Game 72 – Charlotte Hornets @ Washington Wizards 110-115

Intro

Siamo al penultimo capitolo del librone stagionale degli Hornets.

Un tomo pesante che i Calabroni cercheranno di chiudere con un lieto fine.

L’opera degli Hornets cominciata a fine 2020 ha un multifloema che è stato di sostegno per buona parte della stagione ma la linfa dei giovani e il verde bostoniano di Hayward sono venuti meno per infortuni così il DNA tragico di Charlotte ha finito per srotolarsi fino a portarci, oggi, sulla soglia del precipizio.

Il baratro è aperto e visibile, la spinta potrebbe darcela Westbrook ma a questo punto entrerà in gioco l’istinto di sopravvivenza degli Hornets su un filo.

“Arrivati sino a qui gli Hornets non possono arrendersi, solo un passo per cambiare tutto”…

Se in questi anni avessi usato la carta anziché il supporto virtuale sarebbero scorsi fiumi d’inchiostro, inutili parole come quelle che oggi si disperdono nella sovrabbondanza d’informazione.

Forse negli annali rimarrà soltanto il risultato

Analisi

Mi è molto difficile in questo momento, credetemi, analizzare lucidamente una partita girata ancora una volta storta nell’ultima frazione senza eccedere in considerazioni da fan.

Mancanza di esperienza, cattiva scelta della selezione dei tiri, rotazioni non adeguate, un coach non all’altezza e altro.

Un mix di tutto ciò fa sì che gli Hornets incassino la quinta sconfitta consecutiva terminando mestamente la stagione al decimo posto.

I play-in ci sono (tecnicamente non siamo ancora morti) ma al momento non credo si possa pensare che una squadra in queste condizioni sia in grado di vincere a Indianapolis (già perché i Pacers che hanno battuto Toronto sono arrivati noni) e poi nell’eventualità battere una tra Boston e Washington.

Finale amarissimo con un agonizzante sconfitta ancora sul filo che fa male e personalmente è più la delusione ad aver preso posto che la rabbia espressa con i quasi inevitabili improperi recapitati ai “protagonisti” durante le calde fasi del match.

Lascio alle statistiche il compito di raccontare il match anche se vanno menzionati i rimbalzi concessi a inizio ultimo quarto e le cattive percentuali finali al tiro complice la scelta di tiro.

Tra i singoli Beal ha chiuso con 25 punti, Westbrook con 23 pt. (entrambi però non hanno tirato bene in percentuale dal campo) 15 rimbalzi e 10 assist, R. Lopez 18 pt., Hachimura 16, I. Smith 14 pt. e Bertans con 11 punti.

La partita

I quintetti:

1° quarto:

Inizio sparatissimo per ambo le squadre.

I Wizards colpivano subito con Hachimura e con una manata di Westbrook in faccia a P.J. che rimane giù ma da una stoppata di Miles e il lancio sull’altra sponda il riemerso Washington segnava il pari.

Hachimura segnava da due oltre McDaniels dalla baseline destra mentre un’entrata in crossover di Rozier si chiudeva con un two and one oltre Len a 10:29: 5-4.

P.J. stoppava Beal ma nessuno fermava il deep 3 di Bertans per il nuovo avanzamento dei Maghi che tuttavia potrebbero tornare sotto concedendo a 8:28 un altro two and one a Ball in entrata, peccato che il numero due fallisse l’addizionale.

Charlotte passava comunque avanti con la tripla di P.J. Washington e manteneva il vantaggio raddoppiandolo dopo il raddoppio su Rozier con lo stesso bravo a smistare a sinistra per il catch n’shoot 3 di ball che ai 24 realizzava il 13-7.

P.J. dall’angolo destro perseguiva la via della tripla trascinando la squadra viola sul 16-8.

Hachimura era murato da Miles in recupero a 6:39 ma quando Bertans trovava il vantaggio per partire su Miles ecco il poster a P.J. per il 16-10.

Gli Hornets riguadagnavano il +8 a 6:07 con due FT di Bridges scattando sul vantaggio in doppia cifra dopo il piazzato di Rozier da scarico di P.J. a 5:35, tre punti d’oro per il 21-10.

Smith in entrata precipitosa realizzava per i rivali e Gafford stoppava Zeller prendendogli il tempo sulla finta ma a 4:50 Graham attaccava un Beal in difficoltà e lo costringeva al fallo.

2/2 per Devonte’, seguito da un altro errore al tiro per Beal mentre P.J. dal corner destro era ispirato per la tripla a segno del 26-12.

Gafford schiacciava ma sul fronte Hornets sembrava essersi aperto un varco da oltre l’arco anche quando un forzatissimo uno contro uno di Graham chiuso in pullup dalla diagonale destra finiva oltre il close-out.

Gafford replicava in appoggio ma Graham copiava la sua tripla, questa volta più facilmente in catch n’shoot per portare sul 32-16 Charlotte.

Smith segnava due punti ma la dime di Ball era d’aiuto fondamentale per Zeller che schiacciando portava a casa due punti.

Westbrook, grazie al ritmo indiavolato, intercettava a metà campo segnando in appoggio approfittando della difesa scoperta di Charlotte mentre dall’altra parte McDaniels doveva produrre un euro-step per segnare il trentaseiesimo punto Hornets prima che Gafford chiudesse il quarto sul 36-22.

P.J. Washington contende una palla a Beal. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Inizio un po’ difficoltoso per la bench di Charlotte ibridata da qualche elemento come Ball.

Era Smith a menare le danze con un paio di canestri dal mid range prima che lo scambio tra Biz e Lopez si concludesse con due hook vincenti per il 38-28.

Lopez capiva le cattive intenzioni di Miles anticipando in stoppata la mazzata con Miles che andando giù si teneva la nuca mentre sul proseguo toccava a P.J. tentare una tripla che mancata dava al redivivo Bridges tiratosi su all’istante la possibilità di segnare alzando oltre Bertans una parabola corta.

Washington tuttavia continuava la rimonta con una tabellata non dichiarata di Hachimura da tre punti (40-31) mentre un Robin Lopez old school faceva impazzire P.J. e Biyombo con movimenti che lo portavano a segnare due canestri per il 40-35 a 7:06.

Il rientro di Beal era più fortunato con lo step-back lungo da due punti a sinistra quindi Rozier e ancora Beal segnavano da tre punti mantenendo un divario di soli tre punti (43-40).

Per fortuna Rozier a 5:36 entrava frontalmente in maniera decisa, la manata di Beal all’ultimo consegnava anche l’and one del +6 ma Hachimura lasciato solo si alzava facilmente per de punti frontali.

Beal mancava, servito in corsa il layup del -2 in infilata così a 433:56 Graham ringraziava con il jumper del 48-42.

Bertans si accendeva da tre punti ma un corto bound pass di Zeller sulla linea di fondo per Miles era buono per risolvere l’azione grazie alla semplicità e all’abilità del nostro numero 0(50-45).

Beal mancava un FT per 3 secondi contro Zeller e si udiva un: “Oh my God!” sconosciuto da qualche parte, catturato nei microfoni.

I Maghi tornavano sotto sino al -3 e Bertans da fuori aveva anche l’occasione del pari ma la mancava così dopo qualche errore, compreso quello di Rozier da fuori, Gafford provava a far ripartire i suoi ma l’intuito di “Scary” gli faceva deviar palla che riconquistata dagli Hornets diveniva fondamentale per la bomba di Bridges del 53-47.

Un floater di Terry in separation su Bertans valeva il +8 ma nel finale i Wizards recuperavano qualche punto con Westbrook che apriva e chiudeva un’azione offensiva da sotto sul giro palla e poi lo stesso giocatore in lunetta a :03.2 splitttando due liberi delimitava il risultato del primo tempo al 56-52.

3° quarto:

Il primo canestro del quarto era di color purple con una tripla di Ball mancata catturata da P.J. in attacco e relativa apertura immediata nell’angolo sinistro dove Bridges, non marcato, scagliava uno shuriken affilato per il 59-52.

Beal pareggiava il parziale andando sopra McDaniels con un appoggio alto al vetro più and one ma un floater inusuale di McDaniels su Westbrook finiva dentro così come il jumper dello stesso Russ oltre Miles per il 61-57.

Dalla rimessa dal fondo Rozier serviva Beal che non ci pensava troppo emettendo un tiraccio da fuori che non colpiva il ferro e veniva catturato da Terry che sull’altro fronte vedeva ancora McDaniels attaccare Gafford e affondare due FT dopo aver subito fallo dall’ex Bulls.

Hachimura con il marchio di fabbrica (jumper frontale) riportava sotto i capitolini ma Ball su una palla vagante persa da McDaniels in entrata era fortunato e bravo a seguire appoggiando.

Bertans con la tripla a 9:24 riportava a un possesso i suoi (65-62), Ball ripristinava il divario oltre il possesso con l’allungo di sinistra in entrata.

McDaniels continuava a segnare punti, ancora una volta dalla lunetta per fallo di Gafford sul reverse e da un passaggio intercettato in difesa da P.J. su Westbrook McDaniels coglieva l’opportunità offensiva di realizzare da tre punti dall’angolo destro per il +10 (72-62).

Westbrook mancava la tripla contro McDaniels ma anche Ball da fuori la falliva quindi due FT di Russ cominciavano a riavvicinale i locali.

Una second clock violation per gli Hornets e il gioco in post di Lopez che batteva P.J. senza sforzi s con il gancetto erano il preludio di un paio di TO, uno per parte ma nonostante una buona difesa di Hachimura arrivava pochi secondi più tardi un secondo tecnico a favore di Washington che Beal trasformava a 5:03 per il 72-67, preludio all’entrata scheggia di Smith non fermata da Miles.

72-69, tutto da rifare ma Zeller da sotto faceva inerpicare la palla sul secondo ferro per vederla entrare.

Graham portava a casa altri due FT per fallo di Bertans in chiusura così come LaMelo per un altro fallo criminale del baltico che agganciava parzialmente il collo di Ball in entrata.

Dal fallo ne usciva un extra possesso per il flagrant 1 e altri due liberi conquistati da Zeller grazie al passaggio di Rozier e al fallo in chiusura di Westbrook.

A 3:37 era ancora 2/2 così gli Hornets volavano sull’80-69 ma si faceva in tempo a vedere l’intenzionale alzata di Rozier al vetro del +13 e il passaggio di Terry che pescava McDaniels sotto bravo a superare l’ultimo uomo con un tocchetto ravvicinato sulla transizione.

+15 Hornets ma non c’è mai da fidarsi e infatti Lopez segnava due punti, Westbrook ne aggiungeva 3.

Per fortuna Graham rallentava la rimonta con una bomba ai 24 su extra pass di McDaniels (87-74) ma Beal andava oltre McDaniels da tre.

Westbrook in infilata non faceva paura a Rozier che con una finta, ricollocamento e tiro da tre perfetto ai 24 per il 90-79.

A 7 decimi dalla fine Westbrook beneficiava di due liberi per un fallo inesistente chiamato a Zeller ma Borrego con il challenge sovvertiva il primo fischio mostrando come il fallo fosse di Lopez che trascinava dietro di sé Zeller.

4° quarto:

Charlotte divorava in poco tempo gli undici punti da difendere.

C’era poco da raccontare poiché l’atavica incapacità di gestire il vantaggio portava Beal a segnare da 3 a 10:09 per il 92-88.

Con i Wizards giunti sul -1, Borrego chiamava il time-out andando a chiamare un blocco per Ball bravo semplicemente a passarlo e a realizzare in teardrop il 94-91 tuttavia Westbrook che fino a quel momento da fuori non aveva fatto paura, usava i cm di distanza tenuti da Zeller per reggere l’eventuale 1 vs 1 tirando da fermo , colpendo da te per il pari.

P.J. da tre falliva e Smith in transizione saltava Rozier in ripiegamento battendo Zeller a 7:39 per il vantaggio Washington 94-96.

Un two and one di Bridges servito da Ball era replicato in punti da una tripla di Hachimura a 7:15 solo che Ball subendo il fallo di Mathews riusciva a trovare continuazione e and one nonostante il challenge a vuoto di Brooks.

100-99, le squadre si sorpassavano ma a 5:22 un deep 3 di ball dalla destra valeva il 106-101.

Lopez batteva Zeller in gancio ma Rozier al volo sull’altro alto prendeva il rimbalzo su un wild shot di Ball.

Un back-door di Beal valeva il 108-105, il tutto a un ritmo serrato.

Lopez da sotto segnava due punti.

A 3:25 Beal in fast break firmava il sorpasso.

Un floater di Zeller in corsa su passaggio laterale valeva il 110-109 ma Beal in entrata faceva secca la difesa in viola.

Graham e Miles da tre fallivano due occasioni e Ish Smith in entrata era più concreto con l’arcobaleno del 110-113.

Rozier e LaMelo mancavano due occasioni e ci ritrovava a 40 secondi dalla fine sul -3.

Borrego mandava in campo Biz che aiutava Rozier a resistere a tiro e rimbalzo così a :20.9 dalla fine Charlotte tentava per il pari ma il buon gioco di passaggi per liberare Devonte non era sufficiente.

Tripla mancata con doppio tocco sui ferri e ciao alla partita con l’allungo in lunetta dei capitolini sino al 110-115 finale.

LaMelo Ball: 5,5

19 pt. (7/21), 7 rimbalzi, 5 assist, 2 rubate, -2 in +/-. 1 TO. Sembra riprendersi un po’ in attacco nel secondo tempo. Il primo l’aveva giocato meglio in difesa tirando con un 2/9. Guida la squadra a tratti con alcuni canestri (la tripla siderale nell’ultimo quarto dalla sinistra né è un esempio) e buoni passaggi ma di contro sbaglia anche molti tiri, soprattutto da fuori (2/8) e perde un pallone letale nel finale andando oltre Lopez incartandosi in salto con palla out dal fondo. Ci si aspettava di più a questo punto da colui indicato come rookie of the year. I punti ci sono ma a fronte di davvero troppe conclusioni a vuoto.

Terry Rozier: 6,5

22 pt. (8/19), 9 rimbalzi, 9 assist, 3 rubate, +13 in +/-. 1 TO. Terry conquista alcuni rimbalzi in formato gigante o devia palloni che salvano la squadra (vedi nel finale sul -3) o regalano punti (deviazione su passaggio di Gafford per la tripla di Bridges), inoltre entra in molte azioni Hornets fornendo assist sul suo raddoppio o liberando compagni. 22 punti con alcuni buoni canestri ma un paio di errori nel finale costati cari.

Jalen McDaniels: 6,5

13 pt. (4/7), 4 rimbalzi, 2 assist, 0 in +/-. 2 TO in 27:47. I misteri inspiegabili di Borrego continuano con Jalen che lanciato titolare e autore di un ottimo terzo quarto su ambo i lati del campo viene un po’ accantonato nel finale. Questa volta da una buona spinta nel terzo quarto e mi piace quando attacca il ferro recuperando anche dei liberi.

Miles Bridges: 5,5

17 pt. (6/18), 4 rimbalzi, 4 stoppate, -12 in +/-, 3 TO in 39:33. Ottimo inizio nel quale cancella tre volte i tentativi dei Wizards in stoppata. Segna 9 punti nel primo tempo quando sembra più pimpante e in palla, nel secondo invece ricordo una bella alzata ravvicinata dalla destra del cerchio sui difensori ma episodica. Il motore degli Hornets va fuori giri e la squadra alla deriva. Almeno la grinta la mette.

P.J. Washington: 4,5

11 pt. (4/10), 9 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate, 1 stoppata, +2 in +/-. 2 TO. Non tiene un uno contro uno Che sia Westbrook o Lopez non fa differenza. Ricorre a falli che riavvicinano i Maghi e dopo il brillante inizio va fuori squadra sparando malamente non segnando più un punto negli ultimi 24 minuti. Si dia una sveglia e la smetta di tirar quasi solamente da tre punti dove finisce con un 3/9. Una buona steal a Westbrook e alcuni rimbalzi (strappa un rimbalzo a una mano a Beal) ma da C titolare non basta (vedere la dunk di Bertans su di lui).

Bismack Biyombo: 5,5.

2 pt. (1/1), 2 rimbalzi, -9 in +/- in 5:14. Gioca poco. Scambia un gancio con Lopez ma fatica a tenerlo tanto che poi coinvolge anche P.J. nel lasciargli via libera. Nel finale un buon rimbalzo difensivo.

Devonte’ Graham: 5

15 pt. (4/10), 2 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, -6 in +/-, 1 TO in 30:50. Segna 3/8 da oltre l’arco ma si prende tiri da tre senza ritmo quando non dovrebbe ma se Borrego asseconda l’indole da tre a ogni costo tirando da fermo e senza gioco, che vi devo raccontare? Uno nel finale fatale. Non incide negli assist e in difesa.

Cody Zeller: 5,5

11 pt. (3/6), 4 rimbalzi, 2 assist, -2 in +/-. 1 TO in 29:38. Campo sfortunato quello di Washington per lui dove rimedia una botta alla clavicola ma rimane in campo e ferma Hachimura subito dopo. Gli fischiano fiscalmente i tre secondi ma anche lui di conquista la lunetta segnando 5 dei 6 liberi con mano ferma. Chiedergli di più è troppo, probabilmente il miglior lungo dei tre che ruota Borrego nella posizione di centro ma anche lui nel finale soffre Lopez.

Malik Monk: 5

0 pt. (0/2), 1 rimbalzo, 1 assist, -9 in +/- in 5:43. Entra nel primo tempo, serve un assist ma sbaglia due tiri e anche in difesa non pare sul pezzo davvero. Il coach propende per farlo sedere in panchina dove se la ridacchia sul canestro di Beal contro McDaniels. Rientrato forse non al 100% posso capire ma l’atteggiamento non è né scusabile né comprensibile. L’ho difeso per parecchio tempo credendo in lui e aveva fatto una buona parte di stagione ma adesso sta facendo da troppe partite la differenza in negativo. Buona fortuna in un altra squadra l’anno prossimo spero.

Coach James Borrego: 4

Indovina il challenge. La formazione iniziale proprio no anche se la squadra gioca bene indovinando triple finché rimane fresca. Le rotazioni disperdono energie e connessioni, gli Hornets si cuociono lentamente e alla fine vanno sotto no mostrando più la cattiveria usata a inizio gara. Si gioca alla disperata in attacco sprecando più volte enormi vantaggi. +16 e ancora +11 a inizio ultimo quarto. Selezione dei tiri pessima. Quinta sconfitta consecutiva, le scuse stanno a zero come le vittorie.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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