Game 62: Charlotte Hornets @ Brooklyn Nets 123-112

Intro

The Unswitchable (L’inscambiabile) è un’idea riportata su carta da Yoav Blum, autore israeliano.

Purtroppo, pur cercando, ho trovato solo la versione in ebraico (che non parlo), comunque sia la trama è affascinante già solamente dall’intro (l’unica parte che conosco).

Esiste un pianeta sul quale ogni abitante possiede un bracciale che gli permette di scambiare il proprio corpo con quello di chiunque.

Ovviamente questa invenzione ha stravolto tutti gli aspetti dell’esistenza degli abitanti, dagli spostamenti alle le relazioni, ecc..

Dan è l’unica persona su questo strano mondo che non può compiere questi scambi.

“Un giorno, una donna anziana gli si avvicina, sostenendo di esser stata la sua fidanzata d’infanzia. La donna afferma di aver scambiato il corpo con la moglie di un milionario, nonostante questa smentisca. Ha bisogno che Dan dimostri la sua identità; tuttavia, viene assassinata da un cecchino prima di potergli fornire i dettagli. L’omicidio dà inizio a un frenetico thriller, in cui nessuno è chi sembra. Letteralmente.”

Premesso che sul nostro mondo, tra il virtuale, la politica e “maschere pirandelliane” non avremmo nemmeno bisogno del bracciale in una società che si fonda più sull’immagine che sulla concretezza, pensavo se esistessero questi bracciali nella NBA…

Giocatori che per avere la vittoria in pugno tenterebbero continuamente di scambiarsi con i più talentuosi avversari cercando appositamente di sbagliare tiro senza più capire alla fine chi è realmente chi tra loro…

Una battaglia a colpi di bracciale che renderebbe però lo spettacolo prossimo al basso punteggio dove le steal sarebbero molte meno delle personalità rubate.

A proposito di rubare, Charlotte, uscita dalle otto posizioni che contano (la vittoria dei Magic contro i Warriors spediva Charlotte in nona posizione) aveva bisogno disperatamente di strappare una vittoria ber bloccare la streak perdente composta da tre partite consecutive iniziata proprio con Brooklyn e quel controverso finale a Charlotte.

Si trattava per Charlotte di concretezza e credibilità, la stagione si accorcia e se le squadre della Florida riescono nell’impresa di battere i Warriors, gli Hornets devono rispondere gara dopo gara dimostrando d’avere quell’insieme di qualità che non hanno avuto in troppe partite.

La partita in breve

Partita iniziata male per Charlotte che, complice una difesa labile, incassava un 2-8 iniziale ma gli errori di Brooklyn riportavano in partita gli Hornets pronti lestamente a pareggiare con Kemba.

La gara rimaneva lì ma nel finale una tripla di Carroll mandava sul +4 i Nets, tuttavia, dopo un errore al tiro, una tripla dall’iperspazio di Lamb fissava sul 31-32 il risultato dopo 12 minuti.

Contro-sorpassi a raffica in avvio di secondo quarto ma Charlotte, dopo il vantaggio di Zeller ottenuto a mezzo lunetta a 7:43 (43-41) allungava decisamente, complice un bizzarro tiro da tre di Bridges inghiottito dalla retina che valeva il 50-44.

Brooklyn andava in tilt e qualche decisione arbitrale innervosiva il pubblico che vedeva i loro gettar via anche diversi palloni dai quali nascevano azioni per gli Hornets che nel marasma della zona di Atkinson s’infilavano bene.

Lamb, tra tiri e liberi, usava questi ultimi per un 2/2 a portare gli Hornets sul 64-48…

Qualche ritocco di punteggio nel finale con gli Hornets a sfiorar quota 70 sull’errore di Parker ma in vantaggio 68-50 all’intervallo.

A 5:33 del terzo quarto i Calabroni si lanciavano sul +21 grazie a una bomba di Williams ma poi nel finale si vedevano rimontare sul 98-86.

Kurucs con una putback dunk su Zeller apriva l’ultimo quarto continuando il parziale pro Nets che arrivava sul 9-0.

Vantaggio dimezzato ma nonostante l’uscita di Zeller per il quinto fallo Charlotte reggeva concedendo un rientro ai Nets solamente sino al -9 anche perché Batum con due triple consecutive e un appoggio off-balance su Harris firmava il 112-98 lasciando troppo distanti i Nets per prender la scia dei Calabroni.

Vinceva quindi Charlotte lo scontro diretto riportando in parità il bilancio stagionale (2-2) contro l’avversaria, interrompendo la striscia negativa e vincendo una partita in trasferta, cosa che per gli Hornets è risultata rara durante la stagione.

Per i Nets 22 i punti di Russell, 15 di Carroll e 15 da Dinwiddie.

Partita equilibrata nelle statistiche di squadra principali con un 40-36 a rimbalzo e un 24-27 negli assist.

14/17 dalla lunetta per gli Hornets contro il 14/18 Nets, 13-15 i TO, 53,2% al tiro per Charlotte contro il 51,2% avversari ma da fuori Hornets al 42,9% (finalmente bene) contro il 31,3% dell’home team che perdeva 6-2 nelle steal.

Le formazioni:

La partita

1° quarto:

Inizio sconcertante degli Hornets a livello di durezza… la squadra in difesa sembra non esserci e sul raddoppio altissimo di Zeller il passaggio verticale lascia Allen solo e pronto a schiacciare.

A 11:30 Miles con un gancio in terzo tempo pareggiava e ancora lui, intercettando un pallone dalle sue parti in transizione mancava la cosa più importante, la corretta rifinitura così su una rimessa dal fondo LeVert si presentava ad appoggiare sotto e Russell rincarava la dose andando ad appoggiare da sotto con la difesa degli Hornets confusa.

Allen mancava un appoggio influenzato da Zeller ma gli Hornets buttavano via l’ennesima palla in attacco e finivano per incassare dal cuore dell’area altri due punti targati Harris per l’iniziale 2-8 Nets…

Borrego non chiamava il time-out ma Charlotte a 8:40 con un piazzato di Zeller dimezzava lo svantaggio, si portava sul -2 a 7:42 con un fade-away di Kemba che a 7:21, sfruttando anche un paio di errori dei Nets con Zeller bravo a recuperare i rimbalzi difensivi, partiva in corsa lasciando sul passaggio interdetto Russell e non dando possibilità a Graham sotto canestro per evitare il pareggio.

Allen segnava facilmente in schiacciata ma Cody appoggiava sotto a sinistra al vetro su invito di Kemba ma dall’altra parte LeVert con due punti realizzava il 10-12 ma Cody a 5:42 guadagnava due FT per riportare la gara in parità.

A 5:30 anche Allen andava in lunetta con Charlotte per la prima volta a intervenire decisa su un’azione potenziale da punti.

½ per il centro dalla pettinatura afro a 7:01 ma la tripla di un Frank scongelato dalla panchina sorprendeva i Nets per la prima volta sotto in serata (15-13).

Il pareggio di Harris, l’appoggio di Kemba in corsa e la dunk di Allen alzavano il punteggio ristabilendo la parità a quota 17 ma ancora il tank che apriva l’azione, rollando si ritrovava sul passaggio di Marvin al centro dell’area, spin sul difensore e bella alzata per il 19-17…

Carroll in entrata beneficiava del tiro supplementare per un leggero contatto con Lamb considerato falloso dagli arbitri.

Due più uno e BKN ancora in vantaggio (19-20) prima di due FT a segno di Lamb e contro-sorpasso di Dinwiddie (21-22) e allungo di Carroll da te punti dalla diagonale destra.

Per un tre secondi difensivo contro BKN a 2:09 Lamb accorciava sul -3 con Jeremy a tornare in lunetta poco più tardi, spostato leggermente dal fianco di Allen sull’attacco a sinistra.

2/2 per il -1 subito respinto da un runner da parte di un buon Carroll.

10-20 i punti nel pitturato per i locali e canestro annullato a Parker per spinta precedente sul blocco di Biz che andava in lunetta a recuperar due punti a 1:08.

Kurucs e Parker ne mettevano due a destra ma Carroll esplodendo da tre realizzava il +4 per la squadra di Atkinson che a nove decimi di secondo subiva la tripla siderale di Lamb in second chance per il 31-32 definitivo di primo quarto.

Walker e Russell. Photo: Seth Wenig, AP.

2° quarto:

Si partiva con il rollercoaster anche nel secondo periodo grazie al sorpasso di Parker a recuperare su Carroll per poi infilare il pullup a 11:15.

Replicava LeVert con due punti e Russell con alto pullup su Parker dopo aver creato lo spazio necessario allungava sul 33-36 ma andando di pullup in pullup, ecco arrivare quello di Kemba su Carroll per il -1 che dava la possibilità a Parker di passare lo schermo e piazzarne un altro per il nuovo sorpasso (37-36) prima che Russell imitasse il francese andando a usare il blocco per il jumper comodo con il primo ferro amico.

Kemba dal mid range sulla baseline destra in fade-away andando a cercar fortuna la trovava tuttavia Crabbe con un gioco a due riusciva a trovar lo spazio per la bomba del 39-41 su assist di Carroll.

Tony piazzava un altro lungo due in diagonale con il pass di ritorno di Marvin a 8:04 e a 7:43, per fallo di Davis, Zeller dalla lunetta superava i locali.

L’home team subiva un chirurgico pull-up di Lamb ma recuperava tre punti grazie a Carroll con l’open 3 (buon movimento palla) ma Lamb continuando a giocar bene apportava altri due punti alla causa e una flipperata di Bridges da fuori valeva il 50-44 a 6:03.

A 5:43 time-out Brooklyn dopo altri due punti firmati Kemba (52-44).

A 5:11 appoggio Kemba restituito da un canestro di Dinwiddie che in lunetta sbagliando l’addizionale faceva perder un punto ai suoi che incassando l’arcobaleno di Parker (lesto in area) sul -10 e scendevano sul -12 quando Kemba segnando altri due punti realizzava il 58-46.

La difesa di Charlotte mandava in tilt l’attacco avversario e su un passaggio all’indietro di Allen, Lamb intercettava la sfera sul lato mandandola sul piede di Carroll salvandosi così dalla possibile rapida restituzione.

Palla out come la difesa a zona di Brooklyn che incassava su assist di Parker altri due punti di Williams mentre un altro TO di Harris con Kemba a recuperar palla serviva a un Lamb in fuga ad appoggiare atleticamente il 62-46…

Dinwiddie accorciava di due ma a 2:17 su una rimessa dal fondo contestata con palla assegnata alla fine a Charlotte, in leggero avanzamento Harris entrava nel cilindro di Lamb che al volo mancava il tiro ottenendo però due FT poi realizzati tra i fischi del pubblico che iniziava a sentirsi perseguitato da qualche decisione della terna arbitrale.

In poco tempo però i Nets andavano a commetter il secondo shot clock violation subendo anche il 66-48 con Frank a girare oltre Dinwiddie sulla baseline sinistra per appoggiare facilmente.

Harris in entrata ne metteva due ma ancora Parker con altra “dime” riforniva anche il Tank che da sotto non poteva esimersi da segnare due punti che chiudevano il quarto anche perché Graham andava a sfondar su Kemba e Dinwiddie in entrata allargava l’alettone su Kemba per due falli offensivi che ghiacciavano la gara sul 68-50.

Charlotte Hornets’ Marvin Williams, left, and Frank Kaminsky, right, defend on a shot attempt by Brooklyn Nets’ Spencer Dinwiddie during the first half of the NBA basketball game Friday, March 1, 2019, in New York. Photo: Seth Wenig, AP.

3° quarto:

Nella ripresa Bridges firmava subito il +20 (70-50), Harris segnava da tre punti a 10:51 ma a 9:50 arrivavano i primi tre punti della gara per Batum con una tripla frontale tuttavia sul fronte opposto arrivava ancora una bomba firmata LeVert per il 73-56.

Assist di Batum per Cody e risposta dell’ex Graham da due punti che andava più tardi ad incrementare il bottino segnando una bomba che riportava i Nets sul -16 (77-61), tuttavia, anche se la difesa di Charlotte risultava meno solida, gli Hornets in questa fase riuscivano a replicare ai canestri subiti; era il caso di Kemba che segnava due punti (intervallato da Russell) per andare ancora a usare lo schermo del lungo e segnare una tripla dalla diagonale destra che faceva felice Borrego tornato ad avere 19 punti di vantaggio (82-63).

Allen da sotto rispondeva ma Marvin con l’arcobaleno in entrata disegnava un finale felice per Charlotte che subiva la tripla di Russell ma metteva dentro un big shot con Lamb che a sinistra in avanzamento si stortava in aria per battere il difensore dal mid range sinistro.

A 5:33 Williams con tre punti mandava in orbita gli Hornets sull’89-68 ma i 21 punti diventavano già 19 con Russell a metter dentro sul Tank e 17 con l’appoggio di Kurucs scappato a Lamb.

Batum da tre punti a 4:09 riportava a +20 la squadra di MJ che tuttavia nel finale cominciava a sbandare con il Tank un po’ sfasato.

A 2:22 per un close-out falloso di Kaminsky arrivavano tre liberi per Carroll che mancava l’ultimo ma l’invasione del Tank riconsegnava al tabellino il 3/3…

Lamb sparava l’ultimo fuoco d’artificio con un pullup a 2:09 per il 98-79 ma da quel +20 si scendeva con due punti di Dinwiddie, con due FT di Carroll in bonus a 1:12 (ancora il Tank su palla vagante in attacco) con due punti di Crabbe per il 98-85 e i neri rifinivano a :19.8 con il contatto Carroll/Kaminsky splittando per il -12.

Rientrava Kemba per gli ultimi venti secondi scarsi ma la sua tripla sulla sirena non andava a segno e si chiudeva sul 98-86.

4° quarto:

Iniziava con energia la squadra di Atkinson con la putback dunk di Kurucs sopra Zeller a ribadire una tripla fallita per un 9-0 di parziale che a 11:35 tagliava il -20 sino al -10…

Marvin in area andava a giocare fisicamente con Dinwiddie spostandolo e trovando spazio per il gancetto di alleggerimento.

Passi di Kurucs in partenza contro Lamb e Dinwiddie in entrata mandava la palla oltre il tabellone… Due occasioni perse per Brooklyn che a 9:59 si salvava con lo 0/2 di Zeller dalla lunetta così Russell centrando il bersaglio realizzava il 90-100.

Nessuno guardava Cody in area che con una leggera rincorsa catapultava il runner dal cuore dell’area per due punti a cui seguiva una replica di Russell per il nuovo -10.

Parker con il jumper perfetto da sinistra baciava la retina ma un fallo di Batum (sbilanciatosi per passare tra schermo e tiratore) su Russell dava la possibilità all’asso avversario di calare altri tre comodi punti riducendo lo scarto alla singola cifra (104-95) a 8:49 dalla fine.

Dentro Kemba ma sull’ultimo tiro libero Kurucs e Zeller finivano a terra, più fallo dell’europeo ma per gli arbitri era doppia e il quinto fallo di Cody gli valeva un richiamo in panchina per preservarlo.

Dentro Frank ma ci provava Parker stoppato da Harris che con una giocata capolavoro salvava al volo anche la rimessa dal fondo pro Hornets ma dall’altra parte Hollis-Jefferson mandava a monte la transizione in corsa frontale andando a sbattere su Frank seguendo il motto di “Mario”, alias Maccio Capatonda, “”Dritto per dritto!”

A 7:57 Batum da tre punti metteva dentro una tripla per fermare l’avanzata ospite che rimediava due punti da sotto nel rinnovato duello tra Hollis-Jefferson e il Tank, tuttavia, dopo soli 27 secondi dalla tripla del francese, Nic ci riprovava facendo da solo per il two in a row ben realizzato…

110-97 e due FT per Allen splittati a 7:14 così Batum, attaccando Harris metteva dentro un appoggio al vetro off-balance mentre in corsa sulla sinistra e di mano sinistra il tank eludeva il tentativo di stoppata di Allen accarezzando il plexiglass per il 114-98.

Brooklyn si arrendeva a 5:50 quando la tripla open di Harris saltava sui ferri e nonostante un tiro a segno di Russell, Harris, dalla parte opposta (raddoppiato) mandava un lungo air-ball con messaggio di resa anche perché Marvin con una buona copertura su Russell al tiro da fuori faceva perder l’ennesimo giro ai locali anche se su una second chance con Dinwiddie arrivavano i tre punti ma a 3:53 dal termine.

Bastava un circus shot di Frank (sul pick and roll da sotto) senza guardare il canestro per veder la palla roteare sul plexiglass e prender uno spin accattivantemente vincente.

Il sapor di vittoria si gustava con due punti di Kemba per il 118-103.

Finiva sul 123-112 con i Nets non più in grado di riavvicinarsi seriamente.

Pagelle

Kemba Walker: 7,5

25 pt., 4 rimbalzi, 7 assist, 4 rubate. 12/20 al tiro. Altra big night per il capitano che selezionando meglio il tiro (solo due tentativi da fuori con una bomba realizzata) va oltre il 50% tra appoggi e pullup. Attivo in difesa tra steal e un paio di sfondamenti presi anche se su uno gli arbitri preferiscono assegnare il blocking a lui ma è veramente dubbio. A ogni modo nella sua città d’origine va a far vedere che rimane un top player in grado di dare punti alla propria squadra.

Nicolas Batum: 7,5

17 pt., 6 rimbalzi, 5 assist, 1 stoppata. 6/11 dal campo. Primo tempo anonimo in attacco ma seguendo e fermando Harris (9 pt. con 1/4 da tre alla fine) già guadagna un voto sufficiente. Nel secondo tempo incassa una tripla dal vincitore della gara nel tiro da tre punti alla quale risponde poi fa fallo su Russell regalando tre tiri liberi che portano l minimo distacco gli avversari (-9) ma con due bombe e un off-balance su Harris, spento bene in attacco, si guadagna un bel voto.

Miles Bridges: 6,5

7 pt., 1 rimbalzo, 1 assist, 2 rubate. 3/5 dal campo. Parte ancora titolare Miles che ha il gran merito di realizzare una rocambolesca tripla d’inerzia, mancava solo facesse il giro della Via Lattea ma dopo quei tre punti Brooklyn ha un momento di scompenso e sembra sciogliersi. Parte bene con un bel gancio in terzo tempo ma manca il layup successivo, tuttavia anche se gioca 17.57 solamente non fa bruta figura.

Marvin Williams: 7

11 pt., 8 rimbalzi, 2 assist. 5/8 dal campo. Spreca poco e in attacco va a prender tre rimbalzi. Attacca con intelligenza fisicamente su Dinwiddie oppure con floater e arcobaleni ritmati mette dentro scegliendo spesso la soluzione giusta sbagliando poco. In difesa compie alcune ottime chiusure come quella nel finale su Russell. Buona gara.

Cody Zeller: 7

12 pt., 9 rimbalzi, 3 assist. 4/9 al tiro. 5 falli, l’ultimo direi omaggio… Buona prestazione di Zeller che fa meglio di un Allen non sembrato in palla in serata. Macchia un pochino la prestazione con lo 0/2 dalla lunetta in un momento delicato ma spesso va a prendersi il tiro anche se non sarebbe sempre consigliato come la tripla del primo tempo, comunque aperta. A rimbalzo copre meglio del solito come difende meglio da sotto e si vede la differenza in questa fase con Frank.

Jeremy Lamb: 7,5

22 pt., 1 rimbalzo, 1 stoppata. In versione only scorer parte con dei tiri liberi per scaldarsi ma ben presto inizia a metter dentro anche tiri piazzati, runner e pullup difficili garantendo a Charlotte punti importanti dalla panchina sebbene giochi 33:34… Riesce così a bloccare eventuali parziali della bench avversaria. Qualità anche giocando da solo riuscendo a crearsi il tiro e 7/7 dalla lunetta. Tripla siderale alla fine del primo quarto.

Bismack Biyombo: 5,5

2 pt., 2 rimbalzi. 0/2 al tiro in 4:58. -7 di plus/minus. Soffriamo un po’ con lui ma non sempre per demerito suo. Alla fine rimane in campo poco perché Borrego vuole uno che metta dentro la sfera in attacco.

Tony Parker: 7

12 pt., 2 rimbalzi, 5 assist. 18:26, solo un TO con due tripla mancate e un 6/12 complessivo. Buoni i suoi arresto e tiro che danno, insieme ai punti di Lamb, sollievo e tengono a distanza gli avversari. Durante l’allungo un paio d’assist fatti sembrar semplici aiutano a spianar la strada.

Frank Kaminsky: 7

15 pt., 7 rimbalzi, 1 assist. 7/12 dal campo. 4 TO e 5 falli. Controversa partita del Tank che tuttavia, scongelato dalla panchina-frigo, mette dentro ben 15 punti partendo dalla tripla iniziale al circus shot finale passando per un arcobaleno stretto su Allen e uno spin con allungo su Dinwiddie e un allungo di sx su Allen. PF o C poco importa. In attacco è una minaccia in grado di creare imbarazzo alla difesa avversaria ma in difesa ha un pessimo momento quando commette tre falli che regalano sei punti agli avversari mantenendo una difesa arrendevole in circostanze da sotto canestro anche se qualche volta prova a piazzare la zampata ma arriva a commetter 5 falli appunto… Gioca più di Zeller, reinserito nel finale per problemi di falli del C titolare.

Coach James Borrego: 7,5

Individua finalmente in Monk e MKG gli uomini no del momento e rimanda in campo Frank. La squadra ha un inizio ancora una volta difensivamente imbarazzante ma approfitta degli errori avversari per riprendersi e sembra switchare poi durante il secondo quarto rubando la grinta agli avversari che giocano molli per un tratto… Batte la difesa a zona e resiste al rientro mettendo in campo solamente nove uomini che hanno un buon minutaggio per rodare e decollare…

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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