Game 76: Charlotte Hornets Vs Denver Nuggets 109-113

Intro

Countdown giunto al numero 7.

Questo numero è ricorrente e presenta una vasta casistica in simbologia che trascende il numero stesso.

Sette sono i giorni nei quali Dio creò l’Universo riposando in quel giorno (beato lui, oggi c’è chi lavora 12 giorni consecutivi obbligato)…

Sette sono, appunto, i giorni della settimana, i vizi capitali, le meraviglie del mondo, i Re di Roma, le note musicali e i colori dell’arcobaleno come i 7 chakra…

Associato alla ricerca di una verità universale oggettive che vada oltre all’apparenza e non sia influenzata dal proprio io, la saggezza guida le persone legate a questo numero.

Per gli Hornets si tratterà di non prendere riposo al secondo giorno di sfide (essendo in back to back di ritorno da New York) per non farsi giocare un tiro mancino da Jokic e dai Nuggets.

Charlotte avrà bisogno di dosare le forze e prendere i giusti tiri con saggezza senza abbandonare il ritmo Praticamente analizzare il match (altro significato associato al 7), per questo potrebbe essere importante per ossimoro una panchina scriteriata al punto giusto perché il saggio per definizione non combatterà per voi.

Per vincere gli Hornets dovranno buttare giù anche la barriera empatica aiutandosi nei reali momenti di bisogno difensivi cercando di limitare con l’intuizione la giostra intorno al pignone Jokic e controllare più rimbalzi possibili.

Andamento della partita

I quintetti.

Dopo la palla a due vinta da Plumlee, Ball andava corto con il suo floater mentre – servito da Jokic – sotto canestro Gordon batteva tre difensori in maglia banca con la schiacciata.

Dalla diagonale destra Bridges a 11.14 sorpassava con la tripla perfetta ma era sempre l’ala ex orlando a mettere in difficoltà i nostri con due liberi, subendo un altro fallo e segnando in transizione prima che Miles rispondesse nel duello a distanza con Gordon battendo Morris in entrata per un two and one: 6-6.

J. Green dal corner destro riportava in vantaggio i blu che subivano da Plumlee un classico alley-oop in rollata da alzata in corsa di Ball prima di rispondere con un fade-away di Gordon dalla FT line: 8-11.

Ball da tre punti otteneva dal corner destro il pareggio ma Green a 8:23 con due liberi rispettava il trend che voleva gli ospiti lanciati verso una fuga che Ball ritardava con la tripla da transizione del contro-sorpasso: 14-13.

Un tap-in di Barton e un tocco da sotto di Gordon che andava correggendo se stesso valevano il +3 ospite con Charlotte in time-out a 7:21 che incassava al rientro però anche una tripla di Morris (finta e 3 con Martin che si allontanava verso l’angolo concedendo l’open) e un altro open per mano di Gordon accumulando un ritardo di 9 punti (14-23) con uno 0-10 di parziale interrotto dall’alzata soft di Harrell dalla destra.

Gordon con una drive dunk chiusa in reverse batteva la nostra difesa come faceva Miles su Gordon alzando a contatto con il giocatore on-fire avversario un piccolo lob dall’area che si infilava per il 18-25.

Gordon mancava due tiri da sotto e Jokic sue liberi dopo una possibile mancata chiamata per ponte su martin a rimbalzo offensivo ma Terry usciva bene dal raddoppio che costringeva al TO di Jokic per un coast o coast vincente: 20-25.

Gordon riusciva ancora a mettere due tiri riportando al massimo vantaggio la squadra del Colorado ma lentamente i cambi dei Nuggets prendevano il parquet funzionando meno dei titolari e così Rozier segnava due punti in jumper dal mid range sinistro, Thomas ripeteva dalla destra e dopo un ½ di Hyland dalla lunetta a 1:59 (24-30) P.J. in area con cambio mano trascinava sul -4 Charlotte che incassava a 1:18 altri due FT di Hyland prima di splittarne due 10 secondi più tardi con Thomas, metterne due con Ball e uno con Harrell a 6 secondi dalla chiusura del primo quarto ritoccando sul 30-32 il punteggio.

L’inizio del secondo quarto era tinteggiato da Charlotte con l’appoggio di Ball, la tripla di Oubre Jr. dall’angolo sinistro (ottimo assist di Ball raddoppiato sul lungo linea) che mancava l’and one e da Harrell in tap-in per il 37-32.

Jokic con uno skip pass pescava Rivers nel corner sinistro che portava a -2 le Pepite picconate però da Harrell che raccoglieva in corsa un pocket bound pass di Ball per alzarsi in schiacciona.

Oubre Jr. era sfortunato da tre punti, Jokic non riusciva ad assicurarsi il rimbalzo strappato basso da Ball che andando in angolo mandava anch’esso la tripla sul ferro ma Kelly chiudeva il ciclo in tap-in: 41-35.

Floater di Morris e transizione di Thomas, il +6 spariva però a 5:45 riducendosi a un +2 dopo due FT per il Joker a segno.

L’elastico era garantito da Harrell e da una big drive che lasciava sul posto la difesa dei Nuggets sorpresa da una cut power jam di sinistra del nostro numero zero.

Floater di Jokic, transizione con schiacciata di Gordon e Thomas che da fermo trovava lo spazio per segnare dal mid range sul passaggio delle ombre blu difensive: 49-45.

La tripla aperta di Barton valeva il -1 ma Thomas resisteva con un floater tuttavia Green con un aggressivo alley-oop da transizione issava la squadra di Malone al comando (51-52) prima di vedere gli ospiti rrivare sul +5 con un jumper di Barton su P.J. Washington: 51-56.

Plumlee scontrandosi con Green (piede anche nel semicerchio) otteneva canestro ed and one per blocking realizzando perfettamente il FT a 38 secondi dall’intervallo.

Quando ball passava orizzontalmente la palla sopra le teste dei due difensori in raddoppio, P.J. Washington, appostatosi, mandava a segno al tripla aperta del sorpasso a :06.8.

Denver non riusciva a tirare e si imboccava il tunnel degli spogliatoi con Charlotte sul +1: 57-56.

Si riprendeva con un sorpasso easy firmato Jokic da sotto mentre Ball prendeva il tempo al difensore in uscita fintando la tripla e partendo frontalmente per arrivare all’appoggio semplice: 59-58.

Palla persa da Jokic sul raddoppio e un paio di mani finite addosso, per la terna andava tutto bene e Miles ringraziava in transizione sull’invito di Terry per l’alley-oop.

La tripla di Barton ristabiliva la parità rotta poco più avanti da una granata di Rozier: 63-66 con l’hook di Jokic a riportare al -1 Denver.

Ball lanciava Bridges ma Plumlee collideva in area su un doppio tentativo di schiacciata ma non essendo i gemelli Derrick finiva male, tuttavia Ball riprendeva la sfera tornata sul lato sinistro dell’anello e depositava l’involontario contropassaggio.

Alley-oop di Gordon, tripla da catch n’shoot di P.J. Washington, tap-in di Jokic e tripla di Morris dopo un paio di giocate di ball non ordinate.

Borrego riparava in time-out a 6:34 sul 71-72 ma la squadra di Malone allungava sino al 71-76 con un floater di Jokic per poi minacciare la fuga con la tripla di Barton sul close-out di Rozier e un tecnico affidato ai Nuggets che andavano sul +9 vedendo espellere anche Harrell per doppio tecnico su un accenno di rizza con Gordon (un tecnico) che dava una spintarella al nostro centro in seconda dopo uno scontro normalissimo a rimbalzo offensivo con Rivers rimasto giù.

Rivers si riprendeva, Oubre Jr. non al tiro da fuori ma Ball da second chance mandava a bersaglio la tripla dopo aver sottratto il rimbalzo a 3:45.

Deep 3 inaspettato di Hyland e un paio di canestri di Oubre Jr. da due che mancava ancora un addizionale, Charlotte rimaneva però lontana nonostante un’entrata in allungo di Bridges di sinistra e un alzata oltre Cousins (mancava nettamente il fallo addizionale).

Cousins e Hyland (il secondo con un’altra tripla) mandavano la partita sull’84-93 e su Ball non arrivava la chiamata per il allo sulla sirena.

Due falli di Green in 12 secondi aprivano il quarto ma la tripla di Bridges dall’angolo destro colpiva solo il lato tabella.

Rivers sgomitava con Ball sul palleggio verso l’entrata ottenendo due FT generosi mandati a segno poi il jumper di Green spediva Charlotte sul -13 (84-97) prima che Bridges in palleggio cambiasse improvvisamente direzione tagliando verso il centro per l’appoggio vincente e la rollata di P.J. Washington si concludesse in jam: 88-97.

Cousins catturava un rimbalzo offensivo e segnava due liberi a 9:12 e nonostante Kelly tornasse a segnare con ottima meccanica di tiro da tre punti, Green smontava il castello della rimonta battendo Charlotte dall’angolo destro con una contro-tripla: 91-102…

Non si arrendeva Bridges che segnava con uno scoop da incursione e stoppava Green cominciando l’azione da transizione che portava Thomas a segnare dall’angolo destro con la tripla del 96-102 a 7:05.

A Morris era annullato un two and one sul fallo di Thomas dato prima del tiro (molto opinabile) e con il possesso rimasto a Denver ci provava Barton che spediva la palla sul ferro sull’assalto di Oubre Jr. in close-out mentre dall’assist di Rozier sortiva la tripla di Bridges dall’angolo destro per il 99-102 a 6:14.

A Rozier saltava via il jumper del -1 mentre Jokic riprendeva da un suo errore portando a 5 il vantaggio ospite.

Un Miles zigzagante con fantasia arrivava all’appoggio mentre Jokic a 4:28 splittava due FT prima che Ball a 4:07 mandasse a bersaglio una freccia per il -1: 104-105.

Charlotte aveva problemi contenere Jokic e Gordon, il primo mancava l’and one, il secondo i liberi sul fallo preventivo di ball e così la partita restava sul 104-107, gli Hornets, un po’ appannati dopo il time-out bloccavano bene gli avversari in difesa ma mancavano occasioni in serie con Rozier, ball, Bridges e alla fine Jokic portava a casa il fallo di Plumlee segnando il 104-109 dalla lunetta.

Ball rubava un pallone e segnava restituendo speranze ma un avambraccio in spinta di P.J. Washington sull’entrata di Morris consentiva (challenge fallito) alle Pepite di riportarsi sul +5 a 38.8 dal termine.

Thomas volava dall’altra parte, passava in orizzontale dove usciva Rozier dalla diagonale destra per un catch n’shoot 3 vincente con un fallo non assegnato di Barton.

109-111…

Jokic mancava il tiro contro plumlee che si arrangiava come poteva (mezzo fallo) ma il serbo sul tap-out di Gordon prendeva l’abbraccio di Bridges convertendo i due liberi e andando oltre il singolo possesso: 109-113.

Sulla rimessa a :08.6 non c’era molto tempo ma Ball prendeva una tripla completamente fuori equilibrio che finiva distante dal ferro e Denver portava a casa la partita.

Denver Nuggets center Nikola Jokic (15) goes to the basket against Charlotte Hornets center Mason Plumlee, right, during the first half of an NBA basketball game on Monday, March 28, 2022, in Charlotte, N.C.

Analisi

Ci sono tutti gli ingredienti in una partita dove le squadre hanno sparato le loro cartucce per cercare di migliorare la loro traballante posizione in classifica.

Chi aveva più bisogno di vincere era Charlotte che ha finito per pagare l’espulsione di Harrell (doppio tecnico) e l’appannamento da stanchezza da back to back nel finale con azioni sprecate al tiro malamente anche se non gestite male.

A prescindere da errori vistosi o meno su entrambi i fronti con scelte opinabili e bizzarre della terna di tanto in tanto, nella battaglia allo Spectrum Center sono risultati fondamentali i rimbalzi: 47-59, specialmente quelli offensivi (8-17) per un 13-32 da 2nd chance.

E’ così che nel finale Jokic (26 punti, 19 rimbalzi e 11 assist ) in tripla doppia ha portato a casa punti fondamentali per la vittoria ospite finendo con un 8/12 dalla lunetta.

Tutto il quintetto di Malone è risultato essere in doppia cifra con Gordon (partito con 17 punti) arrestatosi a 21, 18 quelli di Barton, 14 a testa per Jeff Green e Monte Morris con 9 assist per l’ultimo in aggiunta.

Tanti i TO (14-16) e vantaggio netto dalla lunetta per le Pepite con un 8/12 per CHA contro il 21/28 ospite che ha sfruttato la scarsa capacità di contenimento di Plumlee e di P.J. Washington unita ai pochi rimbalzi garantiti dai due e con Harrell out, l’inseguimento nel finale non si è materializzato che in un fall short.

Charlotte torna quindi in nona piazza dovendo sperare solamente in una caduta di Brooklyn per gestire nuovamente le chiavi del proprio destino ma dietro preme anche Atlanta in una parte di classifica cortissima.

LaMelo Ball: 6,5

22 pt. (8/21), 6 rimbalzi, 11 assist, 2 rubate. Un po’ meno brillante del recente periodo però riesce a innescare la squadra come quando con un bound pocket pass manda Harrell a schiacciare o passa alto sopra il raddoppio per la tripla aperta di P.J. Washington. Peccato gli balzi di tanto in tanto nel cervello di provare la giocata sconsigliabile che in genere è un tiro non consono come quello finale che si poteva cercar di prendere in maniera migliore usando un paio di secondi in più almeno ma forse lì cercando un fallo impossibile tira malamente. Per avere un fallo a favore (ne mancano almeno tre come quello sulla drive sulla sirena del terzo quarto) deve pagare forse…

Terry Rozier: 6

12 pt. (5/14), 2 rimbalzi, 8 assist, 1 rubata. Gira ancora senza forzare sbagliando qualche tiro di troppo nei momenti decisivi come un jumper dal mid range con spazio dopo essersi liberato bene del difensore. Segna la tripla della speranza con un catch n’shoot ma non serve. Ottimo il passaggio in angolo per la tripla di Bridges, uno dei suoi 8 assist.

Miles Bridges: 6,5

27 pt. (12/22), 11 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata, 5 TO. Tante entrate, fantasia nel trovarsi gli spazi tra virate, zig zag, cambi di direzione… Il solito alley-oop in transizione e punti a parte, una bella stoppata su Green e almeno lui garantisce qualche rimbalzo. Peccato per il 2/10 da oltre l’arco, lì ha esagerato, anche nel finale mancando una tripla che poteva essere un pallone gestito meglio.

P.J. Washington: 5

10 pt. (4/7), 6 rimbalzi, 4 assist, 1 stoppata. Non mi piace in serata. In difficoltà da subito non sembra avere energie fisiche e mentali adatte allo scontro. Gioca 29:23. Il fallo nel finale su Morris con l’allungo dell’avambraccio non è furbo ma ci prova e gli va male.

Mason Plumlee: 4,5

5 pt. (2/2), 2 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate, 1 stoppata, 5 PF, -16 in +/-. Soffre a rimbalzo, si arrabatta come può con dei falli per contenere ma è spessissimo sovrastato. Nel finale cattura un rimbalzo a una mano ma se in 24:56 ne catturi solamente un paio…

Kelly Oubre Jr.: 6,5

12 pt. (5/9), 3 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Un po’ meglio del solito anche se spreca qualche tiro da fuori, sfortunato… Mette però punti con una buona percentuale rimanendo tutta via un’incompleta giacché manca punti pesanti per due volte. Gli and one sulle belle azioni da tre e d due punti che aveva messo a segno lasciando un po’ di amarezza.

Montrezl Harrell: 5

9 pt. (3/3), 5 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate. Stava andando abbastanza bene dopo aver sparato una dunk in corsa e riuscendo a garantire rimbalzi lottando ma la sua partita finisce dopo 14:30 personali di gioco per una reazione e un accenno di rissa con Gordon che gli dava una spintarella. C’è di tutto in mezzo e probabilmente bastano la veemenza e le parole per l’espulsione. Perso lui gli Hornets si diradano un po’ a rimbalzo. Il voto è perché deve riuscire a controllarsi maggiormente.

Cody Martin: 5

0 pt. (0/3), 1 assist, 1 rubata, 2 TO, -16 in +/- in 16:37. Anonimo se non mezzo travolto non riesce nemmeno a metter dentro un punto. Irriconoscibile rispetto alle serate migliori.

Isaiah Thomas: 6,5

12 pt. (5/12), 4 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Partita di qualità dalla panchina tra luci ed ombre offrendo sempre un discreto attacco compreso l’assist nel finale per Terry .

Jalen McDaniels: 5,5

0 pt. (0/1), 1 rimbalzo in 10:25. Ectoplasmatico non da molto al team.

Coach James Borrego: 6

Prova a far rifiatare i suoi migliori elementi ma l’espulsione di Harrell e la serata al tiro storta nel finale dovuta a un po’ di stanchezza condannano la squadra. Peccato per il calendario e il tessuto con dei buchi nel roster degli Hornets che hanno gravato a rimbalzo.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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