Game 61 – Charlotte Hornets Vs Milwaukee Bucks 104-114

Analisi

Charlotte soffre ancora della mancanza di tre validi elementi offensivi e così dopo una parte di primo quarto giocata sui livelli che si sono visti per 48 minuti con Boston finisce per andare fuori ritmo e non trovare canestri nel secondo quarto.

I Bucks dilagano andando sul +17.

Con Charlotte in back to back ci si aspetterebbe che la squadra traesse riposo dal secondo tempo, invece decide di giocarsela e prima con P.J. Washinton, poi con un paio di canestri da fuori più un circus di Bridges ha la forza di rimontare punto su punto sino a giungere a 4:08 dal termine sul -4 con due FT di Graham.

Gli Hornets hanno un paio di occasioni per accorciare ma le giocano male così la maggior solidità e capacità della squadra di Budenholzer premia gli ospiti per una “naturale” vittoria nel finale.

Charlotte avrebbe potuto anche portarla a casa se avesse fallito qualcosa di meno ma la prestazione complessiva è stata buona, di livello a tratti in difesa escluso il secondo quarto.

La notizia cattiva è il risultato ma in una serata che rischiava di esser pesantemente negativa in realtà la netta vittoria di Portland a Indianapolis unita alla sconfitta di Toronto con Brooklyn e l’incredibile affermazione di OKC (erano 14 le L consecutive) a Boston regalano tutto sommato un turno “positivo” a Charlotte che domani tenterà di battere dei Celtics con il dente avvelenato.

Purtroppo un 38-48 a rimbalzo ci penalizza come il 50-62 nel pitturato nonostante Borrego abbia tentato di inserire anche Biyombo per alzare il quintetto ma ci sono anche un 6-13 nelle steal che produce un 10-17 nei punti da transizione e un 16/23 al tiro libero (brutto avvio) a completare l’opera.

Per i Bucks Antetokounmpo finirà con 29 punti e 12 rimbalzi, Lopez con 22 (a mostrare le difficoltà di Charlotte sotto canestro), Middleton arriverà a 17 anticipando un buon Forbes dalla panchina con 15 punti per terminare con i “doppia cifra” con Holiday da 12 punti e 10 rimbalzi.

La partita

I quintetti:

1° quarto:

La palla a due vinta dai Bucks non durava molto nelle mani ospiti poiché una lesta zampata Cody Martin toccava palla a Middleton e perfezionava la steal che serviva a Charlotte per passare in vantaggio con la bomba di Bridges dopo 30 secondi.

Antetokounmpo dal mid range sbagliava il jumper contro P.J. ma sull’errore da fuori di Miles ecco un mezzo blocco per la tripla frontale del pari di Middleton.

Cody Martin in 1 vs 1 in area batteva il lungo spostandosi leggermente a sinistra alzando palla dopo aver tirato su il palleggio quindi andando altissimo in aiuto Bridges stoppava Cody Martin per innescare la transizione chiusa facilmente da Rozier prima che Lopez battesse sul tempo la difesa di Charlotte con un’alzata.

Una tripla con leggera finta di Bridges da fermo valeva il 10-5 quindi si procedeva con due FT per Lopez a segno (P.J. foul) e una tripla a vuoto di Graham che tuttavia in posta basso e in salto anticipando il lungo partiva in transizione riuscendo a vedere la stretta finestrella per un bound pass verticale che P.J. agganciava e sfruttava da sotto.

Antetokounmpo segnava, Holiday no mentre Cody Martin, inventandosi un runner off-balance chiuso appoggiando al vetro mandava la gara sul 14-11.Un ritocco dalla lunetta di P.J. (15-11)e due punti di Lopez dal post basso destro sfruttando i cm su Martin prime di un time-out a 6:42 sul 15-13.

Al rientro Antetokounmpo annullava il vantaggio in entrata ma Miles rispondendo deciso in forte entrata con sorprendente soft touch in runner riportava avanti i Calabroni che tuttavia accusavano il colpo da tre del greco.

La panchina che entrava in campo progressivamente e le difficoltà realizzative oltre – nell’immediato – il TO di Rozier che innescava il 17-20 lasciavano in vantaggio gli ospiti anche quando Wanamaker, dopo aver sbagliato da sotto riprendeva dando a McDaniels l’assist per i suoi primi due punti di serata.

Tripla di Forbes, gancio di sinistra da parte di Biyombo su Portis che poi sorprendeva Charlotte sulla linea di fondo per il 21-25, il divario aumentava lentamente anche se McDaniels raccogliendo dalla parte opposta del ferro segnava due punti nati dall’errore di Bridges e Biyombo stoppava Forbes in angolo senza poter impedire però i due punti di PJ Tucker sul proseguo.

McDaniels smetteva di essere positivo quando forzando un tiro in uno contro uno lo mancava e si faceva battere dall’appoggio di Holiday in corsa.

Dal mid range Forbes batteva McDaniels in uscita quindi finalmente uno scoop in allungo di Bridges muoveva il punteggio anche per Charlotte sul 25-31.

Portis si faceva toccare palla da Miles e sotto la pressione di McDaniels era costretto al TO.

L’ala di riserva degli Hornets si procurava due FT cercando di tornare elemento positivo ma a :36.7 i suoi due errori non erano imitati da Antetokounmpo pochi secondi più tardi: 2/2 per fallo di McDaniels (manata sull’avambraccio) e per fortuna che a 7 secondi dalla fine Graham indovinando la tripla del -5 lasciava agganciati gli Hornets a una sola manciata di punti: 28-33.

Cody Martin in palleggio cerca varchi. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

P.J. sbagliava in avvio da sotto, Lopez (rimbalzo e canestro) no così come DiVincenzo da qualche passo più lontano.

Per segnare Charlotte ricorreva al tracciante teso da metà campo di Graham non raggiunto da DiVincenzo in salto ma da Bridges che alle sue spalle segnava in alley-oop.

Charlotte però si perdeva al tiro risultando poco efficace mentre la squadra di Budenholzer con l’elbow di DiVincenzo giungeva sul +11 (32-43) prima che Charlotte tentasse una reazione con un deep 3 di Graham e un’alzata di Rozier per il 37-43.

Un fallo offensivo di Cody Martin e una tripla di Forbes ripristinavano il divario e anche se Rozier era resiliente nel farsi restituir palla e segnare dopo l’errore al tiro, il numero 3 non si trovava in gran serata al tiro.

Una dunk di Wanamaker che dalla linea di fondo destra affondava a una mano conteneva il divario a 9 punti (41-50) quindi dopo due pt. del greco ecco Martin splittare dalla lunetta e gli Hornets incassare da Middleton un mid range per il 42-54.

Il divario diventava enorme nel finale quando Charlotte giocava male i suoi attacchi e PJ Tucker realizzava da tre il 43-61.

Un divario destinato a scendere solamente di un punto con Milwaukee saldamente al comando 45-62 all’intervallo.

3° quarto:

Con gli Hornets in back to back domani a Boston aspettarsi uno sforzo notevole per recuperare sarebbe stato forse irragionevole visto il divario ma il tentativo di giocare meglio era dovuto dopo lo scellerato secondo quarto da 17-29.

Dopo due punti di Lopez ai liberi (quarto fallo P.J.) e una steal sullo stesso, un passaggio schiacciato pompato in transizione arrivava sotto a P.J. che schiacciava così come faceva ancora successivamente dopo l’assist rimbalzante di Graham.

La tripla di P.J. dal corner destro di P.J. valeva il 52-68 quindi era sempre P.J. a essere l’uomo cercato come terminale offensivo ma questa volta era stoppato per troppa prevedibilità, tuttavia Cody Martin sull’altro fronte rubava un pallone restituendo i due punti persi al nostro centro.

Charlotte cercava di rientrare: la serendipità di Cody Martin in angolo destro valeva tre punti (60-72), la tripla di Bridges a 6:13 il 63-74…

Un uso improprio del gomito sinistro di Antetokounmpo sotto canestro contro Biz spingeva la terna ad annullare il canestro del greco quindi Bridges in entrata selvaggia inventava un circus reverse layup che esaltava il pubblico che vedeva poi un tracciante color purple (Wanamaker) in entrata segnare il 67-74.

Un fallo sullo stesso Wanamaker a 4:32 portava Charlotte ad accorciare ulteriormente sul -5 ma la tripla di Forbes batteva la zona di una Charlotte che cercando di essere frenetica usciva un po’ di ritmo così i Bucks tornavano sul +10 con altri due punti di Forbes che dal mid range infilava oltre Biyombo il 77-87.

Graham però segnava il buzzer beater da oltre l’arco riducendo a 7 le lunghezze a 12 dal termine.

4° quarto:

Dopo 15 secondi un fallo di Wanamaker consegnava alla stella dei Bucks un and one mentre Lopez contribuiva con una reverse dunk a riaccumulare una dozzina di punti di vantaggio per la squadra del Wisconsin.

Graham però sparava da tre oltre Lopez con la retina che ingoiava a fatica l’83-92 quindi Antetokounmpo rispondeva da fuori esaltandosi oltre P.J..

Dai passi di Lopez ai due punti di Bridges si andava colpo su colpo con la tripla di DiVincenzo (85-98) m Wanamaker ricevendo orizzontalmente tagliava in area trovando il contatto con Connaughton per un two and one.

Dopo due punti in fast break degli ospiti, ecco Bridges in appoggio acrobatico volare oltre la linea di fondo.

Un jump hook di P.J. su Holiday valeva il 93-100, un divario che scendeva a 6 punti dopo l’entrata di Rozier per il 95-101.

Un fallo sull’entrata di Graham a 4:08 portava a due tiri liberi per il numero 4 che realizzandoli lasciava allo stesso numero della sua canotta il divario tra le due squadre.

99-103… gli Hornets riuscivano a dare un paio di stop ai Bucks in attacco ma Cody Martin e Rozier (sul 101-107) non prendevano le decisioni migliori per il tiro (il primo stoppato dal greco, il secondo con un catch n’shoot frettoloso quasi in torsione) così il tempo scorreva e Middleton chiudeva quasi la partita con il tiro pesante sebbene Graham replicasse da fuori per il 104-110.

Ci vorrebbe uno stop ma lo scambio rapido utilizzato da Holiday per fiondarsi a canestro lasciava scoperta la difesa di Charlotte sotto il ferro così la dunk segnava la fine nonostante Charlotte decidesse di giocarsela fino in fondo per un 104-114 anche figlio delle assenze tra le fila dei Calabroni.

Devonte’ Graham: 7

25 pt. (6/14), 3 rimbalzi, 6 assist, 1 rubata, -6 in +/-. 4 TO. Faccia simpatica che forse gli da poco credito. Non ha la faccia arcigna da macho di Giannis ma la faccia ce la mette nel finale prendendo una botta sul volto da Holiday ottenendo uno sfondamento con 4 FT è l’ultimo ad arrendersi perché porta Charlotte sul -4 e poi la fa tornare al -6 con una tripla e anche se nel finale sbaglia due triple (non le può mettere tutte) il sui 6/13 finale da fuori è buono. Sei assist ma anche 4 TO. Peccato per i palloni persi, con Boston era riuscito a limitarli ma la sua partita è positiva.

Terry Rozier: 4,5

8 pt. (4/17), 5 rimbalzi, 4 assist, 1 stoppata, -3 in +/-. 2 TO. Difesa passabile, attacco monco nonostante la resilienza nel portarlo. 0/7 da fuori. Si nota subito che non è in serata. Peccato perché con una prestazione “normale” di Rozier avremmo vinto male cose non gli girano. Protesta per un fallo nel finale ma in realtà Antetokounmpo tocca la palla. Un paio di TO non buoni anche se in difesa ha mani leste e nel secondo tempo salva due punti con un tocco provvidenziale. Il problema è che il nostro principale scorer è quasi 13 punti sotto la sua media con una percentuale di tiro bassissima…

Cody Martin: 6,5

10 pt. (4/9), 8 rimbalzi, 1 assist, 4 rubate, -5 in +/-. 3 TO. In avvio trova un paio di conclusioni interessanti ma forzate. Probabilmente con quell’altezza deve forzare. Esagera però nel finale quando Giannis, tenendo il passo, lo stoppa facilmente. Bene a rimbalzo, mani veloci a partire da subito con la steal su Middleton ma anche nel secondo tempo quando recupera palla e innesca P.J. per la schiacciata. Sicuramente meglio di Jalen.

Miles Bridges: 7,5

21 pt. (9/16), 10 rimbalzi, 6 assist, 2 stoppate, -13 in +/-. Doppia doppia per Miles che a trovargli un difetto esagera con alcuni tiri nel primo tempo ma prende tante iniziative. Mi stupiscono un paio di entrate con un runner a tutta birra e floater morbidissimo in impossibile controtendenza che va perfettamente a segno e un reverse circus shot che tocca il bordo sinistro del ferro prima di essere accolto dalla retina. 3/7 da oltre l’arco, una stoppata in ripiegamento/aiuto a inizio gara su Holiday che mostra l’atletismo dirompente del giocatore in difesa così come l’alley-oop come ombra di DiVincenzo in attacco conferma. Tanta energia anche quando le cose non gli girano.

P.J. Washington: 6,5

18 pt. (7/11), 2 rimbalzi, 2 assist, +1 in +/-. 3 TO. 5 falli. Sbaglia poco in attacco avendo il merito di trovare due schiacciate grazie a ottime imbeccate e una tripla nel terzo quarto che fanno riavvicinare Charlotte. Il problema falli ci sarà sempre se deve giocare come centro contro squadre che hanno giocatori di taglia e peso maggiori. Si propone come buon terminale mobile ma per il resto fa poco altro.

Bismack Biyombo: 6

3 pt. (1/1), 6 rimbalzi, 3 stoppate, -16 in +/-. 3 TO in 22:40. Tutto sommato il suo lavoro in difesa lo fa. Potrebbe far qualcosina meglio ma tre stoppate e 6 rimbalzi contro Lopez, Giannis e soci possono andare. Il problema è che l’attacco della squadra è incardinato su binari morti. Era prevedibile che Borrego l’avesse speso, peccato anche le mani per tenere un pallone siano sempre quelle di pasta frolla ma il suo lo fa fermando clamorosamente Giannis nel finale anche se aiutato da un compagno.

Brad Wanamaker: 7

13 pt. (5/10), 2 rimbalzi, 6 assist, 1 stoppata, -10 in +/-, 2 TO in 27:06. Entra ed esce nel finale per poi rientrare poiché Borrego cerca di ingegnare un offensiva basata sul talento e la visione del play in aiuto a Graham. Finisce, non tanto per colpa sua, ad avere la palla in man e a fare un tiraccio che non arriva nemmeno vicino al ferro dopo un dribbling tuttavia è bravo nel fiondarsi a canestro trovando bucket importanti e a coinvolgere la squadra con assist. Il palleggio e il tiro non ravvicinato non sono il massimo ma fa quello che deve abbastanza bene.

Jalen McDaniels: 5

6 pt. (2/4), 2 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, +2 in +/- in 15:37. Temibile come un chilowatt contro un leone, abbaia due volte a inizio partita poi viene asperso dai Bucks difensivamente come incenso. Sembra riprendersi ma lo 0/2 ai liberi dice di no. Borrego ha il coraggio di rispedirlo sul parquet nel terzo quarto quando almeno due FT li segna andando anche sopra di plus/minus, prevalentemente per meriti altrui.

Coach James Borrego: 6

I Bucks hanno ritrovato tutti gli effettivi dall’ultima partita, lui ha ancora out tre giocatori chiave. Tenta di organizzare ciò che può affidandosi alla difesa ma schierare McDaniels non è un granché. Gli si può imputare solo il fatto di non provare altri player, per il resto sono più errori personali dei singoli che sistematici del sistema.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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