Game 7: Charlotte Hornets Vs Indiana Pacers 122-120 (OT)

Intro

Per essere una squadra uscita dall’estate senza gioiose prospettive immediate di vittoria, gli Hornets stanno ottenendo più successi di quel che si pensava.

I ragazzi di coach Borrego non hanno potuto competere con squadre più attrezzate ma hanno sfruttato al massimo le occasioni alla portata che si sono “offerte” loro.

Piuttosto ironico per una squadra che dovrebbe tankare, per questo in codesta intro sarò breve lasciando alle pagelle finali il compito di fare un trait d’union tra i nostri giocatori e dei personaggi strambi o ironici del mondo dei fumetti.

Analisi

Sulla pista del BizHornets

A fine terzo quarto sto pensando che la gara è praticamente persa e Michael Jordan in panchina scuote la testa per il riallontanrsi dei Pacers, sempre stati avanti in serata sino a quel momento…

I Calabroni sono sotto di 14 punti mentre a fine 1° quarto erano sotto di 15 (20-35).

Un pessimo inizio con un parziale di 0-14 preso in faccia condiziona la sfida tra le due squadre e Indiana, anche se priva di Oladipo, Sabonis e Turner, crede di poter portare a casa agevolmente la sfida.

Ciò che non calcola è che, sospinta dallo Spectrum Center, la giovane compagine di Borrego, con un Biz in più, entrato a inizio ultimo periodo, rolla fino al decollo trasformando il -14 in un +6 quando un irrefrenabile Graham, scagliando l’ennesima saetta da dietro l’arco, regalava il +6 (102-96).

Gli Hornets però non chiudevano la gara dalla lunetta (enorme superiorità con 28/42 contro il 6/7 avversario) e i Pacers, con qualche canestro sui generis, compreso uno stupendo 360° nel pitturato di Lamb contro Graham (non che il tap-in in caduta di Biyombo poco prima fosse meno particolare) arrivavano a pareggiare a quota 113 (Brogdon con un appoggio facile mentre a Martin stava uscendo una scarpa).

Nell’OT Graham mostrava i muscoli ma l’ex Lamb pareggiava con un FT jumper a :05.2 dal termine (120-120).

Le intuizioni di Borrego (Biz e Graham generavano il fallo in chiusura sulla linea dei tre punti di Sampson) portavano alla vittoria Charlotte che sfruttava ancora una volta la sorte.

Le assenze dei Pacers sono state determinanti per il risultato ma gli Hornets sono stati bravi a fare il loro gioco generando un generoso comeback che li porta oggi sul 4-3 in classifica e taglia la striscia di 3 vittorie dei Pacers.

Charlotte si trova dunque in una strana e imprevedibile posizione di classifica, vedremo come proseguirà l’annata…

A livello statistico gli Hornets vanno sotto in rimbalzi: 37-43, assist con un 22-27, compensato dai numerosi FT per gli Hornets e al tiro dal campo con il 47,7% contro l’alto 54,3% degli avversari (32,3% da fuori contro il 40,0%) ma vincono nelle rubate 7-5 e commettono meno TO dopo esser partiti male (13-18).

Strana partita con il vantaggio di poter non marcare (lasciare largo e libero) l’innocuo Bitadze.

Borrego lo capisce e si concentra su raddoppi e densità difensiva.

Gli Hornets hanno altri pericoli sui quali concentrarsi: uno è T.J. Warren che chiuderà con 33 punti dal campo, frutto di un 15/18, Brogdon è un’altra spina nel fianco con 31 mentre Lamb chiuderà con 18.

Nessun altro dei Pacers raggiungerà la doppia cifra, compreso un promettente McDermott che si spegne alla distanza mentre Bitadze chiuderà con 11 rimbalzi e 4 stoppate ma resterà uno dei peggiori dei suoi anche se per ora rimane il prototipo di giocatore all’opposto di quelli tutelati modello W.W.F. dalla NBA…

La partita

Starting Five

Brogdon, Lamb, T.J. Warren, Sampson e Goga Bitadze per Indy, i soliti 5: Rozier, Bacon, Bridges, P.J. Washington e Zeller per Charlotte.

Rozier finirà con 22 punti. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

1° quarto:

Dopo un paio di azioni a vuoto per parte T.J. Warren, lanciato in transizione, trovava il tempo per appoggiare lo 0-2.

Il pari lo trovava a 10:39 Rozier, passato oltre il blocco di Zeller, lasciato lì Lamb, con il pull-up dalla media.

Bacon mancava un layup e Lamb faceva secca la difesa di Charlotte con la tripla dalla diagonale sinistra.

Cody con un fade-away in post basso destro ci riavvicinava, Warren in entrata rilasciava un tiro vincente fuori equilibrio nel pitturato e Zeller con due liberi ci riagganciava nuovamente sul 6-7 a 8:29.

Il problema è che Indiana piazzava un parzialone di 0-14 fatto di buone scelte in attacco, di contro gli Hornets prendevano brutti tiri, scarichi e perdevano troppi palloni…

La tripla di Brogdon del 6-10 per l’inizio parziale e la conclusione dalla sinistra piazzata di T.J. Warren costituivano l’alpha e l’omega della fuga portando sul 6-21 la gara.

Bridges si scontrava in volo con il muro davanti al semicerchio ma rilasciando la sfera trovava comunque il canestro per interrompere il momento negativo.

Bitadze da second chance infilava in gancetto e Brogdon con un jumper frontale realizzava l’8-25.

Rozier realizzava due FT, l’ex Lamb un piazzato e le distanze, rimanendo sull’ordine dei 15 punti, non esaltavano i fan che si rianimavano sull’assist pass dribble di Graham per la jam di P.J..

A 2:42 un rimbalzo amichevole per Monk ci regalava altri due punti mentre lo stesso Monk, fornendo l’alzata per Bridges lo stimolava a uno strano reverse layup volante a una mano.

A 1:52 Graham a contatto con Bitadze segnava ma mancava il FT aggiuntivo, portando comunque gli Hornets sul 18-27 (parziale di 8-0) ma nel finale McDermott segnava da tre e anche se su un bel gioco a due tra Williams e Graham sul quale la difesa di Indiana si alzava troppo per marcarli da tre punti lasciando il corridoio aperto allo scatto per il layup in entrata di Graham vincente, Indy trovava gli ultimi 5 punti del periodo ripristinando il proprio +15 chiudendo sul 20-35…

2° quarto:

Partiva bene Charlotte con un parziale di 6-0: Miles sganciava l’hammer a una mano, Malik in entrata con esitazione schiacciava a due mani e poi Williams, servito da Malik, spingeva da sotto a sx la palla al plexiglass per due punti facili.

26-35 ma tripla di McDermott e nuovo vantaggio in doppia cifra per gli ospiti che riuscivano a sopravvivere all’ennesimo tentativo da fuori degli Hornets (0/8 sull’errore di Williams), anche se a 8:57 finalmente proprio il nostro numero 2 sbloccava la situazione da fuori realizzando il tiro pesante n°1.001 nella propria carriera.

T.J. Warren in taglio sotto vinceva il fifty-fifty ball con il rientrante Zeller per appoggiare il 29-42 mentre era lo stesso esterno in giallo a bombardare ancora da fuori per il 30-47…

Pesantissimo il -17 con la squadra di McMillan a giocare con facilità e gli Hornets a non trovare il ritmo anche senza esser imbrigliati nella tela dei Pacers.

Finalmente Charlotte dava segni di risveglio con un escape dribble 3 di Rozier per il 36-51 prima che Brogdon, dopo 17 minuti effettivi di gioco esatti, segnasse il primo FT per i suoi e per un 3 secondi in area con la difesa di Charlotte veramente poco propensa a commetter falli sul tiro.

P.J. andava per un hook in area su Lamb e Sampson, Brogdon rispondeva dalla lunetta ma Bridges e Graham con due punti a testa ci garantivano un piccolo rientro sul -12.

Rimanevano distanti i Pacers che subivano però la tripla dalle profondità spaziali di Graham a 3:25, il pubblico si destava dal torpore e P.J., aggiungendo una micidiale dunk faceva correre i Calabroni con un parziale di 15-3 che ci trascinava sul 47-54.

Un perfetto e difficile turnaround jumper di T.J. Warren rallentava il rientro ma Graham a 2:20 dalla fine del primo tempo, infilando un’altra bomba, realizzava il 50-56 prima che gli Hornets tornassero addirittura sul -4 grazie a una transizione durante la quale P.J. al centro, affiancava Martin, portatore di palla in corsa: passaggio corto laterale e decollo per la dunk con scalo lungo…

A 1:42 era però l’ex Lamb a frenare l’irresistibile rincorsa degli Hornets con una tripla dalla diagonale destra mentre Graham buttandosi dentro lasciava a braccia conserte coach McMillan.

Devonte’ guadagnava due FT splittandoli, Sampson sull’altro fronte ne metteva due così come P.J. Che di forza dalla sinistra spingeva via un paio di Pacer mettendo una specie di reverse hook sulla destra dell’anello.

Non ci sarebbe voluta l’accelerazione di Brogdon che scappando a Rozier e P.J. Washington trovava la giocata complessiva da tre punti ma l’appoggio in caduta di Graham a sx del ferro fissava sul 57-64 il primo tempo.

Graham chiuderà con 35 punti. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Hornets.

3° quarto:

P.J. Si faceva stoppare da Sampson la prima giocata e Brogdon liberatosi con il pick and roll segnava da due dalla media.

A 11:07 Rozier metteva il proprio secondo pesante ordigno, tuttavia da un passaggio fuori misura di Sampson che rimbalzava sulla tabella verso Bitadze che piazzava il tiro inaspettato e dal solito T..J. Warren in schiacciata solitaria (bad pass Rozier in apertura) sorgevano 4 punti facili per gli ospiti che erano arrestati solo da un time-out di Borrego sul 60-70 a 10:13.

Rozier segnava due punti ma T.J. Warren in fade-away superava in punti i minuti giocati (21 in 20), Bridges in entrata provava a colmare il divario segnando in faccia a T.J. Warren che commetteva fallo ma non pagava dazi perché il nostro rookie mancava il libero.

T.J. Warren andava ancora a segno e Bitadze stoppando Bacon era imitato dal compagno Sampson che cancellava a una mano l’alzata di Zeller favorendo due punti a firma Brodgon in fuga.

Zeller recuperava due liberi a 7:52 realizzandoli ma la classica alzata alta di Lamb al vetro questa volta colpiva noi che replicavamo alla grande con P.J. a incenerire Sampson con una paurosa slam.

Martin recuperando un rimbalzo favoriva Bridges che da tre punti ci provava realizzando a 5:32.

Miles, avendo preso gusto ci riprovava a 5:23 con lo stesso risultato per il 74-78…

Il libero mancato da Monk segnava il crollo nell’ultima parte della frazione della squadra di MJ (in panca)…

Grazie anche a una bomba a testa degli Holiday di Indiana e due canestri di McConnell, uno sulla sirena, i Pacers chiudevano sul +14 (78-92).

4° quarto:

Finalmente Borrego si rendeva conto di dover alzare il quintetto per riequilibrarlo e lo faceva inserendo Biyombo per dare più protezione ai piccoli della difesa.

Rozier partiva con due punti per servire poi un assist a Biyombo sul pick and roll.

Il congolese aggiungeva un solo punto ma ci pensava poi Rozier da sinistra con un doppio fallo subito a lanciar palla al vetro trovando il canestro (mancano una spinta e un fallo), oltretutto il buon momento proseguiva con una stoppata di Biz e un canestro in continuazione ostinato di Rozier per un two and one reale a 9:47 (86-94).

Biz con una steal a metà-campo andava a posterizzare T.J. Leaf a 9:34.

Graham con una precisa saetta da tre punti ci riportava sul -3 mentre un fast pass in entrata di Devonte’ per Graham mandava il congolese alla schiacciata trascinando i Calabroni sul -1.

La squadra del North Carolina agganciava gli avversari con un FT di Rozier (per la terza volta ai Pacers erano fischiati i 3 secondi difensivi) e per la prima volta in partita gli imenotteri passavano avanti con Rozier a 7:18 grazie a una sua tripla.

La difesa chiudeva bene Brogdon una prima volta ma la guardia avversaria si rifaceva poco dopo grazie ai suoi mezzi tecnici.

A 6:16 un’alzata di Biz nettamente sbagliata era respinta da Bitadze regalando così il goaltending agli Hornets.

Da un pallone recuperato del volenteroso Martin sorgeva il +6 di Charlotte con un Graham ormai sugli scudi a fulminare dalla lunga i gialli.

Bridges potrebbe chiudere i giochi ma stanco, in lunetta, andava a mancare un paio di liberi e i ragazzi di Indianapolis correndo veloci recuperavano con un’entrata da dx di Lamb più un two and one di Brogdon con fallo di Martin.

102-101 prima che Bridges in uno contro uno arrivasse vicino a canestro per l’alzata a una mano solo cotone ma con a terra Graham dall’angolo sinistro T.J. Warren non falliva l’opportunità dell’aggancio a quota 104.

Nel finale Biz con un ½ dalla linea della carità ci portava sul 107-106 ma Brogdon colpendo da tre mandava Charlotte in ansia.

Per fortuna Biz in caduta riusciva ugualmente in mischia a sfoderare un tap-in per il pari mentre Graham in driving layup batteva uno spaesato Bitadze.

Lamb produceva uno spin shot,un driving reverse layup rimarchevole mentre gli Hornets guadagnavano 4 FT nel finale ma ne mettevano la metà (½ sia per Biz che per Graham) venendo puniti da Brogdon con un comodo appoggio alla tabella mentre Cody Martin, pur ringhiando, era battuto, anche per una scarpa lesta quasi a sfilarsi…

L’entrata di Graham era controllata da Indy e si giungeva all’OT.

OT:

I Pacers provavano a far rispettare il pronostico guadagnando i vantaggi con Brogdon e Lamb per il 115-117.

Con Bitadze out per raggiunto limite di falli, era T.J.. Leaf (anche lui uscirà per falli) a spender il proprio quinto su Biyombo che tra il pubblico rumoreggiante non riusciva a esser preciso.

0/2 ma l’Holiday numero 3 (Aaron) commettendo fallo sul blitz di Graham a 1:44 dava la possibilità del two and one a Gamberone, abile a realizzare il 118-117.

Erano fischiati un paio di falli a Bridges e T.J. Warren andando a installarsi in lunetta provava a riportare sopra i suoi prendendo però un tiro lungo con il primo libero.

Pari con il secondo, sul 118 pari, per un fallo in attacco di Sampson su Graham (fallo sulla palla vagante), il nostro numero 4 battendo e realizzando i liberi del vantaggio ci dava spinta ma da una palla toccata da parte di Martin a Brogdon, nasceva l’azione che Lamb finirà con un FT jumper a :05.2 trovando l’equilibrio tra i due team.

Finiva con un time-out Hornets e un Graham decisamente e stranamente spostato nella nostra metà campo; sulla rimessa di Martin, Biz dalla linea del libero saliva quasi in punta a recuperare il pallone mentre Bridges e Rozier incrociando davanti al congolese come manovra diversiva si portavano verso gli angoli, palla consegnata a Graham salito nel frattempo, chiusura ritardata sulla linea dei tre punti di Sampson (già molle nel lasciar scattare Biz) e fallo sul tiro da tre punti fischiato con ovvie lamentele di McMillan.

Un fallo strano che di solito si compie in chiusura e non da quella parti, a ogni modo Graham segnava i primi due FT e sbagliando appositamente il terzo a :01.7 dalla fine garantiva a Charlotte la vittoria anche se i Pacers senza time-out avrebbero dovuto provare il miracle shot per il secondo supplementare…

Chissà se M.J. che regala sorrisi a fine partita a giocatori e pubblico sarà contento oggi di essere in questa posizione di classifica, di certo mi piacerebbe vederlo anche per il ritorno di Walker…

Le pagelle

Terry Rozier: 7

Rozier dalla panchina a Boston è stato lanciato titolare a Charlotte e rischia di essere cosa più grande di lui, un po’ come Homer Simpson lavorando nella centrale nucleare, non fosse per quel maledetto pennarello infilato nel naso che conficcato nel cervello lo rende stupido. Fu lui stesso a rimetterselo perché si accorse che la felicità derivava nel non sapere talune cose. Noi invece avremmo bisogno di quell’Homer che per breve tempo fu intelligente, specialmente nelle scelte di tiro e nei passaggi. Istintivo come Homer, finisce con 22 punti, 5 rimbalzi, 4 assist e 1 rubata. Si fa contagiare e trascinare come Homer, in questo caso dai giovani del team, gli parte qualche azione ignorante ma è in fiducia e mette dei tiri assurdi come una tabellata (si aspettava come noi il fischio) , alcune triple o entrate non consigliabili ma senza Turner è un rischio che può permettersi. Difesa a metà, se aiutato riesce a fare bene.

Dwayne Bacon: 4,5

In una squadra che ha perso molto del proprio potenziale offensivo, esser la SG titolare, lanciata abbastanza in fretta oltretutto, non dev’essere semplice. Dwayne mi ricorda Robottino, dal corpo robotico tozzo e basso, inadatto per essere un supereroe ma sforna oggetti ologrammati che si dimostrano decisivi all’occorrenza. Non sempre tuttavia riesce a sfornare da quella specie di forno a microonde che porta tra torace e addome, gli oggetti utili che desidera. Deve perfezionarsi. 0 pt. in 13:21 prendendosi una stoppata con 0/3 ai liberi. Un Robottino al quale non riesce nulla in serata, completamente fuori ritmo in attacco è l’immagine di una squadra che non riesce ad andare in good pace, Borrego lo capisce e dopo un breve rientro lo toglie preferendogli Graham che può essere altrettanto efficace come scorer. 1 TO e due falli, forse soffre l’arrivo del dirimpettaio ed ex Lamb.

Miles Bridges: 6,5

18 punti, 3 rimbalzi, 1 assist. “Esopo, 28 anni” (scusa Miles se ti ho invecchiato), meteora, comparsa, personaggio che appare e scompare in Excel Saga, in versione super deformed ha la particolarità di avere un testone enorme e sembra colui possa aiutare le due protagoniste della serie. Sembra serissimo ma man mano che l’inquadratura sapientemente si apre lo ritroviamo in mezzo al cortile di una scuola in tuta e seduto su un W.C…. Esilarante, ecco… speriamo non faccia, … in serata ma che usi le sue potenzialità per aiutare la squadra. La serata è controversa perché nel secondo tempo piazza una delle sue mine e con un paio di triple ci riporta in partita, poi stanco per le energie perse su ambo i lati del campo, fallisce due FT ma l’8/10 dal campo compensa ampiamente, però a rimbalzo c’è poco. Su un’azione cade da solo inciampando ma gli arbitri vedono chissà cosa e ci restituiscono palla gratuitamente anche se nel finale qualcosa compensano con un paio di chiamate contro sulle quali ho qualche dubbio (una in mischia a terra e una in contenimento).

P.J. Washington: 7

16 pt., 3 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. Ancora dobbiamo capire bene che personaggio potrebbe essere e forse sarà un Fantaman. Con quell’aura del nuovo/antico e la faccia da teschio Fantaman sapeva volare, cosa che fa anche P.J. Quando può staccare. Un paio di poster in serata li regala ai fan e a tratti trascina Charlotte finché su un’azione offensiva non si fa male. Dicono al ginocchio, forse anche alla caviglia. Rientra per un po’ ma non è quello di prima.

La shot chart di P.J. prima della partita.

Cody Zeller: 5

Charlotte. E’ il nome della giovane protagonista (ogni tanto si confida con un agnello bianco) di un anime nel quale tra Canada (dove vive in un ranch) e Francia gliene succedono di tutti i colori, un po’ come a Zeller con gli infortuni. Speriamo sia finita, la storia dell’anime era triste ma si chiudeva con speranza per il futuro, cancellando tutto il passato e così Cody ritrovandosi pezzo fondamentale per la difesa degli Hornets cercherà di scriversi un futuro più florido. 7 punti, 1 rimbalzo, 1 assist in 17:03. Gira male Cody che fa 1/5 dal campo con 0/2 da oltre l’arco, specialità dalla quale dovrebbe esser dispensato da Borrego. Nei liberi fa bene al contrario della squadra che con lui però non trova né ritmo né difesa, né è la prova il -24. Borrego credo pensi per un po’ che sia meglio con la small-ball ma è una verità parziale.

Devonte’ Graham: 8,5

Da Gamberone a Chobin il passo, o il saltello per meglio dire, è breve. Buffo personaggio saltellante (principe stellare dalla forma di un fagiolo) di un old anime, alla ricerca della madre, si difende in un mondo dorato ma ostile quando il cattivo Brunga si palesa. Ha bisogno di trovare continuità con i suoi tiri, se la mano è calda può colpire come Chobin letalmente con tiri laser alla Goccia di Stella… 35 punti, 4 rimbalzi, 6 assist, 3 rubate con 10/21 FG, 4/9 da 3 pt…. serata assurda per un giocatore arrivato dal “nulla” che spinge offensivamente come un ossesso e si procura il tiro della vittoria. Qualche volta va giù troppo facilmente in difesa ma altre volte recupera palloni preziosi, come quando nel finale Sampson commette fallo su di lui e può guadagnare due liberi. Serata magica con massimo in carriera. Per ora?

Marvin Williams: 6

Mi ricorda il maialino portafortuna di Yattaman che si arrampica sulla palma anche perché se trova la serata è sorprendente, altrimenti è impresa ardua come per un suino arrampicarsi su una pianta. 5 pt., 2 rimbalzi, 1 assist. Sblocca da fuori il digiuno degli Hornets dopo una partenza 0/8, un fallo contro in attacco e una partita sufficiente. In realtà il maialino anticipa la disgrazia ma lui esce rimanendo in panca dopo una prestazione sufficiente e il disastro non si palesa.

Malik Monk: 5,5

Come Top Cat, magro e agile esce da un bidone dell’immondizia che usa come casa con un panama (cappello) viola in testa dal quale protende le orecchie per ascoltare i suoni intorno. Vive di espedienti per sbarcare il lunario ma Top Cat e Monk, nonostante l’astuzia hanno anche altre armi al loro arco, il problema è capire se Malik riuscirà a utilizzarle, saltuariamente le ha mostrate ma è scostante e svogliato come il gatto del cartoon. 4 pt., 2 rimbalzi, 3 assist. Parte bene segnando e sfornando veri assist, poi i Pacers gli prendono le misure e non sembra più funzionare. Finiti i giochi di prestigio chiude con un 2/8, peccato perché era partito bene e da menzionare è la plastica alzata per il reverse layup volante di Bridges.

Bismack Biyombo: 7,5

15 pt., 6 rimbalzi (6/7 dal campo), 1 rubata. Ha le possibilità tecniche di segnare pari a quelle di vincere una gara al Wacky Races di Dick Dastardly ma con la stessa ostinazione nel mondo reale viene premiato rispetto allo 00 del buon Dick. “Triplo accidenti” è ciò che proviamo noi però quando lo vediamo tirare i liberi, specialmente in una punto a punto… 3/8 e la figura di Mosconi sopra lo Spectrum ma con quel fisico e la grinta che ci mette, a parte eccedere in qualche fallo (bad screen o a rimbalzo) è fondamentale in serata con una splendida stoppata e conclusioni da sotto efficaci. Blocchi per Rozier o Graham che sfrutta quello finale abilmente. Un terzo di vittoria è sua, per fortuna Borrego lo “cala” in campo e come un novello barbaro aiuta Charlotte a rientrare in partita dal -14 con effetto dirompente. Se aggiungiamo la steal a centrocampo e la posterizzazzione di T.J. Leaf come ciliegina sulla torta, direi che il congolese è stato l’uomo della provvidenza con la sua fisicità per cambiare la gara, altrimenti segnata, anche se abusa dei centri di riserva dei Pacers privi di Turner.

Cody Martin: 7

0 pt., 11 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. Un po’ meno efficace della precedente in difesa, però tocca e sporca palloni anche quando non riesce a sottrarlo o a farli perdere. A rimbalzo è incredibile, non solo su quelli classici ma anche sui lunghi dove i suoi tagli e la sua velocità ci aiutano nei recuperi, utilissimi alla fine. +27, tutto difensivo… Si nota come unico neo la propensione ad andare in entrata veloce ma senza riuscire ad essere preciso quando estende il braccio per l’appoggio. Manca un paio di layup contro difensori più esperti, chiede il fallo ma non arriva giustamente nulla.

Coach James Borrego: 7

Leonetto, da un noto Youtuber definito come specie di Milva dai capelli rossi, in realtà è un avido affarista che cerca di sfruttare i superpoteri di una ragazza piovutagli dal cielo (Nanà)… ma al contrario della giusta critica contro Leonetto, lui deve ottimizzare il materiale che ha perché non ha il fenomeno che gli risolva la situazione. Passa da 4 a 7 nel giro di un quarto e un supplementare perché capisce che la small ball porta a fiammate ma anche a ritorni degli avversari e c’è bisogno di un elemento chimico pesante per stabilizzare l’alchimia del team. Lo trova in Biz e non è scontato perché decide di dare spazio al più grintoso e fisico dei tre centri che lo ripaga. Stessa cosa per lo scambio Bacon, Graham che anche se non è esattamente una combo guard è come se lo fosse ormai, un paly che va a prendersi numerosi tiri con un buon tocco da SG.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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