Game 73 – Charlotte Hornets @ Indiana Pacers 117-144

Intro

La via per uscire da un fallimento passa dalla porta.

Chissà perché nessuno la prende mai. (Confucio)

Un giorno la paura bussò alla porta. Il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno.
(Martin Luther King)

Basterebbero queste due massime, questi due aforismi per descrivere la situazione attuale degli Hornets.

L’inesperienza tracimata dovrebbe consigliare ai giovani Hornets di prendere la via più semplice per uscire dalla claustrofobica serie di sconfitte nel finale di stagione prendendo la via più semplice, quella della porta.

Per fare ciò, come nel mito della caverna di Platone ci vorrà coraggio e uscendo dalle ombre proiettate nella grotta scoprire una nuova realtà affrontando le proprie paure.

Per rientrare ai PO dopo esserci stati vicinissimi per gran parte della stagione gli Hornets dovranno prendere la porta di servizio per ben due volte ma Charlotte rischia di impantanarsi nei propri difetti già stanotte poiché ultimamente la squadra non è sembrata in forma mentalmente.

Di contro anche i Pacers vivono un momento di difficoltà.

Analisi

Notte da incubo per i fan di Charlotte che vedono la loro squadra entrare sul parquet come se fosse uno di quei film horror nei quali i protagonisti vengono sterminati uno a uno.

Capolinea per gli Hornets che terminano una stagione che aveva dato possibili auspici di successo prima della perdita di Hayward.

Nonostante ai Pacers mancassero diverse pedine chiave il divario è stato ampio ma Charlotte non è parsa nemmeno più una squadra nelle ultime settimane e quella andata in scena nella notte è semplicemente stata la deludente e logica conclusione di un trend che è culminato nella più orrenda partita della stagione.

Squadra senza testa, senza intensità, non in grado di opporsi fisicamente a una squadra non trascendentale con un gioco d’attacco più che discutibile e una difesa più larga di quei maglioni fatti dalla nonna all’uncinetto che hanno dei quadratoni enormi tra passante e passante che non ti difenderanno mai dal freddo.

Aggiungete inesperienza e uno scoramento rapido del team e avrete tutti gli ingredienti per non vedere gli Hornets ai playoff per il quinto anno consecutivo senza rimpianti perché l’aver sprecato tutte le numerose occasioni recenti avute ha determinato una meritata eliminazione.

Per fare un piccolo omaggio allo scomparso all’interessante Battiato (canzone poco conosciuta ma intensa), ecco che anche gli Hornets prendono la loro porta d’uscita accomiatandosi dalla stagione 2020/21.

Evidentemente gli irriconoscibili Hornets non conoscono le due massime della intro e Borrego si è giocato la credibilità da stratega pensando di fare un po’ come Mussolini all’ingresso in guerra nella second world war, ovvero fare propaganda senza avere armi in mano.

I cannoncini da tre punti degli Hornets poi non fanno paura a nessuno mentre in difesa alcuni protagonisti assomigliano – per rimanere in tema seconda guerra mondiale – a quei carri armati gonfiabili francesi che l’esercito transalpino seminava sulle strade per fare da deterrente a un’invasione tedesca.

Insomma… inutile stia a descrivere la partita nelle statistiche, ve l lascio direttamente qui sotto.

La partita

I quintetti:

1° quarto:

Nonostante Charlotte riuscisse a partire con la palla in mano, l’errore da tre punti di Rozier dava la possibilità ai padroni di casa di passare in vantaggio, cosa che puntualmente avveniva con la tripla di Brogdon a 11:25.

10 secondi più tardi P.J. Washington trovava il pareggio ma per un contatto in area Ball – J. Holiday arrivavano due FT e un punto per i Pacers che con un putback layup di McDermott a 10:33 salivano sul 3-6.

Lo stesso McDermott cominciava a scatenarsi da tre punti infilando il 3-9, Brogdon in penetrazione dalla destra andava per il 3-11 prima che una drive di P.J. finisse con una flash dunk per il -6.

Il divario si ampliava con la seconda tripla di McDermott mentre Bridges da sotto a 8:40 segnava due punti nel traffico ma mancava il libero addizionale (7-14).

Fuori Biyombo, dentro Zeller ma la difesa di Charlotte era comunque fatta a fette e colpita da Brissett da oltre l’arco e nuovamente da McDermott già a 11 punti, quindi Borrego a 7:43 andava in time-out.

Rozier trovando sotto Zeller a 7:24 faceva ripartire l’attacco degli Hornets che tuttavia riusciva a incassare un’altra tripla da McDermott per la disperazione dei fan.

P.J. dal corner destro sosteneva l’attacco degli Hornets con un’altra granata (12-24) ma la difesa degli Hornets era inesistente e da un bound pass verticale di Brogdon per Brissett sotto canestro Indy ricavava altri due punti.

Floater vincente di Zeller che tuttavia sull’azione seguente perdeva la palla oltre il fondo sul passaggio sotto per lui…

Brissett da tre punti, Rozier da sotto,, Sabonis da due, Lob di Zeller finito in TO poi ancora mezzo spin di Zeller con alzata ravvicinata del centro oltre Sabonis a 3:37 per il 18-30…

10 secondi più tardi due liberi di McDermott valevano il +14 Indiana con il +16 firmato dall’altro Mc (Connell) per il 18-34.

Due punti dalla lunetta di Ball erano contrastati da una drive che finiva con il passaggio nelle mani di Sumner per due punti facili (20-36).

Charlotte segnava 4 punti (Graham da 3 dall’angolo destro da metà campo con un very deep 3 dopo aver rischiato di perder palla e un FT di Ball) ma il -16 resisteva fino a fine quarto poiché McConnell in transizione realizzava intercettando un pass di Bridges e un buzzer beater di Sumner era buono per un allarmante 24-40…

2° quarto:

McConnell partiva bene ancora per i Pacers e nonostante McDaniels opponesse finalmente per Charlotte fieramente una stoppata su Martin, dall’angolo sinistro Sumner realizzava la tripla del -21 (24-45).

Rozier entrava alzando al vetro alto oltre Bitadze, su una transizione Ball segnava il due punti e Rozier in penetrazione con l’appoggio metteva dentro il 30-45 ma il break degli Hornets non andava oltre fino ad arrivare al 30-45.

Indiana segnava 4 punti e Monk era stoppato in attacco benché Malik si rifarà poco dopo grazie a una schiacciata tutto solo su lancio in transizione (32-49).

Un ¾ di Bitadze ai liberi valeva il +20 per i gialloblu quindi una potente schiacciata di Miles (manca il fallo di Bitadze) dava un po’ di verve a Charlotte che a 4:45 segnando da tre con Monk tornava su un comunque lontano -15 (37-52).

Non c’era partita perché a 4:34 un taglio centrale di Brogdon era visto e servito da Sabonis, two and one per il play avversario—

Poche soddisfazioni per Charlotte: una di queste era la stoppata di Miles su Sabonis e la transizione con l’alzata di Graham per l’alley-oop di Monk per il 39-55.

L’euro-step di Monk e passaggio all’ultimo per due punti di Zeller valeva poco se McDermott riusciva ad arrivare al ferro e Brissett prendendo la porta di servizio infilava il 41-61.

Brogdon dalla diagonale destra con spazio portava fino alle vette del +23 i suoi ma non era finita nonostante una buona rubata di Bridges che regalava a Zeller due punti in transizione.

I due, forse gli unici a salvarsi un po’ nel primo tempo però nulla potevano contro la tripla di J. Holiday che chiudeva il quarto sul 45-69 per Indiana.

Un -24 che raccontava di una partita nella quale Charlotte non era mai scesa veramente in campo con la testa e con il fisico.

P.J. Washington e Sabonis, due uomini in difficoltà nella notte ma il secondo per il momento può sorridere per il passaggio del turno.

3° quarto:

La ripresa cominciava in modalità nightmare per gli Hornets che escludevano qualsiasi assurda possibilità di andare a riprendere la partita.

0-7 iniziale e 45-76, un incredibile -31 andato oltre immagino anche alle più rosee aspettative dei Pacers con problemi di formazione.

Rozier, Zeller e ancora Rozier rispondevano con un contro-parziale da 6-0 ma a 9:20 da una rimessa dal fondo un taglio back-door di Holiday (non seguito da nessuno) arrivava una dunk che consigliava a Borrego l’ennesimo time-out.

Squadra rinunciataria in quasi tutti i suoi elementi tranne in Zeller che con una steal si involava in transizione per schiacciare e subire fallo.

Gioco da tre punti a 6:36 che valeva il 56-82 e altra palla intercettata da Cody poco più tardi chiusa con la jam in fast break per il 60-84.

Brissett da hand-off realizzava da tre punti e la solfa si ripeteva per tutto il quarto con una difesa Hornets larga più di quei maglioni costruiti a uncinetto con fili di lana spessi ma che lasciano nel mezzo quei quadratoni vuoti e non si capisce come ti possano difendere dal freddo…Nonostante un two and one di McDaniels in taglio a 3:39 (66-92) e una tripla di Monk a 3:09 (69-94) i Pacers riprendevano il pallino allungando ancora a fine quarto con una tripla di Holiday approfittando di un P.J. che staccandosi sembrava più andare al bar che da qualche parte sul parquet e di un turnaround buzzer beater di McConnell dalla linea di fono appena fuori dal pitturato.

78-108, -30 con una squadra inguardabile sul parquet.

4° quarto:

Una tripla di Monk segnava l’81-110, un’entrata di McDaniels era valutata a favore del nostro numero 6 per due liberi.

Borrego teneva per un po’ sul parquet al maggior parte dei titolari facendo entrare nella seconda parte della frazione le riserve che qualche piccola soddisfazione la davano scongiurando la peggior sconfitta stagionale (in termini numerici) ma senza poter ovviamente modificare gli esiti di una partita segnata sin già dall’inizio.

117-144, un risultato eloquente che è la somma della buona prestazione dei Pacers e della scomparsa di un team che per il quinto anno consecutivo non parteciperà ai PO.

LaMelo Ball: 4

14 pt. (4/14), 1 rimbalzo, 4 assist, -35 in +/-. 4 TO in 27:00. Primo tempo in sordina nonostante porti un paio di attacchi al ferro che gli fruttano tiri liberi. Non è lui e si vede. Ancora problematicamente non al 100% finisce al stagione mestamente rimanendo un buco nella difesa di Charlotte. 2/6 da tre, un po’ in miglioramento da fuori ma non basta di certo.

Terry Rozier: 4

16 pt. (7/20), 8 rimbalzi, 6 assist, 1 rubata, 1 stoppata, -32 in +/-. 1 TO. Terry porta qualche attacco al ferro per alternarlo a triple che non entrano mai. In stagione ne ha segnate ben 222 ma oggi finisce con uno 0/9 che porta fuori dal match i calabroni, i quali, non tenendo il passo degli avversari, cominciano a produrre anche attacchi orrendi per conto proprio. Uno di questi è portato proprio da Scary che nel traffico finisce giù ignorando Ball sulla destra che con ampi gesti delle mani chiamava a gran voce la palla ma il numero tre non l’aveva nemmeno visto.

Miles Bridges: 6

23 pt. (10/16), 8 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, 1 stoppata, -25 in +/-. 2 TO. Il primo tempo è un voglio ma non posso, tuttavia rimane nonostante il glaciale -24, uno dei pochi che cercano di salvarsi. Nel secondo trova punti ma ormai inutilmente. Ricordiamo una bella stoppata su Sabonis e una schiacciata. Top scorer del team, non è performante ma un po’ più fisico e intenso di altri elementi.

P.J. Washington: 4

8 pt. (3/10), 7 rimbalzi, 1 assist, 2 stoppate, in +/-. TO Il ragazzo di belle speranze parte bene con due triple e una flash dunk in corsa presa con gagliarda iniziativa, poi come gli sta capitando spesso non segna più in attacco sembrando una palla di adipe incapace dalla faccia addormentata che non sa difendere. Metamorfosi devastante anche nella testa probabilmente. Da 3/7 passa a 3/10 sparando un po’ così. E’ giovane e andrebbe aspettato ma sinceramente mi sta convincendo poco in difesa e in attacco è il nuovo caso Kaminsky costretto ad assecondare il gioco da tre punti a ogni costo di Borrego.

Bismack Biyombo: 5,5

0 pt. (0/0), -7 in +/- in 3:20. Inserito un po’ a sorpresa nello starting five, dura poco. Esce dopo aver preso una girandola iniziale dalla squadra di Bjorkgren ma non è tutta colpa sua e si vedrà. Di certo non impressiona e rimane out visto che Zeller pare più in serata.

Cody Zeller: 7

17 pt. (7/7), 3 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate, -20 in +/-. 2 TO in 28:13. L’unico che abbia un po’ d’esperienza in campo la fa sentire. Limita molto Sabonis e battaglia in difesa (si prende anche una testata e guadagna il TO). Non conquista molti rimbalzi e lì rimane un problema ma intercetta due palloni con voglia senza arrendersi e va a trovare 5 punti in fast break. Perfetto al tiro, un po’ meno quando gli passano palla (se ne fa sfuggire una bassa banalmente) ma lui non demorde cerebralmente rimanendo in partita anche se non c’è niente da fare.

Devonte’ Graham: 4

4 pt. (1/8), 2 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, -3 in +/- in 20:12. 1/7 da tre punti, beffardamente è il tiro più difficile quello che va a bersaglio: rischiando di perder palla riesce faticosamente nell’angolo destro della metà campo a riprenderla per alzare un deep 3 oltre il difensore che diventa solo macramè. Finisce con un 1/5 il primo tempo prendendo tutti tiri dal lato destro mentre in difesa è un costante buco (vedere il two and one in taglio di Brogdon). Altro ossimoro è il solo -3 in plus/minus collezionato, non certamente per merito suo. Cosa vorrà fare Charlotte con un giocatore così scostante ora rimane un mistero.

Jalen McDaniels: 6

5 pt. (1/2), 1 rimbalzo, 2 rubate, 1 stoppata, -8 in +/-. 2 TO, 5 PF in 15:45. Non ci sta a perdere e ogni tanto va per il fallo. Un bel two and one e un paio di steal ma anche un paio di palloni persi. Usato poco, avrebbe potuto usare le stesse armi di alcuni Pacers, la velocità e le infilate.

Malik Monk: 5,5

13 pt. (5/10), 1 rimbalzo, 2 assist, rubate, -12 in +/-. 1 TO in 19:06. Così così… Segna un paio di triple a partita finita. All’inizio si fa stoppare poi segna in alley-oop dal bello stile ma in difesa non tiene.

Caleb Martin: 6,5

8 pt. (3/4), 1 assist, 1 rubata, +6 in +/- in 5.45. Un paio di bombe e una steal chiusa con una twist dunk.

Nick Richards: 6,5

4 pt. (1/2), 1 rimbalzo, +7 in +/- in 4:20. Porta sotto la soglia dei 30 punti (era stata la peggior sconfitta dell’anno incassata a Boston) il divario con un canestro e due liberi nel finale.

Vernon Carey Jr.: 5,5

0 pt. (0/0), 1 rimbalzo, 1 stoppata, +6 in +/-. 2 TO in 5:45. Prende uno schiaccione in faccia da Martin, si rifà dopo in stoppata ma perde due palloni, uno facendosi strappare il rimbalzo dalle mani per non essersi avveduto dell’avversario intorno a lui.

Grant Riller: 6

3 pt. (0/0), 1 assist, +7 in +/- in 4:20. Segna 3 dei 4 liberi a disposizione.

Nate Darling: 6,5

2 pt. (1/1), 3 rimbalzi, 1 assist, +7 in +/- in 4:20. Segna da tre ma viene annullato perché gli arbitri anticipano il tiro con la chiamata che vale due FT per Richards poi pressa sulla rimessa dal fondo avversaria costringendo al TO gli avversari, riceve e segna in perfetto stile dalla baseline destra.

Coach James Borrego: 3

Continua a cambiare starter ma non strategia. Il gioco da tre punti con una squadra in mano senza fiducia e alla canna del gas finisce per portar fuori dal match Charlotte dopo 5 minuti di gioco (non è solo lo strepitoso avvio di McDermott a far male), tanto più che non tutte le azioni dei bianco-gessati sono costruite bene e quei tiri vengono presi indipendentemente dal fatto di avere spazio o meno. Non sembra avere nemmeno in mano una squadra ma gente che non comunica in difesa, tagliata in ogni punto del campo. Una prestazione inenarrabile di gruppo e una mentalità imbarazzante.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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