fallo su Lopez in area regalia nell’occasione un two and one. -4 in plus/minus.

P.J. Washington: 6

12 pt., 6 rimbalzi, 3 assist, 2 stoppate. 5/14 dal campo con un 1/8 da tre punti. Da fuori condanna Charlotte alla sconfitta. Ha poco vigore e ritmo sulla tripla, preoccupato all’eccesso della precisione inizia corto poi segna ma successivamente torna a sbagliare. Nel finale fa diverse belle giocate ad esempio buttandosi dentro e schiacciando in mezzo a due difensori Bucks stretti o dicendo di no in stoppata ad Antetokounmpo anche se star su di lui (quando vi è lui, non è semplice). Partita controversa.

Bismack Biyombo: 5,5

8 pt., 9 rimbalzi, 2 assist, 2 stoppate. In un tempo limitato (22:07) prende un -15 in plus/minus, perde solo un pallone e trasforma tutti e 4 i liberi assegnatogli. Peccato poi faccia 2/8 dal campo, subendo due stoppate, facendosi inghiottire sotto canestro dai raddoppi Bucks in aiuto. Non riesce a dominare, anzi, eppure prende comunque rimbalzi e segna almeno 8 punti ma non ha mano nemmeno sui tocchi ravvicinati per la mia disperazione… Non è completo e purtroppo si nota.

Jalen McDaniels: 6

2 pt., 1 rimbalzo, 1 assist, 1 stoppata. Gioca 9:21, condizionato anche dalla sua uscita per andar verso il tunnel degli spogliatoi quando schiaccia in transizione atterrando male sul tocco di Connaughton. Manca una tripla e conquista un bel rimbalzo alto.

Cody Martin: 6,5

11 pt., 5 rimbalzi, 2 assist. 4/8 dal campo con 2/5 da te punti in 29:08. Un solo TO, un assist per l’alley-oop del fratello e due bombe sulle cinque tentate. Tanta difesa fino all’eccesso, sono solo due però i falli chiamati contro e uno è un blocking su Antetokounmpo che gli sfugge nel finale sulla linea di fondo ma il greco ha un primo passo lungo. In genere è bravo a fronteggiare gli avversari. Da anima e animo alla squadra.

Willy Hernangomez: 6,5

10 pt., 13 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate. 4/9 dal campo con un +11 in plus/minus. Sprite player of the game per Charlotte, Willy mostra ottime qualità offensive in alcune occasioni mettendo su anche un ottimo servizio assist per i compagni accompagnando con due steal. Tiene anche più del solito benché una volta Giannis lo lasci lì come un merluzzo. Lui si consola con la doppia doppia ottenuta in 20:21.

Caleb Martin: 7

5 pt., 4 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. 2/6 FG, 1 TO. E’ vero che sbaglia un paio di canestri che un giocatore di livello dovrebbe metter dentro ma la sua intensità sul parquet stanca gli avversari e un +13 in plus/minus è realmente indicativo del fastidio che da agli avversari, se poi è con il gemello diventano un incubo. Mani in aria, sugli avversari, sulla palla, dappertutto, “butta in aria le mani e poi falle girare” potrebbe non esser più il ballo di Simone ma quello di Caleb che dal mio punto di vista si vede togliere una stoppata su Lopez regolare. Ha commesso altri falli non sul tiro non fischiati. Mastino, tiene ottime posizioni e va a prendersi anche uno sfondamento, segna una tripla ma il canestro più bello è quello in alley-oop rovesciato.

Coach James Borrego: 6,5

Non ha gli uomini adatti per vincerla. La difesa di Milwaukee inizialmente intimidisce i giocatori di Charlotte in penetrazione, poi i nostri si liberano dal condizionamento mostrando che non potranno stoppar tutto Lopez e soci. Affidarsi troppo spesso però al tiro da tre come nel finale, quando hai speso tanto e la precisione può calare è un rischio mal calcolato se non hai specialisti più freschi. La mettiamo sul piano fisico, a rimbalzo non vinciamo ma siamo più rapidi e tempisti. Bella difesa, peccato per l’attacco, troppo sterile pur avendo visto qualche trama offensiva se non sconvolgente utile ma non sempre ben finalizzata.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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