Game 71: Charlotte Hornets Vs Minnesota Timberwolves 113-106

Intro

Partita crepuscolare allo Spectrum Center.

Se Charlotte avesse una franchigia gemella opposta, sotto certi aspetti questa potrebbe essere Minnesota.

I Timberwolves sono sorti l’anno successivo a quello degli Hornets e come loro non hanno mai portato a casa nulla di realmente importante nonostante le rispettive arene nelle prime disastrate annate (non solo) fossero gremite di fan entusiasti.

I bei tempi sono lontani per ambo le franchigie e i tempi del vero Kevin Garnett sono lontani.

Nel 2003/04 arrivano per l’ottava volta consecutiva ai playoffs, ma dopo esser sempre stati eliminati al primo turno, eccoli arrivare in finale di Conference perdendo contro i Lakers senza i due primi playmaker (infortunati).

La squadra non riesce più a raggiungere i P.O. Sino lo scorso anno, nuovamente eliminata rapidamente al primo round.

Due squadre rappresentate da uno spirito guida buio (Lupi e Calabroni) nell’immaginario collettivo, due animali anche notturni dipinti in maniera affascinante (mezzo muso o capo ombreggiato e l’altra parte illuminata dalla luce nel penultimo stemma Wolves e nell’ultimo Hornets) nei loghi attuali, ma anche nei precedenti.

Le coincidenze non si fermano qui.

Una triste stranezza è quella che vede i due team accomunati nel lutto nell’anno 2000.

L’inizio dell’anno è subito segnato dalla tragedia di Phills, l’apprezzata (dentro e fuori dal campo) guardia degli Hornets che al ritorno da un tranquillo shootaround muore in un incidente stradale dettato probabilmente da una velocità inadeguata alla situazione di traffico.

A maggio invece, nelle fila dei Timberwolves decede Malik Sealy guardia newyorchese che aveva casa nel Bronx.

Il padre faceva il pugile ed era stata una delle guardie del corpo di Malcom X, da qui ecco il nome per il figlio (Malcom X dopo un viaggio alla Mecca tornò con il nome di El-Hajj Malik El-Shabazz) in onore del pensatore di colore.

Sealy, di ritorno da una festa di compleanno del compagno Garnett, venne centrato da un ubriaco alla guida di un pick-up.

Malik Sealy in un’immagine tratta da un American Superbasket del febbraio 2000. La rivista propose solo tre mesi prima un bell’artcolo su di lui prima della sua scomparsa.

Per Sealy non ci fu nulla da fare vista anche la sua Range Rover sprovvista di air-bag che aveva invece l’auto dell’investitore che paradossalmente si salvò grazie a esso…

Due squadre che tuttavia hanno ormai abdicato alla possibilità di raggiungere i P.O..

I Timberwolves hanno un record attuale di 32-39 contro il 31-39 di Charlotte…

Due team che meriterebbero di più, prigioniere di errori societari e delle regole di mercato NBA.

Due squadre che ottengono, nonostante annate non brillanti, in questi anni solo una prima scelta a testa (1991 LJ2 a Charlotte e 2015 Towns a Minneapolis, oltre al paradossale Anthony Davis per i New Orleans Hornets che tuttavia soffiano la prima posizione ai Charlotte Bobcats, oggi Hornets) contro la recente twice di Phila e la triplice (saltando l’anno del Monociglio) dei Cavaliers…

Stranezze statistiche che non mi fanno credere in una lottery pulita…

Anche perdendo, oltre ad avere un record finale migliore sicuramente di squadre come Bulls, Cavs, Knicks, Suns e Hawks, probabilmente non sarebbero così “fortunate” da scalare posizioni alla lottery.

Tra i problemi di Charlotte c’è quello di rifirmare Walker che anche non prendendo il massimo potrebbe andare sui 38 milioni a stagione secondo queste proiezioni di Fox…

Tanto vale giocarsela e provare a vincere contro i Timberwolves le cui sfortune non possono che farmeli risultare simpatici con l’augurio di vedere entrambe le squadre prendere il posto delle solite potenze che monopolizzano il mondo NBA ma per quello serviranno da parte delle proprietà “consistency” e solidità…

Le formazioni:

La partita in breve

Descriverò i quarti in maniera più breve sotto, trovando una formula ibrida con ciò proposto fino a oggi.

Scriviamo che gli Hornets, in serata con le assenze di MKG, Zeller e Parker, compensate da quelle di Teague e Rose nelle fila degli ospiti portano a casa una gara equilibrata attraverso la difesa non sprecando nel finale quella decina (circa) di punti di vantaggio creatisi nelle fasi centrali dell’ultima frazione.

Borrego manda in campo i giovani e sposta Bacon nel quintetto iniziale togliendo a Batum la titolarità (domani nevica a Charlotte visto l’evento).

La squadra come il solito gioca bene in casa e contro dei Timberwolves bravi dalle parti del pitturato basta poco a Charlotte per scavalcare in classifica i Lupi.

Towns finirà ingabbiato, capace comunque di firmare 21 punti e 16 rimbalzi, Wiggins terminerà a 20 punti, Saric a 15 tallonato da Tyus Jones a 14.

Charlotte vince a rimbalzo 55-49 e negli assist 26-23 inoltre tira meglio in lunetta con 18/24 contro il 18/29 dei T. Wolves ( 62,1%, l’incapacità degli ospiti ai liberi sarà fattore determinante sul risultato) mentre i TO saranno 10-13.

Hornets che tirano “peggio” dal campo con il 43,0% a confronto del 44,3% avversario ma i tiri dal campo sono alla fine 100 per Charlotte e 88 per i Lupi e parziale tra panchine di 46-26…

Alcune Honey Bees durante la presentazione del quintetto iniziale.

La partita

1° quarto:

Dopo la palla conquistata sul salto a due e il primo vantaggio ospite firmato da Tyus Jones la partenza degli Hornets era buona in particolar modo per Williams che stoppava Wiggins segnava il 3-2 in ritmo dalla diagonale destra e pareggiava con un lungo due punti dalla diagonale opposta rispondendo a Towns e riportando il match in parità.

Con i Timberwolves avanti 7-8 gli Hornets perdevano un turno in attacco pur conquistando due rimbalzi offensivi ma due tiri da fuori di Walker e uno di Williams, sempre da oltre l’arco non entravano mentre i Timberwolves si dimostravano più concreti portandosi nel giro di poco sul 9-1 con una drive a appoggio di Wiggins.

Bacon invitava con un bound pass verticale in un area affollata Bridges abile ad arrivare in back-door all’appuntamento con la presa e successiva schiacciata dalla linea di fondo e poi da una second chance era proprio Dwayne a riportare sul -1 Charlotte (13-14) ma un parziale di 0-6 per gli ospiti trascinava la gara sul 13-20.

Dentro Batum per Bridges e Frank per Marvin e gli Hornets finalmente a 3:05 ottenevano il primo canestro dal capitano.

Per riportarsi dotto a Charlotte però servivano un tiro di Lamb con spinta sulla schiena di Bates-Diop dall’uscita dal blocco per un’azione complessiva da tre punti e altrettanti diretti da Monk che dall’angolo sinistro sparava bene dopo essersi liberato a 1:07 (21-23).

Timberwolves a pochi istanti dalla fine del primo quarto sopra 22-25 ma d’un soffio ad anticipare la sirena dal corner opposto era ancora Monk a colpire trovando il pari a quota 25.

CHARLOTTE, NC – MARCH 21: Miles Bridges of the Charlotte Hornets dunks the ball during the game against the Minnesota Timberwolves on March 21, 2019 at Spectrum Center in Charlotte, North Carolina.
Copyright 2019 NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

2° quarto:

Un tap-in volante con fallo subito portava nelle casse dei Lupi un gioco da tre punti firmato Wiggins a 11:18 mentre sull’altro lato il mirino di Frank the Tank si dimostrava ancora sballato pur con il colpo ravvicinato (0/5 comprese due stoppate subite).

Sul 25-29 era Monk con un’altra bomba dall’angolo destro a riportare Charlotte sul -1 (3/3 per Malik da fuori) mentre su un fast break gli Hornets mostravano una triangolazione verticale chiusa raffinatamente da Hernangomez che da sotto aspettava anche il fallo in ripiegamento di Tolliver.

Due punti senza il jolly mancato in lunetta ma Hornets al comando 30-29.

I Timberwolves però ripassavano sopra i Calabroni in poco tempo e maniera decisa con due triple di Reynolds a evidenziare i problemi di Charlotte nel fermare rapidi parziali degli avversari.

Sul 32-39 era il capitano a caricarsi sulle spalle la squadra iniziando a segnare con un entrata diagonale seguita da un arresto e tiro vincente sopra Dieng.

Su un’altra uscita da un blocco questa volta era Kemba a esser spostato da dietro in salto come Lamb nell’azione descritta nel primo quarto.

Altra giocata da tre punti che a 6:43 riavvicinava i teal sul 37-41 prima che Charlotte approfittasse anche di due liberi mancati da Okogie e di una difesa sorpresa da un accelerata sul lato destro di Bridges che arrivava a canestro segnando con una dirompente tomahawk.

Gli Hornets restituivano anche le due triple in rapida serie, la prima con Kemba e la seconda con Marvin in arresto e tiro in ritmo da fast break dalla sua mattonella (diagonale destra) per il 45-41.

Ribaltato il risultato nel finale Kemba lo manteneva con qualche libero finendo il quarto con 13 punti (6/7 ai liberi) mentre i Lupi finivano con un 12/18 dalla lunetta rimanendo sotto nel punteggio 54-51 con Wiggins unico della squadra ospite in doppia cifra (12 pt.) battuto dai 15 totali di un Walker con un 1/7 da fuori.

Un altro accattivante stacchetto delle Honey Bees.

3° quarto:

Bacon apriva la ripresa con due liberi ma Saric infilava la tripla, la gara era ribaltata con un cambio lato per Wiggins che dal lato debole (il destro) segnava da tre punti il 56-57 prima del contro-sorpasso di Williams a 10:17 in floater.

Con la tripla (3/10) di Jones le squadre impattavano sul 63 pari raggiungendo un equilibrio rotto da un mezzo-gancio di Biz abile ad agguantare un passaggio missile ravvicinato di Miles che poi andando ad attaccare il ferro veleggiava da sinistra a destra oltre un Saric in salto che non resisteva all’allungo di destra del n° 0.

La gara comunque rimaneva in bilico e servivano due punti di Biz, seguiti da due di Walker il layup da fast break per far acquisire alla squadra di Borrego un piccolo vantaggio (73-68) a 5:03 dalla fine del terzo quarto.

Il parziale aumentava sino all’8-0 firmato da sotto alla sinistra del canestro dal nostro centro spagnolo (77-68) ma gli Hornets dimostravano di non saper gestire un vantaggio venendo affondati da due triple di seguito di Tolliver e da un contropiede di Dieng che approfittava della brutta apertura di Monk per segnare in transizione subendo il blocking di Malik in ripiegamento.

Mancando il libero il parziale dei T.Wolves s’interrompeva sull’8-0 e sul 77-76 prima che Graham splittando a 1:36 lo interrompesse.

Bayless pareggiava con un jumper frontale ma ancora Graham con un ½ dalla linea della carità faceva ripartire Charlotte che dal terzo play a :21.7 trovava anche un buon pullup dalla media dopo il tentativo di puntata da crossover.

Tolliver segnava con un circus shot ma dopo la luce rossa e si andava all’ultimo quarto conservando i tre punti di vantaggio sull’81-78.

CHARLOTTE, NC – MARCH 21: Kemba Walker #15 of the Charlotte Hornets handles the ball during the game against the Minnesota Timberwolves on March 21, 2019 at Spectrum Center in Charlotte, North Carolina.
Copyright 2019 NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

4° quarto:

A rimetter subito in discussione il match ci pensava Wiggins che con balzo da triplista segnava una bimane veleggiando mentre Dieng, scovato in area a 11:21, era fermato da un fallo.

Due liberi splittati, mancato sorpasso ma pareggio quindi le incursioni di Lamb su Bayless e di Monk sui lunghi (pur rischiando seriamente la stoppata) andando a buon fine, tornavano a spinger Charlotte verso la fuga (85-81).

Dieng con finta e lento tiro batteva i cm di Monk da media distanza ma era proprio Monk con uno step-back 3 a battere uno svogliato Wiggins e a favorire la fuga degli imenotteri che ricevevano ulteriore spinta da un jumper di un Lamb bravo a raddrizzare un po’ le statistiche misere di serata del primo tempo (90-83).

Un fallo di Monk su Towns portava 3 punti agli ospiti ma Lamb andava a caparbietà a catturare un rimbalzo offensivo dopo un errore di Frank da fuori, correggendo anche sé stesso in tap-in dopo il primo errore.

Lamb si accomodava momentaneamente in panchina sulla doppia doppia mentre su un’entrata in euro-step di Kemba Jones feriva il capitano con una zampata ma non bastava per fermarlo nell’appoggio vincente (c’era anche un FT mancato).

96-86, un vantaggio che scemava sul 96-90 a 6:01 quando Borrego saggiamente chiamava un time-out.

A 5:42 Kemba pescava con un lungo bullett pass Willy che segnava sdebitandosi poco più tardi alla stessa maniera con il capitano a realizzare il 100-91.

Per Towns arrivavano raddoppi e ormai era Wrestling con falli lamentati o possibili fischiati (pochi dati) a favore degli ospiti che a 2:55, dopo aver lamentato un fallo per Towns in area beneficiavano sul rimbalzo di due FT per Saric che tuttavia splittava portando la gara sul 104-96.

A 2:42 Williams firmava la tripla dalla diagonale sinistra e Kemba ne aggiungeva due facili portando sul +11 la squadra del North Carolina (109-98).

L’ultima reazione dei Lupi li portava a segnare con Towns da tre punti il 111-106.

L’ululato ospite consigliava a Borrego d’accendere un fuoco intorno alla panchina durante il time-out per scacciare le belve del Minnesota.

Charlotte comunque conservando 5 punti a :29.2 dalla fine non soffriva più anche se Williams anticipava d’un soffio il passaggio di un Kemba raddoppiato costretto a scaricar palla con un lob per evitare gli 8 secondi nella metà campo difensiva.

Rifiniva con due FT proprio il capitano per il 113-106 finale e gli Hornets agguantavano la parità nella serie stagionale con i Lupi.

Pagelle

Kemba Walker: 7

31 pt., 5 rimbalzi, 6 assist. 10/22 dal campo. 1/8 da fuori. Finisce il primo tempo con un 1/7 da fuori poi si da una regolata e va a giocare sul facile considerando anche la non enorme pressione distante dal buco nero del pitturato dei T. Wolves. Dalla media distanza trova spazi che nel finale ha a disposizione anche sotto. In entrata è troppo rapido per gli avversari e alla fine giocando intelligentemente porta a casa 31 punti.

Dwayne Bacon: 5,5

4 pt., 5 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata. Dalla G-League alla titolarità al posto dell’inamovibile Batum è un bel salto. Benino in difesa ma dal campo fa 1/8… Gioca quasi 19 minuti non sprecando palloni se non al tiro ma si rifà innescando i compagni con 5 assist e appunto, zero TO.

Miles Bridges: 7,5

11 pt., 12 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate. 5/8 dal campo. Spreca poco Miles che si spreme anche in difesa volando a rimbalzo anche se alcuni glieli concedono facilmente i Lupi che si retraggono in difesa. Prima doppia doppia di Miles nel giorno del suo compleanno. Su tutti quegli uno consecutivi può accendere le candeline, quella esplosiva la mette con una tomahawk jam sorprendendo la difesa avversaria in corsa.

Marvin Williams: 7

13 pt., 3 rimbalzi, 2 rubate, 3 stoppate. 5/6 al tiro con ¾ da fuori. Segna i primi 5 punti di Charlotte e aggiunge nel finale una tripla importante, inoltre se all’inizio stoppa Wiggins nell’uno contro uno, nel secondo tempo anche in chiusura va a dare una mano in stoppata. O tutto o niente per Marvin che varia con sbalzi di temperatura e umore da serate ottime come questa a serate pessime come quelle contro Miami. Non ha tantissima pressione addosso ma è comunque bravo nel mettere tiri anche in fast break trovando il suo ritmo.

Bismack Biyombo: 6

8 pt., 4 rimbalzi, 1 assist. In difesa più che la differenza fa densità ma trova una buona mano in attacco dove scarica dei tiri dalla media che vanno a bersaglio. 4/6 dal campo che aiuta un po’ Charlotte ma va sotto nel plus/minus di 5 punti.

Jeremy Lamb: 6

13 pt., 10 rimbalzi, 1 assist. +3 di plus/minus con 6/20 dal campo, numeri un po’ raddrizzati nella seconda parte della gara dopo l’1/8 del primo tempo e i soli tre punti. Caparbio lotta sotto le plance a rimbalzo con foga. Mostra di essere atletico ma sembra aver smarrito il tocco magico in floater dopo l’errore finale della gara precedente. Serve continuare a crederci senza farsi condizionare dal passato. Gli errori capitano e modificare qualcosa si può ma nel caso snatura un po’ il tiro in peggio. I suoi punti nel secondo tempo e i rimbalzi che lo portano in doppia doppia gli garantiscono una sufficienza.

Nicolas Batum: 5,5

2 pt., 4 rimbalzi, 1 stoppata. 1/5 dal campo, 3 falli, eppure un +10 di plus/minus pur alternando buone difese ad assenze di fisicità pesanti. Tolliver gli scarica in faccia la seconda tripla e poi lasci andare Towns che poi andrà a stoppare in area con buona resistenza. I suoi due punti arrivano su una piratesca incursione chiusa con una dunk di destro ultrapotente che batte anche l’ultima resistenza di Towns. Zero assist giocando con le riserve nel finale.

Devonte’ Graham: 6

5 pt., 5 assist. Gioca 12:49 riuscendo a dare slancio ai compagni attraverso gli assist. Bello quello per liberare Monk nell’angolo e peccato per il 3/6 dalla lunetta che gli toglie un mezzo voto. Oggi va bene ma in altre partite potrebbero essere tiri decisivi.

Willy Hernangomez: 7

10 pt., 7 rimbalzi, 2 assist. Buona gara di un’altra faccia rilanciata da coach Borrego. Non sempre in difesa è presente come quando sul post basso sinistro tiene una posizione troppo laterale su Towns che gli gira facilmente oltre andando con lo spin verso la linea di fondo. In altre circostanze resiste meglio influenzando anche qualche tiro e questa è una piacevole novità anche se ricorre a 5 falli, lotta. 5/6 dal campo sprecando poco e buona intesa con Kemba nel finale.

Frank Kaminsky: 5

2 pt., 1 rimbalzo, 2 assist, 2 stoppate. 0/6 dal campo sbagliando da sotto o anche le triple aperte. Subisce due stoppate ma le restituisce. Non una gran serata per Frank a lungo fatto rimaner in panchina per dare poi spazio a Willy.

Malik Monk: 6,5

14 pt., 4 rimbalzi. 5/10 dal campo. Essenzialmente un tiratore. Altra faccia al rientro, parte bene segnando tre tiri dagli angoli che gli fruttano 9 punti nel primo tempo con il GPS dei Lupi che non funziona. Si spegne un po’ al tiro nella parte centrale tornando a realizzare nel finale 5 punti importanti con uno step back da tre e su incursione folle andata a buon fine. L’headband serve a noi per vederlo giocare in possesso di palla. Due TO, una su uno scarico pessimo che consente a Dieng di segnare e subire anche il fallo (suo) in ripiegamento. Fortuna vuole manchi il libero. In generale tendenza a falli a canestro ormai realizzato ma punti importanti.

Coach James Borrego: 6,5

La squadra gioca una partita con i suoi soliti limiti ma si vede, pur con difese protagoniste, qualcosa di meglio sotto il profilo del gioco, ciò che è mancato a Charlotte in qualche partita da febbraio a oggi.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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