Game 66: Charlotte Hornets Vs Brooklyn Nets 121-132

Intro

L’otto marzo segna per le Donne una ricorrenza di lotta e speranza in un futuro migliore.

Difficile pensarlo già qui in occidente dove le condizioni di tutte le popolazioni sono peggiorate sotto la spinta deregolamentate de neoliberismo e la contrapposizione di un libero mercato che arricchisce solamente chi lo controlla.

Difficile pensarlo per chi fugge dalla guerra o è rimasta intrappolata nella morsa delle truppe putinane (per la maggior parte ragazzi delle Russia asiatica, mercenari e giovani a cui non era stata rivelata la vera entità dell’operazione fratricida).

Sicuramente questo uomo ha fatto un gesto bellissimo anche se rischia di essere interrotto dalla follia scatenata dal nuovo Hitler.

Ucraina, proposta di matrimonio al checkpoint: soldato inscena un controllo per chiedere alla fidanzata di sposarlo (msn.com)

Già perché a parte avere invaso un paese confinante in vecchio stile con una guerra convenzionale senza una dichiarazione di guerra preventiva, essere passato da uno Stato apparentemente terzo (la Bielorussia) come i nazisti in Belgio, affamare le popolazioni in stile medioevale sparando anche addosso ai civili che fuggono, anche Goebbels oggi pare un dilettante a confronto della macchina dell’omissione e del fango bonificato ed edulcorato dall’entourage di Putin e se va male per chi protesta c’è il carcere.

Sicuramente molti di voi diranno: “e l’Iraq e Belgrado, e le stragi in Donbass, ecc…”, argomenti complessi intrattabili in poche righe, potrebbe essere anche quasi tutto giusto, infatti, non sostengo nessun tipo di guerra scatenata da chicchessia, solo che i contesti sono differenti così come le mire anche, sovrapponibili ma non comparabili perché il cervello umano per giustificare qualcosa cerca comparazioni per comodità o cercare di mostrare coerenza solo che non funziona esattamente così.

Un crimine rimane un crimine come lo sono state le due bombe atomiche su Hiroshima e (specialmente) quella su Nagasaki o come lo sono tutte quelle guerre ancora oggi presenti nel mondo, quelle interminabili foraggiate dall’occidente come in Yemen.

E chi si ricorda questa canzone contro la mentalità della guerra non può che condannarla fondendosi consustanzialmente con lo spirito di pace.

Quello che sta facendo Putin all’alba del 2022, con relative minacce e violazione di spazi aerei di Stati neutrali (Finlandia e Svezia), oltre – in primis – essere un crimine abominevole contro l’umanità e le tante Donne in Ucraina, rischia anche di diventare pericoloso a livello globale e di rompere gli equilibri di pace, quel minimo sindacale che penso, quasi tutti auspicheremmo o vorremmo.

A proposito di equilibri, staccandoci da questa tragedia, in lande più fortunate andrà in scena la partita spareggio con entrambe le squadre aggrappate a un filo di speranza per poter raggiungere la sesta piazza ad Est nel rush finale.

Con un bilancio deludente per entrambe, ambo i team cercheranno di raggiungere quota .500 stanotte.

Il rientro di Durant per Brooklyn è manna dal cielo ma i recenti scambi di mercato sembrano aver lasciato tracce negative nell’alchimia e nello spogliatoio della squadra ma in trasferta la squadra riacquisisce almeno Irving.

Sicuramente la stagione di Brooklyn è stata deludente come parzialmente quella di Charlotte, non tanto per il record poiché questa per gli Hornets era un’annata per mettersi alla prova ma per le recenti cadute che li hanno fatti precipitare ai bordi play-in prima di ritrovare qualche vittoria nell’ultimissimo periodo ed è più che altro grazie alle sconfitte di Atlanta e Brooklyn che Charlotte ora si trova in ottava piazza appaiata (32-33) ai Nets.

Andamento della partita

I primi a far centro (al secondo tentativo) erano i Nets con Brown al vetro, ball rispondeva immediatamente con un floater poi Brown mancava un’occasione piuttosto semplice e commetteva un fallo difensivo su Ball.

Una possibile ripartenza di Brooklyn era rovinata da una steal di Rozier che in controtransizione sorprendeva tutti andando a schiacciare con Drummond rimasto a terra a bordo campo con problemi.

I Nets andavano in time-out quindi a 10:10 sul 4-2.

Il jumper di Durant, la tripla di Irving e la schiacciata di Drummond avevano la meglio sulle inefficaci triple portate da ball e gli Hornets che riprendevano a segnare con un floater di ball prima di pescare il pareggio con Martin e una bomba dalla destra per il 9-9.

Durant da posizione frontale rispondeva e l’entrata di Irving valeva il 9-14 a 5:40 con Borrego in time-out per apportare delle correzioni.

Non sembravano però sortire effetto perché la china continuava con Durant in corsa ad appoggiare oltre Harrell e anche se Bridges di sx in corsa batteva con un floater solo cotone Durant, Drummond segnava con un hook in turnaround ripetendosi con un facile e morbido due volante prima che Rozier battesse al ferro in allungo Mills ma proprio l’avversario sprigionava dall’angolo destro la tripla del +10 Retine: 13-23.

Rozier dalla diagonale destra infilava un catch n’shoot 3 ma Drummond in post alto sinistro trovava un’originale tiro bizzarro di sinistra mentre Irving beneficiava di due FT per fallo di Martin…

Harrell da sotto interrompeva il parziale Nets per il 18-27 ma Irving finalizzava da tre prima che due FT di martin a :38.4 valessero il 20-30.

Irving in lunetta e un tiro sulla sirena fuori tempo di Claxton erano punti reali per Brooklyn nonostante tutto e 20-34 era il finale di primo quarto.

P.J. Washington apriva male il quarto con due FT errati dopo 14 secondi e una tripla sul ferro mentre Brooklyn a rimbalzo approfittava della velocità di Claxton nel correggere un errore al tiro da fuori di Dragic.

Mills da tre colpiva un paio di volte e Borrego doveva ricorrere al time-out ma ormai sul -18: 24-42 a 10.03…

Irving a 9:40 con due liberi spediva sul -20 Charlotte che trovava un paio di colpi con il floater di Ball e l’entrata di Miles prima che P.J. Washington da sotto sfruttasse l’imbeccata di Ball ma il divario rimaneva il medesimo: 30-50.

Nonostante 4 punti di Miles che riavvicinavano Charlotte sul -16, le difficoltà difensive di Charlotte respingevano i Calabroni con un two and one di Brown ed una tripla aperta di Curry.

McDaniels realizzava un coast to coast ma Claxton finiva sopra la sua caviglia e di lì a poco doveva abbandonare mentre gli Hornets accusavano il colpo e Brown finalizzava due facili transizioni per il 38-64.

Nel finale Drummond ricavava diversi tiri in lunetta non essendo sempre preciso ma Charlotte non sapeva approfittarne con uno stato d’animo un po’ rassegnato e finiva sotto all’intervallo di 26 punti: 43-69…

19-28 a rimbalzo, 17,6% da tre per Charlotte, 4-9 nei TO, 8-19 negli assist…

La ripresa non partiva nel migliore dei modi con un rim glass 3 di Curry e una bomba di Irving su skip pass di Durant.

Il jumper di Bridges sanciva il -30 (45-75), un -30 difficile da recuperare ma Charlotte tentava ugualmente di rimettersi in carreggiata con le triple di Ball e Rozier, il floater di Ball, la seconda tripla di quarto di Terry a 7:57, la bomba aperta frontale di Miles a 6:51 e i due tiri liberi a segno di LaMelo a 6:01 che a metà quarto reclamavano il -23.

La zona di Brooklyn era bypassata anche dallo spin in corsa di Plumlee oltre Claxton e dalla steal di Ball per la dunk in transizione che a 4:57 valeva il -19 (68-87).

Su una rimessa di Curry da effettuare la spinta di Durant per liberarsi di Rozier era eccessiva, arrivava un tecnico mancato da Ball mentre sull’altro fronte due FT di Johnson interrompevano la rincorsa dei Calabroni che tentavano di riprendere il volo con una tripla di Rozier a 3.54 nata da una steal di Ball e continuata con il passaggio di martin, Ball a 3.22 ne aggiungeva direttamente altri 3 per il 74-91 mentre il blocco in movimento di Claxton su Rozier e il fade-away di Terry nel pitturato oltre Johnson valevano il -15: 76-91.

Dragic da tre indovinava la tripla aperta frontale me Rozier, toccato da Irving, continuava a provvedere all’attracco di Charlotte, nell’occasione con 3 FT a bersaglio.

Irving alzava la parabola oltre Rozier dalla baseline destra centrando due punti e si arrivava al finale con un tecnico contro Harrell per una contro-spinta più una tripla di Cody Martin dall’angolo sinistro e un ½ di Irving che finalmente mancava un libero portando il match a 12 dalla fine sull’84-100.

LaVar Ball abbraccia P.J. Washington ad inizio ripresa. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets

La PG avversaria si rifaceva con una tripla in avvio di ultima frazione, Charlotte rispondeva con un cleanup di Harrell, Ball mancava di molto la tripla ma recuperava il rimbalzo in corsa favorendo la jam di Oubre Jr. a due mani.

Irving anticipava un passaggio di Ball in angolo per Martin e segnava in coast to coast con leggero cambio di direzione.

Oubre metteva dentro 4 punti ma Irving centrava anche una tripla giungendo addirittura a quota 42 punti mentre Oubre Jr. ne infilava altri 3 per il 95-108.

Curry batteva Martin con una finta alla quale Cody abboccava poi era ancora martin a essere autore di un fallo tentando il recupero dietro un blocco sul tiro di Irving che con un 2/3 risparmiava il pieno ma il 95-113 era servito e Charlotte si allontanava ulteriormente dopo una tripla di Mills (97-116).

Un gioco da 4 punti di Rozier (entrata con fallo più tecnico a Curry per aver scaraventato la sfera sul sostegno) dava il nuovo -15 al team di Borrego (103-118) a 5:01 ma dopo un palleggio ritmato da crossover e passaggio splendido no look di Miles per la jam di Harrell (3:53 107-120) i falli tattici intenzionali di Harrell su FT Drummond non funzionavano.

¾ per il centro dalla lunetta condito da qualche errore di troppo per Charlotte che non poteva più permetterseli andavano a far scivolare il tempo finale che serviva solo per far festeggiare a Irving i 50 punti in serata raggiunti mentre la partita si chiudeva sul 121-132.

Oubre Jr. al tiro contro Irving. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

Analisi

In una partita spareggio la differenza la fa il giocatore a mezzo servizio utilizzabile solo in viaggio, Kyrie Irving.

La deludente caduta arriva però anche per un atteggiamento differente, i Nets, subito partiti meglio e decisi, hanno creato il divario imprendibile durante il secondo quarto quando lo scoramento degli Hornets ha consentito loro di prendere un +34 imprendibile per un comeback poiché gli Hornets ci hanno sì provato a realizzare l’impossibile mangiando 15 punti agli avversari nel secondo tempo ma spesso è stato Irving (50 punti finali con una sorta di inarrestabilità addosso in serata tra propria bravura e colpe degli Hornets) ad avere le risposte per rallentare un comeback rimasto lontano dal farsi realmente pericoloso e così gli Hornets domani, oltre alla sconfitta odierna, se la dovranno vedere con i Celtics e la stanchezza accumulata tentando di vincere per recuperare il terreno perso nella notte.

I soliti problemi difensivi nel primo tempo e qualche disattenzione al tiratore nel secondo hanno creato una partita poco interessante dal punto di vista del risultato (parso sempre nelle mani degli ospiti) se si eccettua il volenteroso sforzo della squadra di riprendere in mano il controllo della partita.

La combinazione numerica tra assist e percentuali ha favorito però la squadra ospite più brava a costruire in maniera semplice giocate poi meglio rifinite.

Drummond ha chiuso con 20 punti e 14 rimbalzi, la coppia Durant-Brown ne ha messi 14 a testa mentre anche Patty Mills è andato in doppia cifra con 12 mentre Seth Curry si è fermato a 9.

LaMelo Ball: 6

24 pt. (9/22), 5 rimbalzi, 7 assist, 2 rubate, 4 TO in 30:29. Una discreta partita con buoni floater ma ovviamente la prestazione di LaMelo impallidisce a confronto a quella del pari ruolo. Mezzo voto in meno per una difesa che ho trovato troppo disattenta e qualche TO di troppo anche se un bell’anticipo su Irving e la schiacciata in transizione o il rimbalzo in corsa dopo una tripla sbagliata (solo 2/8 da fuori) sono indicatori di buona salute.

Terry Rozier: 7,5

30 pt. (10/19), 8 rimbalzi, 4 assist, 3 rubate, 1 stoppata in 37:18. Parte timidamente poi progressivamente esplode fino al terzo quarto dove spara tutte le cartucce quasi per far rientrare Charlotte in partita con gli ultimi fuochi nell’ultima frazione. Un gioco da 4 punti e un 5/11 da oltre l’arco per arrivare al trentello ma anche determinazione a rimbalzo nello strappare alcuni palloni vaganti in mischia, palloni rubati e qualche assist. Partita completa per il “piccolo” di Charlotte anche se pure lui qualcosina in difesa concede.

Miles Bridges: 7

30 pt. (11/19), 3 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 5 TO in 39:01. E’ il migliore degli Hornets nel primo tempo. Risponde come può alla potenza degli avversari riuscendo spesso a irretire Durant ma alla fine finisce per creare buoni punti (due triple da step-back notevoli) e poco altro. Lontano dalla perfezione ma da segnalare comunque il no look pass smarcante per Harrell dopo un crossover tambureggiante e un ottimo back-door chiuso con una schiacciata sparata a tutto volume. Gioca molto e finisce commettere 5 TO compreso quello con realizzazione annullata per la spinta di avambraccio ad allontanare Durant. Lo sforzo c’è.

P.J. Washington: 5

4 pt. (1/7), 8 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata in 36:55. L’ho trovato in pessima serata con linguaggio del corpo mortificato e quando va su Irving o l’attaccante di turno che gli capita per effetto dei cambi sulle rotazioni spesso fa brutta figura. 0/5 da fuori, si salva un po’ per qualche rimbalzo e assist ma il -15 di +/- fotografa come una cartina tornasole realmente la sua serata no anche se il padre di Ball a inizio ripresa gli fa coraggio dicendogli qualcosa di divertente. Noi ci divertiamo un po’ meno vedendolo giocare in questa versione.

Mason Plumlee: 6

2 pt. (1/2), 5 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, 2 stoppate in 20:03. Anche se dire che sia un difensore del ferro estremo ne corre… il -1 in +/- dice che con lui qualche equilibrio c’è ma combina poco se non alcuni buoni passaggi e alcuni rimbalzi. Sempre secondario perché quasi nullo in attacco, lascia il posto ben presto a Harrell. 3 falli per un giocatore che nel contesto troppo spesso soffre di ignavia ma almeno in serata trova due buone stoppate come quella in resistenza su Drummond nel primo quarto.

Kelly Oubre Jr.: 6,5

15 pt. (7/12), 5 rimbalzi, 2 rubate in 22:19. Qualche dimenticanza sul tiratore specialmente negli angoli con questa mania tattica di dare un’occhiata verso il centro per accorciare dando una mano o intercettare passaggi, lui ed altri difensori lasciano scoperto l’angolo, zona da tre dove i cm sono minori rispetto l’arco e si paga dazio. Ottima però la spinta nell’ultimo quarto tra palloni recuperati, triple, rimbalzi e una tripla a segno.

Montrezl Harrell: 6

6 pt. (3/3), 5 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 4 PF in 21.39. Prestazione sufficiente. Da sotto non sbaglia tiri abbastanza semplici come la jam offertagli da Miles per il resto spende tanti falli nell’ultimo quarto, un paio tattici su Drummond per mandare in lunetta il centro che però beffardamente fa ¾. Un tecnico per una contro-spinta sul finire del terzo quarto, non incide alla grande.

Cody Martin: 4,5

8 pt. (2/6), 1 rimbalzo, 1 assist in 23:47. Mi aspettavo molto di più da lui dopo l’ultima buona uscita. Vero è che essere dirottati su qualunque giocatore con un sistema di gioco che accetta i cambi farebbe venire il mal di testa a chiunque ma lui, salvo rare occasioni patisce tanto, sia sulle finte dove salta a vole e viene trafitto da oltre l’arco oppure sui blocchi dove commette anche un fallo su Irving che farà 2/3. Aveva iniziato bene con una tripla, ne mette un’altra dall’angolo sinistro su Durant poi chiude con i suoi 8 punti con due liberi ma il voto lo fa al sua difesa che non riesce a contenere Irving e soci.

Jalen McDaniels: 5,5

2 pt. (1/2), 1 rimbalzo, 1 rubata in 8:29. Un tiraccio da tre ed un buon coast to coast con Claxton sulla caviglia e lui, appena rientrato dopo tempo immemore deve uscire poco dopo senza poter rientrare. Che sia in vista un altro stop per McDaniels? Forse non sarebbe un male dal punto di vista tattico poiché la sua presenza sul parquet sembrava dare all’impostazione difensiva di Charlotte un tono ancor più amorfo e sdrucciolevole mentre gli equilibri del team con Harrell potrebbero essere differenti.

Coach James Borrego: 5

Manca la spinta di inizio partita nel contrastare la decisione avversaria e anche dei reali adattamenti alle minacce avversarie anche se una squadra esperta e dalla buona tecnica come i Nets non sono facilmente controllabili. Ci mette anche tanto nel secondo quarto a chiedere un time-out con gli Hornets che slittano via mentalmente. Poi recuperare non diventa facile…

Questo articolo è stato pubblicato in Uncategorized da igor . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.