Game 63: Charlotte Hornets Vs Portland Trail-Blazers 108-118

Intro

Non so dalle vostre parti ma qui la giornata è iniziata con un cielo terso e uno splendido sole che irradia l’umore in una tiepida giornata.

Dalle parti di Charlotte non so come sia il meteo ma dev’essere arrivata chiaramente ciò che è definita come radiazione cosmica di fondo, ovvero, l’eco del Big Bang, l’esplosione che avrebbe dato origine a quest’universo.

“Il rumore, genericamente considerato privo di senso, con la scoperta della radiazione cosmica di fondo si trasforma, paradossalmente, nella più pregnante espressione di senso.”

Le vittorie recenti di Pistons, Magic e anche Heat hanno rimescolato le carte in tavola scompigliando delle statiche posizioni playoffs e quel sibilo non percettibile dall’orecchio umano risuona oggi come minaccioso disturbo alle friabili “certezze” che i fan avevano di ritornare finalmente ai playoffs dopo due anni fallimentari.

Con il contro-sorpasso della squadra dell’ex Clifford (Orlando) vincente a Indianapolis e tornata all’ottavo posto, spingere e vincere contro i Trail-Blazers in serata è l’unico modo possibile per farlo sebbene i pionieristici Tracciatori di Sentieri nei nostri confronti abbiano spesso avuto la meglio ma non è detto che la storia debba sempre andare nella medesima direzione.

Toccava quindi ai ragazzi di Borrego, comunque con la possibilità di sopravanzare i Magic per il discorso di asimmetrica calendarizzazione provare a regalare nuovamente una gioia casalinga di prestigio dopo le L contro Warriors e Rockets perché il rumore di fondo disturba ma il destino dei Calabroni è ancora nelle loro mani…

La partita in breve

Partita simbolo della stagione di Charlotte che contro squadre dell’Ovest d’alta classifica, più attrezzate, perde quasi regolarmente.

E’ una questione di qualità degli interpreti e di problematiche legate all’età (anagrafica di Parker) e a gestioni scriteriate nei possessi nei momenti che contano ma andiamo alla partita…

Come il solito Charlotte partiva con il piede sbagliato, in pigiama, nonostante il bell’alley-op di Miles per il 2-2, subiva la forza d’urto dell’attacco avversario che colpiva a 4:53 con Lillard per un imbarazzante 11-26.

L’ingresso in campo di un ispirato Lamb se non altro sbloccava l’attacco che grazie ai suoi 13 punti (più di quelli degli altri componenti) arrivava sul 25-32 a fine periodo.

Nel secondo quarto la panchina continuava ad aver la meglio su quella avversaria giungendo sul 29-33 con l’appoggio al vetro a 9:42 di un buon Kaminsky.

I titolari avversari però davano problemi, ora era Nurkic da sotto il problema.

Risultando difficile da fermare riusciva ad avvantaggiare il suo team sul 40-50 anche perché Kemba continuando a mancare tiri (1/9 appena dopo il 40-50) non dava una mano ma una fiammata degli Hornets tagliava il divario sul -6 (50-56).

Terzo quarto passato a inseguire con Charlotte che tra almeno tre decisioni a sfavore, un tecnico a Kemba e tre bombe di Lillard, scendeva sul -9 a 5:08 (64-73).

La terna arbitrale in serata ha commesso diversi errori.

Quattro tiri liberi tra i 2:00 e gli 1:00 (Batum e Parker) mandavano la squadra di MJ sul 75-77 anche se cominciava ad accendersi Hood, protagonista del finale.

Due suoi liberi erano contrastati da una bomba di Parker a :16.1 per l’80-81…

Nonostante un Hood vivace nell’ultimo periodo a 10:40 Bridges con la tripla pareggiava a quota 85 per Charlotte la quale si trovava nuovamente a inseguire ma con una bella azione two and one di Lamb a 9:17 riusciva a riagguantare il pari a quota 89.

Gli Hornets però non riuscivano a mettere il capo davanti nemmeno (sul 96-97 a 6:23 per la tripla di Kemba) quando il capitano in transizione da vicino mancava il sorpasso mentre dall’altra parte Charlotte mostrava sulle veloci transizione o lanci in transizione difesa scoperta e finiva subito per pagare dazio con Nurkic and l’and one.

A 4:48 Zeller su Nurkic metteva dentro a una mano il -4 (98-102) ma Hood, che aveva messo nel frattempo un paio di triple se no impossibili, a basso coefficiente, mandava a segno il long jumper su Zeller e la mala gestione degli attacchi unita alla scarsa forza difensiva nel recuperare i rimbalzi costavano caro.

Nel caso Marvin mancava la tripla affrettatamente e Aminu, toccato dallo stesso Williams dopo averlo visto recuperar il pallone sulla lotta Zeller/Nurkic vedeva realizzare il libero all’avversario. Azione da tre punti che chiudeva la gara (98-107).

Finiva così, 108-118 contro Portland che se non ricordo male (vado a memoria) abbiamo battuto solamente due volte su dieci da quando i Calabroni 2.0 sono tornati in North Carolina…

21 punti per Hood (7/32 dal campo nelle ultime 5 partite) nell’ultimo quarto con Batum a sottolineare il buon lavoro difensivo fatto su McCollum e Lillard (più sul primo direi io) ma a ricordare appunto l’esplosione dell’ex Cavaliers che ha finito con 27 punti…

Con un 38-58 nel pitturato e un 2-16 nelle second chance point è stato facile vincer per Portland che ha finito a rimbalzo sopra 35-48.

Nurkic ha chiuso con 26 punti e 15 rimbalzi, Lillard 23 e Aminu con 14.

Qui soto, in grafica, altre statistiche oltre a quella dei rimbalzi:

Le formazioni:

La partita

1° quarto:

Inizio non brillante degli Hornets come spesso accade negli ultimi tempi… da un intercetto e una persa di Marvin ecco arrivare i primi due punti di Lillard che puntando con hesitation il canestro depositava a tabella per lo 0-2.

Hornets che lanciavano (Kemba) in orbita Miles che raggiungendo la palla con la sinistra schiacciava l’alley-oop del pari a 11:14 ma Nurkic in post basso destro aveva la meglio su Williams con un semi-gancio.

Dalla parte opposta Batum, presentandosi sulla linea dei tre punti, sganciava la tripla del vantaggio a 9:52 ma il vantaggio era effimero e poco durevole perché l’open 3 di Aminu apriva una galoppata della squadra di Stotts che colpiva nuovamente con McCollum dal corner destro con un’altra bomba per il 5-10…

Walker in penetrazione da destra accorciava trovando il -3 ma Lillard su una rimessa dal fondo scappava alla nostra difesa per colpire con un catch n’shoot da due punti e un altro tre punti di McCollum iniziava a scavare un solco tra i due team.

Il divario si allargava con Charlotte incapace d’andare a segno mentre Nurkic da sotto segnava il 7-19.

L’entrata di Lamb sbloccava l’attacco, suoi i tre punti diretti per giungere ai 10 poi un ½ di Zeller per arrivare sull’11-19…

Nulla più perché Harkless da sotto metteva dentro facile e la stoppata di Marvin su McCollum serviva solo a rallentare i punti di Nurkic che in mischia era fermato irregolarmente ma dalla lunetta (5:25) metteva dentro comunque l’11-23.

Harkless mancava un paio di tiri da sotto ma portando via palla a Lamb (forse fallosamente) dava la possibilità a Lillard di colpire liberissimo da appena fuori l’arco.

Lamb con l’attacco frontale rimediava due punti da runner per rimediare a una difesa disastrata ma dall’altra parte Portland continuava a colpire con alte percentuali.

Era ancora Aminu nel pitturato con il floater a segnare il 13-28 prima che a 3:12 Lamb con le finte di crossover avanzasse per alzare un altro floater vincente.

Contatti Kaminsky/Layman dall’inizio alla fine con Frank a non trovar spazio per l’appoggio ma i due liberi meritati piovevano nel cesto per il -13 e per un altro contatto Walker/Collins, il capitano riduceva a 11 lo scarto a 2:06.

Lamb dalla diagonale sinistra pescava la tripla, Lillard intervallava con un FT jumper ma sul passaggio orizzontale di Walker Lamb dalla sua mattonella eseguiva un altro triplone dalla meccanica perfetta per il 25-32, punteggio finale di quarto.

CHARLOTTE, NC – MARCH 3: Jeremy Lamb #3 of the Charlotte Hornets passes the ball against the Portland Trail Blazers on March 3, 2019 at Spectrum Center in Charlotte, North Carolina. Copyright 2019 NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

2° quarto:

Iniziava con un blocco irregolare in attacco Biz che si faceva perdonare stoppando Kanter poi a 11:04 arrivavano due FT per il figliol non prodigo Seth Curry in missione per conto di Dio dalla baseline destra.

½ e Hornets ad accorciare dalla FT line con il jumper di Lamb.

A 9:42 anche Kaminsky aiutava la panchina a surclassare quella avversaria con l’appoggio di destra in corsa per un 19-3 tra bench e un 29-33 nel punteggio.

Curry un runner alzava la sfera dentro il cerchio ma Frank, in movimento verso canestro, agganciava un passaggio che sembrava arrivare troppo in dietro per la sua portata, da lì l’avanzamento con spin e alzata su Collins, autentico capolavoro atletico e di coordinazione per il 31-35 a 8:54.

Biz stoppava Kanter ma Lamb, stretto, commetteva passi e Curry con un open tre mandava Borrego su tutte le furie.

Un pick and roll di Zeller con Parker portava il nostro centro alla marcatura ma Layman e Kanter da sotto mettevano due punti a testa portando la gara sul 35-42.

Un fallo su Frank a 7:01 non era premiato con i liberi e la jam in corsa di Layman su perfetto bound pass di Curry si schiantava sul ferro con il Tank a dar fastidio quindi era Parker ad esser più concreto con un rapido pullup per il -5.

Curry ne metteva due come Nurkic ma dalla lunetta, azione viziata inizialmente però da una spinta di Aminu su Lamb, spostato troppo dall’estensione del braccio dx dell’ex Pelicans…

Per bloccar la fuga serviva la partenza da lontano con fallo di Aminu.

Per gli arbitri il rilascio arrivava sulla continuazione così il libero fissava il punteggio di Charlotte a quota 40 contro i 46 dei bianchi.

Reverse layup per Nurkic controllato ma non fermato e terzo fallo di Zeller a 4:10 per il bonus degli ospiti che portavano a casa altri due punti per giungere sul 40-50.

Walker sbagliava ancora scendendo a 1/9 ma Lamb realizzava ancora e sebbene Nurkic costituisse un problema nel pitturato segnando ancora, Lamb ne metteva dentro una fantastica off-balance.

Tre punti dal corner sinistro guardato da Nurkic per il 45-52 prima che segnasse ancora il centro europeo e Lamb mancasse un layup in transizione, unico suo peccato del primo tempo, poi a 52.9 Kaminsky ci regalava il 48-54, sei punti di divario, quelli a fine primo tempo dopo i due liberi di Walker e la drive di Lillard per il 50-56.

Nurkic mette in difficoltà i lunghi titolari di Charlotte. Foto tratta da Foxsports.

3° quarto:

Ottima partenza per Bridges che con tutto il tempo per mirare dalla top of key per portarci sul -3 (53-56) prima che arrivassero 4 punti degli ospiti targati Aminu ai quali rispondeva Kemba di destro con un’entrata fisica su Nurkic.

Dal -5 si arrivava al -2 con la tripla di Williams a 9:44 su assist di Walker, Batum recuperava una bella palla ma Miles, servito al volo, si vedeva respinger oltre il fondo l’alzata con poco angolo a disposizione per il tiro. Dopo il +4 Cody ci faceva rientrar a due punti poi una persa in palleggio di Walker con fallo davano il via al momento no di Charlotte che incassava una tripla di Lillard a 7:06.

La stessa PG avversaria si ripeteva poco più tardi per il 60-68 mentre Kemba andava corto con il tiro in area ma Miles correggendo su Nurkic riportava sul -6 la situazione.

-4 quando Kemba costringendo Nurkic a un altro fallo a 5:59 regalava il 64-68.

Harkless cadendo in area manteneva il palleggio e allargandosi dopo essersi rialzato tornava indietro battendo Lamb.

L’ennesima tripla di Lillard (5:08) mandava in tilt Kemba che tentava forzatamente di replicare proprio con l’avversario a contatto ma ancora una volta arrivava l’errore e dall’altra parte un opinabile fallo costava anche il tecnico al capitano per proteste.

Due punti recuperati dai Trail Blazers a 4:34per il 64-75 ma a 4:20 alla riscossa andava Frank che metteva dentro un circus shot rilasciando in corsa la sfera in qualche maniera: la parabola bassa seguiva al fallo di Nurkic in chiusura ma sull’addizionale Frank si vedeva respinger dal ring arancio la conclusione.

Hornets che provavano a rimontare con lo spin e canestro di Walker e la tripla da destra sulla transizione con servizio per Batum che restituiva timide speranze donandoci il 71-75 a 3.32 dalla terza sirena.

Iniziava a esaltarsi Hood dalla panchina ospite con un mid range su Biz, Aminu in transizione era pescato al fallo dagli arbitri (anche se probabilmente c’erano almeno due tocchi di Lamb precedenti ma ciò compensava un paio di fischi abbastanza discutibili contro) e Batum a 1:59 realizzava due FT, imitato a 1:28 da Parker, bloccato sul nascere della penetrazione.

75-77 con Lillard all’estensione del braccio destro per tentare di superare un attento Biyombo che in stoppata andava a bloccare in maniera pulita il n° 0 avversario.

Lamb con un tiro off-balance mandava a monte il pari e Hood su Parker ridava il vantaggio oltre il possesso agli ospiti.

Parker si rifaceva in penetrazione diagonale da destra a sinistra e appoggio passando in mezzo a Hood e Collins ma Hood a :35.6 realizzava due FT.

C’era il tempo per Parker di ricollocarsi nell’angolo destro e provare una tripla che andando a bersaglio ci portava ormai a contatto sul -1.

Finiva 80-81 il terzo quarto.

CHARLOTTE, NC – MARCH 3: Tony Parker #9 of the Charlotte Hornets handles the ball against the Portland Trail Blazers on March 3, 2019 at Spectrum Center in Charlotte, North Carolina. Copyright 2019 NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

4° quarto:

Hood non si fermava mettendo dentro subito in fing and roll, Kaminsky mancava la tripla del pari ma l’elbow jumper di Parker firmava l’82-83.

Per una spinta di Miles da dietro Hood portava a casa altri due tiri liberi equivalenti ad altrettanti punti a 10:52 ma Bridges da tre punti su scarico all’indietro di Parker faceva partire il tracciante da tre punti per l’aggancio (85 pari) che faceva esploder lo Spectrum.

Kanter forzava Biz al fallo e i Trail Blazers riprendevano il controllo della gara dalla lunetta, a 10:12 Parker girava su Curry ma sull’appoggio mancava il tiro con la botta presa in faccia da Kanter.

Due FT e ½ con l’errore sul primo.

Hood in turnaround su Parker preoccupava Borrego che vedeva il vecchio asso degli Spurs mancare un’alzata in attacco, tuttavia finalmente Jeremy trovava un canestro con il tiro dal mid-range anche se Curry andando a chiudere fallosamente creava un contatto fisico che rendeva più difficile il tiro.

Tutto a segno, anche il libero e nuovo aggancio sull’89 pari ma Charlotte dev’essere una squadra antipatica agli Dei del basket che davano a Hood la bacchetta magica per tirare da lontanissimo all’interno della nostra metà campo.

Una tripla incredibile con messaggio nella bottiglia.

Parker non lo leggeva ma segnava da sotto per il 91-92 ma Hood riusciva a metter dentro due punti su Batum, appena mandato in campo da Borrego per tentar d’arginare l’ex Cavaliers ormai on-fire.

Parker rimaneva in campo ancora per poco ma un sui assist per Biz mandava il numero 8 alla schiacciata.

A 7:19 un Hood sotto pressione riusciva magicamente a infilare un’altra tripla e dopo gli errori di Parker e Kanter (liberissimo perché gli Hornets erano andati in due su Hood) a 6:37 arriva il time-out di Borrego.

Il rientro di Kemba coincideva con i suoi primi tre punti della partita da oltre l’arco.

96-97 e ci voleva un fallo netto di Lamb (non visto) per fermar la schiacciata di Hood.

Gli Hornets recuperavano un pallone in difesa ma l’errore di Kemba in transizione (da vicino aveva il braccino) spalancava le porte allo sliding door.

Transizione e a 5:42 2+1 di Nurkic su passaggio di Hood…

Nurkic ne aggiungeva altri due in transizione ai quali rispondeva a 4:48 Cody per il 98-102, punteggio sul quale Stotts chiamava il time-out.

Hood a 4:27 con il jumper frontale lungo su Zeller continuava a stupire e dopo l’errore di Marvin da tre al tiro troppo rapidamente, arrivava il rimbalzo Portland in attacco, sulla lotta Nurkic/Zeller la palla scivolava verso Aminu che segnava toccato da Williams.

98-107, partita che scivolava via con Nurkic in schiacciata rimbalzante sul ferro fortunato a veder entrare la sfera per il +11dei suoi.

Hood a 2:42 faceva 98-112 e anche se Charlotte con due FT di Frank e tre punti di Walker tornava sul 103-112 ormai aveva perso la gara.

Finiva 108-116, la solita gara del voglio ma non posso…

Pagelle

Kemba Walker: 5

18pt., 12 assist. Difesa un po’ latitante, 5/21 dal campo con un inizio di 19 e poi un finale di 2/9 da oltre l’arco. Torna a tirare troppo da fuori in serate nelle quali non riesce a connettersi con il canestro e ciò ci penalizza. Si salva un po’ con gli assist grazie ai quali va in doppia doppia ma è una prestazione insufficiente per il capitano, indubbiamente. Frustrante prova, con un Kemba “normale” saremmo almeno arrivati a giocarcela, invece dopo la sua prima tripla di serata per il 96-97 manca un tiro ravvicinato in transizione.

Nicolas Batum: 5

8 pt., 4 rimbalzi, 3 assist, 3 rubate. 2/7dal campo e sono due bombe su cinque tentativi da fuori… Torna a giocare alla vecchia maniera e non rende.

Miles Bridges: 6

10 pt., 5 rimbalzi. 4/7 dal campo. Limita i falli (ingenuo quello su Hood da dietro nell’ultimo quarto) e prende un -8. Scende ancora un pochino nel minutaggio non raggiungendo i 17 minuti. Bene in attacco con un 2/4 da fuori e un canestro entrando oltre il tagliafuori di tre giocatori di Stotts.

Marvin Williams: 5,5

6 pt., 2 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate, 3 stoppate. Da segnalare le tre stoppate ma a parte il 2/6 dal campo nel finale commette un paio d’errori e aggrava la situazione con il fallo di Aminu. Sul post basso si trova un paio di volte contro Nurkic che lo scavalca con due pallonetti delicati e nulla può. Giocatore che ci prova ma simbolo di una mediocrità che non ha cambio di passo.

Cody Zeller: 5

9 pt., 3 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate, 1 stoppata. 4/10 dal campo, -25, serata negativa contro Nurkic ma anche Harkless e chi gli capita vicino. Fatica a chiuder gli spazi anche se da una sua deviazione bassa avremmo potuto avere una palla in transizione per provare a cambiare un po’ le sorti della gara. Lotta con Nurkic nel finale ma la palla schizza ad Aminu che segna. -25 in poco più di 20 minuti…

Jeremy Lamb: 7

23 pt., 5 rimbalzi, 2 assist. Entra alla grande nel primo quarto segnando 13 dei 25 punti di Charlotte, segue bene McCollum nel secondo quarto continuando a giocar bene e riuscendo a mettere una tripla off-balance sulla chiusura di Nurkic dal mio punto di vista anche fallosa. Aggressivo nei floater, segna anche un two and one nel secondo per l’89 pari ma è bloccato rispetto al primo. 9/13 dal campo e 4/4 ai liberi. Non visto un suo netto fallo su Hood e premiato su Aminu in transizione ma aveva già subito un fallo dello stesso Aminu ed era stato penalizzato per non si sa bene cosa in marcatura difensiva con un fischio inutile lontano dalla palla. Peccato per il secondo tempo, avrebbe preso un voto più alto con qualche punto in più ma Parker e gli altri si vanno a prender i tiri.

Bismack Biyombo: 6,5

2 pt., 9 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Ha vita più facile a rimbalzo se non c’è Nurkic anche se per recuperarne qualcuno deve inventarsi giri del mondo, fuochi pirotecnici, pasticciando un po’. Una buona stoppata su Kanter e una schiacciata sicura s invito di Parker.

Tony Parker: 6,5

14 pt., 5 assist. 5/8 da campo. Viene il dubbio che i cm non l’aiutino a fermare Hood ma è uguale ance quando ci provano gli altri… Qualche “outsider” contro di noi spunta fuori spesso a rovinare i piani di vittoria. Lui gioca una buona gara tra pullup, entrate, spin e anche una tripla dall’angolo destro per l’80-81. Ne forza un’altra ma a parte questo e la botta in faccia che lo fa splittare dalla lunetta, gioca un’ottima partita tra assist e realizzazioni.

Frank Kaminsky: 6,5

18 pt., 7 rimbalzi. 5/10 al tiro. La soluzione Biz/Frank se poi accompagnata da Parker e magari Lamb costituisce un’interessante soluzione anche se andrebbe accompagnata con un difensore super in SG o SF. Lui mette dentro ancora un circus shot, racimola qualche punto nel finale ma sia a rimbalzo che in attacco è utile sin da subito. Due bombe su sei a segno e un +15 di plus/minus anche se la palla persa finale decreta una resa in realtà già avvenuta prima.

Coach James Borrego: 6

Gli uomini più o meno son quelli giusti, un po’ tradito da Kemba e dal rallentamento netto di Lamb nel secondo tempo (emergendo Parker) deve incassare un’altra sconfitta. Formule di quintetti interessanti ma manca un marcatore in grado di stoppare i break avversari. Bisognerebbe pensare di cambiare ancora qualche rotazione per tenere Parker in campo nei finali. C’è bisogno d’esperienza e quando esce lui sugli attacchi frettolosi nascono transizioni che mandano Portland sul sentiero della vittoria.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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