Game 73: Charlotte Hornets Vs New York Knicks 106-121

Andamento della partita

I quintetti.

Dopo un paio di errori degli Hornets, alla seconda occasione RJ Barrett segnava da tre punti dopo aver aggiustato la mira, Rozier alzava per Plumlee un alley-oop morbido ed i primi minuti erano caratterizzati dalla rincorsa degli Hornets a cercar di rispondere colpo su colpo ai Knicks che andavano spesso a segno mantenendo il vantaggio arrivato sull’8-11 quando Toppin, scontrandosi con Plumlee trovava la separazione per far picchiare la sfera sul plexiglass.

La tripla di Ball a 7:51 valeva il pareggio in doppia cifra ma un fallo in close-out di Plumlee su una tripla di Burks mandava l’esterno in lunetta per un 2/3 al quale si sommava Sims, che spostando Ball prima della ricezione, andava schiacciando l’11-15.

A 7:14 time-out Hornets e canestro da tre da 2nd chance di Rozier dalla sinistra per il -1 ma Burks dal letale angolo sinistro riprendeva il +4 per i newyorchesi che dall’angolo opposto, per mano dello stesso giocatore, scattavano sul +7.

Martin era stoppato da Sims ma Harrell riprendendo la palla vagante depositava facilmente in solitaria.

Alley-oop di Sims e tripla di Toppin dal corner sinistro, i Knicks volavano sul +10 (16-26) con i Calabroni in time-out a 3:07 dopo aver incassato una schiacciata sul taglio in back-door da dx di Toppin.

A 2.56 ball arrivava al vetro ma negli ultimi minuti la situazione peggiorava ulteriormente per la difesa di Charlotte sino a diventare ridicolmente parossistica con le triple sganciate a pioggia da parte di chiunque: Fournier, Quickley per due volte e Gibson nel finale (ancora dal corner sinistro) trascinavano la squadra di Thibodeau sul +16: 24-40…

Il surreale vantaggio foraggiato dall’irreale mano da fuori aumentava subito ancora con Gibson, Martin con una drive dalla sinistra passava difensore e ferro per un reverse in caduta plastico (26-43) ma la tripla dalla diagonale destra di RJ Barrett era un messaggio pesante.

Ball rispondeva dalla diagonale sinistra da fuori (29-46) prima che McBride aggiungesse un altro carico da 90 con una tripla…

Gli Hornets crollavano sul -20 e nonostante i Knicks cominciassero a mancare qualche tripla, il vantaggio ospite non si riduceva che di 5 punti quando a 7.16 Rozier mandava a segno due liberi per il 34-49.

L’elastico però proseguiva con poche variabili (Bridges per il -13, 41-54) ma New York trovava anche un canestro incredibile con Fournier fuori equilibrio e in caduta nell’angolo sinistro più un alley-oop di Toppin spuntato dietro Rozier e così gli Hornets, ripiombando sul -20 (44-64) nonostante gli sforzi di Ball che metteva la drive del 49-66 non riuscivano a trovare un assestamento difensivo valido nemmeno quando Barrett girava intorno a Bridges nel pitturato che agganciando la stellina avversaria lasciava sul campo il two and one del nuovo -20…

Un piccolo rush finale di Charlotte con una tripla di P.J. Washington dal corner sinistro, un appoggio di Martin in transizione e un pallone alzato da Ball altissimo ad accarezzare il vetro oltre Toppin che ricadendo a mezzo secondo dalla sirena dell’intervallo davano un po’ più di speranza con il comeback fino al -13: 56-69 ma serviva più difesa e una mano più fredda sull’altro fronte.

L’unica cosa bella della serata visto il risultato negativo. Le Bello Sisters (di origine italiana) ancora a Charlotte nell’intervallo con la loro performance artistica. Domani saranno a New Orleans.

Non parevano dell’avviso gli uomini di Thibodeau che non solo infilavano la quindicesima tripla di serata con un tiro contestato dalla destra di Burks ma aggravavano la situazione con altri due canestri tornando sul +20 complice un deludentissimo inizio Hornets.

P.J. Washington al vetro e Rozier nel cuore del pitturato che in salto spostava il tronco a sinistra per trovare luce e l’appoggio oltre Burks cercavano canestri ravvicinati che ci riportavano a 8:59 sul -14 (64-78) ma l’open 3 di Toppin da 2nd chance dall’angolo sinistro rovinava i piani da rimonta che rallentavano ma non si arrestavano quando Ball andava in transizione a schiacciare una bimane anticipando il passaggio da rimbalzo offensivo (big) di P.J. Washington che forniva anche un no look pass smarcante in diagonale per la reverse jam di Bridges.

A 5:54 Charlotte sul -11 spingeva riuscendo ad offrire per mano di Balla una reverse jam di Plumlee che valeva il 74-83 quindi il -9.

Barretta infilava una drive ma un gioco a due Ball/Bridges portava il secondo a restituire fuori al primo per una tripla con spazio dalla diagonale sinistra: 77-85.

Barrett segnava da tre schermandosi ma Ball con una tripla da qualche passo dietro la linea dei tre punti rimandava al mittente il possibile fallo sul blocco precedente: 80-88.

Charlotte con la tripla di P.J. Washington arrivava sul -7 mentre il floater di Quickley era l’ennesima risposta in una fase dove i Knicks segnavano da due punti e i Calabroni da tre riuscendo, infatti, con la tripla di ball a 2:18 a toccare il -6: 86-92.

peccato che Rozier mancasse la tripla del -3, aperta, mentre Fournier con un pull-up 1vs1 su Mason mandava dentro in un giro rapido il -9 Hornets…

Davvero crazy perché gli Hornets incassavano mentalmente il colpo trascinandosi alla pausa breve sull’87-99 per un -12 difficile da recuperare.

Rozier iniziava mettendo giù il piede giusto dopo 13 secondi dell’ultima frazione catapultando una tripla.

Grimes e ancora Rozier si rispondevano da oltre l’arco (93-102) quindi toccava anche a McBride colpire da fuori per il 93-105 con gli Hornets che si affacciavano a una piccola possibilità di rientro quando Thomas scaricava indietro il passaggio per McDaniels che infilando al tripla, unita a quella successiva dello stesso IT a 7:07 riportavano Charlotte sul -8: 99-107.

Nonostante lo sforzo finale e il pubblico che cercando di spingere dava carica Charlotte si allontanava tra tiri liberi avversari (in bonus) a segno, una persa di Rozier e due errori di martin dalla destra effettuati da oltre l’arco.

Nel finale New York allungava con Charlotte alla ricerca di soluzioni veloci ed improbabili.

Finiva 106-121.

Ball in schiacciata, Sims, osserva. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

Analisi

Caduta abbastanza inaspettata (qualche avvisaglia contro i Pelicans c’era già stata nell’ultima uscita però) di Charlotte in casa che si ferma dopo 5 vittorie consecutive a causa della surreale prestazione dei Knicks che giocando a fare gli Hornets bersagliano con efficienza la retina dei padroni di casa con un 20/45 che garantisce 60 punti alla squadra di coach Thibodeau mentre gli Hornets sono incappati, sotto al pressione della difesa avversaria, in una serata storta con il 28,3% da oltre l’arco (13/46) sebbene il 47,2% dal campo sia dato migliore ma come si evince di numeri Charlotte ha calcato troppo la mano sul tiro da fuori finendo anche per subire punti interni.

Gli Hornets non sono riusciti a trovare le contromisure anche se a volte i Knicks hanno semplicemente mandato a segno anche tiri contestati.

Questa volta Charlotte è rimasta sotto i 30 assist (26) mentre New York è arrivata esattamente a 30.

Nonostante il 54-42 nel pitturato con un 20-9 da second chance più un 51-46 a rimbalzo, al caduta degli Hornets è arrivata senza appello.

Attacco bilanciato per i Knicks con 7 uomini in doppia cifra anche se con 30 punti (10/19) RJ Barrett alla fine ha preso il netto “sopravvento” sui compagni.

18 per Toppin (11 rimbalzi in doppia doppia), 17 di Burks, 12 a testa per la coppia Gibson/Fournier seguita da quella composta da Sims e Quickley, entrambi a 10 punti finali.

Di positivo si possono scorgere solamente fattori esterni anche se è doveroso e sano guardare in casa nostra ma la caduta di Atlanta a Detroit unita a quella di Brooklyn a Memphis mantengono le distanze invariate in classifica.

LaMelo Ball: 7

32 pt. (13/23), 9 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata, 4 TO in 38.37. Inizia cercando di trovare i compagni con discreti passaggi ma per incomprensioni o leggera imprecisione comincia subito a collezionare TO mentre i problemi di falli seri arrivano nel secondo tempo quando viene preso di mira dalla terna che lo porta a 5 falli. Intendiamoci, spesso sono tocchi sul corpo dell’avversario per la pressione, foul che spesso sono a discrezionalità dell’arbitro nella realtà su questi contatti ma, rispetto a Miles che poggia le mani sul tronco dell’avversario lentamente lui lascia girare troppo casualmente le mani in aria facendolo sembrare un Edmond Honda intento nel colpo delle mille mani, accentuando contatti risibili in zone del campo non pericolose e quando hai gli avversari in bonus non è una buona cosa. Per il resto tiene a galla per larghi tratti della partita i nostri con drive e triple (6/14) anche se quando smettono di entrare diventa notte fonda per la squadra. Alla fine, nonostante i difetti, è l’unico che riesce un po’ a tenere il passo avversario e mette un paio di affondate a due mani.

Terry Rozier: 5,5

18 pt. (6/16), 3 rimbalzi, 3 assist, 1 stoppata. Non in grande serata da vena realizzativa anche se nell’ultima frazione inizia con due triple consecutive poi va mancando qualche canestro. Bello quello in sospensione su Burks in salto con scostamento del tronco a sinistra, oltre il difensore ma caricandosi la squadra sulle spalle commette anche diversi errori al tiro. Spettacolare stoppata finale in aiuto su Barrett (too late) ma anche una persa in precedenza su una contesa dopo non essersi accorto di esser stato raddoppiato sul palleggio finendo per divider la palla a terra con Gibson. Nel terzo quarto il suo errore open dal corner sinistro finisce per farci passare dal possibile -3 al -9.

Miles Bridges: 6,5

15 pt. (7/12), 5 rimbalzi, 9 assist, 2 rubate, 1 stoppata in 32:15. Tira giù qualche schiacciata decisa delle sue, si presta verso i compagni (l’assist per Ball da tre fuori molto intelligente) sfiorando in assist la doppia doppia, riesce a intercettare un paio di palloni semplici e rovina a Sims un possibile alley-oop ma commette anche una trattenuta su Barrett che lo manda per l’and one in lunetta. Male da tre punti: 0/4.

P.J. Washington: 5

10 pt. (4/10), 2 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate, 1 stoppata in 26:58. Una bella tripla dall’angolo in un momento molto enfatico del secondo tempo ma solo 2/7 da fuori, un +/- di -15 coinvolto nel disastro difensivo con gli Hornets che faticano a tenere, solamente due rimbalzi poi, troppo pochi anche se quello offensivo con gran balzo deciso con no look per Bridges in allegato costituisce una gran giocata che non basta però a salvarlo.

Mason Plumlee: 5,5

7 pt. (3/4), 9 rimbalzi, 2 assist in 27:15. Torna sulla terra Mason dopo aver schiacciato una jam rovesciata su invito di Ball. Qualche minuto in più del solito, non sfigura, cattura diversi rimbalzi anche se come rim protector dovrebbe decisamente fare meglio. 1/3 ai liberi e ha la sfortuna di incassare un pull-up 3 di Fournier che lui contrasta con la verticalità. Quel canestro taglia le gambe a Charlotte che dal possibile -3 tornava al -9.

Kelly Oubre Jr.: 5,5

3 pt. (1/3), 3 rimbalzi, -12 in +/- in 5:16. Difesa wanted e minutaggio ridotto al minimo, se poi raccatta solo due punti sbagliando il tiro sarà dura vederlo giocare molto di più.

Montrezl Harrell: 5,5

5 pt. (2/2), 2 rimbalzi in 13:04. Notte assente. Parte male essendo travolto insieme alla panchina sulla linea difensiva. Riesce a donare poco a Charlotte in serata.

Cody Martin: 5,5

4 pt. (2/7), 6 rimbalzi, 3 assist, 1 stoppata. Solito impegno che tuttavia viene vanificato dalla catapulta dei Knicks, irreali da fuori. La partita si spegne su due suoi tentativi da tre dalla sinistra a vuoto, il secondo è un air-ball lungo e anche lui ha un gesto di disappunto.

Isaiah Thomas: 5

5 pt. (2/9), 1 rimbalzo, 2 assist in 12:28. Prima insufficienza per il giocatore fresco di rinnovo ma i suoi tiri stasera non trovano ritmo contro la difesa dei Knicks che si spende tanto che deve arrestare l’entrata sbattendo sul difensore ma dallo scarico su McDaniels nascono tre punti che poi replicherà lui stesso poco dopo con bel passaggio di Martin per un catch n’shoot. Motivato ma serata out spesso.

Jalen McDaniels: 5,5

7 pt. (2/3), 5 rimbalzi, 4 PF in 17:13. Anche lui vessato oltre il lecito dai falli non essendo un nome, finisce per essere utile a rimbalzo ma poco più, segnando una buona tripla nell’ultimo periodo che rimane purtroppo fine a se stessa.

J.T. Thor: 5,5

0 pt. (0/0) in 1:10. 0/2 ai liberi, entra per una passeggiata nel garbage time e non è semplice e bello ma almeno segnare un libero…

Nick Richards: s.v.

0 pt. (0/0), in 1:10. Vedi Thor sul discorso della passeggiata con Nick dai tabellini a zero.

Coach James Borrego: 5

La parte oscura del team si materializza nella notte tornando indietro nel tempo quando gli Hornets avevano problemi sul perimetro… Colpiti da una selva di triple e con una difesa carente (Ball nel primo tempo capitato da solo due volte almeno nel pitturato sul centro avversario senza possibilità di fermarlo), la rimonta non si completa mai rimanendo nel limbo frustrante di un nono posto solo perché Atlanta cade a Detroit…

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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