Game 81: Charlotte Hornets @ Cleveland Cavaliers 124-97


Intro

Risposte a necessità… lo stimolo per progredire in tutti gli aspetti della vita.

Risolvere problemi attraverso idee e sperimentazioni.

Siamo stati lontanissimi dai playoffs diverse volte negli ultimi tempi.

La squadra non funzionava e a quel punto Borrego ha preferito far sedere i senatori mentre anche il caso ci ha dato una mano tra infortuni e un virus che ha tenuto Batum out per qualche partita.

Le cose non funzionavano e occorreva cambiare rischiando poco in un momento nel quale coach Borrego se lo poteva permettere anche a discapito della “tutela” del patrimonio di Batum (farlo giocare per non svalutarlo stava comunque portando all’effetto contrario, come se non fosse ormai abbastanza chiaro a tutti che non ha mercato proprio per le pessime prestazioni), dell’etica professionale di Marvin Williams e anche di un Tony Parker calato negli ultimi tempi a causa di qualche “acciacco”…

Casi e necessità a volte guidano le decisioni più che messaggi esterni che a volte rimangono inascoltati o scelte dogmatiche che vengono portate avanti con ostinazione in un mondo dove tutto è mutevole e gli accadimenti possono essere sconfessati più o meno rapidamente, figuriamoci se parliamo di basket…

La linfa portata dai giovani ci ha clamorosamente riavvicinati ai playoffs ma nell’ultima partita dei Magic, giocata a Boston, l’ex Clifford ci ha fatto lo scherzetto vincendola, evitando così di arrivare a Charlotte per uno scontro mortale, dentro o fuori, noi o loro…

Magic primi matematicamente nella Southeast Division, Hornets che dopo la vittoria a Detroit si trovano con pochissime speranze di playoffs ma pronti ad aumentarle eventualmente proprio a spese dei Pistons.

Già, perché se non è bello come dice qualcuno, guardare in casa d’altri, è altresì necessario ricordare che tutto è legato all’ambiente e per entrare in atmosfera playoffs, occorre che il gas serra emesso dalla Motor City fuoriesca dall’ambiente.

Solo in caso di sconfitta dei Pistons contro i Grizzlies o i Knicks e di due vittorie degli Hornets, infatti, i nostri potrebbero accedere ai Playoffs andando a sfidare i Bucks.

E allora alla stessa ora, ecco le due sfide legate a doppio filo per cedere o giocarsela fino in fondo con piccole o grandi speranze a seconda del risultato “degli altri”…

Le formazioni:

La partita in breve

Facile vittoria di Charlotte (la quarta di fila) nella penultima partita stagionale impegnati sul campo dei Cavaliers che salutano Frye.

Senza Love e altri attori principali la resistenza vera di Cleveland si ferma al secondo quarto, quando Sexton a 6:13, in entrata ritrova la parità a quota 44.

E’ Bridges con due bombe a darci un +6 immediato che verrà allungato all’intervallo sul +8 (64-56).

Un intervallo cominciato prima a Detroit con Memphis impensabilmente avanti 57-38.

Charlotte gioca bene in attacco sfruttando le lacune difensive dei Cavalieri che incassando a 4:49 dalla terza luce rossa una bomba di Lamb (15/29 da fuori per Charlotte sino a quel punto) tornavano sul -11.

Il finale di tempo vedeva arridere ai Calabroni che si staccavano sul 90-75.

L’inizio di ultimo periodo era il regno di Lamb che segnava più di 10 punti mettendo dentro anche due triple solo cotone.

Quella a 9:27 per il 102-79 chiudeva la gara e si guardava a Detroit dove i Pistons correvano a recuperare.

Mentre finiva la partita di Cleveland sul 124-97, Memphis si portava avanti a 4:07 dalla fine (89-87) dopo esser stata raggiunta, ma un finale da 4-13 pro Pistons ci lasciava con meno speranze e un brivido finale per la serata di domani notte, quando bisognerà battere la squadra dell’ex Clifford e sperare che gli arancio-blu della Grande Mela (vincenti nella notte a Chicago) abbiano più fame di vittorie dei Pistons.

Teoricamente Detroit ha il vantaggio d’esser più forte.

Nella città Natale dell’ex Walker, la mela potrebbe esser frutto saporito da addentare ma anche avvelenato.

Per Cleveland ci sono da mettere in referto 18 punti di Sexton + 10 assist, 17 pt. di Osman, 16 di Clarkson e 10 di Frye. 10+12 rimbalzi per Nance Jr..

Rimbalzi pro Cleveland con 37-41 ma superiorità per Charlotte negli assist con 35-24.

45/78 per Charlotte dal campo (57,7%) e record di triple stagionali realizzate con un 22/44 che vale il 50,0% contro il 36,7% avversario.

Meglio Charlotte nei TO (10-14) mentre tira peggio i liberi (pochi in questa patita per ambo le squadre) con 12/17 contro il 6/8 avversario.

La partita

1° quarto:

Charlotte vinceva la palla a due ma un dribbling troppo pretenzioso di Bridges apriva all’azione offensiva di Cleveland brava a colpire con Zizic nel pitturato a 11:22 su raddoppio in uscita di Biz.

Bacon dalla sinistra pescava il 3-2 seguito a 10:18 dalla tripla frontale di Knight.

Per accorciare serviva un libero a Biyombo (10:05) che mancava il secondo, dopo aver mancato incredibilmente da sotto un canestro già fatto.

Per gli arbitri c’era un tocco di Zizic e il fischio posticipato creava le premesse, unitamente alla stoppata di Batum su Osman, per il pullup dalla media di Walker che a 9:35 creava il secondo vantaggio di serata.

C’era ancora spazio per i locali per l’appoggio di Zizic (oltre Miles) che sfruttava ancora i cm sull’uscita in raddoppio di Biz.

A 8:57 Bacon si ripeteva da oltre l’arco mentre l’ultima resistenza apprezzabile della squadra di Drew nella prima parte del periodo era offerta dall’entrata con alzata di Sexton per il pari.

Gli Hornets cominciavano a recapitare posta da 3 punti cominciando a 8:21 da air-mailes Bridges, Biz a 7:55 appoggiava da sotto su fornitura di Walker, Nance Jr. segnava due punti a rompere il parziale ma ecco ancora una tripla Hornets, questa volta targata Batum (7:23) prima di un runner di Osman (17-11).

A 7:00 Bacon da 3 again (terza bomba in serata) e a 6:32 l’arresto e tiro dall’arco di Kemba sembravano far svoltare per una vittoria facile gli Hornets che arrivando sul 23-11 (parziale di 9-0) però si vedevano recuperare dalle triple di Knight e Sexton e la dunk di Chriss in transizione nata da una nostra pessima rimessa dal fondo della metà campo offensiva.

Il contro-parziale di 0-8 faceva girare il mega-schermo sul 23-19 ma finalmente Bacon con una drive e un avvitamento in reverse layup, riusciva a interromper la cavalcata del Drew team.

Osman dal corner sinistro produceva cose turche con la bomba del 25-22 mentre dall’altra parte Bridges si produceva in un sottomano in reverse.

Era lo stesso Miles in stoppata su Chriss a ritardare di un’azione il -3 firmato da Nance Jr dopo aver preso un rimbalzo sceso dalla zona orologio.

Dopo il time-out chiesto da Borrego era Clarkson a pareggiare con la bomba (27-27) che chiudeva la rimonta della squadra dell’Ohio.

Ripartivano però gli Hornets che con uno dei suoi uomini più dinamici, Lamb, trovavano un catch n’shoot frontale prima d’esser infilati da Clarkson che fallendo dalla media il tiro trovava spazio per l’avanzamento, il rimbalzo e l’appoggio (pessima nostra difesa).

Lamb segnava 4 punti di fila ottenendo prima un tocco di Nwaba e poi un passaggio di Monk (recupero e assist di Malik) ma a chiudere il quarto era una put-back dunk di Chriss per il 33-31.

CLEVELAND, OH – APRIL 9: Dwayne Bacon #7 of the Charlotte Hornets handles the ball during the game against the Cleveland Cavaliers on April 9, 2019 at Rocket Mortgage FieldHouse in Cleveland, Ohio.
Copyright 2019 NBAE (Photo by David Liam Kyle/NBAE via Getty Images)

2° quarto:

Charlotte apriva la frazione pigiando decisamente sull acceleratore: tripla di Frank, coast to coast di Malik con appoggio in dribbling dopo aver disturbato Chriss sull’alley, oop e jumper di Lamb a 10:38 per il 7-0 di parziale a raggiungere il 40-31.

Stauskas con una bomba frontale faceva fischiare la palla che s’inabissava nella retina.

Senza rumore poiché morbidissimo era invece il pullup del rientrante Walker a 9:01, punti che erano recuperati da un layup rovesciato di Clarkson prima che Kemba tornasse a segnare un minuto dopo il suo precedente canestro.

A 7:47 Knight mandava dentro una bomba prima che Walker stesso interrompesse un possibile facile appoggio di Nance Jr. con una trattenuta sull’avambraccio destro dell’avversario pronto ormai all’appoggio.

Per gli arbitri l’azione valeva qualcosa di più di un semplice fallo e il flagrant one consentiva i due liberi a segno più Cleveland che con palla in mano arrivava a batterne altri due.

Osman li mancava entrambi ma il secondo era fatto ribattere zelantemente per una invasione del pitturato.

½ con Cleveland pronta al rientro.

Quarto fallo di squadra di bacon a 6:22, fuori Monk, dentro Lamb ma c’era comunque il pareggio di Sexton che per la seconda volta in serata faceva venire punti interrogativi sulla testa di Borrego.

Ad aiutare il coach ci pensava un Miles in formissima: tripla aperta a 5:55 da centro sinistra e tripla dall’angolo sinistro per il 50-44 prima dell’alzata di Nance jr. su Biz.

Lamb a 4:39 s’infilava tra le maglie avversarie realizzando il 52-46, punteggio con divario destinato a salire nel breve poiché Bacon a 3:19 bersagliava i Cavs con la quarta tripla di serata per il 57-48.

Nove punti che nei minuti finali si mantenevano tali, tra ritocchi ai liberi, prima della bomba di Kemba a :31.3 per il 64-52 ma che scemavano a 8 dopo due punti di Clarkson e un sottomano sul filo della luce rossa di Sexton (64-56).

All’intervallo i Grizzlies si trovavano in vantaggio 57-38 a Detroit e vincer per Charlotte sembrava più che mai utile.

CLEVELAND, OH – APRIL 9: Frank Kaminsky #44 of the Charlotte Hornets shoots the ball during the gameagainst the Cleveland Cavaliers on April 9, 2019 at Rocket Mortgage FieldHouse in Cleveland, Ohio.
Copyright 2019 NBAE (Photo by David Liam Kyle/NBAE via Getty Images)

3° quarto:

Osman con spin e appoggio di sinistro da sotto batteva un Biyombo statico, Walker rispondeva con una tripla a 10:32 e anche Miles imitava il capitano 38 secondi più tardi rimanendo perfetto da oltre l’arco (4/4) portando i teal sul 70-58.

Osman da tre, Bacon da due (16 pt.), Sexton (goaltending di Miles) e due di Zizic su un Biyombo inefficace producevano un parziale di 2-7 che consigliava a Borrego di interromper il gioco a 7:30.

Walker a 6:42 risolveva alla sua maniera di tripla Osman ne metteva due da sotto ma Lamb a 4:49 pescava la tripla che portava il totale di squadra da oltre l’arco a un 15/29…

Bacon a 4:20 aggiungeva un two hands in transizione su lancio di Walker per l’80-67.

A 3:56 un tap-in di Chriss non valeva la terza chance di Charlotte in attacco che vedeva l’appoggio rovesciato di Miles finir dentro nonostante un doppio fallo speso su di lui.

Libero aggiuntivo a segno per l’83-71 e Hornets che si allontanavano ancora di un’unità dopo lo scambio di canestri con tiro pesante del Tank.

Finta in entrata con fing and roll di Graham per l’88-73 e due punti per ambo le squadra mandavano il quarto in archivio su un preciso 90-75.

4° quarto:

L’ultimo giro di lancette girava rapidamente a Cleveland perché Lamb partiva forte dopo uno scambio Tank/Clarkson: prima due punti, poi a 10:06 precisa tripla, Monk con una rubata a tipica su Stauskas, lanciava il nostro numero 3 in jam appesa per il 99-79 e a 9:27 Jeremy tornava a imitar sé stesso mirando e trovando solo il cotone per un’altra micidiale tripla che chiudeva di fatto la gara ormai sul 102-79.

Rallentava un po’ il match con qualche fallo, arrivava la tripla di Graham per il 107-83 mentre a 5:12, durante un time-out lo sguardo inevitabilmente volgeva virtualmente sul parquet di Detroit dove i Pistons cercavano disperatamente la rimonta.

Memphis aveva ancora 4 punti di vantaggio (81-77) a 8:20 dalla fine…

Ne rimanevano tre, Monk lanciando Biz in uno splendido alley-oop confondeva le emozioni positive con quelle contrastanti news provenienti dal parquet di Detroit dove i locali a 6:43 dalla fine erano giunti sul -1.

Monk da tre, J.P. Macura (entrato anche lui) da due e Graham da tre facevano segnare il new record season nelle bombe segnate (20/41) mentre dall’altra parte per il ritiro di Frye si lasciava tirare e con buona mano il veterano spesso centrando il canestro era festeggiato dai compagni sino allo spettacolino finale con consegne di doni ai fan organizzato anche per salutarlo (usato come anchorman).

Finiva 124-97 mentre Wright segnava l’89-87 per Memphis, ultimo barlume di un finale indecoroso della squadra del Tennessee che prendendo un parziale di 13-4 lasciava la vittoria ai Pistons 100-93.

L’illusione durava quindi tre quarti e tutto si rimanda al back to back di domani quando Hornets e Pistons saranno ancora appaiate nell’orario e i primi ospiteranno la squadra dell’ex Clifford (dente avvelenato o morbidi per i PO, essendo i Magic già qualificati?) mentre i Pistoni correranno a New York dove la squadra della città Natale di Kemba potrebbe fargli uno dei più bei regali inaspettati…

Pagelle

Kemba Walker: 8

23 pt., 3 rimbalzi, 7 assist. 9/18 dal campo. 4/10 da fuori. Fresco player of the week della Eastern Conference, Kemba anche in serata non fa mancare il suo apporto. A volte la risolve prendendosi un tiro da oltre l’arco mettendolo in faccia al difensore oppure usa la sua velocità per sceglier tra pullup o drive. Il tutto gli riesce facile e armonico. Un pullup dal rilascio fatato e morbidissimo scintilla ancora negli occhi pur essendo un’azione che si vede spesso sui parquet, normalissima se non fosse per grazia e precisione. Sa anche trovare i compagni velocemente, specialmente sul perimetro. Si becca un flagrant 1 per una trattenuta da dietro sull’avambraccio destro di Nance Jr. in alzata ma lui è su un altro livello, non solo per Charlotte.

Dwayne Bacon: 8

18 pt., 1 assist, 1 rubata. Dwayne parte sparando bombe (le uniche che mi piacciono) a tutto spiano. Granate per evitare le granite anticipate alla squadra di Borrego. Non fa molto altro a livello statistico ma questa sera mi è sembrato molto più solido e consistente sotto l’aspetto difensivo, specialmente negli uno contro uno quando ce n’era bisogno.

Nicolas Batum: 6

3 pt., 6 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. Parte bene con una stoppata su Osman e un paio di minuti più tardi segna anche da tre. Gli unici punti della sua gara anche perché l’unica altra volta che ci prova non riesce ad aggiustarsi per un lungo due da sinistra e ne esce un tiro pessimo. In bilico tra situazioni nelle quali sembra un po’ vagare e qualche azione dov’è bravo sotto a influenzare il tiro, alla fine lascia giocare i compagni rimanendo sullo sfondo nonostante gli oltre 31 minuti prendendo una sufficienza.

Miles Bridges: 8,5

18 pt., 7 rimbalzi, 4 assist, 3 stoppate. 6/9 dal campo iniziando con un 4/4 da oltre l’arco (4/5 finale con tiro mancato di poco dall’angolo destro sparato con il difensore addosso). Grande gara di Miles che piazza tre rejected, con una stoppata vistosa ed elastica che avrebbe fatto invidia a Mutombo. In attacco con due bombe fa ripartire Charlotte dopo il momento di difficoltà con i Cavs che erano tornati in parità a quota 44 ma mostra anche un paio di reverse e movimenti acrobatici sotto canestro niente male. Ottima serata per lui, tra i più positivi.

Bismack Biyombo: 5

5 pt., 5 rimbalzi, 2 assist. 2 TO. Difende troppo staticamente ed è troppo “pulito”. Troppe volte gli avversari lo battono sotto. Zero stoppate e anche all’inizio. Uscendo un paio di volte su raddoppi non richiesti, i lunghi dei Cavs trovano spazi facili sotto per metter 4 punti.

Jeremy Lamb: 8

23 pt., 3 rimbalzi, 5 assist, 3 rubate, 1 stoppata. 9/13 dal campo. +21 in plus/minus. Martella per tutta la gara in attacco specialmente nel finale quando quasi da solo praticamente manda in fuga la squadra mentre fa bene anche in difesa dando fastidio. Una bella stoppata quando non sembrava più possibile e qualche buon rimbalzo o deviazione. Giocatore agile e dinamico che in una serata del genere, protesa più a segnare che a difendere, va benissimo.

Devonte’ Graham: 7

10 pt., 2 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata. Buona partita per Graham che mostra quella personalità intravista in preseason. Bella la finta con fing and roll per mandare al bar i difensori spostatisi dal pitturato. Nel finale arrotonda in doppia cifra ma in generale anche prima non fa rimpianger l’assenza di Walker con 5 assist in 22:19.

Frank Kaminsky: 7

14 pt., 5 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata. Manca un paio di FT e non sembra eccessivamente in forma all’inizio ma poi sale di quota realizzando due delle tre triple tentate chiudendo con un 3/5 dal campo e un 6/8 in lunetta. Gioca 22 minuti, perde tre palloni, uno nel secondo tempo un po’ ridicolo inciampando e cadendo a terra ma nettamente indolore.

Willy Hernangomez: s.v.

0 pt., 2 rimbalzi, 1 assist. Un errore al tiro negli ultimi 3:02. Tra la festa per Frye e con gli Hornets con lo sguardo a Detroit prende un paio di rimbalzi difensivi che fanno statistica.

J.P. Macura: s.v.

pt., rimbalzi, assist, stoppata. Seconda apparizione per Denny la minaccia. Un canestro in entrata e un rimbalzo difensivo negli ultimi 3:02 giusto per la statistica.

Malik Monk: 7,5

8 pt., 3 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate, 2 stoppate. 3/7 dal campo. Dalla difesa all’attacco sembra essere il suo motto. Tra deviazioni e rubate dirette, favorisce la squadra (vedi steal a Stauskas scalpitando come un cavallo per lanciare Lamb verso due punti facili). Ottimo in difesa e il suo impegno lo porta a eliminare gli zeri dalle caselle principali. Factotum, porta energia e questo Borrego lo nota. Un paio di triple a segno in 23:29.

Coach James Borrego: 7

Buona squadra in attacco. L’inizio difensivamente parlando è un po’ distratto e qualche scelta non è il massimo ma i suoi rispondono sempre non deconcentrandosi, pericolo reale e principale di questa partita viste le numerose assenze dei Cavs. Memphis non ci aiuta e lui domani notte si gioca la stagione contro l’ex Clifford in un inevitabile confronto a distanza.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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