Game 68 – Charlotte Hornets Vs New Orleans Pelicans 110-112

Intro

La sfida contro i Pelicans è anche la mia personale sfida contro chi ha pensa o ha decretato che si possa comprare tutto.

I record degli Hornets di Charlotte per mezzo dei soldi così come il brand sono tornati indietro ma mancano “secondo le statistiche NBA” quei record facenti parte degli Hornets di New Orleans che avrebbero dovuto essere almeno condivisi anche se i fan di base delle rispettive città non sarebbero d’accordo ma quegli Hornets erano la naturale prosecuzione della prima franchigia nata a Charlotte.

La NBA come fenomeno mondiale ha ignorato in fan internazionali e la logica tenendo fede solo alla logica della città ignorando l’identità della franchigia.

I record fasulli della NBA sono la punta dell’iceberg (lo scritto parla di altro anche) che mi ha portato a riflettere sulle trasformazioni della cose e della materia così ho voluto scrivere una breve strofa più o meno in rima che prende le mosse da come l’amore in tutte le sue declinazioni – quindi anche in quella della passione, in questo caso per una squadra – possa aiutare a combattere l’insensatezza delle leggi fisiche che regolano questa parte del cosmo.

Sul discorso Hornets, ho amato i primi originali a Charlotte e con un po’ di remore iniziali anche quelli a NOLA come sto tentando di amare quelli tornati a Charlotte ma se il denaro condiziona la realtà e la verità mi piaceva far riemergere il lato dello sport, quello vero, aldilà degli interessi e del business che inevitabilmente nel nostro contesto questi mondi hanno intorno come un’aura spenta, non splendente.

La premessa è che ai, senza h è la traduzione della parola amore in giapponese.

“Quanti anni, ai”

Quanti anni hai?

Non lo so,

Suppongo pari ai Tuoi.

Sonno nato insieme all’universo,

Anche se sono così diverso,

Sono materia che si trasforma nell’inesistente spazio aperto,

Sperso, lampo di follia sdrucciolevole come gesso,

Indecifrabile mistero,

Non posso ingannare l’io, disperso,

Nell’incessante viavai o guardando il nero firmamento.

Oltrepasserei ogni stento se esistesse l’amore nello spazio-tempo.

Quanti anni, ai?”

Analisi

Notte fonda in casa Hornets con una squadra che nonostante le assenze di Ingram, Williamson e Adams non ha saputo approfittare del pitturato avversario, ben difeso in alcune circostanze da Hayes ma il 48-60 la dice lunga su quanto Charlotte abbia bisogno di gente sotto le plance che sappia fare la differenza.

Il tessuto spazio temporale degli Hornets nel pitturato (notare i disegni esagonali che sembrano portali tecnologici stilizzati per andare in un’altra dimensione) si dilata e Hayes nel finale mette due canestri fondamentali per far rimanere in corsa i Pels mentre Ball manca due liberi e per i Calabroni ci sarà da soffrire fino alla fine senza ormai nemmeno la certezza di partecipare ai play-in.

Una partita di vantaggio su Washington, 1,5 su Indiana, 4 su Chicago vittoriosa sui Pistons.

Non è bastato il 10/22 di NOLA ai liberi (13/18 per Charlotte) e il 35,1% da tre punti di Charlotte contro il 32,4% avversario.

I Pelicans hanno recuperato un 60-61 a rimbalzo, hanno vinto negli assist 22-26 finendo con un 13-21 da second chance.

29-37 il confronto tra le panchine e dispiace per Rozier a cui il career-high da 43 punti è servito solo a livello statistico personale.

La stretta su Rozier nel finale ha mostrato che Charlotte fatica con altri uomini a segnar punti mentre i Pels hanno prodotto 24 punti con Bledsoe (11 assist anche), 18 con Hayes, 17 per James Johnson, 13 a testa per la coppia Alexander-Walker – Marshall e 12 con Lonzo Ball.

L’ex Hernangomez da la dimensione di come i suoi 9 punti e soprattutto i 16 rimbalzi siano l’assurdo della controparte: una squadra incapace di difendersi che ha finito sotto negli OREB con un 11-16…

I Bulls accorciano vincendo facilmente a Detroit ma i Wizards sono sempre più vicini e tra un infortunio e la stanchezza, la pur sorprendente stagione degli Hornets si sta rovinando in un finale amaro.

Quattro partite alla fine e un destino che sulla carta è ancora in mano alla squadra di Borrego ma che pare in realtà essere più condizionato dalle vicissitudini dai team interessati alla lotta play-in.

Nella notte Miami ha prevalso su Boston ma gli Hornets potrebbero anche non ritrovarsi più ottavi alla fine della regular season con la mazzata di Bridges positivo al Covid-19 e il non rientro di Hayward.

La partita

I quintetti:

1° quarto:

Palla e canestro Pelicans immediati con la tripla dall’angolo destro assistita di Marshall.

Dopo un turno a vuoto per parte e un errore al tiro di P.J. ecco che sulla second chance Ball perveniva al pareggio con la bomba dalla destra quindi da un bad pass di McDaniels ecco Johnson finalizzare in transizione prima del brillante pareggio di Rozier dal pitturato.

Le squadre commettevano alcuni errori da sotto ma Marshall in drive dalla sinistra con appoggio e Bledsoe d tre punti facevano scattare gli ospiti sul raddoppio.

A 7:28 gli Hornets andavano in time-out dopo aver subito due punti (goaltending) dell’ex Willy Hernangomez per il 5-12.

Charlotte cercava di correggere il 2/12 al tiro ma Willy stoppava Ball e dall’altra parte Bledsoe otteneva un two and one con fallo di P.J. per il 5-15.

P.J. sbagliava ancora ma la drive con esitazione di Rozier chiudeva le difficoltà offensive dei Calabroni che rollavano con la stoppata di Biz su Marshall, e tre difese di Ball che davano il là alla tripla di Caleb Martin, ai due punti di P.J. con annesso time-out Pelicans e al floater di Zeller per il 14-15.

Willy da rimbalzo offensivo segnava due punti da sotto ma Rozier scavalcava la difesa Pelicans sorprendendola prima del rientro con Zeller abile ad agganciare e a inchiodare a una mano.

Bledsoe diveniva il terminale offensivo preferito dei Pels segnando subito il +3, Willy accompagnava per il +5 dei rossi ma Rozier dal mid range destro e il fing and roll di Zeller con and one a 3:21 riportava il bilancio dei punti in parità: 21 per parte.

Bledsoe spareggiava la partita da oltre l’arco e poi infilava un pull-up su McDaniels che si rifaceva schiacciando pesantemente in put-back dunk.

Anche sull’altro fronte il fast reverse di Hayes era eccitante come la dunk del nostro numero 6, in più arrivava la chiamata per il fallo di Zeller in chiusura e and one puntuale a 1:18.

Un “fuck” urlato di Gabriel dopo il fallo su Zeller a :58.2 era scusato dal commentatore di Charlotte mentre Zeller mandava a bersaglio i due liberi (25-29) ma i Pels pescavano 2 punti con Hayes che stoppava anche Monk mentre un lunghissimo tre di Alexander-Walker dalla propria metà campo allo scadere entrava incredibilmente in retina dando il 25-34 alla squadra della Louisiana.

Terry Rozier e il career-high da 43 punti non basta a Charlotte. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Charlotte conscia dell’importanza della partita ripartiva bene con due punti di Ball seguiti da un lungo jumper di Monk e nonostante Gabriel stoppasse Ball, Zeller mancasse una schiacciata in solitaria e la squadra di Borrego fosse colpita da Alexander-Walker per il 29-36, usciva dal momento negativo con Ball in runner, la stoppata di peso di McDaniels su Iwundu e la tripla di Ball dalla destra per il 34-36.

Un altro colpo di Alexander-Walker, questa volta da oltre l’arco scavava la cinquina di svantaggio ma una mano la dava Zeller in schiacciata oltre al rientrante Rozier che sbagliava la tripla ma andando a prendere un rimbalzone caduto nella terra di mezzo seguiva finendo con un fing and roll oltre il difensore in chiusura per il 38-39.

Alexander-Walker regalava a Hayes un canestro ravvicinato quindi Wanamaker ai liberi realizzava un 2/2 a 7:16, Lonzo segnava il suo canestro da oltre l’arco nonostante un primo tempo avaro ma Terry realizzava un lungo due dalla destra andando a infuocarsi.

I Pellicani resistevano con un two and one di un Hayes devastante (fallo di Caleb) ma da un foul di Lewis Jr. e altri due FT conquistati da Rozier arrivava il trampolino per il sorpasso sul 44-45.

Dal TO di Lewis Jr. (piede oltre la linea laterale in partenza contro Biz) eco la possibilità per Rozier di segnare un altro due punti: 46-45.

L’arcobaleno in corsa di Lewis su Biz funzionava ma la tripla di P.J. a 5:04 e quella di Rozier dalla sinistra rivoltavano la partita che per inerzia passava nelle mani dei calabroni giunti sul 52-47.

Proteste veementi di Van Gundy e tecnico a Iwundu per l’azione precedente con Rozier alla realizzazione in lunetta a 4:38 ma il numero tre non si arrestava lì segnando dalla destra lo stesso numero di punti cucito sulla maglia oltre il close-out di Lonzo.

Time-out di Van Gundy a 3:53, canestro di Marshall nel pitturato ma Biz stoppava l’ex Willy e ball da sotto faceva girare lentamente la palla sul cerchio per vederla entrare, punto numero 60 per Charlotte.

Un cambio di direzione repentino sul palleggio da parte di Rozier era aiutato dallo schermo di Biz per allontanare il percorso del difensori: 3 facili per Rozier che prendeva una paura realizzativa vedendo P.J. segnare in mischia il 65-51.

Johnson e Willy davano una spinta alla squadra ospite ma Wanamaker ai liberi a :33.3 infilava il 67-53, tuttavia ancora una volta i Pels chiudevano casualmente e meglio il quarto con una tripla di Johnson al vetro non esattamente così immaginata e nonostante la stoppata di Biz su Bledsoe nel finale fosse netta, ecco che sul proseguo Willy a :02.7 recuperava due FT segnandone uno per il ritocco finale sul 67-57 in un quarto che diceva bene ai Calabroni capaci di realizzare 42 punti con un primo tempo da 24 pt. di Rozier.

3° quarto:

Partenza a suon di triple quella del terzo quarto con Bledsoe e Rozier a portare il risultato sul 70-60,

quindi un coast to coast di Johnson si chiudeva con due FT per il lungo incapace però di apportare punti al suo team (3/7 per i Pels) mentre P.J. schiacciava aggressivamente sullo stesso Johnson ma Bledsoe tuttavia trovava un casual 2 point a 10:10 con and one, anch’esso mancato ma dal quale sorgeva il rimbalzo di Johnson che finiva per realizzare in reverse.

Un floater di Ball più and one era contagioso perché ancora una volta dalla lunetta non si ricavava nulla ma il 74-64 era abbastanza tranquillizzante invece si svegliava Lonzo che con due triple consecutive anticipava il canestro di Marshall in transizione per il 74-72.

Teardrop di Ball per il +4ma Marshall tentando la schiacciata era intercettato da Ball che toccava palla e tabella, la sfera finiva dentro e il polso tumefatto sul vetro.

LaMelo accusava dolore e di lì a poco era costretto a uscire preoccupando i fan.

Bledsoe mancava il sorpasso mentre Rozier in stretto crossover appoggiava l’80-76.

Un plastico fade-away di Bledsoe portava all’and one del -1 (80-79) ma Charlotte tentava il riallungo con la tripla di P.J. mentre dal doppio confronto Hernangomez/Zeller, Cody usciva vincente su ambo i fronti portando sull’85-789 il game.

Bledsoe andando ancora in lunetta metteva un 2/3 al quale replicava Monk con una deep 3 frontale facendo raggiungere alla squadra di MJ il +7 (88-81).

Dalla drive di Monk a 3:56 colpiva dall’angolo Terry Rozier per il 91-82 in un quarto che vedeva Alexander-Walker alla tripla per il 91-87 e qualche errore arbitrale come la palla di Iwundu considerata out mentre in realtà il giocatore l’aveva rilasciata prima di uscire dal campo portavano a un finale con due errori dalla lunetta di Bledsoe e a una tripla di un Rozier on-fire per il 96-89.

4° quarto:

Alexander-Walker accorciava subito il divario ma a 10:14 Iwundu lanciava palla su un arbitro da terra, secondo tecnico ed espulsione sul 97-91, più un vantaggio per Van Gundy che altro…

Una tripla di Johnson allo scadere dei 24 dall’angolo sinistro oltre Ball in chiusura laterale riportava a un possesso NOLA che pareggiava a 8:54 andando in vantaggio a 8:35 con Hayes servito involontariamente dal tap-out di Biz.

½ ai liberi dopo il fallo di Caleb in tentativo di rimonta in stoppata fallosa (finita sotto inchiesta) ma c’era tempo ancora per Rozier di realizzare dal pitturato.

Passi di Allergizzando sulla difesa di Caleb, steal difficile di Wanamaker in uno contro uno vs Johnson in area, sembrava che la partita si potesse mettere bene, invece un tap-in di Johnson restituiva il vantaggio al team della Big Easy con Borrego in time-out a 6.41.

La stoppata di Hayes sull’entrata di Rozier e la tripla di Lonzo mettevano in crisi Charlotte ripiombata sul -4 e l’apporto di Monk con il fallo in sfondamento era dannoso oltre all’1/8 di quarto dal campo.

Lonzo sfondava su Zeller ma lo stesso centro in bianco splittava due FT a 4:49 e sebbene uno scoop al vetro di Rozier valesse il -1 e sull’azione successiva Caleb Martin da una rimessa dal fondo con 6 secondi per il Team di Van Gundy toccasse prima palla e poi stoppasse ai 24 Johnson in angolo, un’entrata di Johnson era premiata con il fallo e due FT per il lungo.

Personalmente non sono d’accordo sulla scelta della terna ma l’1/2 dava fiducia per il recupero e così era perché in stile Paul/Chandler, ball lanciava P.J. in alley-oop appeso per il 105 pari.

Penetrazione di Alexander-Walker per un’altra finalizzazione di Johnson e runner lungo di Ball in uscita dal blocco di Zeller per il pari a quota 107.

Lonzo trovava Hayes pronto all’appoggio volante mentre l’incursione di LaMelo era fatale a Charlotte che guadagnava due FT ma vedeva la propria rising star commettere due gravi errori in lunetta.

Dopo un po’ di trambusto finiva per segnare dal pitturato Hayes a :21.3.

Rozier, marcatissimo, dalla rimessa riceveva indirettamente e forzando da tre non arrivava al ferro.

Fallo di Ball su Alexander-Walker: ½ e +5 Pelicans a :05.2 con assenza di time-out in casa Hornets.

La corsa disperata con tiro da tre cadendo in avanti di Rozier serviva solo a superare il record personale di punti, 43 ma amarissimi per una sconfitta pesante in ottica play-in.

LaMelo Ball: 6

22 pt. (10/19), 4 rimbalzi, 5 assist, 2 rubate, -7 in +/-. 5 TO. 0/3 FT. Gioca una partita dal polso tumefatto e come cantava De Gregori: “Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore”… lui ne sbaglia tre, due in un momento fatale ma se un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia allora in condizioni buone dovrebbe essere un ottimo giocatore. Lo si vede comunque attaccare il pitturato come dovrebbe fare. Inizialmente prende qualche stoppata ma poi va spesso a bersaglio anche con i suoi runner, uno nel finale così come regala un alley-oop a P.J. Washington. Sfortunato nel tentativo di recupero sul fratello al quale tocca palla ma sul tuffo va a travolgerlo. Un paio di buone triple iniziali poi quando tentando di stoppare Marshall va a sbattere sul plexiglass e il polso si fa sentire, perde un po’ la forza sulla mano e gioca come meglio può ottimizzare per lui e per la squadra.

Terry Rozier: 7,5

43 pt. (16/26), 5 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, +3 in +/-. 3 TO. Career-high con un secondo quarto da urlo per Terry a cui entra quasi tutto e bombarda da tre finendo con un 7/11 notevole compresa la tripla allo scadere che gli permette di superare il precedente massimo in carriera fermo a 42. La cosa triste è che se non basta questo Rozier, chiuso in raddoppio nel finale dai Pels a volte oltre il limite della legalità, è troppo facile battere gli Hornets se i pochi scorer rimasti in squadra come Monk fanno cilecca. Terry comunque prende responsabilità e tiri e quando gioca in difesa spesso fa cose buone facendo sbagliare Bledsoe un paio di volte e compiendo un close-out perfetto su Gabriel che lo spinge e così recupera un TO. Manca il tiro impossibile nel finale ma che si vuole più di così da un giocatore arrivato d Boston dalla bench?

Jalen McDaniels: 5

2 pt. (1/5), 4 rimbalzi, 1 stoppata, -23 in +/-. 1 TO in 14:51. Non tiene Bledsoe inizialmente, non ce la fa in generale anche se la stoppata su Iwundu e la put-back dunk sono da highlight il -23 è eloquente. 1/5 al tiro da ala titolare. Dura poco sul parquet, credo a causa di qualche problema oltre che a una serata pessima.

P.J. Washington: 6

14 pt. (6/16), 12 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata, +7 in +/-. 2 TO. Parte male sbagliando da sotto poi si riprende e segna spesso come in alley-oop nel finale anche se una sua entrata viene bloccata facilmente da Hayes sempre nei momenti decisivi. Peccato anche per la tripla mancata nel finale ma almeno a rimbalzo da qualcosa.

Bismack Biyombo: 5

0 pt. (0/2), 8 rimbalzi, 1 assist, 3 stoppate, -10 in +/-. 3 TO in 25:32. Nessun punto, nessun libero conquistato, zero iniziativa offensiva tanto che nel finale Borrego tra un libero o un time-out e l’altro lo fa entrare e uscire dal campo sostituendolo con Zeller quando bisogna attaccare. Tre stoppate buonissime e nette nel primo tempo ma poi basta. Sul canestro decisivo di Hayes come il solito va fuori tempo abboccando alla finta.

Brad Wanamaker: 6

4 pt. (0/2), 2 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, +13 in +/- in 23:25. Due errori al tiro ma 4 liberi buoni. Esperienza e assist più una steal su Johnson non semplice. Un fallo nel finale che regala liberi agli avversari ma un buon +13 in plus/minus.

Caleb Martin: 6

3 pt. (1/6), 2 rimbalzi, 1 assist, 2 stoppate, +4 in +/- in 22:43. Alcune buone difese, altre per questioni di cm o inesperienza meno. Costringe Alexander-Walker ai passi e poi va in stoppata in angolo su James Johnson dopo aver già toccato palla sull’azione. Peccato che al tiro faccia peggio di McDaniels.

Cody Zeller: 6,5

17 pt. (6/9), 8 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata, +5 in +/-. 2 TO in 22:07. Buona partita a livello offensivo, meno in tenuta in difesa anche se si fa vedere in un doppio duello ravvicinato contro l’ex Hernangomez nel quale usa il fisico per uscir vincitore. Lotta e da qualcosina al pacchetto lunghi di Charlotte ma non è abbastanza.

Malik Monk: 4,5

5 pt. (2/10), 1 rimbalzo, 4 assist, -2 in +/-. 1 TO in 22:03. La serataccia di Monk costa la partita. Manca alcuni open e a parte gli assist (bello il lungo-linea in angolo sinistro per Rozier) combina poco a parte un deep 3 frontale.

Coach James Borrego: 6

Charlotte perde inusualmente nel crunch time tradita dal tiro e dagli episodi ma soprattutto dall’atavico problema dell’impossibile sistemazione del pitturato. Lì Hayes infila 4 punti fondamentali. Prova a organizzare schemi ma la squadra è al minimo e ora le ultime 4 partite saranno durissime dopo la L di stanotte.

Voti Pelicans: Lonzo Ball: 6, E. Bledsoe: 7, J. Johnson: 6,5, N. Marshall: 6, W. Hernangomez: 7, Alexander-Walker: 7, W. Gabriel: 5,5, J. Hayes: 7,5, K. Lewis Jr.: 5, W. Iwundu: 4. Van Gundy: 6.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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